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Scuola Media “Diego Vitrioli” Reggio Calabria III^ E Chiara VERDUCI – Flavia DE MOJA’

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Presentazione sul tema: "Scuola Media “Diego Vitrioli” Reggio Calabria III^ E Chiara VERDUCI – Flavia DE MOJA’"— Transcript della presentazione:

1 Scuola Media “Diego Vitrioli” Reggio Calabria III^ E Chiara VERDUCI – Flavia DE MOJA’

2 Reggio … nel tempo Noi abitanti di Reggio Calabria, quando passeggiamo tranquillamente sul Corso, sulla Via Marina, sicuramente non pensiamo a come era la città in cui viviamo, o se la stessa via in cui stiamo camminando era la stessa di tanto tempo fa. Invece, pensiamo sia molto interessante andare alla scoperta dell’evoluzione urbana della nostra città dall’antichità fino ai giorni nostri. Durante l’età classica, Reggio, visse un periodo di massimo splendore che, in seguito ad invasioni, pestilenze e dominazioni succedutesi per tutto il medioevo, ebbe un declino. In seguito al periodo medievale nel 500 Reggio contava metà degli abitanti rispetto al 200. Durante il 700, prima del terremoto dello stesso secolo la città era caratterizzata da un nucleo urbano derivante da trasformazioni spontanee e disposte attorno al Castello Aragonese e da un percorso longitudinale principale parallelo alla costa tra le porte San Filippo e Mesa. Si accedeva alla città cinta di mura, attraverso 4 porte: San Filippo, Mesa, della Dogana e dell’Amalfitana.

3 Reggio … nel tempo In seguito al terremoto del 1783, che interessò tutta la Calabria meridionale, cambiò totalmente l’aspetto della città medievale il cui piano di ricostruzione fu affidato all’ ingegnere Giovanbattista Mori. Il nuovo piano di ricostruzione Mori era ideato su una forma a scacchiera geometrica regolare che prevedeva un nuovo asse rettilineo longitudinale (il corso) ed una serie di assi perpendicolari tra di loro. Il piano di ricostruzione Mori durò decenni; la Reggio ottocentesca di metà secolo, naturalmente ingrandita, apparve caratterizzata da edifici pubblici e residenze private delle persone più facoltose prevalentemente in stile neoclassico. Gli edifici più importanti si trovavano sul corso e nella “Palazzina”, una cortina unitaria articolata in cinque grandi isolati prospicienti il mare. Al 1783 e al 1908 risalgono le più recenti innovazioni urbanistiche seguite da due gravi sismi che hanno cancellato le tracce di uno degli insediamenti più antichi e importanti nella storia della civiltà mediterranea. Ricostruita più volte Reggio Calabria ha conservato nel linguaggio architettonico degli edifici il ricordo dell’antichità classica e della città sette-ottocentesca con l’adozione di stili architettonici e decorativi di gusto eclettico. Solo la decoratività del Liberty ( Villa Zerbi e il Palazzo della Provincia) trova ampie e svariate applicazioni mentre viene criticato il progetto ultramoderno del Museo Nazionale della Magna Grecia, progettato da Piacentini.

4 Reggio … nel tempo Alle ore cinque e venticinque del 28 Dicembre del 1908 un altro terremoto si ripeté più violento e più disastroso del precedente. Il disastro del terremoto fu aggravato dal maremoto che quasi immediatamente gli succedette. Reggio e Messina e quasi tutti i paesi delle due riviere furono rasi al suolo. Il terremoto fu sussultorio, ondulatorio e vorticoso. A Reggio il terremoto ebbe tanta forza da inabissare la banchina del porto. I vagoni ferroviari, si accavallarono gli uni sugli altri, nella parte bassa della città e soprattutto in via Marina ed in piazza Garibaldi i fabbricati furono rasi al suolo mentre apparvero larghe e profonde fenditure nel terreno varianti da sette a otto metri. Parte del litorale scomparve completamente. I provvedimenti del Governo furono pronti, energici e tempestivi. Il 2 Gennaio su tutta la zona terremotata operavano quattro navi della Real Marina, un centinaio di piroscafi, molte navi da guerra e mercantili esteri, ottomila soldati, numerose squadre di civili. Gli aiuti arrivarono ma l’organizzazione fu difficile e spesso disordinata. Il disastro causò la morte di centoventitremila persone. Imponenti problemi si presentarono e furono affrontati e superati con impegno ed abnegazione grazie al conterraneo Giuseppe De Nava. La prima fase di ricostruzione iniziò con un piano di baraccamenti nelle aree libere da macerie ai margini del vecchio centro, venne affidata la redazione del piano regolatore all’Ingegnere Pietro De Nava profondo conoscitore della città.

5 Reggio … nel tempo Il piano Regolatore doveva tenere presente le direttive del Ministero dei Lavori Pubblici che prevedevano l’utilizzazione del vecchio sito della città distrutta (così come volontà dei superstiti) e la conservazione dei caratteri originali della stessa nonché il reperimento di aree per eventuali ampliamenti e precise destinazioni per zone industriali, i servizi ferroviari e la sistemazione del porto. Per l’edilizia pubblica e privata bisognava rispettare “le nuove tecniche igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove costruzioni” secondo le quali le fondazioni dovevano essere ben radicate nel suolo con intelaiature di cemento armato, altezza non superiore ai 10 metri e a due piani. Amara sorte subì il Castello Aragonese a causa del prolungamento della via Aschenez che ne determinò la demolizione della parte orientata a Nord-Ovest salvandosi invece l’altra parte con le due torri. Un cardine della struttura della città, nel piano De Nava fu il lungomare strada, che ha sempre avuto nella storia urbana di Reggio Calabria enorme importanza, l’edificazione della Real Palazzina era stato uno dei primi interventi dopo il Terremoto.

6 Reggio … nel tempo Essa funzionava da fondale alle strade di accesso al centro della vita cittadina e costituiva una quinta architettonica, a cui la città guardava, segnando una chiusura verso il mare. Alla ricostruzione parteciparono vari Enti con il compito di costruire, per conto dello stato, case economiche e popolari e per impiegati. Ritardi dovuti alla guerra del 1918 rallentarono le costruzioni, che ripresero nel Con l’avvento del fascismo tra il 1923 e il 1925 il Governo stanziò per il finanziamento dell’edilizia privata e pubblica, ingenti cifre che consentirono una vigorosa svolta alla ricostruzione. Dopo alcuni anni della triste parentesi dell’ultima guerra, la città appare caratterizzata dalla regolarità della strade, dalla uniformità dei prospetti degli edifici, convenientemente decorati sulle vie principali e ancora in gran parte non sopraelevati oltre i due piani originali. Nel 1950 il fenomeno espansionistico a carattere abusivo s’incominciò ad avvertire nella città e richiamò l’attenzione dell’amministrazione Comunale, solo nel 1957 si ritrovò ad adottare il Piano Regolatore Generale che fu affidato per l’elaborazione all’architetto Albanese Francesco che lo presentò alla fine del Dopo poco tempo lo stesso fu abbandonato e soppiantato da un nuovo P.R.G. approvato in data 01/03/1975.

7 Reggio … nel tempo Oggi, Reggio, è caratterizzata dal nuovo lungomare dedicato al Sindaco deceduto Falcomatà che ha valorizzato particolarmente la città. La Via Marina attuale costituisce il margine edificato del centro urbano verso il mare e, con la frangia di verde e di semi-costruito che la separa da questo, il luogo in cui primariamente si realizza il rapporto della città con il suo contesto nonché la facciata principale di Reggio per chi giunge dalla via d’acqua. Il rapporto col mare e la facciata della città, nasce, nell’attuazione pur lenta e travagliata del piano Mori. Il rafforzamento del ruolo originario della via Marina, grande e vera piazza lineare che collega con il mare quasi tutte le piazze di Reggio, da Piazza Indipendenza a Piazza Italia, dalla Villa Comunale a Piazza Italia; mettendosi per loro tramite in contatto con il corso Garibaldi.

8 Reggio … nel tempo Questa città per noi giovani è abbastanza vivibile anche perché il lungomare è uno sfogo per tutti è un luogo d’incontro specialmente d’estate perché viene arricchita con lidi e gazebi dove la maggior parte di noi si diverte a giocare e parlare insieme trascorrere ore piacevoli sia d’estate che nelle belle giornate d’inverno e in primavera. Considerato tutto le cose positive e le cose negative che ogni città ha, la nostra, per noi è la città più bella del mondo perché è la città in cui siamo nate.

9 Reggio Calabria nel 600

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13 Reggio Calabria: planimetria

14 Castello Aragonese prima del terremoto dell’anno 1908

15 Gli edifici della “Palazzina” del lungomare, completati nel 1828

16 Reggio Cal. prima del terremoto Un tratto del Corso Garibaldi con la Chiesa S. Maria della Vittoria

17 Rovine del Corso Garibaldi

18 Una serie … di cose scomparse

19 Villa Zerbi prima del terremoto

20 Le macerie del Duomo e la Chiesa baraccata

21 Veduta dall’alto del Museo

22 Prospetto del Museo su Piazza De Nava

23 Villa Zerbi dopo il terremoto

24 Il Duomo

25 Il Lungomare

26 I Bronzi di Riace Le due grandi statue bronzee, rinvenute fortuitamente il 16 agosto del 1972 nel mar Ionio, presso il litorale di Riace, costituiscono un fenomeno unico tra le opere d'arte antica, per il clima di attenzione suscitato presso il grande pubblico, fin dalle prime esposizioni a Firenze (1980) e Roma (1981); si tratta di due splendidi originali dell'arte greca, rappresentanti due guerrieri, fusi in epoche diverse (la statua ”A” al 460/450 a.C., quella “B” al 430/420 a.C).

27 Il Teatro Francesco Cilea

28 Reggio Calabria……….


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