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DISEGNO DAL VERO E RILIEVO A VISTA IMPOSTAZIONE, STRUMENTI, TECNICHE.

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Presentazione sul tema: "DISEGNO DAL VERO E RILIEVO A VISTA IMPOSTAZIONE, STRUMENTI, TECNICHE."— Transcript della presentazione:

1 DISEGNO DAL VERO E RILIEVO A VISTA IMPOSTAZIONE, STRUMENTI, TECNICHE

2 IL DISEGNO DAL VERO Il disegno dal vero, forse la prima forma di espressione grafica, è divenuto nel corso del tempo una disciplina di fondamentale importanza; in alcuni periodi storici (ad esempio nel Rinascimento) era considerato esercizio basilare per la formazione dei giovani artisti in diversi campi. La qualità indispensabile per chi disegna è saper guardare.

3 IL DISEGNO DAL VERO Nella rappresentazione dell’architettura, ogni edificio si presenta sempre in forma prospettica e la sua trascrizione “così com’è” genera un disegno dal vero incapace di dare informazioni precise sulle caratteristiche dell'oggetto.

4 Disegno a mano libera a matita e matite colorate: prospettiva di un’architettura. IL DISEGNO DAL VERO

5 Il disegno dal vero si integra allora con i metodi di rappresentazione (proiezioni ortogonali, assonometria) costituendo il rilevamento a vista: un disegno a mano libera, realizzato direttamente sul posto, che fa uso solo del foglio di carta e della matita. Questo disegno non prevede alcuna operazione metrica: -i grafici sono ragionati, ben proporzionati e attenti alla selezione delle informazioni; -il tratto è “pulito” ed ogni segno è chiaro e riconoscibile nel suo contesto.

6 MISURE E PROPORZIONI Tenendo una matita in mano con il braccio teso nel campo visivo, è possibile traguardare (socchiudendo un occhio) le misure del soggetto per rispettarne le proporzioni. Inquadrando l’intero soggetto, collimare la punta della matita con uno dei bordi del soggetto e scorrere il pollice sulla matita fino a che la proiezione dell’unghia non coincida con l’altro bordo.

7 MISURE E PROPORZIONI Proporzioni del soggetto misurate a vista.

8 MISURE E PROPORZIONI Si può scegliere una qualsiasi delle misure prese con questo metodo come unità di misura per misurare il resto degli elementi della composizione. Una volta individuati i rapporti proporzionali fra gli elementi del modello, tali informazioni sono applicate al disegno.

9 MISURE E PROPORZIONI Unità di misura prescelte riportate su altre parti del soggetto.

10 MISURE E PROPORZIONI Con la matita tenuta in posizione verticale o orizzontale è possibile poi evidenziare gli allineamenti in tali direzioni. Può essere molto utile anche lavorare allo stesso modo sulle forme negative (i “vuoti”) che è possibile riconoscere idealmente nel soggetto. Queste tecniche proprie del disegno dal vero possono applicarsi anche al rilevamento a vista di edifici.

11 MISURE E PROPORZIONI Allineamenti verticali e orizzontali.

12 MISURE E PROPORZIONI Forme negative (pieni/vuoti).

13 MISURE E PROPORZIONI “Metodo dell’orologio” per la corretta riproduzione degli angoli.

14 IL RILIEVO A VISTA: MATERIALI Fondamentali: -supporto rigido e fogli da disegno oppure -blocco da schizzi in formato A3 -matite con grafiti di durezza intermedia F o HB Accessori: -alcune matite colorate (o pennarelli), gomma per cancellare -gessetti -fotocamera -longimetri, flessometri, canna metrica o palina, filo a piombo e/o livella, spago (propri del rilievo strumentale)

15 IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA Inizialmente ci si pone ad una distanza dall’oggetto tale da consentire l’inquadramento generale dell’insieme, per percepirne la forma e le proporzioni e per cogliere gli aspetti principali che lo caratterizzano. Si sceglie un piano di proiezione dove proiettare tutti gli elementi della facciata (spesso il piano di proiezione coincide con il piano della facciata stessa).

16 Il rilevatore determina le proporzioni generali dell’edificio: -linea di terra; -assi principali della composizione, -rapporti tra altezza e larghezza -linee primarie che consentono di fissare i “confini” dell’architettura. Contemporaneamente si sceglie un piano di sezione per la pianta, opportunamente stabilito nella zona dove seziona il maggior numero di bucature (= più informazioni). IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

17 Disegno della facciata di un casale di campagna. Ricerca di rapporti dimensionali semplici (quadrato). IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

18 Si cerca di individuare uno o più moduli astratti, una sorta di “unità di misura” da confrontare con le dimensioni dell’oggetto stesso. Contribuiscono alla definizione delle proporzioni generali sia le simmetrie del soggetto analizzato, sia gli elementi ricorrenti ritmicamente all’interno della composizione. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

19 Metodo della matita applicato a un’architettura. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

20 Metodo della matita applicato a un’architettura. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

21 Il modulo è ritrovato in verticale e orizzontale su tutta la struttura architettonica. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

22 E’ molto utile individuare gli assi secondari all’interno della composizione; sia perché facilitano il proporzionamento degli elementi nel contesto, sia perché spesso un asse è comune a più di un elemento (ad esempio porta finestre allineate sullo stesso asse e simmetriche) e costituisce quindi una guida grafica notevole. Si tratta di linee di costruzione del disegno che vanno tracciate in maniera differenziata e mai cancellate. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

23 Inserimento degli elementi principali e degli assi secondari all’interno della composizione. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

24 Ci si avvicina progressivamente all’edificio per definire gli elementi fissi della facciata che caratterizzano il prospetto dell’organismo. Il segno è differenziato a seconda dell’importanza dei diversi elementi. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

25 Definizione degli elementi del prospetto. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

26 Successivamente si aggiungono i dettagli dell’apparato murario che contribuiscono alla migliore individuazione del prospetto, segnalando: -gli evidenti cambiamenti di materiale, -le parti deteriorate, -gli elementi decorativi e di arredo (corpi illuminanti, antenne, segnavento, pietre ferma-tegole, targhe, etc.). IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

27 Aggiunta di dettagli: apparato murario, materiali, etc. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

28 Elaborazione delle piante dell’edificio. Per la realizzazione della pianta: -dall’esterno si imposta il suo ingombro generale, rapportando tutti i lati con il prospetto della facciata -dall’interno si definiscono gli spazi, individuando i rapporti proporzionali esistenti tra le parti interne -si prendono come riferimenti elementi come porte e finestre, già fissati in relazione ai moduli- base da rapportare con le misure interne. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

29 Schemi di accompagnamento. Un semplice schema volumetrico permette il controllo globale della forma e della composizione. Alcuni piccoli schemi in sezione sono utili per la corrispondenza tra gli elementi in prospetto e in pianta. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

30 Disegno di dettagli. A seconda delle finalità del rilievo, si scelgono alcuni dettagli da analizzare a una scala maggiore. I dettagli sono sempre rappresentati inseriti in un intorno dell’edificio sufficientemente grande da individuarne il posizionamento. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

31 Tracciamento degli elementi caratterizzanti sugli assi principali e secondari. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

32 Aggiunta di particolari e campiture. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

33 Materiali, degrado, eventuali ombreggiature, indicazioni testuali. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

34 Nel caso di oggetti architettonici di grandi dimensioni o brani urbani, è utile controllare i rapporti proporzionali con una misurazione approssimativa non strumentale delle distanze, degli elementi principali e dei dettagli: -passi -braccia -palmi -etc. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

35 Rilievo a vista (e metrico) di una piazza con prospetti e dettagli. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

36 Misure antropometriche. Le misure metriche corrispondenti alle misure antropometriche del rilevatore sono riportate nella prima pagina del quaderno di campagna. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

37 Una curiosità: le unità di misura delle lunghezze della Bibbia IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

38 E’ importante infine annotare tutte le operazioni effettuate sul luogo e tutte le informazioni dimensionali, funzionali e costruttive. Il disegno dal vero così ottenuto non consente di dedurre la misura delle cose rappresentate. Tuttavia, per le sue caratteristiche di chiarezza, definizione e leggibilità, costituisce la base grafica del rilievo architettonico, consentendo l’appoggio di quote e misure per stabilire il rapporto metrico tra realtà e disegno. IL RILIEVO A VISTA: FASE DI CAMPAGNA

39 ORGANIZZAZIONE DEL QUADERNO DI CAMPAGNA generale MORFOLOGICO, PLANIMETRICO, ALTIMETRICO O ASSONOMETRICO PARTICOLARI COSTRUTTIVI PARTICOLARI DECORATIVI DETTAGLI PLANIMETRICI DETTAGLI ALTIMETRICI intermedio ALTIMETRICO intermedio PLANIMETRICO intermedio ASSONOMETRICO Intermedio STRUTTURALE A B C

40 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Il foglio deve riportare cartiglio, data e nome del rilevatore.

41 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Cornice (bordo ideale del disegno): non disegnare oltre questa linea Si disegna solo su una facciata del foglio.

42 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Nel caso di uno schizzo planimetrico, può essere interessante annotare la direzione del nord geografico.

43 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Fase preliminare: -individuare una scala presumibile dello schizzo in funzione delle dimensioni; -valutare le dimensioni principali e la complessità dell’oggetto. E’ buona norma, nel disegno a mano libera, occupare l’intera superficie del foglio (esclusi cornice e spazi per indicazioni): i disegni troppo piccoli rispetto alla dimensione del foglio appaiono sperduti e comportano il rischio di non contenere sufficienti informazioni.

44 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Immagine da: Mario Docci, Diego Maestri, Manuale di rilevamento architettonico e urbano, Bari, Laterza, Nel caso di più viste dello stesso soggetto, se è possibile progettare la disposizione delle singole figure sul foglio mantenendo la corrispondenza degli allineamenti (ad es., pianta e prospetto di un edificio; pianta piano terra e pianta piano superiore). Questo consente di controllare più facilmente il disegno e consentirne successivamente una lettura più agevole.

45 ORGANIZZAZIONE DEGLI SCHIZZI Omogeneità delle informazioni e della grafia: prospetti, sezioni, piante devono contenere informazioni omogenee e coerenti. Ad esempio, elementi visibili in pianta lo saranno anche in sezione e possibilmente con la stessa grafia.

46 MISURE ANTROPOMETRICHE DITO PALMO SPANNA CUBITO BRACCIA APERTE ALTEZZA ALTEZZA A BRACCIO ALZATO PASSO MEDIO


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