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Il Punto unico di accesso come modello di gestione del contatto con il cittadino e di presa in carico nella rete dei servizi Mariadonata Bellentani Agenzia.

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1 Il Punto unico di accesso come modello di gestione del contatto con il cittadino e di presa in carico nella rete dei servizi Mariadonata Bellentani Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

2 Una società che si trasforma
Migliore aspettativa di vita, (dal 15.7% di ultra 65enni nel 2000, a circa il 40.3% nel 2050) ma anche aumento delle “fragilità” e delle patologie croniche o a lungo termine Nuclei e reti familiari a centralità capovolta anziani -giovani e cresce la solitudine dei “grandi anziani” Cambia la medicina e le capacità tecnologica e si diversificano i luoghi e le modalità di cura

3 Una strategia di long term care
E’ urgente la costruzione di una rete di servizi sociosanitari territoriali, che si prenda carico complessivamente dei problemi connessi alla “cronicità” Con un cambiamento di prospettiva sostanziale: si tratta di passare dal malato che ruota attorno alle strutture erogatrici alle strutture e professioni che assumono come centro di gravità la persona con i suoi bisogni”. passaggio dal concetto del “curare” a quello del “prendersi cura” della persona nella complessità e globalità dei bisogni, con un’attenzione particolare anche alla famiglia e al contesto di riferimento. Piano sanitario nazionale

4 Alcuni passaggi istituzionali
L’equità nella tutela della salute (artt. 3 e 32 Costituzione) Il d.lgs. 229/99 e la L. 328/2000 rivedono il sistema dei servizi sociosanitari, rilanciano il territorio e la programmazione integrata (PAT-PDZ) e nella verifica delle relative attività, Il Piano nazionale sociale prevede di istituire in ogni ambito territoriale una “porta unitaria di accesso al sistema dei servizi sociali” : accogliente nei confronti della più ampia tipologia di esigenze capace di assolvere la funzione di segretariato sociale Nel PdZ vanno individuate le soluzioni più idonee per unificare l’accesso ai servizi sociali e a quelli sociosanitari presenti nel distretto sanitario “Porta unica di accesso”. Il d.lgs. 229/99 e la L. 328/2000 rivedono il sistema dei servizi sociosanitari, rilanciano il territorio e la programmazione integrata (PAT-PDZ), coinvolgono maggiormente gli enti locali nella prog. e nella verifica delle attività, PSN e i successivi, evidenziano la necessità del passaggio dalla “cura” al “prendersi cura”; il PSN indica la necessità del passaggio dal consenso alle cure all’empowerment, (OMS e Convenzione europea sui diritti dell’uomo e la biomedicina, recepita con L , n. 145 Si prevede al livello costituzionale la garanzia dei “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” su tutto il territorio nazionale (art.117, c. 1, lett. m); ed il principio di sussidiarietà (art. 118)

5 Alcuni passaggi istituzionali
I recenti Piani sanitari nazionali (dal PSN ) evidenziano la necessità del passaggio dalla “cura” al “prendersi cura”; il PSN indica la necessità del passaggio dal consenso alle cure all’empowerment, (OMS e Convenzione europea sui diritti dell’uomo e la biomedicina, recepita con L , n. 145) Si afferma a livello costituzionale il principio di sussidiarietà (art. 118) e la garanzia dei “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” su tutto il territorio nazionale (art.117, c. 1, lett. m); Il d.lgs. 229/99 e la L. 328/2000 rivedono il sistema dei servizi sociosanitari, rilanciano il territorio e la programmazione integrata (PAT-PDZ), coinvolgono maggiormente gli enti locali nella prog. e nella verifica delle attività, PSN e i successivi, evidenziano la necessità del passaggio dalla “cura” al “prendersi cura”; il PSN indica la necessità del passaggio dal consenso alle cure all’empowerment, (OMS e Convenzione europea sui diritti dell’uomo e la biomedicina, recepita con L , n. 145 Si prevede al livello costituzionale la garanzia dei “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” su tutto il territorio nazionale (art.117, c. 1, lett. m); ed il principio di sussidiarietà (art. 118)

6 Il punto unico di accesso integrato
sanitario e sociale Inteso come funzione del Distretto e dell’Ambito sociale, in grado di fornire: orientamento, accoglienza, accesso con risoluzione dei problemi semplici ed avvio della presa in carico per i casi a maggiore complessità tramite l’UVM (funzione di triage/valutazione di primo livello) Il PUA rappresenta un nuovo modello d’assistenza, basato sulla cosiddetta “presa in carico”, frutto del passaggio dal concetto del “curare” a quello del “prendersi cura” della persona nella complessità e globalità dei bisogni, con un’attenzione particolare anche alla famiglia e al contesto di riferimento. Non è, quindi, un semplice punto informativo. Va rilevata, tuttavia, l’importanza, a fronte della fragilità, di soddisfare il bisogno di ascolto. Significativa è l’esperienza, in questo senso, dei “Centri di ascolto psico-sociali”, per malati oncologici o altre patologie, che rilevano quanto l’ascolto attivo sia una forma importante di sostegno psicologico, per evitare che i malati si sentano abbandonati e soli nel gestire la malattia. Rivolto in particolare a persone anziane e con disabilità, è gestito da uno staff di operatori che ascoltano e analizzano i bisogni dell’utente e dei familiari, individuano con loro il percorso terapeutico più adatto, li accompagnano in ogni fase.

7 Una centrale operativa del territorio
le singole organizzazioni sono punti privilegiati di lettura del bisogno, e solo interagendo possono contribuire alla costruzione e tenuta del sistema di welfare locale. La CO interagisce caso per caso con gli attori locali per fornire una risposta agli utenti le interazioni più comuni si hanno al momento della dimissione di un utente da un servizio ad un altro: Ospedale-RSA, RSA-Comune, ASL-Comune, ecc. Rivolto in particolare a persone anziane e con disabilità, è gestito da uno staff di operatori che ascoltano e analizzano i bisogni dell’utente e dei familiari, individuano con loro il percorso terapeutico più adatto, li accompagnano in ogni fase. La funzionalità del Punto Unico di Accesso è garantita dal fatto che tutti i professionisti coinvolti accedono a un sistema contenente la scheda completa di ogni paziente, i dati anagrafici, i riferimenti del medico curante e della famiglia, e i servizi socio-sanitari in essere. Questa procedura consente la conoscenza immediata e totale della situazione dell’assistito, assicurando quindi la piena uniformità nella successiva rilevazione del bisogno, nella progettazione di un intervento personalizzato, nella programmazione delle attività, nella gestione delle responsabilità e infine nella verifica dei risultati.

8 Una centrale operativa del territorio
Servizi Sociali Comunali MMG Servizi distrettuali cure domiciliari Persona in stato di bisogno Centri diurni integrati Sportelli disabili, fragilità, etc. RSA Posti di sollievo Teleassistenza Hospice Comunità alloggio volontariato Assistenti persona Centri di ascolto, Ass.familiari etc. Sindacati

9 Funzioni principali del PUA
Risponde al bisogno di strumenti per garantire l’equità nella tutela della salute (artt. 3 e 32 Costituzione) Accoglienza, ascolto, orientamento informazioni aggiornate sui servizi, opportunità, agevolazioni Accesso (raccoglie le domande di accesso ai servizi e le inoltra, se occorre, ai servizi competenti; effettua una prima lettura dei bisogni, fornisce le risposte dirette a bisogni semplici e attiva l’UVM per i bisogni complessi, che opera congiuntamente alla persona e alla sua famiglia Attività svolte Il PUA costituisce il primo servizio a disposizione dei cittadini e: fornisce informazioni, aggiornate in tempo reale (e possibilmente disponibili on line per gli operatori sanitari), relative alle diverse opportunità, risorse, prestazioni, agevolazioni, sistema dei servizi, prima di tutto per la domiciliarità, esistenti e accessibili per gli utenti del territorio; raccoglie le domande di accesso a prestazioni e servizi e le inoltra, se occorre, ai servizi competenti; effettua una prima lettura dei bisogni, proponendo al cittadino le prestazioni e i servizi a lui accessibili in base alla tipologia di bisogno; invia a servizi e operatori specialistici le situazioni complesse e/o delicate, che possono necessitare di una successiva valutazione e presa in carico integrata; fornisce le risposte dirette a bisogni semplici e attiva l’UVM quando necessario, per i bisogni complessi In sintesi, si realizzano nel PUA azioni valutative, con raccolta di informazioni, primi interventi (anche esaustivi quando si tratta di bisogni semplici) mentre si attiva, di fronte a bisogni complessi, la valutazione multidimensionale per mobilizzare risorse del sistema sanitario, sociosanitario o sociale.

10 La valutazione di primo livello
La valutazione al primo contatto, di screening, deve essere capace di selezionare le persone che necessitano della VMD completa Si può utilizzare uno specifico strumento di valutazione, snello ma sensibile, sostanzialmente setting-indipendente Non deve essere un surrogato di una VMD completa, piuttosto un ausilio per la selezione e l’approfondimento dei casi per cui è immaginabile l’erogazione di un servizio Il Punto Unico d’Accesso rappresenta il punto di riferimento per il paziente e i suoi familiari che hanno necessità di formulare una domanda di assistenza. A volte quest’ultima viene posta in maniera imprecisa e non esprime la reale necessità. Sarà quindi compito del servizio, una volta avvenuto il contatto con l’utente, “decodificare” la sua richiesta per identificare il bisogno in maniera quanto più realistica possibile e per trovare la soluzione più adatta.   Prof.Bernabei, InterRAI Contact Assessment,

11 La valutazione di primo livello
Evitare di fare un assessment completo per coloro che non ne hanno bisogno Garantire che tutti coloro che ne necessitano lo ricevano Prof.Bernabei, InterRAI Contact Assessment,

12 Il PUA non deve essere considerato necessariamente un luogo fisico
(modello funzionale o modello strutturale) ma costituisce una modalità di approccio ai problemi dell’utenza e di interfaccia con la rete dei servizi deve diventare una modalità di lavoro propria degli operatori sanitari e sociali, piuttosto che la specializzazione di alcuni addetti Il PUA deve avere una sede “territorialmente” accessibile, trattandosi di presidio operativo di elevata importanza. Di norma il PUA è ubicato in ambito distrettuale e può avvalersi di sedi decentrate presso gli “sportelli distrettuali” o gli “sportelli di cittadinanza” presenti nei Comuni e nelle associazioni intercomunali. La sede del PUA deve possedere requisiti opportunamente regolamentati sotto il profilo strutturale ed organizzativo e spazi per funzioni di “ufficio”, in cui siano raccolte informazioni, segnalazioni, archivi, dotati dei necessari mezzi di comunicazione telefonica e telematica. Sono inoltre da prevedersi spazi “riservati” per colloqui. Deve essere garantita una diffusa ed idonea informazione ai cittadini sul PUA, che comprenda l’ubilicazione, le funzioni, gli orari e le modalità di accesso.

13 Semplificazione dei percorsi
Il Distretto, anche in base agli indirizzi regionali, alla pianificazione locale integrata (PAT e PdZ), ridefinisce percorsi di assistenza e percorsi amministrativi di supporto, per semplificare e migliorare l’accessibilità alle prestazioni da parte delle persone con fragilità e delle famiglie.

14 Un esempio di indicatori di attuazione
Numero e tipologia dei percorsi assistenziali individuati e attivabili attraverso ogni PUA Risultati attesi: attivazione di percorsi assistenziali nell'ambito di: dimissioni protette per pazienti fragili e/o complessi, percorsi riabilitativi integrati per ictus, frattura di femore, patologia cardiovascolare, delle cure palliative, gestione integrata di pazienti con patologie croniche (es: neoplasie, diabete, insufficienza respiratoria cronica) e con problematiche ad alta intensità assistenziale (es.: SLA), gestione integrata di pazienti con disturbi cognitivi e del comportamento (demenze senili, Alzheimer) L’attivazione del PUA può costituire un elemento importante per l’incremento e la misurazione dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dell’intero sistema dei servizi territoriali e prima di tutto per la persona fragile e per le cure domiciliari. accorciare i tempi di risposta, evitare alle persone di “girare a vuoto” per ottenere una risposta complessa, razionalizzare risorse umane e spazi e quindi risparmio nella spesa sanitaria e sociale. come riferimento per i MMG, particolarmente per la medicina di gruppo in modo da offrire, insieme alla Guardia medica, anche un “filtro” ai ricoveri ospedalieri, rispondendo alle urgenze di bassa complessità che spesso, in mancanza di risposte, si recano al pronto soccorso.

15 Si mira ad una migliore qualità dell’assistenza
Con strumenti: Organizzativi: L’accesso integrato per discriminare i livelli di complessità della risposta e migliorare i livelli di appropriatezza clinica ed organizzativa dell’assistenza. Professionali: Identificazione di figure competenti per il primo screening valutativo; nuovo approccio degli operatori; Valutativi: Identificazione di strumenti di valutazione e di rilevazione delle informazioni (strumenti di assessement, indicatori sociosanitari…) A livello organizzativo, l’accesso integrato consente di discriminare i livelli di complessità della risposta e migliorare l’appropriatezza dell’assistenza A livello professionale, l’identificazione di figure competenti che effettuino un primo screening valutativo per orientare correttamente la domanda, può facilitare e razionalizzare i percorsi di cura secondo i livelli di complessità crescente A livello valutativo, l’individuazione di comuni strumenti di valutazione e di rilevazione delle informazioni (strumenti di assessement, indicatori sociosanitari…) favorisce l’attività di monitoraggio/valutazione della domanda e allo stesso tempo l’attività di continua verifica dei percorsi assistenziali e delle problematiche su cui attuare azioni di miglioramento.

16 Attuali tendenze CRESCENTE ATTENZIONE DI LIVELLO NAZIONALE
(Piano naz. Interventi sociali ; D.M Casa della salute) CRESCENTE DIFFUSIONE DEL PRINCIPIO ORGANIZZATIVO DI ‘ACCESSO INTEGRATO’ A LIVELLO REGIONALE DISOMOGENEITA’ DELLE MODALITA’ DI REALIZZAZIONE NEI CONTESTI REGIONALI

17 Le scelte regionali 15 Regioni prevedono la costituzione di un Punto unico di accesso (comprese le Regioni con Piano di rientro) con definizioni e modelli differenti, quali: modello strutturale/funzionale; modello generale o specifico; di accoglienza o di presa in carico, diversità nel percorso (UVM, strumenti di valutazione multidimensionale) diversità di raccordo con gli ambiti sociali Stato di attuazione: ampio sviluppo delle sperimentazioni; poche esperienze consolidate, se non in ambiti locali e circoscritti

18 Progetto di ricerca finalizzata 2006-07 sul PUA
9 Regioni Federsanità-ANCI Fondazione Gigi Ghirotti Agenzia San. Nazionale (A.GE.NAS) Progetto di ricerca “Uniformità dei diritti del cittadino: sperimentazione di modelli organizzativi per la presa in carico delle persone fragili e la continuità assistenziale, con particolare riferimento al punto unico di accesso alla rete dei servizi sanitari e sociosanitari”.

19 ANALISI DEI ‘NODI’ CRITICI DI APPROFONDIMENTO
Progetto di ricerca – sperimentazione I FASE RACCOLTA DI ELEMENTI INFORMATIVI DI INTEGRAZIONE - MODIFICA DEL DOCUMENTO DI DEFINIZIONE PUA 7MARZO – 5 MAGGIO: SOMMINISTRAZIONE GRIGLIA/QUESTIONARIO OBIETTIVO: RILEVAZIONE DEGLI ELEMENTI ORGANIZZATIVI CHE CARATTERIZZANO LE REALTA’ REGIONALI II FASE ANALISI DEI ‘NODI’ CRITICI DI APPROFONDIMENTO 5 MAGGIO – 20 SETTEMBRE : ANALISI DEI ‘NODI’ CRITICI DI APPROFONDIMENTO OBIETTIVI: AMPLIAMENTO E MIGLIORAMENTO DEL DOCUMENTO DEFINITO DAL TAVOLO DI LAVORO

20 I prodotti della ricerca
DOCUMENTI IN FASE DI ELABORAZIONE I prodotti della ricerca Documento illustrativo dei criteri di definizione del Punto unico di accesso/porta unitaria di accesso GLOSSARIO per concordare una comune terminologia APPROFONDIMENTI DI RICERCA BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO RICERCHE SU ESPERIENZE REGIONALI ESPERIENZA STATUNITENSE Agind and Disabilities Resources Centers

21 Che cosa è il Punto Unico di Accesso
elementi condivisi Il PUA è una modalità organizzativa, prioritariamente rivolta alle persone con disagio derivato da problemi di salute e da difficoltà sociali atta a facilitare un accesso unificato alle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali, non comprese nell’emergenza. E’ costruito sui bisogni della persona, mira a migliorare le modalità di presa in carico unitaria della stessa e ad eliminare o semplificare i numerosi passaggi che la persona assistita ed i suoi familiari devono adempiere.

22 elementi condivisi Occorre una regia organizzativa per la predisposizione del PUA e di tutto il percorso di presa in carico: semplificare procedure amministrative e definire responsabilità “certe” predisporre procedure e di strumenti, anche telematici; individuare le commissioni di valutazione del bisogno, coordinare professionisti e interventi, nel PAI individuare un case manager, quale facilitatore del percorso, responsabile del coordinamento delle prestazioni e punto di riferimento dell'assistito e della sua famiglia.

23 e a garantire la presa in carico,
Il PUA si articola su due livelli: FRONT OFFICE il primo riservato ai cittadini, con una funzione prevalente di orientamento, accompagnamento, prima valutazione BACK OFFICE Il secondo destinato a relazionarsi con la rete dei servizi e a garantire la presa in carico, per i differenti livelli di intensità assistenziale, mediante valutazione multidimensionale. Vanno specificati i protocolli operativi che regolano le relazioni tra i diversi attori

24 Alcuni aspetti di riflessione
SISTEMA INFORMATIVO CHE MONITORA IL PERCORSO DEL PAZIENTE ORGANIZZAZIONE DI PERCORSI TERRITORIALI DI CURA SISTEMI DI VALUTAZIONE: SCHEDE TRIAGE VMD - VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE

25 Il PUA o i PUA ? Segretariato Sportello Sociale …… Sportello anziani
famiglia Sportello handicap Sportello immigrati Le "porte" sociali e sociosanitarie vanno collegate ad una rete telematica che individui tutti i servizi del territorio.

26 KEYS POINTS Il PUA è un progetto che richiede:
LA DEFINIZIONE DI PERCORSI ASSISTENZIALI E LA SEMPLIFICAZIONE DEI PERCORSI AMMINISTRATIVI UNA NUOVA GESTIONE DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE E SANITARIA UNA NUOVA CORRESPONSABILITA’ TRA LE DIVERSE ISTITUZIONI, CON PROTOCOLLI PROGRAMMATICI CONDIVISI UNA MODIFICAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, BASATA SULL’INTEGRAZIONE LA RIORGANIZZAZIONE DELLE ESPERIENZE ESISTENTI (PORTA SOCIALE, SPORTELLI ETC.) SECONDO LE NECESSITA’ TERRITORIALI Il PUA richiede: una modificazione dell’organizzazione del lavoro; una nuova gestione dell’informazione e della comunicazione (pz/famiglia/privato sociale) la corresponsabilità delle diverse istituzioni la definizione di un protocollo operativo che impegni le istituzioni ad attuarlo, con gradualità Il PUA non annulla le esperienze precedenti, ma parte da queste per riordinarle in un nuovo modello.

27 KEYS POINTS IL PUA E’ UN PROGETTO CHE CONSENTE LA CONDIVISIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI, RISPETTANDO LA SPECIFICITA’ DEI MODELLI DI SVILUPPO REGIONALI

28 Una esperienza internazionale

29 Esperienza in atto negli Stati Uniti
Agind and Disabilities Resources Centers SOGGETTI PROMOTORI DEL ADRC PROGRAM Centers for Medicare and Medicaid ADMINISTRATION ON AGING FINANZIAMENTI TRIENNALI DAL 2003 I centri hanno promosso fino ad oggi opportunità di finanziamento per riorganizzare il sistema organizzativo per la popolazione con disabilità, tra cui i progetti definiti Real choice system change grants. Questa tipologia di iniziative supportano modifiche strutturali di tipo organizzativo al sistema di Long term care, attraverso un ri-bilanciamento delle opportunità di risorse residenziali/domiciliari di lungo-assistenza favorendo la promozione di capacità individuali e l’inserimento nel proprio contesto di vita di soggetti con disabilità e con patologie croniche. MA

30 PIANI DI FINANZIAMENTO TRIENNALE ADRC Grantees
LIVELLO COMPLESSIVO DI COPERTURA - PROGRAMMA ADRC 2007: 43 STATI USA 22 % POPOLAZIONE USA (Fonte: ADRC National Meeting. Giugno 2007) MA 108 pilot sites designated.

31 OBIETTIVI E FUNZIONI MA Informazione e conoscenza (Awareness & Information) Educazione al servizio di accesso (Public Education) Informazione sulle risorse disponibili (Information on Options) Assistenza e orientamento (Assistance) Cosulenza ed orientamento (Options Counseling) Consulenza sulle prestazioni garantite (Benefits Counseling) Consulenza sulle possibilità occupazionali Employment Options Counseling Orientamento e trasmissione del caso per l’erogazione di altri programmi e prestazioni Referral Interventi urgenti (Crisis Intervention) Pianificazione dell’assistenza in senso prospettico Planning for Future Needs Accesso al sistema dei servizi territoriali (Access) Valutazione di accesso/eleggibilità (Eligibility Screening) Servizi di pagamento privato (Private Pay Services) Valutazione multidimensionale del caso (Comprehensive Assessment) Determinazione programmatica di eleggibilità (Programmatic Elig. Determination) Valutazione di eleggibilità al programma Medicaid (Medicaid Financial Elig. Determination) Accesso unico a tutti i programmi pubblici di assistenza (One-Stop Access to all Public Programs)

32 Cittadino/ utente ACCESSO ASSISTENZA/ ORIENTAMENTO CONOSCENZA/
MA HOME AND COMMUNITY BASED SERVICES NURSING HOMES DISEASE PREVENTION PUBLIC PROGRAMS PRIVATE SERVICES ACCESSO HEALTH PROMOTION NUTRITION EDUCATION EMPLOYMENT SERVICES Cittadino/ utente ASSISTENZA/ ORIENTAMENTO CONOSCENZA/ INFORMAZIONE

33 PRINCIPALI CARATTERISTICHE PROGRAMMA ADRC
FINALITA’ Il Programma nasce per supportare gli Stati nella definizione di sistemi unici ed integrati di informazione ed accesso per la popolazione che necessita di risorse di LTC. ridurre disorientamento da parte dei soggetti portatori della domanda assistenziale promuovere le capacità di scelta individuale supportare una corretta ed informata capacità decisionale incrementare l’efficienza dei costi DESTINATARI (POPOLAZIONE TARGET) popolazione al di sopra dei 60 anni (criterio minimo) popolazione < 60 anni se: disabilità fisiche (physically disabled) malattia mentale (severe mental illness) disabilità nello sviluppo mentale (developmental disability) altre condizioni, tra cui traumi e danni cerebrali, possono essere incluse in relazione all’organizzazione locale dei servizi di ciascuno stato. Popolazione non MEDICARE-MEDICAID che sostiene il pagamento privato dell’assistenza. FINANZIAMENTI Il finanziamento dei centri ADRC supportati da questo programma deve fornire un punto unico di accesso per tutti i programmi pubblici/servizi di supporto residenziali e domiciliari di LTC amministrati dallo Stato sotto: il sistema Medicaid, il programma Older American Act programs e ogni altro servizio pubblico che ciascuno Stato intende definire nella rete connessa a ciascun centro ADRC.

34 SISTEMI IFORMATIVI DI MANAGEMENT E GESTIONE
CONFIGURAZIONE La configurazione dei Resources Centers risulta differente in ciascuno Stato. Il programma potrebbe coinvolgere piu’ di un accesso unico secondo il livello geografico o il target di popolazione, nella misura in cui risultano analogamente coordinati dal programma unico di livello statale. SISTEMI IFORMATIVI DI MANAGEMENT E GESTIONE il sistema deve essere in grado di tracciare il percorso di accesso (tracking of client intake), la valutazione assistenziale dei bisogni (needs assessement), il piano individualizzato delle cure, le risorse e i costi. I dati rilevati devono essere trasmessi in format specifici e gestiti da ciascun Centro ADRC tramite sistemi informativi centralizzati realizzati sulla base dei sistemi informativi esistenti di livello locale. TEMPI DI IMPLEMENTAZIONE entro 12 mesi dal finanziamento (grant) è stata prevista la realizzazione almeno di un Centro ADRC, volta a fornire al minimo funzioni di informazione e counseling sui servizi LTC, rivolgendosi ad una utenza minima di soggetti over-60 anni; entro 24 mesi dal finanziamento devono essere garantite le seguenti funzioni: valutazione di eleggibilita’, determinazione programmatica di eleggibilità, coordinamento con Medicaid per la eleggibilita’ di tipo finanziario. Nel primo quadrimestre del secondo anno il target di popolazione deve subire un ampliamento almeno di una tipologia di utenza sopra indicata. al termine dei tre anni di finanziamento il Centro è tenuto a garantire la piena performance delle funzioni. ALTRE INFORMAZIONI Sedi visibili ed affidabili all’interno delle comunita locali Sostegno alla implementazione del sistema a conclusione del piano di finanziamento triennale

35 IL MONITORAGGIO RILEVA LA DIFFUSIONE DI DIFFERENTI MODELLI STATALI
DIFFERENTI MODELLI ORGANIZZATIVI DIFFERENTI LIVELLI DI INTEGRAZIONE

36 MANAGEMENT STATALE VS LOCALE CENTRALIZZATA VS DECENTRATA
ALCUNI DATI DI RILEVAZIONE – NOVEMBRE 2006 MANAGEMENT STATALE VS LOCALE MODALITA’ DI ACCESSO FISICO VS VIRTUALE STRUTTURA CENTRALIZZATA VS DECENTRATA

37 SURVEY - REPORT SEMIANNUALE September 2007
DATI DI MONITORAGGIO DELLA CUSTOMER SATISFACTION SURVEY - REPORT SEMIANNUALE September 2007 DATI RIFERITI A 23 STATI USA – 43 SEDI PILOTA (altri survey risultano in fase di elaborazione) 23626 surveys di cui hanno risposto nel 43% dei casi. Indicatori di soddisfazione per numero di survey e percentuali di risposte positive (buona eccellente soddisfazione) Consumer Satisfaction Indicator Number of Surveys With this Item Average Percent Satisfaction Reported Information was clear and understandable 4 94 Information was helpful with the issue they contacted the ADRC about 10 89 Staff were courteous and respectful 6 99 Staff listened to them and were concerned about their needs 3 Staff were knowledgeable 5 96 Would recommend the ADRC to a friend or relative Would call the ADRC again 83

38 Considerazioni finali e alcune valutazioni di outcome del sistema ADRC
Alcune delle finalità ottenute/ottenibili nella realizzazione di punti unici di accesso nella Long term care, possono identificarsi in: -accrescere l’empowerment dell’individuo nel fare scelte rivolte al cliente e correttamente informate rispetto alle possibilità e risorse di LTC -offrire elevata visibilità e spazi di fiducia ove la popolazione di ogni età può reperire lo spettro di risorse e informazioni di offerta assistenziale LTC; attraverso 4 strategie: 1.facilitazione di accesso a informazioni servizi e prestazioni di LTC 2.costruzione di partnership strategiche e empowerment del cittadino/cliente nel realizzare obiettivi assistenziali di progetto 3.strutturazione e messa in opera di modelli organizzativi coerenti con mission e obiettivi programmati dal nuovo sistema di accesso promosso dai centri ADRC 4.realizzazione di programmi che dimostrano la fattibilità,l’efficienza e il valore di ribilanciare l’utilizzo delle differenti tipologie di risorsa residenziale/domiciliare nel percorso di lungo assistenza (rebalancing services of LTC) Rispetto all’ultimo punto strategico, dai dati si osserva che per 8 sedi di sperimentazione in 5 stati, (registrazione di dati mensili relativamente all’attività dei servizi domiciliari (HBCS), di quelli residenziali e di altri programmi di Long term care), si rileva che: dall’istituzione dei centri ADRC si è verificato un incremento dell’attività domiciliare (10.2%) e un decremento di quella istituzionale (11.8%).

39 Pertanto i centri ADRC costituiscono lo strumento fondamentale, rispetto ad altre organizzazioni coinvolte nella LTC, per favorire il ‘bilanciamento dei sistemi di cura nei servizi di LTC’ (rebalancing LTC) orientati storicamente verso l’istituzionalizzazione piuttosto che la promozione dei servizi di domiciliarità. Questo include: -sviluppo di un accesso semplificato ed efficiente alla rete di informazioni relative ai servizi territoriali (community based options) grazie ai differenti punti unici di accesso rivolti alla popolazione impegno nella definizione di sistemi centrati sul paziente, basati sia sul valore attribuito al destinatario di assistenza, sia sulla pianificazione centrata sull’utente, sia sulla valorizzazione dell’autonomia e della capacità di scelta individuale della persona -capacità di effettuare il collegamento effettivo di differenti soggetti dell’offerta assistenziale nel continuum del percorso di long term care. -la capacità di prevenire accessi inappropriati di istituzionalizzazione attraverso il maggiore ricorso ad informazioni esaustive aggiornate e affidabili riguardo risorse alternative, come i servizi del sistema della domiciliarità Home Community Based Services assicurati nel sistema Medicaid. Pertanto, in conclusione, l’attenzione sulla tematica dell’accesso integrato alle cure di Long term care permette di evidenziare vantaggi altamente visibili, quali: -la promozione di economie di scala dovuta alla riduzione di inefficienze organizzative -la riduzione di disorientamenti del cittadino e inutili duplicazioni nei percorsi di accesso orientamento e presa in carico -la massima utilizzazione delle risorse esistenti sul territorio per favorire maggiore valorizzazione della dimensione domiciliare di assistenza -la creazione di partnership utili per definire reti organizzative con legami forti che potrebbero meglio favorire la continuità assistenziale delle cure.

40 ALCUNI VANTAGGI DI ATTUALE RILEVAZIONE NEL SISTEMA STATUNITENSE Aging and Disabilities Resource Center PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL CITTADINO E VALORIZZAZIONE DEL SUO EMPOWERMENT RISULTATI POSITIVI DI CUSTOMER SATISFACION OBIETTIVI DI DEISTITUZIONALIZZAZIONE E PROMOZIONE DELLA DOMICILIARITA’ REBALANCING DEL SISTEMA DI LONG TERM CARE PROMOZIONE DELL’ECONOMIE DI SCALA E MASSIMIZZAZIONE DELLE RISORSE ESISTENTI MAGGIORE EFFICIENZA CREAZIONE DI PARTNERSHIP UTILI PER DEFINIRE RETI ORGANIZZIONE MAGGIORE CONTINUITA’ ASSISTENZIALE E DEFINIZIONE DI PERCORSI TERRITORIALI

41 Grazie per l’attenzione
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