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UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2000 D.Lgs. n. 156/97 UNI CEI EN 45001:1989.

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Presentazione sul tema: "UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2000 D.Lgs. n. 156/97 UNI CEI EN 45001:1989."— Transcript della presentazione:

1 UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2000 D.Lgs. n. 156/97 UNI CEI EN 45001:1989

2 Regolamento CE aprile 2004 UNI EN ISO/IEC 17025:2005

3 ACCREDITAMENTO Attestazione rilasciata da Accredia che attesta lidoneità di un laboratorio ad effettuare determinati tipi di prove

4 ACCREDIA Ente Unico Nazionale di Accreditamento riconosciuto dallo Stato il 22 dicembre 2009, nato dalla fusione di SINAL e SINCERT come Associazione senza scopo di lucro

5 Con ACCREDIA l'Italia si è adeguata al Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 765, del 9 luglio 2008, che dal 1° gennaio 2010 è applicato per l'accreditamento e la vigilanza del mercato in tutti i Paesi UE.

6 ACCREDIA valuta la competenza tecnica e l'idoneità professionale degli operatori di valutazione della conformità (Laboratori e Organismi), accertandone la conformità a regole obbligatorie e norme volontarie, per assicurare il valore e la credibilità delle certificazioni. Le attività dell'Ente si articolano in quattro Dipartimenti: - Certificazione e ispezione; - Laboratori di prova; - Laboratori di prova per la sicurezza degli alimenti; - Laboratori di taratura.

7 CRITERI DI ACCREDITAMENTO Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 RG Documenti Generali RT Documenti Tecnici

8 Perchè viene utilizzata Per dimostrare che i laboratori di prova e taratura: Hanno introdotto ed operano secondo un Sistema di Gestione aziendale per la Qualità Hanno competenza tecnica Sono in grado di produrre risultati di prova e taratura tecnicamente corretti

9 Da chi viene utilizzata dai laboratori di prova e taratura per dimostrare che: Hanno introdotto ed operano secondo un Sistema di Gestione per la Qualità Hanno competenza tecnica Sono in grado di produrre risultati di prova e taratura tecnicamente corretti

10 Differenza tra accreditamento e certificazione ACCREDITAMENTO = Attestazione e riconoscimento della competenza tecnica Procedura in base alla quale Lorganismo autorevole riconosce formalmente che un altro organismo o una persona ha la competenza di eseguire determinati compiti (vedi ISO/CEI 17000). CERTIFICAZIONE = Conferma della conformità a esigenze prestabilite Procedura in base alla quale Lesterno conferma per scritto che un prodotto, un procedimento o una prestazione è conforme alle esigenze prestabilite (vedi ISO/CEI 17000).

11 Requisiti della Norma Organizzativi-Gestionali Norma UNI EN ISO 9001:2008 Tecnici Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005

12 Attenzione! Compatibili ma non intercambiabili Compatibili ma non intercambiabili NO

13 Requisiti organizzativo-gestionali lorganizzazione e la conduzione del laboratorio la struttura, lorganizzazione e la documentazione dellSGQ il controllo della documentazione lanalisi e la verifica delle esigenze dei clienti la gestione dei subappalti lacquisizione di beni e servizi la gestione dei reclami il controllo delle attività e dei risultati non conformi le azioni correttive e preventive le registrazioni della qualità la sorveglianza sul sistema qualità

14 Le attrezzature del laboratorio di prova e/o di taratura, comprese, ma non esclusivamente, le sorgenti di energia, le condizioni di illuminazione e dell'ambiente, devono essere tali da facilitare la corretta esecuzione delle prove e/o delle tarature. Luogo di lavoro e condizioni ambientali

15 Iter logico della qualità FaseNomeAzioni 1 Predisposizione del Manuale della Qualità, delle Procedure, della Organizzazione interna 2 APPLICATIVA Sulla base del dettato del Manuale della qualità e delle Procedure si costruisce la struttura, la modulistica, i registri, la documentazione di base, gli archivi 3 DI RODAGGIO Si cominciano ad applicare le norme previste e a produrre gli strumenti della qualità 4 ACCREDITAMENTO A seguito della richiesta avanzata dal laboratorio vengono effettuate le ispezioni e si ottiene laccreditamento 5 VERIFICA DELLA QUALITA Attraverso lutilizzo degli strumenti appositamente predisposti, si attua il monitoraggio e si verifica la qualità TEORICA

16 Documentazione Manuale della Qualità (MQ) Procedure Gestionali (PG) Procedure Tecniche (PT)

17 Definizione Procedura Gestionale Documento che attesta lo svolgimento di una determinata attività o processo

18 Procedure Tecniche (PT) Raccolta di tutte quelle operazioni che con frequenza periodica, giornaliera, settimanale, mensile, il laboratorio effettua per assicurare il perfetto svolgimento delle prove analitiche.

19 Capitoli: Scopo Riferimenti normativi Definizioni Campo di applicazione Responsabilità Archiviazione Allegati Data Pag. n... di…. Manuale della Qualità (MQ):

20 5.1 Generale 5.2 Personale 5.3 Condizioni ambientali 5.4 Metodi prova e taratura e validazione dei metodi 5.5 Apparecchiature 5.6 Riferibilità delle misure 5.7 Campionamento 5.8 Manipolazione degli oggetti sottoposti a prova o taratura 5.9 Assicurazione della qualità dei risultati di prova e taratura 5.10 Rapporti di prova Requisiti Tecnici della ISO/IEC17025

21 Il personale che esegue compiti particolari deve essere qualificato sulla base di un appropriato titolo di studio, addestramento, esperienza e/o competenza accertata ATTRAVERSO: Formazione Qualificazione IL PERSONALE

22 Il personale che esegue compiti particolari deve essere qualificato sulla base di un appropriato titolo di studio, addestramento, esperienza e/o competenza accertata, come richiesto. Eventuale certificazione (es. PND) Il laboratorio deve mantenere aggiornati i mansionari del personale a livello direzione, tecnico e di supporto con ruolo chiave che è coinvolto nelle attività di prova e/o taratura.

23 Postazioni di lavoro e condizioni ambientali punto della norma 17025: Il laboratorio deve garantire che le condizioni ambientali non invalidino i risultati o influenzino in modo negativo la qualità richiesta di ogni misurazione

24 METODO DI PROVA E UNA DETERMINAZIONE ANALITICA ATTA A FORNIRE INFORMAZIONI SU UNA DATA CARATTERISTICA O PROPRIETA DEL CAMPIONE IN ESAME

25 Accuratezza Precisione Ripetibilità Riproducibilità Valutazione dei metodi Accertamento che la sequenza di operazioni di un metodo analitico porti ad un risultato affidabile

26 ACCURATEZZA: grado di concordanza fra il valore medio di un gran numero di misure e il valore vero. Viene espressa come percentuale del valore vero in molto buona, buona, scarsa PRECISIONE: grado di concordanza tra i risultati ottenuti da numerose prove indipendenti sotto condizioni definite, applicando uno stesso metodo analitico su uno stesso materiale da saggio e comprende il concetto di ripetibilità e riproducibilità RIPETIBILITÀ: grado di concordanza tra i risultati ottenuti da numerose prove indipendenti effettuate da un operatore utilizzando lo stesso metodo sullo stesso materiale da saggio, con la stessa apparecchiatura, e in un breve intervallo di tempo RIPRODUCIBILITÀ: grado di concordanza tra i vari risultati ottenuti da numerose prove indipendenti effettuate da operatori diversi in laboratori diversi utilizzando lo stesso metodo sullo stesso materiale da saggio. Definizioni dei parametri

27 Validazione dei metodi C onferma attraverso esami e rapporto di evidenza oggettiva che i requisiti particolari per lutilizzazione prevista siano soddisfatti

28 VALIDAZIONE DEI METODI Verifica dei contributi allincertezza di misura Uso di materiali di riferimento Confronto con altri metodi

29 1. metodi ufficiali 2. metodi di riferimento 3. metodi di routine Sono pubblicati su bollettini normativi sia a livello nazionale che a livello comunitario Sono validati da organizzazioni commerciali e organismi internazionali quali ISO, IDF, CEE, etc. Sottoposti almeno a valutazione ma differiscono da quelli di cui al punto 2 per una minore accuratezza e una maggiore portata di analisi Metodi di analisi riconosciuti

30 APPARECCHIATURE Il laboratorio deve essere dotato di tutte le attrezzature per il campionamento, per le misure e per le prove per una corretta esecuzione delle prove. Le apparecchiature ed il software utilizzato per le prove, le tarature ed il campionamento devono consentire il raggiungimento dell'accuratezza richiesta e devono essere conformi alle specifiche relative alle prove e/o tarature.

31 Scheda strumento Acquisto Collaudo Assegnazione N. di inventario Assegnazione N. di inventario Registro delle Strumentazioni Registro delle Strumentazioni Scheda informativa Scheda di Manutenzione Scheda di Manutenzione Scheda di Verifica e certificazione Scheda di Verifica e certificazione Scheda di Taratura Scheda di Taratura Utilizzo Guasto o anomalia PT Archivio Scelta PT Iter per lacquisto e la manutenzione delle apparecchiature

32 identificazione codifica collocazione taratura manutenzione Registrazione e Manutenzione dellapparecchiatura

33 Insieme delle operazioni che stabiliscono, sotto condizioni specificate, la relazione tra i valori indicati da uno strumento di misurazione, o da un sistema per misurazione, o i valori rappresentati da un campione, materiale e i corrispondenti valori noti di un misurando. UNI EN : Sistema di conferma metrologica di apparecchi per misurazioni - TARATURA N.B. : CALIBRAZIONE deriva dallinglese CALIBRATION (= taratura) e non dovrebbe essere usato.

34 La taratura fa parte della conferma metrologica, oltre alle manutenzioni, verifiche intermedie, etc. Conferma metrologica: insieme delle operazioni richieste per assicurare che una funzione di un apparecchio per misurazione sia in uno stato di conformità ai requisiti per lutilizzazione prevista. UNI EN :1993

35 RIFERIBILITÀ DELLE MISURE Proprietà del risultato di una misurazione consistente nel poterlo riferire a campioni appropriati, generalmente nazionali od internazionali, attraverso una catena ininterrotta di confronti, tutti con incertezza dichiarata

36 Istituti Metrologici Primari (p. es. IMGC, IEN, ENEA, NPL, BAM,NIST,...). Centri SIT o accreditati da Organismi in mutuo riconoscimento con il SIT Materiali di riferimento certificati Costanti fisiche (punto triplo dellacqua, punto diffusione dellindio, umidità in equilibrio con una soluzione satura, potere calorifico dellacido benzoico) Partecipazione a circuiti interlaboratorio FONTI DI RIFERIBILITÀ

37 Larrivo delle campione in laboratorio costituisce il punto di inizio delle attività in svolgimento nella struttura laboratoristica IL CAMPIONAMENTO La manipolazione, il trasporto e lo stoccaggio dei campioni e materiali di riferimento devono avvenire secondo apposite procedure che ne garantiscono ladeguata conservazione ed integrità La registrazione deve riguardare la natura del prodotto, il suo stato di conservazione e la temperatura, la natura del confezionamento, la data di campionamento e di ricevimento, i motivi del campionamento

38 Rapporto di prova Esecuzione della prova Esecuzione della prova Validazione Verifica del dato Dato analitico Registro dei materiali di prova Registro dei campioni Documento di accompagnamento Conservazione Archivio Utente Registro dei rapporti di prova CAMPIONE Iter del campione nel laboratorio

39 Manipolazione degli oggetti da provare contenuto - i valori delle proprietà certificate devono essere compatibili a quelli normalmente riscontrabili nei materiali da saggio; matrice - il MRC deve avere una matrice di composizione quali-quantitativa quanto più possibile simile a quella del materiale da saggio da analizzare; incertezza dei valori certificati – deve essere definita e nota. Lacquisto di un materiale diventa un momento importante per lapplicazione del SGQ. E opportuno a questo punto utilizzare i MRC (Materiali di Riferimento Certificati) le cui caratteristiche da tenere in considerazione sono:

40 Assicurazione qualità dei risultati Pianificazione e riesame delle attività di verifica della validità dei risultati forniti. Uso regolare di materiali di riferimento; Confronti interlaboratorio; Ripetizione di prove, prove in doppio; Correlazione di risultati di differenti proprietà di un campione.

41 Parametro, associato al risultato di una misurazione, che caratterizza la dispersione dei valori che può essere ragionevolmente attribuita al misurando. L'incertezza di misura è un parametro che indica i limiti entro i quali può essere situato il valore esatto. INCERTEZZA DI MISURA

42 Quale importanza ha l'incertezza di misura? Le misurazioni non forniscono valori esatti. Su ogni misurazione grava un fattore d'incertezza e d'imprecisione, ragione per cui ogni unità di misura, in una certa proporzione, comprende un elemento aleatorio. Un risultato di misurazione può quindi consistere unicamente in una dichiarazione statistica che tiene conto delle circostanze precitate, e che va quindi compreso in tal senso. L'importanza dell'indicazione dei valori di misurazione si dimostra chiaramente dall'analisi del rispetto dei valori limite. Spesso si effettuano misurazioni al fine di verificare se una grandezza misurata rispetta o no determinati valori limite prestabiliti. Quando un risultato di misurazione è vicino al valore limite, è soltanto conoscendo l'incertezza di misura che è possibile decidere in modo attendibile in che misura i valori limite prestabiliti sono rispettati oppure no.

43 Valutazione dei risultati z = - 2 < z < +2 accettabile - 2 < z < +3 questionabile z > 3 non accettabile risultato - riferimento scarto tipo Z – score:

44 RIPRODUCIBILITA Controllo di Qualità Interlaboratorio Esame di campioni forniti da un Ente Esterno al laboratorio Interlaboratorio Esame di campioni forniti da un Ente Esterno al laboratorio RIPETIBILITA Intralaboratorio Esame di campioni testati allinterno della struttura del laboratorio Intralaboratorio Esame di campioni testati allinterno della struttura del laboratorio

45 Circuiti interlaboratorio Le prove interlaboratorio possono essere utilizzate per: Validare i metodi di prova Documentare la riferibilità delle misure Valutare la competenza tecnica dei laboratori

46 Grafico N° 1 z-score-2=1,103 cfu g -1 Valore Assegnato = 4,600 cfu g –1 z-score+2=19,176 cfu g -1 Num.partecipanti

47 Grafico N° 2 Laboratori Partecipanti z-score A- B- C- D- E- F- F+ E+ D+ C+ B+ A+

48 Verifiche ispettive (Audit) Verifiche Interne: Azioni caratteristiche che coinvolgono tutto il personale del laboratorio condotte dal responsabile del SGQ Verifiche Esterne: Costituiscono unispezione esterna che può essere realizzata da organi di controllo che hanno lautorità di accreditare il laboratorio.

49 Conclusioni ESTERNE INTERNE Motivazioni: D. Lgs. 156/97 Promozione dellimmagine Credibilità sul mercato nazionale e internazionale Valorizzazione economica Riduzione barriere logistiche Miglioramento dei rapporti con lutente Crescita professionale e competitiva Miglioramento continuo Miglioramento dei flussi organizzativi Maggiore affidabilità dei risultati analitici Miglioramento del clima e dellambiente di lavoro

50 PROGETTAZIONE PIANIFICAZIONE MESSA A PUNTO MISURAZIONI ANALISI SINTESI della RICERCA DEFINIZIONE dei RISULTATI INTERPRETAZIONE RILASCIO dei RISULTATI MIGLIORAMENTO PIANIFICAZIONI FUTURE SCENARIO di RICERCA E possibile definire un Ciclo ?

51 DOCUMENTARE TUTTO CIO CHE SI FA E FARE TUTTO CIO CHE SI E DOCUMENTATO


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