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Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL John Stuart Mill (Pentonville, Londra, 20 maggio 1806 – Avignone, 8 maggio 1873) fu un filosofo ed economista.

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1 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL John Stuart Mill (Pentonville, Londra, 20 maggio 1806 – Avignone, 8 maggio 1873) fu un filosofo ed economista britannico. Definito da molti come un liberale classico, la sua collocazione in questa tradizione è controversa per il discostamento di alcune sue posizioni dalla dottrina classica

2 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL leggi economiche J. S. Mill riteneva che solo le leggi di produzione fossero leggi naturali, e quindi immutabili, mentre considerava le leggi di distribuzione come una istituzione esclusivamente umana, determinate da ragioni sociali e, quindi, modificabili.

3 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL protezionismo Inoltre Stuart Mill ammette un uso strumentale del protezionismo, quando questo sia funzionale a consentire ad una "industria bambina" di svilupparsi fino al punto da poter competere con le industrie estere, momento in cui le protezioni vanno rimosse.

4 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL metafora del mulino L'opera più importante della sua produzione sono senza dubbio i Principi di economia politica. Nel tentativo di riassumere il suo pensiero è utile riproporre la metafora che egli spesso usa nei suoi scritti: l'autore paragona la società ad un mulino ad acqua. Acqua = ricchezza Ruota del mulino = meccanismo economico

5 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL forza naturale e meccanismo Per capire il funzionamento del mulino, è necessario tener presente due elementi. Primo occorre che ci sia una forza naturale, l'acqua che scorre, capace di produrre l'energia necessaria al funzionamento della macchina. Questa energia, che non può essere creata dall'uomo, non è controllabile e risponde a leggi naturali completamente avulse dalle regole dell'etica. Secondo è necessario creare un meccanismo capace di sfruttare la forza della natura per trasformarla in ricchezza. Il meccanismo deve essere creato tenendo conto delle conoscenze umane e delle regole che ordinano il vivere civile.

6 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL analogia nella società Allo stesso modo, nella società esistono leggi naturali, come ad esempio quelle che regolano la produzione della ricchezza, che non possono subire limitazioni, ma devono seguire le libertà dei singoli individui che naturalmente ricercano il proprio utile e la propria felicità. Ma tutta questa energia prodotta sarebbe inutile, e potenzialmente dannosa, se non fosse guidata e trasformata da un meccanismo sociale, determinato secondo le leggi dell'etica, capace di distribuire questa ricchezza in modo da trasformarla in ricchezza sociale.

7 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL idee liberali e socialiste I "principi di economia politica" espongono il problema della divisione tra la produzione e la distribuzione della ricchezza, presentandoci una tra le più brillanti proposte sociali del Mill: la fusione dell'idea liberale con le idee socialiste sulla distribuzione. Egli sosteneva che vi fossero due modi per distribuire la ricchezza: il primo basato sulla proprietà privata favorendo la concorrenza tra gli individui; e il secondo sulla proprietà pubblica agevolando lassociazionismo tra operai e imprenditori per la creazione di cooperative di produzione secondo i modelli del socialismo utopistico.

8 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL capitalismo stazionario Egli sostiene che progressivamente, quando i saggi di profitto medi si stabilizzeranno, il sistema capitalistico giungerà ad uno stadio stazionario, ovvero una situazione in cui la massa del capitale cesserà di accrescersi. Il miglior stato per la natura umana è quello in cui nessuno è ricco, nessuno aspira a divenire più ricco, e nessuno daltra parte e teme di essere ricacciato indietro dagli sforzi che altri compiono per precipitarsi in avanti.

9 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL sulla libertà Nel celebre saggio "Sulla libertà" Mill muove dalla preoccupazione di Tocqueville, per cui la democrazia porterebbe progressivamente ad uniformare le masse, sopprimendo ogni originalità dell'individuo. Egli si schiera dunque a favore della libertà, sostenendo che un individuo è libero di raggiungere la propria felicità come meglio crede; l'unico caso in cui si può interferire sulla libertà d'azione è quando la libertà di uno provochi danno a qualcun altro, solo ed unicamente in questo caso l'umanità è giustificata ad agire allo scopo di proteggersi.

10 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL Tratto da: Sulla libertà « Se tutti gli uomini, meno uno, avessero la stessa opinione, non avrebbero diritto di far tacere quell'unico individuo più di quanto ne avrebbe lui di far tacere, avendone il potere, l'intera umanità. »

11 Prof. Bertolami Salvatore JOHN STUART MILL Tratto da: Sulla libertà Impedire l'espressione di un opinione è sempre e comunque un crimine: infatti se l'opinione è giusta, coloro che ne dissentono vengono privati della verità; ma anche nel caso in cui essa sia sbagliata, coloro che ne dissentono sarebbero privati di un beneficio ancora più grande, quello di veder rafforzata la verità medesima per confronto con l'errore.


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