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Seminario Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Forlì Area igiene e sanità pubblica Una proposta di protocollo operativo Aligi Gardini e Lamberto Veneri Forlì,23.

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Presentazione sul tema: "Seminario Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Forlì Area igiene e sanità pubblica Una proposta di protocollo operativo Aligi Gardini e Lamberto Veneri Forlì,23."— Transcript della presentazione:

1 Seminario Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Forlì Area igiene e sanità pubblica Una proposta di protocollo operativo Aligi Gardini e Lamberto Veneri Forlì,23 Maggio 2006

2 I punti trattati cenni dal PSN cenni dal PSN criteri per un protocollo criteri per un protocollo ( verso la qualità) ( verso la qualità) funzioni e competenze funzioni e competenze ( verso la appropriatezza e la innovazione) ( verso la appropriatezza e la innovazione) integrazione possibile integrazione possibile (anche qui verso la qualità, come, tra chi) (anche qui verso la qualità, come, tra chi)

3 Dal PIANO SANITARIO NAZIONALE Il capitolo 5 è dedicato a “ ambiente e salute” ALCUNI STRALCI: Approccio politico “ meno settoriale” ed orientamento integrato che coordini le politiche ambientali e sanitarie Prevenzione primaria ed ambientale per ridurre la esposizione della comunità ed individuare con tempestività gli effetti sulla salute Programmi di miglioramento qualità aria nei centri urbani e per i siti sensibili

4 Dal PIANO SANITARIO NAZIONALE ALCUNI STRALCI: *Adeguamento degli strumenti legislativi sulla base delle evidenze scientifiche,in tema di inquinamento chimico *Identificazione, riduzione ed eliminazione delle cause per cui è dimostrato o si può ragionevolmente supporre l’effetto di alterazioni dell’organismo umano ( soprattutto se in fase di sviluppo) *Promozione ricerca ed introduzione di nuove sostanze “ alternative” innocue

5 Dal PIANO SANITARIO NAZIONALE ALCUNI STRALCI: *Costruzione LG o misure impositive su standard di qualità aria per edifici ad uso pubblico *Definizione di procedure tecniche standard di saggio delle emissioni *Definizione di criteri per la progettazione, installazione, collaudo, manutenzione di impianti di ventilazione/condizionamento aria *Promozione di un programma nazionale ricerca sulla qualità aria “indoor”

6 DAL PIANO SANITARIO NAZIONALE Esplicito riferimento alle priorità della 4° conferenza intergovernativa Ambiente e salute “ il futuro dei nostri bambini” –Budapest, 2004 : * RIESAME DELLE POLITICHE DI PREVENZIONE IN AMBIENTI DI VITA E CONFINATI E MIGLIORAMENTO DELLA RICERCA SUL CAMPO E DELLA COMUNICAZIONE RELATIVA

7 Il focus è su: ASPETTI GESTIONALI e FUNZIONALI ( non tematici : come rumore, cem ….) PROPOSTA “ INTERNA” AL DSP ( verso la discussione e validazione operativa) DIALOGO con ARPA ed EELL ( per il necessario gioco di rete )

8 CRITERI per un protocollo Maggiore attenzione alla qualità applicativa che a un modello teorico rigido; Adattabilità e flessibilità degli strumenti in base alle risorse e alla complessità dei prodotti ( valutazioni); Mutuabilità da esperienze positive consolidate ( vedi NIP);

9 CRITERI per un protocollo Efficienza ed appropriatezza professionale, organizzativa e relazionale ; Chiarezza dei ruoli ( compreso il responsabile di prodotto/processo); Qualità degli esiti ( advocacy e promozione salute); Unitarietà dipartimentale del contributo valutativo

10 A D V O C A C Y Uso strategico di informazioni e altre risorse per orientare o modificare decisioni politiche e comportamenti collettivi ed individuali allo scopo di migliorare la salute di singoli o comunità da A. Stefanini

11 FUNZIONI e COMPETENZE Di base : ° il gestore della normativa ; °l’istruttore della documentazione tecnica; °il tossicologo ambientale; °l’epidemiologo ; °l’esperto di igiene e sicurezza ambienti lavoro

12 FUNZIONI e COMPETENZE Quando lo richiede l”oggetto” di valutazione : ° l’esperto di acque potabili ; ° l’esperto di zootecnia ed igiene veterinaria; ° l’esperto di igiene alimenti NA; ° l’esperto di comunicazione e percezione rischio ambientale

13 Gestore delle normative È il supporto “ normativo” alla valutazione ; È il supporto “ normativo” alla valutazione ; Si (ed ) aggiorna su soglie / limiti sanitari di legge e raccomandati da organismi, direttive, LG; Si (ed ) aggiorna su soglie / limiti sanitari di legge e raccomandati da organismi, direttive, LG; E’ in grado di correlare con senso critico la normativa ambientale (riferita al DSP) a quella di mandato istituzionale di ASL e DSP ; E’ in grado di correlare con senso critico la normativa ambientale (riferita al DSP) a quella di mandato istituzionale di ASL e DSP ;

14 Gestore delle normative Fornisce evidenze riguardo al technology- assessment, efficacia ed adeguatezza delle politiche di uso del territorio in rapporto alla salute; Fornisce evidenze riguardo al technology- assessment, efficacia ed adeguatezza delle politiche di uso del territorio in rapporto alla salute; Cura il gioco delle alleanze tra portatori di interesse ; si fa carico delle migliori tecniche possibili di collaborazione con EELL; Cura il gioco delle alleanze tra portatori di interesse ; si fa carico delle migliori tecniche possibili di collaborazione con EELL; E’ garante della qualità dei contributi valutativi ( compresa la integrazione) E’ garante della qualità dei contributi valutativi ( compresa la integrazione) NB: di norma è il responsabile di prodotto/processo

15 ISTRUTTORE della DOCUMENTAZIONE TECNICA (come nei NIP) è colui che esegue la prima “ lettura ” dei documenti, tabelle, mappe ; si occupa della modellistica di diffusione /distribuzione ambientale (matrici) degli inquinanti critici per la salute ; Tenta stime di cumulo, di emi – vita, di interazione tra i vari inquinanti ( con particolare attenzione ai critici per la salute) NB: per le caratteristiche richieste, è un TPALL o un Tecnico laureato

16 TOSSICOLOGO AMBIENTALE -Fornisce un contributo mirato alla valutazione tossicologica dei rischi chimici; -E’ in grado di indicare alternative e modifiche ai prodotti nocivi/ tossici nei cicli produttivi ; -Ha competenza circa i possibili monitoraggi su matrice ambientale e biologici, in rapporto ai più importanti inquinanti per la salute degli esposti; -Si rapporta all’epidemiologo per integrare e rendere consensuali i due specifici contributi

17 L’EPIDEMIOLOGO -è in grado di “leggere” il capitolo salute pubblica e dare contributi su tutti i capitoli di matrice ; -porta al tavolo del DSP le evidenze epidemiologiche aggiornate sugli specifici problemi ; -orienta i “ proponenti” a presentare dati sanitari mediante tassi ed indicatori che consentano stime e comparazioni ( RAP, RAE, standardizzazioni); -collabora con il tossicologo per valutare gli effetti a breve e lungo termine

18 L’EPIDEMIOLOGO -correla ( e sa leggere ed interpretare la correlazione) indicatori epidemiologici ed altri tipi di indicatori utili alla valutazione di impatto sanitario ( demografici, socio-economici, di VALSAT); -porta al tavolo del DSP elementi di epidemiologia “ valutativa” ( effetti sanitari delle differenti opzioni tecnologiche ed impiantistiche possibili o alternative e stima dell’ efficacia relativa)

19 L’ESPERTO DI IGIENE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO - È in grado di fornire competenti contributi su: a) Cantieristica degli insediamenti in fase realizzativa; b) Impatti previsionali su salute degli addetti nei nuovi impianti o in quelli modificati e ristrutturati ; c) Opportunità di misure preventive ( prevenzione primaria e DPI); d) Indicazioni di monitoraggio ambientale (di lavoro) e biologico(lavoratori)

20 L’ESPERTO di COMUNICAZIONE e PERCEZIONE RISCHIO AMBIENTALE -importante è il suo contributo nelle sedute di Conferenza di Pianificazione e Forum, per i rapporti con Enti ed Associazioni (comprensibilità delle valutazioni del DSP e decodifica dei messaggi dei portatori di interesse); -cura negli strumenti pianificatori delle PA, la strategia e la coerenza delle azioni di comunicazione, educazione ambientale e formazione ;

21 L’ESPERTO di COMUNICAZIONE SUL RISCHIO AMBIENTALE… -fornisce suggerimenti per la “ mediazione” valoriale e di linguaggio tra portatori di interesse e DSP; - tenta di tradurre le valutazioni del DSP in azioni di promozione della salute ( correlando con PPS,PSZ ecc.) ( correlando con PPS,PSZ ecc.)

22 Due considerazioni ….. Dalla prima esperienza, non appare particolarmente “ curata” dai proponenti la descrizione e la esplicitazione degli impatti sulla salute ( capitolo salute pubblica o analogo); Dalla prima esperienza, non appare particolarmente “ curata” dai proponenti la descrizione e la esplicitazione degli impatti sulla salute ( capitolo salute pubblica o analogo); Fatta eccezione per contributi preliminari agli EELL che predispongono/ adottano Piani generali e tematici, il DSP non è tenuto ad offrire specifici dati o elementi conoscitivi ai proponenti, nell’ambito dei percorsi di autorizzazione ( vedi VIA, VIS, AIA, ecc. ) Fatta eccezione per contributi preliminari agli EELL che predispongono/ adottano Piani generali e tematici, il DSP non è tenuto ad offrire specifici dati o elementi conoscitivi ai proponenti, nell’ambito dei percorsi di autorizzazione ( vedi VIA, VIS, AIA, ecc. )

23 INTEGRAZIONE POSSIBILE 1) lo strumento di integrazione è flessibile : 1) lo strumento di integrazione è flessibile : 1 a – sui prodotti semplici (es. RONCHI rottamai): protocollo di intesa gestito in forma non collegiale 1 b – sui prodotti complessi ( ess. VIA/VIS, AIA, PGQA,PTCP) : commissione gestita appunto in forma collegiale, come NIP o NIP-modificata

24 INTEGRAZIONE : come 2. Anche per i prodotti complessi, l’istruttoria è a carico dell’ISTRUTTORE 2 a – conseguentemente gli esperti eseguono una “ lettura” della proposta/progetto secondo tempi e modalità “ autonome” 2 b- si va a confluire poi nel lavoro collegiale di commissione e il responsabile di prodotto è tenuto a formulare il contributo unico dipartimentale conclusivo

25 INTEGRAZIONE : tra chi … 3 a – AISP e AS sono le articolazioni più strettamente coinvolte 3 a – AISP e AS sono le articolazioni più strettamente coinvolte 3 b – a seguire, AEC ( in particolar modo l’epidemiologo ) 3 b – a seguire, AEC ( in particolar modo l’epidemiologo ) 3 c – anche ( in taluni casi ) ASPV 3 c – anche ( in taluni casi ) ASPV

26 INTEGRAZIONE : ipotesi funzionali Funzioni/ competenze ( allocate in una o più aree del DSP), ma in occasione di processi e prodotti “ ambientali”, in grado di diventare trasversali e dipartimentali Esempi: la tossicologia e la igiene industriale ed ambientale ….

27 INTEGRAZIONE : ipotesi funzionali

28 INTEGRAZIONE :IPOTESI FUNZIONALI


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