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La sicurezza degli alimenti. Sicurezza alimentare e sicurezza “degli alimenti” Sicurezza alimentare (food security): E’ l’accesso di tutti ed in qualsiasi.

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Presentazione sul tema: "La sicurezza degli alimenti. Sicurezza alimentare e sicurezza “degli alimenti” Sicurezza alimentare (food security): E’ l’accesso di tutti ed in qualsiasi."— Transcript della presentazione:

1 La sicurezza degli alimenti

2 Sicurezza alimentare e sicurezza “degli alimenti” Sicurezza alimentare (food security): E’ l’accesso di tutti ed in qualsiasi momento ad un’alimentazione sufficiente in termini di qualità, quantità e varietà, per una vita attiva sana.

3 Sicurezza alimentare e sicurezza “degli alimenti” Sicurezza degli alimenti (food safety): Non esiste…non è un concetto assolutoNon esiste…non è un concetto assoluto Riduzione del rischio?Riduzione del rischio? Prevenzione?Prevenzione? Responsabilità?Responsabilità? Obblighi?Obblighi?

4 Il mercato della sicurezza degli alimenti DomandaOfferta Determinanti (mercato concorrenziale): Determinanti (mercato concorrenziale): Percezione del rischio (pericolo) Grado di avversione al rischio Variabili socio-demografiche (età, professione, educazione, ecc.) Reddito Prezzo (incidenza sul prezzo dell’alimento) Massimizzazione profitto: La “quantità” di sicurezza alimentare prodotta sarà quella corrispondente all’uguaglianza tra i costi marginali e i ricavi marginali. E’ comunque impossibile produrre sicurezza totale La sicurezza di un alimento come bene di mercato: E’ un insieme di attributi del prodotto alimentare (Hooker, Caswell, 1996) E’ associato alla probabilità di non incorrere in pericoli per la salute(Henson, Traill, 1993)

5 Il fallimento del mercato Distorsione nella percezione del rischio (fattori psicologici) Incompletezza ed asimmetria informativa (Akerlof, 1970, prezzi sub-ottimali) Natura di bene pubblico del “bene sicurezza” e della relativa informazione (non escludibilità e non rivalità, free-riding e moral hazard) Esternalità associate alle intossicazioni alimentari (es. costi sanitari) Problemi nella distribuzione dei costi e dei benefici (elasticità rispetto al reddito della domanda di sicurezza, insufficiente segmentazione)

6 Effetti del fallimento sulla domanda di un prodotto alimentare Diversa percezione del rischio in base alle nuove informazioni, cambio nelle abitudini alimentari (in che misura è strutturale?) Diminuzione nel livello di domanda del prodotto alimentare interessato dal fallimento Modifiche nell’effetto prezzo (diversa fiducia nell’“experience good”, prezzo come proxy qualità, cambio elasticità dei prezzi) Modifiche nell’effetto reddito (elasticità della spesa) Riallocazione della spesa per prodotti alimentari ed effetti sulla domanda di alimenti appartenenti allo stesso gruppo di spesa

7 Food Standards Sicurezza e igieneSicurezza e igiene QualitàQualità ConfezionamentoConfezionamento EtichettaEtichetta Gestione e immagazzinamentoGestione e immagazzinamento

8 Regolamentazioni AdditiviAdditivi Contaminanti ambientaliContaminanti ambientali FitofarmaciFitofarmaci RadioattivitàRadioattività Micro-organismi e tossineMicro-organismi e tossine

9 La strategia europea Ripristinare la fiducia del consumatoreRipristinare la fiducia del consumatore “Libro bianco” (gennaio 2000) – 80 azioni“Libro bianco” (gennaio 2000) – 80 azioni Approccio integrato “from farm to fork”Approccio integrato “from farm to fork” Standard, definizioni e principi generaliStandard, definizioni e principi generali Autorità alimentare europeaAutorità alimentare europea

10 Definizioni e principi Definizioni degli alimentiDefinizioni degli alimenti Definizioni delle leggi (es. mangimi)Definizioni delle leggi (es. mangimi) Approccio “integrato” per tutti i settoriApproccio “integrato” per tutti i settori Rintracciabilità nella filieraRintracciabilità nella filiera Controlli e sanzioniControlli e sanzioni Rispetto obblighi internazionali “più alti”Rispetto obblighi internazionali “più alti” Analisi e valutazione del rischio (AAE)Analisi e valutazione del rischio (AAE)

11 Il principio di precauzione (conferenza di Rio) “Laddove vi siano minacce di danni seri o irreversibili, la mancanza di piene certezze scientifiche non potrà costituire un motivo per ritardare l’adozione di misure efficaci in termini di costi volte a prevenire il degrado ambientale”.

12 L’autorità alimentare europea: compiti Valutazione scientifica del rischioValutazione scientifica del rischio Consulenza scientifica, autorevole e indipendenteConsulenza scientifica, autorevole e indipendente Raccolta di informazioni e analisiRaccolta di informazioni e analisi ComunicazioneComunicazione Sistema rapido di allerta e sorveglianza rischiSistema rapido di allerta e sorveglianza rischi Supporto alla Commissione in caso di emergenzaSupporto alla Commissione in caso di emergenza

13 L’autorità alimentare europea Nessuna responsabilità normativa (rimane alle istituzioni europee) – separazioneNessuna responsabilità normativa (rimane alle istituzioni europee) – separazione Indipendenza (necessità di un “nuovo” interlocutore con il consumatore)Indipendenza (necessità di un “nuovo” interlocutore con il consumatore) Rete con stati membri e organizzazioni internazionaliRete con stati membri e organizzazioni internazionali DATIDATI

14 Sicurezza degli alimenti negli USA Responsabilità penale ed amministrativa del produttore / commercializzatore.Responsabilità penale ed amministrativa del produttore / commercializzatore. Ispezioni per controlli su adulterazioni / etichettatureIspezioni per controlli su adulterazioni / etichettature Il governo non è direttamente responsabile della sicurezza degli alimentiIl governo non è direttamente responsabile della sicurezza degli alimenti

15 HACCP Analisi dei rischi e punti di controllo criticiAnalisi dei rischi e punti di controllo critici Il sistema HACCP è un sistema di controllo preventivo di processo messo a punto dall’industria alimentare 30 anni fa per integrare la sicurezza alimentare nel processo di produzione alimentare. Il sistema HACCP prevede che allo stabilimento di trasformazione competano le seguenti responsabilità: (1) identificare i rischi potenzialmente insiti nel proprio processo di lavorazione sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, (2) individuare i punti critici del processo dove poter controllare il rischio, (3) mettere a punto, validare e attuare forme di controllo atte a prevenire il verificarsi di un rischio nonché (4) monitorare e documentare l’applicazione del sistema per verificare che funzioni adeguatamente, adottando le eventuali misure correttive.

16 La crisi BSE 1732Primo caso di “scrapie” (pecore) 1984Primo caso di BSE (Regno Unito) 1989Proibito l’uso di carne e ossa di capi infetti per l’alimentazione umana ed animale 1996Identificata la nuova variante della CJD e il probabile collegamento con la BSE 2000Partono i test a campione sui bovini (in Francia in anticipo) e aumentano i casi individuati 2001Test su tutti i bovini europei sopra i 30 mesi

17 Qualche numero (1) Casi di BSE nel Regno Unito

18 Casi di BSE nel mondo Italia: 57 casi al febbraio 2002 su circa test 32 casi emersi dai nuovi test tra giugno e dicembre 2000

19 Casi di CJDnv identificati dal 1996 ad oggi Nel Regno Unito: annualmente uno ogni cinque milioni di abitanti (in totale 85 in cinque anni, )Nel Regno Unito: annualmente uno ogni cinque milioni di abitanti (in totale 85 in cinque anni, ) Nel Resto d’Europa: solo 2 in FranciaNel Resto d’Europa: solo 2 in Francia 134 casi di botulismo in Italia casi di botulismo in Italia

20 Il comparto della carne bovina in Europa Fonte: FAO (2000) 4, 7 milioni di capi sono stati abbattuti nel Regno Unito per la crisi BSE dal 1996 ad oggi

21 Il comparto della carne bovina in Europa

22 Il comparto della carne bovina in Italia

23 Il comparto della carne bovina

24 I costi della crisi BSE miliardi lireschema abbattimento capi UK (1.600 a carico EU) miliardi lireschema abbattimento capi UK (1.600 a carico EU) miliardi lire acquisto per intervento dell’EU per crollo prezzi miliardi lire acquisto per intervento dell’EU per crollo prezzi miliardi lire primi sostegni Francia miliardi lire primi sostegni Francia 2000 TOTALE miliardi lire TOTALE miliardi lire

25 La reazione del consumatore: i consumi di carne bovina in Italia, Francia e Spagna Valori effettiviValori previsti

26 La crisi BSE e i consumi di carni e pesce in Italia: quantità medie consumate per famiglia (1990=100, dati destagionalizzati) La crisi BSE e i consumi di carni e pesce in Italia: quantità medie consumate per famiglia (1990=100, dati destagionalizzati) gen-91 mag-91 set-91 gen-92 mag-92 set-92 gen-93 mag-93 set-93 gen-94 mag-94 set-94 gen-95 mag-95 set-95 gen-96 mag-96 set-96 Mese Quantità (1990=100) Carne bovinaPollameSalumiAltre carniPesce SHOCK BSE

27 Evoluzione dei prezzi reali al consumo delle carni ( )


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