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PSICOPATOLOGIA DELLE CONDOTTE CRIMINALI Francesco Rovetto 1.

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Presentazione sul tema: "PSICOPATOLOGIA DELLE CONDOTTE CRIMINALI Francesco Rovetto 1."— Transcript della presentazione:

1 PSICOPATOLOGIA DELLE CONDOTTE CRIMINALI Francesco Rovetto 1

2 La violenza la violenza è un particolare atto inflitto al soggetto contro la sua volontà, O una forma di restrizione, più o meno improvvisa, della libertà di disporre di sé e del proprio corpo. 2

3 non sempre è facile definire il grado di consenso psicologico da parte della persona presunto oggetto della violenza e ciò vale in particolare per talune forme di aggressività sessuale (relazioni sadomasochistiche). 3

4 Difficoltà ancora maggiori se soggetto in condizioni di così grave sudditanza da apparire privo di volontà propria. Es. Cooptazione di soggetti molto giovani con personalità fragili allinterno di organizzazioni religiose settarie ed aventi una concezione integralista 4

5 Il concetto di violenza non si identifica con laggressività. nella maggior parte dei comportamenti aggressivi (competitività commerciale, giochi, sport, rivalità interindividuale in rapporto alla competizione sessuale) non è riconoscibile alcun carattere di violenza: si pensi allaggressività ritualizzata tipica di moltissime situazioni competitive, in cui oltre a non esserci nessuna coercizione fisica o psicologica, laggressività che entra in gioco è parte delle regole concordate e come tale non si traduce in unintrusione prevaricante 5

6 Laggressività laggressività positiva rappresenta un comportamento diretto a superare tutto ciò che costituisce una ostacolo o una minaccia per lintegrità fisica o psicologia di organismo vivente. Laggressività quasi sempre viene descritta attraverso lanalisi di atti o comportamenti: laggressione può consistere in un atto energico fisico, verbale o simbolico; adeguato e di autoconservazione, o inadeguato come nel comportamento ostile e distruttivo; può esser diretto verso lambiente o unaltra persona o verso se stessi, come nella depressione. 6

7 Tre appaiono essere gli aspetti fondamentali che consentono di classificare latto come aggressivo: – lintento, – lazione e – lo stato emotivo. 7

8 Lintento rappresenta la volontà di arrecare un danno, o in modo diretto o impedendo a qualcuno di compiere azioni piacevoli, e può essere dedotto dalle dichiarazioni verbali, dallosservazione delle azioni e dal contesto generale in cui il comportamento viene attuato. lazione è tesa a provocare un danno fisico con o senza aggressività verbale. La terza caratteristica è lo stato emotivo: nel prototipo aggressivo è sempre presente la rabbia, ma possono esservi altri tipi di emozione che variano a secondo dellintensità, dalla lieve irritazione alla grave ira. 8

9 TIPI DI AGGRESSIVITA aggressività diretta – verso gli altri (eterodiretta) – Verso se stessi (autodiretta) aggressività indiretta, – Verso oggetti – Verso animali (che non abbiano creato danni) 9

10 aggressività diretta è la tendenza a produrre azioni violente, finalizzate a danneggiare gli altri, se stessi o le cose in modo distruttivo. In particolari momenti o condizioni il soggetto può avere la impressione di non riuscire ad esercitare un qualsiasi controllo dei propri impulsi. Per aggressività indiretta, invece, generalmente si intende latteggiamento di chi agisce laggressività con modalità indirette, quali sbattere le porte nei momenti di nervosismo, oppure eccedere con battute pesanti nei momenti di scherzo, o perdere la calma per difficoltà incontrate in ciò che si vuole fare. 10

11 Ed inoltre… Irritabilità nel soggetto tuttaltro che paziente e tollerante nelle relazioni interpersonali, che ammette con disinvoltura di perdere la calma, ma che sostiene di poter riacquistare lequilibrio con altrettanta facilità. il negativismo, che si fonda su una marcata e insistente opposizione nel rapporto interattivo ed il risentimento, in cui è possibile evidenziare come comune denominatore un certo grado di ingiustizia e di insoddisfazione. Nella sospettosità, invece, lo stereotipo è caratterizzato dalla convinzione di essere denigrati, per cui il soggetto tende a mantenere la guardia serrata in aderenza al motto diffida sempre degli altri 11

12 animus necandi, caratterizza lomicidio volontario, per la sua definizione è necessaria e sufficiente la dimostrazione che lagente si rappresenti la morte come conseguenza della sua azione o omissione e quindi la voglia in ogni caso, ovvero che si rappresenti levento morte come indifferente rispetto a quello di lesioni, o soltanto come possibile o probabile ( Cass , in Cass. Pen. Mass. Amm. 1981,; Cass ; Cass ). 12

13 Infatti, la voluntas necandi, quale fenomeno soggettivo interno, di per se non esteriorizzato, deve necessariamente essere desunta da una serie di elementi, tra cui distinguiamo dati oggettivi, concernenti le modalità dellazione delittuosa e dati soggettivi, riconducibili allazione del fatto. 13

14 I dati esterni aventi valore significante possono essere le concrete modalità della condotta prima e dopo il delitto, la natura del mezzo usato, le parti del corpo aggredite dal colpevole, la reiterazione del colpo e tutti quei dati che secondo la comune esperienza abbiano un valore sintomatico (Cass , in Riv. Pen., 1992, 247). Non è necessario però che tutti gli elementi sopra descritti ricorrano congiuntamente, 14

15 In relazione alla diversità dellelemento psicologico, il codice distingue tre specie di omicidio: Le diverse figure sono perciò contrassegnate dal dolo, dalla colpa o dalla preterintenzione, a secondo che levento sia voluto, sia accaduto per imprudenza, negligenza o imperizia gravi, oppure si verifica come conseguenza di lesioni, oltre lintenzione dellautore del fatto. 15

16 Gli atti violenti di solito perpetrati da maschi, su persone note. In violenza domestica ed in ospedali psichiatrici donne uguali a maschi. La maggioranza ha rapido esordio. 50% degli atti violenti sono compiuti sotto influsso di alcool (o di stupefacenti) 16

17 Cause della violenza istinto? Impulso? Apprendimento sociale? Danno neuroanatomico? 17

18 Determinanti della violenza Sociali frustrazione soprattutto se arbitraria illegittima o immeritata; provocazione diretta (anche per interpretazione paranoica) esposizione a modelli aggressivi (TV ma soprattutto banda giovanile e famiglia) Ambiente inquinamento; rumore; affollamento (pareti in cartongesso) Situazionali elevata attivazione psicofisiologica (esercizio vigoroso, sex, porno); dolore 18

19 Determinanti della violenza 2 Ormoni testosterone, Sostanze alcool coca allucinogeni marijuana (a volte effetto paradosso da BDZ) Neurotrasmettitori GABA, noradrenalina e serotonina (diminuisce), dopamina e glutammato aumentano alti Livelli 5-HIAAA in liquor poca aggressività e pochi suicidi Genetica molto rilevante soprattutto a livello temperamentale (vedi oltre), per la propensione alluso di sostanze e per quanto riguarda il QI; Controverso il ruolo di anomalie cromosomiche tipo XYY. 19

20 Temperamento Cloninger e colleghi (1993, 2000) hanno descritto la personalità come la sintesi tra carattere e temperamento, dove per temperamento si intendono le influenze genetiche e costituzionali esercitate sulla personalità, mentre il termine carattere si riferisce alle influenze apprese tramite il processo di socializzazione.

21 temperamento formato da quattro componenti: ricerca di novità, (dopamina) evitamento del danno, (serotonina) dipendenza dalla ricompensa (noradrenalina) (persistenza).

22 Per quanto riguarda il carattere, invece, è possibile distinguere tre fattori quantificabili: gestione del sé, cooperatività senso dellesistenza.

23 Stile di attaccamento e disturbi di personalità i deficit nelle prime relazioni infantili portano sia a deficit neurofisiologici del cervello sia a deficit psicologici Spitz il 1 anno di vita del bambino nani ritardati Continue e valide interazioni genitore-figlio aiutano a stimolare lo sviluppo delle connessioni sinaptiche nella corteccia orbitofrontale, le quali fanno sì che il bambino moduli la frustrazione, la collera e la paura e risponda agli altri in modo flessibile.

24 Topolini allevati nella stalla Topolini allevati in laboratorio Spitz ed il primo anno senza stimoli nani e ritardati Scimmia e scelta di madre di pelouche

25 un attaccamento sicuro del bambino sviluppa il sentiero neuronale che consente al bambino la gestione delle emozioni (resilience).

26 i bambini con uno stile di attaccamento insicuro sono più emotivamente instabili hanno minori capacità di modulare la rabbia e gli affetti aggressivi, di calmare e consolare le proprie ansie e tristezze, nonché di tollerare alti livelli di piacere ed eccitazione questi bambini hanno meno probabilità di interpretare correttamente i suggerimenti sociali degli altri, proprio a causa dei deficit nella corteccia orbitofrontale e questo complicherà ulteriormente le relazioni interpersonali.

27 I diversi stili di attaccamento nella prima infanzia Con il termine attaccamento ci si riferisce a quel particolare legame emotivo che si sviluppa tra il bambino e il genitore, o chi per lui, e che influenzerà la capacità del bambino di sviluppare intime relazioni mature una volta adulto.

28 Limpatto del processo di attaccamento sullo sviluppo non deve essere sottostimato in quanto il modellamento e lorganizzazione delle relazioni di attaccamento durante linfanzia è associato a processi propri della regolazione delle emozioni, delle relazioni sociali, dellaccesso alla memoria autobiografica e allo sviluppo dellautoriflessione

29 Prevenzione e controllo Spesso una eventuale concausa organica viene scoperta casualmente (es lesioni su bambini). Punizione serve ma se data rapidamente in modo proporzionale e logicamente connesso (opportuna con paranoici). Se somministrata in modo errato istiga imitazione, vendetta o desiderio risarcimento), alla sospensione della punizione frequenti ricadute Educazione a capacità sociali utile ma va compresa condivisa ed esercitata spesso cambiando gruppi di riferimento (non possibile rimanendo nella banda) Risposte incompatibili; empatia; Umorismo; essere coinvolto in compiti utili 29

30 fattori di rischio per violenza: alto livello di intenzione di nuocere; presenza di vittima; frequenti ed aperte minacce; piani concreti disponibilità di mezzi; storia di perdita di controllo; rabbia cronica, ostilità e risentimento 30

31 gioia nellassistere a sofferenza altrui o infliggere lesioni, mancanza di compassione, incendi crudeltà vs animali, considerarsi vittima, risentimento vs autorità, 31

32 violenze subite nellinfanzia, ridotto calore o affetto in infanzia, precoce perdita dei genitori, precedenti violenze, comportamento imprudente, maggiore in ambiente metropolitano ed in basso livello socioeconomico. 32

33 Farmaci: STABILIZZATORI DELLUMORE litio, antiepilettici, ANTIDEPRESSIVI serotoninergici, neurolettici antiandrogeni, beta bloccanti, in bambini beta bloccanti e stimolanti 33

34 vittime maggiore rischio di problemi psichiatrici, depressione sensazione di non poter essere aiutati, mondo pericoloso, sfiducia rabbia di essere vittima. 34

35 VITTIMA DI ABUSO MAGGIORE PROBABILITA DI: Disturbi alimentari (anoressia e bulimia) Disturbi dellumore Disturbo ossessivo compulsivo (lavaggio) Disturbo di depersonalizzazione (dissociazione) Abuso di sostanze Ripetere su altri le violenze subite Panico Disturbi da discontrollo degli impulsi PTSD 35

36 Consapevolezza e rifiuto di violenza E aumentato il rifiuto per le forme di violenza che in passato erano considerate normali e pienamente tollerabili, – la rissa – il duello, – molte forme di vendetta – Violenza intrafamiliare – Incesto – Abuso di mezzi correttivi. 36

37 Violenza e minaccia In genere il reato violento comprende il concetto di minaccia, STALKING che non può essere valutata soltanto sulla base del danno provocato alla vittima, ma deve tener conto degli elementi soggettivi del comportamento dellaggressore e delle modalità con cui è stata attuata 37

38 38 Sistema attuale: diritto penale misto Libero arbitrio (scuola classica) Pena retributiva Pericolosità sociale (scuola positiva) Misura di sicurezza

39 39 ORDINAMENTO ATTUALE: colpevolezza, imputabilità e pericolosità sociale

40 40 LIMPUTABILITA (art. 85 c.p.) NON E: coscienza e volontà dellatto (suitas)(art. 42, co. 1 c.p.) colpevolezza (art 27 cost.; art. 43 c.p.) infermità mentale (artt c.p.) personalità-carattere del reo (133 c.p.) pericolosità sociale (art. 203 c.p.)

41 41 SOGGETTIVITA NEL FATTO PENALE 1.) Presente: art. 42, co. 1 2.) Colpevole art. 43: - dolosa - colposa - preterintenzionale 3.) Integra: art. 85

42 42 1.) Presente: la suitas coscienza e volontà dellatto Art. 42, comma I, c. p. Nessuno può essere punito per una azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l'ha commessa con coscienza e volontà.

43 43 2.) Il principio di colpevolezza nulla pena sine culpa: art. 27 cost. e art. 43 c.p.

44 44 La responsabilità penale è personale (art. 27 cost.) Componente psicologica-soggettiva del fatto criminale La responsabilità penale è limitata al fatto proprio e colpevole

45 45 Piaget (Fauconnet) : evoluzione della nozione di responsabilità PRIMITIVA -Oggettiva -Comunicabile MODERNA -Soggettiva -Individuale Si risponde solo del fatto proprio e colpevole

46 46 Art. 43, c. p. Elemento psicologico del reato. Il delitto: e' doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che e' il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, e' dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; e' preterintenzionale, o oltre la intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso piu' grave di quello voluto dall'agente; e' colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non e' voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

47 47 COLPEVOLE la colpevolezza riguarda il rapporto tra il fatto materiale (illecito) e latteggiamento psicologico del suo autore. Atteggiamento sempre e comunque legato ad un fatto materiale Latteggiamento è rimproverabile in tre modi tipici

48 48 3. ) INTEGRA Limputabilità Art. 85 c. p. Capacità d'intendere e di volere. Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. E' imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere.

49 49 Imputabilità come presupposto (condizioni psichiche minime) della colpevolezza

50 50 qualsiasi sistema penale deve necessariamente assumere una posizione filosofica in merito alla natura della condotta umana, e cioè se questa sia libera o determinata.

51 51 Imputabilità traduzione giuridica del libero arbitrio: condizione soggettiva di possesso di autodeterminazione

52 52 IMPUTABILITA E concretizzata nelle funzioni cognitiva e volitiva Deve essere rinvenuta al momento del fatto e in relazione al fatto commesso E considerata in via presuntiva normalmente presente (salvo minori anni 14) Viene meno per qualsiasi causa idonea

53 53 Un codice che disconosce il principio della libera facoltà di determinazione delluomo sarebbe un codice banditore di immoralità perché, distrutto il principio della responsabilità delle azioni umane fondato sulla libera volontà, il delitto e la pena ci apparirebbero nellindividuo e nello stato come una doppia infelicitas fati e le azioni umane si affermerebbero dominate da una legge fatale, dalla quale risulterebbe distrutto ogni concetto di bene e di male, di merito e di demerito, di virtù e di vizio, di innocenza e di colpa e perciò di premio e di castigo, di ricompensa e di pena. (Relazione al Codice Penale)

54 54 Il nostro codice non ha accolto un modello di indeterminismo puro (= totale libero arbitrio) quanto piuttosto il principio della libertà umana condizionata in cui si ammette che la libertà, presente in linea di principio, possa essere esclusa in determinate circostanze.

55 55 (non) imputabilità per vizio di mente Art. 88 Vizio totale di mente Non e' imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere o di volere. Art. 89 Vizio parziale di mente Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d'intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena e' diminuita

56 56 QUESTIONI 1.Concetto di stato di mente 2.Concetto di infermità 3.Rapporti tra stato di mente patologico e infermità 4.Imputabilità o responsabilità ? 5.Rapporti tra giudici e periti

57 57 I) stato di mente Più esteso di: atteggiamento psichico Meno esteso di: struttura di personalità Concetto sospeso tra i due poli Fatto Personalità

58 58 II) INFERMITÁ 1.Problema della traduzione delle categorie nosografiche nel concetto di infermità 2.E vero problema ? 3.Causa od effetto ? 4.Perizia psichiatrica o psicopatologica?

59 59 LIVELLI DI INDAGINE CLINICA Classificare criterio medico-psichiatrico Valutare criterio psicopatologico Comprendere criterio criminogenetico

60 60 MODELLI DI ACCERTAMENTO Modello medico puro Modello psicologico puro Modello psicopatologico normativo

61 61 Modello medico puro Il perito si limita a verificare la sussistenza di una malattia mentale secondo categorie nosografiche già definite

62 62 Modello psicologico puro Il perito (?) verifica la sussistenza delle capacità a prescindere da qualsiasi categoria clinica e psicopatologica

63 63 Modello psicopatologico-normativo il perito deve procedere ad una valutazione a due livelli: 1.Accertamento diagnostico (presenza di una malattia secondo criteri nosografici) 2.Valutazione della rilevanza dei sintomi in relazione al reato commesso

64 64 III) Infermità e stato mentale patologico: confusione semantica linfermità come situazione conseguente, ossia effetto di uno stato patologico (a valle della diagnosi) infermità intesa come causa, fattore determinante, di uno stato patologico (a monte della diagnosi)

65 65 III) infermitàe stato di mente patologico fattore patogeno della malattia mentale da un punto di vista medico (es. disfunzione dei lobi frontali come causa di comportamenti patologicamente disinibiti) lo stato psicopatologico disfunzionale, il complesso sintomatologico (es. delirio di persecuzione in un disturbo delirante)

66 66 III) CAUSA O EFFETTO: sentenze tautologiche qualsiasi situazione morbosa, anche se non ben definibile clinicamente, è idonea a configurare il vizio di mente, purché la sua intensità sia tale da escludere o diminuire grandemente le capacità intellettive o volitive del soggetto Cass. Pen. 12 febbraio 1978, in Giust. Pen., 1979, II, p. 43

67 67 allinterrogativo su quali siano le infermità idonee a produrre incapacità di intendere e di volere si risponde che si intende infermità quello stato che produce incapacità di intendere e di volere

68 Possono a tal punto raccogliersi le fila del discorso giustificativo sin qui svolto e trarsi la conclusione che deve essere affermato il seguente principio di diritto, ai sensi dellart disp. att. c.p.p.: ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, rientrano nel concetto di infermità anche i gravi disturbi della personalità, a condizione che il giudice ne accerti la gravità e lintensità, tali da escludere o scemare grandemente la capacità di intendere o di volere, e il nesso eziologico con la specifica azione criminosa Cass. 8 marzo 2005: vero cambiamento ?

69 69 CAUSA ED EFFETTO: se ciò che conta è leffetto 1.La discussione sulla nosografia perde di significato 2.Più che letichetta conta la prova del dis- funzionamento 3.La perizia ha carattere psicopatologico

70 70 IV) Imputabilità e responsabilità 1.Valutare la possibilità di agire diversamente 2.Conflitto di competenza tra giudici e periti

71 IL DSM-IV-TR Sistema di classificazione più utilizzato in psichiatria e nelle perizie Analogo allICD-10 (dellOMS) Definizione descrittiva con criteri di inclusione e di esclusione Sono ricompresi aspetti descrittivi (qualitativi) ed aspetti quantitativi (quanti bicchieri per alcoldipendenza?, quante lacrime per depressione? 71

72 Il DSM-IV non classifica persone ma i disturbi presentati da persone. Per tale motivo si preferisce evitare di riferirsi al paziente definendolo schizofrenico o alcoolista, ma si preferisce parlare di una persona con schizofrenia o con dipendenza alcoolica. 72

73 IL SISTEMA MULTIASSIALE Nel DSM IV ogni disturbo mentale è descritto come sindrome o modello comportamentale o psicologico, che abbia rilevanza clinica che comporta disagio (es. dolore), disabilità (es. compromissione in 1 o più aree importanti di funzionamento), un aumento dei rischi di morte, disabilità o notevole limitazione della libertà. 73

74 In ogni caso non si tratta di una risposta attesa o culturalmente sancita ad un evento (es. una transitoria fase di depressione successiva ad un lutto). Non sono inclusi tra i disturbi mentali i comportamenti devianti dal punto di vista politico, sessuale, o religioso né i conflitti tra individuo e società. 74

75 ASSE 1: DISTURBI CLINICI (ed altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica). ASSE 2: DISTURBI DI PERSONALITA' E RITARDO MENTALE ASSE 3: CONDIZIONI MEDICHE GENERALI ASSE 4: PROBLEMI PSICOSOCIALI ED AMBIENTALI ASSE 5: SCALA DI VALUTAZIONE GLOBALE DEL FUNZIONAMENTO ULTERIORI ASSI PROPOSTI DAL DSM-IV scala del funzionamento difensivo 75

76 ASSE 1: DISTURBI CLINICI (ed altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica). Comprende le categorie diagnostiche con tutte le specificazioni utili per giungere ad utili diagnosi differenziali. Col termine "condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica", si riferisce ad una serie di condizioni elencate in appendice su cui l'accordo internazionale non è ancora pieno, e a tutte le condizioni cliniche non specificate. Tra le condizioni su cui si sta cercando un consenso a livelli internazionale troviamo, ad esempio, il disturbo post- concussivo, l'astinenza da caffeina, il disturbo disforico premestruale, il disturbo depressivo minore, il disturbo depressivo di personalità, oltre ad una nuova sottocategorizzazione della schizofrenia. I DISTURBI SONO CIRCA

77 ASSE 2: DISTURBI DI PERSONALITA' E RITARDO MENTALE Questo asse può essere utilizzato per annotare importanti caratteristiche di personalità o meccanismi di difesa maladattivi. 12 DISTURBI DI PERSONALITA, TRA LORO SPESSO ASSOCIATI 4 GRADI DI RITARDO MENTALE ASSE 3: CONDIZIONI MEDICHE GENERALI Tale progressivo avvicinamento tra due mondi che fino a qualche decennio fa sembravano avere scarsi elementi in comune, è legato allo sviluppo delle ricerche in settori di interfaccia quali la psicosomatica e la somatopsichica, oltre che alle indicazioni fornite dall'incessante progresso delle neuroscienze. 45 PATOLOGIE 77

78 ASSE 4: PROBLEMI PSICOSOCIALI ED AMBIENTALI 1) Problemi con il gruppo di controllo 2) Problemi legati all'ambiente sociale. 3) Problemi di istruzione 4) Problemi lavorativi 5) Problemi abitativi 6) Problemi economici 7) Problemi di accesso ai servizi sanitari 8) Problemi legali 9) Problemi psicosociali ed ambientali Per ognuna di queste categorie, se presenti, sono richieste specificazioni. CENTINAIA DI POSSIBILI INDICAZIONI 78

79 ASSE 5: SCALA DI VALUTAZIONE GLOBALE DEL FUNZIONAMENTO In questa scala 100 riguarda il pieno adattamento, 1 una situazione di grave rischio per la vita, con 0 si indica la mancanza di elementi di valutazione. VALUTAZIONE SU 100 POSSIBILI GRADI ULTERIORI ASSI PROPOSTI DAL DSM-IV scala del funzionamento difensivo I meccanismi di difesa sono processi psicologici automatici che proteggono l'individuo di fronte all'ansia ed alla consapevolezza di pericoli o fattori stressanti interni o esterni. I meccanismi di difesa vengono suddivisi a loro volta in gruppi affini che vengono definiti livelli difensivi che sono differenziati a seconda che siano ad alto o basso livello adattivo. 79

80 SE SI COMBINANO TRA LORO 250 DISTURBI ASSE 1 CHE POSSONO PRESENTARSI ASSOCIATI; 16 DISTURBI ASSE 2 CHE POSSONO PRESENTARSI ASSOCIATI; 45 PATOLOGIE ASSE 3; CENTINAIA DI VARIABILI ASSE 4 E 100 GRADI DI VARIABILITA ASSE 5, ABBIAMO OLTRE CENTO MILIARDI DI POSSIBILI DIAGNOSI 80

81 CONDIZIONI CLINICHE ASSOCIATE ALLA VIOLENZA E COMUNQUE SPESSO RIFERITE IN PERIZIE ritardo mentale, deficit attenzione/iperattività disturbo della condotta Disturbo oppositivo provocatorio Disturbo da ansia di separazione Disturbo reattivo dellattaccamento Sindrome di Gilles de la Tourette disturbi cognitivi delirium demenze danni neurologici 81

82 Disturbi psicotici – schizofrenia, in particolare paranoidea schizofrenia – disturbo delirante – disturbo schizoaffettivo – Disturbo psicotico breve 82

83 Disturbi dellumore, depressione maniacalità disturbi bipolari Disturbi di ansia – Disturbo di panico – Disturbo post traumatico da stress Disturbo post traumatico da stress – Disturbo acuto da stress Disturbo acuto da stress 83

84 Disturbi somatoformi – Disturbi psicosomatici Disturbi psicosomatici – Disturbi isterici – Disturbo da dismorfismo corporeo – ipocondria 84

85 DISTURBI SESSUALI DISFUNZIONI SESSUALI – Desiderio – Rapporto – Orgasmo PARAFILIE – Esibizionismo – Frotteurismo – Pedofilia – Sadismo/masochismo – Feticismo – Trasvestitismo – Esibizionismo – vojeurismo 85

86 sostanze alcool allucinogeni amfetamine ansiolitici cannabis cocaina ketamina fenilciclidina Disturbi da discontrollo degli impulsi – esplosivo intermittente – Cleptomania – Piromania – Gioco dazzardo patologico disturbo adattamento 86

87 EPILESSIA Non è disturbo psichiatrico, ma il codice penale fa riferimento a delitti impulsivi compiuti in condizione di male epilettico. La epilessia può inoltre essere una conseguenza di danno al cervello per trauma cranico 87

88 disturbi di personalità Antisociale paranoide, borderline, Narcisistico dipendente 88


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