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cultura Gli studiosi hanno dato al termine cultura più di 300 definizioni. Il primo che ha tentato di darne una definizione sintetica è Edward Burnett.

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Presentazione sul tema: "cultura Gli studiosi hanno dato al termine cultura più di 300 definizioni. Il primo che ha tentato di darne una definizione sintetica è Edward Burnett."— Transcript della presentazione:

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2 cultura Gli studiosi hanno dato al termine cultura più di 300 definizioni. Il primo che ha tentato di darne una definizione sintetica è Edward Burnett Tylor: “la cultura è il complesso unitario che include la conoscenza, la credenza, l’arte, la morale, le leggi e ogni altra capacità e abitudine acquisite dall’uomo come membro della società”. Quindi la cultura non è quella che intendiamo nel linguaggio parlato, cioè la conoscenza di testi, di tante lingue o delle leggi della fisica: la cultura è il modo con cui un gruppo umano vede e conduce la propria vita. Questo modo di vivere viene appreso dai genitori o dagli altri membri della comunità e trasmessa alle nuove generazioni. Ogni società ha una propria cultura, accettata e riconosciuta dai propri membri.

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4 razionalismo democrazia Dalla cultura occidentale sono nate tre importantissime creazioni dell’uomo: razionalismo, democrazia e concetto di Stato-nazione. Il razionalismo da suprema importanza alla ragione umana. Ogni cosa va cioè analizzata approfonditamente. I primi uomini a seguire questo principio furono dei naturalisti ionici, i filosofi greci tra il VII e il V secolo a.C. Per la prima volta gli uomini non si accontentarono delle risposte della religione, che cercava di dare una spiegazione alla creazione dell’uomo e dell’universo, ma cercarono di darsi risposte attraverso l’uso della ragione dopo essere partiti da premesse vere. Talete fu il primo ad osservare che il mare pullula di vita e che qualsiasi essere vivente muore senza acqua, e a concludere che ogni cosa è nata dall’acqua. Le conseguenze dell’importanza data alla ragione furono la rivoluzione scientifica e l’illuminismo che staccarono la scienza dalla religione. Anche la democrazia è nata nella Grecia antica, considerata la culla della civiltà occidentale. Nel V secolo a.C. i cittadini si consideravano tutti uguali e si riunivano in consiglio e in assemblea per prendere le decisioni in base alla maggioranza; anche se donne, schiavi e chi non era nato in Grecia erano esclusi, fu la prima volta che si rispettarono i diritti dei cittadini.

5 Stato-nazione Con la Rivoluzione francese si affermò definitivamente l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, e anche il principio di autodeterminazione dei popoli, cioè la libertà per ogni nazione di vivere secondo la proprie leggi in un proprio territorio. Così nasce il concetto di Stato-nazione che l’Europa ha cercato di esportare in tutto il mondo con il pretesto di diffondere il miglior modello politico, ma che è risultato essere estraneo alle organizzazioni sociali fondate sulla tribù e alle ideologie religiose che vogliono l’umanità in nome di Dio.

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7 La matematica nella cultura occidentale La matematica nella cultura occidentale La nascita della matematica nella cultura occidentale risale alle epoche più antiche in cui visse l’uomo. L’uomo primitivo passò al concetto di numero come astrazione a causa della necessità di ordinare oggetti e memorizzare quantità. Secondo alcuni documenti pervenuti, ci sono due modi di vedere la nascita della matematica: secondo Aristotele, i sacerdoti egizi si dedicavano allo studio della matematica come speculazione intellettuale, da cui la matematica pura; mentre per Proclo la matematica nacque dalla necessità pratica di misurare terreni o quant’altro e quindi come una scienza concreta e sperimentale, da cui la matematica applicata. Alcune scoperte archeologiche suggeriscono che l’idea di numero e di figura sia molto più antica rispetto alla nascita della civiltà e della scrittura stessa: si è trovata traccia di conteggi fatti dall’ uomo di Neanderthal ( più di anni fa), e di figure geometriche su rocce ( oltre anni fa) all’epoca dell’uomo di Cro-Magnon. In più documenti importanti per la nascita della matematica si trovano nell’antico Egitto e ci arrivano da Erodoto, fonte più antica della storia dell’Egitto,

8 dalla Stele di Rosetta, dal papiro di Rhind ( che contiene la soluzione di 85 problemi) e dal Papiro di Mosca. Gli Egiziani avevano imparato a calcolare aree e volumi di figure piane e solide, senza alcuna spiegazione teorica. Come in Egitto, anche in Mesopotamia la matematica si occupava di problemi di natura pratica. I Greci resero la matematica una disciplina scientifica, in cui le regole venivano trasformate in un’unità ordinata e sistematica. La matematica si avvicinò alla filosofia e divenne pura astrazione del pensiero fine a se stessa. Con gli studiosi ellenici nacquero i 2 processi principali su cui si basa l’organizzazione logica della matematica: l’astrazione e la deduzione.

9 Nel corso della storia, l´uomo occidentale ha progressivamente affermato il proprio dominio sulla natura. Tale percorso è stato sostenuto da una filosofia che ha concepito l´uomo come unico essere dotato di ragione e quindi come creatura privilegiata, qualitativamente superiore agli altri esseri viventi. Nella tradizione antropocentrica della cultura occidentale, l´intera creazione viene ad essere finalizzata al bene del genere umano, in una visione gerarchizzata del mondo che ha contribuito ad accentuare la distanza tra l´uomo e gli animali. A fianco di questa esaltazione dell´umanità, si è affermata la visione di una natura meccanizzata e materializzata, strumento e oggetto ideale di manipolazione: appiattita nell´uniformità del congegno meccanico, essa perde, al proprio interno, ogni differenziazione qualitativa e ogni caratterizzazione. La cultura occidentale e la natura

10 Questa concezione, che ha indirizzato e diretto lo sviluppo della civiltà occidentale, non è stata tuttavia incontestata; pur vittoriosa nel corso della storia, essa ha infatti incontrato voci di critica e di dissenso. Il volume è dedicato a queste voci alternative. Fra le tante filosofie e possibilità, di cui è ricco il bagaglio della cultura occidentale, qui, grazie al contributo di vari studiosi, ne sono state segnalate alcune per un contributo autorevole alla riflessione critica.

11 L’informale ha sicuramente rappresentato un certo clima culturale esistenzialistico tipico degli anni 50. La sua carica pessimistica di fondo fu tutta via compresa solo da una da una ristretta cultura d’élite. E ben presto ha mostrato la sua inattualità nei confronti di una società in rapida trasformazione, che si caratterizzava sempre più come società di massa dominata dai tratti positivi ed ottimistici del consumismo. I maggiori rappresentanti di questa tendenza sono tutti artisti americani Andy Warhol, Claes Oldenburg, Tom Wesselmann, James Rosenquist, Roy Lichtenstein ed altri. Ed in ciò si definisce anche una componente fondamentale di questo stile: essa appare decisamente il frutto della società e della cultura americana. Cultura largamente dominata dall’immagine, ma immagine che proveniva dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità, dai rotocalchi, dal passaggio urbano largamente dominato dai grandi cartelloni pubblicitari. La Pop Art nella cultura occidentale

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13 Un antico mito dice che Purusa, l’essere primordiale, diede origine all’universo, quando cadendo si sbriciolò e originò le creature. Quindi le creature sono una parta di Dio e vanno rispettate. La meta dell’uomo, quindi, è essere sereno e impassibile per ricongiungersi a Dio. L’ideale per gli indiani è vivere una vita interiore e raggiungere il nirvana prima di morire; ad esempio con lo yoga. La cultura indiana divide la società in caste (classi sociali); questo nasce dal dovere di assumere un ruolo all’interno della società, per poi sperare di reincarnarsi in un essere di casta superiore. Alle caste si appartiene per nascita, e non si può cambiare. Le tre classi superiori sono: sacerdoti, guerrieri e lavoratori qualificati, mentre quelle inferiori sono: gli intoccabili fino ai fuori casta. La fedeltà è un ordine cosmico, che ogni individuo si impegna a realizzare, ed è anche una rassegnazione di apatia, di fronte all’impossibilità di cambiare posizione sociale. Il Dio Purusa

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15 Retaggio linguistico Retaggio musicale Retaggio linguistico La lingua, strumento della comunicazione verbale, non solo serve ad esprimere il flusso delle idee e dei sentimenti, ma anche a distinguere la provenienza di genti diverse. La Costituzione indiana riconosce ben 18 lingue, cui vanno aggiunti oltre 1600 lingue minori e dialetti, come documentato nel corso dell'ultimo censimento. La lingua ufficiale nazionale è l'Hindi, anche se l'inglese è ampiamente diffuso e rimane la lingua ufficiale della legge. Retaggio musicale La musica classica indiana affonda le sue radici in tradizioni popolari antichissime e, malgrado si sia amalgamata con altri sistemi, la sua vena non si è mai esaurita. Il nucleo centrale della musica classica indiana è sempre stato l'attento studio dell' intonazione. Intonare frasi e parole sacre come l' OM, richiede un'estrema precisione in quanto questi canti erano parte integrante di ciò che serviva a mantenere l'ordine dell'universo.

16 Danze Danze In India esistono svariati stili di danza, ciascuno dei quali riflette la cultura e le tradizioni di una certa regione o gruppo di persone. I vari stili comprendono le danze usate nei templi, come il Bharatnatyam, l'Odissi e il Mohiniyattam, altre, come ad es. il Kathakali, simboleggiano la vittoria della verità sulla menzogna. Il Kathak e il Kuchipudi sono utilizzate nella recita di storie mitologiche e religiose con accompagnamento di musica e mimica. Il Manipuri e il Dandiya Raas rappresentano la celebrazione dell'unione di Radha e Krishna. Danzatrice indiana

17 Arte e artigianato Arte e artigianato Il grande talento, la creatività e l'ingegno degli artigiani dell'India è visibile ancor oggi negli antichi monumenti storici, negli edifici e nelle sculture. Le numerose sculture presenti sulle mura dei templi sono state scolpite dalla roccia dura e si sono mantenute intatte fino ad oggi. La tecnica della scultura della roccia fu perfezionata dai buddhisti e venne poi continuata da altri sovrani indù. Nell'India del sud, questa arte raggiunse grandiosi risultati sotto la dinastia dei Pallava. Statuetta di Surva, Dio del Sole, in Marmo bianco.

18 Credenze e tradizioni Credenze e tradizioni In India vi sono numerose tradizioni e cerimonie che vengono celebrate in speciali occasioni. Usi e costumi affascinano per la grazia e la bellezza con cui ingentiliscono la normale vita quotidiana coi suoi affanni fino alla morte. L'India è ricchissima di credenze e tradizioni. Si crede che gli esseri umani, sin dalla nascita, siano predestinati e continuino a perpetuare molte tradizioni ereditarie quali: la cerimonia del nome, la cerimonia per inaugurare una nuova casa, fino a quella relativa al matrimonio. Digiuno e preghiere sono parte integrante di cerimonie strettamente religiose. Altre cerimonie particolari si tengono in onore dei defunti, sepolti o cremati. Alcuni giorni dopo la morte, si tiene una cerimonia commemorativa chiamata "Shradh". Il Dio Shiva

19 Festival Festival Nel calendiario indiano si susseguono un gran numero di festival, estremamente vari: nazionali, regionali, locali, religiosi, stagionali e sociali, essendo l'India una terra di divinità e santi, nella cui popolazione è fortemente radicato il senso dei rapporti sociali. Tutti i festival sono un tripudio di colore, felicità, entusiasmo, divertimento, ma anche di riti e preghiere. I viaggiatori sono spesso colpiti dal numero e dalla varietà dei festival che popolano la scena culturale qui in India. Ad es: i fuochi d'artificio nella festa di Dussehra simboleggiano il trionfo del bene sul male, mentre in occasione della festa detta "Raksha Bandhan" (promessa di protezione), le sorelle dicono delle preghiere per augurare una lunga vita felice al proprio fratello.

20 Le Spezie Le spezie sono componenti molto utilizzate sia nella medicina Ayurvedica che nella cucina indiana. Il loro uso modula le proprietà terapeutiche dei cibi. Qui di seguito elenchiamo le principali proprietà terapeutiche delle spezie più importanti. Queste spezie sono utilizzate sia da sole che miscelate in vario modo e proporzione nei vari tipi di Curry. Cibo Le maggiori influenze esterne che si riscontrano oggi nella cucina indiana sono il portato storico della lunga serie di invasioni di popoli diversi, avvenuta in passato: greci, musulmani, portoghesi e inglesi. L'opulenza e la grande varietà offerta dalla cucina indiana, insieme alla leggendaria ospitalità della sua gente costituiscono una parte fondamentale della ricca cultura indiana. Semplicemente irresistibili per la vasta gamma di sapori e colori, i piatti indiani sono una vera leccornia per i buongustai. Le combinazioni e le variazioni di svariati ingredienti e di diversi tipi di spezie, a seconda degli usi regionali, sanno creare un'alchimia magica e gustosa che conferisce sapore sempre diverso anche di uno stesso piatto, che può apparire diverso per colore, consistenza, sapore e aspetto.

21 L’ Indian Tattoo Le donne indiane li usano per le cerimonie, celebrazioni e... per i matrimoni. Ma è una moda che sta affascinando anche l’Occidente. Mendi (Mehandi): è un termine indiano per indicare un tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso. Indian Tattoo è un’antica arte, tramandata da madre in figlia. Spesso sono disegni eleganti che donano il fascino misterioso delle principesse indiane. Un’usanza che trascende i limiti delle regioni, Stati, culture e linee religiose. Dal Sud al Nord, l’India propone le sue spose indiane, e non solo le spose, decorate mani e piedi con arabeschi disegnati con grande arte e abilità dalle proprie mamme, zie o sorelle. Non importa che siano Hindu o Musulmane, che siano Sik oppure agnostiche, donne e fanciulle non disdegnano di adornarsi le estremità con questo composto a base di henna. Il corpo è il tempio dell’anima e come tempio viene decorato, abbellito, adornato con gioielli, sari preziosi e veli ricamati. Veli che si aprono a rivelare come dei tesori nascosti, mani e piedi più ricamati degli stessi abiti di broccato d’oro e di seta purissima.

22 L’igene personale I testi descrivono nei minimi dettagli la giornata del pio hindù, nella quale i diversi atti che si susseguono assumono un valore rituale, anche se si tratta di atti naturali, come, per esempio, quello di lavarsi. è vietato, fin dall’ epoca vedica, urinare stando in piedi, ma bisogna farlo nella nella caratteristica posizione accovacciata, nella quale il popolo indiano siede abitualmente. Il metodo di pulizia, che dev'essere eseguita con la mano sinistra, deve avvenire usando prima terra o sabbia e poi acqua portata in una brocca. Dopo essersi lavati i piedi e le mani ci si sciacqua la boca dodici volte. Compiuto con questi due riti si passa alla pulizia dei denti, con un ramoscello al quale si schiaccia una delle estremità per renderlo simile a un pennello. Dopo queste operazioni di pulizia, tutti devono eseguire ogni giorno lo Snana, bagno o abluzione che, per le caste superiori, dev'essere acompagnato dalla recitazione di mantra vedici. Chi non si è bagnato non ha diritto ad accedere agli altri riti, come l'oblazione del fuoco.

23 Il bagno dev'essere eseguito con acqua fredda e, possibilmente naturale; l'acqua di un fiume è la migliore ma in mancanza di essa ci si può immergere nella piscina di un tempio. Naturalmente come detto il bagno dev'essere acompagnato dalla recitazione di preghiere appropriate e ci sono brahmani che ancora oggi, durante l'abluzione, recitano interi inni dei Veda, indossando la sola veste inferiore come prescritto. Se una persona non può bagnarsi perchè ammalata o indisposta il bagno può esere eseguito da un'altra persona, dopo aver toccato l'interessato; se si ripete il gesto e il bagno per dieci volte la persona ammalata è considerata pura come se si fosse realmente bagnata. Il bagno rituale a scopo di pellegrinaggio, rito etc. ha invece le sue proprie modalità: subito dopo essersi immersi nell'acqua, in posizione eretta, si deve eseguire il tarpana, un'offerta d'acqua agli dei, agli antichi veggenti e agli antenati.. Si congiungono le mani con le palme verso l'alto, in modo da formare una coppa, si attinge l'acqua e la si versa nella corrente stessa in cui si è immersi. Usciti poi dall'acqua, si indossano abiti lavati di fresco e asciutti e ci si segna la fronte col Tilak.

24 La pulizia fisica o del corpo, sharira è solo uno dei tre tipi di purificazione richiesta, perchè esiste anche una purificazione degli oggetti - che di solito è affidata alle donne - e comincia con la pulizia del suolo domestico, che viene spruzzato con acqua mista a sterco di vacca e infine con erba darbha. Poi vi sono i riti atti alla purificazione della famiglia, obbligatoria quando nella famiglia si verifica una nascita o un decesso.

25 Mahatma Gandhi Il suo impegno ha aiutato in maniera determinante lo stato indiano ad intraprendere il processo di indipendenza dalla Gran Bretagna, ispirando poi altri paesi colonizzati ad unirsi per la propria libertà ed indipendenza, ponendo fine all’impero britannico e rimpiazzandolo con il Commonwealth. Il principio di Gandhi ha ispirato generazioni di attivisti democratici e contro il razzismo, inclusi Martin Luther King e Nelson Mandela. Gandhi era solito ripetere che i suoi valori erano semplici, tratti dall‘induismo tradizionale: verità e non- violenza

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