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POLITICHE TERRITORIALI E CONFLITTO AMBIENTALE DIPARTIMENTO AMBIENTE TERRITORIO SALUTE E SICUREZZA.

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Presentazione sul tema: "POLITICHE TERRITORIALI E CONFLITTO AMBIENTALE DIPARTIMENTO AMBIENTE TERRITORIO SALUTE E SICUREZZA."— Transcript della presentazione:

1 POLITICHE TERRITORIALI E CONFLITTO AMBIENTALE DIPARTIMENTO AMBIENTE TERRITORIO SALUTE E SICUREZZA

2 I CASI CENTRALI ELETTRICHE PARCHI EOLICI - INDUSTRIE A RISCHIO DISCARICHE - BONIFICHE INFRASTRUTTURE VIARIE E FERROVIARIE GALLERIE - PORTI TRALICCI PER L’ALTA TENSIONE IMPIANTI DI DEPURAZIONE INCENERITORI - TERMINALI PER IL GAS INCENERITORI - TERMINALI PER IL GAS ECC. ECC.

3 I SOGGETTI I CITTADINI – LA COMUNITA’ – I COMITATI LE ORGANIZZAZIONI AMBIENTALISTE I LAVORATORI – IL SINDACATO IMPRESE PUBBLICHE E PRIVATE IMPRESE PUBBLICHE E PRIVATE LA PROPRIETA’ IMMOBILIARE E FONDIARIA AGENZIE FINANZIARIE LE ORGANIZZAZIONI POLITICHE LE ISTITUZIONI AI VARI LIVELLI I COMMISSARI STRAORDINARI GLI ORGANISMI TECNICI LA COMUNITA’ SCIENTIFICA LA COMUNITA’ SCIENTIFICA LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA ……… ………

4 COSA CI DICONO? Che le politiche territoriali sono spesso causa di forte dialettica che in alcuni casi è causa di conflitto: Questa conflittualità in generale è espressione di : un contrasto acuto di interessi; un dissenso forte verso atti o assenza atti di governo; un profondo disagio sociale; un senso di sfiducia nelle vie ordinarie.

5 In altri termini rappresentano: un problema da risolvere che spesso non è stato valutato preventivamente. Ovvero: un’azione appositamente promossa per contrastare o promuovere interessi. un’azione appositamente promossa per contrastare o promuovere interessi.

6 e quindi i conflitto può essere: occasione di innovazione e fattore di qualificazione delle scelte. occasione di innovazione e fattore di qualificazione delle scelte.Ovvero: generatore di ingovernabilità e di spreco di risorse. In entrambi i casi si pone il problema della strategia da adottare per la sua composizione.

7 LA COMPONENTE AMBIENTALE

8 L’essere l’ambiente un bene collettivo ; un bene collettivo ; un bene irriproducibile e quindi risorsa scarsa ; un bene economico. Introduce nel conflitto la complessità della sostenibilità ambientale delle scelte.

9 ed in particolare: introduce in termini acuti il tema della sicurezza, come reazione ad una gestione “disinvolta ” dell’ambiente da parte di imprese ed istituzioni; fa emergere una profonda rottura nel rapporto di fiducia tra cittadini, lavoratori, imprese e istituzioni; mette in luce la difficoltà’ culturale di interpretare queste dinamiche, anche da parte degli organi intermedi della collettività. modifica profondamente le forme del conflitto e quindi obiettivi, soggetti, ruoli e dinamiche.

10 LA COMPOSIZIONE DEL CONFLITTO

11 Può avere diverse chiavi di lettura Istituzionali - di mercato - della comunità. che possono dar vita a più soluzioni, meglio se sinergiche, basate: sul rispetto delle regole (Scanzano); sul rispetto delle regole (Scanzano); sullo scambio e la compensazione (TAV); sullo scambio e la compensazione (TAV); sulla solidarietà (trasferimento di rifiuti). sulla solidarietà (trasferimento di rifiuti).

12 Sapendo che è nel passaggio Dalla logica del rinvio e dalla cultura dello scambio, inteso come mercanteggiamento degli atti di governo spesso a scapito dell’interesse collettivo, alla mediazione consapevole ed efficace degli interessi legittimamente rappresentati, alla mediazione consapevole ed efficace degli interessi legittimamente rappresentati, che sta il salto di qualità nel governo della cosa pubblica.

13 LA NEGOZIAZIONE

14 Tre culture accordarsi a scapito dell'ambiente tale linea è particolarmente presente nelle situazioni socialmente ed economicamente più disagiate, ma non solo ; tale linea è particolarmente presente nelle situazioni socialmente ed economicamente più disagiate, ma non solo ; accordarsi "subendo" l'ambiente accordarsi "subendo" l'ambiente sentendolo come diseconomia esterna, accettando di pagare un costo aggiuntivo ma cercando di conquistare soluzioni e compromessi che riducano i "vincoli"; accordarsi utilizzando l'ambiente accordarsi utilizzando l'ambiente intendendolo come risorsa, come opportunità, come bene da tutelare. intendendolo come risorsa, come opportunità, come bene da tutelare.

15 Le priorità dell’azione negoziale Non accettare il ricatto AMBIENTE – LAVORO Ricostruire un rapporto di fiducia SICUREZZA TRASPARENZAPARTECIPAZIONE

16 A bene vedere l’azione negoziale si dovrebbe muovere all'interno di un percorso disegnato da questi poli: dalla cultura dell'ambiente come vincolo, diseconomia, a quella dell'ambiente come opportunità. a quella dell'ambiente come opportunità.

17 Questo significa che il valore “prioritario” non è l’accordo, l’intesa, ma : la congruenza con la domanda di sicurezza ; la salvaguardia di una risorsa scarsa; la capacità garantirla e di valorizzarla ; la capacita di assumere la risorsa medesima come ricchezza, opportunità ; la qualità dell’ informazione ed il grado di trasparenza delle decisioni; la qualità dell’ informazione ed il grado di trasparenza delle decisioni; il livello e la qualità della partecipazione.

18 Le fasi Il momento della proposta “ il piano ” Il momento della proposta “ il piano ” Quello del " progetto “ Quello del " progetto “ Dell’ accordo tra istituzioni e parti sociali Della realizzazione Della gestione Del controllo Di una situazione preesistente

19 I contenuti della negoziazione si configurano, quindi, come : momento essenziale, interno al “piano"; contenuto tecnico del "progetto"; contenuto tecnico del "progetto"; fondamento dell’ ”accordo”; fondamento dell’ ”accordo”; vincolo della "realizzazione”; vincolo della "realizzazione”; garanzia nella gestione; certezza dei controlli. guida ad ipotesi alternative, anche di localizzazione o delocalizzazione. anche di localizzazione o delocalizzazione.

20 LE CONDIZIONI

21 La credibilità delle istituzioni L’istituzione deve essere in grado di svolgere una funzione di regolazione tra la rappresentanza di scelte di governo oggetto di conflitto e quella di agente attivo delle ipotesi di soluzione. A tal fine è essenziale : la credibilità e rappresentatività; la convergenza interistituzionale; la trasparenza degli atti; la capacità di elaborare le soluzioni; l’efficienza amministrativa e burocratica.

22 Tali condizioni sono decisive per la composizione del conflitto. L'accordo tra interessi va formalizzato e ricondotto a compatibilità rispetto alle regole (la norma, la disponibilità di bilancio, il vincolo tecnico, la sostenibilità per l’ambiente). Ciò è possibile soltanto con la mediazione finale (oltre che intermedia) del momento istituzionale. Ciò è possibile soltanto con la mediazione finale (oltre che intermedia) del momento istituzionale.

23 La condivisione delle regole In questo percorso le regole non sono più vincoli, ma obiettivi auspicabili da perseguire. In altri termini la norma è un parametro di riferimento per la composizione, si tratti di concordare sul tracciato di una autostrada o sulla localizzazione di un depuratore. Un parametro di qualità su cui l’azione conflittuale e la composizione potrà influire entro i limiti della legittimità e della tutela dell’ambiente.

24 I referenti “tecnici” Essenziale è l’affidabilità. Per questo è essenziale: L’autonomia La competenza L’autorevolezza

25 La certezza dei tempi Il composizione del conflitto richiede che gli accordi siano realizzare in tempi certi. E' questione fondamentale in quanto con il tempo possono mutare E' questione fondamentale in quanto con il tempo possono mutare interessi, soggetti, programmi, regole, risorse, interessi, soggetti, programmi, regole, risorse, che potrebbero rimettere in discussione le soluzioni concordate.

26 Gli strumenti ( La cassetta degli attrezzi) La programmazione partecipata ( Es. Agenda 21 locale, Accordi volontari) La contrattazione territoriale (Intese, verbali,accordi,..) L’informazione (La convenzione di Aarhus 2001 Informazione, partecipazione, accesso alla giustizia) La valutazione preventiva (Bilancio ambientale, VAS, VIA, ICCP) La certificazione (EMAS, ISO)

27 CONCLUSIONI

28 Ogni conflitto è l'espressione di un interesse che interagisce in forme diverse, legittime ed illegittime, legali ed illegali, ricomponibili o volutamente contrapposte, con un'ipotesi di intervento territoriale, I suoi effetti possono essere gravi, sul fronte dello sviluppo locale, dell'occupazione, della stessa valorizzazione ambientale, ma anche utili per un'azione di controllo e miglioramento delle soluzioni previste.

29 Ovviamente, ogni posizione contestativa, ancorchè rappresenti interessi reali, non necessariamente può, per ciò stesso, essere ritenuta legittima. Né ogni ricomposizione degli interessi, ancorchè "forti", può essere considerata sostenibile e pertanto, di per sé accettabile.

30 In definitiva intervenire sui processi conflittuali è necessità legata: al rispetto dei processi democratici di espressione degli interessi; alla loro finalizzazione a procedimenti migliorativi ed emendativi di ipotesi, progetti, realizzazioni; al depotenziamento dei rischi di blocco dell’iniziativa, quando essa appare legittima e necessaria, evitando compromissioni di ordine ambientale, economico, finanziario, occupazionali.


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