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La responsabilità sociale dell’impresa Le principali iniziative.

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Presentazione sul tema: "La responsabilità sociale dell’impresa Le principali iniziative."— Transcript della presentazione:

1 La responsabilità sociale dell’impresa Le principali iniziative

2 Responsabilità Sociale delle Imprese Obiettivo: migliorare la qualità sociale del lavoro e dell’ambiente, promuovere coesione sociale e competitività nel quadro della globalizzazione dei diritti Strumento fondamentale: regolazione di un mercato di prodotti rispondenti a requisiti sociali ed ambientali, coinvolgendo l’insieme dei soggetti delle filiere (fornitori, distributori, consumatori) Condizione necessaria: politiche e normative quadro come base per atti obbligati o decisioni volontarie delle imprese

3 Integrazione ambientale e sociale Tendenza diffusa all’integrazione nelle politiche europee e delle altre istituzioni internazionali (ONU,OCSE, GRI) Vantaggio evitare la proliferazione di certificazioni, marchi, etichette Rischio Ridurre le opzioni possibili per le imprese e innalzamento della soglia di accesso soprattutto per le PMI

4 Alcune iniziative Social Accountability 8000 Detsocialeindeks (Denmark) Dow Jones World Sustainibiliti Index (DJSI World) Global Compact (ONU) Linee guida OECD (imprese multinazionali) Global Reporting Initiative Sunshine Standards for Corporate Reporting to Stakeholders Keidanren Charter for Goo Corporate Behavior (Japan) AAA 1000 (social reporting)

5 Altre iniziative Codice etico Confindustria Codici di condotta Rapporti e/o bilanci sociali IQS (indicatori di qualità sociale) Carte dei valori Carte dei servizi Collectif de l’ethique sur l’etiquette (marchio sociale) Commercio equo e solidale

6 Dow Jones Sustenibility Indexes Finalizzazione Identificare le imprese caratterizzate dalle migliori performances economiche, sociali ed ambientali Strumenti per la valutazione Questionari Documentazione aziendale Informazioni pubbliche (bilanci, internet etc.) Analisi dei media Analisi degli stakeholders

7 Det Sociale Indeks (Denmark) Strumento del Ministero del Lavoro danese Quantifica il grado di CSR (indice 0-100) Favorisce l’autovalutazione del miglioramento in campo sociale anche attraverso la comparazione tra imprese L’uso (triennale) del logo necessita di una verifica da parte di verificatori accreditati ed il raggiungimento di un punteggio non inferiore a 60/100 La valutazione si articola su tre livelli – Cosa si vuole 20% – Cosa si fa 50%77 – Cosa si ottiene 30%

8 Det Sociale Indeks (Denmark) / 2 Prevede il coinvolgimento dei lavoratori Coinvolge l’insieme degli aspetti della sostenibilità sociale (categorie escluse dal MdL,rapporto con il territorio, con i consumatori e fornitori oltre quelli riferiti alla qualità dell’ambiente di lavoro, alla soddisfazione personale dei dipendenti, alla formazione etc.)

9 Commercio equo e solidale 1/3 International Fairtrade Labelling Organizations (FLO)

10 Commercio equo e solidale (FLO) 2/3 Network di 17 marchi nazionali Destinatari del marchio: produttori, commercianti, importatori, esportatori, venditori al dettaglio o all’ingrosso Indicatori basati su standards e convenzioni internazionali Categorie di prodotti etichettabili Caffè, cacao, miele, banane, te, succo d’arancia, zucchero Altri prodotti Cotone, frutti tropicali

11 Le tre dimensioni (FLO) 3/3 Sviluppo sociale Convenzioni ILO Sviluppo economico Fairtrade Premium (finalizzato al miglioramento delle condizioni dei lavoratori e delle popolazioni) Sviluppo ambientale Salvaguardia ambientale Minimizzazione uso pesticidi e fertilizzanti Produzioni biologiche

12 The “Equator principles” Le regole di "Equator principles" sono state definite ed adottate dall'International Finance Corporation" (IFC) della Banca mondiale. Si basano su uno screening dei progetti in base a numerosi parametri che vanno dalla protezione della salute, dell'ambiente, e dell'occupazione agli impatti socio-economici. Nel maggio 2003 sono state adottate a base di un Protocollo volontario da 10 grandi banche (City group, Royal Bank of Scotland, WestLb, Abn Amro, Credit Lyonnais, Barclays, Credit Suisse, Hvb group, Radobank, Westpac)

13 o il progetto Global Reporting Initiative (GRI), quale struttura, creata nel 1997 nell'ambito di alcune istituzioni europee e supportata da imprese -fra le quali KPMG-, enti, organizzazioni non governative, finalizzata a creare un sistema di "sustainability reporting" con caratteristiche di comparabilità, affidabilità (attraverso la definizione di principi di riferimento) e di verificabilità; o l‘ AccountAbility 1000 (AA1000), quale standard di processo per la rendicontazione di tipo sociale che rivolge particolare attenzione al dialogo/confronto con gli stakeholder; Esperienze internazionali di Social Accountability /1

14 Esperienze internazionali di Social Accountability /2 o le "norme" SA 8000, quale audit standard internazionale in tema di diritti dei lavoratori (capitale umano) che certifichi l'operato delle imprese e permetta di migliorare le condizioni e l'ambiente di lavoro, di ridurre il rischio di incidenti e di migliorare la reputazione dell'impresa sul mercato; o la Supply Chain Integrity, ovvero i servizi rivolti alle imprese per le quali la catena dei fornitori risulta particolarmente critica sotto il profilo del lavoro minorile, delle condizioni di sicurezza o di altri aspetti.

15 Accountability 1000 AA 1000 si pone come uno standard di base, di responsabilità, centrato sull'obiettivo di fornire qualità al processo di accounting, auditing e reporting etico e sociale, per favorire un percorso di sviluppo sostenibile AA non è uno standard certificabile

16 Accountability 1000 Due possibilità di utilizzo: Una valutazione comune per rafforzare la qualità degli standard specializzati di responsabilità; Un sistema di processo autonomo per gestire e comunicare bilancio e performance sociali ed etiche.

17 Accountability 1000 Permette in particolare: A) Favorisce il rapporto con il personale dipendente; B) Migliora la gestione della qualità nei rapporti con gli stakeholder; C) Consente di misurare gli indicatori chiave di performance sociale; D) Accresce la fiducia degli stakeholder esterni; E) Migliora ed aiuta a mantenere buoni i rapporti di partnership; F) Aiuta a valutare e gestire meglio i rischi che si possono presentare nelle relazioni esterne (reputazione, marchio); G) Soddisfa le sempre più complesse esigenze informative degli investitori; H) Sostiene la governance dell'Organizzazione; I) Facilita i rapporti tra Istituzioni pubbliche ed Organizzazione; J) Favorisce la formazione e l'identificazione di fornitori di servizi qualificati;

18 SA 8000 L'impegno etico e sociale di un'impresa oltre ad essere testimoniato dal proprio Codice etico e/o Bilancio sociale, può anche essere certificato. Questo nuovo standard internazionale di certificazione riguarda: il rispetto dei diritti umani, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro

19 SA 8000: I principi dei documenti internazionali SA 8000: I principi dei documenti internazionali ILO Convenzioni 29 e 105 (Lavoro Obbligato e Vincolato) ILO Convenzione 87 (Libertà di Associazione) ILO Convenzione 87 (Libertà di Associazione) ILO Convenzione 98 (Diritto di Contrattazione Collettiva) ILO Convenzione 98 (Diritto di Contrattazione Collettiva) ILO Convenzioni 100 e 111 (Parità di retribuzione, per lavoro uguale, tra manodopera maschile e femminile; Discriminazione) ILO Convenzioni 100 e 111 (Parità di retribuzione, per lavoro uguale, tra manodopera maschile e femminile; Discriminazione) ILO Convenzione 135 (Convenzione dei Rappresentanti dei Lavoratori) ILO Convenzione 135 (Convenzione dei Rappresentanti dei Lavoratori) ILO Convenzione 138 e Raccomandazione 146 (Età Minima e Raccomandazione) ILO Convenzione 138 e Raccomandazione 146 (Età Minima e Raccomandazione) ILO Convenzione 155 e Raccomandazione 164 (Sicurezza e Salute sul Lavoro) ILO Convenzione 155 e Raccomandazione 164 (Sicurezza e Salute sul Lavoro) ILO Convenzione 159 (Riabilitazione Professionale e Impiego delle Persone Disabili) ILO Convenzione 159 (Riabilitazione Professionale e Impiego delle Persone Disabili) ILO Convenzione 177 (Lavoro a casa) ILO Convenzione 177 (Lavoro a casa) Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino

20 SA 8000: i requisiti di responsabilità sociale Lavoro infantile Lavoro obbligato Lavoro obbligato Salute e sicurezza Salute e sicurezza Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva Discriminazione Discriminazione Procedure disciplinari Procedure disciplinari Orario di lavoro Orario di lavoro Retribuzione Retribuzione Sistemi di gestione Sistemi di gestione

21 L’esperienza toscana Introduzione della SA 8000 nel DoCUP (investimenti immateriali delle imprese) Approvato dalla Commissione Europea Il 27 settembre 2001 Misura 1.4 Aiuti agli investimenti immateriali Fondo FESR Contenuti Adesione ad EMAS II, ISO 14000, S.A. 8000, Eco-label, certificazioni CEE Risorse 28 mln €

22 Gobal Reporting initiative Un approccio globale al concetto di Responsabilita Sociale dell’Impresa

23 Global reporting initiative /2 La GRI fu lanciata nel 1997 sulla scia delle iniziative prese dalla coalizione di organizzazioni non-governative per Environmentally Responsible Economies (CERES) e del Programma ambientale delle Nazioni Unite, con l’obbiettivo di aumentare la qualità, il rigore e l’utilità del servizio informativo sulla sostenibilità. L’iniziata ha potuto contare sull’impegno e il supporto attivo di rappresentative dal mondo degli affari, dalle associazioni no profit, sindacati e molti altre. La prima Guida Sul Sviluppo Sostenibile della GRI fu pubblica come progetto espositivo nel 1999.

24 La famiglia dei documenti Gri Se desiderato desiderato Sedisponibile Tutte le organizzazioni organizzazioni Guida al rapporto sulla sostenibilità Protocolli tecnici Rapporto sulla sostenibilità Supplementi di settore Pubblicazione documenti guida

25 I principi del reporting Informa Decisione su quali informazioni riportare Qualità/attendibilità delle informazioni riportate Accessibilità alle informazioni (come;dove) Completezza Rilevanza Contesto sostenibile Comparabilità Neutralità Tempestività Accuratezza Chiarezza Verificabilità

26 Indicatori Indicatori delle performances economiche. Indicatori delle performances ambientali. Indicatori delle performances sociali.

27 Indicatori delle performances economiche Indicatori centrali Indicatori addizionali Indicatori del flusso monetario Ec8. Somma totale di tutti i pagamenti inutilizzatili dagli Stati. Ec9. Sussidi inutilizzati ricevuti dallo Stato o dalle regioni. Dove per inutilizzate si intendono somme che non si trasformano in transizioni di beni e servizi. Settore pubblico: esempio Ec10. Donazioni alle comunità, società civile e altri gruppiche non possono essere utilizzate come direttamente come denaro o per spese interne. Ec12. Spesa totale per la costruzione di infrastrutture non dirette al guadagno; per esempio scuole e ospedali per i dipendenti.

28 Indicatori delle performances ambientali En8.Greenhouse gas emission. (Vedere WRI-WBCSDGreenhouse Gas protocol) En9. Uso ed emissione di gas “Buca Ozono” En12. Importanti scarichi di acqua per tipologia. En13. Significative erogazioni di sostanze chimiche, oli e combustibili in termini di volume e numero. En30. Quantità totale degli sprechi per tipologia. Indicatori centrali Indicatori addizionali Emissioni, scariche e sprechi

29 Indicatori delle performances sociali Indicatori centrali Indicatori addizionali Utilizzazione forza lavoro: esempio Lavoro / Management Relations LA1. Interruzioni forza lavoro. Dove possibile per regione/area, stato, tipo di’impiego e di contratto. LA2. Creazione netta d’impiego. LA3. Percentuale di impiegati rappresentati dai sindacati. LA13. Previsioni per la rappresentanza formale dei lavoratori.

30 “Scegliamo di unire il potere dei mercati all’autorevolezza degli idealiuniversalmente riconosciuti. Scegliamo di riconciliare la forza creativa dell’iniziativa privata con ibisogni dei più svantaggiati e le esigenze delle generazioni future.” — Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite Annunciato al World Economic Forum di Davos Gennaio 1999 The global Compact 1/6

31 Cos’è il GC 2/6 Il Global Compact è: Un’iniziativa volontaria. Una struttura per promuovere sviluppo sostenibile e la buona cittadinanza sociale Il Global Compact non è: Uno strumento pèrescrittivo o regolatorio Un codice di condotta o giuridicamente vincolante

32 I quattro componenti del GC 3/6 Forum Culturale Linea di condotta impostata sul dialogo Progetto di associazione Strutture locali

33 I nove principi del GC 4/6 Nel campo dei diritti umani 1. di sostenere e rispettare i diritti umani nell’ambito delle rispettive sfere di influenza 2. di assicurarsi di non essere, seppur indirettamente, complici negli abusi dei diritti umani A tutela del lavoro 3. di garantire libertà di associazione dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva 4. di assicurarsi di non impiegare lavoro forzato e obbligatorio 5. di astenersi dall’impiegare lavoro minorile 6. di eliminare ogni forma di discriminazione nelle loro politiche di assunzione e licenziamento A favore dell’Ambiente 7. di avere un approccio preventivo rispetto alle sfide ambientali 8. di promuovere iniziative per una maggiore responsabilità ambientale 9. di incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che non danneggino l’ambiente

34 Il lavoro minorile nel GC 5/6 Developed Countries Developing Countries: Light work 13 years Light work 12 years Regular work 15 years Regular work 14 years Hazardous 18 years

35 L’ambiente nel GC 6/6 Primo Principio di Stoccolma La Dichiarazione afferma che: L’uomo ha il diritto fondamentale alla libertà, uguaglianza e di poter vivere in adeguate condizioni, in un ambiente che permetta una vita dignitosa, enello stesso tempo egli ha il dovere di proteggere e migliorare l’ambiente che lo circondaper le generazioni presenti e future. [UN Conference on the Human Environment, 1972]

36 I principi ambientali nel GC Obiettivi- Il rapporto di Brundtland, la Dichiarazione di Rio e l’Agenda 21 L’approccio precauzionale come stabilito nella Dichiarazione di Rio I concetti chiave e di supporto esposti da questa Approcci concreti, che possono essere cioè utilizzati dalle imprese La definizione di responsabilità ambientale esposti in Agenda 21 Esempi pratici del suo utilizzo Cosa hanno significato le ESTs Lo sviluppo razionale delle ESTs Possibili metodi che le imprese potrebbe mettere in pratica per promuovere l’uso e la diffusione delle ESTs

37 Principio 7: L’Approccio preventivo L’approccio preventivo è essenzialmente un’alternativa migliore al chiedere “Scusa”, un principio che permette di spostare l’onere dela prova nelle dispute sul danno ambientale. Storicamente la tendenza è stata quella di ritenere le industrie innocenti per l’inquinamento provocato fino alla concreta dimostrazione del fatto. L’approccio preventivo suggerisce invece di ritenere le imprese colpevoli “in virtù della stessa natura del fatto”, ossia anche in asenza delle prove concrete.

38 Principio 8: Responsabilità Dall’Approccio tradizionale a quello responsabile Inefficiente uso di risorseProduttività delle risorse End-of-pipe tecnology Produzione più pulita Public relationGoverno sociale Comunicazione unilaterale e passiva Dialogoco attivo, multi-stakeholder

39 Principio 9: La diffusione tecnologica Quattro principi base: 1.Cambiare la tecnica e il processo produttivo 2. Sostituzione dei materiali usati 3. Cambio del prodotto 4. Riutilizzo dei materiali

40 Il Marchio di Qualità Sociale Regionale della Regione Emilia Romagna 1/9 Un modello globale in sei aggregati Lavoro Ambiente Rapporto con i clienti-Consumatori Rapporto con la Comunità Locale Rapporto con i fornitori Strategie di gestione di imprese

41 Il diamante del posizionamento aziendale nel modello emiliano 2/9

42 Il processo di certificazione 3/9 Aggregati Dimensioni Requisiti Indicatori Posizionamento Piano di migioramento Soglia minima- area Della certificazione Piano di miglioramento Area dell’ eccellenza

43 L’aggregato lavoro 4/9 Le dimensioni del lavoro Applicazioni norme e convenzioni sul rrispetto dei diritti umani Tutela e promozione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro Politiche e strategie di promozione dell’uguaglianza del lavoro Sistemi e attività di formazione Orari e contenuti dell’attività produttiva Retribuzione, sistemi di incentivazione e ricompense del personale Sistemi di comunicazione interna e sistemi di relazioni sociali Diritti di rappresentanza, informazione e partecipazione dei lavoratori Meccanismi e sistemi di flessibilkità aziendale Sistemi di tutela e protezione dei lavoratori

44 L’aggregato rapporti di fornitura 5/9 Le dimensioni della fornitura Conosenza e gestione della catena di fornitura Remunerazione dei fornitori Selezione dei fornitori Autonomia dei fornitori Natura del rapporto di acquisto Gestione della logistica Sistema di gestione

45 L’aggregato Comunità locale 6/9 Le dimensioni della Comunità Rapporti con le Istituzioni Rapporti con associazioni dei cittadini Rapporti con il territorio ed il sistema regionale

46 L’aggregato clienti- consumatori 7/9 Le dimensioni dei clienti Processi di ascolto e dialogo verso cliente intermedio e cliente finale Informazione e trasparenza verso i clienti- consumatori Sicurezza e tracciabilità dei prodotti Miglioramento dell’offerta

47 L’aggregato ambiente 8/9 Le dimensioni dell’ambiente Consumo di risorse naturali ed energetiche Impatti sulle matrici ambientali ed uso del territorio Trasporti e movimentazioni interne Innovazione di processo, di prodotto ed ambientale

48 L’aggregato gestione di impresa 9/9 Le dimensioni della gestione Strategia e pianificazione Assetto di impresa Innovazione Finanza etica Trasparenza verso gli stakeholders


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