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Una metodologia ed un sistema di gestione di ontologie per la descrizione concettuale dei Beni Culturali A. Aiello, C. Allocca, S. Brandi, M. Mango Furnari.

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1 Una metodologia ed un sistema di gestione di ontologie per la descrizione concettuale dei Beni Culturali A. Aiello, C. Allocca, S. Brandi, M. Mango Furnari Istituto di Cibernetica “E. Caianiello” R. Pierobon, F. Proto Dipartimento di Discipline Storiche “E. Lepore” Università Federico II di Napoli F. Miele Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta relatori F. Proto, S. Brandi

2 La problematica fruizione di siti archeologici e sale museali

3 I nostri obiettivi Tintinnabulum SAP P 1260 lucerna h 5 l 16,5
Ø disco 6,5 statuina h 24 lucerna a semivolute con becchi contrapposti, corpo globulare (Conticello De Spagnolis-De Carolis 1988, pp sottotipo a)[1] cui è collegata, tramite una catenella, una statuina di pigmeo itifallico raffigurato in atto di danzare, dalle braccia e dalle gambe del quale pendono dei campanelli[2] [1] Per il tipo cfr. Loeschcke 1919, tipo XIX; Conticello De Spagnolis-De Carolis 1983, tipo III. [2] Bibl.: Kraus-von Matt 1973 p. 200, n. 279; Conticello De Spagnolis-De Carolis 1988, p. 73, n. 61; Pirzio Biroli Stefanelli 1990, p. 191, n. 163; Meconcelli Notarianni-De Carolis 1997, p. 33, n Per il tipo cfr. Adriani 1963, pp , tav. 36 nn. 1-3; Grant 1974, pp I nostri obiettivi I 6, 3 Officina aeraria Officina e taberna del faber aerarius e gromaticus o dell’agrimensor Verus In due ambienti di medie dimensioni è impiantata questa officina che, come quella precedentemente analizzata, era preposta alla lavorazione di oggetti metallici. Il primo vano, con annesso soppalco al piano superiore (accessibile per mezzo di una scala in muratura e legno addossata alla parete occidentale), presenta ancora parte della decorazione parietale: un alto zoccolo di cocciopesto a panelli separati da fasce nere e sottili linee rosse. Rispetto a questa ornamentazione molto semplice e comune negli impianti a carattere commerciale, più curata appare la pavimentazione in cocciopesto, in cui vennero, in un secondo tempo, inserite piastrelle a marmi policromi. Lo scavo si è concentrato, soprattutto, nel 1912, ma rinvenimenti di una certa entità sono avvenuti anche nell’ottobre dell’anno successivo. L’impianto è da attribuirsi a Verus, chiaramente identificato come un faber in una delle tre raccomandazioni elettorali da lui stesso poste a destra dell’ingresso dell’officina[1]. In passato gli studiosi hanno, però, generalmente, ritenuto che fosse anche un agrimensor poiché all’interno della sua bottega fu trovata l’unica groma che mai sia stata rinvenuta nel mondo antico; attualmente, invece, sembra riscuotere maggiore credito la tesi che questo importante strumento (da sempre custodito nel Museo Archeologico di Napoli, dove fu inviato immediatamente dopo la scoperta) fosse stato dato in consegna al fabbro affinché lo restaurasse[2]. Il corredo di questa officina risulta tuttora essere particolarmente cospicuo anche se non è stato possibile rintracciare tutti i centotrentaquattro bronzi che secondo Bettina Gralfs[3], furono qui inventariati.

4 Il primo modello sperimentale: l’ontologia ReMuNa

5 Il secondo modello sperimentale: l’ontologia ICCD
Concreti Strutturazione Dati

6 Le potenzialità dei primi due modelli ontologici trasfuse nel terzo
I modello ontologia ReMuNa II modello ontologia ICCD elevata capacità di mettere in relazione tra loro elementi diversi perfetta aderenza ai tracciati ICCD elevato numero d’informazioni inerenti un singolo bene culturale III modello ontologia ICCD-ReMuNa

7 Gli elementi presi in considerazione nell’ontologia ICCD-ReMuNa
elementi presi in considerazione nella loro interezza beni culturali immobili: architettura (A); complessi archeologici (CA); monumenti archeologici (MA); saggio stratigrafico (SAS); beni culturali urbanistico-territoriali: sito archeologico (SI); beni culturali mobili: bene numismatico (NU); materiale archeologico (TMA); reperto archeologico (RA); archivi: autore (AUT); bibliografia (BIB); scavo (DSC) ricognizione (RGC); entità multimediali: fonti e documenti (DOC); elementi tradotti in classi prive di proprietà beni culturali urbanistico-territoriali: centro storico (CS); beni culturali mobili fotografia (F); disegno (D); stampa (S);

8 I diversi livelli di complessità dei files OWL in rapporto ai tre modelli ontologici approntati
maggiore complessità Lite DL Full I modello ontologia ReMuNa II modello ontologia ICCD III modello ontologia ICCD-ReMuNa

9 La suddivisione dei campi della scheda Reperto Archeologico nelle 4 aree tematiche individuate
LC localizz. geo-ammin. CS localizzazione catastale RE modalità di reperimento DT cronologia AU definizione culturale REI reimpiego MST mostre CM compilazione... OG oggetto ROF rapporto opera finale-originale MT dati tecnici DA dati analitici scheda RA Reperto Archeologico FTA doc. fotografica DRA doc. grafica VDC doc. video-cinematografica REG doc. audio... CD codici ACC altro codice bene

10 Un esempio di strutturazione gerarchica delle proprietà
bene culturale

11 La traduzione in classi dei campi relativi alle 4 aree tematiche individuate

12 La traduzione degli elementi costitutivi dei tracciati ICCD in classi e proprietà

13 Il ruolo svolto dalla proprietà opera_finale-originale
Bene Culturale A Bene Culturale B object property proprietà opera_finale-originale

14 Lo schema descrittivo di ICCD-ReMuNa
compilazione aggiornamento trascrizione per informatizzazione... Lo schema descrittivo di ICCD-ReMuNa bene culturale E codici ICCD dati storici scheda ICCD bene culturale B bene culturale C luoghi dati identificativi ubicazione realizzazione reperimento esportazioni mostre analisi... tempi componenti tipologia materiale rapporto opera finale-originale... bene culturale A dati fisici dati storici documentazione di riferimento bene culturale D scavo autore bene culturale F doc. multimediale ricognizione

15 L’architettura del Server
Cache Repository Sesame Ontology Middleware Jena Framework Cache Handler Query Engine Protégé Protégé2Sesame User Interface ICCD Parser

16 La creazione dello schema ontologico di ICCD-ReMuNa
Repository Sesame Protégé Protégé2Sesame Ontology Middleware Jena Framework Una tantum ad opera di esperti Classi, proprieta’, vincoli Deduzioni da parte di Sesame

17 La popolazione dell’ontologia ICCD-ReMuNa
ICCD Parser Ontology Middleware Jena Framework Repository Sesame Procedura automatica, configurabile Inserimento di istanze Deduzioni di Sesame

18 L’inserimento manuale d’istanze
User Interface Ontology Middleware Jena Framework Cache Handler Cache Repository Sesame Continuo, 2 fasi Operatore inserisce nella cache Revisore sposta in Sesame Deduzioni di Sesame

19 La navigazione dell’ontologia ICCD-ReMuNa
User Interface Repository Sesame Ontology Middleware Jena Framework Query Engine Utente generico Query predefinite, file configurazione Visualizzazione orientata ai dati effettivamente contenuti Utente esperto Creazione guidata di query, senza conoscere il linguaggio

20 formato xml di intercambio del middleware interfaccia di navigazione
protégé2sesame Screenshot formato xml di intercambio del middleware interfaccia di navigazione interfaccia di query


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