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Le comunità virtuali come fattore di sostenibilità sociale e organizzativa del sistema scuola Paolo Ferri Università degli Studi Milano-Bicocca IRRE Marche.

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Presentazione sul tema: "Le comunità virtuali come fattore di sostenibilità sociale e organizzativa del sistema scuola Paolo Ferri Università degli Studi Milano-Bicocca IRRE Marche."— Transcript della presentazione:

1 Le comunità virtuali come fattore di sostenibilità sociale e organizzativa del sistema scuola Paolo Ferri Università degli Studi Milano-Bicocca IRRE Marche - Seminario Interregionale Reti Telematiche Progettualita' e formazione on line Aula Magna Facoltà di Economia, Università Politecnica delle Marche Ancona, Piazzale Martelli, settembre 2004

2 Sintesi a. Le comunicazioni digitali abilitano la possibilità di attivare politiche didattiche, di formazione e comunicazione all’interno della scuola, che permettano di realizzare insieme azioni innovative di formazione e sostenibilità sociale ed economica, non solo rispetto alle pratiche e agli obiettivi dell’organizzazione scolastica e del sistema scuola, ma anche rispetto a pattern condivisi di valori “socialmente sostenibili”. b. Si tratta di azioni didattiche e di formazione che integrano didattica in presenza e attivazione di comunità virtuali didattiche ed organizzativo (Coportate portal della scuola, per la didattica, la formazione formatori, la gestione amministrativa, la gestione di aule virtuali) con modalità di blended learning che possono, cioè, essere rivolte:  Al miglioramento e al consolidamento dell’azione didattica  Alla costruzione ed al rafforzamento di una cultura di riferimento della scuola e del sistema formativo  Alla costruzione di un senso di “employee citinzenship” e di una responsabilità sociale (corporate social responsability) dell’istruzione scolastica. c. Le comunità virtuali di apprendimento e comunicazione sono, d’altra parte, sempre più spesso uno dei principali fattori di costruzione di una sfera simbolica e di pratiche condivise comuni. d. L’integrazione stretta fra comunicazione e formazione, all’interno delle comunità virtuali di apprendimento, risulta chiave nei processi di visioning strategico e nelle azioni di sostegno delle attività di “change management” nella scuola.

3 Contenuti  Contenuti: Comunità virtuali di apprendimento: una definizione La transizione dei modelli didattici e formativi Agire comunicativo ed “immaterialità pesante” della comunicazione: comunità virtuali Didattica, formazione organizzazione e visione strategica nella scuola Conclusioni: le relazione tra comunità apprendimento e sostenibilità sociale della scuola

4 Agire formativo e comunicativo ed “immaterialità pesante” della comunicazione digitale Lo scenario: il “paesaggio” competitivo odierno  la tendenza ad affermarsi a livello globale, all’interno delle società avanzate, di quella che potremmo considerare come una nuova “forma evolutiva” delle società contemporanee, che con Manuel Castells possiamo definire “società ed economia informazionale” (Castells, 1996, 1997, 2000);  inclinazione del “capitalismo informazionale” ad inglobare e ricomprendere la conoscenza, la cultura e l’esperienza all’interno della catena della generazione del valore, quello che è stato definito da Jeremy Rifkin, come “capitalismo culturale” (Rifkin, 2000) o “capitalismo dell’esperienza”  il trend verso l’affermazione di un modello che potremmo chiamare Click and Mortar (Ferri, 2004), cioè la rapidissima infrastrutturazione ICT di tutte le realtà produttive.  il crescere del valore della conoscenza e della formazione all’interno delle istituzioni e il loro divenire un fattore strategico come leva del cambiamento e dell’innovazione (Grant: 1991 ; Recchioni 2001). Si pensi a questo proposito a tutte le tematiche correlate al tema del “Knowledge Management” e al suo nesso con le strategie di formazione (Vergeat e Cesaria: 2001).

5 1.Comunità virtuali di apprendimento: una definizione Ieri: (e a volte anche oggi): Formazione Tech-driven  e-learning: eccessiva enfasi sulla “e”, ossia sulla componente tecnologica, mentre si tratta di un processo d’innovazione complesso: tecnico, cognitivo, culturale e sociale e consentito dalla tecnologia ma non determinato da essa. Oggi: Blended e complex learning  ci si rende conto dell’importanza di sfruttare le nuove opportunità tecnologiche coniugando opportune filosofie pedagogiche a quanto viene abilitato dall’ICT  si prende coscienza che le strategie possibili di formazione non sono quelle basate sull’e-learning puro ma quelle “blended”  la sfida non è la semplice sostituzione di un metodo con un altro ma invece quella dell’integrazione e della partnership fra una più ampia gamma di metodologie disponibili.

6 L’evoluzione dei modelli didattici: 60/70: Modello tecnico-razionale Per questa sintesi è stato utilizzato un articolo di Elio Damiano "Modelli didattici e lavoro in aula",Nuova secondaria, settembre 1998,n°1. La principale caratteristica di questo modello è quella di puntare sull'insegnamento come un'azione tecnico-razionale orientata ad introdurre i cambiamenti attesi presso l’ “oggetto” in apprendimento,  autoregolare l'intervento mediante l'intervento continuo sul processo. Accertamento del prodotto come esito di una precisa azione di insegnamento.  L'attenzione è posta al controllo degli interventi che vengono in parte riorganizzati dopo le fasi di monitoraggio. Metodi quantitativi di valutazione Scansione logica e programmata delle tappe della didattica Le capacità di previsione e di controllo sono le competenze principali dell'insegnante: l'apprendimento è fenomeno del tutto prevedibile e controllabile.  Esempi: la pedagogia per obiettivi di Skinner e/o dalle tassonomie di Bloom.

7 Modelli di processo Propensione per il metodo, inteso come procedura di pensiero riflessivo da privilegiare nell'insegnamento. Il metodo viene insegnato facendo fare agli studenti diretta esperienza dei procedimenti di scoperta (problem posing, problem solving). Tali modelli si riconoscono nella ricerca-azione e nei laboratori. Si accorda preferenza agli argomenti desunti dall'attualità ( in nome della continuità con l'esperienza concreta e diretta dei ragazzi). Si enfatizza la congruenza psicologica con gli interessi degli allievi e la pregnanza emotiva ed affettiva del lavoro in classe, nonché il benessere relazionale. La valutazione si esercita sui processi, cioè sui dinamismi di interesse, coinvolgimento, condivisione di un'attività scolastica significativa. Si valorizzano gli itinerari di cambiamento con strumenti di valutazione qualitativi.

8 Modelli Costruttivisti dell’”Oggetto mediatore” Questo terzo modello didattico rimprovera ai modelli del prodotto un eccesso di semplicità No relazione causa-effetto che dovrebbe unire insegnamento ed apprendimento. Richiamo diretto all’epistemologia costruttivista; Apprendimento lavoro produttivo del soggetto su cui l'insegnamento può intervenire soltanto indirettamente (Rogers, Mantovani)  Azione sull'ambiente in cui si compie. Per questo alcuni modelli di questa categoria si chiamano ecologici ( Bateson). Le nozioni scolastiche hanno importanza, come “tools disciplinari“: costituiscono degli amplificatori delle strutture cognitive del soggetto in apprendimento (Piaget, Brunner, Papert). La specificità di questi modelli sta nella mediazione tra i due processi dell'insegnamento e dell'apprendimento, che convergono su un compito comune. L'apprendimento può aver luogo solo a partire dagli oggetti culturali (Geertz - nozioni, concetti disciplinari,..) Rientrano in tali modelli lo costruttivismo sociale di Bruner e Gardenr, il modello dello "sfondo integratore", la didattica per concetti (Damiano), la pedagogia del contratto e del conflitto (Nigris).

9 La rimediazione digitale della formazione: nuovi oggetti culturali per la didattica La sfida attuale riguarda - parafrasando Bolter e Grusin (Bolter, Grusin 2001)- la “ri-mediazione”, ovvero lo sviluppo di un rapporto di collaborazione e di competizione fra i media tradizionali dentro e fuori dall’aula e quelli digitali Si assiste: ad una perdita di rilevanza entro le aziende sia della formazione istituzionale standardizzata sia degli interventi di comunicazione/formazione “a pioggia”. A una parallela crescita delle azioni mirate “on demand”, che spesso coinvolgono più persone disperse sul territorio, in questo caso la metodologia più efficace consiste nel combinare in maniera sinergica metodi con differenti punti di forza e di debolezza come:  attività d’aula “tradizionale” e con metodi attivi  comunicazione interna  moduli di e-learning  knowledge management ecc

10 Le comunità virtuali come strumento multicodicale della rimediazione della formazione Comunità virtuali di apprendimento: ambiente cognitivi a dimensioni multiple, di learning e socialità (Virtuale+Reale)  Learning: elementi linguistici, grafici, visivi e sonori si intersecano in una struttura a rete (network), in spazi collaborativi di interazione in presenza o a distanza.  Socialità comunicazione: questo nuovo ambiente cognitivo prevede una tipologia di interazione tra i diversi media e tra i soggetti della formazione che presenta caratteristiche innovative: relazione di apprendimento immediata e mediata “in absentia”, “freddezza della socialità digitale, maggior simmetria tra formatore e formando, facilità della tracciabilità della conoscenza tacita, sharing immediato delle conoscenze (Turkle, 1996, Wallace 2001),  Codici: i codici e la comunicazione di un ambiente cognitivo didattico a dimensioni multiple sono molto differenti da quelli tradizionali, e soprattutto cominciano solo ora a essere indagati approfonditamente.

11 Le infrastrutture per abilitare le comunità virtuali  “school portal”  Data base amministrativi  Aule virtuali  “work station digitale a banda larga” a domicilio per docenti  cablaggio scuole e case operatori a banda larga  l’utilizzo massiccio di strumenti di video-conferenze digitali interattive in occasione di eventi di particolare rilievo  logica dell’”any time any where” per organizzazione e formazione formatori

12 Comunità virtuali, interagisce l’accoppiamento strutturale di tre fattori: a. l’e-learning implica sia l’impiego di tecnologie evolute che una concezione psicologico-sociale del processo di apprendimento orientata e guidata dalle esigenze dei formandi (costruzionismo socio- culturale, Varisco 2002). nell’e-learning Internet abilita lo studente (insieme agli altri attori del processo conoscitivo) a partecipare attivamente al processo di co-produzione della conoscenza. questo perché internet abilita allo sviluppo di ambienti virtuali ad alto tasso di interattività e di cooperazione sociale. Ne consegue che la rete consente al formatore ed ai formandi di accedere a nuovi modelli d’interazione e di apprendimento.

13 Comunità virtuali, accoppiamento strutturale di tre fattori: b. knowledge management il knowledge management ha per oggetto la gestione sistematica della conoscenza anche attraverso processi abilitati dall’info-tech. più specificamente lo sviluppo del knowledge management si propone di rendere rintracciabile ed utilizzabile la conoscenza a livello di sistema organizzativo e didattico scolastico. questo attraverso la promozione entro l’organizzazione scuola di una cultura orientata al trasferimento ed allo sviluppo della conoscenza ed al sostegno delle relazioni fra le persone che appartengono alle medesime comunità di pratica (Davenport e Prusak: 1998; Wenger:1999 ).

14 Comunità virtuali, accoppiamento strutturale di tre fattori: c. change management e management of change lo sviluppo delle opportunità di apprendimento e di formazione offerte dalla rete implica da un lato la messa a punto di nuove soluzioni tecniche e dall’altro quella di nuovi stili e modelli culturali di rapporto fra le dirigenti, insegnati, la scuola, le imprese e le altre istituzioni (Recchioni, 2002). i processi di comunicazione abilitati dai nuovi media info-tech assumono particolare rilievo per il contributo che possono fornire all’innovazione ed al cambiamento culturale in un epoca in cui, anche, la scuola pubblica, sottolineo pubblica, deve confrontarsi con la tendenziale destrutturazione delle organizzazioni e l’apertura dei che dà più spazio all’autonomia ed alla partecipazione degli attori (Micelli, 2000).

15 Agire formativo, agire comunicativo e condivisione dei valori  L’”agire formativo” contemporaneo si qualifica sempre più come una forma di “agire comunicativo”, ovvero un insieme di azioni sociali che non tendono solamente all’ottenimento di obiettivi di natura “strumentale” o “strategica” (Habermas, 1981).  L’”agire comunicativo” nell’ambito del sistema scuola tende perciò ad integrare un peculiare orientamento alla ricerca di “norme consensuali” che definiscano le aspettative reciproche riguardo al modo in cui, in una situazione data, operano gli attori della “relazione organizzativa”. La visione neoclassica della competizione viene perciò progressivamente integrata da forme di cooperazione.  Questo orientamento presuppone l’esistenza di un “orizzonte della precomprensione” comune, e cioè di un retroterra di valori, prassi, comportamenti, e credenze comuni e condivise, ed è proprio in questa direzione che si muovono gli studi relativi alla “cultura formativa e organizzativa” e alla natura simbolica del comportamento organizzativo”(Lyytinen, 1992).

16 Agire formativo digitale come fattore strategico Per potere avere successo in un mondo in cui l’innovazione è il fattore strategico, il sistema scuola deve ripensare in chiave di comunicazione sociale e istituzionale interattiva e multicodicale il loro “agire formativo e organizzativo”. Prendiamo ancora una volta un esempio dell’organizzazione aziendale:  Nel capitalismo industriale sviluppato era la stessa “localizzazione” fisica di un’impresa, ovvero il “genius loci” di Detroit o di Mirafiori, a generare implicitamente uno spazio culturale ovvero un terreno di relazioni sociali, oggi questo compito è affidato soprattutto all’”immaterialità pesante” delle comunicazione digitali (Corporate portale, Community di apprendimento). Ciò è tanto più vero quanto più gli assetti organizzativi delle istituzioni divengono più “leggeri” e decentrati (non uso di proposito la parola federalismo e della devolution perché li ritengo uno dei principali fattori di destabilizzazione del Sistema Italia… ), improntati alla metafora dell’ecosistema di partnership, più che a quella tradizionale gerarchica.

17 Le comunità virtuali di apprendimento come strumento di creazione del valore Dunque la comunicazione e la formazione abilitate dalle tecnologie rappresentano sempre più spesso il veicolo e il vettore per la creazione di una sfera simbolica comune. Tre punti di attenzione:  1. La “convergenza digitale” ha fatto sì che sempre più spesso l’orientamento strategico di un istituzione, così come gli strumenti di gestione, verifica degli obiettivi e dei risultati, comunicazione e formazione siano veicolati dallo strumento digitale.  In questo senso molto concretamente l’”agire comunicativo” si è già trasformato in agire organizzativo e produttivo. Le relazioni formative, comunicative e organizzativa, sono, cioè, sempre più spesso veicolate dal medium comunicativo digitale e non solo dai contatti e dalle relazioni in presenza.

18 Community: formazione e comunicazione La didattica, la formazione e la comunicazione, mediate dagli strumenti digitali e interattivi, assumono in questo modo una funzione critica nella scuola contemporanea :  a) nei processi didattici e di generazione della conoscenza  b) nei processi di generazione, costruzione e consolidamento di una visione strategica condivisa dall’istituzione scuola: una base comune di prassi e valori, che costituisce l’identità sempre più immateriale e deterritorializzata dell’istituzione scolastica soprattutto in rapporto alle famiglie a alle altre istituzioni;  c) nei processi di change management che vengono sempre più spesso progettati, gestiti e accompagnati da azioni di formazione e comunicazione veicolate attraverso un mix di strumenti multicodicali: es. INDIRE for TIC, Corsi per dirigenti scolastici

19 Le comunità virtuali e la visione strategica La visione strategica presenta un nesso strettissimo con l’”agire didattico e formativo” abilitato dalle tecnologie. Essa implica:  la ricostruzione di uno scenario e la narrazione di un universo di senso che definisca il “cosa e dove vorremmo essere nel futuro” (Future State Visioning)  la capacità di costruire una visione del futuro in un terreno fondato sulla diffusione e l’aggiornamento continuo dei core values e dei i core purpose della scuola pubblica. Più in particolare, parlare di visione strategica significa in primo luogo e continuamente fondare la costruzione della strategia sul nesso fra quest’ultima e gli investimenti in cultura ed in conoscenze: quale il senso del nostro agire pedagogico e didattico.

20 ISSUESVALORI DEMOCRAZIA TOLLERANZA INTERCULTURALITA’ RISPETTO DELLE DIFFERNEZE E DELLE IDENTITA’ VISIONE STRATEGICA: SENSO DELL’AGIRE DIDATTICO E DEL RUOLO SCOCIALE DELLA SCUOLA PUBBLICA RECUPERO DI VALORE SOCIALE ED ECONOMICA DELLA SCUOLA PUBBLICA CONTENTUTI CONOSCENZE DIDATTICA COSTRUT-TIVISTA, SAPER FARE COMUNITA’ DI RATICHE COMUNITA’ DI RATICHE VALORE DELL’ESPERIENZA INTER/INTRADISCIPLINARE DIGITAL COMMUNITY ABILITATA DALLE TECNOLOGIE

21 La digitale communty della scuola del futuro Un utopia ? No, nelle “istituzioni e nelle aziende informazionali” un tale processo è già operativa (Polizia di Stato/ Fisco/ ENI/ CISCO):  Necessità di infrastrutturazione  Necessità di formazione Ora, valori e conoscenze mediati dalla comunicazione e dalla formazione abilitata dalle tecnologie, si sviluppano, entro questo contesto in un circolo virtuoso che permette di attivare, disseminare la visione strategica, per così dire, in un tutti i “terminali della eco-sistema scuola-famiglia-società”. INVESTIMENTI ECONOMICI

22 Il digital blended communitary learning nella scuola L’insieme di queste pratiche potrebbe realizzarsi nella scuola (come già accade nelle imprese) attraverso la disseminazione, e gestione digitale delle informazioni e della didattica e delle pratiche organizzative mediante la creazione di un “sistema nervoso digitale” dell’insieme del sistema scuola/lavoro che dovrà rafforzare e dare continuità alle tradizionali modalità della didattica in presenza. Si verrebbe a creare, perciò, un ambiente didattico che può essere identificato con un mix didattica tradizionale in presenza e formazione digitale (per studenti, docenti, dirigenti e personale amministrativi) Realizzando in questo modo un “modello blended”, un processo di formazione discenti/formatori/organizzazione scolastica che viene modulato tra analogico e digitale a seconda delle necessità e delle opportunità.

23 Le comunità virtuali del sistema scuola come fattore di sostenibilità sociale e organizzativa del sistema scuola L’obbiettivo a cui tendere è perciò una “situazione comunicativa ideale” (Habermas, 1984), un “modello” a cui tendere. Utilizzando le parole di Habermas, questo idealtipo corrisponde all’”agire comunicativo” perfetto è cioè al “discorso”.  una situazione comunicativa nella quale non solo si ricerca una condivisione di regole e di valori  ma impegna gli attori alla realizzazione di una finalità che non può essere definita che come etica.  Cooperare alla ricerca di una verità possibile, alla progressiva chiarificazione della situazione comunicativa, alla correttezza ed alla appropriatezza del discorso.  L’agire discorsivo impegna cioè da un punto di vista etico e valoriale i partecipanti al “discorso” a rispettare le seguenti regole: chiarezza, veridicità, sincerità, accettabilità sociale, criteri che definiscono “a priori” la validità della comunicazione.

24 Ora, in questo contesto si evidenziano tre aree di presidio, relativamente alla cultura delle persone e dell’azienda, che emergono come strategiche:  l’identità, l’apprendimento e la comunità

25 Comunità virtuali/reali di apprendimento della scuola come fattore di innovazione della società Se si realizzano queste condizione allora il sistema scuola si troverebbe in una situazione nella quale:  l’“agire didattico e formativo”, intendendo come formazione un approccio attivo che deriva dalle metodologie dell’attivismo pedagogico (Dewey, 1932) e del costruttivismo sociale (Bruner:1990, Papert: 1980, 1993, 1999, Gardner 1983);  l’”agire comunicativo ” verso le famiglie e la società (Habermas, 1981; Iivarj, 2000; Lyytinen, 1999);  l’“agire organizzativo”, inteso come ottimizzazione delle risorse e delle strutture Verrebbero a costituire grazie alle tecnologie digitali della formazione un circolo virtuoso per rilanciare il ruolo della sistema scuola pubblica all’interno della società contemporanea in termini di:  Innovazione e iniezione di innovazione rispetto al sistema socio-economico  Diffusione e disseminazione dei valori positivi di cittadinanza attiva democratica  Preparazione di professionalità che possano colmare il gap competitivo del sistema Italia (ultimo posto per Innovazione nell’’UE dati Agosto 2004 Commissione Europea)

26 Il modello di didattica e organizzazione Si tratta di un modello che punta:  sulla concertazione, più che sulla decisione,  sulla cooperazione più che sulla competizione,  sulla costruzione concordata e il più possibile condivisa delle soluzioni ai problemi e alle sfide interne ed esterne all’organizzazione. Un modello organizzativo decentrato e a rete che punta  sulla responsabilità e sul team working più che sulla conduzione direttiva e burocratica dei processi  la cui applicabilità su vasta scala è strettamente correlata alla diffusione degli strumenti digitali di comunicazione e formazione.

27 Costruttivismo sociale didattico e organizzativo Un orientamento formativo, che privilegia i processi didattici di natura:  Collaborativa e partecipativa  Sapere e il saper fare all’interno di COLs  Dove per realizzare questo obiettivo si adotta un approccio blended (digitale + analogico) alla didattica e alla formazione dei formatori Un orientamento organizzativo:  improntato a quello che abbiamo definito come “costruttivismo organizzativo”  e adotta strumenti per realizzare questo obiettivo approcci blended utilizzati nella didattica

28 5. Conclusioni: le relazione tra comunità apprendimento sostenibilità sociale della scuola L’idea che proponiamo è quella che nella progettazione didattica e organizzativa del sistema scuola si adotti abbandono il modello buro/tecnocratico (attuale) e si adotti il modello della Learning organization (partecipazione condivisione collaborazione) In modo che il ruolo della didattica e della formazione, potenziato dalla comunicazione digitale acquisisca un nuovo ruolo sociale ed istituzionale Un significato sempre più connesso con la costruzione e la definizione di un universo condiviso, di un paesaggio condiviso di conoscenze pratiche e valori all’interno del quale operare.

29 5. Conclusioni: la relazione tra comunità apprendimento e identità.L’HR, abilitato dalle tecnologie può, cioè contribuire in maniera rilevante a costruire l’orizzonte o meglio il “paesaggio di senso (Weick, 1993, 1997) nel quale si collocano le relazioni comunicative e pragmatiche che si svolgono all’interno di una realtà organizzativa. Si tratta di azioni di formazione e comunicazione, che integrano le comunità virtuali con modalità di blended learning e, possono, cioè, essere rivolte:  alla costruzione ed al rafforzamento di una cultura di riferimento dell’organizzazione  alla costruzione di un senso di “employee citinzenship” e di una responsabilità sociale (corporate social responsability). Da questo punto di vista, il sistema nervoso digitale di un’impresa, le azioni formative, comunicative e identitarie messe in campo, attraverso gli interventi diretti della funzione del personale, sul corporate portal del gruppo, divengono l’ambiente privilegiato e a volte, nel caso di imprese altamente delocalizzate, l’unico ambiente nel quale sviluppare un’azione di gestione, formazione e organizzazione delle persone.

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31 FORMAZIONE E COMUNICAZIONE: GRADI DI BLENDING Strumenti Messaggi TECNOLOGIA Interazione diffusa a bassa intensità EVENTI “LIVE” Interazione concentrata ad alta intensità ADDESTRAMENTO Messaggi standardizzati APPARTENENZA Messaggi valoriali Identità culturale E-Learning Virtual Communities Corporate Portals Comunicazione Formazione Formazione d’aula - Comunicazione esterna -Comunicazione verso le famiglie - Comunicazione verso la società House Organ Narrazione di storie Metodo Biografico Case HisorYy Case Study - Bacheche - Circolari - news letter

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