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Prof. Bertolami Salvatore 1 PLATONE Idee e mondo sensibile.

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Presentazione sul tema: "Prof. Bertolami Salvatore 1 PLATONE Idee e mondo sensibile."— Transcript della presentazione:

1 Prof. Bertolami Salvatore 1 PLATONE Idee e mondo sensibile

2 Prof. Bertolami Salvatore2 Platone Discepolo di Socrate, Aristocle - detto "Platone" per le sue larghe spalle, ovvero per il suo stile ampio - è uno dei più grandi filosofi dell'antichità; al suo pensiero si sono ispirati pensatori di tutti i tempi.

3 Prof. Bertolami Salvatore3 PLATONE Dialogh i Socrate Mito Seconda navigazione (Metafisica) Idee Cosmo sensibile Conoscenza Arte Eros Dualismo delluomo Lo Stato Il mito della caverna Dualismo episteme doxa << Avviso…

4 Prof. Bertolami Salvatore4 Mito Il "mito" suggerisce la verità, piuttosto che spiegarla razionalmente. Perciò forse Platone vuol farci capire che alcune verità non possono semplicemente essere trasmesse dal filosofo all'allievo, ma richiedono, da parte di quest'ultimo, uno sforzo di rielaborazione personale, un impegno a "ricercare" la verità, sulla strada che il maestro ha indicato: in ciò consiste il significato più autentico della "filosofia" come "amore della saggezza" e quindi come un processo continuo di ricerca personale. (Ricordiamo che anche il "dialogo" è una forma di comunicazione nella quale la "verità" emerge dalla ricerca.)

5 Prof. Bertolami Salvatore5 Mito ricerca verità

6 Prof. Bertolami Salvatore6 I due piani dell'essere Con la scoperta di Platone (seconda navigazione), nella storia della filosofia occidentale viene stabilita, una volta per tutte, la distinzione tra due piani dell'essere, cioè della realtà quale il filosofo può conoscerla: il piano che possiamo cogliere con i nostri sensi (e perciò "sensibile", o "fenomenico", cioè appartenente alle cose che appaiono ai sensi) e quello che possiamo individuare solo con la ragione (e perciò "ultra-sensibile", "metafisico","intellegibile", cioè che può essere colto dall'intelletto-ragione). Il primo è "apparenza", il secondo è "sostanza".

7 Prof. Bertolami Salvatore7 Lo Stato Nella "Repubblica", Platone traccia le linee di uno Stato ideale, modellandolo sulle caratteristiche (anime) dell'essere umano. Alle tre "anime (concupiscibile, irascibile, razionale) presenti nell'uomo corrispondono altrettanti funzioni sociali, svolte da "gruppi" (classi) di individui, per il mantenimento di quel grande "corpo sociale", che è appunto lo Stato: i lavoratori / mercanti i guerrieri I filosofi

8 Prof. Bertolami Salvatore8 Lavoratori/mercanti i lavoratori e i mercanti, con la loro attività, provvedono al sostentamento materiale dell'organismo sociale. La virtù dell'anima concupiscibile è la temperanza, cioè la sottomissione agli appetiti della ragione; allo stesso modo, la temperanza dei mercanti consiste nella loro ubbidienza alla classe che nello stato rappresenta la ragione: i filosofi.

9 Prof. Bertolami Salvatore9 Guerrieri i guerrieri formano la seconda classe. La virtù dell'anima irascibile è la fortezza o il coraggio; loro compito è difendere lo Stato, ed anche loro devono sottomettersi ai filosofi.

10 Prof. Bertolami Salvatore10 Filosofi l'ultima classe è rappresentata dai filosofi, il cui compito è di guidare lo Stato, allo stesso modo in cui compito dell'anima razionale è di guidare l'uomo. La loro virtù specifica è la sapienza e il loro scopo è la ricerca del Bene.

11 Prof. Bertolami Salvatore11 La giustizia La giustizia è poi la virtù comune a tutte e tre le classi e consiste in questo, che ciascuna classe adempia al proprio compito e non se ne attribuisca altro che quello. Da tutto ciò si capisce che a Platone lo Stato interessa in quanto ha per scopo il perfezionamento morale degli uomini.

12 Prof. Bertolami Salvatore12 Lo Stato Luomo Filosofi Guerrieri Mercanti Anina razionale Anina irascibile Anina concupiscibile

13 Prof. Bertolami Salvatore13 Il "mito della caverna " Nella "Repubblica" si trova uno dei miti platonici più famosi: il "mito della caverna". Immaginiamo che alcuni schiavi vivano incatenati in una caverna, con le spalle all'uscita e con la faccia rivolta verso la parete di fondo. Immaginiamo poi che fuori della caverna ci sia un muro, oltre il quale passano degli uomini, che portano sulle spalle delle statue raffiguranti tutti i generi di cose e che dietro di loro arda un fuoco, mentre in alto splende il sole.

14 Prof. Bertolami Salvatore14 Gli schiavi Gli schiavi nella caverna, vedendo proiettate sul fondo della stessa le "ombre" delle statue e udendo - per effetto dell'eco - le voci di chi passa di fuori, crederanno - non avendo mai visto altro - che questa sia la vera realtà. Ma se uno di loro riuscisse a "liberarsi" dalle catene, cambierebbe la sua opinione. Prima, vedendo le statue, crederebbe che esse - e non le ombre - siano la vera realtà; poi, procedendo verso l'esterno, attribuirebbe agli "uomini" che portano le statue il carattere di vera realtà, e infine, abituatosi alla luce del sole, capirebbe che esso, con la sua luce, è la causa di tutte le cose visibili.

15 Prof. Bertolami Salvatore15 I quattro significati del mito della caverna Il "mito della caverna" ha quattro significati: 1) Innanzitutto rappresenta i vari livelli della realtà: le ombre sono le pure apparenze; le statue sono le cose sensibili; gli uomini e gli oggetti al di là del muro sono le idee e il Sole simboleggia l'Idea del Bene.

16 Prof. Bertolami Salvatore16 2) In secondo luogo, rappresenta i gradi della conoscenza: la visione delle ombre è l'eikasia (immaginazione); quella delle statue, la pistis (credenza); quella degli oggetti e degli uomini la dialettica nei vari gradi.

17 Prof. Bertolami Salvatore17 3) In terzo luogo, rappresenta l'aspetto mistico-religioso del platonismo: durante la vita umana, l'anima è come incatenata in una caverna, dalla quale aspira ad uscire per raggiungere la sua vera patria, a contatto con le realtà intellegibili.

18 Prof. Bertolami Salvatore18 4) Infine, il mito della caverna rappresenta la concezione politica di Platone: egli parla di un "ritorno nella caverna", da parte dello schiavo liberatosi, per aiutare anche i suoi compagni di una volta a liberarsi dalle catene. In tal modo Platone sottolinea l'impegno del filosofo a non ritenersi pago, una volta raggiunta la visione della verità, ma anzi ad impegnarsi (politicamente) per indicare anche agli altri uomini la via della verità e del Bene.

19 Prof. Bertolami Salvatore19 PLATONE Dialogh i Socrate Mito Seconda navigazione (Metafisica) Idee Cosmo sensibile Conoscenza Arte Eros Dualismo delluomo Lo Stato Il mito della caverna Dualismo episteme doxa dia-logos Socrate lettorericercaverità protagonisti Prima navigazione (fisica) essenza Iperuranio gerarchia Bene Uno e Diade Enti matematici apparenza copia Demiurgo reminiscenza doxa episteme Poros Penia desiderio Copia della copia anima corpo Razionale Irascibile Concupiscibile Filosofi Guerrieri Lavoratori


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