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Tecnopolis CSATA Nicola Sciacovelli maggio 2001 PATTI TERRITORIALI.

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2 Tecnopolis CSATA Nicola Sciacovelli maggio 2001 PATTI TERRITORIALI

3 Tecnopolis CSATA Nicola Sciacovelli PATTI TERRITORIALI STRUMENTO DI SOSTEGNO ALLO SVILUPPO LOCALE

4 DEFINIZIONI strumento di composizione degli interessi particolari entro un disegno di pubblica utilità e di sviluppo del territorio in grado di esaltarne le peculiari vocazioni e deve coinvolgere i saperi locali sfruttando al massimo la presenza di soggetti che operano per l’innovazione scientifica e tecnologica (CNEL) l’accordo, promosso da enti locali, parti sociali, o da altri soggetti pubblici o privati..., relativo all’attuazione di un programma di interventi caratterizzato da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale (Legge 662/96 art. 2 c. 203 punto d.)

5 DEFINIZIONI strumento per l’individuazione di un complesso coordinato di interventi di tipo produttivo e promozionale, nonchè di quelli infrastrutturali ad essi funzionali, ai quali concorra il finanziamento pubblico (Cipe)

6 Contratto di programma (già previsto dalla legge 64/86): Come tale si intende il contratto stipulato tra l’amministrazione statale competente, grandi imprese, consorzi di medie e piccole imprese e rappresentanze di distretti industriali per la realizzazione di interventi oggetto di programmazione negoziata.

7 Contratto d'area Come tale si intende lo strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo e la creazione di una nuova occupazione in territori circoscritti, nell’ambito delle aree di crisi e delle aree di sviluppo industriale e dei nuclei di industrializzazione situati nei territori di cui all’obiettivo 1, che presentino requisiti di più rapida attivazione di investimenti di disponibilità di aree attrezzate e di risorse private o derivanti da interventi normativi.

8 Intesa Istituzionale di Programma Già prevista dalla legge 142/90, è un accordo tra amministrazione centrale, regionale o delle provincie autonome con cui tali soggetti si impegnano a collaborare sulla base di una ricognizione programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei soggetti interessati e delle procedure amministrative occorrenti, per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi d'interesse comune o funzionalmente collegati.

9 Accordo di programma quadro E’ un accordo con enti locali ed altri soggetti pubblici e privati promosso da amministrazione centrale, regionale o delle provincie autonome, in attuazione di un'intesa istituzionale di programma per la definizione di un programma esecutivo di interventi di interesse comune o funzionalmente collegati.

10 Finalità a breve periodo  Ideazione, ricezione e diffusione di progetti innovativi  Sostegno di nuove iniziative imprenditoriali  Creazione di reti di collaborazione tra le imprese  Programmazione immobiliare correlata all'attività produttiva

11 Finalità lungo periodo  Marketing di area, volto a promuovere joint-ventures, progetti comuni, investimenti nazionali e stranieri, etc.  Networking, nazionale ed internazionale, promozione e partecipazione ad eventi e reti telematiche  Stimolo all'innovazione, mediante la creazione di legami tra imprese, centri di ricerca scientifica e istituzioni  Promozione e attivazione di programmi di formazione, anche continua, per management, ricercatori, tecnici

12 Aspetti positivi dei Patti Passaggio da una logica del chiedere ad una logica del fare Fanno emergere e rafforzano una classe dirigente locale Producono e diffondono una cultura della responsabilità e della progettualità Mobilitano le risorse locali Sviluppano la coesione sociale Fanno emergere il lavoro sommerso Sono uno strumento riconosciuto valido ed efficace dall'Unione Europea

13 Politiche economiche "dall'alto Non sempre le politiche economiche e gli interventi finanziari calati dall'alto (governo europeo e governi nazionali) hanno dato i frutti sperati: –per inefficienze burocratiche –non sempre ciò che può funzionare per un'area può risultare altrettanto efficace per altre –a livello centrale manca una approfondita conoscenza delle condizioni e delle caratteristiche di tutte le aree al fine di calibrare interventi specifici.

14 una forte economia nazionale è basata su forti economie locali

15 Aspetti positivi dei Patti Passaggio da una logica del chiedere ad una logica del fare Fanno emergere e rafforzano una classe dirigente locale Producono e diffondono una cultura della responsabilità e della progettualità Mobilitano le risorse locali Sviluppano la coesione sociale Fanno emergere il lavoro sommerso strumento riconosciuto valido ed efficace dall'Unione Europea

16 Aspetti positivi dei Patti  rafforzano la tendenza a fare distretto in aree di addensamento produttivo  rafforzano la capacità di fare tessuto tra i soggetti locali  È stata rafforzano la capacità di fare rete istituzionale tra tessuto produttivo e rappresentanza degli interessi ed istituzioni locali

17 Politiche economiche "dal basso" Tutte le forze sociali e gli enti locali (associazioni, imprese, sindacati, amministratori, centri di ricerca, banche) progettano il proprio futuro valorizzazione delle caratteristiche e dalle potenzialità presenti nel tessuto territoriale, economico e culturale della propria area.

18 I REQUISITI un’idea-forza presenza di imprenditorialità insieme integrato di progetti rapida eseguibilità e contenuta dimensione concertazione locale impegni ed obblighi dei sottoscrittori

19 I REQUISITI impegni ed obblighi dei sottoscrittori –dalle amministrazioni locali per l'accelerazione burocratica delle autorizzazioni amministrative,  dalle rappresentanze sindacali per gli strumenti di flessibilità sul lavoro,  dalle associazioni di categoria per i servizi di supporto alle imprese, –dal sistema creditizio per le condizioni e i tempi di accesso al credito.

20 concorrenza tra enti locali e forze sociali concorrenza tra “grandi” e “piccoli” soggetti delle rappresentanze delle forze sociali. mediazione tra gli interessi particolari coordinamento nel patto diversita’ politiche/campanilismo diversita’ delle vocazioni e finalizzazioni del territorio diversita’ della struttura produttiva diversita’ di interessi economici delle parti sociali difficolta’ della concertazione tra le parti sociali I PROBLEMI

21 TEMPISTICA  Tempi ristretti per i bandi. Ciò comporta difficoltà per :  predisposizione di progetti d'investimento correttamente e completamente documentati  relazionamento tra imprese e enti locali  attività di istruttoria dei progetti di investimento svolte dai soggetti convenzionati con il Ministero I PROBLEMI

22 TEMPISTICA  Tempi lunghi per i finanziamenti. Ciò comporta difficoltà per:  assenza di tempi certi per le imprese  modifiche nei programmi di investimento: 20% spese per suolo e opere murarie, 10% nuovi assetti societari  supplementi di istruttoria I PROBLEMI

23 CONCERTAZIONE  debolezza del partenariato, per scarsa tradizione a lavorare e cooperare insieme  mancanza della cultura della programmazione negoziata  mancanza di informazioni e di esperienza sulla programmazione negoziata  scarsa partecipazione del sistema delle imprese, più sensibili ai finanziamenti che alla partecipazione all'elaborazione del programma complessivo di sviluppo I PROBLEMI

24 CONCERTAZIONE  mancanza di grandi soggetti industriali;  conflittualità politica locale  concorrenza e protagonismo non costruttivo tra enti locali e forze sociali  concorrenza tra “grandi” e “piccoli” soggetti delle rappresentanze delle forze sociali  difficile mediazione tra gli interessi particolari dei soggetti pubblici e privati coinvolti della concertazione  difficoltà nel coordinamento del patto territoriale I PROBLEMI

25 CONCERTAZIONE  diversità di politiche e campanilismo tra i diversi territori, non sempre omogenei  diversità di interessi economici delle parti sociali  radicata tendenza a confondere questi strumenti con le vecchie logiche di rastrellamento di risorse statali  genericità delle linee strategiche di sviluppo all'interno del programma proposto  mancanza di sistemi di indicatori dei risultati e gli interventi effettuati I PROBLEMI

26 INTEGRAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE/REGIONALE  Scarsa partecipazione delle amministrazioni provinciali e regionali nella fase di concertazione  Assenza di un ruolo e di una visibilità dei Soggetti Responsabili dei patti territoriali a livello di programmazione provinciale e regionale I PROBLEMI

27 CONCERTAZIONE  insufficiente dettaglio nei Protocolli d'Intesa sia sugli obiettivi di sviluppo sia sugli impegni ed obblighi che le parti devono assumere  riduzione della sottoscrizione del Patto ad una mera "raccolta di firme" piuttosto che alla condivisione unitaria di una strategia di sviluppo locale scarsa integrazione tra progetti imprenditoriali ed infrastrutturali seguendo una logica di proprio relativo interesse invece che in una vista unitaria ed integrata del programma di sviluppo I PROBLEMI

28 ASSISTENZA/CONSULENZA  scarsa disponibilità di professionalità interne alle amministrazioni  inadeguata assistenza da parte delle società convenzionate con il Ministero del Tesoro per:  tempi troppo elevati delle procedure  assenza del consenso del Ministero: i promotori si addossano gli oneri della predisposizione del patto (la del. 17 marzo 2000 (non ancora pubblicata sulla G.U.) sospende tale assistenza  scarsa professionalità e competenza dei consulenti delle imprese I PROBLEMI

29 IMPRESE  mancanza una cultura imprenditoriale aperta all'innovazione e alla globalizzazione  scarso corporativismo ed integrazione di filiera nei diversi settori  carenza nei programmi di investimento sulle opportunità di mercato e nella identificazione della copertura finanziaria del programma e dei mezzi propri da conferire nell'iniziativa  scarsa disponibilità di capitali propri da utilizzare per il programma di investimento I PROBLEMI

30 BANCHE  scarsa partecipazione nella fase iniziale della concertazione  insufficienza di competenze e professionalità nei periodi di punta  limitati e generici gli impegni assunti con la sottoscrizione del Patto;  scarsa interrelazione con le imprese durante la fase di istruttoria (spesso dovuto anche ai tempi limitati) I PROBLEMI

31 AMMINISTRAZIONI scarsa integrazione tra amministrazioni ed imprenditori nella fase di concertazione eccessiva politica  difficile la ripartizione delle risorse per le infrastrutture nell'area del patto  scarsa capacità progettuale: in genere si presentano progetti che non hanno beneficiato di precedenti finanziamenti  genericità nella definizione degli impegni ed obblighi  dichiarata ma non effettiva accelerazione delle procedure di autorizzazione amministrativa I PROBLEMI

32 QUADRO NORMATIVO  mutevolezza dello scenario normativo e procedurale (confusione, scarsa informazione, difficoltà nella preparazione dei progetti)  assenza di risorse da destinare ad attività di formazione e dei servizi sociali  scarsa integrazione tra i patti esistenti e scarso scambio di conoscenze ed esperienze  scarsa esperienza e organizzazione del Ministero del Tesoro in tema di agevolazione alle imprese I PROBLEMI

33 SOGGETTO RESPONSABILE  difficoltà nella sua costituzione per gli interessi legati alla rappresentatività negli organi societari;  configurazione politica anziché tecnica con mancanza di adeguata professionalità e competenze  assenza di un sostegno economico da parte del Ministero  scarso esercizio del controllo e del monitoraggio sullo stato di avanzamento lavori del patto e sugli gli impegni assunti dalle parti nel protocollo d'intesa  scarso impegno nella promozione di nuove iniziative  scarsa visibilità nelle strutture a livello provinciale e regionale I PROBLEMI

34 OSSERVAZIONI GENERALI Dominanza delle amministrazioni locali in sede di concertazione (il tavolo di concertazione diventa terreno di confronto politico) necessità di un rafforzamento della presenza e del protagonismo delle imprese e delle loro associazioni di categoria nella fase di concertazion insieme al sindacato e al sistema creditizio necessità di snellire nei tempi e negli adempimenti le procedure renderle più rigorose necessità di prevedere attività di formazione e sviluppo di servizi sociali per un completo ed organico sviluppo integrato del territorio I PROBLEMI

35 INQUADRAMENTO NORMATIVO dell'Intervento Straordinario legge 488/92 legge 104/95 delibera CIPE del delibera CIPE del articolo 2, c. 203 della Legge , n. 662 Delibera CIPE del

36 INQUADRAMENTO NORMATIVO L’articolo 2, c. 203 Legge , n. 662 dispone che “Gli interventi che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati ed implicano decisioni istituzionali e risorse finanziarie a carico delle amministrazioni statali, regionali e delle provincie autonome nonchè degli enti locali, possono essere regolati sulla base di accordi” facenti capo alle seguenti tipologie:  Programmazione negoziata  Intesa Istituzionale di Programma  Accordo di Programma Quadro  Patto Territoriale  Contratto di Programma  Contratto d’area

37 deliberazione CIPE del 21 marzo 97 La deliberazione CIPE del 21 marzo 97 (GURI ) adotta per i patti territoriali una disciplina unitaria sostitutiva di tutte le precedenti disposizioni; vengono indicati: –finalità e soggetto, –aree territoriali –soggetti promotori, –sottoscrittori –soggetto responsabile, –contenuto, –protocolli aggiuntivi, –accordo fra i soggetti pubblici, –finanziamenti, –procedure –erogazioni

38 Finalità Accordo tra i soggetti sottoscrittori per l’attuazione di un programma di interventi nei settori: industria, agroindustria, servizi, turismo e infrastrutture tra loro integrati Delibera CIPE (GU ): Estensione degli strumenti di programmazione negoziata all’agricoltura e alla pesca (“agricoltura, pesca e acquacoltura, produzione di energia termica o elettrica da biomase” caratterizzato da obiettivi di promozione dello sviluppo locale in ambito sub-regionale

39 aree territoriali Tutto il territorio nazionale le risorse del Cipe sono riservate alle aree depresse (quelle ammissibili ai FS ob. 1,2 e 5b)

40 aree territoriali

41 soggetti promotori Enti locali altri soggetti pubblici operanti a livello locale rappresentanze locali delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori soggetti privati sottoscrittori Soggetti promotori Regione o provincia autonoma banche e finanziarie regionali consorzi di garanzia collettiva fidi consorzi di sviluppo industriale

42 soggetti promotori  Amministrazioni comunali ed enti pubblici locali  Associazioni imprenditoriali e di categoria;  Organizzazioni sindacali Istituti di credito e finanziari

43 IL PARTENARIATO attuare nuove strategie o un piano di sviluppo rispondere a una crisi locale cogliere opportunità di finanziamento. vantaggio reciproco e valore aggiunto per ciascun partner preparazione e coinvolgimento attivo dei partner

44 Gli impegni dei sottoscrittori Regione Puglia Con l’approvazione della L.R. “Approvazione del bilancio di previsione 1996 e del bilancio pluriennale 1996/99” la Regione Puglia ha assunto l’impegno di intervenire in materia di Patti Territoriali. La citata legge regionale dispone infatti che: 1. …., la Regione provvede: –in presenza di intese di programma o patti territoriali proposti dai soggetti pubblici e privati ad esprimere il parere previsto al punto 4, ultimo comma, della delibera CIPE del 20 novembre 1995; –in assenza di iniziative dei soggetti pubblici e privati sul proprio territorio, a promuovere intese di programma da realizzarsi mediante i patti territoriali. 2. Per l’attuazione degli interventi previsti al precedente comma 1, la Giunta Regionale determina le modalità di partecipazione ed individua le risorse da utilizzare del Programma Operativo Puglia del Quadro Comunitario di Sostegno e dei Programmi di Iniziativa Comunitaria affidati alla Regione.

45 Gli impegni dei sottoscrittori Regione Puglia Delibera di Giunta N del : Revoca deliberazione n.3284/98 “POP Puglia Riprogrammazione risorse FESR e approvazione nuova misura 5.3: Interventi a sostegno della programmazione negoziata”. Le risorse finanziarie rivenienti da riduzione o azzeramenti delle Misure 3.1, 3.3.2, 3.4, 4.1 vengono così riarticolate a favore della nuova misura 5.3. Asse QCS N.2: industria, artigianato e servizi alle imprese

46 Gli impegni dei sottoscrittori Regione Puglia Misurapiano fin.propostavariaz. vigente (Mecu) (Mecu) (Mecu) 3.1 Fondo di garanzia Coop. Transnaz. PMI Servizi alle imprese Sviluppo locale , Totale Interventi a sostegno della program. Negoziata Fruizione beni culturali Totale

47 Gli impegni dei sottoscrittori Enti Locali e soggetti pubblici sollecitare gli organismi responsabili dei servizi di pubblica utilità ad individuare e realizzare le opere infrastrutturali funzionali all’attuazione delle iniziative imprenditoriali del Patto; accelerare le procedure per il rilascio di autorizzazioni e quanto altro necessario per snellire l’iter burocratico per la realizzazione degli investimenti sulle aree interessate; favorire la massima celerità al rilascio di pareri, autorizzazioni, assensi, Nulla Osta da parte di Enti e Uffici competenti finalizzati alla realizzazione di interventi pubblici e privati previsti dal Patto.

48 Gli impegni dei sottoscrittori Organizzazioni imprenditoriali sollecitare la aggregazione di competenze imprenditoriali diverse in conformità agli obiettivi specifici del Patto per garantire una adeguata presenza sui mercati esteri; sensibilizzare le imprese per il miglioramento ed aggiornamento del sistema produttivo locale su iniziative di formazione professionale e di innovazione tecnologica; valutare, di concerto con le organizzazioni sindacali, le azioni per garantire l’incremento dei livelli occupazionali specie a favore dei giovani, utilizzando gli strumenti legislativi e contrattuali di gestione del mercato del lavoro; mettere a disposizione del Patto Territoriale le proprie strutture organizzative e logistiche per l’attivazione di sportelli informativi per promuovere e sostenere nuove iniziative imprenditoriali; promuovere la costituzione di consorzi tra PMI

49 Gli impegni dei sottoscrittori Organizzazioni sindacali concordare politiche salariali finalizzate a favorire l’avvio di nuove attività produttive; adottare, mediante la contrattazione, forme di flessibilità al fine di favorire l’avvio di tali nuove attività; dar luogo, mediante gli strumenti della contrattazione e dei contratti formazione-lavoro, alle flessibilità più opportune.

50 Gli impegni dei sottoscrittori Banche e istituti finanziari sostenere finanziariamente gli interventi produttivi; prestare consulenza in materia finanziaria; predisporre apposite convenzioni con i soggetti promotori; attivare corsie preferenziali in termini di celerità nelle istruttorie bancarie;

51 soggetto responsabile Un soggetto pubblico tra i sottoscrittori o società mista a maggioranza pubblica (L.142/90) Funzioni: –coordinamento e controllo dell’attuazione del patto –attivazione risorse tecniche e finanziarie contenuto Specifico e primario obiettivo di sviluppo locale soggetto responsabile impegni ed obblighi di ciascun sottoscrittore attività ed interventi da realizzare (soggetti, tempi e modalità) piano finanziario e piano temporale protocolli aggiuntivi

52 finanziamenti 100 MLD massimo a valere sulle specifiche risorse del Cipe possono concorrere ulteriori risorse comunitarie, statali, regionali e locali gli oneri per le infrastrutture non devono superare il 30% la quota dei mezzi propri per le iniziative imprenditoriali non può essere inferiore al 30% del relativo investimento

53 Requisiti e limitazioni per i programmi di investimento I programmi di investimento imprenditoriali devono riguardare iniziative relative ai settori: industria, agroindustria, servizi alle imprese, turismo, agricoltura, pesca e acquacoltura I progetti infrastrutturali devono essere strettamente funzionali alle iniziative imprenditoriali Contributo dello stato massimo di 100 miliardi di lire I progetti infrastrutturali possono assorbire non più del 30% del contributo richiesto a fronte delle iniziative imprenditoriali

54 Requisiti e limitazioni per i programmi di investimento I patti tematici o specializzati in alcuni specifici settori produttivi (come agricoltura, turismo, ecc.) possono essere finanziati fino ad un massimo 50 miliardi di lire concorso di capitale privato non inferiore al 30% dell'investimento complessivo proposto (20% nel settore dell'agricoltura e della pesca)

55 Società convenzionate per l’istruttoria tecnica G.U. del e del : elenco di 26 società convenzionate con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica, a cui i soggetti promotori di Patti Territoriali possono richiedere, senza alcun onere, supporto ed assistenza tecnica ed amministrativa per la predisposizione di Patti Territoriali.

56 Soggetti convenzionati col Min. Bilancio per l’assistenza tecnico-amministrativa ai patti Business Italy, Roma Nomisma, Bologna Svi Lombardia, Milano Grant Thornton, Milano Europrogetti e Finanza, Roma Ismeri Europa, Roma Veneto Sviluppo, Venezia Finpuglia/Tecnopolis, Bari Nac-Nuova agenzia campana, Napoli Kpmg consulting, Roma Ecosfera, Roma Sovis, Napoli Olivetti Ricerca, Pozzuoli Cisi Puglia, Taranto Filse, Genova Censis servizi, Roma Star service, Casamassima (Ba) Bic Toscana, Massa Protos, Roma Territorio, Potenza Arthur Andersen MBA, Milano Consorzio Sudgest, Roma Cresme Ricerche, Roma Svi Lazio, Roma Roland Berger & parter, Milano Progetti territoriali integrati, Napoli

57 SERVIZI OFFERTI DALLE SOCIETA’ DI ASSISTENZA corretto inquadramento programmatico del Patto Territoriale, come tale intendendosi la coerenza complessiva del Patto stesso e delle singole iniziative in esso contenute con le linee ed i metodi, anche finanziari, di attuazione della programmazione locale; validità ed efficacia delle singole iniziative contenute nel Patto Territoriale in relazione agli obiettivi di sviluppo locale perseguiti, anche in termini di incremento complessivo dell’occupazione;

58 SERVIZI OFFERTI DALLE SOCIETA’ DI ASSISTENZA coerenza ed integrazione, sia sul piano funzionale che su quello temporale, tra le diverse iniziative contenute nel Patto Territoriale; fattibilità giuridica ed amministrativa del Patto Territoriale, anche attraverso l’inventario di tutti gli atti e le procedure occorrenti ai fini dell’avvio, della realizzazione e della fruizione delle singole iniziative, nonchè l’individuazione di tutti i soggetti pubblici che, in quanto necessariamente coinvolti nell’attuazione del Patto, dovranno essere chiamati a sottoscriverlo una volta approvato;

59 SERVIZI OFFERTI DALLE SOCIETA’ DI ASSISTENZA completezza, concretezza e coerenza dell’insieme degli impegni ed obblighi di ciascuno dei soggetti chiamati a sottoscrivere il Patto Territoriale una volta approvato; compatibilità del Patto territoriale con lo sviluppo ecosostenibile, in termini sia di salvaguardia che di valorizzazione delle risorse ambientali.

60 Quadro di sviluppo di un patto territoriale Promozione e concertazione Protocollo d’intesa Progettazione del Patto con l’ausilio di una società convenzionata Valutazione singoli investimenti (modalità D.M. 527/95) coerenza complessiva con gli obiettivi Decreto Ministero del Bilancio entro 45 gg dalla presentazione Sottoscrizione del patto entro 60 gg Costituzione soggetto responsabile CC.DD.PP erogazione entro 30gg Attori localiEnti locali

61 adempimenti relativi ai patti territoriali –avvio della concertazione –individuazione delle idee-forza, della gerarchia degli interessi e degli obiettivi prioritari alla base del Patto Territoriale –individuazione della società di assistenza tecnica e amministrativa –firma del protocollo di intesa

62 adempimenti relativi ai patti territoriali –predisposizione di un programma operativo e costituzione del Comitato di Verifica e Coordinamento –raccolta delle iniziative progettuali imprenditoriali ed infrastrutturali (vengono selezionati dai promotori sulla base di opportuni indicatori –redazione del documento finale del Patto Territoriale ed inoltro al Ministero del Bilancio –approvazione da parte Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica con l’emanazione di un decreto

63 adempimenti relativi ai patti territoriali –sottoscrizione del Patto territoriale ed inoltro al Ministero del Bilancio; –trasmissione degli atti alla Cassa Depositi e Prestiti che dispone le erogazioni secondo le modalità stabilite dal D.M. 4 agosto 1997.

64 Fase di avvio Avvio dell’iniziativa da parte di uno dei soggetti promotori (in genere un o più sindaci) Prima riunione con il coinvolgimento di altri sindaci per valutare la fattibilità dell’iniziativa.  Coinvolgimento di altri soggetti:  Organizzazioni sindacali,  Associazioni imprenditoriali e di categoria,  amministrazioni comunali ed enti pubblici locali,  istituti di credito e finanziari  avvio della concertazione tra le parti sociali.  Costituzione degli organismi: Comitato dei promotori, segreteria tecnica.

65 Promozione e concertazione  Analisi dello scenario socio-economico e degli assi prioritari dello sviluppo locale  concertazione sugli obiettivi prioritari di sviluppo per l’area del patto  definizione dell’area territoriale del patto  produzione ed approvazione di un documento preliminare di concertazione

66 Protocollo di intesa Struttura del Programma Operativo per lo Sviluppo Locale (POSL) Definizione degli impegni da parte delle forze sociali Pubblicizzazione e raccolta delle idee-progetto attraverso una scheda sintetica Analisi delle dotazioni infrastrutturali funzionali alla realizzazione del programma di intervento Predisposizione del protocollo di intesa Firma del protocollo di intesa

67 Assistenza Scelta della società di assistenza tecnica ed amministrativa Inoltro al Ministero del Bilancio del protocollo di intesa e della richiesta di assistenza tecnica ed amministrativa da parte di una società convenzionata predisposizione del programma operativo costituzione del Comitato di Verifica e Controllo (CVC) approvazione da parte del CVC del programma operativo

68 Progettazione del Patto  individuazione della Società/Banca convenzionata per l’istruttoria  redazione della scheda-progetto utilizzando le schede tipo della 488/92  analisi di fattibilità tecnico-economica delle singole iniziative progettuali da parte della società di assistenza  accertamento della bancabilità dei progetti da parte della banca  definizione del soggetto responsabile  accertamento della disponibilità di risorse finanziarie a valere anche su altri fondi oltre che su quelli del CIPE

69 Progettazione del Patto  raccolta ed organizzazione di tutti gli atti e le deliberazioni necessarie per la realizzazione degli interventi redazione del documento finale del Patto Territoriale ed inoltro al Ministero del Bilancio  predisposizione di protocolli aggiuntivi:  Protocollo sul lavoro e le relazioni industriali (tra imprenditori e sindacati)  Protocollo amministrativo (tra Amministrazioni ed enti pubblici) punto 2.8 delibera CIPE  Protocollo finanziario (tra gli istituti di credito e finanziari)  Protocollo per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica (tra Ministero degli Interni, Prefettura e soggetti promotori)

70 Verifica e approvazione verifica Ministero approvazione da parte Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica approvazione/decreto emanazione di un decreto di approvazione da parte del Ministero del Bilancio;

71 Verifica e approvazione INDICI DI EFFICACIA TECNICA (CIPE GU ) 1Indice medio di profitto: media dei saggi attesi di profitto (ROI nei primi 5 anni a regime) delle singole iniziative del patto 2Indice medio di attivazione occupazionale: rapporto tra numero complessivo di nuovi occupati a regime e totale degli investimenti 3Indice di relazione funzionale: rapporto tra ammontare degli investimenti legati almeno ad una infrastruttura e ammontare totale degli investimenti.

72 Sottoscrizione stipula del Patto territoriale presso il Ministero del Bilancio Trasmissione degli atti alla Cassa Depositi e Prestiti che dispone le erogazioni secondo le modalità stabilite dal decreto ministeriale.

73 Pianificazione dello sviluppo di un patto

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77 LO STATO DEI PATTI Diverso stato d’avanzamento delle proposte (nov.96) (A - Attivazione della procedura; B - Concertazione; C - Sottoscrizione protocollo di intesa) RegioneABCTot Abruzzo52-1 Basilicata1315 Calabria16512 Campania Molise-1-1 Puglia25411 Sardegna-112 Sicilia213722

78 LO STATO DEI PATTI IN PUGLIA PattoProvinciaStato area messapica Brindisi TarantoA BariBariB Brindisi BrindisiC FoggiaFoggiaC FortoreFoggia - CampobassoA LecceLecceC Martina FrancaTarantoB MolfettaBariB MurgeBariB Nord bareseBariB TarantoTarantoC

79 Patti territoriali approvati dal Cipe Pattodataimpinfr.Statoocc. Brindisi Madonie Miglio d’oro Enna Siracusa Benevento Caserta Lecce Nuoro Vibo Valentia Palermo

80 Patti territoriali approvati dal Cipe

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85 24 Patti approvati dal Ministero ‘98

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87 15 Patti approvati dal Ministero ‘99

88 I 7 nuovi Patti approvati dal Ministero il Catanzaro91.2MLD 2Teramo100MLD 3Polis (Bari)66.1MLD 4Baronia (Avellino)65.2MLD 5Foggia71.7MLD 6Simeto-Etna (Catania)100MLD 7Conca Barese (Bari)35.3MLD

89 Patti per l’Occupazione

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92 Il bilancio dei Patti Territoriali Comunitari: dal iniziative in regioni dell'U.E. hanno creato posti di lavoro Gli 89 progetti hanno una dotazione finanziaria di milioni di Euro tra contributi statali, locali e privati Per quanto riguarda l'Italia i Patti sono stati affidati ad un unico programma operativo multi-regionale finanziato con risorse comunitarie e nazionali di miliardi, ai quali vanno aggiunti 700 miliardi di investimenti privati

93 Patti per l’Occupazione Criteri Base sviluppo dal basso ampio partenariato predisposizione di un piano di azione

94 Patti per l’Occupazione Differenze tra lo strumento UE e i Patti in Italia UE rivolto alla creazione di occupazione maggiore innovatività dei contenuti progettuali aree comprendenti comuni diversa struttura e modalità non vincolata a settori specifici ITALIA rivolto allo sviluppo della propria area di riferimento maggiore coinvolgimento del sistema di imprese aree di dimensione anche provinciale struttura e modalità più snelle e vincolate a settori specifici

95 Contratti d'area Definizione Il Contratto d'area, espressione del partenariato sociale, è lo strumento operativo per la realizzazione nelle aree più colpite da crisi occupazionale di un ambiente adatto alla localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e di nuova occupazione, attraverso incentivi agli investimenti e la creazione di condizioni volte al contenimento del costo del lavoro e alla promozione di relazioni sindacali favorevoli, alla semplificazione e flessibilità amministrativa e all'accesso al credito agevolato, nonché alla creazione di condizioni di massima sicurezza e di controllo del territorio.

96 Aree Ob 1, 2 e aree di crisi oggetto dell'attività del Comitato per il Coordinamento delle iniziative per l'occupazione presso la Presidenza del Consiglio. Promotori Rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori previa assistenza del Comitato per il Coordinamento delle iniziative per l'occupazione presso la Presidenza del Consiglio. Ruolo Regione Viene informata dell'iniziativa di contratto, sottoscrittore.

97 Condizioni per l’attivazione Aree attrezzate per investimenti produttivi. Progetti di investimento preventivamente valutati. Un soggetto intermediario abilitato ad attivare sovvenzioni globali. Oggetto dell’agevolazione Progetti imprenditoriali (settori: industria, agroindustria, turismo e servizi) ed infrastrutture. Misura dell’agevolazione Nei limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato.

98 Procedure Intesa tra le parti sociali Raccolta e selezione progetti d'investimento Individuazione del responsabile unico Istruttoria bancaria Accertamento sussistenza requisiti e disponibilità risorse, verifica validità complessiva, acquisizione parere Regione, approvazione mediante sottoscrizione (Ministero) Accordo tra amministrazioni Sottoscrizione

99 Agevolazioni progetti imprenditoriali Per le PMI localizzate nell'ob. 1 e nelle altre aree indicate dall'art. 4: incentivi all'occupazione (art. 4 L. 449/97) credito d'imposta nel limite massimo di 180 milioni di lire nel triennio (1° ottobre dicembre 2000) Incentivi agli investimenti (art. 7 L. 449/97) in forma di credito d'imposta, commisurati agli investimenti effettuati nei 5 periodi d'imposta a decorrere da quello in cui è stipulato il contratto Contributo in conto capitale espressi in Equivalente sovvenzione Netta ed Equivalente Sovvenzione Lorda

100 Infrastrutture ed erogazioni Agevolazioni per infrastrutture: 100% dell'investimento Erogazioni: Cassa depositi e prestiti

101 Contratti d’area sottoscritti

102 CONTRATTO DI PROGRAMMA La struttura originaria di questo strumento risale alla Legge 64/86 ed è rimasta nel tempo invariata. Pertanto è lo strumento più sperimentato tra gli altri della programmazione negoziata. Elementi caratterizzanti lo strumento rispetto alle altre forme di programmazione negoziata sono: la prevalenza dell'iniziativa dei proponenti privati  l'alto grado di innovatività che deve essere previsto negli interventi  la presenza di attività di ricerca funzionali alla realizzazione dei progetti, anche attraverso la creazione di centri di ricerca

103 Procedure La procedura è rimasta invariata rispetto a quanto dettato nella delibera CIPE del La legge 662/96 e la successiva delibera CIPE del , che hanno profondamente innovato l'impianto della programmazione negoziata, hanno invece solo integrato la disciplina dei contratti di programma, con l'inclusione tra i potenziali promotori delle "rappresentanze dei distretti industriali". Accesso I soggetti proponenti sono:  grandi imprese o gruppi nazionali o internazionali  consorzi di piccole e medie imprese  rappresentanze di distretti industriali

104 I progetti di investimento devono mirare a costituire poli produttivi partendo da progetti organici in grado di integrare le filiere produttive. Lo strumento intende promuovere la diffusione dell'innovazione e pertanto devono essere previste attività di ricerca. Possono essere previste piccole infrastrutture a completamento della dotazione dell'area in cui si sviluppano gli investimenti. La procedura viene avviata con la presentazione della domanda di accesso al DPS del Ministero del Tesoro, previo parere sulla localizzazione da parte della Regione interessata.

105 Il piano progettuale deve essere costituito da una relazione illustrativa accompagnata da un allegato tecnico di dettaglio sulle singole iniziative e da un allegato economico-finanziario. Esso deve contenere la motivazione del ricorso a questo strumento, una analisi di mercato riferita ai settori interessati con l'identificazione degli obiettivi che si intende perseguire.

106 Per l'intero progetto e per ogni singola iniziativa in esso inserito vanno individuate:  le caratteristiche tecniche  i tempi e le modalità di realizzazione  le fonti di finanziamento previste a copertura dell'investimento.  redditività attesa  ricaduta occupazionale  capacità di creare indotto  iter amministrativo per la realizzazione del piano  capacità tecnica, imprenditoriale e finanziaria delle imprese consorziate a realizzare gli investimenti (se consorzio di PMI).

107 Istruttoria Dopo una preliminare verifica di ammissibilità sui requisiti formali e sulla eleggibilità degli investimenti, inizia da parte del Ministero del Bilancio (insieme al Ministero dell'Industria e al MURST) una fase di valutazione di merito del piano progettuale in merito ai tempi, costi e coerenza degli interventi con gli obiettivi del programma. Viene predisposto il vero e proprio contratto che specifica l'oggetto del contratto, l'impegno finanziario dell'operatore e le agevolazioni richieste, i tempi di realizzazione e la durata, l'occupazione diretta ed indotta, le modalità di erogazione dei contributi e le modalità di verifica e controllo, il capitolato tecnico relativo all'intera gestione del contratto.

108 Approvazione Verifica di ammissibilità da parte della Commissione Europea, delibera del CIPE. Gestione Dopo la stipula del contratto vengono presentate le domande di accesso a contributo da parte di ciascuna iniziativa compresa nel piano progettuale. I progetti imprenditoriali vengono resi in forma esecutiva e sottoposti ad istruttoria tecnica, economica e finanziaria (il Ministero si avvale delle banche convenzionate) L'erogazione avviene a seguito di emissione del decreto di concessione, con la possibilità di ottenere anticipi a stati di avanzamento previa fidejussione bancaria. –Verifica E' il Ministero del Bilancio che provvedere ad effettuare verifiche periodiche sull'avanzamento del programma –Variazioni E' una caratteristica di snellezza e flessibilità quella di poter operare modifiche e aggiornamenti del progetto originario entro un margine del 20% dell'importo indicato dal decreto di concessione. Oltre questo limite si rende necessaria una nuova deliberazione del CIPE.

109 Verifica E' il Ministero del Bilancio che provvedere ad effettuare verifiche periodiche sull'avanzamento del programma Variazioni E' una caratteristica di snellezza e flessibilità quella di poter operare modifiche e aggiornamenti del progetto originario entro un margine del 20% dell'importo indicato dal decreto di concessione. Oltre questo limite si rende necessaria una nuova deliberazione del CIPE.

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114 Situazione complessiva Al 29 febbraio 2000: 61 Patti, per un totale di circa iniziative imprenditoriali e circa miliardi di lire di finanziamenti pubblici Di questi 61 Patti, 41 sono localizzati nel Mezzogiorno e si estendono su un territorio che copre il 36% dell'area Nel complesso i 61 Patti prevedono posti di lavoro ( , se si aggiungono i dati, notevolmente sovrastimati dal Ministero del Tesoro, relativi al Patto di Ascoli Piceno)

115 Situazione complessiva A questi 61 Patti se ne aggiungono altri 32 che hanno presentato domanda di finanziamento in occasione dell'ultimo bando indetto dal Ministero del Tesoro ad ottobre 1999 circa una novantina di Patti in tutta Italia sono stati inoltrati al Ministero con l'ultimo bando relativo ai patti specializzati per l'agricoltura e la pesca del 15 maggio 2000 E' imprecisato il numero dei patti che sono in fase di preparazione


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