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Comunicazione istituzionale

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Presentazione sul tema: "Comunicazione istituzionale"— Transcript della presentazione:

1 Comunicazione istituzionale
“Le leggi non possono superare le 22 parole (tante quanto le lettere del loro alfabeto) e devono essere espresse nei termini più semplici e piani” Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver Alcuni appunti a disposizione per la preparazione del concorso dirigenti scolastici 2011 Comunicazione istituzionale Principio di trasparenza e nuova comunicazione nella pubblica amministrazione

2 Qualche passo indietro
Tra la prima metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento comincia ad affermarsi in Europa l’idea dell’importanza della pubblicità degli atti di governo Bentham (filosofo e giurista inglese) ne sottolinea 4 aspetti virtuosi (An essay of political tactics, 1843): stimola i membri dell’assemblea a fare meglio il proprio dovere aumenta la fiducia del popolo nelle assemblee legislative permette agli elettori di controllare le attività dei propri rappresentanti fornisce ai parlamentari elementi per orientare meglio la loro azione Spunti tratti da: Giancarlo Fornari, La nuova Comunicazione pubblica, Il Sole 24ore. 2004

3 In Inghilterra, prima, poi anche nell’America del Nord, in Francia, in Germania, in Italia nascono le prime teorizzazioni della necessità di una comunicazione pubblica basata sul principio di trasparenza

4 Tuttavia … Passerà ancora molto tempo prima che in Italia si possa parlare di una vera comunicazione pubblica

5 … eppure la Costituzione italiana (1948) già conteneva norme che andavano in questa direzione: Art. 1: la sovranità appartiene al popolo Art. 3: uguaglianza di tutti i cittadini nei confronti della Legge + compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che , impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione Art. 97: imparzialità della pubblica amministrazione: “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione”

6 La svolta degli anni Novanta
4 fattori di cambiamento (Fornari) Entrata in vigore di nuove leggi che si pongono come obiettivo l’efficienza e la trasparenza nella pubblica amministrazione Insofferenza crescente dell’opinione pubblica per la complicazione delle procedure e le lungaggini delle amministrazioni Avvento delle nuove tecnologie informatiche Maturazione di una nuova coscienza professionale tra gli operatori “E’ stata l’esplosione della domanda di comunicazione nella società a determinare una frenetica ricerca da parte delle pubbliche amministrazioni di strumenti e metodi più innovativi per veicolare informazioni ai cittadini/utenti” (Mario Morcellini)

7 Le tappe della riforma La riforma degli anni ‘90 ispirata al principio di sussidiarietà e al diritto di informazione richiede lo sviluppo di nuove professionalità Il percorso della comunicazione si sviluppa con le leggi 142/90 e 241/90 che agevolano il passaggio dal modello autoreferenziale a quello partecipativo della amministrazione La seconda tappa della riforma inizia con la legge 421/92 e con i decreti legislativi sulla privatizzazione del lavoro pubblico, l'istituzione degli Urp e l'informatizzazione della pubblica amministrazione La soddisfazione del cittadino si concretizza con la Direttiva del gennaio che istituisce la Carta dei servizi e con le leggi Bassanini La legge quadro sulla comunicazione pubblica 150/2000 regolamenta in maniera organica i numerosi richiami normativi in materia di comunicazione Per approfondire: Le tappe della riforma (pdf) Fonte:

8 La svolta degli anni Novanta
Prima era Dopo, nuove parole d’ordine Disparità Riservatezza Informazione Unidirezionale Autoreferenzialità Formalismo e stile involuto Parità Trasparenza Comunicazione Bidirezionale Apertura Semplificazione del linguaggio

9 Le prime leggi “per la trasparenza”
L. 142/1990 gli atti degli enti locali sono pubblici L. 241/1990 – il testo* (pdf) “legge sulla trasparenza” D. lgs 29/1993 – il testo (pdf) Art. 12: istituisce gli URP L. 150/2000 – il testo (pdf) attività di informazione e di comunicazione delle P.A.” D. lgs 165/2001 – il testo (pdf) modello di organizzazione dei pubblici uffici *Testo L.241/90 mod. L. 15/2005 e DL 35/2005 dimensione paritaria e partecipata Leggi Bassanini sulla semplificazione amministrativa L. 59/1997 Semplificazione delle procedure amministrative + federalismo amministrativo Principio di sussidiarietà L. 127/1997 (Bassanini bis) riforma dei procedimenti (snellimento) + riforma degli uffici (riorganizzazione) L. 191/1998 (Bassinini ter) Formazione (Formez), telelavoro e edilizia scolastica

10 Legge Bassanini (L. 59/1997) Il principio di sussidiarietà
Sono stati conferiti alle Regioni ed agli enti locali, secondo il principio di sussidiarietà, tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo delle loro comunità, nonché tutte le funzioni ed i compiti amministrativi localizzati nei rispettivi territori, esercitati da qualunque organo o amministrazione dello Stato, centrale o periferico, ovvero tramite enti ed altri soggetti pubblici (art. 2, comma 2) principio di sussidiarietà: l’attribuzione della generalità dei compiti e delle funzioni amministrative ai comuni, alle province ed alle comunità montane, deve avvenire secondo le rispettive dimensioni territoriali, associative ed organizzative, con l’esclusione delle sole funzioni incompatibili con tali dimensioni (art. 4, comma 3) Vai all’elenco trasparenza – Vai all’elenco comunicazione

11 Legge 241/1990 eleva il criterio di trasparenza (citato in modo esplicito con L.15/2005) a principio generale dell’ordinamento giuridico controllo democratico sull’operato dei poteri pubblici, onde verificarne la rispondenza agli interessi sociali e ai precetti costituzionali poi modificata dalla L. 15/2005 e (in misura minore) dalla L. 80/2005 e D.L. 7/2007 Modifiche più radicali con la L. 69/2009 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile” (vedi pdf di confronto) e poi da D.L. 78/2010 e dal D.Lgs. 104/2010

12 Legge 241/1990 Criterio di pubblicità dell’azione amministrativa (art.1 – I comma) Obbligo di conclusione del procedimento con l’adozione di un provvedimento esplicito (art. 2 – primo comma) Obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo (art.3) Identificazione del responsabile del procedimento (articoli 4 - 6) Partecipazione dei cittadini e degli enti esponenziali all’iter procedimentale (articoli 7 e 10) Normativa in tema di accordi per l’attribuzione di vantaggi economici (art. 12) Disciplina del diritto di accesso dei cittadini ai documenti amministrativi (articoli 22 – 28)

13 Legge 241/1990 prima e dopo Prima Dopo
Tutti gli atti sono riservati, tranne quelli indicati espressamente come pubblici Non è possibile prendere visione degli atti amministrativi, salvo particolari eccezioni Se l’amministrazione non risponde, vuol dire che rifiuta Il cittadino non deve essere informato – salvo casi ben determinati – che è stato avviato un procedimento che lo riguarda Tutti gli atti sono pubblici, tranne quelli indicati espressamente come riservati Il cittadino ha sempre diritto di prendere visione degli atti amministrativi, salvo determinate eccezioni Se l’amministrazione non risponde, vuol dire che accetta Il cittadino deve essere sempre informato dell’avvio di un procedimento che lo riguarda Vai all’elenco trasparenza – Vai all’elenco comunicazione

14 D. lgs 29/1993 “Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego a norma dell’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n.421” Art. 12 istituisce gli Uffici per le Relazioni con il Pubblico: Gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche: al servizio all'utenza per i diritti di partecipazione di cui al capo III della legge 7 agosto 1990, n. 241; all'informazione all'utenza relativa agli atti e allo stato dei procedimenti; c) alla ricerca ed analisi finalizzate alla formulazione di proposte alla propria amministrazione sugli aspetti organizzativi e logistici del rapporto con l'utenza. Vai all’elenco trasparenza – Vai all’elenco comunicazione

15 Legge 150/2000 La L. 150/2000 disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle PA finalizzandole a • illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative al fine di facilitarne l’applicazione • illustrare attività e funzionamento delle istituzioni • favorire l’accesso ai servizi pubblici • promuovere conoscenze allargate su temi di rilevante interesse pubblico e sociale • favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione degli apparati nonché la conoscenza dell’avvio e del percorso dei procedimenti amministrativi • promuovere l’immagine delle amministrazioni e dell’Italia in Europa e nel mondo dando visibilità a eventi di importanza locale, regionale, nazionale ed internazionale

16 Legge 150/2000 la comunicazione interna
Art. 1, comma 4, lettera c comunicazione interna = esplicitamente considerata attività di informazione e di comunicazione istituzionale complesso processo di comunicazione per la diffusione di comunicati; dati; compiti rivolta all’interno dell’organizzazione (destinata al pubblico interno, sia dipendente che collaboratori) strumenti per la comunicazione interna: bacheche, affissioni, lettere posta elettronica (strumento privilegiato): economico, semplice, veloce + archiviazione automatica, invii multipli, integrabile con altri strumenti informatici

17 Legge 150/2000 la comunicazione interna
La comunicazione interna è complementare e funzionale alla comunicazione esterna E’ chiave di volta dei cambiamenti organizzativi e gestionali: rafforza il senso di appartenenza dei dipendenti stimola apporti costruttivi alla realizzazione dei programmi Modello misto top-down: info su politiche, regole, procedure, obiettivi, piani dell’org, nomine, trasferimenti, provvedimenti in risposta al rendimento, info sui risultati bottom-up: feed-back attraverso relazioni sull’andamento (utili al monitoraggio)

18 Legge 150/2000 le strutture (art. 6)
informazione comunicazione portavoce Ufficio per le relazioni con il pubblico Ufficio stampa La L. 241/90 e la L. 150/2001 trovano poi completamento nel D. Lgs 165/2001 che propone un modello di organizzazione dei pubblici uffici, imperniato sui principi di trasparenza dell’azione amministrativa. In tale contesto vengono ridefiniti alcuni compiti degli URP. Nel MIUR, il DPR 347/2000 ha attivato un apposito Servizio per la Comunicazione, cui è stato affidato il coordinamento della comunicazione istituzionale, del sito web dell’amministrazione, la promozione di attività e convenzioni editoriali e pubblicitarie, le campagne di comunicazione, la promozione di monitoraggi e indagini demoscopiche, il coordinamento delle attività degli uffici relazioni con il pubblico operanti a livello centrale e periferico.

19 Legge 150/2000 il portavoce (art. 7)
L’organo di vertice dell’amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all’amministrazione, con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione. Il portavoce, incaricato dal medesimo organo, non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche. Al portavoce è attribuita una indennità determinata dall’organo di vertice nei limiti delle risorse disponibili appositamente iscritte in bilancio da ciascuna amministrazione per le medesime finalità.

20 Legge 150/2000 l’ufficio stampa (art. 9)
Attività indirizzata in via prioritaria ai mezzi di informazione di massa (Legge “Mammì” 223/1990: messa a disposizione gratuita delle amministrazioni di spazi pubblicitari nel sistema radio televisoivo pubblico) Gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti. Il personale è costituito da dipendenti delle amministrazioni pubbliche, anche in posizione di comando o fuori ruolo, o da personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso dei titoli individuati Diretti da un coordinatore, che assume la qualifica di capo ufficio I coordinatori e i componenti dell’ufficio stampa non possono esercitare, per tutta la durata dei relativi incarichi, attività professionali nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche

21 Legge 150/2000 l’ufficio per le relazioni con il pubblico (art. 8)
Le pubbliche amministrazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono, nell’esercizio della propria potestà regolamentare, alla ridefinizione dei compiti e alla riorganizzazione degli uffici per le relazioni con il pubblico secondo i seguenti criteri garantire l’esercizio dei diritti di informazione, di accesso e di partecipazione di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni; agevolare l’utilizzazione dei servizi offerti ai cittadini, anche attraverso l’illustrazione delle disposizioni normative e amministrative, e l’informazione sulle strutture e sui compiti delle amministrazioni medesime; promuovere l’adozione di sistemi di interconnessione telematica e coordinare le reti civiche; attuare, mediante l’ascolto dei cittadini e la comunicazione interna, i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti; garantire la reciproca informazione fra l’ufficio per le relazioni con il pubblico e le altre strutture operanti nell’amministrazione, nonché fra gli uffici per le relazioni con il pubblico delle varie amministrazioni

22 Legge 150/2000 il piano di comunicazione (art. 12)
Sulla base dei programmi presentati dalle amministrazioni statali, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria predispone annualmente il piano di comunicazione, integrativo del piano di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, che è approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Una copia del piano approvato è trasmessa alle amministrazioni. Ciascuna amministrazione realizza il piano per le parti di specifica competenza anche avvalendosi della collaborazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, i Ministri trasmettono al Presidente del Consiglio dei ministri una relazione su quanto previsto dal presente comma La Direttiva PCM 27 settembre 2000 (link esterno) precisa il programma delle iniziative di informazione e comunicazione istituzionale delle amministrazioni dello Stato Vai all’elenco trasparenza – Vai all’elenco comunicazione

23 D. lgs 165/2001 (art. 11 comma 2 e 3) Il D. Lgs. 165/2001 – come corollario alla 241 in tema di responsabile del procedimento – al fine di eliminare la situazione di anominato che rendeva impermeabili i pubblici uffici, sottolinea l’indispensabilità di un rapporto diretto tra cittadino e pubblico Gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche: al servizio all'utenza per i diritti di partecipazione di cui al capo III della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni; all'informazione all'utenza relativa agli atti e allo stato dei procedimenti; alla ricerca ed analisi finalizzate alla formulazione di proposte alla propria amministrazione sugli aspetti organizzativi e logistici del rapporto con l'utenza. Agli uffici per le relazioni con il pubblico viene assegnato, nell'ambito delle attuali dotazioni organiche delle singole amministrazioni, personale con idonea qualificazione e con elevata capacita' di avere contatti con il pubblico, eventualmente assicurato da apposita formazione. Vai all’elenco trasparenza

24 Le tappe più significative della regolamentazione della comunicazione nelle P.A.
Fonte: Mario Morcellini, corso ForMiur, 2003 L. 241/1990 – il testo* (pdf) “legge sulla trasparenza” D. lgs 29/1993 – il testo (pdf) Art. 12: istituisce gli URP Leggi Bassanini sulla semplificazione amministrativa D. lgs 80/1998 obbligo di collegamento tra le attività degli uffici, dovere comunicazione interna e esterna, imparzialità e trasparenza L. 150/2000 – il testo (pdf) attività di informazione e di comunicazione delle P.A. *Testo L.241/90 mod. L. 15/2005 e DL 35/2005 Direttiva 27 settembre Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri sul programma delle iniziative di informazione e comunicazione istituzionale delle amministrazioni dello Stato DPR 422 del 21 settembre il testo (pdf) Regolamento recante le norme per l’individuazione dei titoli professionali del personale per le attività di informazione e comunicazione e degli interventi formativi Direttiva 7 febbraio il testo Direttiva “Attività di comunicazione delle P.A.” emanata dal Ministro Frattini

25 dal DPR 422 del 21 settembre 2001 titoli professionali del personale per le attività d informazione e comunicazione Dall’Art. 2. Requisiti per lo svolgimento delle attività di comunicazione Per il personale appartenente a qualifica dirigenziale e per il personale appartenente a qualifiche comprese nell'area di inquadramento C (…) laurea in scienze della comunicazione, in relazioni pubbliche e altre lauree con indirizzi assimilabili per i laureati in discipline diverse: il titolo di specializzazione o di perfezionamento post-laurea o di altri titoli post-universitari rilasciati in comunicazione o relazioni pubbliche; master in comunicazione Agli URP non può essere adibito personale appartenente ad aree di inquadramento inferiore alla B del CCNL per il comparto Ministeri Dall’Art. 3. Requisiti per lo svolgimento delle attività di informazione L'esercizio delle attività di informazione nell'ambito degli uffici stampa di cui all'articolo 9 della legge 7 giugno 2000, n. 150, è subordinato (…) al possesso del requisito della iscrizione negli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti dell'albo nazionale dei giornalisti Il requisito dell'iscrizione all'albo nazionale dei giornalisti è altresì richiesto per il personale che, se l'organizzazione degli uffici lo prevede, coadiuva il capo ufficio stampa Vai all’elenco comunicazione

26 Direttiva 7 febbraio 2002 attività di comunicazione delle PA
Finalità sviluppo di una coerente politica di comunicazione integrata con i cittadini e le imprese gestione professionale e sistematica dei rapporti con tutti gli organi di informazione (mass media tradizionali e nuovi) realizzazione di un sistema di flussi di comunicazione interna incentrato sull’intenso utilizzo di tecnologie informatiche e banche dati, sia per migliorare la qualità dei servizi e l’efficienza organizzativa, sia per creare tra gli operatori del settore pubblico senso di appartenenza alla funzione svolta, pieno coinvolgimento nel processo di cambiamento e condivisione nelle rinnovate missioni istituzionali delle pubbliche amministrazioni formazione e valorizzazione del personale impegnato nelle attività di informazione e comunicazione ottimizzazione, attraverso la pianificazione e il monitoraggio delle attività di informazione e comunicazione, dell’impiego delle risorse finanziarie

27 Direttiva 7 febbraio 2002 Gli obiettivi
Le pubbliche amministrazioni, attraverso gli Uffici Stampa, i Portavoce e gli Urp e le analoghe strutture, devono: garantire un’informazione trasparente ed esauriente sul loro operato, pubblicizzare e consentire l’accesso ai servizi promuovendo nuove relazioni con i cittadini, ottimizzare l’efficienza e l’efficacia dei prodotti-servizi attraverso un adeguato sistema di comunicazione interna. Per consentire il pieno raggiungimento di questi obiettivi, le pubbliche amministrazioni devono: dare avvio e sviluppo alle strutture deputate alla realizzazione delle attività di informazione, Portavoce e Ufficio Stampa, e di comunicazione, Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, promuoverne il pieno raccordo operativo sotto forma di coordinamento e attraverso una adeguata struttura organizzativa

28 Direttiva 7 febbraio 2002 il coordinamento degli strumenti della comunicazione
Le amministrazioni devono assicurare il raccordo operativo tra i segmenti di comunicazione attivati, il portavoce, l’ufficio stampa e L’URP, devono prevedere forme organizzative di coordinamento, creare sinergie La struttura di coordinamento ha funzioni di programmazione, indirizzo e raccordo e deve presentare al vertice dell’amministrazione, entro il 30 novembre di ogni anno, il programma delle iniziative di comunicazione, contenente: la definizione degli obiettivi e della strategia della comunicazione integrata (azioni di comunicazione interna, esterna, on line, pubblicitaria, ecc); la descrizione delle singole azioni con l’indicazione dei tempi di realizzazione (calendarizzazione per fasi); la scelta dei mezzi di diffusione e il budget; la pianificazione delle attività di monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle azioni (sia in itinere al progetto sia ex post) Vai all’elenco comunicazione

29 I servizi offerti dagli URP approfondimento
Urp come “attività quasi commerciale” con proprie strategie di marketing 4 tipi di servizi alto Servizi di certificazione e di comunicazione con strumenti automatizzati Servizi di consulenza (front office) e di informazione con personale addetto; Campagne di comunicazione per segmenti; Campagne di direct marketing Servizi gestionali ed organizzativi Campagne istituzionali e regolamenti Livello di contatto con il pubblico basso basso Livello di comunicazione, trasparenza, relazione alto

30 La comunicazione istituzionale approfondimento
finalizzata ad esternare le attività e le funzioni, ad applicare norme, a regolare giuridicamente i rapporti; ad informare gli utenti sulle modalità di funzionamento degli uffici e sull’applicazione di norme; a far conoscere l’identità e orientamento operativo delle istituzioni pubbliche D. Comunicazione interna rivolta all’interno dell’organizzazione • rinsalda l’identità dell’amministrazione • favorisce il senso di appartenenza • contribuisce a porre su nuove basi l’immagine della sfera pubblica. B. Comunicazione politica proviene dalle istituzioni pubbliche e dai partiti o movimenti politici, ed è incentrata su tematiche controverse di interesse generale sulle quali sussistono orientamenti e opinioni contrastanti. Verso una nuova “comunicazione pubblica” Insieme delle attività di comunicazione e informazione rivolte ai cittadini che fanno capo ad un soggetto pubblico e che si avvalgono di strumenti diversi e di strutture dedicate (URP) si sancisce la distinzione tra comunicazione pubblica e comunicazione istituzionale, escludendo forme di comunicazione con fine preminente la costruzione del consenso come la comunicazione politica. C. Comunicazione sociale (o promozionale) è diretta a promuovere la risoluzione di problemi di interesse generale (tutela ambientale, salute, previdenza, istruzione, occupazione, sicurezza sociale, ordine pubblico, ecc.). La funzione di questo strumento comunicazionale è sensibilizzare e convincere i cittadini utenti: in poche parole, di “amministrare convincendo”. Per approfondire: La comunicazione pubblica (pdf) - Fonte: La Legge 150/2000 sulla comunicazione pubblica di Stefano Patriarca (pdf) – link web

31 Nuovi riferimenti normativi tra trasparenza, cad e siti web istituzionali
D. lgs 150/2009 – il testo la c.d. “riforma Brunetta”: Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni L. 69/2009 – il testo Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile Art. 21: Trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale Art. 32 – “a far data dal 1° gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati" Proroghe termine entro il quale le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non produrranno più effetto di pubblicità legale: ° luglio 2010 (DL 17 dicembre 2009); - 1° gennaio 2011 (L. 25/2010). Il tutto si riferisce all’albo pretorio on line D. lgs. 235/2010 – il testo Codice dell’amministrazione digitale Direttiva 8/2009 Riduzione siti web PA + dominio .gov.it Linee guida dei siti web della pubblica amministrazione – il testo Versione luglio 2010

32 Risorse web e documenti in pdf Raccolta
Siti istituzionali e tematici Funzione pubblica - dipartimento DigitPA Documenti legislativi L. 241/1990 mod. L. 15/2005 e DL 35/2005 D. lgs 29/1993 L. 150/2000 D. lgs 165/2001 DPR 422 del 21 settembre 2001 Direttiva 7 febbraio 2002 L. 69/2009 (pdf) D.lgs. n. 235/2010 (pdf, nuovo CAD) Direttiva 8/2009 Linee guida per i siti web della pubblica amministrazione (2010) Approfondimenti web Trasparenza amministrativa (da La legge 150/2000 sulla comunicazione pubblica di Patriarca (da La Comunicazione nella P.A. (da Documenti per approfondire La legge 150/2000 sulla comunicazione pubblica di Patriarca Le tappe della riforma La comunicazione pubblica Accesso, trasparenza, semplificazione

33 dal D. lgs 150/2009 Titolo II - misurazione, valutazione e trasparenza della performance
CAPO III - Trasparenza e rendicontazione della performance Art Trasparenza 1. La trasparenza e' intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. 3. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della performance.

34 dal D. lgs 150/2009 Titolo II - misurazione, valutazione e trasparenza della performance
CAPO IV - Soggetti del processo di misurazione e valutazione della performance Art Soggetti 1. Nel processo di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale delle amministrazioni pubbliche intervengono: un organismo centrale, denominato: «Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche», di cui all'articolo 13; gli Organismi indipendenti di valutazione della performance di cui all'articolo 14; l'organo di indirizzo politico amministrativo di ciascuna amministrazione; i dirigenti di ciascuna amministrazione.

35 Il nuovo CAD (d.lgs. n. 235/2010) Codice dell’amministrazione digitale
Ragioni dell’intervento Il vecchio Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005) è stato pubblicato cinque anni fa Le tecnologie informatiche si sono evolute con una tale rapidità da rendere necessaria l’approvazione di un nuovo testo normativo La Riforma Brunetta (DLgs n. 150 del 2009) ha introdotto importanti modifiche nell’organizzazione della PA: meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti I cittadini e le imprese richiedono mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni È necessario mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico (dalla presentazione del nuovo CAD (pdf), Governo italiano, 22 dicembre 2010)

36 dal nuovo CAD (d.lgs. n. 235/2010) Codice dell’amministrazione digitale
Siti pubblici e trasparenza (art. 54) Il nuovo CAD arricchisce il contenuto dei siti istituzionali delle amministrazioni, prevedendo che sugli stessi siano pubblicati, in modo integrale, anche tutti i bandi di concorso. La norma obbliga le Pubbliche Amministrazioni ad aggiornare i dati e le notizie che per legge devono essere pubblicati sul proprio sito istituzionale. Anche tale aspetto viene considerato ai fini della valutazione dei dirigenti Moduli on line (art. 57) Le Pubbliche Amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare online l'elenco dei documenti richiesti per procedimento (moduli e formulari validi) e non possono richiedere l'uso di moduli o formulari che non siano stati pubblicati sul web. La mancata pubblicazione è rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.

37 La comunicazione istituzionale attraverso il sito web
Alcuni riferimenti normativi Legge 4/2004 Legge Stanca sull’accessibilità Direttiva 9/2009 Dominio .gov.it; riduzione siti web D.Lgs n. 235/2010 Codice Amministrazione Digitale (in particiolare articoli 53 e 54) Linee guida sui siti web delle PA (20 luglio 2010) Revisione attesa per fine luglio 2011; contiene i contenuti minimi dei siti istituzionali

38 “nuova” comunicazione, “nuovo” web
La “nuova” comunicazione: Alcune parole del “nuovo” web: Trasparente Pubblica Chiara e semplice Al servizio del cittadino Accessibile Aperta Feed RSS Opendata Creative Commons Tag Folksonomia Social network

39 Direttiva 8/2009 Razionalizzazione e riduzione siti web
Lo strumento individuato per raggiungere tale obiettivo è la registrazione del dominio ".gov.it" per tutti quei siti che le Pubbliche Amministrazioni vorranno mantenere attivi Obiettivo: un omogeneo livello di qualità, sicurezza ed aggiornamento dei servizi stessi, con la garanzia che le informazioni ed i servizi richiesti provengano direttamente dall'Ente La direttiva 8/2009 prevede inoltre che, per tutti i siti registrati con il dominio .gov.it di propria competenza, le pubbliche amministrazioni dovranno individuare un responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti Diversi spunti per le slide sulla comunicazione web sono tratte dai lavori di Roberto Scano

40 Linee guida per i siti delle PA qualche indicazione
Trasparenza e contenuti minimi Mantenimento accessibilità e usabilità Implementazione servizi on line Uso formati e contenuti aperti Le linee guide sono soggette ad aggiornamento annuale

41 La trasparenza nella pa
Percorso normativo nato negli anni Novanta (per la comunicazione, in particolare: L. 241/1990, L. 150/2000) Carta europea dei diritti del cittadino nella Società dell’informazione e della conoscenza: riconosciti 4 diritti fondamentali: diritto all’accesso diritto all’educazione e allo sviluppo diritto all’informazione diritto alla partecipazione “Le pubbliche amministrazioni nell'organizzare autonomamente la propria attività utilizzano le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la realizzazione degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione, nonché per la garanzia dei diritti dei cittadini e delle imprese.” (Codice dell’amministrazione digitale)

42 Contenuti minimi siti della PA
Organigramma URP Trasparenza, valutazione e merito (13 voci) Procedimenti (3 voci) Caselle posta elettronica istituzionali PEC Pubblicazioni e comunicazioni Concorsi e bandi di gara (2) Servizi on line (2) Privacy Note legali fonte: Linee guida per i siti web delle PA (26 luglio 2010) Lettera di richiesta dominio .gov.it Nuovo CAD (art. 54)

43 Contenuti minimi siti della PA Trasparenza, valutazione e merito
Programma triennale per la trasparenza Piano e relazione sulle performance Premi e compensi (2) Nomi e CV valutatori Nomi e CV dirigenti Retribuzione dirigenti Retribuzioni e CV per incarichi politici Incarichi a dipendenti e soggetti privati Assenze e presenze Ruolo dei dirigenti Codice disciplinare Contratti integrativi Contrattazione nazionale

44 Sulla semplificazione del linguaggio
La comunicazione delle pubbliche amministrazioni deve soddisfare i requisiti della chiarezza, semplicità e sinteticità e, nel contempo, garantire completezza e correttezza dell’informazione. (dalla Direttiva sulle attività di comunicazione delle PA 7 febbraio 2002) semplificazione del linguaggio vicino alla lingua parlata dei cittadini testi pensati e scritti per essere compresi trasparenza dell’azione amministrativa piano giuridico piano comunicativo Il Ministro della Funzione Pubblica desidera, con questa direttiva, contribuire alla semplificazione del linguaggio usato dalle amministrazioni pubbliche per la redazione dei loro testi scritti. Le amministrazioni pubbliche utilizzano infatti un linguaggio molto tecnico e specialistico, lontano dalla lingua parlata dai cittadini che pure ne sono i destinatari. Invece, tutti i testi prodotti dalle amministrazioni devono essere pensati e scritti per essere compresi da chi li riceve e per rendere comunque trasparente l’azione amministrativa. I numerosi atti prodotti dalle pubbliche amministrazioni, sia interni (circolari, ordini di servizio, bilanci) sia esterni, devono prevedere l’utilizzo di un linguaggio comprensibile, evitando espressioni burocratiche e termini tecnici. Anche gli atti amministrativi in senso stretto, che producono effetti giuridici diretti e immediati per i destinatari, devono essere progettati e scritti pensando a chi li legge. Oltre ad avere valore giuridico, però, gli atti amministrativi hanno un valore di comunicazione e come tali devono essere pensati. Devono, perciò, essere sia legittimi ed efficaci dal punto di vista giuridico, sia comprensibili, cioè di fatto efficaci, dal punto di vista comunicativo. legittimità efficacia grado di comprensione

45 Buona comunicazione chiara, semplice …e accessibile
Comprensibile chiara, semplice, vicina ai bisogni del cittadino Universale senza barriere all’accesso 1993. Codice di stile 1997. Manuale di stile 2002. Direttiva sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi (Direttiva Frattini) – progetto Chiaro 2003. Manuale di scrittura amministrativa 2005. Direttiva Baccini 2010. Nuovo Codice Amministrazione digitale, Linee guida per i siti della PA, … 2004. Legge 4/ (Legge “Stanca”) 2005. DM 8 luglio I requisiti tecnici 2006. Codice amministrazione digitale 2008. WCAG 2.0 (Linee guida per l’accessibilità dei contenuti web, W3C) 2010. Nuovo Codice Amministrazione digitale, Linee guida per i siti della PA, …

46 Universalità della comunicazione
Le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i princìpi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. (dal Codice dell’amministrazione digitale, d.lgs. 235/2010) eliminazione delle barriere all’accesso prima di scrivere, penso accessibile universalità legittimità chiarezza

47 Guida per un controllo finale del testo Un testo è semplice
se usa parole di uso comune parole brevi parole di significato non ambiguo parole di origine italiana parole intere (e non abbreviazioni, sigle, ecc.) parole tecnico-specialistiche necessarie e accompagnate da spiegazione breve e comprensibile Alfredo Fioritto (a cura di), Manuale di stile, Il Mulino, 1997

48 Guida per un controllo finale del testo Un testo è materialmente leggibile
se usa alcuni accorgimenti tecnici che non sono secondari né banali. Per esempio contribuiscono a rendere più leggibile un testo anche alcuni criteri grafico-tipografici e alcuni accorgimenti redazionali: usare interlinea ca. 120%; separare verticalmente i blocchi di testo; evitare l’allineamento giustificato in testi senza sillabazione e di larghezza limitata; limitare l’allineamento centrato.

49 Frasi brevi Scrivere frasi brevi
Qualora dal controllo dovesse emergere la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici conseguiti sulla base della dichiarazione non veritiera, fermo restando quanto previsto dall’art. 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, in materia di sanzioni penali Chi rilascia una dichiarazione falsa, anche in parte, perde i benefici descritti e subisce sanzioni penali*. * Articolo 26, legge n.15 del ). Le ricerche dicono che frasi con più di 25 parole sono difficili da capire e ricordare. Ogni frase deve comunicare una sola informazione. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

50 Parole comuni Usare parole del linguaggio comune
L’Ufficio Trattamento Economico in indirizzo, cesserà la corresponsione degli emolumenti a decorrere dal 1 maggio 2001. Dal 1 maggio 2001 il nostro Ufficio sospenderà i pagamenti. Il Vocabolario di base (Di Mauro) della lingua italiana contiene meno di 7000 parole e sono quelle che dobbiamo preferire se vogliamo essere capiti da chi legge. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

51 Termini tecnici all’osso
Usare pochi termini tecnici e spiegarli Tali posizioni sono da identificare non tanto in diritti irrefragabili, il cui esercizio prescinde dall’adozione di atti permissivi dell’Amministrazione, ma in situazioni giuridiche suscettibili di trasformazione a seguito di atti di tipo suindicato. I cittadini che vogliono iniziare un’attività devono chiedere un’autorizzazione alle amministrazioni competenti. In media, in un testo amministrativo le parole tecniche sono meno di cinque su cento. Usare solo quelle necessarie e spiegarle in una nota oppure in un glossario. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

52 Indice di leggibilità. Gulpease
Considera la lunghezza delle parole Valuta rispetto alla scolarizzazione del lettore G<80 testi difficili per chi ha la licenza elementare G<60 testi difficili per chi ha la licenza media G<40 testi difficili per chi ha un diploma superiore G = 89-(LP/10)+3*FR LP = (totale lettere*100) / totale parole FR = (totale frasi*100) / totale parole Da Si riporta l'elenco dei siti delle scuole lombarde valutati come "accessibili" o "quasi accessibili" secondo la verifica di conformità tecnica ai Requisiti Tecnici della Legge n. 4 del 9 gennaio 2004. L'elenco di siti è aggiornato a febbraio 2008 e attende aggiornamenti periodici, da comunicare via mail. Molte scuole, infatti, stanno lavorando per completare il percorso verso una più piena accessibilità dei propri siti. Tutti i siti indicati come buone pratiche presentano un codice strict valido e risultano conformi ai requisiti tecnici. Sono state ammesse deroghe limitate, tipo un esiguo numero di errori nella validazione, oppure la mancanza dei salta menu, o la non sempre corretta organizzazione delle intestazioni. In ogni caso, si tratta di sviste o di errori facilmente rimediabili operando sul codice o sull’aspetto redazionale dei contenuti. Tutti i visitatori del sito sono comunque pregati di comunicare via mail eventuali errate segnalazioni, richieste di chiarimenti o indicazioni di nuovi siti scolastici accessibili. (indice 48) a Riportiamo l'elenco dei siti delle scuole lombarde valutati come "accessibili" o "quasi accessibili" secondo la verifica di conformità tecnica ai Requisiti Tecnici della Legge n. 4 del 9 gennaio 2004. L'elenco è aggiornato a febbraio 2008 ed è in continua evoluzione. Molte scuole, infatti, stanno lavorando per completare il percorso dell'accessibilità dei propri siti. Tutti i siti indicati come buone pratiche presentano un codice strict valido e risultano conformi ai requisiti tecnici. Sono state ammesse deroghe limitate: un esiguo numero di errori di codice, la mancanza dei salta menu, la non corretta organizzazione delle intestazioni. Si tratta di sviste o di errori facilmente rimediabili. Chiediamo ai visitatori del sito di comunicare via mail errate segnalazioni, richieste di chiarimenti o indicazioni di nuovi siti. (indice 53) Riportiamo l'elenco dei siti "accessibili" o "quasi accessibili". L'elenco è aggiornato a febbraio 2008 ed è in continua evoluzione. Tutti i siti presentano un codice strict valido e risultano conformi ai requisiti tecnici. Sono state ammesse poche deroghe: qualche errore di codice, la mancanza dei salta menu, lo scorretto uso dei titoli. Usa la mail per segnalare errori o nuovi siti. (indice 63) Fonte: GULP, Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico, Università di Roma

53 quasi incomprensibile
GULP fonte: Pagina per la valutazione on line dell’indice Gulpease Licenza elementare Licenza media Licenza superiore quasi incomprensibile 0<G<55 0<G<35 0<G<10 molto difficile 55<G<70 35<G<50 10<G<30 Difficile 70<G<80 50<G<60 30<G<40 Facile 80<G<95 60<G<80 40<G<70 molto facile 95<G<100 80<G<100 70<G<100

54 Vocabolario di base Il Vocabolario di base della lingua italiana di Tullio De Mauro è un elenco di lemmi elaborato prevalentemente secondo criteri statistici. Esso rappresenta la porzione della lingua italiana usata e compresa dalla maggior parte di coloro che parlano italiano. La scelta dei lemmi è stata fatta in base ai primi lemmi del Lessico Italiano di Frequenza (LIF) [Bortolini et a. 1972] (ridotti a circa dopo averne verificato la comprensibilità), integrati con un insieme di lemmi determinati per altre vie.

55 Vocabolario di base Un esempio
Un esempio di scrittura ad alta leggibilità è il mensile due parole (http://www.dueparole.it/). I redattori di due parole scrivono articoli usando il Vocabolario di base e spiegando le parole che non vi appartengono. Inoltre, la redazione applica anche altri criteri di leggibilità, attinenti alla grafica (caratteri grandi, illustrazioni che non spezzano il testo, ecc.) e al modo di disporre i contenuti (riquadri di spiegazione, testo a nuova riga per ogni frase, ecc.)

56 Un esempio Calvino e l’antilingua
Ogni giorno, soprattutto da cent'anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell'antilingua. Caratteristica principale dell’antilingua è quello che definirei il «terrore semantico», cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato, come se «fiasco» «stufa» «carbone» fossero parole oscene, come se «andare» «trovare» «sapere» indicassero azioni turpi. Italo Calvino. Articolo apparso su Il Giorno del 3 febbraio 1965

57 Un esempio Calvino e l’antilingua
«Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti questi fiaschi di vino dietro la cesta del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: «Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell'impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pranzo pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante».

58 Un esempio Calvino e l’antilingua: un’analisi comparativa
Primo testo (cittadino) Secondo testo (brigadiere) 42 parole 64 parole 3 periodi distinti Unico lunghissimo periodo “io” reso con la prima persona del verbo “io” reso con la forma “il sottoscritto” e la terza persona del verbo Sintassi: principali e subordinate di primo grado Sintassi: principale (“dichiara”) preceduta da due e seguita da sette subordinate, tutte implicite 7 verbi e 8 nomi 7 verbi e 20 nomi (considerando tra i verbi anche i partecipi con funzione aggettivale) Lessico: parole concrete, dirette e precise Lessico: parole lunghe e più rare con forme perifrastiche (Prime ore antimeridiane per stamattina presto; recarsi per andare; locali dello scantinato per cantina) da Tommaso Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005

59 Attenzione alle sigle Usare poco abbreviazioni e sigle
Vi chiediamo di indicare al responsabile dell’Ufficio Regionale per le Politiche Agricole (Urpa) i membri della commissione per il rilascio del patentino. Le SS.LL. sono pregate di indicare al responsabi¬le dell’ U. R. P. A. i membri della Commissione preposta al rilascio del patentino. Limitare abbreviazioni e sigle: ovvie per chi scrive ma non capite da chi legge. Se ci sono scriviamole per esteso. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

60 Forma attiva Usare verbi nella forma attiva e affermativa
Non volendo disconoscere a codesto ufficio il diritto di non ingerenza, viene tuttavia fatta richiesta che siano comunicati gli esiti della Commissione. Vi chiediamo di comunicarci i risultati dei lavori della commissione. Il testo con il verbo attivo e in forma affermativa è più incisivo, le frasi sono più brevi, la lettura più rapida. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

61 Frasi semplici Legare le parole e le frasi in modo breve e chiaro
… stanti le urgenti ed indifferibili esigenze di personale in grado di garantire adeguata e qua-lificata attività di assistenza tecnica ai lavori ed agli interventi programmati dal Settore dipartimentale 8 … … poiché il dipartimento 8 ha urgente bisogno di personale qualificato per svolgere i lavori e gli interventi programmati … Costruire il testo in modo semplice e compatto: rendere esplicito il soggetto e ripeterlo quando è necessario. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

62 Separare le frasi facilita la lettura
Usare in maniera coerente le maiuscole, le minuscole e la punteggiatura Anche nel settore pubblico emergono nuovi rapporti con istituzioni di diversa natura. Questo fenomeno pone due ordini di problemi. In primo luogo, dobbiamo ridefinire le procedure di decisioni delle istituzioni politiche. In secondo luogo, dobbiamo ridefinire le responsabilità delle amministrazioni pubbliche nella gestione dei servizi. L’emergere di nuove modalità d’interazione anche nel settore pubblico che coinvolgono istituzioni di diversa natura hanno inevitabilmente posto quesiti intorno alle configurazioni sia dei processi di decision making politico sia nelle configurazioni delle Amministrazioni pubbliche e responsabili dell’offerta di servizi pubblici. “Questi usi sono retaggio di una cultura retorica, appesantiscono lo stile e il tono della comunicazione: essi devono essere eliminati o ridotti quanto più è possibile. La punteggiatura, per contro, suddivide il testo in unità di senso” Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

63 MAIUSCOLA vs minuscola
La pratica consistente nel voler mettere in risalto un termine tramite l’iniziale maiuscola (a volte persino per mezzo dell’iniziale «di rispetto») deturpa, livella e appesantisce la presentazione di un testo NUOVO DIRETTORE ALL’UFFICIO DI COOPERAZIONE Nuovo direttore all’Ufficio di cooperazione Fonte: Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali. (Ufficio delle pubbblicazioni ufficiali delle Comunità europee)

64 Scrivere italiano Evitare neologismi, parole straniere e latinismi
Tale servizio, come è noto, dovrà essere esternalizzato. La gestione di questo servizio sarà affidata a un soggetto esterno. Le agevolazioni saranno concesse anche ai conviventi more uxorio. Le agevolazioni saranno concesse anche alle coppie conviventi. “È ormai frequente il ricorso a termini tecnici propri della società dell’informazione e dell’elettronica: da evitare se ve ne siano di equivalenti nella lingua italiana” Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

65 Meglio l’indicativo (a volte)
Ove la Commissione potesse riunirsi per tempo, le delibere sarebbero ancora valide. Se la commissione si riunirà per tempo le delibere saranno ancora valide. L’indicativo rende il testo più diretto ed evita informazioni implicite o ambigue. Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

66 … anche se … “Il congiuntivo è l’universo del dubbio, dell’attesa, del desiderio, della speranza, di tutte le possibilità. Che cosa sarebbe di noi, se non potessimo contare su ciò che non esiste?”. (Erik Orsenna, I cavalieri del congiuntivo)

67 Evidenziare, ma con sobrietà
Usare in maniera corretta le possibilità di composizione grafica del testo “Neretti, sottolineature, corsivi, caratteri, grandezza del corpo, elenchi sono solo alcuni esempi di tali possibilità e possono aiutare a focalizzare l’attenzione. È bene tuttavia non abusarne e utilizzarli con parsimonia. Il testo sobrio è sempre visivamente leggibile e coerente.” Fonte: Direttiva Frattini sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi. 2002

68 La concretezza aiuta a capire
Le risposte dell’URP sono tempestive. Il nostro URP le risponderà entro 24 ore. Il servizio di lavanderia comprende lavaggio, disinfezione, stiratura, consegna a domicilio. Il servizio di lavanderia è completo. “Non si tratta di eliminare gli aggettivi, ma di non accontentarsi di sciorinarli sulla pagina, anche perché il lettore sarà il primo a non accontentarsi. Meglio sostituire o aggiungere all’aggettivo informazioni concrete.” Fonte: Luisa Carrada, Il mestiere di scrivere, Apogeo, 2008 (pag. 30)

69 Testi legislativi e testi burocratici
Perché i testi burocratici non puntano direttamente alla capacità comunicativa? Spesso il testo burocratico imita la struttura e il linguaggio del testo legislativo gettando le basi di un fallimento comunicativo Testi legislativi Testi burocratici Destinatario: specialista Destinatario: cittadino Valore “sacrale” “La forma è sostanza” Non ha valore sacrale Non devono seguire particolari strutture

70 Testi burocratici lettere e circolari
Destinatari: lettere di solito rivolta a un (o pochi) destinatario, circolare a tanti Elementi strutturali Intestazione Oggetto (definisce l’argomento e seleziona i destinatari) Testo Firma Data Allegati (eventuali) Protocollo (può essere messo anche in alto, dopo l’intestazione ed essere seguito dalla data) da Tommaso Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005

71 Testi burocratici gli atti amministrativi
Sono decreti, ordinanze, avvisi di notizie di pubblico interesse, verbali, certificati, ecc. scritti dall’amministrazione e destinati all’esterno dotati di una rilevanza particolare Elementi strutturali Intestazione Data Protocollo Oggetto Decisione Motivazione Procedure Firma Nota della motivazione da Tommaso Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005

72 Sitografia linguaggio
Semplificazione linguaggio Regione Emilia – linguaggio burocratico URP degli URP Università di Padova – linguaggio amministrativo Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee – Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali Scrivere per il web (Luisa Carrada) (Alessandro Lucchini) (M. Emanuela Piemontese) La cura dei documenti digitali a scuola e nella PA web (Giacomo Mason) Accessibilità dei documenti elettronici (Livio Mondini)

73 Sitografia comunicazione web
Risorse dal Ministero per la pa e dell’innovazione Linee guida per i siti web delle PA Nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale DigitPA - Registrazione dominio .gov.it Accessibilità Accessibile.gov.it E inoltre (temi non trattati in questa presentazione) Firma digitale Posta elettronica certificata Sistema Pubblico di Connettività

74 Bibliografia linguaggio e web
Semplificazione linguaggio Alfredo Fioritto, Manuale di stile dei documenti amministrativi, Carocci, 2009 Tommaso Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005 Tullio De Mauro, Guida all’uso delle parole, Editori Riuniti, 2003 Alfredo Fioritto (a cura di), Manuale di stile, Il Mulino, 1997 Alessandro Lucchini, Business Writing, Sperling & Kupfer, 2006 Beppe Severgnini, L'italiano. Lezioni semiserie, Rizzoli, 2007 Scrivere per il web Luisa Carrada, Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web, Apogeo, 2008 Giovanni Acerboni, Progettare e scrivere per internet, Mc Graw Hill, 2005 Siti nella pubblica amministrazione Ernesto Bellisario, Gianluigi Cogo, Roberto Scano, I siti web delle pubbliche amministrazioni, Maggioli, 2010

75 Le parole “Le parole sono fatte, prima che per essere dette,
per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo, gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. È un maleducato, se parla in privato e da privato. È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo. Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire.” (Tullio De Mauro) Questa presentazione è stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported. Per leggere una copia della licenza visita il sito web o spedisci una lettera a Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA.


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