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Lettera agli Efesini Autore: (diverse ipotesi) Un discepolo di Paolo Paolo.

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1 Lettera agli Efesini Autore: (diverse ipotesi) Un discepolo di Paolo Paolo

2 DESTINATARI I CRISTIANI DELLASIA I CRISTIANI DI EFESO Diverse ipotesi Si tratta comunque di un ambiente formato in prevalenza da cristiani la cui fede era poco matura, ancora influenzata da una mentalita basilarmente pagana.

3 TEMPO E LUOGO 90 ca d.C. in Asia minore d.C. Durante la prigionia romana (lettere della prigionia) Diverse ipotesi

4 TEMI PORTANTI Lunita in Cristo di giudei e pagani - Misterioso disegno di Dio, che ha avuto inizio prima della creazione del mondo e che porta gli uomini alla salvezza in Cristo La Chiesa corpo di Cristo - Cristo e il capo delledificio di cui egli e la pietra dangolo. Il credente, uomo nuovo in Cristo - Invito insistente ai destinatari perchè rendano testimonianza della loro fede, soprattutto nei rapporti familiari e sociali.

5 Come e strutturata la lettera PROLOGO (1,1-14) - Saluto (1,1-2) - Grande Benedizione (1,3-14) LA CHIESA CORPO DI CRISTO (1,15-3,21) (Giudei e pagani uniti in Cristo/ Salvati in Cristo) - Invocazione iniziale (1,15-23) - Dal peccato alla grazia (2,1-10) - Da stranieri a familiari di Dio (2,11-21) - Il disegno di grazia affidato a Paolo (3,1-13) - Invocazione finale (3,14-21)

6 I CRISTIANI UOMINI NUOVI IN CRISTO(4,1-6,20) (I battezzati nel mondo / vita cristiana) - Unità e diversità nella Chiesa (4,1-16) - Dalluomo vecchio alluomo nuovo (4,17-5,2) - Dalle tenebre alla luce (5,3-20) - Il codice domestico (5,21-6,9) - Il combattimento spirituale (6,10-20) EPILOGO (6,21-24) - Conclusione (6,21-22) - Saluto (6,23-24)

7 EFESO Come fu fondata questa comunità a cui Paolo rivolge questa lettera. Dove e situata. - La comunità fu fondata principalmente nel terzo viaggio di Paolo. - Il primo accenno di cristianità risale al 52 circa d.C., quando Paolo, dopo una breve visita, lasciò nella città Aquila e Priscilla. (At. 19,8-10;) - Paolo aveva trascorso circa due anni ad Efeso (At. 19,8-10; 20,31), attratto probabilmente dalla posizione strategica della città come centro commerciale, politico e religioso.

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9 Teatro costruito in epoca ellenistica (III/II sec a.C.)e restaurato più volte sotto gli imperatori Claudio (41-54 d.C.) Nerone (54-68 d.C.) e Traiano( d.C.). La cavea poteva accogliere circa persone.

10 La parola a Tichico Vi ho inviato TICHICO, fratello diletto e fedele servo nel Signore (Ef 6, 21) Caro fratello, ministro fedele, mio compagno nel servizio del Signore (Col 4,7)

11 - Saluto (1,1-2) - Grande Benedizione (1,3-14) PROLOGO:

12 SALVATI IN CRISTO LA CHIESA, CORPO DI CRISTO CRISTO CAPO DELLA CHIESA

13 - Cristo e il capo delledificio di cui egli e la pietra dangolo. (kefalè) - Cristo e il governante, il dirigente, il responsabile che guida la comunità cristiana come suo leader e suo Signore. - Lui e come la testa che innerva e vivifica tutte le membra del corpo a cui e preposta: Egli e il capo del corpo, cioè della Chiesa (Col 1,18) In entrambi i casi, la Chiesa e considerata sottoposta a Cristo, sia per seguire la sua superiore conduzione – i comandamenti -, sia anche per accogliere tutti gli influssi vitali che da Lui promanano. I suoi comandamenti non sono parole, comandi, ma sono forze vitali che vengono da Lui e ci aiutano.

14 -I ministeri della Chiesa sono conferiti da Cristo risorto: e Lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri (Ef. 4,11) - E da Lui che tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura…riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità (Ef. 4,16)

15 - Cristo infatti e tutto teso a farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia ne ruga o alcunchè, ma santa ed immacolata (Ef 5,27). - Con questo ci dice che la forza con la quale costruisce la Chiesa, con la quale guida la Chiesa, con la quale da anche la giusta direzione alla Chiesa, e proprio il suo amore.

16 - Quindi il primo significato e Cristo Capo della Chiesa: sia quanto alla conduzione, sia, soprattutto, quanto alla ispirazione e vitalizzazione organica in virtù del suo amore. - Poi in un secondo tempo Cristo e considerato non solo come capo della Chiesa, ma come capo delle potenze celesti e del cosmo intero.

17 - Con la risurrezione di Cristo, Dio pose Cristo al di sopra di ogni principato ed autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro (Ef. 1,21) -Cristo non ha da temere nessun eventuale concorrente, perchè e superiore ad ogni qualsivoglia forma di potere che presumesse di umiliare luomo. -Solo Lui ci ha amati ed ha dato se stesso per noi (Ef 5,2)

18 - Perciò, se siamo uniti a Cristo, non dobbiamo temere nessun nemico e nessuna avversità; ma ciò significa che dobbiamo tenerci ben saldi a Lui, senza allentare la presa..! - Per il mondo pagano, che credeva in un mondo pieno di spiriti, in gran parte pericolosi e contro i quali bisognava difendersi, appariva come una vera liberazione lannuncio che Cristo era il solo vincitore e che chi era con Cristo non aveva da temere nessuno.

19 - lo stesso vale anche per il paganesimo di oggi, poiché anche gli attuali seguaci di simili ideologie vedono il mondo pieno di poteri pericolosi. -A costoro occorre annunciare che Cristo e il vincitore, così che chi e con Cristo, che resta unito a Lui, non deve temere niente e nessuno. -Dobbiamo imparare a far fronte a tutte le paure, perchè Lui e sopra ogni dominazione, e il vero Signore del mondo.

20 - Il cosmo intero e sottoposto a Lui, e a Lui converge come al proprio capo. -Ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra (Ef 1,10) -Egli e il capo del cosmo; anche il cosmo e creato per noi in quanto siamo uniti a Lui. -E una visione universalistica che conviene soltanto al Cristo risorto. -Cristo e il Pantokràtor, a cui sono sottoposte tutte le cose.

21 -Il pensiero va appunto al Cristo Pantocratore, a volte raffigurato seduto in alto sul mondo intero o addirittura su un arcobaleno per indicare la sua equiparazione a Dio stesso, alla cui destra e assiso (Ef 1,20) e quindi anche la sua ineguagliabile funzione di conduttore dei destini umani. -Una visione del genere e concepibile solo da parte della Chiesa, non nel senso che essa voglia indebitamente appropriarsi di ciò che non le spetta, ma in un altro duplice senso: sia in quanto la Chiesa riconosce che in qualche modo Cristo e più grande di lei, dato che la sua signoria si estende anche al di là dei suoi confini, e sia in quanto solo la Chiesa e qualificata come Corpo di Cristo, non il cosmo.

22 - Tutto questo significa che noi dobbiamo considerare positivamente le realtà terrene, poiché Cristo le ricapitola in sé, ed in pari tempo dobbiamo vivere in pienezza la nostra specifica identità ecclesiale, che e la più omogenea allidentità di Cristo stesso.

23 CONCETTO DI MISTERO

24 Mistero della volontà di Dio (Ef 1,9) Mistero di Cristo (Ef 3,4) - Esso sta a significare limperscrutabile disegno divino sulle sorti delluomo, dei popoli e del mondo. -In Cristo si trova il compimento di questo mistero. -Se siamo con Cristo, anche se non possiamo intellettualmente capire tutto, sappiamo di essere nel nucleo del mistero e sulla strada della verità.

25 - E Lui nella sua totalità, e non solo in un aspetto della sua persona o in un momento della sua esistenza, che reca in sé la pienezza dellinsondabile piano divino di salvezza. - In Lui prende forma quella che viene chiamata la multiforme sapienza di Dio (Ef 3,10), poiché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9)

26 - Dora in poi, quindi non e possibile pensare ed adorare il beneplacito di Dio, la sua sovrana disposizione, senza confrontarci personalmente con Cristo in persona, in cui quel mistero si incarna e può essere tangibilmente percepito. -Si perviene così a contemplare la ininvestigabile ricchezza di Cristo(Ef 3,8) che sta oltre ogni umana comprensione. -Non che Dio non abbia lasciato delle impronte del suo passaggio, poiché e Cristo stesso lorma di Dio, la sua impronta massima; ma ci si rende conto di quale sia lampiezza, la lunghezza, laltezza e la profondità di questo mistero che sorpassa ogni conoscenza (Ef 3,18-19)

27 - Le mere categorie intellettuali qui risultano insufficienti, e, riconoscendo che molte cose stanno al di là delle nostre capacità razionali, ci si deve affidare alla contemplazione umile e gioiosa non solo della mente ma anche del cuore. - Lamore comprende di più che la sola ragione.

28 VITA CRISTIANA IL CREDENTE,UOMO NUOVO IN CRISTO

29 -Dalluomo vecchio alluomo nuovo (Ef 4, 17-5,2). Richiamo della liturgia battesimale: vivere quanto e stato celebrato nel battesimo, senza timore della lotta interiore che questo poteva esigere. Tre verbi:spogliarsi, rinnovarsi, rivestirsi. Vivere in Cristo equivale a fare di questi tre movimenti le costanti dellesistenza di fede.. -Dalle tenebre alla luce (Ef 5, 3 – 20) Il cristiano rifiuta una lettura dualistica e respinge ogni classificazione che divide il mondo in buoni e cattivi. Lunica lotta che il credente conduce e quella contro il peccato. Luomo che lo commette e sempre un fratello da accogliere e portare a Cristo. -Il codice domestico (Ef 5, 21 – 6,9 ) Serie di raccomandazioni rivolte a mariti e mogli, a genitori e figli, a padroni e schiavi. La novità cristiana agisce come lievito nel tessuto civile spezzando i criteri viziati delle classificazioni sociali. La sua e una rivoluzione nascosta, tutta interiore… e proprio per questo, più efficace ed incisiva.

30 -La Chiesa come partner sposa sponsale di Cristo. -La Chiesa non e solo una promessa sposa, ma e la reale sposa di Cristo. Egli per così dire, se le conquistata, e lo ha fatto a prezzo della sua vita : ha dato se stesso per lei (Ef 5,25). -Quale dimostrazione damore può essere più grande di questa ? Ma, in più, egli si e preoccupato per la sua bellezza: non solo di quella già acquisita con il battesimo, ma anche di quella che deve crescere ogni giorno grazie ad una vita ineccepibile, senza ruga ne macchia, nel suo comportamento morale (Ef 5,26-27) -Da qui alla comune esperienza del matrimonio cristiano il passo e breve.

31 - Anzi, non e neppure ben chiaro quale sia per lautore della Lettera il punto di riferimento iniziale: se sia il rapporto Cristo- Chiesa, alla cui luce pensare lunione delluomo e della donna, oppure se sia il dato esperienziale dellunione coniugale,alla cui luce pensare il rapporto tra Cristo e la Chiesa. - Ma ambedue gli aspetti si illuminano reciprocamente: impariamo che cosa e il matrimonio nella luce della comunione di Cristo e della Chiesa, impariamo come Cristo si unisce a noi pensando al mistero del matrimonio.

32 Il combattimento spirituale Ef 6, CINTURA DELLA VERITA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA PRONTEZZA PER IL VANGELO DELLA PACE SCUDO DELLA FEDE ELMO DELLA SALVEZZA SPADA DELLO SPIRITO (PAROLA DI DIO)

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34 Noi crediamo che Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto. Ef 1,4

35 Noi crediamo che quelli che Egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi allimmagine del Figlio suo. Rm 8,9

36 Noi crediamo che Dio ci ha scelti fin dal seno materno, ci ha chiamati con la sua grazia e si compiacque di rivelare a noi suo Figlio, perché lo annunziassimo. Gal 1,15-16

37 Noi crediamo che gli ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa non in base alle nostre opere, ma in base alla sua grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dalleternità. 1 Tm 1,9

38 Noi crediamo che Cristo Gesù ci ha stimati degni di fiducia chiamandoci al suo servizio. 1 Tm 1,12

39 Considerando la nostra chiamata, noi crediamo che Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, affinché la nostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. 1 Cor 1,27;2,6

40 Noi crediamo di essere apostoli per vocazione, servi di Cristo Gesù, prescelti per annunciare il Vangelo di Dio. Rm 1,1

41 Noi crediamo che a ciascuno Dio ha dato una manifestazione dello Spirito per lutilità comune. 1 Cor 12,7

42 Noi crediamo di doverci comportare in maniera degna della vocazione che abbiamo ricevuto: con tutta umiltà, mansuetudine e pazienza, cercando di crescere in ogni cosa verso di Lui. Ef 4,1-2

43 Noi crediamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Rm 8,28

44 Noi crediamo a colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi. Ef 3,20

45 Noi crediamo che colui che ha iniziato in noi questopera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù, perché colui che ci ha chiamati è FEDELE. Fil 1,6 1 Ts 5,24

46 Messaggi conclusivi: - Possiamo imparare non solo come essere buoni cristiani, ma anche divenire realmente uomini. -Se cominciamo a capire che il cosmo è limpronta di Cristo, impariamo il nostro retto rapporto con il cosmo, con tutti i problemi della conservazione del cosmo. -Impariamo a vederlo con la ragione, ma con una ragione mossa dallamore reciproco, lamore che ci unisce a Dio e che ci fa vedere nellaltro limmagine di Cristo, Cristo stesso.

47 - Lannuncio del Vangelo e come un seme la cui forza vigorosa agisce nel solco della storia. -Quattro le ragioni che spingono a credere in questa forza misteriosa: -Cristo ha vinto la morte; la sua, pertanto e una potenza carica di vita. -Cristo e assiso alla destra di Dio, cioè partecipa della sua forza creatrice. -Cristo e superiore ad ogni creatura del cielo e della terra; nulla può impedirne lazione. -Cristo è vivo in mezzo a noi nella Chiesa, luogo per eccellenza in cui è possibile fare esperienza di Lui in tutta la sua pienezza.

48 EPILOGO: (Ef 6, 23-24) PACE ai fratelli ed AMORE con FEDE da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo. La GRAZIA sia con tutti coloro che amano il Signore nostro Gesù Cristo con amore integrale. -PACE, AMORE, FEDE E GRAZIA: Ecco le disposizioni interiori in cui convergono le esortazioni della lettera, espressioni di quelle novità di vita che qualificano lesistenza cristiana.

49 CONCLUSIONE : Per questa presentazione si è seguita la traccia della catechesi del SANTO PADRE BENEDETTO XVI tenuta all udienza generale in ROMA il 14-gennaio SAN GIUSTO CANAVESE 17-APRILE ° INCONTRO SULLE LETTERE DELLAPOSTOLO PAOLO GRUPPO LITURGICO


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