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I Servizi Essenziali Pandemia – strumenti e metodi per una risposta efficace Rosalia Mercanti 15-16/09 30/09-01/10 2009 Z.T. 7Ancona.

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1 I Servizi Essenziali Pandemia – strumenti e metodi per una risposta efficace Rosalia Mercanti 15-16/09 30/09-01/ Z.T. 7Ancona

2 Legge n. 146/90 Esercizio diritto di sciopero Servizi Pubblici Art. 1 Ai fini della legge sono considerati servizi pubblici essenziali quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione ed alla libertà di comunicazione

3 Servizi essenziali: Garantiscono il funzionamento della società Servizi essenziali sanitari Cruciali per la riduzione di morbosità e mortalità Servizi essenziali non sanitari “Essenziali” pilastri della società

4 Cosa sono i servizi essenziali “non sanitari”? Tutte quelle attività e servizi la cui interruzione (…anche se breve…) determinerebbe serie conseguenze al “sistema Paese”

5 Rete ferroviaria Rete elettrica Distribuzione carburanti Trasporti (rifiuti ecc.) Rete idrica Telecomunicazioni

6 Pianificazione processo importante per mitigare gli effetti di una emergenza sanitaria processo condiviso e multisettoriale TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI HANNO IL COMPITO DI PREDISPORRE I PIANI AZIENDALI CHE GARANTISCONO LA LORO CONTINUITA’ OPERATIVA

7 Identificazione di un Responsabile della stesura del piano Identificazione attività che devono essere necessariamente mantenute Identificare il minimo livello di funzionalità per ciascuna attività Identificazione del personale “indispensabile” (n° minimo di persone minimo livello di funzionalità) identificare le procedure per garantire la continuità del servizio (es. turnazioni) identificare siti “strategici” (es. dighe, snodi distribuzione carburante, ecc.) Formazione del personale Informazione del personale PIANI AZIENDALI DI EMERGENZA

8 OMS “Draft Protocol for Rapid Response and Containment” (marzo 2006-maggio 2007)  Misure di controllo ORDINARIE (fasi 1-5) coinvolgimento dei settori non sanitari della società civile attraverso la predisposizione di “Piani di continuità” per il mantenimento dei servizi essenziali coinvolgimento dei settori non sanitari della società civile attraverso la predisposizione di “Piani di continuità” per il mantenimento dei servizi essenziali

9 Piano di continuità Tutti i settori della vita sociale essenziali per la sicurezza della nazione e per la stabilità socio -economica devono essere coinvolti nella pianificazione e in particolare: Infrastrutture critiche Infrastrutture critiche Risorse chiave Risorse chiave

10 Conoscenza del territorio Conoscenza dei rischi Scenario Normativa, procedure e strutture operative coinvolte (Modello d’intervento) Piano d’emergenza Analisi delle risorse FASI DELLA STESURA DI UN PIANO D’EMERGENZA

11 Servizi di utilità sociale: assenteismo lavorativo Può riguardare fino al 40% dei lavoratori durante i periodi di picco Cause: malattia del lavoratore, necessità di accudire parenti malati o figli (se scuole chiuse!) o disabili, paura del contagio

12 SCENARIO Fase 6 Periodo Pandemico Aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione in generale Livello 1 Presenza di casi nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi dove la pandemia è in atto Obiettivi di sanità pubblica Minimizzare l’impatto della pandemia

13 Piano di continuità Definizione Attivare un sistema di gestione della crisi con referenti e sostituti: Comitato con compiti strategici Comitato con compiti operativi in emergenza Coordinatore Sanitario

14 Piano di continuità Definizione  Individuare criteri per la definizione di strutture/attivita’ “ critiche” per la funzionalità dei servizi  Per ciascuna di esse ANALIZZARE: N° risorse normalmente impiegate N° risorse e tipo di professionalità necessarie a garantire la continuita’ operativa Ubicazione delle risorse Eventuali servizi necessari a supporto dell’operativita’

15 Piano di continuità Definizione Per ciascuna struttura critica incrociare la consistenza del presidio minimo con i tassi assenteismo stimati Identificare le strutture non in grado di sostenere l’operativita’ sulla base dei vari scenari Riorganizzare le attività escludendo quelle non essenziali, organizzare il lavoro su più turni avvicendati. Identificare risorse aggiuntive (richiamo in servizio dipendenti in mobilità, ex dipendenti pensionati)

16 Piano di continuità Presupposti per la redazione Conoscere esistenza e modelli organizzativi del Piano Nazionale e dei Piani Regionali Garantire misure per la protezione del personale da esposizione a contagio Educare e informare il personale anche ai fini di ridurre panico e stress

17 Piano di continuità Presupposti per la redazione Prepararsi ad operare con forze lavorative ridotte Identificare un quantitativo di personale “chiave” necessario a mantenere la continuità del servizio Prepararsi ad operare anche in assenza di funzionari normalmente preposti a quelle operazioni (identificare dei possibili sostituti)

18 FORMAZIONE/INFORMAZIONE DEL PERSONALE Caratteristiche generali dei virus influenzali Modalità di prevenzione del contagio Manifestazione cliniche Comportamenti da adottare/evitare all’interno dell’Azienda Attivazione sistema di comunicazione interno

19 BUON LAVORO A TUTTI NOI Grazie per l’attenzione


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