La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Quantitative coronary

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Quantitative coronary"— Transcript della presentazione:

1 Quantitative coronary
Angiography (QCA) Pierfrancesco Agostoni, MD Antwerp Cardiovascular Institute Middelheim Ziekenhuis Netwerk Antwerpen Anversa, Belgio

2 QCA La QCA (Quantitative Coronary Angiography, angiografia coronarica quantitativa) è una tecnica, direttamente basata sull’esame coronarografico con mezzo di contrasto, mediante la quale si ottengono parametri che quantificano in modo “obiettivo” le stenosi coronariche e i risultati immediati e a lungo termine delle procedure interventistiche coronariche

3 QCA La QCA è basata sull’utilizzo di specifici e dedicati software proprietari che permettono di definire in modo sostanzialmente “operatore-indipendente” determinate misure che quantificano il lume coronarico Q-Angio®XA Pie-Medical CAAS II

4 SCOPI Pratica clinica quotidiana Ricerca scientifica
Eseguita “on-line” Permette di scegliere i materiali adeguati (in particolare lunghezza e diametro degli stent) Si contrappone alla stima qualitativa (“eye-balling” o “visual estimation”) delle stenosi coronariche e dei risultati delle procedure interventistiche Ricerca scientifica Eseguita “off-line”, possibilmente da operatori indipendenti dalla procedura stessa Permette di avere una valutazione puramente numerica delle stenosi coronariche e delle eventuali procedure interventistiche eseguite Permette di uniformare, rendere obiettivi e confrontabili i dati ottenuti dai vari laboratori e nei vari studi

5 QCA Il primo passo per eseguire un’indagine QCA è acquisire immagini angiografiche della coronaria d’interesse di alta qualità e secondo una tecnica standardizzata La coronarografia fornisce un luminogramma bidimensionale di una struttura tridimensionale La coronarografia visualizza solo il lume coronarico, quindi non fornisce nessuna indicazione diretta sulla parete vascolare e sul processo aterosclerotico per se, ma solo sull’impatto di questo processo sul lume coronarico Ogni acquisizione coronarografica fornisce un’immagine radiografica in due dimensioni, mentre le coronarie si sviluppano in modo tridimensionale intorno al muscolo cardiaco

6 QCA Affinché le immagini coronarografiche descrivano nel modo più veritiero l’esatta anatomia coronarica, è necessario che il tubo radiogeno sia esattamente perpendicolare al segmento coronarico di interesse È consigliabile che almeno due proiezioni perpendicolari una rispetto all’altra ed entrambe al segmento coronarico d’interesse vengano ottenute Limitazioni: accorciamento (“foreshortening”) di determinate strutture rispetto alla reale anatomia sovrapposizione (“overlap”) di strutture contigue che può mascherare alcuni segmenti d’interesse

7 QCA Il secondo passo per eseguire un’indagine QCA è selezionare l’immagine (still-frame) su cui far l’analisi da una specifica sequenza angiografica Minimo foreshortening e minimo overlap con altre strutture Paziente in ispirazione profonda (aumenta la contrapposizione tra il nero del m.d.c. e lo sfondo radiotrasparente) catetere nella sequenza (il catetere è lo strumento per la calibrazione) Somministrazione di nitroglicerina intracoronarica Immagine scelta in telediastole Seconda immagine con la punta del catetere piena di m.d.c. da usare per la calibrazione Stenosi e catetere più possibile al centro dell’immagine

8 UN ESEMPIO

9 Post-dilatazione con pallone NC 3.5x12 mm a 16 atm
UN ESEMPIO Stent 3.0x16 mm a 20 atm Post-dilatazione con pallone NC 3.5x12 mm a 16 atm

10 CALIBRAZIONE Il catetere, di cui si conosce la misura in French, quindi il diametro (per esempio, 5F = 1.7 mm, 6F = 2 mm, 7F = 2.3 mm, 8F = 2.6 mm), viene misurato Si traccia manualmente una linea centrale lungo il tratto della punta del catetere e il software automaticamente ne riconosce i margini, usando specifici algoritmi che su immagini digitali riconoscono il passaggio da pixel radioopachi (neri o grigi scuri) a pixel radiotrasparenti (grigi chiari o bianchi) secondo un’analisi densitometrica Il software è in grado di trasformare ogni pixel in un quadrato con lati di dimensioni note (in mm)

11 QCA PRE-PROCEDURA (1) Il segmento coronarico d’interesse deve includere la stenosi e i tratti di coronaria a monte e a valle considerati angiograficamente “indenni” da lesioni significative (chiamati segmenti di riferimento) Scelta la regione d’interesse, se ne traccia manualmente la linea centrale e automaticamente il software riconosce i margini del tratto coronarico considerato (automatic contour detection) Questo permette di ottenere una serie di diametri lungo tutto il tratto stesso, misurati in pixel e trasformati, mediante il parametro della calibrazione, in mm

12 QCA PRE-PROCEDURA (2) La ricostruzione automatica del presunto lume coronarico normale viene eseguita mediante un algoritmo che crea una linea, per ogni margine coronarico, che “interpola” i tratti coronarici esenti da malattia a monte e a valle della regione di interesse, con quelli della regione d’interesse stessa, ricostruendo i bordi coronarici di riferimento (in inglese “reference segments”) Questa tecnica si basa sul calcolo di un valore medio dei diametri del lume nei segmenti di riferimento a monte e a valle della lesione

13 PARAMETRI MISURATI PARAMETRI DERIVATI Unità di misura Significato
Minimal luminal diameter (MLD) millimetri (mm) il punto in cui il lume del tratto coronarico considerato ha il suo diametro minore Lesion Length la lunghezza della stenosi misurata dai 2 punti dove i margini coronarici cambiano direzione, creando una “spalla” tra il tratto coronarico nomale e quello malato PARAMETRI DERIVATI Reference vessel diameter (RVD) il diametro, derivato per “interpolazione”, del tratto coronarico se questo non fosse malato Diameter stenosis (DS) percentuale (%) il rapporto tra il MLD e il RVD atteso al livello della misurazione del MLD

14 QCA POST-PROCEDURA (1)

15 QCA POST-PROCEDURA (2) Dopo impianto di uno stent coronarico è possibile effettuare l’analisi dei margini dello stent stesso (“stent edge”) Lo stent, essendo debolmente radioopaco, può esser visualizzato durante la fase della sequenza coronarografica in cui il mezzo di contrasto non è stato ancora iniettato nella coronaria Si marcano, con 2 linee trasversali al lume vasale, i margini prossimale e distale dello stent e viene calcolato automaticamente il segmento dove lo stent è stato impiantato e i 5 mm prossimali e distali allo stent stesso

16 QCA POST-PROCEDURA (3) Segment 5 mm 5 mm proximal edge distal edge
Stent

17 ANALISI SERIATE Per gli studi riguardanti device coronarici, vengono eseguite almeno 3 analisi QCA, una prima del trattamento, una immediatamente dopo il trattamento e una al follow-up, ad una distanza pre-specificata di tempo, di solito compresa tra i 4 e i 12 mesi Ulteriori analisi a un follow-up ancora più lungo (2-3 anni dal trattamento) possono essere effettuate, anche se sono limitate da problemi etici e/o logistici Questo tipo di analisi permette di ottenere nuovi parametri, che valutano la performance dei device coronarici nel tempo, direttamente calcolati dai parametri misurati o derivati dalle singole acquisizioni QCA

18 PARAMETRI DERIVATI (SOLO ANGIO FOLLOW UP)
Unità di misura Significato PARAMETRI CALCOLATI Acute gain millimetri (mm) la differenza tra il MLD post-procedurale e il MLD pre-procedurale Late luminal loss la differenza tra il MLD post-procedurale e il MLD al follow-up PARAMETRI DERIVATI (SOLO ANGIO FOLLOW UP) Binary restenosis presenza / assenza una DS>50% alla coronarografia al follow-up, nel segmento coronarico trattato L’acute gain da un’idea dell’efficacia acuta del device nel dilatare la lesione coronarica d’interesse Il late luminal loss è una stima di tutti quei processi che sono coinvolti nel fenomeno della restenosi coronarica dopo trattamento percutaneo (recoil acuto, rimodellamento tardivo e iperplasia intimale)

19 Sirolimus Eluting Stent
Bare Metal Stent Sirolimus Eluting Stent P Pre-procedura Reference vessel diameter (mm) 3.34 ± 0.72 3.28 ± 0.57 0.63 Minimal luminal diameter (mm) 1.14 ± 0.51 1.05 ± 0.51 0.35 Diameter stenosis (%) 66 ± 13 68 ± 13 0.33 Lesion Length (mm) 16.2 ± 9 18.6 ± 11 0.27 Post-procedura Segmento 2.60 ± 0.54 2.76 ± 0.51 0.15 16 ± 8 17 ± 6 0.37 Edge prossimale 3.08 ± 0.61 3.29 ± 0.60 0.08 7 ± 7 6 ± 8 0.48 Stent 2.77 ± 0.44 2.88 ± 0.42 0.18 12 ± 11 14 ± 7 0.12 Acute gain (mm) 1.62 ± 0.58 1.83 ± 0.53 0.06 Edge distale 2.83 ± 0.71 2.99 ± 0.68 0.26 8 ± 10 9 ± 11 0.58 Adapted from: Vermeersch, Agostoni et al. RRISC study. JACC 2007

20 Sirolimus Eluting Stent
Bare Metal Stent Sirolimus Eluting Stent P Follow-up Segmento Minimal luminal diameter (mm) 1.90 ± 0.87 2.33 ± 0.68 0.010 Diameter stenosis (%) 39 ± 23 28 ± 16 0.008 Edge prossimale 2.91 ± 0.79 3.10 ± 0.68 0.21 10 ± 12 10 ± 10 0.83 Stent 1.97 ± 0.89 2.49 ± 0.67 0.002 38 ± 23 23 ± 18 0.001 Edge distale 2.59 ± 0.82 2.79 ± 0.71 0.22 13 ± 16 13 ± 13 0.99 Late loss (mm) 0.70 ± 0.61 0.40 ± 0.51 0.015 0.17 ± 0.55 0.17 ± 0.48 0.97 0.79 ± 0.66 0.38 ± 0.51 0.24 ± 0.50 0.19 ± 0.51 0.61 Binary restenosis 32.6% 13.6% 0.031 30.6% 11.3% 0.024 Adapted from: Vermeersch, Agostoni et al. RRISC study. JACC 2007

21 FURTHER RESOURCES CAAS - http://www.piemedicalimaging.com/
MEDIS - Reiber JHC, van der Zwet PMJ, von Land CD, et al. Quantitative coronary arteriography: equipment and technical requirements. Developments in cardiovascular medicine  1993:137:75-111 Serruys PW, Foley DP, de Feyter PJ. Quantitative coronary angiography in clinical practice. Boston, Kluwer Academic Publishers: 1993 STENT BOOST -

22 For further slides on these topics please feel free to visit the metcardio.org website:


Scaricare ppt "Quantitative coronary"

Presentazioni simili


Annunci Google