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LA ROMANIZZAZIONE di Milano Città ad ovest di Milano.

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Presentazione sul tema: "LA ROMANIZZAZIONE di Milano Città ad ovest di Milano."— Transcript della presentazione:

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3 LA ROMANIZZAZIONE di Milano Città ad ovest di Milano

4 MILANO ROMANA EVOLUZIONE DELLA MILANO ROMANAEVOLUZIONE DELLA MILANO ROMANA STORIA DI MILANO fino al 1200 a.C. SANTAMBROGIO MURA CIRCO BATTISTERO STRADE,PONTI e FOGNATURE ANFITEATRO

5 Evoluzione della città di Milano Pianta della città di Milano ai tempi di S.Ambrogio

6 In questa sezione vorremmo spiegare a tutti come si è evoluta Milano nel tempo, soprattutto nel periodo Romano. Visto che stiamo trattando il periodo romano, abbiamo deciso di svolgere un ipertesto che trattasse levoluzione architettonica di Milano e dei dintorni

7 La prima pianta di Milano risale alle invasioni dei Galli che restarono in questa zona fino al 222 a.C. quando i Romani riconquistarono il territorio e la valle del Po nel 196 a.C. Come di consueto i Romani sovrapposero al borgo Gallico la pianta quadrangolare dei loro accampamenti. Vi tracciarono 2 vie principali perpendicolari: Il cardine massimo e Il decumano; al loro incrocio venne posto il Foro, cioè la piazza, che si trovava dove ora sorge Piazza S. Sepolcro. Dove le 2 vie principali incontravano le mura cerano le porte.

8 Intorno alle mura cera un fossato nel quale scorrevano il Seveso e il Nirone che oggi si trovano sotto la città. Data lassenza di cave nei dintorni del borgo si utilizzarono principalmente ciottoli e sassi ripescati dai fiumi per la struttura interna delle mura che vennero poi rivestite con i mattoni. Nelle altre zone vennero usati massi più grandi provenienti appunto dalle cave sopracitate.

9 Dalle porte della città uscivano strade che portavano in tutte le direzioni. Dai pochi resti pervenutoci possiamo dedurre che il periodo di massimo splendore per Milano fu quello imperiale.In questa epoca ci furono ampliamenti sia nella zona sud che in quella nord \ est. Una strada romana (a Milano presso il Museo Archeologico)

10 Nella zona sud venne posta il palazzo imperiale. Al di fuori delle mura venne costruito un anfiteatro di forma ellissoidale dal quale prende il nome Via Arena. Dai bassorilievi pervenutici deduciamo che davanti al palazzo era posto il circo. Da cui prende nome la Via Circo. anfiteatro circo Resti del palazzo imperiale

11 Nella zona nord - est furono costruite le terme che ora si possono vedere nella zona Pasquirolo. Qui sono ancora presenti i tipici pavimenti bucherellati o a mosaico Resti delle terme romane di Milano

12 STORIA DI MILANO fino al 1200 d.C.

13 Fondata dai Galli Insubri, fu occupata dai Romani (Mediolanum), dai quali fu elevata a municipium, e quindi a colonia. Fu capitale dellImpero dOccidente (292). Perduta la posizione di capitale, la città conservò e accrebbe quella di metropoli religiosa, e i vescovi successori di S. Ambrogio (morto nel 397) vi acquistarono crescente autorità e prestigio anche in campo civile.S. Ambrogio Milano dalle origini al 400 d.C.

14 Nel 569 cadde sotto il dominio dei Longobardi, che la tennero per ca. due secoli. Conquistata dai Franchi di Carlo Magno (774), divenne sede di contea. Libero Comune verso la fine dellXI sec., distrutta da Federico I Barbarossa (1162), divenne lanima della prima Lega lombarda, che ne curò la ricostruzione (1167) e diede il massimo contributo alla vittoria di Legnano (1176). Milano dal 500 al 1200 d.C.

15 SantAmbrogio un Vescovo bonario, un uomo irremovibile.

16 Quando, intorno alla seconda metà del IV secolo d.C., Milano era dilaniata dalle lotte fra Ariani ed Ortodossi e il Vescovo ariano di Cappadocia Aussenzio morì, nel 374 d.C.da Roma venne dato lordine di mandare a Milano un Vicario e fu scelto un certo Ambrogio, uomo energico, colto, figlio di un alto funzionario dellImpero a Treviri, città sulla riva della Mosella dove nacque nel 334 circa. SantAmbrogio

17 Avvocato e governatore della Liguria-Emilia giunse a Milano dove era già stato acclamato, e dopo aver ricevuto il battesimo prese la carica di Vescovo. Questi cominciò la sua importante missione il 7 dicembre 373 (giorno in cui si celebra la sua festa) e nella prima messa che celebrò, introdusse un nuovo rito, il rito ambrosiano,che subito piacque alla gente e che quindi fu utilizzato in tutte le messe seguenti fino ai nostri tempi in tutta la Lombardia. Il rito ambrosiano

18 Il papa Damaso I rimproverò Ambrogio per il rifiuto (voce del popolo milanese) di pagare le tasse imperiali, ma Ambrogio dicendo che aveva fretta per via del carnevale, sentendo suonare le campane si congedò col permesso di allungare a Milano il carnevale di quattro giorni (usanza che ricorre ai giorni nostri)per permettergli di festeggiarlo in tempo. Uomo accondiscendente nei limiti del giusto e dellonesto, non fu feroce come altri Vescovi contro chi si faceva il bagno, soprattutto dopo leditto di Milano in cui i cristiani facevano largo uso delle Terme. Il carnevale ambrosiano

19 Permissivo per alcune cose era invece irremovibile nei principi della Fede e non aveva paura nemmeno dellimperatore. Accadde infatti a Tessalonica che un giorno fu arrestato per una mancanza un auriga; questi era lidolo del popolo nella corsa dei cavalli e quando il popolo venne a sapere dellarresto eseguito dai pretoriani, si gettò contro di loro. A Teodosio il grande questa faccenda non piacque per niente e diede ordine ai soldati di punire i tifosi. Ci fu un massacro, infatti in una sola giornata furono trucidati quasi trecentomila cittadini inermi. Ambrogio e limperatore (I)

20 Quando Ambrogio seppe ciò decise di rimproverare limperatore scrivendogli una lettera in cui gli chiedeva un colloquio personale; quando Teodosio giunse a Milano per ricevere i sacramenti fu pubblicamente umiliato dal vescovo a fare penitenza. Limperatore fece penitenza per otto mesi finche fu perdonato, diventando uno dei più strenui difensori della cristianità fino alla morte (395). Ambrogio e limperatore (II)

21 Due anni dopo, il 4 aprile 397 dopo una lunga malattia si spense anche Ambrogio. Milano era in lutto e si narra che in quel giorno tutti i bambini furono buoni e tristi, nessuno fece i capricci e la sera di quel 4 aprile che era Venerdì Santo, tutti si misero a piangere, mentre Ambrogio moriva dopo dieci ore di agonia. Aveva soltanto 57 anni, ed in 24 anni di Vescovado entrò nei cuori di tutti i milanesi e persino degli imperatori compiendo miracoli, facendo carità e rimproverando chi si comportava male. La morte di Ambrogio

22 Gli succedette Simpliciano che però morì dopo soli tre anni. Così quando limportanza di Milano aveva raggiunto il suo apice con Ambrogio, si capì che ormai il suo degrado era vicino. Gran parte delle leggi più importanti venivano emanate da Milano, centro degli scambi commerciali europei; la città era circondata da mura spesse tre metri con torri dalle quali si poteva vedere la corona delle Alpi, quasi come una roccaforte inespugnabile. Ma Milano era ai piedi delle Alpi a un passo dalle scorrerie barbariche,e si decise sotto Onorio di trasferire la capitale imperiale, prima ad Asti poi a Ravenna. Milano dopo Ambrogio

23 Le Mura

24 Edificazione delle mura Della mura romane a Milano non rimane che qualche resto, ormai affiancato dai moderni edifici. Un tempo, però, circondavano tutta la città.. Le prime mura furono edificate da Cesare nel primo secolo a.C., quando Milano era il punto di partenza delle legioni romane dirette in Gallia. Queste avevano, naturalmente, scopo difensivo, anche perché Milano singrandiva sempre di più, stava diventando un importante centro per limpero romano ed era quindi necessario creare un efficiente sistema di difesa. Durante limpero di Massimiano fu poi costruita unaltra cinta di mura, esterna a quella precedente.

25 Le mura avevano come basamenti fondamenta costituite da ciottoli, ghiaia e sabbia, profonde allincirca cinque metri. Le mura vere e proprie erano costituite invece da pietre molto più grosse. Esisteva proprio una cerchia di mura; tuttavia queste erano intervallate da torri che possono risultare circolari, ma guardandole più attentamente ci si accorge che sono sfaccettate. Le torri servivano principalmente per poter avvistare il nemico da lontano. La Struttura delle mura (I)

26 Tecniche di costruzione Sia le mura che le torri venivano costruite scavando prima un fossato, nel quale venivano poste le fondamenta. Venivano poi innalzate mediante una rudimentale impalcatura, formata da pali di legno, che venivano inseriti fra le pietre delle mura già costruite e formavano così un ponteggio, che veniva poi smontato a fine costruzione. Infatti si possono notare i buchi nei quali venivano posti i pali, come nel Castello Sforzesco.

27 IL CIRCO Rovine del circo romano di Milano

28 IL CIRCO Occupiamoci ora della struttura, delle caratteristiche e dell importanza del circo nella società romana Come già detto (vedi ampliamento zona sud) davanti al palazzo imperiale fatto costruire da Massimiano si trovava il circo.

29 STRUTTURA DEL CIRCO (I) Presso i romani il circo era il luogo adibito alle corse equestri,aveva un perimetro a forma ellissoidale e una sola sua estremità presentava una parete dritta munita di torri sulla quale vi erano le entrate alle stalle dei cavalli. Lungo il perimetro del circo erano disposte imponenti e capienti gradinate sulle quali i numerosissimi spettatori assistevano alle gare. A queste gare assisteva spesso limperatore che aveva la sua tribuna privata nella parte sovrastante lentrata delle stalle.

30 Allinterno dello spazio delimitato dalle tribune vi era la pista anchessa ellissoidale le cui corsie erano divise da un muro detto spinaspesso ornato da preziosi monumenti. Lesempio più grandioso di circo romano è quello del Circo Massimo a Roma nel quale i monumenti di sette delfini dargento posti sulla parete che divideva le due corsie della pista si abbassavano uno ad uno per ogni giro percorso. Il circo era costruito in mattoni dargilla e generalmente ricoperti di marmo, questo accadeva solo nelle città più importanti. STRUTTURA DEL CIRCO (II)

31 Per riportare alcune dimensioni prendiamo in esame il circo massimo di Roma.Esso era lungo 635 m e largo 110 m,aveva una capienza di spettatori nel primo secolo a.C. allargata a nel primo sec. d.C. e a nel quarto sec. a.C.La spina era costituita da un muro alto 1,75m.e largo 5,8m., oltre che da statue di delfini era ornata anche da obelischi e da altri soggetti. Agli estremi di questa spina erano presenti colonne coniche vicino alle quali i carri dovevano girare il più possibile rasenti al muro. DIMENSIONI DEL CIRCO

32 Limportanza del circo nella società romana supera addirittura quella degli stadi nella nostra società. Ciò è anche manifestato dalla capienza di alcuni circhi che superava la capienza quella di qualsiasi stadio odierno. Gli spettacoli nei circhi erano seguiti da folle di tifosi molto accesi che spesso attuavano violenze per sostenere i loro idoli. Non erano rari episodi di morte dopo gare nei circhi. Le corse erano offerte dagli imperatori per aggiudicarsi i favori della plebe, che contraccambiava con il sostegno politico. Venivano fatte scommesse con somme esorbitanti per il proprio fantino ed erano possibili episodi di corruzione. IMPORTANZA DEL CIRCO

33 IL BATTISTERO Di San Giovanni Alle Fonti I resti del battistero nei sotterranei del Duomo

34 importanza del battistero Il battistero di S.Giovanni alle fonti è famoso perché S.Ambrogio vi battezzò un giovane intellettuale africano, che sarebbe poi diventato uno dei più importanti teorici del cristianesimo: S.Agostino.

35 Struttura Del Battistero È posto sotto le fondamenta del Duomo di Milano, ha forma ottagonale. Può essere paragonato ad una piscina, in quanto si presenta come una vasca,dove un tempo,al suo interno, erano situati dei gradini, per immergersi e per uscirne. Il battistero fu costruito con dellargilla, in modo tale, che lacqua non fuoriuscisse, e anche perché a Milano la pietra scarseggiava Lacqua affluiva alla vasca del Battistero tramite un canale che prelevava lacqua da sorgenti sotterranee

36 UTILIZZO DEL BATTISTERO Nel Battistero, si celebravano i battesimi. I battezzandi, scendevano lungo i gradini immergendosi completamente nellacqua santa indossando una tunica bianca, in segno di purezza e umiltà. Ricevevano il battesimo in presenza di un sacerdote il quale celebrava una serie di preghiere. In fine il battezzando usciva dallacqua privo di ogni peccato. Un tempo, gli uomini battezzati erano per la maggior parte adulti. il Battesimo allepoca di ambrogio e agostino

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38 STRUTTURE STRADALI (I) Il selciato romano è apparso in vari punti della città, ma una sicura misura della larghezza di una strada si è avuta in via Dante nello scavo del 1889: 5 metri, pari a quasi 16 piedi. Poi in via dei Piatti nel 1962 e in piazza del Duomo nel 1983: 4,50 metri. La Via Porticata aveva una larghezza superiore a 9 metri: era, infatti, il solenne ingresso alla città. Una strada romana (a Milano presso il Museo Archeologico)

39 I selciati sono stati riconosciuti a varie profondità: per il piano del Foro vanno da m 2,35 in via S. Maria Fulcorina a m 3 in via S. Maurilio a m 3,80 allangolo fra via Orefici e piazza Duomo; i livelli delle strade del piano del Nord-Sud, invece, vanno da m 2,20 in via Dante a m 2,30 in via dei Piatti. Il selciato romano è stato conservato in loco e reso ispezionabile. La pietra utilizzata è di Moltrasio: arenaria grigia e dura. STRUTTURE STRADALI (II)

40 In tre punti della città sono stati scoperti dei ponti. Il più importante sembra quello davanti alla porta Ticinese al Carrobbio e scavalca il Seveso. Può ritenersi antico perché costituito da due arcate (m 4,30 e m 3,75 di apertura) delle quali una non più in uso. Ha le volte in conci di ceppo e il resto in mattoni. Di ceppo erano i conci residui e la spalla del ponte (luce m 2,50) scoperto nel 1960 nel largo fra via San Vito e via Olmetto; anchesso superava il Seveso. Di mattoni nella volta e nelle spalle era il ponte, scoperto sempre nel 1960, davanti alla chiesa di San Carlo in corso Vittorio Emanuele. E stato sistemato nel 1961 in un sottopassaggio ricavato sotto il corso. Ha m 2,64 di luce e ci passava sopra la strada seguita dallattuale corso Vittorio Emanuele. Un altro ponte a due archi è stato ritrovato nel 1896 nei pressi della colonna davanti a San Babila. PONTI

41 Della fognatura romana vari tratti sono apparsi in passato e in epoca più recente durante scavi occasionali e sotto strade dei due antichi piani regolatori della città. Purtroppo nessun condotto risulta conservato. Si può sperare che si sia conservato il tratto sotto il selciato romano di via dei Piatti, ma non è stato indagato. In generale dai vari ritrovamenti minori si può dire che gli spechi (canali sotterranei) delle antiche fognature erano alti almeno da m 0,80 a m 1,70 e larghi almeno da m 0,60 a m 0,85, evidentemente a seconda dellimportanza e della portata delle acque.. FOGNATURE

42 Lanfiteatro

43 Perciò non era più necessario sfruttare i pendii naturali come facevano i greci ma lanfiteatro poteva sorgere dovunque. Lanfiteatro era un edificio di forma solitamente ovale, a volte, circolare. E una costruzione prettamente romana basata sulla combinazione di archi e volte, strutture architettoniche innovative perché grazie alla loro forma il peso che sostengono viene scaricato a terra.

44 Struttura (1) Era costituito dallarena circolare dove avvenivano i combattimenti tra i gladiatori, tutt attorno sorgeva un muro chiamato podium dal quale si dipartivano i gradini che formavano la cavea dove sedevano gli spettatori.

45 Vi erano ammessi il vivarium per i servizi e la cucina, lo spoliarum dove si portavano i gladiatori morti e i ludi cioè le scuole per i gladiatori. A Milano lanfiteatro sorgeva fuori le mura fra le attuali vie De Amicis, Conca del Naviglio,e la via Arena che ne conserva il nome. Struttura (2)

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47 LE CITTÀ AD OVEST DI MILANO MAGENTA CORBETTA CISLIANO INVERUNO ABBIATEGRASSO BAREGGIO E CUGGIONO SEDRIANO VITTUONE

48 La storia della romanizzazione di magenta.

49 Introduzione La nostra zona trasse notevoli benefici economici dalla politica di espansione voluta dai Romani, ai quali va anche riconosciuto il merito di aver fatto costruire una strada che, partendo dalla porta milanese dalle Vercellina, attraverso Settimo, raggiungeva Corbetta e Magenta, toccava Novara e proseguiva per la Gallia.

50 Tracce dei primi insediamenti 1 La presenza di insediamenti romani nel territorio magentino trova conferma nel ritrovamento di diverse necropoli contenenti oggetti e monete databili dal I a V secolo d.C.. E comunque probabile che già alcuni gruppi di Galli Insubri, scesi nella pianura padana nel V secolo a.C., trovarono sede a Magenta

51 Tracce dei primi insediamenti 2 Magenta è posta nei pressi del Ticino; è pertanto un baluardo a difesa del suolo italico, tormentato dalle scorrerie dei popoli provenienti da oltre le Alpi. Inoltre la collocazione di Magenta lungo la strada che rappresentava allora la via naturale verso le Gallie ne accrebbe limportanza strategica

52 CORBETTA ROMANA

53 Corbetta è un paese ricco di storia e di tradizioni e, una volta, fu considerato addirittura capitale di uno dei grandi contadi di Milano. Nel suo passato si ritrovano anche vicende militari essendo, terra di confine lungo il Ticino, ma soprattutto lavoro agricolo in una campagna fertile e ricca di sorgenti. Le origini del paese risalgono al periodo celtico (VIII sec.a.C.) durante il quale Corbetta è uno dei pagi, tipica istituzione economica, della popolazione gallica. Il villaggio passa poi sotto la dominazione romana, assume il nome di Curia Picta e si trasforma grazie alla politica di espansione commerciale che poco a poco logora la struttura tribale.

54 È proprio nel periodo romano, che si diffonde la nuova religione : il Cristianesimo. I secoli successivi vedono alternarsi sul nostro territorio prima i Goti poi i Longobardi. Questi ultimi segnano una tappa decisiva nello sviluppo civile. Ai Longobardi succedono i Franchi. Costoro perseguono una politica di conciliazione e di affiancamento alla Chiesa che porta la formazione del Sacro Romano Impero. Vengono creati vescovi-conti, capi non solo spirituali ma anche temporali, ai quali si assegna il territorio a feudo.

55 CISLIANO ROMANA

56 INTRODUZIONE Cisliano è un paesello fra prati e campi verdi che dista 15 km dal centro di Milano. Il nome di questo paese deriva dal fatto che questo territorio apparteneva alla gente romana Caecilia; da varie carte di vendita o concessione si possono notare le diverse modifiche che ebbe il nome di questo villaggio nel tempo. I documenti che sono pervenuti a noi sulle sue origini si basano sulla necropoli della Mischia scavate nel 1903 dal conte Carlo Alberto Pisani

57 Il podere della Mischia è situato a est dellattuale centro abitato. Da questa necropoli si è riusciti a capire che il rito della cremazione indiretta era quello più diffuso. Erano presenti i resti provenienti dal rogo funebre;abbondano forme vascolari aperte generalmente frantumate intenzionalmente o dal calore del rogo,ciotole di vario genere,colpi.In condizioni migliori sono gli oggetti del corredo vero e proprio, che allinterno della fossa funebre veniva raccolto in uno spazio ben definito. LA NECROPOLI DELLA MISCHIA (1)

58 Si sono ritrovate delle monete (obolo di Caronte),tuttavia ossidate e illeggibili.Sono stati ritrovati ammassi informi di lame grazie alle quali si è potuto risalire al sesso del defunto;potrebbero essere maschili quelle in cui sono presenti coltelli cesoie e lame di ferro,femminili quelli con specchi balsamari in cotto o in vetro contenenti unguenti LA NECROPOLI DELLA MISCHIA (2)

59 Questi reperti appartengono ad una comunità agricola pastorale in cui le donne si dedicavano alla tessitura ed ai lavori domestici mentre gli uomini praticavano lagricoltura e lallevamento.Da corredi sembra di poter rilevare uniformità sociale,con la sola eccezione di un capo della comunità.Queste sono caratteristiche comuni a tutte le necropoli tardo- celtiche LA NECROPOLI DELLA MISCHIA (3)

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61 Nell età della pietra,le zone paludose della pianura padana erano abitate da tribù che vivevano su palafitte.Nel periodo successivo detto Insubre Etrusco si trovano resti di una città : Alba,fondata dagli Insubri,popolazione asiatica barbara che conosceva il ferro.Questi erano giunti fino al Ticino dalle Alpi Giulie scacciando le popolazione autoctone.Successivamente orde feroci di Galli provenienti dalla Francia si fermarono e tolsero ai primi abitanti la signoria del paese occupando stabilmente le rive del fiume Ticino, e le campagne circostanti costruendovi villaggi.Il paese era abbastanza civile quando i Galli lo invasero, ma la loro barbarie distrusse ogni segno della precedente civiltà. I Galli dalla pastorizia passarono alla agricoltura diventando meno feroci e più stabili.

62 I Celti (I Galli ) indossavano tessuti di lana che arrivavano fino al ginocchio e possedevano bestiame che si procuravano con rapine.Erano ospitali e fedeli alle promesse fatte ma spesso si ubriacavano di vino,bevanda che avevano conosciuto in Italia.Erano divisi in tribù nelle quali la plebe e gli schiavi ne costituivano la maggioranza.I sacerdoti,detti Druidi,celebravano i loro riti,gli orrendi sacrifici umani,nelle selve a cielo aperto.Può darsi che sapessero leggere e scrivere ma non sono stati trovati reperti scritti prima della dominazione romana.Erano ricchi agricoltori e allevatori per la fertilità della pianura padana e commerciavano i loro prodotti a bassi prodotti. Spesso uscivano dal loro villaggio per scorribande, anche se la ricchezza prosperava nelle loro terre.

63 I Galli dirigevano le loro scorribande contro Roma e i suoi alleati e i romani alla fine ebbero ragione degli impetuosi barbari. I Celti si civilizzarono e si integrarono poi perfettamente nelle strutture dello stato romano.Recentemente sono stati realizzati scavi che hanno portato alla luce 210 tombe ricche di reperti interessanti (urne,monete,lucerne,fibbie e anfore).

64 CENNI STORICI Le origini di Abbiategrasso possono essere fatte risalire allepoca della conquista romana, durante la quale la città entro a far parte dei possedimenti di un ricco patrizio che apparteneva alla gens Abia, da cui deriva il nome della città, CENNI STORICI Le origini di Abbiategrasso possono essere fatte risalire allepoca della conquista romana, durante la quale la città entro a far parte dei possedimenti di un ricco patrizio che apparteneva alla gens Abia, da cui deriva il nome della città, Abbiatum, che subì nel corso degli anni diverse trasformazioni per giungere alla attuale Abbiategrasso, derivante dalla sua posizione centrale in Val Grassa, fertile e ricca di corsi dacqua.

65 CENNI STORICI BAREGGIO Furono i Galli Insubri, di lingua celtica, a scacciare dal territorio dove ora sorge Bareggio gli Etruschi, suoi antichi abitanti. Dai Galli si passò ai Romani, nel 197 a.C., ed ancora ai Longobardi. CUGGIONO Lorigine di Cuggiono è molto antica: si può infatti dedurre dai reperti archeologici ritrovati nella zona che i suoi primi abitanti furono i Celti che vi si stanziarono nei primi secoli dopo Cristo. CENNI STORICI BAREGGIO Furono i Galli Insubri, di lingua celtica, a scacciare dal territorio dove ora sorge Bareggio gli Etruschi, suoi antichi abitanti. Dai Galli si passò ai Romani, nel 197 a.C., ed ancora ai Longobardi. CUGGIONO Lorigine di Cuggiono è molto antica: si può infatti dedurre dai reperti archeologici ritrovati nella zona che i suoi primi abitanti furono i Celti che vi si stanziarono nei primi secoli dopo Cristo.

66 CENNI STORICI Il nome trova gli studiosi incerti; la maggior parte lo fa derivare da sator, seminatore in latino altri da sedes Arianorum, Leandro Alberti vuol farlo risalire a Desidrianum, storpiatura di Desiderio, famoso re dei Longobardi, che si vuole fosse il fondatore del borgo. CENNI STORICI Il nome trova gli studiosi incerti; la maggior parte lo fa derivare da sator, seminatore in latino altri da sedes Arianorum, Leandro Alberti vuol farlo risalire a Desidrianum, storpiatura di Desiderio, famoso re dei Longobardi, che si vuole fosse il fondatore del borgo.

67 CENNI STORICI Sulla storia di Vittuone non esistono molti documenti; sembra comunque certo che il paese abbia origini romane dato che quasi tutto il territorio compreso ad ovest di Milano era stato colonizzato da questo popolo. CENNI STORICI Sulla storia di Vittuone non esistono molti documenti; sembra comunque certo che il paese abbia origini romane dato che quasi tutto il territorio compreso ad ovest di Milano era stato colonizzato da questo popolo.

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