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1 Ruolo e definizione di capitale Sapienza Università di Roma La proprietà intellettuale del presente materiale è della prof. Leone Paola.

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Presentazione sul tema: "1 Ruolo e definizione di capitale Sapienza Università di Roma La proprietà intellettuale del presente materiale è della prof. Leone Paola."— Transcript della presentazione:

1 1 Ruolo e definizione di capitale Sapienza Università di Roma La proprietà intellettuale del presente materiale è della prof. Leone Paola

2 2  Come affermato sia dal mondo accademico che dal mondo finanziario, il business della banca è la gestione del rischio. Tali rischi influenzano l’entità e la variabilità dei risultati economici attesi e del valore economico del patrimonio netto. E’ necessario pertanto individuare tali rischi, misurarli e gestirli in modo tale da ottimizzare la performance aziendale sulla base del profilo rischio/rendimento prescelto.  Questo nuovo modello di ‘fare banca’ focalizzato sui rischi ha prodotto lo sviluppo di nuovi competenze, l’introduzione di nuove strutture organizzative, l’adozione e la progettazione di nuovi processi gestionali ed amministrativi (creazione di comitati di ALM, introduzione di apposite unità di RM, ridefinizione dei compiti del controllo di gestione…), ma ha soprattutto portato a definire in maniera chiara quale sia il ruolo del capitale all’interno delle istituzioni finanziarie. Ruolo e definizione di “capitale” Il business della banca moderna

3 3  Un secondo carattere distintivo delle istituzioni finanziarie rispetto alle aziende industriali è rappresentato dal ruolo che gioca il livello di indebitamento. In tali imprese, il valore per gli azionisti viene generalmente creato mediante i processi di core business ottimizzando la struttura finanziaria in relazione ai volumi gestiti.  Quantità aggiuntive di capitale di debito vengono raccolte a costi sempre crescenti fino a diventare più costose dello stesso patrimonio per effetto dell’incremento del leverage. Tale meccanismo porta alla definizione di una struttura finanziaria ottimale che minimizza il costo medio del capitale e massimizza il valore dell’azienda.  In una banca:  il capitale di debito non rappresenta capitale di finanziamento ma capitale di funzionamento (materia prima del processo produttivo);  è possibile raccogliere qualsiasi ammontare desiderato a costi comunque inferiori al costo del capital proprio.  Pertanto, non c’è nessun incentivo a ridurre il livello di levarage e la teoria della struttura finanziaria ottimale non è applicabile. Ruolo e definizione di “capitale” Il livello di indebitamento

4 4  La natura non finanziaria del capitale di debito per le banche  La mancanza di incentivi economici a ridurre il livello di indebitamento  La funzione della banca moderna di gestione e trasformazione dei rischi Portano a definire il ruolo del capitale come risorsa patrimoniale destinata all’assorbimento delle perdite inattese derivanti dalla gestione, oltre ad assolvere alla funzione di risorsa per lo sviluppo Il patrimonio è necessario in quanto serve a garantire la stabilità e l’efficienza della banca e dell’intero sistema nel tempo. Ruolo e definizione di “capitale” Il ruolo del capitale

5 5  L’importanza del capitale proprio nella gestione bancaria è stata evidenziata anche dalle autorità di vigilanza che hanno introdotto misure che impongono alle banche la detenzione di un livello minimo di capitale per fronteggiare i rischi dell’attività di intermediazione. Nel corso degli anni ottanta le autorità di vigilanza, in quasi tutti i principali paesi, hanno progressivamente abbandonato i tradizionali strumenti “strutturali” di controllo (separazione fra attività a breve e a lungo termine, vincoli agli impieghi, sistema autorizzativo) a favore di quelli di tipo “prudenziale”.  Al capitale proprio è assegnato il compito di assorbire i rischi assunti dell’attività bancaria e quindi diminuire la probabilità che le eventuali perdite possano ridurre il valore delle attività al di sotto di quello delle passività ponendo la banca in condizioni di insolvenza. È proprio ad un livello “adeguato” di capitale che le autorità di vigilanza hanno indirizzato la loro azione di controllo per garantire stabilita ed efficienza dell’intero sistema bancario e tale ‘adeguatezza’ è misurata rispetto ai rischi gestiti. Ruolo e definizione di “capitale” L’attegiamento della vigilanza

6 6 gestione del capitale= gestione fisica  Garantire che la base patrimoniale sia coerente con il grado di rischio complessivamente assunto con i vincoli esogeni rappresentati dal coefficiente patrimoniale, con il rating obiettivo e con i piani di sviluppo aziendale  ottimizzare la composizione del patrimonio selezionando il mix di strumenti finanziari che consentono di minimizzare il costo del capitale, compatibilmente con i vincoli imposti dalle autorità monetarie  garantire che i fondi raccolti vengano investiti in modo adeguato allocazione del capitale= gestione ideale ossia ideale attribuzione del capitale alle unità di business che siano in grado di remunerarlo al meglio Ruolo e definizione di “capitale obiettivi della Gestione del capitale

7 7 Per definire la dimensione occorre chiarire cosa si intende per capitale Nel definire e gestire il capitale di una banca bisogna tenere presenti ottiche differenti : VigilanzaVigilanza Definizione di capitale utilizzata dalle Autorità di Vigilanza per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi. Risk Capital: l’ammontare di capitale adeguato per assorbire la massima perdita realizzabile dato un certo intervallo di confidenza in un determinato arco temporale ContabilitàContabilità Book Value: è il patrimonio netto contabile così come esposto in bilancio secondo i nuovi principi contabili Ruolo e definizione di “capitale” Definizioni di capitale: le diverse ottiche Risk Management

8 8 PATRIMONIO DI VIGILANZA INDIVIDUALE ELEMENTI[1] DI QUALITÀ PRIMARIA DEDUZIONI 1.Capitale sociale versato [2] 2.Riserve palesi [3] 3.Strumenti innovativi di capitale [4] 4.I filtri prudenziali positivi del patrimonio* 1.Azioni o quote proprie di emissione 2.Avviamento 3.Attività immobilizzate immateriali 4.Perdite di esercizio in corso, portate a nuovo 5.Rettifiche di valore sul portafoglio di negoziazione 6.filtri prudenziali negativi TIER 1 A = À - A”TOTALE ÀTOTALE A” [1][1] Per ogni elemento viene richiamato (nella misura in cui è possibile) le poste di riferimento degli schemi obbligatori di bilancio. [2][2] Nella voce sono ricompresi il capitale sociale, i sovrapprezzi di emissione e il Capitale sottoscritto e non versato con segno negativo [3][3] Si deve includere utili portati a nuovo [4][4] in tale voce va indicato l’importo di strumenti innovativi di capitale, quali le preference shares perpetue, non rimborsabili prima di dieci anni, con clausole di revisione di remunerazione non prima di 10 anni, con remunerazione legata alla corresponsione degli utili, non cumulabili, aventi altre caratteristiche peculiari. Essi sono computabili nel patrimonio di base, entro il limite del 15% del Tier 1; l’eventuale e eccedenza rispetto al suddetto limite viene imputato nel patrimonio supplementare. * In applicazione dei principi contabili internazionali per la redazione del bilancio relativamente alle seguenti voci: azioni rimborsabili, attività finanziarie disponibili per la vendita (saldo positivo incrementa il PS nella misura del 50%; saldo negativo viene integralmente dedotto dal patrimonio di base) impegno di acquisto a termine di propri strumenti patrimoniali; fair value option per variazioni del proprio merito creditizio Ruolo e definizione di “capitale” patrimonio di vigilanza Il tier 1 non deve essere inferiore al 50% del patrimonio complessivo

9 9 ELEMENTI DI QUALITÀ SECONDARIA E SOGGETTI A LIMITAZIONI DEDUZIONI 1.Riserve da valutazione 2.Strumenti innovativi di capitale non imputabili a tier 1 3.Strumenti ibridi di patrimonializzazione 4.Passività subordinate [1] 5.Plusvalenze nette su partecipazioni 6.Filtri prudenziali postivi sul patrimonio supplementare 7.Altri elementi positivi [2] (es differenze da cambio) 1.Filtri prudenziali negativi sul patrimonio supplementare 2.Minusvalenze nette su partecipazioni 3.Altri elementi negativi di cui riduzione del valore dei crediti richiesti ai fini di Vigilanza TIER 2[4] B= B’ - B” TOTALE B’TOTALE B” [1][1] Le passività subordinate non devono eccedere la metà del patrimonio di base. In caso di mancanza di un piano di ammortamento, l’ammontare destinato a patrimonio viene dedotto di 1/5 ogni anno durante i 5 anni antecedenti alla data di rimborso. [2][2] Altri elementi positivi al netto delle deduzioni relative ad altre poste negative del patrimonio supplementare concorrono alla formazione dei mezzi propri nella misura non superiore all’1,25% delle attività di rischio ponderate del coefficiente di solvibilità. [3][3] Da desumere dalla sez.2 della parte B della Nota integrativa del Bilancio. [4][4] Tale aggregato è ammesso nei limiti del valore complessivo del patrimonio di base. Ruolo e definizione di “capitale” patrimonio di vigilanza Due livelli: upper tier 2= Tier 2/tier1 max 100% lower tier 2 =Prestiti sub/tier1 max 50%

10 10 PATRIMONIO DI VIGILANZA INDIVIDUALE ELEMENTI[1] DI QUALITÀ PRIMARIA DEDUZIONI DA APPORTARE AL PATRIMONIO COMPLESSIVO 1.Partecipazioni [2] in enti creditizi e finanziari per quote superiori al 20% del capitale dell’ente partecipato e altri strumenti (ibridi e subordinati) verso tali enti. 2.Partecipazioni in titoli nominativi di Fondi comuni di investimento superiori a azioni 3.Partecipazioni in banche per quote pari o inferiori al 10% del capitale di tali enti e altri strumenti (ibridi e subordinati) per l’importo totale che supera il 10% del patrimonio di base e supplementare 4.Partecipazioni in enti assicurativi 5.Partecipazioni in commercial entities Banche metodo IRB:eccedenze perdite attese rispetto alle rettifiche di valore netto complessivo DEDUZIONI CTOTALE C PATRIMONIO COMPLESSIVO (TIER 1+TIER 2 )[3] = A + B – C [1] [1] Per ogni elemento viene richiamato (nella misura in cui è possibile) le poste di riferimento degli schemi obbligatori di bilancio. [2] [2] Da desumere dalla sez. 3 della parte B della Nota integrativa. [3] [3] Procedendo al calcolo del patrimonio di vigilanza sulla base delle voci di bilancio, si rileva una grandezza non perfettamente conciliabile con il calcolo previsto dalla disposizione della Vigilanza relativamente ai seguenti elementi: partecipazioni, di cui non si conosce la specie di titoli con valore superiore o inferiore al 10% del capitale dell’ente partecipato o le clausole di esclusione di doppia computabilità; prestiti subordinati o strumenti ibridi emessi non aventi i requisiti previsti ai fini dell’ammissione al Patrimonio di Vigilanza o sottoscritti ma emessi da enti del gruppo creditizio di appartenenza. Ruolo e definizione di “capitale” patrimonio di vigilanza

11 11 Ruolo e definizione di “capitale” Definizioni di capitale a confornto Patrimonio di vigilanza tier 1 core tier 1 Patrimonio netto Adeguatezza patrimoniale Misurazione del valore Prospettive del ottimizzazione debitore/regolatore rischio/rendimento Prospettive dell’azionista

12 12 Ruolo e definizione di “capitale” capitale a rischio Capitale a rischio E’ il capitale necessario alla copertura delle perdite inattese ed è pari a un multiplo della deviazione standard rispetto al valore medio atteso, dato il livello di confidenza prescelto

13 13 Ruolo e definizione di “capitale” capitale a rischio

14 14 Ruolo e definizione di “capitale” relazione tra capitale a rischio e patrimonio contabile Patrimonio di vigilanza tier 1 core tier 1 Patrimonio contabile misura basata su ipotesi valida in condizione di normalità dei mercati trascura i coefficienti patrimoniali CAR< P netto a vm assunzione di nuovo rischio o restituzione di capitale in eccesso ( dividendi o operazioni di buy back ) CAR>P netto a vm eccesso di assunzione di rischio: diminuzione del rischio assunto o raccolta di nuovo capitale CAR=P netto a vm utilizzazione completa della capacità di assumere rischio

15 15 Ruolo e definizione di “capitale” relazione tra capitale a rischio e patrimonio di Vigilanza Patrimonio di vigilanza tier 1 core tier 1 Patrimonio contabile misura di capitale volta a coprire anche le perdite estreme CAR< PV una dotazione patrimoniale minima necessaria - poter proseguire svolgere una attività programmata - per sostenere le perdite connesse a condizioni di mercato anormali

16 16  Il capitale della banca deve essere in grado di assorbire le perdite inattese derivanti dalla gestione per il manifestarsi degli effetti dei rischi sopportati sia in condizioni di ‘normalità’, sia in presenza di eventi altamente improbabili dovuti al manifestarsi di gravi crisi di mercato, fallimento di importanti controparti, perdite derivanti da inefficienza dei controlli interni, crash informatici, frode…  L’ALTA DIREZIONE :  definisce la strategia complessiva in base alle informazioni sull’opportunità di mercato e sulla propensione al rischio dell’istituzione.  max la redditività del capitale nel rispetto del vincolo (endogeno) del capitale disponibile ed (esogeno) coefficienti patrimoniali  tenendo in considerazione i diversi tassi di crescita e di sviluppo dei segmenti di mercato (commercial banking, investment banking, asset management) dei diversi segmenti di clientela (retail, corporate istitutional) e delle diverse aree geografiche nelle quali opera la banca Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche?

17 17  L’alta direzione :  ottimizza la struttura finanziaria per minimizzare il costo dei fondi attraverso : l’ottimizzazione della composizione per strumenti del patrimonio di vigilanza minimizzazione del fabbisogno di capitale mediante il ricorso a strumenti innovativi (secutituzation, loan sale, contingent capital) RISK MANAGEMENT fornisce il grado di rischio rispetto alla strategia e la relativa compatibilità con il grado di propensione per il rischio della banca fornisce indicazioni operative sulle politiche gestionali di ottimizzazione del rischio Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche?

18 18 Capitale economico tendenziale è il capitale volto a coprire tutti i rischi e a sostenere la crescita Copre i requisiti minimi patrimoniali; Copre i rischi non compresi nel pillar1 Fronteggia i rischi non quantificabili Sostiene le strategie di crescita Raggiunge e mantiene i livelli di rating obiettivo Ruolo e definizione di “capitale” quanto capitale?

19 19 Capitale interno complessivo (capitale economico tendenziale) rappresenta la quantità massima di capitale che la banca mette a rischio, incluse le eventuali esigenze di carattere strategico. Esso esprime la propensione al rischio della banca declinata per categoria di rischio/linea operativa: ad esempio 80% rischio di credito; 10% rischio operativo; 5% rischio di mercato; 5% altri rischi misurabili del pillar2) Capitale interno capitale a rischio, ossia il fabbisogno di capitale relativo a un determinato rischio che la banca ritiene necessario per coprire le perdite eccedenti un dato livello atteso Capitale complessivo l’insieme degli elementi patrimoniali che la banca può utilizzare a copertura di tutti i rischi ai quali è esposta + eventuali ulteriori fabbisogni di tipo strategico. Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

20 20 Quanto capitale? Capitale interno complessivo OPERATIVO MERCATO CREDITO CAPITALE ADDIZIONALE Secondo pilastro E’ l’ammontare di capitale che limita il livello desiderato la PD della banca E’ il capitale necessario a coprire i rischi da cui derivano i profitti della banca Permette un miglior pricing degli asset e aiuta a comprendere chi crea valore e chi lo distrugge Concettualmente è simile al capitale regolamentare del primo pilastro ma richiede l’inclusione di tutti i rischi è un modello di portafoglio più realistico Include esigenze di capitale dovute a scelte strategiche + + Ruolo e definizione di “capitale” quanto capitale? Capitale complessivo Capitale interno complessivo

21 21 La valutazione dell’adeguatezza patrimoniale può essere scomponibili nelle seguenti fase: 1. individuazione dei rischi 2.misurazione e valutazione dei singoli rischi e del relativo capitale interno 3.misurazione del capitale interno complessivo 4.determinazione del capitale interno complessivo e riconciliazione con il patrimonio di vigilanza Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

22 22 Individuazione dei rischi: la view della Vigilanza nel II Pilastro… RISCHIO DI CREDITO RISCHIO DI MERCATO RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SUL BANKING BOOK RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SUL BANKING BOOK RISCHIO OPERATIVO RISCHI DEL PRIMO PILASTRO ALTRI RISCHI RISCHIO DI LIQUIDITA’ RISCHIO RESIDUO RISCHIO RESIDUO RISCHIO STRATEGIC O RISCHIO STRATEGIC O RISCHIO DERIVANTE DA CARTOLARIZ ZAZIONE RISCHIO DI CONCENTRAZ IONE RISCHIO DI REPUTAZION E RISCHIO DI REPUTAZION E Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

23 23 Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP? retail banking corporate banking tesoreria/ finanza corporate centre rischio di credito xx rischio di mercato x rischio di controparte x rischio operativo xxxx rischio di concentrazione xxx rischio ALMx rischio di liquidità x rischio strategico xxxx Mappatura dei rischi per unità operativa della banca

24 24 Ai fini della misurazione il quadro normativo definisce un sistema di regole modulari che tiene conto: della diversità degli intermediari in termini di dimensione, complessità e caratteristiche (principio della proporzionalità); della flessibilità di applicazione e contenimento degli oneri della regolamentazione attraverso l’accesso graduale, per ogni tipologia di rischio, a metodologie e processi più avanzati (criterio della gradualità) Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

25 25 Il principio di proporzionalità si applica: metodologie per la misurazione/valutazione dei rischi trattamento delle correlazioni tra rischi e determinazione del capitale interno complessivo tipologia e caratteristiche degli stress test utilizzati articolazione organizzativa dei sistemi di controllo dei rischi Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

26 26 Misurazione attuale; Misurazione prospettica Misurazione attuale; Misurazione prospettica Principio della proporzionalità (Criterio della gradualità Principio della proporzionalità (Criterio della gradualità ERM: Valutazione del rischio Misurazione/valutazione dei singoli rischi Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

27 27 Come aggregare i rischi/determinare il capitale complessivo? La circolare 263 ammette la somma dei rischi, eventualmente corretta dai benefici di diversificazione Come aggregare i rischi/determinare il capitale complessivo? La circolare 263 ammette la somma dei rischi, eventualmente corretta dai benefici di diversificazione ERM Misurazione del capitale Interno/AGGREGAZIONE Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

28 28 Per prove di stress testing s’intendono le tecniche quantitative e qualitative con le quali le banche valutano la propria vulnerabilità ad eventi eccezionali ma plausibili: essi si estrinsecano nel valutare gli effetti sui rischi della banca di eventi specifici o di movimenti congiunti di un insieme di variabili economico- finanziarie in ipotesi di scenari avversi Occorre quindi utilizzare analisi di what if per valutare l’esposizione al rischio in circostanze avverse e il capitale interno necessario ed effettuare una verifica in particolare sugli effetti di non linearità nell’aggregazione dei rischi  Per le banche della classe 3 i stress test sono previsti per i rischi del Pillar 1 applicando metodologie semplificate  Per le banche della classe 2 le prove di stress sono basate su analisi di sensibilità  Per le banche della classe uno le prove si articolano mediante combinazione di analisi di sensibilità e di scenario. Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP? Stress testing

29 29 Rischi 1 pilastro Rischi 1 pilastro Rischi 2 pilastro Rischi 2 pilastro Capitale interno Capitale interno Altri Fabbisogni Altri Fabbisogni Requisiti minimi Requisiti minimi Patrimonio di Vigilanza Patrimonio di Vigilanza building block aggregazione con correlazione Capitale complessivo Capitale complessivo Capitale internoCapitale interno complessivo Capitale assorbito Capitale disponibile Ottimizzazione della composizione Individuazione della dotazione ottima Raccordo tra cap. interno e requisito Regolamentare Ruolo e definizione di “capitale” Quanto capitale devono detenere le banche ai fini ICAAP?

30 30 Il problema dell’ottimizzazione della struttura finanziaria si pone: prevalentemente in termini di scelta del rapporto di leva finanziaria ottimale, ossia del rapporto tra debiti finanziari e capitale proprio tale scelta è vincolata dalle regole imposte dagli organi di vigilanza e deve fondarsi su un criterio di minimizzazione del costo medio su fattori di natura strategica Ruolo e definizione di “capitale quale composizione del capitale?

31 31 I benefici relativi agli strumenti innovativi di patrimonializzazione sono: riduzione del costo del denaro ampliamento della base patrimoniale senza ampliamento del diritto di voto degli azionisti maggiore flessibilità della banca per un possibile conseguimento del livello di standing creditizio diversificazione delle forme di raccolta Ruolo e definizione di “capitale quale composizione delcapitale

32 32 Nell’ assumere l’obiettivo di una sana e prudente gestione della banca le caratteristiche tecniche del capitale devono essere però ben individuate ed identificate al fine di rafforzare la valenza patrimoniale del capitale e quindi la possibilità di impiegarlo per far fronte alle perdite della gestione corrente della banca. Uno degli obiettivi della proposta del framework di Basilea 3 è, pertanto, di rafforzare la qualità, la coerenza e la trasparenza in termini di composizione per classe di patrimonio offerti dai diversi strumenti finanziari ammessi nel computo del patrimonio di vigilanza nell’intento di avere un buffer di elevata qualità adeguato alla copertura dei rischi Ruolo e definizione di “capital e l’obiettivo della composizione del capitale nel progetto di Basilea 3

33 33 Le CRITICITA’ di BASILEA 2 le caratteristiche qualitative di alcuni strumenti del tier 2 e del tier3 consentono di utilizzare le somme raccolte per far fronte alle perdite solo in caso di default della banca. Al manifestarsi delle perdite di funzionamento si sospende solo la remunerazione. Ne consegue che tali strumenti non sono in grado di assorbire le perdite on going concern basis e, quindi, di permettere la continuazione della operatività della banca Le regole di patrimonializzazione si applicano limitatamente sul mix tra tier1 e tier 2 e non incidono sulla dimensione e composizione del patrimonio netto l’incorporazione dell’accordo di Basilea nelle legislazioni nazionali con appositi provvedimenti delle autorità competenti non risulta omogeneo fra i vari paesi in merito alla computabilità degli strumenti innovativi la trasparenza è scarsa Ruolo e definizione di “capitale l’obiettivo della composizione nel progetto di Basilea 3

34 34 Gli elementi chiave della proposta, in merito alla composizione del patrimonio, sono: la qualità e la dimensione del capitale netto saranno significativamente migliorati nel tier 1 sarà rafforzata la componente patrimoniale negli elementi distintivi degli strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza semplificazioni sono previste negli strumenti componenti il tier 2 viene eliminata la classe di patrimonio tier 3 la disclosure sugli elementi distintivi degli strumenti del capitale sarà migliorata attraverso anche la riconciliazione con le poste di bilancio vengono eliminati le soglie relativamente ai valori configurabili fra le varie classi ed indicata la dimensione minima del tier 1 e dell’ammontare del capitale complessivo richiesto rispetto all’ativo ponderato Ruolo e definizione di “capital obiettivi della l’obiettivo della composizione del capitale nel progetto di Basilea 3

35 35 1.Gli elementi distintivi utili per una classificazione dei diversi strumenti di patrimonializzazione in entrambi i framework sono: 1.durata 2.grado di subordinazione in caso di crisi 3.tipologia di remunerazione 4.capacità di assorbire le perdite 5.cumulabilità della remuinerazione Ruolo e definizione di “capital la composizione del capitale

36 36 In merito alla durata all’eventuale rimborso anticipato e alla copertura delle perdite il framework di Basilea 2 prevede la copertura delle perdite correnti della banca per i prestiti irredimibili e per i prestiti subordinati destinati alla copertura del rischio di mercato mentre tale possibilità non viene prevista per i prestiti del tier 2. Nei primi due casi si applica la clausola lock in in forza della quale la remunerazione e il rimborso dei prestiti sono sospesi nell’ipotesi che il patrimonio della banca scenda al di sotto dei requisiti patrimoniali minimi previsti dalla normativa. Nella nuova proposta si discute se attivare clausole di lock in o restringere i casi di esercizio della call option per evitare rimborsi anticipati durante i periodi di stress ed impedire, come è avvenuto durante l’attuale crisi, comportamenti inadeguati delle banche volti ad esercitare la call option sugli strumenti innovativi sotto la pressione degli investitori e nel timore di un’ulteriore reazione negativa del mercato. Ruolo e definizione di “capitale” composizione del capitale nel progetto di Basilea 3

37 37 Ruolo e definizione di “capitale” definizione di capitale a confronto AZIONIBASILEA 2BASILEA 3 duratairredimibili grado di subordinazione subordinati a tutti gli strumenti di debito non rimborsabili se non in caso di liquidazione ( ad eccezione di riacquisto o riduzione del capitale) tipologia di remunerazione remunerazione legata agli utili e distribuzione dei dividendi cumulabilità della remunerazione non cumulabili a seguito di perdite che riducono diritti patrimoniali dell’azionista. La distribuzione è subordinata al pagamento dei diritti patrimoniali degli altri titoli di debito capacità di assorbire le perdite assorbimento per prima delle perdite di funzionamento della banca garanzie non coperte da garanzia da parte dell’emittente

38 38 Ruolo e definizione di “capitale” definizione di capitale a confronto Caratteristiche e requisiti degli strumenti ai fini del tier 1 BASILEA 2BASILEA 3 durata facoltà di rimboro natura permanente rimborso anticipato non prima di 10 anni su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza natura permanente rimborso anticipato non prima di 5 anni su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza grado di subordinazione privilegiate rispetto alle azioni e subordinati agli altri strumenti di debito tier 2 e tier 3. grado di subordinazione ai depositanti, creditori in generale e debiti subordinati tipologia di remunerazione sospensione di pagamento degli interessi remunerazione ancorata agli utili in alternativa predeterminata mancata corresponsione degli interessi in ipotesi di profitti non distribuiti o dividendi non pagati eventuali clausole di step up ossia di revisione automatica al rialzo delle condizioni contrattuali non prima di 10 anni remunerazione ancorata agli utili in alternativa predeterminata cumulabilità della remunerazione perdita al diritto alla remunerazione qualora gli interessi non vengano pagati a seguito di andamento negativo della gestione capacità di assorbire le perdite assorbimento delle perdite di funzionamento della banca permettendo l’operatività e senza imporre la liquidazione In caso in cui il PV scenda al disotto del 5% dell’attivo ponderato. Le somme raccolte con i titoli rientrano nella disponibilità della banca assorbimento delle perdite di funzionamento della banca permettendo l’operatività e senza imporre la liquidazione. Tecnicamente vengono attivati meccanismi di conversione in azione o clausole di write down secondo le quale le perdite vengono coperte con capitale di debito a un determinato trigger point azioni

39 39 Ruolo e definizione di “capitale” definizione di capitale a confronto Strumenti ibridi Tier 2 Basilea 2Basilea 3 durata facoltà di rimborso minimo 10 anni rimborso anticipato non prima di 5 anni su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza il riacquisto da parte dell’emittente non puo’ essere effettuato prima di 18 mesi e per importi superiori al 10% previa autorizzazione della AV grado di subordinazione rimborsato dopo il soddisfacimento crediti ordinari, privilegiati, subordinati tipologia di remunerazione sospensione di pagamento degli interessi remunerazione predeterminata come i titoli di debito non prevista eventuali clausole di step up ossia di revisione automatica al rialzo delle condizioni contrattuali non prima del quinto anno della durata del prestito cumulabilità della remunerazione Gli importi non pagati possono essere o non essere rimborsati capacità di assorbire le perdite Devono essere in grado di assorbire le perdite

40 40 Ruolo e definizione di “capitale” definizione di capitale a confronto Prestiti subordinati Tier 2 Basilea 2Basilea 3 durata facoltà di rimborso minimo 5 anni rimborso anticipato non prima di 5 anni su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza il riacquisto da parte dell’emittente non puo’ essere effettuato prima di 18 mesi e per importi superiori al 10% previa autorizzazione della AV natura permanente rimborso anticipato non prima di 5 anni su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza call option esercitabile: per sostituire lo strumento con cap sociale o altri strumenti di qualità superiore e compatibili con le la economicità della banca o per eccesso di capitale Non è ammesso il riacquisto grado di subordinazione rimborsato dopo il soddisfacimento di tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati grado di subordinazione ai depositanti, creditori in generale e debiti subordinati tipologia di remunerazione sospensione di pagamento degli interessi remunerazione predeterminata come i titoli di debito non prevista eventuali clausole di step up ossia di revisione automatica al rialzo delle condizioni contrattuali non prima di 10 anni remunerazione ancorata agli utili in alternativa predeterminata cumulabilità della remunerazione non prevista capacità di assorbire le perdite non applicabile in quanto non prevista la sospensione dei pagamenti


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