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Le relazioni Esecutivo – Legislativo negli USA. Gli Stati Uniti Nel sistema di governo chiamato repubblica presidenziale, il potere esecutivo si concentra.

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Presentazione sul tema: "Le relazioni Esecutivo – Legislativo negli USA. Gli Stati Uniti Nel sistema di governo chiamato repubblica presidenziale, il potere esecutivo si concentra."— Transcript della presentazione:

1 Le relazioni Esecutivo – Legislativo negli USA

2 Gli Stati Uniti Nel sistema di governo chiamato repubblica presidenziale, il potere esecutivo si concentra nella figura del presidente che è sia il capo dello Stato che il capo del governo. Eletto direttamente dai cittadini, egli forma il suo governo, che non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare in quanto, avendo già la fiducia esplicita dei cittadini (tramite il loro voto) non abbisogna della fiducia dei loro rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una chiara superiorità rispetto ai suoi ministri. La durata dei mandati sia del presidente che del parlamento è fissa: il governo non può sciogliere il parlamento, ma questo a sua volta non può sfiduciare il presidente, in quanto entrambi gli organi costituzionali traggono la loro legittimità da due diversi voti popolari. L'assemblea può comunque mettere in stato d'accusa il presidente per attentato alla costituzione - quello che si usa chiamare "impeachment", il quale, si badi bene, non è un'azione politica, ma un'azione giudiziaria. Il potere legislativo è condiviso dai due organi. Nell'illustrazione più ovvia di governo presidenziale, gli Stati Uniti d'America, il presidente può introdurre disegni di legge, ma se il parlamento non li condivide, esso può ritirarne l'iter, emendarli o respingerli. Il parlamento può approvare disegni di legge che però possono essere bloccati dal presidente, grazie al suo potere di veto, per superare il quale l'assemblea ha bisogno di una maggioranza qualificata di due terzi.

3 Il Congresso Il congresso degli Stati Uniti d'America è un parlamento di tipo bicamerale; esso si divide in camera dei rappresentanti (House of Representatives) e senato (Senate). La sua sede è a Washington D.C., nel palazzo del Campidoglio. Il congresso rappresenta il potere legislativo, secondo quanto stabilisce la costituzione degli Stati Uniti che lo disciplina all'art.1 sezioni da 1 a 10, così come il presidente rappresenta il potere esecutivo. I membri della camera dei rappresentanti hanno un mandato di due anni, decorsi i quali la costituzione USA prevede uno scioglimento automatico dell'assemblea e nuove elezioni. La tempistica delle elezioni di camera e presidente fa sì che esse talvolta coincidano con la metà del mandato del presidente (elezioni di mid term, in italiano medio termine). Per tale ragione esse assumono una dimensione di giudizio indiretto sul suo operato. Se il partito cui appartiene guadagna consensi, si tratta chiaramente di un segnale positivo per il presidente stesso. Il numero di componenti dell'assemblea attualmente è di 435. Per esservi eletti bisogna aver compiuto 25 anni. Il mandato dei senatori è invece pari a sei anni, ma la costituzione USA non prevede lo scioglimento dell'assemblea. E' ciascun singolo senatore a restare in carica per tale periodo, e ciò implica che nei vari stati le elezioni senatoriali si svolgono in momenti diversi. Ogni stato membro degli USA elegge al congresso due senatori. Per diventare senatori bisogna aver compiuto 30 anni.

4 Funzioni del congresso La principale funzione del congresso consiste nel produrre le leggi federali, destinate cioè a valere su tutto il territorio degli USA (sono statali invece le leggi che vengono varate da ciascun stato membro e destinate a valere solo sul suo territorio). Da questo punto di vista solo il congresso può legiferare sulle materie della difesa, della moneta e del commercio internazionale, secondo la classica distinzione di competenze fra centro e periferia del federalismo. Il congresso inoltre ha potere legislativo in materia di fisco (relativamente alle imposte federali), di dazi doganali e di cittadinanza. Altre competenze riguardano la gestione del servizio postale, dei tribunali federali, il bilancio dello stato e l'impeachment. Ogni progetto di legge deve essere approvato sia dalla camera dei rappresentanti che senato, dopodichè viene promulgato dal presidente ed entra in vigore. Se Il presidente non è d'accordo sui contenuti di una legge può, con messaggio motivato,rinviarla alle camere; se queste la riapprovano a maggioranza dei 2/3 è tuttavia tenuto a promulgarla. Nonostante tutti questi elementi comuni, Il congresso statunitense è avvicinabile alla nozione di bicameralismo imperfetto, poichè le funzioni delle due assemblee non sono esattamente le stesse. Questo a differenza di altre costituzioni, che attribuiscono invece alle camere competenze identiche (in tal caso si parla di bicameralismo perfetto). Le differenze fra camera dei rappresentanti e senato riguardano prima di tutto la politica estera; infatti è il presidente a stipulare i trattati, ma ci deve essere il consenso del senato. Inoltre è il presidente a nominare gli ambasciatori ed il personale diplomatico, ma sempre con il consenso del senato. Il secondo ambito riguarda le procedure di nomina dei giudici (a cominciare da quelli della corte suprema) e dei membri delle amministrazioni federali. La scelta spetta al presidente, ma è vincolata all'approvazione del senato. Da ricordare infine che i progetti di legge in materia finanziaria possono essere proposti solo dalla camera dei rappresentanti, nonostante la costituzione USA richieda l'esame ed il voto anche del senato e che, come in tutti i paesi democratici, il congresso esercita la cosiddetta funzione ispettiva: attraverso le commissioni, organi collegiali interni, promuove indagini ed inchieste sulle materie di pubblico interesse.

5 Le relazioni fra congresso e presidente Riguardo al congresso i costituenti di Philadelphia, durante il dibattito che portò alla costituzione del 1787, dovettero essenzialmente affrontare due problemi: quale struttura dargli e quali rapporti stabilire con il centro del potere esecutivo, vale a dire con il presidente.1787 Fu subito scartata l'ipotesi del parlamento monocamerale, che era già stato sperimentato durante i difficili momenti della guerra d'indipendenza americana (il congresso continentale) e non aveva dato buoni risultati. Venne scelto quindi un parlamento bicamerale, nel quale la camera dei rappresentanti è espressione del corpo elettorale di tutta la federazione, mentre il senato è l'assemblea che da voce agli stati membri. A questo punto la discussione si spostò sui criteri di formazione delle due assemblee. Due erano le tesi: attribuire ad ogni stato lo stesso numero di rappresentanti oppure assegnarne ad ognuno un numero variabile, in funzione della popolazione residente. Questa seconda ipotesi era ostacolata dagli stati più piccoli, che ovviamente temevano di essere schiacciati da quelli più grandi. Alla fine venne raggiunto un compromesso, che collegò il numero dei membri della camera dei rappresentanti alla popolazione residente, ma per riequilibrare la situazione fu deciso di attribuire ad ogni stato due seggi in senato. Considerando che, come visto sopra, le leggi devono passare in tutti e due i rami del parlamento per entrare in vigore, il pericolo di decisioni dannose per gli stati più piccoli venne sostanzialmente azzerato. Il secondo problema era quello dei rapporti con il presidente. Alcuni costituenti temevano un presidente con poteri troppo forti rispetto al parlamento, mentre altri invece sentivano la necessità di avere un esecutivo forte, altrimenti non si sarebbe potuto assicurare un governo efficace della nazione. La questione venne risolta con un complesso meccanismo di separazione dei poteri e di controllo reciproco (cd. pesi e contrappesi). Il congresso infatti può essere convocato dal presidente ma non può essere sciolto da lui (come visto sopra, il ricambio dei suoi membri è regolato in maniera del tutto peculiare). Allo stesso modo, il presidente non è politicamente responsabile di fronte al congresso (non può essere sfiduciato e quindi obbligato alle dimissioni), ma solo di fronte all'elettorato, che decide se rieleggerlo o meno. Il presidente può rinviare una legge alle camere ma entro certi limiti. A lui spetta il comando delle forze armate, ma le norme al riguardo possono essere varate solo dal congresso. La nomina di giudici e funzionari pubblici e la stipula dei trattati internazionali spettano al presidente, ma con il consenso vincolante del senato. Infine, in casi di particolare gravità il parlamento può rimuovere il capo dell'esecutivo con l'impeachment, garantendo così il corretto funzionamento del sistema democratico.

6 I Presidenti degli Stati Uniti d'America

7 I Presidenti degli Stati Uniti d’America

8 Risultati presidenziali 2004 in dettaglio

9 I governi degli ultimi 70 anni

10 Risultati elettorali della Camera dei Rappresentanti

11

12 Risultati elettorali della Camera dei Rappresentanti 2002 e 2004

13 Durata media esecutivi USA L’approccio 1 di Lijphart è basato unicamente sulla composizione partitica dei governi, mentre l’approccio 2 delinea la fine di un gabinetto con: diversa composizione partitica; diverso primo ministro; diverso status coalizionale; avvento di nuove elezioni legislative. Durata media governi (approccio 1) Durata media governi (approccio 2) Media tra le misure 1 e 2 Indice di predominio dell’esecutivo 7,071,834,451,00

14 Durata media esecutivi Durata media governi (approccio 1) Durata media governi (approccio 2) Media tra le misure 1 e 2 Indice di predominio dell’esecutivo 5,003,334,161,00

15 Durata media esecutivi Durata media governi (approccio 1) Durata media governi (approccio 2) Media tra le misure 1 e 2 Indice di predominio dell’esecutivo ,00

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