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La responsabilità sociale d’impresa LABORATORIO SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE: PMI E BEST PRACTICES Seminario per l’attribuzione di crediti.

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2 La responsabilità sociale d’impresa LABORATORIO SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE: PMI E BEST PRACTICES Seminario per l’attribuzione di crediti formativi Responsabile: Prof.ssa Mara Del Baldo Urbino, gennaio 2008

3 2 Il termine RESPONSABILITA’ RESPONDEO = impegno reciproco tra due o più persone Il principio RESPONSABILITA’ Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra (H. Jones, 1979)

4 3 La crescita di attenzione al tema della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) – Corporate Social Responsibility (CSR) Fattori genetici della RSI Disastri ecologici Globalizzazione e crescente divario tra Paesi ricchi e poveri Diritti umani e diritti dei lavoratori Scandali e fallimenti aziendali Diffusione di cultura e movimenti ambientalisti Necessità di governare il fenomeno Maggiori attenzioni a: pari opportunità, sicurezza, lavoro minorile, soggetti svantaggiati Esigenza di correttezza e trasparenza Riforma della corporate governance Evoluzione dei mercati finanziari Trasparenza Pressione degli investitori istiuzionali

5 4 L’evoluzione del concetto di responsabilità sociale d’impresa (RSI)

6 5 Il concetto di responsabilità sociale d’impresa (RSI) SVILUPPO SOSTENIBILE (sustainable development) CITTADINANZA D’IMPRESA (corporate citizenship) MULTIDIMENSIONALITA’ (triple bottom line) Tre Concetti di sintesi:

7 6 SOSTENIBILITA’ CITTADINANZA D’IMPRESA TRIPLE BOTTOM LINE E’ lo sviluppo che soddisfa i bisogni del mondo presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare, a loro volta, i propri bisogni. World Commission on Environment and Development, 1987 Implica l’oltrepassae i propri doveri (oltre la legge) per contribuire a creare benessere nella comunità in cui l’azienda opera. Si fonda sul principio che non esiste antitesi fra risultati economici di lungo termine e RSI Si propone di incorporare il concetto di sviluppo sostenibile nella misurazione delle performance aziendali, identificando gli indicatori dei risultati economici, sociali, ambientali

8 7 Il concetto di responsabilità sociale d’impresa (RSI) Triple Bottom Line

9 8 Il concetto di RSI negli studi economici Impostazione classica (FRIEDMAN, 1962, 1970) L’unico legittimo scopo dell’impresa è la generazione di profitto. L’unico soggetto a cui è necessario ed opportuno rispondere sono gli azionisti La stakeholder theory (FREEMAN, 1984,1994) ma anche: Onida, 1954; Zappa, 1957; Masini, 1960; Amaduzzi, 1963; Ferrero, 1968; Saraceno, 1970) Occorre prestare una specifica attenzione ad altri soggetti portatori di interessi e di attese nei confronti dell’impresa. STAKEHOLDER = i soggetti che hanno un interesse rilevante in gioco nella conduzione dell’impresa a causa dei loro investimenti specifici oppure dei possibili effetti esterni positivi o negativi

10 9 COSA CHIEDONO GLI STAKEHOLDER RISORSE UMANE IMPRESA INVESTITORI/AZIONISTI ONG RISORSE UMANE CLIENTI QUALITA’ E SICUREZZA DEI PRODOTTI RISPETTO DEI DIRITTI UMANI PUBBLICITA’ VERITIERA SICUREZZA E SALUTE SUL LUGO DI LAVORO PARI OPPORTUNITA’ EQUITA’ DEI SALARI DIRITTI UMANI CORRUZIONE CREAZIONE DI LAVORO IMPATTO AMBIENTALE CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO LOCALE INFORMAZIONI TEMPESTIVE E ACCURATE SULLA GESTIONE CONFORMITA’ A LEGGI E REGOLAMENTI RICHIESTA INVESTIMENTI IN AZIENDE SOCIALMENTE RESP. (SOCIALLY RESPONSIBLE INVESTING DOW JONES SUSTAINABILITY INDEXES, DOMINI 400 SOCIAL INDEX, ETHICAL INDEX EURO)

11 10 LE RELAZIONI TRA INTERESSI PRIVATI E SOCIALITA’ Benessere sociale Equità distributiva Altruismo Interesse individuale Efficienza Massimizzazione del profitto SOCIALITA’ INTERESSI PRIVATI A. SINERGIE B. TRADE-OFF

12 11 RSI - CSR “Tensione dell’impresa, a partire dai vertici aziendali, di soddisfare in misurasempre crescente, andando al di là degli obblighi di legge, le legittime attese sociali e ambientali, oltre che economiche, dei vari portatori di interesse (stakeholder) interni ed esterni, mediante lo svolgimento delle proprie attività” (Mario Molteni, 2004)

13 12 LA CONSIDERAZIONE DELLE ATTESE ECONOMICHE LA NATURA VOLONTARIA E INELUTTABILE DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA AL DI LA’ DEGLI OBBLIGHI DI LEGGE NELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ AZIENDALI

14 13 Il concetto di responsabilità sociale d’impresa (RSI) “Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. (Libro Verde della Commissione delle Comunità Europee, 2001) Marzo 2000, European Council Summit di Lisbona, obiettivo strategico per il decennio “Fare dell’Europa la knowledge-based economy più competitiva e dinamica al mondo, in grado di realizzare uno sviluppo sostenibile, con posti di lavoro di quantità e qualità maggiore e una più grande coesione sociale”

15 14 CSR: definizione e quadro di riferimento “A concept whereby companies integrate social and environmental concerns in their business operations and in their interaction with their stakeholder on a voluntary basis” (Commissione CE, Green Paper, 18 luglio 2001) “A concept whereby companies decide voluntarly to contribute to a better society and a cleaner environment” (Commissione CE, 2 luglio 2002)

16 15 Comunicazioni della Commissione 1) COM(2001) 366 def, Bruxelles, “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” 2) COM(2002) 347 def, Bruxelles, “RSI delle imprese: un contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile”

17 16 Organizzazioni internazionali di riferimento Global Compact (Triple Bottom Line)delle Nazioni Unite (2000) (Principi promossi dal Segretario generale ONU) Global Reporting Initiative (ONU) Dichiarazione tripartita dell’OIL sulle imprese multinazionali e la politica Sociale (1997/2000) (libertà di associazione, abolizione lavoro forzato, non-discriminazione ed eliminazione del lavoro infantile) Principi direttivi/linee guida dell’OCSE destinati alle imprese multinazionali (OECD Guidlines for Multinational Enterprises) Progetto Ministero Welfare Italiano CSR-SC

18 17 “ Anche se la responsabilità principale delle imprese è quella di generare profitti, le imprese possono al tempo stesso contribuire ad obiettivi sociali e alla tutela dell’ambiente, integrando la responsabilità sociale come investimento strategico nel quadro della propria strategia commerciale, nei loro strumenti di gestione e nelle loro operazioni” “La RSI deve costituire un processo di gestione dei rapporti rapporti dell’impresa con tutta una serie di parti interessate che possono realmente influire sul suo libero funzionamento” 1) COM(2001) 366 def, Bruxelles, Il ruolo dell’UE: -elaborare un quadro europeo globale in partnership con i principali attori -favorire un consenso sulle buone prassi e promuoverle -indagare e ragioni che spingono le imprese ad assumere la responsabilità sociale -definire i ruoli delle parti interessate -promuovere, attraverso le sue politiche, una più ampia applicazione dei principi della RSI Azioni a sostegno della RSI delle imprese: -sostegno alla formazione del personale direttivo -diffusione e scambio di informazioni, sensibilizzazione e stimolo alla discussione -analisi e ricerche

19 18 2) COM(2002) 347 def, Bruxelles, Principi alla base della strategia comunitaria di promozione della RSI: -riconoscimento della natura volontaria della RSI -necessità di rendere le pratiche socialmente responsabili credibili e trasparenti -approccio equilibrato e globale (olistico) della RSI -attenzione rivolta a esigenze e caratteristiche delle PMI -appoggio agli accordi e strumenti internazionali esistenti Aspetti su cui si incentra la strategia comunitaria: -fornire maggiori informazioni riguardo agli effetti positivi della RSI -rafforzare lo scambio di esperienze e di buone pratiche di RSI tra le imprese -promuovere le capacità di gestione dellla RSi -incoraggiare la RSI tra le PMI -facilitare la convergenza e la trasparenza delle pratiche e degli strumenti della RSI -organizzare un “EU Multi-Stakeholder Forum on CSR” -integrare la RSI nelle politiche comunitarie

20 19 Le dimensioni della RSI ( Libro Verde Commissione Europea) DIMENSIONE INTERNA all’azienda

21 20 Le dimensioni della RSI ( Libro Verde Commissione Europea) DIMENSIONE ESTERNA all’azienda

22 21 Necessità di un cambiamento di cultura: Cultura di responsabilità No windows dressing (operazione di facciata) No corporate philantrophy (capitalismo filantropico) Sono necessarie una nuova corporate culture ed una nuova imprenditorialità -Investire sul capitale umano -Contribuire alla tutela dell’ambiente e perseguire uno sviluppo sostenibile -Sviluppare il territorio rafforzando il rapporto tra territorio e imprese e investendo nella comunità -curare il rapporto con partner commerciali e fornitori -Investire nel rapporto con il clienti Un nuovo approccio strategico Un modello di sviluppo orientato ad un approccio sistemico

23 22 PRINCIPI BASE ED ELEMENTI CHIAVE DELLA CSR SOSTENIBILITA’ -Valore economico, consenso sociale e protezione ambientale INTANGIBLE ASSETS -Risorse di conoscenza (capitale umano) -Risorse di fiduci (capitale sociale, capitale reputazionale, legami con il territorio, ecc.) STAKEHOLDER VALUE -passaggio da una prospettiva mono-stakeholder ad un approccio strategico multi-stakeholder

24 23 Le accezioni del sociale I COLLABORATORI LA SOCIETA’ CIVILE (Corporate Philantrophy) ALTRI PORTATORI DI INTERESSI (soggetti posti a monte e a valle) (problemi ambientali connessi ai prodotti e ai processi)

25 24 L’IMPRESA SOCIALMENTE RESPONSABILE … INVESTE IN CAPITALE UMANO Dedica risorse alla formazione del capitale umano Adotta soluzioni che cercano equilibrio tra lavoro, famiglia, tempo libero Adotta politiche retributive e di carriera improntate all’ugualianza Adotta politiche di assunzione che favoriscono l’inserimento di minoranze etniche, Tutela la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro … CONTRIBUISCE ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE Riduce il consumo di emissioni inquinanti Investe per la messa a punta di processi produttivi ecosostenibili … CURA IL RAPPORTO CON I PARTNER COMMERCIALI E I FORNITORI Quando esternalizza parte della produzione in paesi in via di sviluppo sceglie fornitori che rispettino i diritti umani e adottino standard di eccellenza in materia di rispetto e tutela ambientale … INVESTE NEL RAPPORTO CON IL CLIENTE Offre beni/servizi capaci di soddisfare bisogni e attese del cliente Fornisce loro qualità, sicurezza, affidabilità … INVESTE NELLA COMUNITA’ Sostiene l’attività di organizzazioni no profit Collabora con scuole, università, centri di formazione allo sviluppo di percorsi Formativi coerenti rispetto ai profili professionali richiesti dal mercato Incoraggia i dipendenti a fare volontariato nel territorio

26 25 TEMI, STRUMENTI E PRATICHE DELLA RSI 1.RAPPORTI CON IL PERSONALE 2.CORPORATE GOVERNANCE 3.ACCOUNTABILITY 4.FINANZA 5.MARKETING 6.RAPPORTI CON I FORNITORI 7.RAPPORTI CON LA COMUNITA’ 8.AMBIENTE

27 26 I DUE LIVELLI DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE A)LA TUTELA DEI DIRITTI Garantire un livello di tutela più elevato di quello obbligatorio relativo a: -Controllo etico della supply chain -Livello salariale -Attenzione al lavoro femminile -Non ricorso al lavoro minorile -Contenuto valoriale dei messaggi pubblicitari -Politiche volontarie di pari opportunità -Adozione di un sistema di controllo interno evoluto -Rispetto delle persone sul luogo di lavoro B)IL LIVELLO DELLA CREATIVITA’ SOCIO-COMPETITIVA -Servizi aggiuntivi ai dipendenti -Soluzioni innovative per coniugare vita lavorativa e familiare -Intensa attività di formazione -Campagne di cause related marketing -Sviluppo di prodotti destinati a categorie svantaggiate -Contributo alla crescita tecnica e imprenditoriale dei fornitori -Sviluppo di prodotti connotati da valenze ecologiche -Comunicazione del disegno strategico e dei risultati ec.ci, sociali, ambientali

28 27 RSI COME TUTELA DEI DIRITTI/CORRETTEZZA ETICA RSI COME CREATIVITA’ SOCIO-COMPETITIVA/CREATIVITA’ SOCIALE Sicurezza del lavoro Sviluppo del sistema di controllo interno Trasparenza comunicazione finanziaria Certificazione etica (SA8000) Codice etico Politiche di pari opportunità Normativa ambientale Rating etico Bilancio sociale/di sostenibilità Servizi aggiuntivi ai dipendenti Nuovi business ecologici Linea prodotti a valenza sociale Gestione innovativa delle risorse umane Cause related marketing STRUMENTI E LIVELLI DELLA RSI

29 28 I benefici per le imprese Le opportunità derivanti dalle politiche di RSI: miglioramento della reputazione e valorizzazione di immagine; maggiore visibilità; acquisizione di competitività (fidelizzazione / acquisizione clienti); miglioramento dei rapporti con la comunità locale e con le Istituzioni; innalzamento del grado di motivazione e delle competenze del personale; Innalzamento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro; aumento dell’attrattività per la forza lavoro; miglioramento del clima interno con riflessi sulla produttività; miglioramento dei processi aziendali; miglioramento dei sistemi di controllo interno; Ripensamento della strategia e comunicazione più adeguata; sviluppo della capacità di anticipazione; qualificazione delle relazioni con le istituzioni finanziarie; …..

30 29 AUMENTO DEL PATRIMONIO DI RISORSE INTANGIBILI A DISPOSIZIONE DELL’IMPRESA CAPITALE ORGANIZZATIVO CAPITALE UMANO CAPITALE RELAZIONALE Corporate Governance Processi Clienti Relazioni di rete Profilo strategico

31 30 I costi della RSI  Investimenti effettuati per soddisfare le attese di ordine sociale e ambientale (ammortamenti annuali)  Incremento dei costi di funzionamento (servizi aggiuntivi, acquisto materie prime,…)  Impiego di risorse aziendali non monetarie (risorse umane, impianti e attrezzature, marchio,…)  Impegno di una quota del tempo e dell’attenzione del top management/imprenditore  Limitazione delle alternative strategiche  …

32 31 Gli strumenti di comunicazione della RSI RSI: da valore potenziale a valore effettivo Creazione di valore potenziale per l’impresa Conseguimento di benefici I principali strumenti di comunicazione del comportamento socialmente responsabile Certificazioni sociali di terza parte (SA 8000, Norme ISO, ecc…) Codice etico/Codice di condotta Bilancio sociale Creazione di valore effettivo per l’impresa Comportamento Socialmente responsabile Corretta comunicazione Cause Related Marketing Carta dei valori

33 32 GLI STANDARD DI RENDICONTAZIONE E I MODELLI DI ACCOUNTABILITY GRI – GLOBAL REPORTING INITIATIVE Standard creato nel 1997 nell’ambito di istituzioni europee, ONG e coalizioni imprenditoriali per definire linee guida di rendicontazione delle performance economiche, sociali, ambientali ACCOUNTABILITY 100 – AA1000 Standard internazionale per implementazione in azienda del processo di account, auditing, reporting orientato alla CSR e basato sul confronto/dialogo con gli stakeholder. Comprende principi e set di standard di processo (pianificazione, accounting, auditing) svolto da organizzazione soprattutto anglosassoni SOCIAL ACCOUNTABILITY SA 8000 Standard di certificazione internazionale in tema dei diritti dei lavoratori GBS – GRUPPO BILANCIO SOCIALE Gruppo di studio per la statuizione dei principi di redazione del bilancio sociale (unificazione, confrontabilità) Q-RES Linee guida per gestione etico-sociale elaborate a livello nazionale da gruppo lavoro Formato da imprese società consulenza e revisione coordinate la CELE (Un. Castellanza) MODELLO SEAN –IBS Modello di orientamento strategico elaborato dall’istituto per il bilancio sociale finalizzato a migliorare la cultura d’impresa e il quadro etico-valoriale di riferimento (Codice etico-Revisione contabile del bilancio-SA8000-Certific.Qualità)

34 33 Gli strumenti di comunicazione della RSI I principali vantaggi Certificazioni socialiCodice eticoBilancio sociale Possono essere validi per diverse tipologie di imprese e per diversi settori produttivi Se utilizzati correttamente contribuiscono alla reputazione dell’impresa creando fiducia verso l’esterno Se utilizzati correttamente contribuiscono a migliorare il clima aziendale e a rendere l’azienda maggiormente appetibile per la forza lavoro Flessibilità Interfacciabilità Miglioramento immagine Possono essere funzionalmente integrati con altri sistemi normativi Miglioramento clima interno

35 34 Gli strumenti di comunicazione della RSI I principali limiti Certificazioni sociali Codice etico Bilancio sociale Assente Oneroso Rischio di Onerosità Discrezionale Audit esternoCosti Rapporto con stakeholders Coinvolgimento insufficiente (es: SA 8000) Rischio di burocraticità e formalità Oneroso (ISO in particolare) Grado di copertura dei vari aspetti Discrezionale Incompleto e su standard minimi

36 35 + Il bilancio sociale Strumento per valutare e rendere conto periodicamente dei risultati dell’attività aziendale nella loro dimensione sociale, ambientale ed etica. Completamento delle informazioni del bilancio d’esercizio. Potenziale strumento gestionale, in grado di migliorare l’organizzazione interna e portare ad una conduzione d’impresa meno spontaneista. Strumento utile per rafforzare la legittimazione sociale dell’impresa sia al proprio interno, sia verso gli interlocutori esterni. Strumento di comunicazione in grado di rendere possibile la formazione di cultura condivisa. Strumento dotato di notevole efficacia dal punto di vista RELAZIONALE e STRATEGICO (individuazione degli stakeholders rilevanti e ottimizzazione dei rapporti con essi).

37 36 Il bilancio sociale Documento ancora in fase dinamica, in via di formazione (“cantiere aperto”). Redazione non vincolata a regole o norme particolari. Pluralità di dottrine attinenti alla disciplina della rendicontazione che porta ad un disorientamento delle imprese. Sviluppo non omogeneo nei diversi paesi. Rischio di utilizzo opportunistico del documento (self serving). Elevato costo in termini di risorse organizzative e finanziarie. 

38 37 Progetto/Campagna di CRM E’ un sistema di attività facenti perno sulla funzione di marketing attraverso le quali un’impresa persegue obiettivi di natura commerciale fornendo al contempo un contributo ad una causa sociale relativa a vari ambiti (medicina, salute, lotta alla fame, …). Scopo: creare valore Collaborazione con organizzazione non profit: modalità partecipativa e continuità rispetto alle tradizionali pratiche di sponsorizzazione Codice Etico E’ una dichiarazione dei diritti, dei doveri e della responsabilità sociale di un’azienda nei confronti di dipendenti, fornitori, Pubblica Amministrazione, ecc. Rappresenta un vero e proprio contratto sociale tra l’impresa e i suoi stakeholder con i quali cerca di accreditarsi affermando pubblicamente che intende sviluppare coerenti ed appropriate politiche aziendali, attuandole attraverso apposite strutture organizzative e prevedendo sanzioni in caso di violazione.

39 38 STRUTTURA DEL CODICE ETICO/CODICE DI CONDOTTA 1.PRINCIPI GENERALI (missione imprenditoriale e modo più corretto di realizzarla= 2. ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ E PIANIFICAZIONE AREE DI RISCHIO CON GLI STAKEHOLDER (azionisti, dipendenti, clienti, ecc.) 3.STANDARD ETICI DI COMPORTAMENTO (norme, codice di comportamento di settore, principi guida internazionali, Codice di autodisciplina, eguaglianza, tutela della persona, dell’ambiente, della Salute, ecc.; riservatezza, onestà, imparzialità, diligenza, ecc.) ETHICS OFFICER 4.SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME DEL CODICE (provvedimenti disciplinari, risoluzione rapporto lavoro, revoca mandato agli Amministratori, azioni nei confronti dei fornitori, sanzioni pecuniarie, azione di Risarcimento del danno) 5.ORGANI DI CONTROLLO (organismo di controllo interno: comitato per il controllo interno, internal auditing)

40 39 A monte del Codice Etico  analisi struttura aziendale;  individuazione mission;  individuazione gruppi di stakeholder di riferimento;  individuazione dei principi etici generali A valle del Codice Etico  consultazione degli stakeholder per la condivisione dei principi  raccolta segnalazioni sulle violazioni  adeguamento dell’organizzazione aziendale e delle procedure  attività di formazione etica  dialogo e partecipazione  pubblicità del codice stesso

41 40 CSR: STRUMENTI OPERATIVI SA 8000 E’ uno standard normativo relativo ai diritti dei lavoratori riportato dalle Convenzioni ILO (International Labour Organization) promosso alla fine del 1997 Dal CEPAA (Council of Economical Priorities Accreditation Agency) che dal luglio 2002 ha preso il nome di SAI (Social Accountability International) Requisiti della SA 8000: Lavoro infantile Lavoro obbligatorio Salute e sicurezza Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva Discriminazione Procedure disciplinari Orario di lavoro Retribuzione Sistema di gestione 285 imprese nel mondo su 38 Paesi 65 imprese in Italia (E. Romagna, Toscana)

42 41 PROGETTO CSR-SC Avviato nel 2002 dal Governo italiano su invito Commissione Europea Contribuisce al dibattito per definire un “framework europeo” per la CSR OBIETTIVI Diffondere uno standard semplice e modulare da applicare su base volontaria Per identificare comportamenti socialmente responsabili Predisporre opportuni strumenti di misurazione per comprendere e valutare le Performance sociali delle imprese Garantire al cittadino che l’impegno sia concreto LIVELLI DEL PROGETTO 1.LIVELLO CSR Approccio volontario e minimo 2.LIVELLO SC Coinvolgimento sociale e interventi proattivi, anche grazie ad incentivi economici

43 42 STRUTTURA DEL PROGETTO CSR-SC Il progetto si basa su un set di CSR performance indicator volti a Guidare le imprese: -nell’autovalutazione delle loro performance di RSI -Nella rendicontazione attraverso il Social Statement Il Set di performance indicator è progettato secondo un approccio Flessibile e modulare Gli indicatori di dividono in: -indicatori comuni (C): devono essere utilizzati da tutte le imprese, anche Le piccole (meno di 50 dipendenti) -indicatori addizionali (A): si applicano solo alle imprese con 50 e più dipendenti Sono strutturati secondo uno schema generale a tre livelli: Categorie: gruppi di stakeholder cui sono rivolte specifiche famiglie (cluster) di indicatori Aspetti: aree tematiche monitorate da gruppi di performance indicator afferenti a una Data categoria di stakeholder Indicatori: misure che forniscono informazioni quali/quantitative relative ad uno specifico aspetto La struttura del set di indicatori si articola in: risorse umane; soci/azionisti e comunità Finanziaria; clienti; fornitori; partner finanziari; Stato, Enti locali e Pubblica Amministra Zione; Comunità, ambiente

44 43 L’assunzione da parte delle imprese di comportamenti socialmente responsabili è in costante aumento Non esiste ancora uno standard riconosciuto e condiviso a livello internazionale che definisce in modo soddisfacente se un’impresa è etica e in che misura Oggi l’impegno dell’impresa in campo sociale è il frutto di una libera iniziativa, senza un efficace coordinamento che ne ottimizzi gli interventi E’ difficile per il cittadino verificare che l’impegno sociale pubblicizzato dall’impresasia realmente attuato e mantenuto nel tempo Scenario italiano/europeo

45 44 EFFETTI DEL SOCIAL COMMITMENT § AUMENTA IL GRADO DI COESIONE SOCIALE § CREA NUOVE PARTNERSHIP TRA ISTITUZIONI, IMPRESE, ASSOCIAZIONI NO PROFIT NELLA GESTIONE DEGLI INTERVENTI NELLE POLITICHE SOCIALI § LIBERA RISORSE PER OBIETTIVI PERSEGUIBILI A LIVELLO PUBBLICO § FAVORISCE LA NASCITA NEL NOSTRO PAESE DEI FONDI PENSIONE ETICI § PROMUOVE LA DIFFUSIONE DI BEST PRACTICES § INNESCA UN MECCANISMO EMULATIVO LUNGO LA FILIERA PRODUTTIVA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PMI

46 45 Alcuni riferimenti bibliografici Ansoff. H. I et alii (1984), Strategia sociale dell’impresa, Etas, Milano Baldarelli M.G., Le aziende eticamente orientate, Clueb, Bologna Commissione delle Comunità Europee (2002) COM 366 def. Libro Verde, Commissione delle Comunità Europee (2002) COM 347 def. RSI delle imprese, GBS (2001), Principi di redazione del bilancio sociale, Milano Hinna L. (2002), Il bilancio sociale, Il Sole 24 Ore, Milano Matacena A. (1984) Impresa e ambiente. Il bilancio sociale, Clueb, Bologna, Viviani M. (1999), Lo specchio magico. Il bilancio sociale e l’evoluzione delle imprese, Il Mulino, Bologna Molteni M., (2004), Responsabilità sociale e performance d’impresa, Vita e pensiero, Milano Molteni M. (2004), I modelli di responsabilità sociale nelle imprese italiane, F.Angeli, Milano Rusconi G., Dorigatti M. (1997) (a cura di), Introduzione alla responsabilità sociale dell’impresa, Laterza, Roma-Bari. Siti internet Fine


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