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1 A.I.M.C. (Associazione Italiana Medicina delle Catastrofi) SI OCCUPA DELLA GESTIONE DELLE MAXIEMERGENZE.

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1 1 A.I.M.C. (Associazione Italiana Medicina delle Catastrofi) SI OCCUPA DELLA GESTIONE DELLE MAXIEMERGENZE

2 PIANIFICAZIONE DEL RISCHIO RIDUZIONE EFFICACE DELLE PERDITE DI VITE UMANE E DI DANNI MATERIALI

3 IMPIANTI INDUSTRIALI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE NELLA PROVINCIA DI SIRACUSA Dr. Salvatore Rametta Medical Disaster Manager

4 INCIDENTE RILEVANTE EVENTO AVVENUTO IN UNO STABILIMENTO A CAUSA DI SVILUPPI INCONTROLLATI A CAUSA DI SVILUPPI INCONTROLLATI ( EMISSIONI DI SOSTANZE PERICOLOSE,INCENDI,ESPLOSIONI ) CHE DETERMINANO UN PERICOLO GRAVE,IMMEDIATO O DIFFERITO,PER LA SALUTE UMANA O PER L’AMBIENTE

5 FRAGILITA’ ESTREMA DEL SISTEMA ANTROPICO-AMBIENTALE IL TRATTO DI COSTA FRA SIRACUSA E AUGUSTA RAPPRESENTA UNA DELLE PIU’ ALTE CONCENTRAZIONI DI IMPIANTI ALTE CONCENTRAZIONI DI IMPIANTI CHIMICI E DI RAFFINAZIONE IN EUROPA CON PERICOLOSA VICINANZA A LOCALITA’ DENSAMENTE POPOLATE

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15 15 PIANO DI RISANAMENTO AMBIENTALE E’ STATO EMANATO A SEGUITO DELLA DICHIARAZIONE DI SITO AD ELEVATO RISCHIO PIANO DI RISANAMENTO AMBIENTALE (1995 ) E’ STATO EMANATO A SEGUITO DELLA DICHIARAZIONE DI SITO AD ELEVATO RISCHIO

16 16 SITUAZIONE AD ALTO RISCHIO ASSETTO TERRITORIALE DEGRADATO SCADENTI INFRASTRUTTURE VIARIE CENTRI COMMERCIALI E STRUTTURE DI SVAGO A RIDOSSO DELL’AREA INDUSTRIALE (Acquapark, Boowling, Clubs Privati,Strutture Alberghiere, Pala-Enichem, Centri Commerciali ecc.) RISCHIO SISMICO (Sistema di Faglia della Scarpata Ibleo-Maltese)

17 17 VULNERABILITA’ POPOLAZIONEPOPOLAZIONE FABBRICATIFABBRICATI VIABILITA’VIABILITA’ SISTEMI DI ALLARMESISTEMI DI ALLARME SISTEMI DI COMUNICAZIONESISTEMI DI COMUNICAZIONE CENTRALI ELETTRICHECENTRALI ELETTRICHE SISTEMI DI EVACUAZIONESISTEMI DI EVACUAZIONE

18 18 CRITICITA’ IL TRACCIATO FERROVIARIO SIRACUSA-AUGUSTA E LA STRADA STATALE 114 ATTRAVERSANO LA ZONA INDUSTRIALE,PASSANDO A POCHI METRI DA SERBATOI DI GAS LIQUIDO COMPRESSO

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20 20 E’ PREVISTA,A CURA DELLA PREFETTURA DI SIRACUSA,LA COLLOCAZIONE DI ESPLOSIMETRI LUNGO IL PERCORSO,CHE CONSENTANO DI RILEVARE EVENTUALI INNESCHI

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34 MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO Direzione Generale Salvaguardia Ambientale Divisione VI –Rischio Industriale Prevenzione e controllo integrati dell’inquinamento INVENTARIO NAZIONALE DEGLI STABILIMENTI SUSCETTIBILI DI CAUSARE INCIDENTI RILEVANTI (17 STABILIMENTI A RISCHIO 700 SCENARI INCIDENTALI)

35 35 STABILIMENTI R.I.R. PRIOLO GARGALLO AIR LIQIDE SICILIA SpAAIR LIQIDE SICILIA SpA (Produzione e deposito gas tecnici) (Produzione e deposito gas tecnici) ISPE SrLISPE SrL (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE ( + LUKOIL)ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE ( + LUKOIL) (Raffinazione Petrolio) (Raffinazione Petrolio) SYNDIAL SpASYNDIAL SpA (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) POLIMERI EUROPA SpAPOLIMERI EUROPA SpA (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) (Stabilimento Chimico e Petrolchimico) ISAB ENERGYISAB ENERGY (Altro) (Altro)

36 36 STABILIMENTI R.I.R. AUGUSTA SASOL ITALYSASOL ITALY (Stabilimento Chimico e petrolchimico) (Stabilimento Chimico e petrolchimico) ESSO ITALIANAESSO ITALIANA (Deposito olii minerali e Raffinazione Petrolio ) (Deposito olii minerali e Raffinazione Petrolio ) PRAVISANI SpAPRAVISANI SpA (Produzione e Deposito di Esplosivi) ? (Produzione e Deposito di Esplosivi) ? MAXCOM SrLMAXCOM SrL (Deposito Olii Minerali) (Deposito Olii Minerali)

37 Servizio Piano Studi Prevenzione Rischio Tecnologico e Ambientale della Protezione Civile ( Provincia di Siracusa) DAL 1998 AL INCIDENTI 4 MORTI 16 FERITI

38 SEVESO TER D.L. N.° 238 DEL CONTIENE LE ULTIME DISPOSIZIONI COMUNITARIE IN MATERIA DI PREVENZIONE E CONTROLLO DI INCIDENTI RILEVANTI

39 39 COSA DICE LA SEVESO TER -INCLUDE LE ATTIVITA’ SVOLTE DAI PORTI IN CUI SONO PRESENTI SOSTANZE PERICOLOSE. IN CUI SONO PRESENTI SOSTANZE PERICOLOSE. - AMPLIA LA PARTECIPAZIONE ALLA POPOLAZIONE NEL CASO DI AGGIONAMENTO DEI PIANI DI EMERGENZA ESTERNA (P.E.E.). -ACCRESCE IL DIRITTO DEI CITTADINI, INTERESSATI ALL’INFORMAZIONE SULLE MISURE DI SICUREZZA, A FORNIRE OGNI DATO SENSIBILE AFFINCHE’ LA POPOLAZIONE POSSA ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE. INTERESSATI ALL’INFORMAZIONE SULLE MISURE DI SICUREZZA, A FORNIRE OGNI DATO SENSIBILE AFFINCHE’ LA POPOLAZIONE POSSA ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE. -SONO PREVISTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLO DELL’URBANIZZAZIONE

40 40 A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) DISPONE LE ISTRUTTORIE TECNICHE -DISPONE LE ISTRUTTORIE TECNICHE SUI RAPPORTI DI SICUREZZA. SUI RAPPORTI DI SICUREZZA. -ATTUA LA VIGILANZA SULLE CONDIZIONI DEGLI IMPIANTI. DEGLI IMPIANTI. -E’ DI SUPPORTO ALLE AMMINISTRAZIONI NELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE. NELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE.

41 41 SCHEDA INFORMATIVA LA SCHEDA INFORMATIVA CHE,A CURA DEL SINDACO,DEVE ESSERE RESA NOTA ALLA POPOLAZIONE RESIDENTE,COMPRENDE: Descrizione degli scenari incidentali.Descrizione degli scenari incidentali. Norme comportamentali e di autoprotezione.Norme comportamentali e di autoprotezione. Individua le zone a rischio.Individua le zone a rischio.

42 42 IL PIANO REGOLATORE URBANO TRAMITE L’ELABORATO TECNICO R.I.R. (Rischio Incidente Rilevante) IL PIANO REGOLATORE URBANO TRAMITE L’ELABORATO TECNICO R.I.R. (Rischio Incidente Rilevante) DEVE : ASSICURARE LA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE DELLE SCELTE URBANISTICHEASSICURARE LA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE DELLE SCELTE URBANISTICHE (densità abitativa,destinazione d’uso,tipologia) (densità abitativa,destinazione d’uso,tipologia) RIFLETTERE LA DISTRIBUZIONE SPAZIALE DEI LIVELLI DI GRAVITA’ DELLE CATASTROFI NELLA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO IN CUI AUTORIZZARE DIVERSE DENSITA’ DI SVILUPPO.RIFLETTERE LA DISTRIBUZIONE SPAZIALE DEI LIVELLI DI GRAVITA’ DELLE CATASTROFI NELLA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO IN CUI AUTORIZZARE DIVERSE DENSITA’ DI SVILUPPO. ELIMINARE O CONTENERE I FATTORI DI RISCHIOELIMINARE O CONTENERE I FATTORI DI RISCHIO INDIVIDUARE AREE PER ESIGENZA DI PROTEZIONE CIVILE.INDIVIDUARE AREE PER ESIGENZA DI PROTEZIONE CIVILE. INDIVIDUARE VIE DI FUGA.INDIVIDUARE VIE DI FUGA.

43 43 IL RAPPORTO DI SICUREZZA IL RAPPORTO DI SICUREZZA PRESENTATO DAL GESTORE DEVE DARE TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI -DEVE DARE TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI A DECIDERE CIRCA L’INSEDIAMENTO DI A DECIDERE CIRCA L’INSEDIAMENTO DI NUOVI STABILIMENTI VICINI AI GIA’ ESISTENTI NUOVI STABILIMENTI VICINI AI GIA’ ESISTENTI -DEVE RIPORTARE LA VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE DI INCIDENTI RILEVANTI CONSEGUENZE DI INCIDENTI RILEVANTI IDENTIFICATI DERIVANTI DALLO STABILIMENTO IDENTIFICATI DERIVANTI DALLO STABILIMENTO

44 D.M.196 DEL 22 AGOSTO 2000 IL GESTORE DEVE VERIFICARE E DICHIARARE ALLE AUTORITA’ COMPETENTI SE LE AREE DI DANNO,IN RELAZIONE ALLE DIVERSE CLASSI DI PROBABILITA’ CONSEGUENTI ALLA REALIZZAZIONE DI MODIFICHE,SIANO PIU’ ESTESE DI QUELLE PREESISTENTI,COME PARE SIA AVVENUTO RECENTEMENTE CON LE ULTIME TRASFORMAZIONI,FUSIONI E AMPLIAMENTI DEL COMPRENSORIO INDUSTRIALE IN OGGETTO

45 MITIGAZIONE DEL DANNO CULTURA DELLA SICUREZZA NELLA POPOLAZIONE

46 DISPERSIONE MIRATA NELLA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO E DEI RISPETTIVI PIANI REGOLATORI E’ FONDAMENTALE IL DECENTRAMENTO DELLE AREE A RISCHIO

47 DEPOSITI DI GNL (Contenitori da decine di migliaia di metri cubi) SI AUMENTA LA PRESSIONE E SI DIMINUISCE LA TEMPERATURA INDUCENDO LA LIQUEFAZIONE PER OTTENERE NOTEVOLI QUANTITA’ DI PRODOTTO IN PICCOLI VOLUMI

48 B L E V E B L E V E (Bowling Liquid Expansion Vapor Explosion) Esplosione da rapida depressurizzazione per cedimento di un recipiente in pressione contenente un liquido. esplosione con proiezione di elementi del serbatoio a centinaia di metri Un serbatoio esposto a fiamme libere,aumentando la temperatura esterna del serbatoio,determina esplosione con proiezione di elementi del serbatoio a centinaia di metri di distanza innescando un micidiale “effetto domino” ( GNL,Cloro,Ammoniaca,Gas criogeni)

49 49 FIRE-BALL E’ L’ACCENSIONE SPONTANEA DI UNA NUVOLA DI VAPORI INFIAMMABILI IN SERBATOI DI GAS PRESSURIZZATO. FIRE-BALL (Palla di fuoco) E’ L’ACCENSIONE SPONTANEA DI UNA NUVOLA DI VAPORI INFIAMMABILI IN SERBATOI DI GAS PRESSURIZZATO. Rilasci di GPL da : 20 tonnellate hanno un raggio di 60 metri. 200 tonnellate hanno un raggio di 120 metri tonnellate hanno un raggio di 300 metri.

50 50 CAUSE DI INCIDENTI Errori di progettazione,di calcolo,di montaggio ed errata scelta dei materiali=30%Errori di progettazione,di calcolo,di montaggio ed errata scelta dei materiali=30% Errori umani (procedure scorrette)= 33,5%Errori umani (procedure scorrette)= 33,5% Cause tecniche(cattivo funzionamento sistemi di allarme e protezione,d’impianti elettrici e manutenzione carente)= 35%Cause tecniche(cattivo funzionamento sistemi di allarme e protezione,d’impianti elettrici e manutenzione carente)= 35% Eventi atmosferici = 1,5%Eventi atmosferici = 1,5%

51 51 PREVENZIONE E’ DUNQUE AGGIORNAMENTO TECNOLOGICO CONTINUOAGGIORNAMENTO TECNOLOGICO CONTINUO PREPARAZIONE DEGLI SPECIALISTI ADDETTIPREPARAZIONE DEGLI SPECIALISTI ADDETTI

52 L’INCIDENTE INDUSTRIALE MEZZI STRAORDINARI L’INCIDENTE INDUSTRIALE E’ CLASSIFICATO COME EVENTO DI “TIPO C” DA GESTIRE CON MEZZI STRAORDINARI LA CATASTROFE CHIMICA E’ UN’EMERGENZA CHE SI AFFRONTA CON DIFFICOLTA’ A CAUSA DELLE NUMEROSE VARIANTI POSSIBILI

53 53 SOCCORSO SANITARIO IN CASO D’ INCIDENTE CHIMICO E’ SPESSO GRAVATO DA RITARDI ED ERRORI CONSEGUENTI A SCARSA PIANIFICAZIONE.E’ SPESSO GRAVATO DA RITARDI ED ERRORI CONSEGUENTI A SCARSA PIANIFICAZIONE. OCCORRE RIGORE ORGANIZZATIVO E COMPETENZE INTERDISCIPLINARI.OCCORRE RIGORE ORGANIZZATIVO E COMPETENZE INTERDISCIPLINARI. BISOGNA SELEZIONARE IN TEMPI BREVI DATI CRITICIBISOGNA SELEZIONARE IN TEMPI BREVI DATI CRITICI ( assistenza immediata alle vittime,protezione dei soccorritori,elaborazione mappe rischio ambientale,controlli tossicologici,monitoraggio ambientale)

54 54 PARAMETRI DI GRAVITA’ DELL’EVENTO PARAMETRI DI GRAVITA’ DELL’EVENTO (Valutazione dell’esposizione) Quantità della sostanza emessa. Raggio distruttivo dell’esplosione. Area contaminata (aria,falde acquifere,acqua marina).

55 55 DISPERSIONE La DISPERSIONE dipende da : Condizioni meteorologicheCondizioni meteorologiche (velocità e direzione vento) (velocità e direzione vento) Durata del rilascioDurata del rilascio (istantaneo o continuo) (istantaneo o continuo) Velocità d’emissioneVelocità d’emissione Densità dell’inquinanteDensità dell’inquinante Dimensioni della sorgenteDimensioni della sorgente (elevate concentrazioni di infiammabili) (elevate concentrazioni di infiammabili) Posizione/Orientamento del rilascioPosizione/Orientamento del rilascio Ambiente di dispersioneAmbiente di dispersione

56 56 DANNI CONSEGUENTI A DISPERSIONE DI GNL NEUROTOSSICI (fino al coma)NEUROTOSSICI (fino al coma) CARDIOTOSSICI (aritmie)CARDIOTOSSICI (aritmie) DANNI EPATORENALI (blocco funzionale)DANNI EPATORENALI (blocco funzionale) CUTECUTE MUCOSEMUCOSE

57 57 VALUTAZIONE DELLE DISTANZE DI SICUREZZA Le distanze e le aree indicate negli attuali P.E.I. (Piani di Emergenza Interna)sono state talvolta plasmate nell’ intento di acquisizioni delle licenze di produzione e della dislocazione sul territorio delle aree utilizzabili,ma che sono poco coerenti con le reali necessità di salvaguardia e soccorso della popolazione.

58 58 ESEMPIO DI INCIDENTE RILEVANTE TOLOSA ( F ) KM DALLA CITTA’ 41 MORTI MIGLIAIA DI FERITI 1 MILIONE E MEZZO DI INTOSSICATI

59 59 ESEMPIO DI INCIDENTE RILEVANTE ICMESA ( MEDA) SEVESO + 5 ALTRI COMUNI KM

60 60 NEI P.E.I. DELLE POCHE INDUSTRIE DI CUI SIAMO RIUSCITI A LEGGERE I DATI,SI PARLA,DISCUTIBILMENTE,IN CASO DI INCIDENTI RILEVANTI,DI : “DISPERSIONI LIMITATE AD AREA ESTERNA LIMITROFA ALLA RECINZIONE DELLO STABILIMENTO”………..

61 DELIMITAZIONE DELLE DISTANZE DI PROTEZIONE E’ FONDAMENTALE AI FINI DELLA PIANIFICAZIONE DELL’EMERGENZA ESTERNA DI TIPO 3,POICHE’ NON HANNO TANTA IMPORTANZA I SINGOLI EVENTI MA IL LORO EFFETTO SULLA POPOLAZIONE E SUL TERRITORIO: AREA DI MASSIMO EFFETTO

62 METODO SHORTCUT METODO SHORTCUT APAT(Agenzia Protezione Ambiente e Servizi tecnici) STIMA LE CONSEGUENZE DERIVANTI DA INCIDENTI RILEVANTI CONNESSI ALLO STOCCAGGIO,MOVIMENTAZIONE E TRASPORTO DI SOSTANZE PERICOLOSE. VERIFICA LA CORRETTEZZA DEI RISULTATI PRESENTATI DAI GESTORI. E’ QUINDI STRUMENTO FONDAMENTALE PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E DELL’EMERGENZA

63 CALCOLO DELLA DISTANZA DI DANNO METODO SHORTCUT (Esempio) 200 TON. GNL LESIONI IRREVERSIBILI 200 TON. GNL LIQUEFATTO PER COMPRESSIONE,CONTENUTO IN UN SERBATOIO DI STOCCAGGIO,PER UN EVENTO INCIDENTALE DI PROBABILITA’ RELATIVEMENTE ALTA E MAGNITUDO CONTENUTA,IL RAGGIO D’ IMPATTO CORRISPONDENTE A LESIONI IRREVERSIBILI E’ DI : METRI13 Km METRI (I^ ZONA D’IMPATTO: 13 Km2) METRI240 Km METRI (II^ ZONA DI DANNO:240 Km2)

64 64 VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI E SCENARIO INCIDENTALE VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI E SCENARIO INCIDENTALE (Distanze entro le quali avviene la proiezione della maggior parte dei frammenti di dimensioni rilevanti) 500 METRI = SERBATOI DI STOCCAGGIO SFERICI500 METRI = SERBATOI DI STOCCAGGIO SFERICI 800 METRI =SERBATOI DI STOCCAGGIO CILINDRICI800 METRI =SERBATOI DI STOCCAGGIO CILINDRICI

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66 EFFETTO DOMINO EFFETTO DOMINO ( AUMENTATO RISCHIO) IL GESTORE DEVE ADOTTARE MISURE TECNICHE COMPLEMENTARI PER CONTENERE I RISCHI PER LE PERSONE E PER L’AMBIENTE

67 EFFETTO DOMINO PREVISIONE DI AREE AD ALTA CONCENTRAZIONE DI STABILIMENTI IN CUI AUMENTA ESPONENZIALMENTE IL RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI A CAUSA DELLE INTERCONNESSIONI FRA DIVERSE ATTIVITA’ INDUSTRIALI

68 68 EFFETTO DOMINO EFFETTO DOMINO VALUTARE POSSIBILI DANNEGGIAMENTI A SerbatoiSerbatoi TubazioniTubazioni Apparecchiature di processoApparecchiature di processo

69 EFFETTO DOMINO EFFETTO DOMINO (Conseguenze) EMISSIONE DI SOSTANZE PERICOLOSE E INQUINANTI CHE,LIBERATE NELL’ARIA O NELL’ACQUA POSSONO ESSERE TRASPORTATE A GRANDI DISTANZE,CONTAMINANDO L’ARIA,LE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO DELL’ACUA POTABILE,LA TERRA(DANNI AI RACCOLTI E AL BESTIAME), RENDENDO INABITABILI INTERE PROVINCE

70 EFFETTO DOMINO EFFETTO DOMINO (Conseguenze) GLI INCENDI INDUSTRIALI POSSONO RAGGIUNGERE ALTISSIME TEMPERATURE E COLPIRE VASTE AREE E COLPIRE VASTE AREE

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72 EFFETTO DOMINO EFFETTO DOMINO (Conseguenze) Gli elementi ad alto rischio,oltre alla popolazione, sono le strumentazioni industriali e gli impianti di comunicazione

73 L’OTTIMISMO Un atteggiamento eccessivamente ottimistico nella determinazione delle Aree di Rischio ci sembra possa essere stato utile ai Gestori,per ovvii motivi di licenze e di perimetrazione delle attività,ma anche ad alcuni Comuni,nella previsione dell’espansione di preesistenti realtà produttive e con l’intendimento di un’ulteriore impiantistica su un territorio ormai saturo oltre ogni ragionevole calcolo Un atteggiamento eccessivamente ottimistico nella determinazione delle Aree di Rischio ci sembra possa essere stato utile ai Gestori,per ovvii motivi di licenze e di perimetrazione delle attività,ma anche ad alcuni Comuni,nella previsione dell’espansione di preesistenti realtà produttive e con l’intendimento di un’ulteriore impiantistica su un territorio ormai saturo oltre ogni ragionevole calcolo.

74 FONDAMENTALE CONNESSIONE FRA SVILUPPO INDUSTRIALE E POLITICA AMBIENTALE

75 ASSETTO DEL TERRITORIO E CONTROLLO DELL’URBANIZZAZIONE GLI ENTI TERRITORIALI DEVONO TENERE CONTO DELLA NECESSITA’ DI PREVEDERE E MANTENERE OPPORTUNE DISTANZE FRA GLI STABILIMENTI E LE ZONE RESIDENZIALI,GLI EDIFICI E LE ZONE FREQUENTATE DAL PUBBLICO,LE VIE DI TRASPORTO PRINCIPALI,LE AREE RICREATIVE E DI PARTICOLARE INTERESSE NATURALE.

76 76 LE PECULIARITA’ TERRITORIALI DELLA ZONA INDUSTRIALE IN OGGETTO INDICANO L’OPPORTUNITA’ DELLA PREDISPOSIZIONE DI UN PIANO INTERCOMUNALE

77 PROPOSTE PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI IMPIANTI RILANCIO DI QUANTO ESISTENTE CON MEZZI TECNOLOGICI AVANZATI, OGGI MEZZI TECNOLOGICI AVANZATI, OGGI ESISTENTI,TUTELANDO LA SICUREZZA DELLE PERSONE E DELL’AMBIENTE

78 78 CONSIDERAZIONI D’ ORDINE ECONOMICO

79 LA MITIGAZIONE DEI DISASTRI E’ PARTE INTEGRANTE DELLO SVILUPPO ECONOMICO DEL TERRITORIO IL DANNEGGIAMENTO DI INDUSTRIE E INFRASTRUTTURE COMPORTA INTERRUZIONE DI SERVIZI ESSENZIALI CHE OCCORRE INVECE PROTEGGERE

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81 81 Uno stabilimento danneggiato non può certamente continuare la produzione e l’Azienda potrebbe non sopravvivere creando disoccupazione

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83 83 P E R T A N T O Proteggere le attività produttive e la popolazione significa favorire il processo di sviluppo economico !

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89 89 Il Metodo Previsionale consiste nella ferma determinazione di non persistere nell’errore se l’intervento di una mano o di una mente possono impedirlo !

90 90 GRAZIE PER L’ATTENZIONE


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