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LA RETE ECOLOGICA NAZIONALE DA HABITAT AL PROGETTO NATURA 2000 Corso di Pianificazione Territoriale Arch. Daniele Ronsivalle Facoltà di Architettura di.

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Presentazione sul tema: "LA RETE ECOLOGICA NAZIONALE DA HABITAT AL PROGETTO NATURA 2000 Corso di Pianificazione Territoriale Arch. Daniele Ronsivalle Facoltà di Architettura di."— Transcript della presentazione:

1 LA RETE ECOLOGICA NAZIONALE DA HABITAT AL PROGETTO NATURA 2000 Corso di Pianificazione Territoriale Arch. Daniele Ronsivalle Facoltà di Architettura di Palermo - Facoltà di Ingegneria di Palermo Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento Master in Sistemi Informativi Territoriali a.a. 2004_05

2 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria La direttiva comunitaria Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (92/43/CEE) risponde al fine di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante attività di conservazione delle aree che costituiscono la rete Natura 2000; delle specie la cui conservazione è considerata un interesse comune di tutta l'Unione. La conservazione della biodiversità europea viene realizzata tenendo conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali. La tutela degli habitat e l’integrazione dei temi dello sviluppo sostenibile Lavorare per la realizzazione della rete Natura 2000 significa far si che la conservazione della biodiversità sia parte integrante dello sviluppo economico e sociale degli Stati membri

3 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria La direttiva tutela anche le aree seminaturali e antropizzate. Con ciò viene riconosciuto il valore, per la conservazione della biodiversità a livello europeo, di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza dell'uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra uomo e natura. Habitat: procedure di produzione della rete Natura 2000 I contenuti allegati Habitat naturali da conservare Specie animali e vegetali da conservare Criteri di selezione dei siti di importanza comunitaria Specie animali e vegetali da proteggere “rigorosamente” Specie animali e vegetali da sottoporre a specifiche forme di gestione Modalità di gestione della caccia di specie animali e vegetali

4 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria La direttiva costituisce il riferimento tecnico per la costruzione della rete ecologica europea e delle singole reti ecologiche nazionali secondo le seguenti fasi: Definizione degli habitat e delle specie da salvaguardare (allegati della Direttiva), Individuazione da parte degli Stati membri delle aree con habitat e specie da tutelare e da proteggere rigorosamente, Adozione da parte della Commissione Europea degli elenchi di aree da proteggere. Habitat: procedure di produzione della rete Natura 2000

5 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria La rete è costituita da: pSIC - Siti di Importanza Comunitaria proposti dagli Stati membri ZPS - Zone di Protezione Speciale previste dalla precedente direttiva Uccelli e integrate nella rete Natura 2000 e proposti dagli Stati membri. Habitat: i siti della Rete Zone speciali di conservazione I siti garantiranno la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie peculiari del continente europeo, particolarmente minacciati di frammentazione ed estinzione

6 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria L’individuazione preventiva dei siti della Rete I siti garantiranno la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie peculiari del continente europeo, particolarmente minacciati di frammentazione ed estinzione, quindi sono selezionati in base a: Valore intrinseco derivante da elevata qualità degli habitat, Tendenza alla riduzione della diversità biologica e dei valori ecologici generali, Bassa funzionalità attuale dell’habitat con necessità di intervento migliorativo e di complessificazione dell’habitat. La rete deve rispettare il carattere di continuità previsto dalla Direttiva Habitat e ogni sito deve essere ritenuto parte integrante della rete stessa.

7 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria La conoscenza del territorio come strumento di progetto della rete: il piano di gestione L’azione di conoscenza del territorio prevista dalle Linee Guida della rete Natura 2000 (MinAmbiente 2002) è finalizzata alla produzione del piano di gestione del sito. Il piano di gestione assume significati e contenuti differenti in base allo stato di conservazione e vitalità dell’habitat. L’integrazione delle azioni di gestione e di tutela del sito si struttura nella possibilità che il sito non necessiti di un piano di gestione nel caso in cui gli usi del suolo, le azioni di trasformazione in atto e le indicazioni di piano urbanistico e territoriale non siano in contrasto con le conservazione dell’habitat. I piani di gestione non sono sempre necessari, ma, se usati, devono tenere conto delle particolarità di ciascun sito e di tutte le attività previste. Essi possono essere documenti a se stanti oppure essere incorporati in altri eventuali piani di sviluppo.

8 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria Chi produce il piano di gestione? Sono competenti per il piano di gestione dei siti della rete natura 2000: la Provincia e/o l'area metropolitana se soggetto della pianificazione e/o della gestione del patrimonio naturalistico, l’autorità di bacino idrografico per le competenze attribuite dalla l.183/39, la Regione o la Provincia Autonoma in base alle specifiche competenze su piani di settore sul tema ambientale. Le Linee Guida lasciano ampio spazio di manovra alle Amministrazioni regionali e provinciali (DL 112/98; DPR 357/97) responsabili dell'attuazione delle misure specifiche concernenti i siti della rete Natura 2000, a condizione che esse rispettino le finalità generali della direttiva Habitat e gli indirizzi forniti dalle stesse Linee Guida.

9 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria Fasi di redazione del piano di gestione 1.Attività conoscitiva preliminare relativa alla preesistenza di un altro regime di protezione (parco, riserva, etc.) 2.Verifica delle misure gestionali presenti e della strumentazione urbanistica e di settore attive sull’area 3.Integrazione eventuale delle misure di protezione obbligatoria dell’habitat (se menzionato all’allegato 4 della Direttiva Habitat) e/o integrazione degli strumenti di piano già attivi. 4.Configurazione del piano di gestione (integrazione delle opzioni di tutela già attive o redazione di un piano di gestione ex novo) 5.Predisposizione tecnica del piano di gestione 6.Integrazione di ulteriori misure di conservazione specifica

10 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria Fasi di redazione del piano di gestione

11 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria Strutturazione degli strumenti di gestione Fasi e prodotti del piano di gestione 1. Il "quadro conoscitivo" riguarda le seguenti componenti: fisica, biologica, socio-economica, archeologica, architettonica e culturale, paesaggistica. 2. Analisi: valutazione delle esigenze ecologiche di habitat e specie 3. Individuazione degli obiettivi 4. Definizione della strategia gestionale più adatta in relazione ai valori ambientali ed ecologici

12 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria Strutturazione degli strumenti di gestione

13 La direttiva Habitat: le specie da tutelare nella visione comunitaria I siti designati in Sicilia


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