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Andrea Stoppa Roma, gennaio 2006 Valore della conoscenza Il made in Italy agroalimentare: una risorsa strategica per un nuovo modello di sviluppo delleconomia.

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Presentazione sul tema: "Andrea Stoppa Roma, gennaio 2006 Valore della conoscenza Il made in Italy agroalimentare: una risorsa strategica per un nuovo modello di sviluppo delleconomia."— Transcript della presentazione:

1 Andrea Stoppa Roma, gennaio 2006 Valore della conoscenza Il made in Italy agroalimentare: una risorsa strategica per un nuovo modello di sviluppo delleconomia italiana nellera della globalizzazione.

2 2 Schema della presentazione Globalizzazione e dintorni Il commercio agricolo, il Wto e la Pac del futuro Il Made in Italy nella strategia dellimpresa agricola

3 Globalizzazione e dintorni

4 4 Globalizzazione: alla ricerca di una definizione Globalizzazione è un termine ormai entrato nel lessico comune, per il quale non è facile individuare una definizione univoca e generale Luso generalizzato ne ha fatto un termine che suscita ammirazione ma del cui significato non si sente il bisogno di darsi eccessiva pena; nonostante ciò è un concetto che occupa un posto legittimo:definisce la nostra epoca (Osterhammel e Petersson) Di globalizzazione esistono diverse accezioni, che hanno comunque in comune apetti come lestensione, lintensificazione e laccelerazione delle relazioni su scala mondiale

5 5 La dimensione storica Innanzitutto vi è una questione storica: quando ha avuto inizio la globalizzazione? Con le grandi conquiste imperiali dellantichità? Alla fine del primo millennio, con la diffusione in Europa del sistema decimale proveniente dallIndia attraverso il mondo arabo? (Sen) Nel XV sec con lavvento del capitalismo moderno? (Marx) Con la rivoluzione industriale del XVIII sec? (Giddens) Con la fine del conflitto Est-Ovest? (Perlmutter)

6 6 La dimensione istituzionale e geografica Dal punto di vista istituzionale, vi è in genere convergenza sulla perdita di significato dello Stato nazionale che cede potere rispetto ai mercati. Cè chi vede in questo processo lavvento di un neoliberismo salutare e chi un processo anarcoide che finisce per privilegiare solo poteri economici forti Inoltre vi è anche il rapporto tra nuove gerarchie geografiche: anche qui lo Stato sovrano perde importanza e le economie nazionali vengono considerate confederazioni non formalizzate di economie regionali

7 7 La dimensione culturale A livello culturale la globalizzazione viene in generale interpretata come la diffusione (o anche limposizione) del modello occidentale e più precisamente statunitense (MacDonald, Coca- Cola, Hollywood, etc.) Ciò genera però movimenti di reazione che stimolano la dimensione locale generando così spinte di eterogenizzazione che si oppongono al processo di omogeneizzazione. Tali spinte fondendosi, ibridandosi, danno luogo alla cosiddetta glocalizzazione (Robertson) Al riguardo, uno esempio significativi è rappresentato dal movimento Slow Food

8 8 La dimensione dello spazio e del tempo Un altro aspetto che viene chiamato in causa è la cosiddetta compressione spazio-temporale, ovvero lo sviluppo di reti e sistemi allinterno dei quali la distanza effettiva è inferiore a quella geografica Al riguardo i fattori più importante sono laccresciuta velocità della comunicazione e la maggiore mobilità. Alcuni esempi:

9 9 Costo di una telefonata NY – Londra di 3 minuti 1953 = $ = $ 3 Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

10 10 Diffusione di internet Host internet in sei paesi europei Dati semestrali (.000) Fonte:

11 11 Ricavi del trasporto aereo costo per miglio per passeggero $ Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

12 12 Movimento di turisti

13 13 Lavoro a distanza Aereo in partenza dallaeroporto di Berlino Allaeroporto di Berlino gli avvisi serali vengono annunciati da unoperatrice che risiede in California (Beck)

14 14 La dimensione ambientale La globalizzazione ha ovviamente unimportante dimensione ambientale. Le attività antropiche possono infatti avere effetti globali - es. i pinguini contaminati da agenti chimici derivati da scarichi industriali E chiara quindi la necessità di risposte globali - es. il protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra

15 15 La dimensione della governance Infine cè la questione della governance della globalizzazione Secondo i premi Nobel per leconomia Stiglitz e Sen il problema non è la globalizzazione in sé ma gli strumenti di governo del processo Nella migliore delle ipotesi, gli organismi che attualmente indirizzano lordine mondiale non aiutano il processo di sviluppo dei paesi meno avanzati ma favoriscono gli interessi dei paesi industrializzati Ciò quindi non contribuisce a sradicare la povertà quanto piuttosto ad aumentare la disuguaglianza

16 16 Una questione complessa Definire la gobalizzazione è dunque complesso, secondo alcuni tanto quanto tentare di inchiodare un budino alla parete… (Beck) Per quanto interessante, non è lobiettivo di questa presentazione In questa sede si può circoscrivere il discorso agli effetti della globalizzazione dal punto di vista economico ed in particolare degli scambi commerciali

17 17 La dimensione economica Secondo il Globalization Thematic Group della Banca Mondiale, i caratteri più significativi della globalizzazione in ambito economico sono rappresentati dall accresciuta libertà e possibilità degli individui e delle imprese di: - svolgere transazioni economiche con residenti di altri paesi - operare su scala globale Tali possibilità derivano dalla: - riduzione degli ostacoli al business con individui di altri paesi - rapida riduzione dei costi di transazione associati a tali rapporti

18 18 Alcuni effetti economici della globalizzazione I principali effetti economici della globalizzazione sono i seguenti: 1.lIntegrazione finanziaria 2.lo sviluppo di sistemi produttivi globali 3.lIntegrazione commerciale

19 19 Integrazione finanziaria: investimenti diretti esteri Rapporto tra Investimenti Diretti Esteri e PIL Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

20 20 Sistemi produttivi globali Produzione delocalizzata Quota % della produzione manifatturiera mondiale generata da sistemi multinazionali % Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

21 21 Tariffe industriali medie nei paesi sviluppati Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

22 22 Cresce il peso degli scambi internazionali sul Pil Rapporto tra (Export + Import) e Prodotto interno lordo Paesi in via di sviluppo Paesi Ocse ad alto reddito Proiezioni Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

23 23 Il commercio internazionale Il commercio internazionale assume sempre maggiore importanza e da molte parti si spinge per unulteriore e progressiva liberalizzazione del commercio (soprattutto in agricoltura) Perché gli economisti sono così interessati a promuovere la liberalizzazione del commercio? Perché aumenta la prosperità del sistema economico

24 24 Gli effetti del commercio secondo gli economisti Migliore allocazione delle risorse - maggiore disponibilità di fattori produttivi Incremento della pressione competitiva - prodotti sempre migliori Fattori di produzione meno costosi - riduzione del costo dei prodotti finali Aumento della crescita - maggiore ricchezza per il sistema nel complesso Va osservato che in questo tipo di argomentazioni non si discute degli effetti distributivi del reddito che pure possono essere rilevanti

25 25 Il benessere sociale guida le scelte Nel decidere cosa è conveniente o meno anche gli economisti riconoscono che non ci si può limitare a valutare il semplice saldo monetario ma che, in termini più generali, va considerato il benessere sociale e cioè la somma delle utilità dei singoli individui. Se una misura porta ad un incremento del benessere di tutti gli individui allora gli economisti la considerano ottimale (pareto efficiente) Se la misura porta ad una riduzione del benessere allora va scartata Se una misura migliora il benessere di alcuni e peggiora quello di altri, gli economisti si astengono dallassegnare valutazioni in quanto non è più loro compito decidere quanto valgano perdite e guadagni di individui diversi Questo è il terreno della politica

26 26 Liberalizzazione: sì, ma fin dove? In linea generale, dunque, poter commerciare liberamente rende il pianeta più ricco ma fino a che punto e a quale prezzo si deve procedere nella liberalizzazione? Come ricordano Sen e Stiglitz, la globalizzazione può generare crescita economica ma a questa possono essere accompagnati anche costi di adattamento e aumento della diseguaglianza Il processo va quindi governato. Lorganizzazione internazionale che si occupa di fissare le regole per il commercio è il Wto

27 27 Per approfondire U. Beck, Che cosè la globalizzazione, Carocci editore E. Dal Bosco, La leggenda della globalizzazione, Bollati Boringhieri D. Held, Governare la globalizzazione, il Mulino J. Osterhammel e N. Petersson, Storia della globalizzazione, il Mulino J. Stiglitz, La globalizzazione e i suoi oppositori, Einaudi

28 Il Commercio agricolo, il WTO e la PAC del futuro

29 29 La crescita del commercio agricolo Esportazioni agricole (miliardi di $ Usa ) Quota % delle esportazione agricole sul commercio totale Fonte: Fao

30 30 Tariffe agricole medie (consolidate Wto) Tariffa agricola media (62%) Fonte: Gibson, 2001

31 31 Tariffe industriali medie nei paesi sviluppati Fonte: World Bank, Globalization Thematic Group

32 32 Il Wto LOrganizzazione mondiale del commercio, meglio nota con lacronimo inglese Wto (World Trade Organization), è listituzione internazionale in cui vengono negoziate le regole del commercio fra le nazioni e dove vengono regolate le relative controversie Il Wto nasce nel 1994, raccogliendo leredità del Gatt, che da semplice trattato si trasforma in Organizzazione internazionale. La nascita del Wto coincide con la ratifica degli accordi dellUruguay round, lultimo round negoziale del Gatt. Fra gli accordi siglati nellambito dellUruguay Round cè lo storico Accordo sullagricoltura, che dopo quasi 50 anni definisce una disciplina per il commercio agricolo che fino ad allora aveva goduto di deroghe specifiche

33 33 Il negoziato agricolo nel Wto Così come previsto dallUruguay round, i negoziati sui temi legati al commercio agricolo riprendono alla fine del 2000 Nel novembre del 2001, dopo il fallimento di Seattle (1999), viene dato avvio alla Doha Development Agenda che fa ripartire il negoziato generale inglobando tutti i temi in discussione (il single undertaking) Sul fronte agricolo, il primo obiettivo è mettere a punto delle modalità negoziali che indichino le linee principali degli accordi da sottoscrivere Dopo 5 anni di negoziati, e dopo il fallimento della Conferenza ministeriale di Cancun (2003), si è ancora in attesa di raggiungere un accordo sulle modalities

34 34 Verso la Conferenza di Hong Kong Nel luglio 2004 i membri del Wto raggiungono un accordo-quadro che rappresenta la base per la predisposizione delle modalities La ratifica dellaccordo-quadro fa ben sperare e lauspicio è quello di poter concordare il documento di modalities entro la Conferenza ministeriale di Hong Kong (dal 13 al 18 dicembre 2005) Nonostante lintenso ritmo negoziale e la presentazione di articolate proposte dei principali paesi interessati, alla vigilia della Conferenza di Hong Kong le distanze sono ancora molto forti Alla Conferenza di Hong Kong non si arriva a definire uno schema di modalities ma vengono comunque compiuti alcuni passi in avanti

35 35 Lo stato dellarte nel negoziato agricolo La discussione nel negoziato agricolo è tradizionalmente articolata in tre pilastri: –Accesso al mercato –Sussidi alle esportazioni –Sostegno interno Accanto ai tre pilastri, vi è un altro tema fondamentale per lagricoltura: la tutela delle indicazioni geografiche (IG) La discussione sulle IG si tiene sia nellambito del negoziato agricolo, sia nel negoziato sui TRIPS (gli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale)

36 36 Accesso al mercato Il tema dellaccesso al mercato è il tema cardine del Wto e ha come oggetto la riduzione degli ostacoli agli scambi commerciali fra paesi Lobiettivo specifico è quello di ridurre le tariffe (o dazi) sulle importazioni. Sebbene facile da enunciare, il raggiungimento di tale tale obiettivo è più difficile di quanto possa sembrare Innanzitutto, le barriere al commercio devono essere di natura tariffaria, e a questo ha pensato lUruguay round che ha trasformato tutte le barriere non tariffarie in tariffe (es. restrizioni quantitative, prelievi variabili, etc) Inoltre esistono una moltitudine di opzioni diverse per procedere nella riduzione delle tariffe

37 37 Lo stato del negoziato In materia di accesso al mercato gli Stati Uniti, grandi esportatori di commodities, hanno presentato proposte molto aggressive LUnione europea gioca sulla difensiva con proposte più conservative Larticolata compagine del G20 (venti paesi in via di sviluppo guidati da Cina, India e Brasile) che comprende paesi esportatori ma che hanno anche interessi sulle importazioni, si colloca a livello intermedio

38 38 Sostegno alle esportazioni Nellambito del sostegno alle esportazioni vengono classificati tutti i sistemi che facilitano lattività di esportazione rendendola più competitiva Il sostegno alle esportazioni genera il cosiddetto dumping in base al quale i prodotti esportati vengono venduti sui mercati esteri a prezzi inferiori rispetto a quelli del mercato interno La forma principale di sostegno allexport è attraverso veri e propri sussidi che integrano ai produttori la differenza tra il prezzo interno e il prezzo sul mercato di destinazione Oltre ai sussidi esistono altre forme di sostegno, meno trasparenti ma ugualmente distorsive: -crediti e assicurazioni sulle merci esportate - commercio delle imprese di Stato -esportazioni mascherate da aiuti alimentari

39 39 Lo stato del negoziato Il tema dei sussidi alle esportazioni è il meno controverso e a Hong Kong è stato raggiunto un accordo sulleliminazione di tutte le forme di sostegno allexport Ciò riguarda in particolare lUnione Europea che resta uno dei pochi dispensatori di sussidi allexport Già nel maggio 2004, gli allora Commisari europei Lamy e Fischler si erano impegnati a eliminare tutti i sussidi allexport. Tale offerta veniva però condizionata alleliminazione delle altre forme di sussidio meno evidenti ma ugualmente distorsive Ad Hong Kong è stato deciso che il 2013 rappresenta la data entro la quale arrivare alla eliminazione completa del sostegno allexport

40 40 Sostegno interno Il Wto si occupa principalmente di questioni commerciali, ed il tentativo del Wto di disciplinare le politiche interne dei paesi membri potrebbe apparire estraneo al suo mandato. In effetti lagricoltura è lunico settore in cui ciò accade La ragione di ciò risiede nel fatto che gli interventi di politica interna hanno riflessi sui mercati internazionali e quindi, il Wto tenta di ridurre limpatto che tali interventi possono avere sugli scambi internazionali Le misure di politica agraria, infatti, specie quelle che assicurano un sostegno accoppiato alla quantità prodotta, possono influenzare in misura significativa il livello e la composizione della produzione agricola interna di un paese, modificando la sua domanda di importazioni o la sua offerta di esportazioni e, quindi, distorcendo gli equilibri commerciali che si sarebbero generati in loro assenza

41 41 La classificazione del sostegno interno Le politiche di ciascun paese vengono classificate e disciplinate in base al loro potenziale distorsivo del commercio mondiale La classificazione Wto delle politiche di sostegno interno si basa su un analogia con i colori del semaforo, ai quali corrispondono delle scatole il ROSSO indica la proibizione ad utilizzare un determinato tipo di strumenti, il GIALLO linvito a moderarne luso il VERDE la possibilità di farne uso liberamente La scatola rossa non viene utilizzata in quanto non ci sono politiche proibite; in compenso cè la scatola blu: che contiene politiche distorsive ma che per accordo politico sono state esonerate da impegni di riduzione

42 42 Lo stato del negoziato In materia di sostegno interno le posizioni negoziali sono meno distanti che per laccesso al mercato. I paesi vengono classificati in base allentità del sostegno che erogano. I paesi nelle fasce con livelli di sostegno interno più elevato dovranno sostenere riduzioni maggiori (vedi grafico) LUnione europea verrà chiamata a sostenere i tagli maggiori (anche del 70%) ma grazie alla riforma della Pac del 2003, che sposta una parte consistente del sostegno nella scatola verde, gli impegni di riduzione dovrebbero essere compatibili con la struttura del sostegno europeo

43 43 Il sostegno interno in alcuni paesi Ocse

44 44 Un commento generale E ancora presto per effettuare valutazioni sugli scenari che potrebbero essere generati dal Doha round Il negoziato agricolo ha fatto qualche passo avanti e la scadenza per la preparazione delle modalities è fissata per laprile 2006; tuttavia per arrivare a chiudere il round è necessario progredire anche sugli altri tavoli negoziali Per lagricoltura, le indicazioni delle trattative in corso mostrano il profilarsi di un accordo sullagricoltura in linea con il processo di regolamentazione dellagricoltura avviato dallUruguay round, ma che non dovrebbe mettere in crisi la struttura della PAC riformata I negoziati sono comunque imprevedibili e il Wto del 2005 è ben diverso dal Gatt del In questottica non va quindi trascurato il nuovo ruolo negoziale che alcuni Pvs (G20) hanno cominciato a giocare da Cancun in poi

45 45 Per saperne di più F. De Filippis, L. Salvatici (a cura di), Un percorso difficile Il negoziato agricolo nel Doha round del Wto, Quaderni del Forum Internazionale dellagricoltura e dellalimentazione (in corso di stampa)

46 46 Le sfide interne Ipotizzando dunque che il potenziale accordo Wto non sia destinato a sconvolgere gli orizzonti della Pac riformata, si potrebbe pensare che il futuro del sostegno agricolo nella Ue possa procedere fino al 2013 secondo il percorso programmato Tuttavia, sul fronte interno emergono alcuni elementi di novità: 1. il dibattito sul bilancio dellUE ha messo le risorse PAC al centro del dibattito politico contrapponendo blocchi di paesi a favore e contro la riduzione del gettito per lagricoltura; per il momento laccordo raggiunto a fine 2005 lo mette al riparo da drastiche riduzioni 2. lattenzione dellopinione pubblica sulla Pac comincia a farsi importante

47 47 Le spinte riformiste del Regno Unito Un programma per la Politica Agricola Comune a cura dei Ministeri Finanze e Agricoltura del Regno Unito

48 48 La nuova attenzione per la PAC Difficilmente in passato si discuteva pubblicamente delle politiche per lagricoltura. Ora il tema è oggetto di frequente dibattito: Che PAC! – Report, RaiTre Beppe Grillo – Tour 2005 www. farmsubsidy.org LEuropa verde sprecona – la Repubblica, 2 dicembre 2005

49 49

50 50 LEuropa verde sprecona

51 51 Alcuni spunti di riflessione A BREVE TERMINE: - tetti agli aiuti PAC - introduzione di regole di condizionalità ambientale vere e stringenti A MEDIO TERMINE: Modello di riferimento dualistico: -intervento a sostegno delle aziende multifunzionali in zone marginali e sensibili dal punto di vista ambientale e sociale - imprese agricole orientate al mercato, con la progressiva sostituzione degli aiuti disaccoppiati con schemi di tutela del reddito aziendale da crisi di mercato e produttive

52 52 Una certezza Tanto maggiore sarà la spinta al cambiamento delle politiche di sostegno al settore agricolo, tanto maggiore sarà la necessità di orientare al mercato le strategie dellimpresa

53 53 Lo schema stabilizzazione e tutela del reddito del Canada Dal 2004 il Canada ha introdotto il CAIS (Canadian Agricultural Income Stabilization) Condizione necessaria per poter partecipare ai benefici del Cais è quella di contribuire con risorse dellimpresa Il produttore ha diritto a ricevere degli aiuti quando il margine lordo dellimpresa scende al di sotto della media del margine lordo degli ultimi 5 anni E possibile selezionare livelli di protezione del reddito fra il 70% e il 92%. La contribuzione del produttore è proporzionale al livello di protezione selezionato e oscilla in un intervallo che va dal 14 al 22% del margine di riferimento.

54 54 In caso di riduzione del reddito il produttore ha diritto a ricevere integrazioni 50% (1 $) 30% (1 $)70% (2,3 $) 50% (1 $) 20% (1 $) 80% (4 $) Stabilizzazione Emergenza Reddito del produttore 100% 85% 70% Contributo pubblico Prelievo dal conto di risparmio del produttore 0% Fino a riduzioni del 30%, il produttore partecipa alla reintegrazione del reddito con quote significative del risparmio. Per riduzioni di reddito che vanno oltre il 30%, si passa dalla stabililizzazione all emergenza e il governo copre l80% della reintegrazione

55 Il made in Italy nella strategia dellimpresa agricola

56 56 Il sogno europeo di Jeremy Rifkin Noi americani amiamo mangiare; amiamo mangiare, ma non amiamo il cibo. In Europa avete un rapporto damore con il cibo. In Europa il cibo non è un fine, ma laffermazione di chi siete, il riflesso della vostra storia, delle vostre radici, della vostra cultura, della vostra identità. Due visioni diverse del mondo: il sogno americano è così diverso dal sogno europeo. Non ci si può nemmeno avvicinare a comprendere le differenze fra le politiche agricole degli Stati uniti e dellUnione Europea se non abbiamo compreso le differenze fra il sogno americano e il sogno europeo. Noi pensiamo in un modo profondamente diverso dal vostro e quindi quando negoziamo in sede Wto abbiamo diverse sensibilità, diversi punti di vista e un modo diverso di intendere il cibo.

57 57 Il sogno europeo di Jeremy Rifkin LEuropa di cui parla Rifkin è forse quella mediterranea? Sicuramente si addice alla realtà italiana Forse esagera un po, come molti americani, ma è una prospettiva interessante Certamente il rapporto con il cibo in Italia è molto speciale E forse è proprio dovuto dalla disponibilità di risorse dal valore inestimabile identificate con il Made in Italy

58 58 Il Made in Italy non è solo agroalimentare ma lo rappresenta bene Delle 30 icone dellItalian Stlyle di AD 10 sono prodotti agroalimentari la pizza il parmigiano il Campari la mozzarella la Nutella il Martini la pasta la San Pellegrino Il prosciutto di Parma il Bacio Perugina

59 59 Cosè il Made in Italy Definire il Made in Italy forse è più difficile che definire la globalizzazione Come per la globalizzazione ognuno dice la sua…. Cè chi vorrebbe escludere -il prodotto di base -il luogo di produzione -la concezione e chiamarlo solo Italy Per il patrimonio agroalimentare italiano sembra uno scherzo

60 60 Un passo indietro per comprendere limportanza del Made in Italy Valore aggiunto agricoltura, silvicoltura e pesca: 2,5 % del valore aggiunto totale Forza lavoro impegnata in agricoltura: 5,5% (2,2% della popolazione totale) Numero di aziende: 2,3 milioni (1/3 delle aziende della UE a 15) dimensione media 5,2 ettari Numero di aziende reali (imprese) (iscritte allalbo delle Camere di Commercio): meno di 1 millione Saldo commerciale agroalimentare: - 8,7 milioni di Euro

61 61 Il valore aggiunto dei settori economici

62 62 Valore della produzione agricola per settore (media 2002 – 2004, milioni di euro)

63 63 Valore della produzione agricola per settore (media 2002 – 2004)

64 64 Variazione nella struttura produttiva ( rispetto a )

65 65 Bilancia agroalimentare: - 8 miliardi di euro

66 66 Prodotti con saldi passivi (milioni di euro)

67 67 Prodotti con saldi attivi (milioni di euro)

68 68 Forte caratterizzazione regionale Indici regionali di valore aggiunto agricolo (1980 – 2004)

69 69 Alcuni esempi

70 70 Il peso delle produzioni di qualità La quota dei prodotti di qualità come - frutta, - ortaggi, - vino, formaggi, - carni trasformate, - altri prodotti tradizionali arriva a circa il 45% del valore del comparto agroalimentare (agricoltura + industria alimentare)

71 71 Prodotti tipici e tradizionali Il Ministero per le politiche agricole ha censito oltre prodotti agroalimentari tradizionali (denominazioni vinicole incluse)

72 72 Fatturato DOP e IGP Fonte: Ismea

73 73 Un patrimonio che fa gola a molti

74 74 Olio Italiano = 60 al litro 350ml a $25 = 1 litro a $ 72

75 75 Un patrimonio che fa gola a molti Prosciutto messicano!!! Prosciutto italiano? Prosciutto spagnolo?

76 76 Il problema economico: le barriere allentrata La grande maggioranza dei produttori agricoli è price taker: non può far altro che accettare il prezzo imposto dal mercato Lomogeneità della produzione rende i prodotti perfettamente sostituibili e la frammentazione produttiva rende difficile lorganizzazione dellofferta In virtù della perfetta concorrenzialità del mercato, il prezzo del prodotto indifferenziato tende a raggiungere il livello del costo marginale Ogni volta che il costo marginale si abbassa, si abbassa anche il prezzo del prodotto. Tale meccanismo genera una progressiva tendenza al ribasso

77 77 Il trend al ribasso del prezzo del grano

78 78 Alla scoperta dellItalia Agribusiness: an International Journal, luglio 2004, Vol. 20, N. 3, pp

79 79 Il vincolo sullorigine elimina la fungibilità delle produzioni Lidentificazione dellorigine è una leva insostituibile per rompere il circolo della concorrenza perfetta In un settore di successo i profitti attraggono nuove imprese che provocano unespansione dellofferta fino a far scomparire i profitti La scelta dellidentificazione dellorigine è larma vincente per la tutela del Made in Italy

80 80 La strategia Coldiretti Nel piano di rigenerazione del sistema agricolo italiano, la valorizzazione del made in Italy ha un ruolo centrale: Il Presidente Bedoni al Consiglio nazionale del 23 aprile 2004: «Il made in Italy alimentare è molto di più di un prezioso giacimento da preservare. E, in quanto tale, un asset decisivo della politica economica e quindi una ricchezza inestimabile per il futuro della società italiana nellera post-industriale in cui ci siamo già abbondantemente inoltrati. »

81 81 Un asset da valorizzare « Questo asset si può utilizzare e spendere in un solo modo: mettendo lagricoltura in condizione di alimentare la filiera con prodotti che abbiano tre caratteristiche congiunte: -la qualità che deriva dallecosistema, -linsostituibilità che deriva dal legame con territori ad alta riconoscibilità culturale, - la competitività che deriva dalla formazione di un moderno e dinamico sistema di imprese in grado di andare sul mercato anche con piccoli volumi produttivi. Il nostro progetto di rigenerazione dellagricoltura ha teso proprio a creare le premesse perché queste tre caratteristiche si possano sviluppare al massimo livello in Italia. » (Paolo Bedoni)

82 82 Limpegno nazionale e internazionale A livello nazionale: indicazione dellorigine in etichetta A livello internazionale: la tutela delle denominazioni di origine

83 83 Letichettatura dei prodotti alimentari in Italia I CIBI CON LA CARTA DI IDENTITA' E QUELLI SENZA Carne di pollo e derivati Carne bovina Frutta e verdura fresche Uova Miele Latte fresco Pesce Carne di maiale e salumi Carne di coniglio Frutta e verdura trasformata Olio di oliva Derivati del pomodoro Latte a lunga conservazione Derivati dei cereali

84 84 La tutela delle IG a livello internazionale Per lagricoltura italiana la tutela delle indicazioni geografiche è fra le questioni più rilevanti dellattuale negoziato Wto Le trattative per definire un sistema di protezione delle IG si svolgono a due livelli: - nel negoziato TRIPS (il trattato per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale che hanno rilevanza dal punto di vista commerciale) - nel negoziato sullagricoltura

85 85 Il negoziato Trips Il trattato TRIPS garantisce ai prodotti che hanno specifiche indicazioni geografiche una forma di protezione di base (art. 22). Per vini e bevande alcoliche viene garantita un protezione accresciuta e rafforzata (art. 23) La Dichiarazione ministeriale di Doha contiene limpegno delle parti a negoziare la creazione di un sistema multilaterale di notifica e registrazione delle indicazioni geografiche per i vini e le bevande alcoliche Inoltre, dà mandato di verificare la possibilità di estendere la protezione accresciuta e rafforzata anche ad altri prodotti

86 86 Le IG nel negoziato sullagricoltura Parallelamente al negoziato TRIPS, lUnione Europea ha cercato di aprire un altro fronte nel negoziato sullagricoltura stilando un elenco di 41 prodotti regionali di qualità i cui nomi si vogliono recuperare e tutelare. La necessità di recuperare deriva dal fatto che alcune denominazioni proprie dellUe sono ormai da anni legalmente utilizzate (e a volte depositate come marchi) in altri paesi. In questi casi, un accordo nellambito del Trips non sarebbe del tutto risolutivo, in quanto i diritti acquisiti in tali paesi non verrebbero messi in discussione

87 87 Lo stato del negoziato sulle IG: gli aspetti positivi Il negoziato sulla tutela delle indicazioni geografiche è tornato finalmente ad occupare un posto di rilievo nellambito della posizione negoziale dellUnione Europea Secondo Peter Mandelson, Commissario al commercio estero e negoziatore UE al Wto, le offerte negoziali della UE sono «strettamente condizionate allaccettazione da parte degli altri partner di un certo numero di questioni fuori dal capitolo agricolo» tra cui quella di «poter contare su un registro multilaterale delle indicazioni geografiche» Dello stesso avviso Mariann Fischer Boel, Commissario allagricoltura e allo sviluppo rurale, che ha affermato che «le proposte audaci dellUe sono sinonimo di sfide nuove per lagricoltura europea, ma devono avere in cambio qualche ritorno, soprattutto in materia di riconoscimento internazionale delle indicazioni geografiche»

88 88 Lo stato del negoziato sulle IG: gli aspetti meno incoraggianti Alla Conferenza ministeriale di Hong Kong non si sono compiuti progressi rilevanti in materia di tutela delle indicazioni geografiche Nella Dichiarazione finale viene nuovamente reiterato linvito ad intensificare le negoziazioni per listituzione del registro multilaterale per vini e bevande alcoliche Inoltre, si prende atto delle consultazioni relative allestensione della protezione più elevata a prodotti diversi dai vini che rappresentano «questioni di un certo interesse ma che non sono oggetto di accordo»


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