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Pontificia Università Antonianum Anno accademico 2011-2012 Teologia della vocazione (e degli stati di vita) Corso al Diploma in Spiritualità

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Presentazione sul tema: "Pontificia Università Antonianum Anno accademico 2011-2012 Teologia della vocazione (e degli stati di vita) Corso al Diploma in Spiritualità"— Transcript della presentazione:

1 Pontificia Università Antonianum Anno accademico Teologia della vocazione (e degli stati di vita) Corso al Diploma in Spiritualità

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3 Indice delle lezioni Breve introduzione 1) La vocazione: quadro storico 2) Vita come vocazione e questioni antropologiche 3) Vita come vocazione e fondamento cristologico 4) Origine e senso dei diversi stati di vita nella Chiesa

4 Introduzione: Osservazioni sul titolo del corso: 1.Teologia: -Sapere e critico e tendenzialmente sistematico della fede ecclesiale -La fonte della teologia: La Parola di Dio In quanto accolta e vissuta nella fede, in particoalre nella vita dei santi

5 2. Vocazione (elemento dinamico) e stato di vita (elemento stabile) -La tripartizione classica degli stati di vita: sacerdotale – consacrato – laicale -Due tensioni fondamentali: -a) Sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale -b) Matrimonio e verginità

6 SACERDOZIO MINISTERIALE MATRIMONIO VERGINITÀ BATTESIMO

7 3. Scopo e metodo della ricerca -Cogliere il senso della nostra vocazione -Imparare a stimare tutte le forme di vita nella Chiesa -Il Metodo: -Integrativo: in ascolto della teologia, spiritualità, scienze umane

8 Momento favorevole della teologia della vocazione e stati di vita I testi del Concilio vaticano II –Gaudium et Spes –Lumen Gentium –Perfectae Caritatis –Apostolicam Actuositatem –Presbyterorum Ordinis – Optatam Totius

9 TESTI MAGISTERIALI POST CONCILIARI - Sinodo sul sacerdozio ministeriale: Sinodo sui Laici: 1987 Esortazione postsinodale Christifideles Laici : Sinodo sulla formazione dei sacerdoti: 1990 Esortazione postisinodale Pastores Dabo Vobis (1992) - Sinodo sulla vita consacrata: 1994 Esortazione apostolica postsinodale Vita Consecrata (1996) - CIVCSVA, istruzione Ripartire da Cristo (2002); - CIVCSVA, istruzione Il servizio dellAutorità e lobbedienza (2008)

10 Prima Parte: Teologia degli stati di vita Osservazioni storico teologiche 1.Vari usi della parola vocazione 1.1. Uso esclusivo 1.2. Uso inclusivo 1.3. Uso frammentato e dispersivo 1.4. Uso secolarizzato 1.5. Luomo senza vocazione

11 Origine di questi usi differenziati della parola vocazione Premessa: considerazione di carattere biblico: - AT: chiamate particolari: ad es. Abramo (Gen 12), Mosé (Es 3), i profeti (Is 6) e chiamate generali (ad. es. tutti i riferimenti ad Israele come popolo eletto) - NT: stessa logica: vocazioni particolari (ad es. gli apostoli) e nuovo popolo di Dio

12 Passaggio: dal Medioevo allEpoca Moderna Caratteristiche degli stati di vita nel medioevo: -Premessa dallepoca dei Padri: i diversi movimenti di radicalismo evangelico si presentano come forme particolari per vivere e richiamare tutto il popolo di Dio al Vangelo nei confronti della tentazione di una percezione abitudinaria. Nel medioevo: -forte separazione gerarchica degli stati di vita -Interconnessione tra gli stati di vita -Schema ecclesiologico piramidale

13 Esempio (Dionigi lAreopagita): STATI ATTIVI STATI RICETTIVI FUNZIONI Presbitero Laico Illuminare Liturgo (Diacono) Penitente Purificare Fonte: Balthasar, Gli stati di vita del cristiano, p. 261 Episcopo Monaco perfezionare

14 Lesempio dei grandi carismi nel medioevo nel rapporto tra stato consacrato e stato nel mondo: 1)BENEDETTINI Monastero e stabilitas loci. Creazione della civiltà europea intorno ai monasteri Il monastero è separato dal popolo ma stabilisce un riferimento (liturgico, culturale, economico e politico) per il popolo 2) San FRANCESCO -Dal Lebbroso al cantico di Frate Sole: Positività del mondo come creazione in Cristo -Da «usci dal mondo» (2Test 3) a «Il nostro chiostro è il mondo» (SCom 63) -Il fenomeno del terzo ordine per i laici

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16 Nascita dellepoca moderna e stati di vita 1.LA RIFORMA DI MARTIN LUTERO ( ) -Il tema fondamentale della giustificazione -Sola fide, sola gratia, sola scriptura -Negazione: -Successione apostolica (Tradizione) -Sacerdozio ministeriale -Sacramentalità del matrimonio -Eccellenza della verginità (Istituto monastico)

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18 2. Il Concilio di Trento (1545 – 1563) Premessa: Contesto polemico delle affermazioni - Lequilibro tra grazia e libertà (merito) -Forte affermazione del sacerdozio ministeriale e della successione apostolica -Sacramentalità del Matrimonio. -Suo fondamento naturale ed elevazione sacramentale mediante la grazia -Eccellenza della verginità sul Matrimonio

19 3. Nascita della cultura laica in senso moderno (processo di secolarizzazione) - La fine del valore universalità della fede nellEuropa occidentale: le guerre di religione tra cattolici e protestanti fino al 1648 (Pace di Westfalia) -Poiché la fede divide i popoli, ora si cercano nuovi piani di universalità indipendenti dalla religione: etsi deus non daretur – come se Dio non ci fosse.

20 -Nascita dei concetti «laici» separati dalla esperienza della fede: -«natura», «mondo», «ragione», «stato», vengono compresi in senso autonomo e indipendetemente dalla sfera religiosa -Si noti il cambiamento del significato della parola «laico»: -da «fedele» non consacrato/sacerdote -a «indifferente» o «contrario alla religione» -Riduzione della fede a fatto privato -Critica ai consigli evangelici, in particolare lobbedienza da parte della cultura illuminista (razionalista)

21 4. Risposta della cultura e teologia cattolica nellepoca moderna al processo di secolarizzazione -Ritrovare uno spazio proprio della vita ecclesiale, separandola dalla realtà quotidiana, che diventa sempre più laica: -Se il mondo diventa sempre più mondano, allora la Chiesa tende a concepirsi separatamente da esso.

22 Conseguenze sul concetto di vocazione La Chiesa identifica se stessa sempre di più nelle vocazioni particolari: -Sacerdozio ministeriale: dispensatori della grazia -Vita religiosa: Indole escatologica -Voti: secondo battesimo -Forte separazione tra comandamenti e consigli evangelici -Riduzione moralistica della vita religiosa -Laicato cristiano: visione essenzialmente passiva

23 Au nom du Père, et du Fils, et du Saint- Esprit. Amen. Je vous salue, Marie, pleine de grâce; Le Seigneur est avec vous; Vous êtes bénie entre toutes les femmes; Et Jésus, le fruit de vos entrailles, est béni. Sainte Marie, Mère de Dieu, Priez pour nous, pauvres pécheurs Maintenant et à lheure de notre mort. Amen.

24 5. Il ritorno alle sorgenti -Vari tentativi di trovare l anello perduto tra natura – grazia, tra «mondo – chiesa», tra «religiosi/sacerdoti – laici» -De Lubac: -Luomo come desiderio naturale di vedere Dio -Balthasar: -La Chiesa non può solo difendersi davanti al mondo. Il rapporto Chiesa – Mondo in termini di missione -La questione del laico nella Chiesa e gli istituti secolari -Il fenomeno degli istituti secolari, limpegno dei francescani: ad es. lopera della regalità di P. Gemelli. Essere consacrati senza uscire dal mondo

25 -Y-M. Congar (Domenicano) -Per una teologia del Laicato (1953): -Ecclesiologia integrale: -Indole escatologica e ministeriale (Sacerdoti – Religiosi) -Indole secolare dei laici

26 5. Il Concilio Vaticano II ( ) e gli stati di vita del cristiano 50 anni fa iniziava il Concilio Vaticano II Il motivo della convocazione del Concilio vaticano II: Giovanni XXIII, Gaudet Mater Ecclesia: non proclamare nuovi dogmi ma comunicare la verità cristiana per luomo di oggi. Il problema della interpretazione del Concilio vaticano II: –Lermeneutica del rifiuto: Lermeneutica della rottura –Lermeneutica della continuità e riforma:

27 Lumen Gentium (approvato nel 1964) 8 capitoli divisi in 4 distici Identità della Chiesa: - 1) La Chiesa come mistero - 2) La Chiesa come popolo di Dio La struttura della Chiesa: –3) Gerarchia –4) Laici La missione della Chiesa –5) Vocazione universale alla santità di tutti i fedeli –6) I religiosi La meta della Chiesa –7) Indole escatologica del popolo di Dio –8) Maria

28 In the name of the Father and of the Son and of the Holy Spirit. Amen. Hail, Mary, full of grace, the Lord is with thee. Blessed art thou among women and blessed is the fruit of thy womb, Jesus. Holy Mary, Mother of God, pray for us sinners, now and at the hour of our death. Amen.

29 Il Capitolo 6° della Lumen Gentium: i religiosi Del capitolo V –N. 39: Vocazione alla santità in qualsiasi stato di vita –N. 42: vie e mezzi di santità: Santità come amore: il suo centro è il mistero pasquale La relazione tra martirio e consigli evangelici Castità (1 Cor 7), povertà e obbedienza (Fil 2,6-11) -(cf. PC ) Il capitolo VI –N. 43: I consigli evangelici nella Chiesa Fondamento Biblico (cf. PC 1) Non è stato intermedio tra clero e laici, ma è stato –N. 44: Natura e importanza dello stato religioso Si caratterizza per la professione dei consigli evangelici Raccogliere più frutti dalla grazia battesimale La formula comparativa (seguono meglio, esprimono di più…) Legame sponsale Cristo - Chiesa e consacrazione Vita religiosa come segno (ecclesiale, cristologico, pneumatologico, escatologico)

30 Il Capitolo 6° della Lumen Gentium: i religiosi N. 45: Vita Religiosa e Gerarchia La chiesa riconosce e regola la vita religiosa; Il rapporto con il Romano Pontefice; lesenzione… N. 46: il numero apologetico della vita religiosa la professione dei consigli evangelici, quantunque comporti la rinunzia di beni certamente molto apprezzabili, non si oppone al vero progresso della persona umana, ma al contrario per sua natura le è di grandissimo profitto. Né pensi alcuno che i religiosi con la loro consacrazione diventino estranei agli uomini o inutili nella città terrestre. Poiché, se anche talora non sono direttamente presenti a fianco dei loro contemporanei, li tengono tuttavia presenti in modo più profondo con la tenerezza di Cristo, e con essi collaborano spiritualmente, affinché la edificazione della città terrena sia sempre fondata nel Signore, e a lui diretta, né avvenga che lavorino invano quelli che la stanno edificando. N. 47: esortazione alla perseveranza

31 Em nome do Pai e do Filho e do Espírito Santo. Ámen. Avé Maria, cheia de graça, o Senhor é convosco, bendita sois vós entre as mulheres e bendito é o fruto do vosso ventre, Jesus. Santa Maria, Mãe de Deus, rogai por nós pecadores, agora e na hora da nossa morte. Ámen

32 Il periodo post conciliare e le diverse forme vocazionali 1)In relazione allo stato di vita «laicale» a) La proposta della teologia dei ministeri: - Rilettura ministeriale dei carismi; Ministeri ordinati e non ordinati (Ministeri istituiti e di fatto) -Quale il ministero della vita religiosa? -NB.: origine delluso frammentato/dispersivo della «vocazione» b) Il ripensamento dellindole secolare dei laici -Quale il fondamento dellindole secolare? Lincarnazione! -In questo modo: lindole secolare è di tutta la Chiesa e non solo dei laici c) Riscoperta della vita battesimale come vocazione fondamentale -Abitare il mondo e la società in forza della fede e del Battesimo d) Vita consacrata e sacerdozio ordinato sono due forme vocazionali particolari a servizio della vocazione fondamentale (battesimale)

33 2) La riflessione postconciliare sulla vita consacrata Enfasi sul tema della formazione in relazione ai problemi di fedeltà e di perseveranza nella propria vocazione (in occidente) –Abbandoni e diminuzioni delle vocazioni di speciale consacrazione Il problema della identità teologica della vita consacrata in relazione allaffermarsi della vocazione battesimale e laicale Sinodo dei Vescovi (1994) e documento Vita Consecrata (1996) a) Consigli evangelici e Trinità (prima parte) b) «Nuova e speciale consacrazione» e «obiettiva eccellenza» c) La sfida dei consigli evangelici nei confronti delle nuove istanze antropologiche (VC 84-95) Il problema oggi: –Il rapporto tra la consacrazione battesimale e speciale consacrazione dei religiosi. –Essenzialità della vita religiosa per la Chiesa –la concezione di una chiesa composta da soli ministri sacri e da laici non corrisponde alle intenzioni del suo divino Fondatore VC 29 –Il problema della perseveranza

34 3) La riflessione postconciliare sul sacerdozio ordinato 1. Lesigenza di chiarire il rapporto tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune (battesimo) 2. La relazione tra Sacerdozio ordinato e celibato - P AOLO VI, Sacerdotalis Caelibatus (1967) - Sinodo dei Vescovi 1971 e 2005 (Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis) 3. Sacerdozio alle donne? –Esigenza teologica o problema sociologico? –Il carattere irreformabile della non ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale Congr. Per la Dottrina della Fede, Inter insigniores (1976). Giovanni Paolo II, Ordinatio Sacerdotalis (1994) 4. Il problema della formazione al sacerdozio ordinato nelle circostanze attuali (Sinodo 1990 – Pastores Dabo Vobis)

35 Conclusione della parte storica Proposta: A) Dalle «vocazioni» alla «vita come vocazione»: antropologicamente e teologicamente, ricuperando il senso umano della vocazione B) Reciprocità ecclesiale degli stati di vita: distinzione e relazione tra le diverse forme di vita.

36 II. PARTE VITA COME VOCAZIONE II. 1. Vita come vocazione e antropologia drammatica II. 2. Vita come vocazione e evento di Gesù Cristo

37 1. VITA COME VOCAZIONE E ANTROPOLOGIA DRAMMATICA Antropologia drammatica: dal greco drao = agire / decidere Ritrovare il senso umano della parola vocazione in relazione alla necessità di ogni persona di decidere sensatamente di se stessa, in rapporto con le altre persone Luomo come essere per la decisione, ovvero luomo come libertà (evitando gli eccessi dellesistenzialismo= luomo deve decidere di sé ma non può determinare la propria essenza che invece gli è data)

38 La struttura della libertà finita (umana) 1 Luomo come «automovimento» –Essere padre dei propri gesti –La insostituibilità della propria persona –Libertà non delegabile ad un altro –Luomo come «poter» e «dover» decidere –Una libertà «assegnata» a se stessi –Noi non siamo e non possediamo il fondamento di non stessi: il mistero della nostra nascita e lalterità originaria

39 La struttura della libertà finita 2. Luomo come «autoapertura» –Esserci come co-esserci: io-in-relazione –Luomo sperimenta una incompiutezza che lo necessita ad uscire da se stessi Nota bene: condizione enigmatica e drammatica delluomo –La libertà tra rimanere presso di sé (narcisistico) e stare presso laltro (alienazione)

40 3. La libertà delluomo e listanza di una realtà incondizionata (Infinita: Dio): - La libertà può muoversi solo in relazione a qualche cosa che può compierla e che sia incondizionata. SantAgostino così descrive Dio rispetto a se stesso: –Interior intimo meo – superior summo meo –Più intimo a me di me stesso (immanenza) – più alto della mia altezza (trascendenza)

41 4. La dinamica della libertà: ma come si muove in concreto la nostra libertà? La libertà si muove in rapporto alla realtà che incontra quotidianamente come «evento» e «dono». La realtà mette in movimento il cuore delluomo che inizia a desiderare e a domandare La realtà chiama luomo alla felicità, alla bellezza, alla giustizia, alla bontà, alla verità In sintesi: la vita è vocazione perché la realtà è provocazione. Esperienze paradigmatiche: lamore (lesperienza di un grande affetto) e bellezza (lesperienza estetica) Il desiderio e il problema del limite Lalternativa: –la realtà come assurdo –la realtà come segno (simbolo!) del Mistero di Dio

42 Zdrowaś Maryjo, łaski pełna, Pan z Tobą, błogosławionaś Ty między niewiastami, i błogosławiony owoc żywota Twojego, Jezus. Święta Maryjo, Matko Boża, módl się za nami grzesznymi teraz i w godzinę śmierci naszej. Amen

43 Struttura e dinamica della libertà Struttura della libertà –Libertà come automovimento e autopossesso –Libertà come autoapertura e adesione –Lenigma della libertà e listanza assoluta (Dio) Dinamica della libertà –Realtà come pro-vocazione –La libertà e il desiderio/domanda –Il mistero di Dio dialoga con noi attraverso limpatto che la realtà ha sul nostro cuore –La realtà come «assurdo» oppure come «segno» del mistero di Dio

44 Uomo (cuore) realtà (pro-vocazione) Paternità – Mistero

45 LA DOMANDA VOCAZIONALE COSTITUTIVA: Dallimpatto tra l «io» e la «realtà» scaturisce anche la domanda vocazionale: «Chi sono io?» e «quale il mio compito»? I PERCORSI ANTROPOLOGICI: a) La via delle caratteristiche personali (contrassegni empirici): stima delle proprie capacità, risorse e limiti, che mi accomunano e che mi distinguono dagli altri b) La via dialogica: scopro chi sono quando scopro di essere unico per qualcuno (rapporto madre-bambino; amicizia) N.B.: Necessità e insufficienza di questi percorsi

46 Vita come vocazione e polarità antropologiche ( per una criteriologia vocazionale drammatica ) Le polarità antropologiche costitutive: Chi sono io? – Quale il mio compito? 1) Spirito (anima) - corpo 2) Uomo – donna 3) Individuo – Comunità

47 Chi sono io? 1) spirito (anima) - corpo Il dato –Corporeità come misurabilità e partecipazione alle leggi del cosmo –Spirito come possibilità di autotrascendenza Le interpretazioni –Spiritualismo: il corpo come caduta/colpa. Suo carattere negativo (carcere dellanima). –Materialismo: esiste solo quello che è misurabile; lo spirito come epifenomeno del corpo –Il sinolo aristotelico: anima forma del corpo Equilibrio instabile: la minaccia della morte

48 Chi sono io? 1) spirito (anima) - corpo Lattualità: Contemporaneità di spiritualismo e materialismo Fenomeni: –esaltazione del corpo: culturismo, esaltazione della bellezza, evergreen, rifiuto dellinvecchiamento… –spiritualismo esoterico: magie, new-age, ritorno del sacro etc. Levento cristiano: Il Verbo di Dio si fa «carne»; Gesù dona il suo corpo, la risurrezione della carne e la dignità del corpo Implicazioni vocazionali: –Inesistenza di vocazioni solo spirituali che escludano il corpo. –Verginità cristiana: il nesso con la carne risorta (escatologico cristiano) Verginità come espressione della redenzione del (e non: dal) corpo (Giovanni Paolo II) Il corpo come sacramento della persona

49 Chi sono io? 2) Uomo - donna Dato –Differenza sessuale e dato originario dellalterità –Due modalità irriducibili dellessere umano Interpretazione –Confinare la differenza nel dato materiale/ corporeo – infraumano (in comune con animali e vegetali) –Proiettare la differenza sessuale nella divinità: matrimoni divini tra gli dei (miti gnostici) –La differenza sessuale come derivata. Il mito dellandrogino : lessere umano sarebbe stato allinizio né uomo né donna. Luomo sarebbe stato una «sfera» che gli dei dividono in «due metà», che si rincorrono per tornare a fondersi.

50 Ma perché luomo fa così fatica a stare di fronte alla differenza sessuale? Lenigma: luomo-donna nel ciclo tra generazione e morte: –La relazione tra luomo e la donna si lega alla generazione dei figli –Ma la nascita dei figli ricorda ai genitori che sono mortali: i figli sostituiranno i genitori –Gli affetti e la fecondità sono così segnati dalla paura della morte –Per questo accettare la propria identità sessuale implica sempre due cose: Riconoscere lalterità Accettare di essere limitati e mortali

51 Chi sono io? 2) Uomo - donna Attualità –Differenza sessuale e femminismo Femminismo radicale (anni 50-70) –La donna per liberarsi dal dominio delluomo-maschio si mascolinizza, cercando di assumere ruoli tradizionalmente maschili, relativizzando il legame matrimoniale con luomo e la figura della maternità Lideologia del gender e fluid identity (80- fino ad oggi) –Non più «due sessi», ma diversi «generi» –Lideale sembra quello di essere fluidi e indeterminati «Androginismo» come riduzione della sessualità a fattore culturale variabile; Il recupero del femminile e lapertura alla reciprocità (fine anni 90)

52 Avvenimento cristiano –Tradizione ebraico cristiana: differenza uomo – donna come parte del nostro essere creati ad immagine e somiglianza di Dio. Sia luomo che la donna sono fatti ad immagine di Dio La relazione tra luomo e la donna è ad immagine di Dio –Cristo, differenza uomo - donna e la redenzione dalla morte Sacramentalità del matrimonio Verginità sponsale Implicazioni vocazionali –Il pericolo di vocazioni angelicate –Verginità e affezione: forma redenta del rapporto aperto alla gratuità e libero dalla paura della morte –Ci si consacra a Dio come «uomo» e come «donna»

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54 En el nombre del Padre y del Hijo y del Espíritu Santo. Amén Dios te salve, María, llena eres de gracia; el Señor es contigo. Bendita Tú eres entre todas las mujeres, y bendito es el fruto de tu vientre, Jesús. Santa María, Madre de Dios, ruega por nosotros, pecadores, ahora y en la hora de nuestra muerte. Amén

55 Chi sono io?: individuo e comunità Il dato: –lindividuo si presenta sempre come membro di una realtà collettiva. –Tuttavia il singolo non si riduce alla collettività –Lenigma della morte: il singolo muore – la collettività rimane Interpretazione –Collettivismo (Comunismo) e individualismo (Società liberale) –Conseguenze: Narcisismo ed spersonalizzazione Attualità: contemporaneità di individualismi e collettivismi Avvenimento cristiano: –Luomo come io-in-relazione: «non è bene che luomo sia solo» (Gn 2,18). –Comunione come forma realizzata dei rapporto: Paradigma della eucaristia e della vita della SS. Trinità «Essere se stessi» come «essere per un altro» Implicazione vocazionale –Fraternità come concretizzazione della comunione

56 2. LA VITA COME VOCAZIONE ED EVENTO CRISTOLOGICO Gaudium et Spes, 22: In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (Rm5,14) e cioè di Cristo Signore. Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l'uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione.

57 Al salamu aleiki ia mariam, ia mumtalia naamatan arrabu maaki mubaraka anti fi annisà ua mubarakat thamrath batneck yessuà ia qidissat mariam ia walidat allah sally li ajlina nahnu alchataa al an ua fi saat mautina amin

58 1.La sequela di Cristo realizza la scoperta della propria identità e del proprio compito - Identità: Gesù sa chi è («il figlio amato») e mi rivela chi sono: figlio/figlia nel Figlio di Dio. -Quale il mio compito? Cristo si presenta a noi come il «mandato dal Padre a fare la sua volontà»; dunque la vita è «Missione»: partecipare con tutto se stessi alla missione di Cristo nella Chiesa per il mondo. -Gesù con la sua vita, morte e risurrezione, rivela che la vita è vocazione e missione allamore - A partire dallincontro con Cristo, avviene il recupero delle caratteristiche particolari (contrassegni empirici) e della via dialogica, ossia le relazioni nelle quali abbiamo riconosciuto di essere unici e irrepetibili. - La realtà viva della Chiesa: luogo dellincontro con Cristo e dove si compie la persona

59 Ma dove accade lincontro con Cristo? Gesù stesso ha stabilito un metodo perché la sua libertà compiuta raggiunga la nostra libertà in cammino: il sacramento dellEucaristia LEucaristia è il Mistero di Dio che ci raggiunge nel segno. Gesù nellEucaristia coinvolge la mia vita con la sua DallEucaristia impariamo a vivere tutta la vita come vocazione. Ovvero ad accogliere il mistero di Dio nel segno che incontriamo ogni giorno

60 2. Le caratteristiche della vocazione allamore Lamore è un comandamento o è un consiglio? Lamore biblicamente parlando è comandamento e chiede tutto di noi: Mt 22,36-40: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non esiste un amore comandato e un amore consigliato La non-misura dellamore: Gv 13,34s: la legge del crescendo; lamore tutto sopporta, ma non che vengano posti dei limiti. Lamore è lunico scopo adeguato della vita: chi non ama rimane nella morte (1Gv 3,14).

61 Caratteristiche della vocazione allamore Lamore e il comando: nellesperienza incandescente dellamore: chi ama vuole quello che deve. Amore e voto: il per sempre è proprio del fenomeno dellamore, anche se si sente di non avere la forza per realizzare un tale proposito. Lamore e la legge: Il raffreddamento introduce la divisione tra dovere e potere\volere amare. Senso della legge: sanziona la trasgressione e indica la meta. Conclusione: vicendevole appartenenza di comandamento e consiglio.

62 Come comprendere la relazione tra comandamento dellamore e consigli evangelici? 1.La linea di Tommaso dAquino -Lamore è lunico fine della vita cristiana -I consigli evangelici non sono la perfezione me mezzi per raggiungerla -Non solo: sono anche espressione maggiore di amore (visione comparativa)

63 2. LA VITA COME VOCAZIONE ED EVENTO CRISTOLOGICO 2. San Bonaventura: De Perfectione Evangelica. -Innanzitutto lamore viene da Dio, il nostro amore è risposta al suo amore -Il tema dellumiltà: abbassamento di sé per esaltare laltro: incarnazione, croce eucaristia -I consigli evangelici sono già perfezione perché conformazione sponsale allamato -I consigli evangelici valgono per tutti i cristiani e non solo per lo stato di perfezione: essi hanno modi diversi di essere vissuti secondo il proprio stato

64 2. LA VITA COME VOCAZIONE ED EVENTO CRISTOLOGICO 3. SantIgnazio di Loyola -Lindifferenza dellamore: la perfezione sta nella disponibilità al disegno di Dio e alla sua volontà: la santità è fare semplicemente la volontà di Dio -I consigli evangelici (obbedienza, povertà e castità) sono, prima che uno stato di vita, indicatori di tutto quello che una persona può mettere nelle mani di Dio. -Per questo ogni cristiano deve vivere i consigli evangelici come tensione, mentre solo alcuni sono chiamati a viverli come forma di vita

65 In sintesi Lanalisi della vocazione allamore ci dice che ogni stato di vita è stato in cui vivere pienamente la vocazione allamore che essenzialmente coincide con il dono totale di sé. Per capire perché esistono due strare diverse occorre interrogare la storia della salvezza e vedere gli stati delluomo lungo la sua storia, dalla creazione fino al compimento in Cristo

66 Individueremo 3 stati delluomo 1) lo stato originario 2) lo stato decaduto 3) lo stato della redenzione 4) lo stato di Gesù Cristo

67 Lo stato originario delluomo Uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio Trinità: dipendenza e somiglianza da Dio Padre Spirito Santo Figlio Uomo/Donna Assenza di stati di vita

68 Caratteristiche dello stato originario: Genesi 1-2 Dato biblico –Non conoscenza del bene e del male: non mangiano dellalbero in mezzo al giardino –Mancanza del senso del pudore: erano nudi e non ne avevano vergogna –Mancanza del senso della morte: ne fanno esperienza solo dopo il peccato Interpretazione: –Il divieto dellalbero: segno del carattere di dono dellesistenza e della posizione di ricezione/accoglienza –Reciprocità: Obbedienza e Libertà: liberi perché obbedienti, orientati originariamente al solo bene –Reciprocità: Povertà e possesso: dominano su tutto ma non hanno possesso privato –Reciprocità: Verginità (innocenza originaria) e fecondità: il corpo è guardato in vista del suo scopo oblativo di amore fecondo. Ecco il senso della nudità senza vergogna

69 Lo stato delluomo decaduto La rottura dellamicizia con Dio –Linganno del serpente: Obbedienza come sottrazione di libertà –Luomo afferra lalbero in mezzo al giardino, per la conoscenza del bene e del male, cioè luomo rinnega di essere creato da Dio, è come se si volesse fare da solo: sarete come Dio: –Il peccato è in tal modo rinnegamento dellorigine, del Padre, dellessere creati e del proprio essere figli.

70 Lo stato delluomo decaduto Conseguenza: Si rivela la possibilità del male, prima sconosciuta, perché la libertà era direttamente in rapporto con Dio, che è il sommo Bene. Obbedienza e libertà vengono sentite in opposizione Scarsità della vita e necessità della proprietà privata: povertà e ricchezza ora si oppongono

71 Lo stato delluomo decaduto Perdita del senso positivo della finitezza Perdita dellinnocenza originaria nel rapporto uomo – donna: nasce la possibilità della seduzione e della dominazione nel rapporto affettivo. Il senso del pudore appare come una difesa di fronte allo sguardo ambiguo ed egoistico dellaltro Disallineamento rispetto alla destinazione allamore: impossibilità di ricostruirsi il paradiso terrestre:

72 Lo stato della redenzione Lazione di Dio nella storia è la separazione per ricondurre in unità, per riportare la creazione dal disordine del peccato: - Il metodo della elezione – preferenza – scelta di alcuni: la scelta di un uomo (Abramo) e di un popolo (Israele) 1) Con lapparire di Cristo abbiamo la divisione Chiesa – Mondo: Cristo come principio di divisione: (Mt 12,30; Lc 11,23): Cristo fa con la Chiesa quello che vuole fare con tutto il mondo: la comunione damore

73 Lo stato della redenzione 2) La divisione prosegue allinterno della Chiesa: Verticale: discepoli – popolo Diversificazione delle chiamate: Tu vieni (chiamate dei discepoli) – Tu vai (lindemoniato di Gerasa) Diversi gruppi di chiamati: Discepoli: 12 apostoli / i settantadue / donne al seguito di Gesù Stato dei consigli come partecipazione allo stato di Cristo 3) Ulteriore divisione orizzontale: sacerdozio ministeriale (i dodici) e sacerdozio comune (tutti i fedeli)

74 Ma anche Cristo stesso compie questa divisione attraverso un suo stato particolare nel mondo: lo stato di Cristo -Gesù sta nella volontà del Padre -Lobbedienza unisce ogni istante della vita di Gesù -Gli stati nellunico stato di Cristo -1. Dalla nascita al Battesimo: stato nel mondo -2. Dal Battesimo alla croce: stato dei consigli -3. Il mistero pasquale: stato e-statico

75 P Sp S F Stato mondano Stato dei consigli stato estatico Nascita > Battesimo > MyP

76 Lo Stato di Maria Stato coessenziale a quello di Cristo Lo stato dellobbedienza: –Stato dell assenso alla Parola di Dio –Vergine per essere madre –In contrappunto rispetto a Cristo 1. Fino alla Croce: stato mondano 2. Dalla Croce: stato dei consigli

77 Gesù Nascita Battesimo MyP Maria MyP

78 P SpS F U/D (s. finale) U/D (s. originario) U/D (redenzione) U/D (s. decaduto)

79 Sguardo conclusivo ai diversi stati di vita

80 Lo stato fondamentale del cristiano nel mondo (il battezzato) Lo stato della figliolanza in Cristo(Battesimo) -In cui si partecipa alla libertà dei figli di Dio -Partecipazione al sacrificio e alla risurrezione di Cristo -Stare nella comunione ecclesiale -Vivere secondo il carisma che è stato dato -Stando nella condizione comuni nel mondo ma senza essere del mondo, dando la testimonianza cristiana -Allinterno della realtà familiare nel matrimonio

81 Lo stato dei consigli evangelici: separazione allinterno della Chiesa Partecipare alla stessa forma di vita di Cristo stesso. - obbedienza: sequela personale - tu vieni - lasciare tutto: sciogliersi dai legami famigliari e da ogni possesso personale per essere disponibili per la missione evangelica: si lascia tutto perché si ha incontrato tutto: Cristo. - verginità: imitazione della sponsalità di Cristo - Lasciare ogni preoccupazione (provvidenza) - Il centuplo quaggiù

82 Una verifica importante Verginità - Matrimonio - matrimonio (sacramento) verginità (consacrata): le due forme complementari nella vita della Chiesa. - Entrambe scaturiscono dal mistero sponsale tra Cristo (Sposo) e la Chiesa (Sposa). - Quindi sono entrambe vocazioni sponsali - Nel mistero pasquale la relazione tra Cristo e la Chiesa (rappresentata sotto la croce da Maria) inaugura una modalità di rapporto sponsale, verginale e fecondo. - La verginità rappresenta il modo definitivamente redento del rapporto uomo – donna e con tutta la realtà in quanto lo libera dallenigma della morte e lo apre alla gratuità dellamore.

83 In questo modo la scelta della verginità ricade positivamente anche sulla scelta matrimoniale: –Il problema antropologico fondamentale: la relazione uomo/donna nel circolo generazione e morte –La vittoria sulla morte libera il rapporto uomo-donna dalla paura della morte e apre alla gratuità della relazione. –I consacrati possono rinunciare a generare nella carne perché sanno che la morte è stata vita: la loro fecondità è la testimonianza della risurrezione di Cristo come risposta alla paura della morte

84 In questo modo i consacrati e le consacrate richiamano il senso vero della fecondità: chi vive la verginità testimonia agli sposati in matrimonio che è bene generare figli ma non per la paura della morte ma perché la morte è stata vinta. Questo è anche il senso vero della fecondità: infatti essere padri e madri non è essenzialmente generare un figlio dalla propria carne ma comunicare il senso della vita: la testimonianza è il vero senso della paternità e della maternità, che si attesta particolarmente nella gratuità dellaccoglienza

85 Sacerdozio ministeriale e comune Origine e necessità del sacerdozio nel Nuovo Testamento: Gesù Cristo offre in sacrificio tutto se stesso sulla croce: questo supera ogni forma antica di sacerdozio fondato sulla differenza tra sacerdote e offerta. Gesù è offerente e offerta contemporaneamente: questo è il sacerdozio del nuovo testamento Questa spontanea offerta di sé in Gesù è anche adesione perfetta alla volontà del Padre: Padre, se possibile passi da me questo calice ma non la mia ma la tua volontà sia fatta. Unità tra dono soggettivo e richiesta oggettiva.

86 Sacerdozio ministeriale e comune Nascita nella chiesa di un ministero sacerdotale: Ogni battezzato vive il suo sacerdozio nellofferta quotidiana di sé stesso e nella testimonianza della vita Poiché in noi che siamo peccatori non cè la perfetta coincidenza tra soggettiva offerta e oggettiva esecuzione (come invece è in Gesù), occorre che ci sia un sacerdozio che rappresenti efficacemente lofferta di Cristo alla nostra libertà: questo è il sacerdozio ministeriale. Il sacerdozio ministeriale ha il compito di ri- presentare laspetto oggettivo della esecuzione dellofferta nella sua validità perenne.

87 Il sacerdozio ministeriale ha come compito quello di ripetere le parole e i gesti di Cristo, rappresentando il dono di Cristo Sposo alla chiesa sposa. Questo è anche il motivo simbolico reale per cui il sacerdozio ministeriale è solo maschile: rappresentare il Cristo sposo alla Chiesa Sposa.

88 Il sacerdote – pensiamo alla figura di Pietro - rappresenta chi in realtà non può mai essere (Cristo); mentre la donna rappresenta nella Chiesa – pensiamo a Maria e alle grandi figure femminili della sacra scrittura - realmente se stessa come sposa di Cristo. In conclusione: affinché il popolo di Dio sia un popolo sacerdotale (offerta della propria vita) occorre che vi sia nella Chiesa, non in forza della propria santità soggettiva ma di un dono obiettivo di Cristo (sacramento dellOrdine), la rappresentazione perfetta di quanto Cristo ha compiuto con la sua morte in croce, fino alla consumazione dei secoli.

89 Circolarità degli stati di vita nella missione della Chiesa Tutto nella chiesa è per la missione: Come il padre ha mandato me così io mando voi Il momento ricettivo della missione: –mondo verso chiesa (la impressio) –centralità peculiare dei consacrati e dei presbiteri –Contemplazione e azione –Il ruolo peculiare della vita contemplativa Il momento espansivo: –chiesa verso mondo (la expressio) –centralità primaria dei consacrati e dei laici, secondaria dei presbiteri

90 Missione e stati di vita Mondo verso Chiesa CHIESAMONDO -Consigli - Consigli -Sacerdozio - Laici Chiesa verso mondo

91 Grazie per la vostra attenzione…


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