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Animal loquens (1) Linguaggio e mente negli animali non umani (Stefano Gensini, 15.4.2010)

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Presentazione sul tema: "Animal loquens (1) Linguaggio e mente negli animali non umani (Stefano Gensini, 15.4.2010)"— Transcript della presentazione:

1 Animal loquens (1) Linguaggio e mente negli animali non umani (Stefano Gensini, )

2 Le voci degli animali intorno a noi

3 … e i loro nomi (in latino) Leonifremere, rugire Tigri rancare Panterecaurire Cinghialifrendere Linciurcare Porcigrunnire Canilatrare Capronimiccire Topipipitare …… Le voces degli uccelli Caccabare, cacillare, crispire, crocitare, cucubire, cuculare, fringulire, fritinnire, gliccire, glottorare, graccitare, pipare, pulpulare, pusitare, soccitare, tetrinnere, tinnipere, zinziare…

4 Due volti di un mito Gli animali parlanti (Esopo [VII-VI a.C.], Fedro [I d.C.], G.B. Casti [1802], Leopardi…); Gli animali come portatori di saggezza (il cane logicizzante di Crisippo, il grillo parlante di Pinocchio…). Lanimale come bruto, soggetto solamente ai sensi; Fatti non foste a viver come bruti; Lanimale come vivente degradato; Alogon zoon = vivente senza logos, cioè senza parola e senza mente.

5 Ma che vuol dire linguaggio e che vuol dire mente? Non si tratta di termini neutri: a seconda di ciò che si intende con essi, cambia la natura del nostro problema. Ad esempio: linguaggio vuol dire parola o anche gesto, segnale visivo, segnale olfattivo ecc.? E la mente cosè? Una sostanza o una funzione? Se un computer riconosce la mia voce ha una mente? E se un cane capisce un mio comando?

6 Oppure vogliamo dire che quella del cane (o del computer) è un po come una mente e un po no? E dove si trova allora il confine?

7 Un punto di partenza moderno: Cartesio Nel Discorso sul metodo (1637) Cartesio sostiene che mente e parola sono solo degli esseri umani; gli animali sono macchine: non hanno vita interiore, ma solo reazioni fisiche; i loro versi sono solo escrescenze meccaniche degli stimoli ricevuti. Caso limite: gazze e pappagalli: sembrano parlare, ma non è così: essi imitano la voce umana senza coordinarle alcun significato.

8 Una pagina celeberrima

9 Cartesio è il vertice di una tradizione discontinuista iniziata con gli Stoici Dicono che l'uomo non differisce dagli animali irragionevoli (áloga) per il discorso in quanto discorso esternato [lógos prophorikós] (emettono voci articolate anche i corvi, i pappagalli, le gazze), ma per il discorso interiore [endiathétos] ; e non per la rappresentazione pura e semplice (anche gli animali possono avere rappresentazioni), ma per la rappresentazione capace di passare da un oggetto all' altro e di forma complessa. Perciò l'uomo, che ha nozione della conseguenza, può immediatamente passare, in virtù di questa, alla nozione del segno: 'se è questo, è quest'altro'. Che il segno esista, dipende direttamente dalla natura e dalla struttura dell'uomo. (Sesto Empirico Adv. log., II, 275)

10 In questa tradizione dunque… Mente è una sostanza spirituale (res cogitans) innata nellessere umana e (secondo alcuni) infusavi da Dio; Linguaggio è un dispositivo di esternazione del pensiero: esso non serve a pensare, non aiuta il pensiero, ma lo esprime, lo comunica.

11 Un cartesiano dei nostri tempi: Noam Chomsky Il linguista statunitense riprende le tesi di Cartesio: Mente e linguaggio sono dispositivi separati e specie-specifici Gli animali sono privi di sintassi e di creatività; non hanno un vero linguaggio ma solo un sistema di comunicazione di bisogni elementari.

12 Due difficoltà: che cosa fanno gli scimpanzé qui fotografati? Mamma scimpanzé insegna al suo cucciolo come usare un ba- stoncino per estrarre le termiti dalla tana. Strumento? Riconoscersi allo specchio sarebbe una esclusiva degli esseri dotati di coscienza. Dunque?

13 Cè una seconda tradizione: quella del Filosofo per eccellenza… Aristotele (Historia animalium, De partibus animalium, Politica): Gli animali hanno voce (phoné) dotata di significato: esprime il piacere e il dolore; Alcuni uccelli condividono la dialektos (voce articolata): essa non è innata, inoltre gli uccelli apprendono il canto di altre specie, possiedono dialetti canori.. Aristotele visto da Raffaello San- zio (Scuola di Atene)

14 … e del grande poeta materialista Lucrezio (V libro del De rerum natura): Animali e umani hanno tutti voci differenti con le quali esprimono bisogni, affetti, desideri; Gli animali hanno forme di comunicazione corporea che svolgono la stessa funzione; Il bisogno (utilitas) governa lo sviluppo del linguaggio


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