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"Le Relazioni Pubbliche e la Corporate Social Responsibility: due casi di buona comunicazione aziendale a confronto."

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Presentazione sul tema: ""Le Relazioni Pubbliche e la Corporate Social Responsibility: due casi di buona comunicazione aziendale a confronto.""— Transcript della presentazione:

1 "Le Relazioni Pubbliche e la Corporate Social Responsibility: due casi di buona comunicazione aziendale a confronto."

2 Le origini della professione Pur essendo un fenomeno del XX ° secolo, le radici delle RP affondano profondamente nella storia e possono essere rintracciate nel concetto di: informazioni per influenzare il punto di vista e le azioni delle persone

3 Le RP nelle civiltà antiche Nelle civiltà antiche il popolo veniva convinto ad accettare lautorità del governo e della religione mediante tecniche ancora oggi attuali: la comunicazione interpersonale, i discorsi, le diverse forme di arte figurativa, la letteratura. (Wilcox et al., 2000)

4 Le RP nella storia della Chiesa Cattolica Il concetto originario delle RP-propaganda viene precisato nel 1600, quando la Chiesa Cattolica organizza la sua Congregatio de propaganda fide, ovvero la congregazione per propagandare nel mondo la fede cattolica. (Cutlip, Center, 1978)

5 Le RP e la Rivoluzione Americana La Rivoluzione Americana viene considerata a tuttoggi come una rivolta del popolo americano. In realtà, secondo gli storici più accreditati un ruolo determinante nel creare un vasto supporto alla causa rivoluzionaria fu svolto da un gruppo di propagandisti dellepoca.

6 I 4 modelli di Grunig (1984) I quattro modelli di professione sono: 1. Press agentry - Publicity 2. Public information 3. Two-way asymmetric 4. Two-way symmetric

7 obiettivo natura della comunicazione modello di comunicazione natura della ricerca I 4 modelli di Grunig (1984) vengono definiti secondo quattro variabili: obiettivo natura della comunicazione modello di comunicazione natura della ricerca

8 1° Modello: Press agentry - Publicity OBIETTIVO NATURADELLACOMUNICAZIONE MODELLODICOMUNICAZIONE ATTIVITADIRICERCA propaganda a una via: la verità non è essenziale emittente ricevente scarsamenteusata

9 2° Modello:Public information OBIETTIVO NATURADELLACOMUNICAZIONE MODELLODICOMUNICAZIONE ATTIVITADIRICERCA Diffondereinformazioni a una via: la verità è importante emittentericevente non è molto diffusa

10 3° Modello: Two-way asymmetric OBIETTIVO NATURADELLACOMUNICAZIONE MODELLODICOMUNICAZIONE ATTIVITADIRICERCA Persuasionescientifica a due vie: effetti non equilibrati emittente riceventefeedback formativa: valutazione degli atteggiamenti

11 4° Modello: Two-way symmetric OBIETTIVO NATURADELLACOMUNICAZIONE MODELLODICOMUNICAZIONE ATTIVITADIRICERCA comprensionereciproca a due vie: effettiequilibrati gruppogruppo formativa:valutazione delle competenze

12 Le RP in Italia Invece in Italia le Relazioni Pubbliche cominciarono ad assumere un ruolo professionale distinto e a consolidarsi come disciplina solo a partire dagli anni Settanta.

13 Corporate Communication Extended PR Oggi il ruolo delle RP è sempre più strategico nel governo delle singole imprese e organizzazioni e si tende ad usare il termine Corporate Communication o comunicazione aziendale per indicare quell insieme di attività di relazioni e di comunicazioni che sono di competenza delle RP (Extended PR)

14 Ma le Relazioni Pubbliche e la Corporate Communication, pur riferendosi alla stessa realtà aziendale, si sono evolute in modo separato.

15 Extended PR La comunicazione delle Extended PR tende a perseguire tre specifici obiettivi: affermare la reputazione affermare la reputazione rafforzare la notorietà/visibilità rafforzare la notorietà/visibilità diffondere e consolidare lidentità sociale diffondere e consolidare lidentità sociale

16 Core PR Il concetto di Core PR si riferisce prevalentemente alla comunicazione rivolta a influenzare lopinione pubblica, e comprende: attività di base (Relazioni con i media, Organizzazione di eventi); attività di base (Relazioni con i media, Organizzazione di eventi); attività specialistiche (Comunicazione di crisi, Comunicazione finanziaria, Comunicazione della Responsabilità Sociale, Public affair e, a volte, Comunicazione interna); attività specialistiche (Comunicazione di crisi, Comunicazione finanziaria, Comunicazione della Responsabilità Sociale, Public affair e, a volte, Comunicazione interna); attività manageriali (progettazione, gestione e coordinamento dei servizi di Relazioni Pubbliche; valutazione e misurazione dei risultati; coordinamento delle attività di RP con gli atti gestionali e produttivi). attività manageriali (progettazione, gestione e coordinamento dei servizi di Relazioni Pubbliche; valutazione e misurazione dei risultati; coordinamento delle attività di RP con gli atti gestionali e produttivi).

17 Gli stakeholder: analisi di un concetto Letteralmente: stakeholder stake (interesse), holder (portatore), ossia un soggetto che ha posta in gioco nelle azioni dellazienda.

18 Gli stakeholder: una classificazione secondo Freeman Sulla base della definizione di Freeman, e tendendo conto dei successivi contributi di altri autori, si possono individuare due differenti tipi di Stakeholder: Gli Stakeholder primari sono quelli senza la cui continua partecipazione limpresa non può sopravvivere come complesso funzionante. Gli Stakeholder primari sono quelli senza la cui continua partecipazione limpresa non può sopravvivere come complesso funzionante. Gli Stakeholder secondari comprendono invece coloro che non sono essenziali per la sopravvivenza di unazienda o che esercitano uninfluenza indiretta sullimpresa stessa Gli Stakeholder secondari comprendono invece coloro che non sono essenziali per la sopravvivenza di unazienda o che esercitano uninfluenza indiretta sullimpresa stessa

19 Gli stakeholder: unulteriore classificazione Un altra interessante tassonomia classifica quattro gruppi di stakeholder: supportive I supportive: da coinvolgere direttamente; marginal I marginal: da monitorare; non supportive I non supportive: dai quali bisogna cautelarsi; mixed blessing I mixed blessing: con i quali si può collaborare.

20 Gli stakeholder e la Responsabilità Sociale dImpresa Quindi l a Responsabilità Sociale dImpresa si presenta oggi come un modello di gestione strategica dellazienda, secondo il quale Quindi l a Responsabilità Sociale dImpresa si presenta oggi come un modello di gestione strategica dellazienda, secondo il quale chi prende le decisioni e ha il controllo effettivo sullimpresa (limprenditore), ha doveri fiduciari: chi prende le decisioni e ha il controllo effettivo sullimpresa (limprenditore), ha doveri fiduciari: non solo nei confronti dellunico stakeholder protetto dal diritto di proprietà (lazionista), non solo nei confronti dellunico stakeholder protetto dal diritto di proprietà (lazionista), bensì nei confronti dellintera platea degli stakeholder (clienti, dipendenti, azionisti, fornitori, investitori, concorrenti, istituzioni e organi di controllo, comunità locale e territorio). bensì nei confronti dellintera platea degli stakeholder (clienti, dipendenti, azionisti, fornitori, investitori, concorrenti, istituzioni e organi di controllo, comunità locale e territorio).

21 Avviene dunque il passaggio dellazienda da una visione mono-stakeholder ad una multi-stakeholder, in grado di bilanciare in modo equo gli interessi e le aspettative legittime di tutti gli interlocutori con cui limpresa dialoga nel territorio.

22 Lo Stakeholder Relationship Management Stakeholder Relationship Management Lo Stakeholder Relationship Management quel processo di direzione con cui è pertanto quel processo di direzione con cui unorganizzazione complessa si sforza di monitorare, governare e migliorare le dinamiche dei sistemi di relazione con i propri stakeholder propri stakeholder.

23 Lo Stakeholder Relationship Management individua inoltre tre fattori determinanti per stabilire il peso relativo delle richieste avanzate dagli stakeholder verso limpresa: La legittimità delle richieste; La legittimità delle richieste; Il potere, ovvero la capacità degli stakeholder di influenzare le scelte dellimpresa; Il potere, ovvero la capacità degli stakeholder di influenzare le scelte dellimpresa; Lurgenza delle richieste. Lurgenza delle richieste.

24 Come può limpresa garantire un equo bilanciamento di questi interessi?

25 Sacconi propone una teoria neo-contrattualista, che si fonda sullidea del contratto sociale equo ed efficiente tra limpresa e tutti i suoi stakeholder.

26 Il contratto sociale Il contratto sociale non è un contratto reale, ma ideale, in cui vengono stabilite le allocazioni dei diritti e dei doveri di tutti gli stakeholder di unimpresa e che genera benefici.

27 I benefici del contratto sociale Capacità di combattere i comportamenti opportunistici che danneggiano le legittime aspettative di benessere degli stakeholder. Capacità di combattere i comportamenti opportunistici che danneggiano le legittime aspettative di benessere degli stakeholder. Capacità dellazienda, che sviluppa relazioni eque e corrette con i propri stakeholder, di porre le basi per instaurare rapporti di fiducia che riducono i conflitti e facilitano lo svolgimento di transazioni economiche. Capacità dellazienda, che sviluppa relazioni eque e corrette con i propri stakeholder, di porre le basi per instaurare rapporti di fiducia che riducono i conflitti e facilitano lo svolgimento di transazioni economiche. Il management dellimpresa potrà identificare i potenziali effetti sociali negativi delle attività dellazienda, riconoscendo i legittimi interessi di stakeholder spesso dimenticati o poco considerati (come ad esempio le future generazioni). Il management dellimpresa potrà identificare i potenziali effetti sociali negativi delle attività dellazienda, riconoscendo i legittimi interessi di stakeholder spesso dimenticati o poco considerati (come ad esempio le future generazioni).

28 La Corporate Social Responsability: una possibile soluzione ai problemi legati allimpresa capitalistica

29 Il Libro Verde della Commissione Europea (2001) individua diversi fattori che hanno spinto le imprese ad adottare iniziative di CSR: preoccupazioni e attese dei cittadini, dei consumatori, delle pubbliche autorità e degli investitori in vista della mondializzazione e delle trasformazioni di grande portata i criteri di tipo etico e socio-ambientale le pressioni delle ONG, le crescenti inquietudini in relazione all ambiente. la trasparenza garantita dalla comunicazione nellattività delle imprese.

30 La CSR: Definizioni e oggetto Le numerose pubblicazioni presenti allinterno del dibattito internazionale riconoscono al Libro Verde della Commissione Europea la migliore e più appropriata definizione della CSR: lintegrazione volontaria delle preoccupazioni socialilintegrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là investendo «di più» nel capitale umano, nellambiente e nei rapporti con le altre parti interessate altre parti interessate.

31 Le principali caratteristiche della CSR Risultano quindi essere le seguenti: Andare al di là della normativa Andare al di là della normativa Lo stretto legame con la sostenibilità Lo stretto legame con la sostenibilità La volontarietà La volontarietà

32 Comè unimpresa socialmente responsabile? Limpresa deve soprattutto dimostrare di essere socialmente responsabile,realizzando specifiche iniziative, come ad esempio: Investire sul capitale umano Investire sul capitale umano Contribuire alla tutela dellambiente Contribuire alla tutela dellambiente Curare il rapporto con partner commerciali e fornitori Curare il rapporto con partner commerciali e fornitori Investire nel rapporto con i clienti Investire nel rapporto con i clienti Investire nella comunità Investire nella comunità

33 La CSR in Italia Dal 2003 lIstituto per i Valori dImpresa (ISVI) pubblica, in collaborazione con altri Rapporto sulla istituti di sondaggi, un Rapporto sulla Responsabilità Sociale dImpresa in Italia Italia(giunto nel 2006 alla terza edizione) aziende Lindagine (su un campione di aziende su tutto il territorio nazionale) indica: la conoscenza la conoscenza del tema della CSR nelle imprese italiane le motivazioni le motivazioni che spingono le aziende ad adottare politiche di CSR.

34 grado di Per stimare il grado di conoscenza della CSR conoscenza della CSR è stato domandato agli intervistati se erano consapevoli dellesistenza e delle caratteristiche principali di questi elementi strettamente connessi al fenomeno della CSR: Libro Verde Il Libro Verde della Commissione Europea; Codice Etico Il Codice Etico; Bilancio Ambientale Il Bilancio Ambientale; Bilancio Sociale Il Bilancio Sociale; certificazione sociale SA 8000 La certificazione sociale SA 8000; certificazioni e/o registrazioni per la tutela ambientale Le certificazioni e/o registrazioni per la tutela ambientale (EMAS – ISO 14001). = grado di conoscenza della CSR consapevolezza delle caratteristiche delle caratteristiche degli elementi connessi alla CSR

35 limitata Risultato: lindagine rivela una limitata conoscenza conoscenza del fenomeno della CSR.

36 le motivazioni Unanalisi più specifica riguarda poi le motivazioni che inducono le imprese italiane ad adottare iniziative di tutela ambientale. Salute, Sicurezza e Ambiente LargomentoSalute, Sicurezza e Ambiente sembra essere nel nostro paese un punto di riferimento costante nelle politiche di CSR delle aziende.

37 Terzo Rapporto sulla Responsabilità Sociale dImpresa in Italia Unindagine del 2005 che ha coinvolto 354 aziende italiane che, negli ultimi anni, hanno dimostrato sensibilità ai temi della CSR. Sono stati adottati tre criteri per la scelta delle imprese: La candidatura a premi in tema di Responsabilità Sociale; La candidatura a premi in tema di Responsabilità Sociale; La redazione del Bilancio Sociale/di sostenibilità; La redazione del Bilancio Sociale/di sostenibilità; Le informazioni pubblicate dalla stampa nazionale. Le informazioni pubblicate dalla stampa nazionale.

38 Le principali motivazioni Il rapporto mette anche in evidenza un maggiore impegno ad adottare politiche di CSR da parte delle imprese di grandi dimensioni.

39 La CSR in Italia: gli orientamenti sociali Molteni e Lucchini hanno proposto uno schema, una mappa degli orientamenti sociali che guidano loperato delle aziende italiane. Si individuano così cinque grandi modelli di imprese italiane, ciascuno dei quali si caratterizza per un diverso orientamento nei confronti della CSR: le imprese coesive; le imprese coesive; le imprese multi-certificate; le imprese multi-certificate; le imprese consapevoli; le imprese consapevoli; le imprese mobilitabili; le imprese mobilitabili; le imprese scettiche. le imprese scettiche.

40 Responsabilità Sociale dImpresa: storia di un concetto Sulla base di tre criteri è possibile proporre una classificazione delle iniziative che usano letichetta di Responsabilità Sociale dImpresa: Sulla base di tre criteri è possibile proporre una classificazione delle iniziative che usano letichetta di Responsabilità Sociale dImpresa: Le forme che le iniziative possono assumere; Le forme che le iniziative possono assumere; La natura delle istituzioni che le hanno promosse; La natura delle istituzioni che le hanno promosse; Il tipo di imprese considerate Il tipo di imprese considerate

41 Nella mappa, lasse orizzontale indica lintensità del fenomeno (assunzione di comportamenti socialmente responsabili) e lasse verticale tiene conto di aspetti qualitativi legati alle pratiche e ai comportamenti aziendali.

42 Il ruolo dellUnione Europea Limportanza strategica assunta dal tema della Responsabilità Sociale dImpresa a partire dagli anni 90 è testimoniata dallalto numero di iniziative promosse e di progetti realizzati a livello internazionale.

43 Nellultimo decennio lUE ha intensificato le iniziative in tema di CSR: 1995: nasce lassociazione CSR Europe. 2001: il Libro Verde della Commissione Europea. 2002: la risoluzione del Parlamento Europeo. 2002: il Libro Bianco della Commissione Europea.

44 Il Il contesto italiano: le due direzioni Le iniziative in tema di CSR promosse in Italia negli ultimi anni si sono mosse in due diverse direzioni: una prima direzione, dallalto, e una seconda direzione, dal basso: Le iniziative in tema di CSR promosse in Italia negli ultimi anni si sono mosse in due diverse direzioni: una prima direzione, dallalto, e una seconda direzione, dal basso: La prima direzione, dallalto, è quella delProgetto CSR-SC promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2002 e ispirato al Libro Verde della Commissione Europea. La prima direzione, dallalto, è quella delProgetto CSR-SC promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2002 e ispirato al Libro Verde della Commissione Europea. La seconda direzione riguarda iniziative dal basso, promosse da associazioni, ONG, Regioni e movimento cooperativo che muovono critiche nei confronti del progetto CSR-SC La seconda direzione riguarda iniziative dal basso, promosse da associazioni, ONG, Regioni e movimento cooperativo che muovono critiche nei confronti del progetto CSR-SC

45 Le imprese e levoluzione della CSR. La certificazione SA 8000 La progressiva affermazione della cultura della CSR va quindi di pari passo con la maturazione delle aziende: un processo evolutivo composto da cinque fasi. In tema di evoluzione della CSR, occorre ricordare che negli ultimi tempi si sono moltiplicate le certificazioni internazionali che riconoscono il comportamento socialmente responsabile delle imprese. Tra queste, la più importante è la certificazione SA 8000 (SA: Social Accountability), che costituisce il primo standard diffuso sulla Responsabilità Sociale dImpresa.

46 La CSR: un vantaggio globale? La Responsabilità Sociale dImpresa costituisce un vantaggio per tutti coloro che ne sono coinvolti: La Responsabilità Sociale dImpresa costituisce un vantaggio per tutti coloro che ne sono coinvolti: benefici per limpresa benefici per limpresa benefici per la comunità benefici per la comunità

47 I benefici per limpresa Miglioramento nella gestione dei rischi Miglioramento nella gestione dei rischi Rafforzamento dellimmagine e della reputazione aziendale Rafforzamento dellimmagine e della reputazione aziendale Aumento delle vendite e della fedeltà della clientela Aumento delle vendite e della fedeltà della clientela Incremento della produttività e della qualità Incremento della produttività e della qualità Aumento della capacità di attrarre e mantenere i dipendenti Aumento della capacità di attrarre e mantenere i dipendenti Miglioramento delle relazioni con le autorità pubbliche Miglioramento delle relazioni con le autorità pubbliche

48 I benefici per la comunità I benefici per la comunità

49 La Comunicazione e la CSR: due termini di una proficua relazione

50 La comunicazione incontra il sociale Gli obiettivi che, in successione, la comunicazione sociale si propone di raggiungere sono: Gli obiettivi che, in successione, la comunicazione sociale si propone di raggiungere sono: Informare e aggiornare. Informare e aggiornare. Convincere e persuadere. Convincere e persuadere. Stimolare e motivare. Stimolare e motivare.

51 I soggetti promotori di campagne di Comunicazione sociale sono soprattutto: I soggetti promotori di campagne di Comunicazione sociale sono soprattutto: Le Organizzazioni No Profit Le Organizzazioni No Profit Gli enti pubblici Gli enti pubblici Le imprese Le imprese

52 Gli strumenti al servizio della Comunicazione sociale sono: Relazioni Pubbliche; Relazioni Pubbliche; Campagne sui media; Campagne sui media; Azioni di Marketing sociale, rivolte in particolare a categorie a rischio; Azioni di Marketing sociale, rivolte in particolare a categorie a rischio; Eventi di vario genere: manifestazioni, convegni, incontri, attività sul territorio; Eventi di vario genere: manifestazioni, convegni, incontri, attività sul territorio; Attività educative e formative, destinate a operatori, scuole, etc; Attività educative e formative, destinate a operatori, scuole, etc; Attività informative e formative in rete. Attività informative e formative in rete.

53 Il Marketing sociale: una definizione Una tecnologia di gestione del cambiamento sociale che comprende la progettazione, lesecuzione e il controllo di programmi destinati a facilitare laccettazione di unidea o di una pratica sociale in uno o più gruppi di utenti designati. (Kotler e Roberto)

54 Gli strumenti per comunicare la CSR Il Codice Etico Il Codice Etico Il Bilancio Ambientale Il Bilancio Ambientale Il Bilancio Sociale Il Bilancio Sociale Le certificazioni esterne Le certificazioni esterne

55 Il Codice Etico Il Codice Etico Il Codice Etico è uno strumento di autoregolamentazione che estende le regole di governance dalla sfera delle relazioni tradizionali con azionisti ed investitori a quelle più ampie di tutti gli stakeholder.

56 La Commissione Europea raccomanda che i Codici Etici: Adottino autorevoli punti di riferimento internazionali come standard minimi su cui basarsi; Adottino autorevoli punti di riferimento internazionali come standard minimi su cui basarsi; Includano adeguati meccanismi per la valutazione e la verifica della loro attuazione, oltre ad un sistema di conformità; Includano adeguati meccanismi per la valutazione e la verifica della loro attuazione, oltre ad un sistema di conformità; Coinvolgano gli stakeholder nella loro elaborazione, implementazione, monitoraggio. Coinvolgano gli stakeholder nella loro elaborazione, implementazione, monitoraggio.

57 Il Bilancio Ambientale Con relazione ambientale [o Bilancio Ambientale] si definisce un documento informativo a carattere volontario, nel quale sono analizzate le principali relazioni fra impresa e ambiente che vengono misurate attraverso lutilizzo di appositi indicatori di prestazioni ambientali

58 Secondo Beda e Bodo, gli argomenti che devono essere trattati in un Bilancio Ambientale sono: Secondo Beda e Bodo, gli argomenti che devono essere trattati in un Bilancio Ambientale sono: Il profilo ambientale dellimpresa Il profilo ambientale dellimpresa La politica ambientale La politica ambientale La governance e i sistemi di gestione ambientale La governance e i sistemi di gestione ambientale Gli indicatori di prestazioni ambientali Gli indicatori di prestazioni ambientali

59 Il Bilancio Sociale Il Bilancio Sociale è un sistema di misurazione, organizzazione e comunicazione dei dati relativi allimpatto delle attività dellimpresa sul benessere dei suoi stakeholder ed è strumento di valutazione della coerenza fra i risultati raggiunti dallimpresa e gli obiettivi derivanti dai suoi valori, dalla sua missione e dal suo codice etico.

60 Gli obiettivi che un Bilancio Sociale si propone di raggiungere sono i seguenti : Gli obiettivi che un Bilancio Sociale si propone di raggiungere sono i seguenti : Rendere conto agli stakeholder delle dimensioni e degli impatti economici, sociali e ambientali di unimpresa; Rendere conto agli stakeholder delle dimensioni e degli impatti economici, sociali e ambientali di unimpresa; Fornire un quadro complessivo della performance aziendale, aprendo così un processo interattivo di comunicazione sociale; Fornire un quadro complessivo della performance aziendale, aprendo così un processo interattivo di comunicazione sociale; Ampliare e migliorare la conoscenza e la possibilità di valutazione/scelta degli stakeholder; Ampliare e migliorare la conoscenza e la possibilità di valutazione/scelta degli stakeholder; Focalizzarsi sul miglioramento continuo della prestazione complessiva dellorganizzazione. Focalizzarsi sul miglioramento continuo della prestazione complessiva dellorganizzazione.

61 I contenuti del Bilancio Sociale devono sempre ruotare intorno a quattro punti fondamentali : I contenuti del Bilancio Sociale devono sempre ruotare intorno a quattro punti fondamentali : Lassetto istituzionale dellimpresa; Lassetto istituzionale dellimpresa; I suoi valori di riferimento; I suoi valori di riferimento; I collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute; I collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute; Il processo seguito per la sua formazione. Il processo seguito per la sua formazione.

62 Alcuni studiosi identificano sei fasi di realizzazione del Bilancio Sociale: Alcuni studiosi identificano sei fasi di realizzazione del Bilancio Sociale: Definizione dellorientamento etico e della missione; Definizione dellorientamento etico e della missione; Identificazione e consultazione degli stakeholder; Identificazione e consultazione degli stakeholder; Organizzazione del piano dei conti (accounting); Organizzazione del piano dei conti (accounting); Verifica delle procedure (assessment); Verifica delle procedure (assessment); Revisione e certificazione esterna (auditing); Revisione e certificazione esterna (auditing); Presentazione e pubblicizzazione. Presentazione e pubblicizzazione.

63 Due casi di No Profit che realizzano una buona comunicazione aziendale.

64 Lunaria Lunaria è un'associazione senza fini di lucro, laica, indipendente e autonoma dai partiti nata nel 1992 che svolge attività di ricerca, formazione e comunicazione sui temi delleconomia solidale e del Terzo settore, delle migrazioni e della globalizzazione e promuove iniziative di volontariato internazionale e di politiche giovanili. Lunaria è un'associazione senza fini di lucro, laica, indipendente e autonoma dai partiti nata nel 1992 che svolge attività di ricerca, formazione e comunicazione sui temi delleconomia solidale e del Terzo settore, delle migrazioni e della globalizzazione e promuove iniziative di volontariato internazionale e di politiche giovanili.

65 Le iniziative promosse da Lunaria sono: Le iniziative promosse da Lunaria sono: Volontariato internazionale Volontariato internazionale Migrazioni Migrazioni Altreconomie e Terzo settore Altreconomie e Terzo settore Politiche Giovanili: Informagiovani Politiche Giovanili: Informagiovani Sbilanciamoci Sbilanciamoci Globalizzazione e movimenti Globalizzazione e movimenti Informazione alternativa Informazione alternativa

66 La Città Invisibile La Città Invisibile è un'associazione senza fini di lucro, costituita da persone fisiche, associazioni o persone giuridiche liberamente associate, titolare di un nodo Internet: i suoi server calvino e marcopolo ospitano iniziative, pagine web, liste di discussione gestite grazie al lavoro volontario dei suoi soci. La Città Invisibile è un'associazione senza fini di lucro, costituita da persone fisiche, associazioni o persone giuridiche liberamente associate, titolare di un nodo Internet: i suoi server calvino e marcopolo ospitano iniziative, pagine web, liste di discussione gestite grazie al lavoro volontario dei suoi soci.

67 Mettendo a disposizione il proprio nodo internet e le proprie banche dati, la Città Invisibile offre visibilità su Internet a quelle organizzazioni - associazioni, pubblicazioni periodiche, schieramenti politici - che ne condividono i fini.

68 È caratterizzata da tre elementi di fondo: È caratterizzata da tre elementi di fondo: di promuovere il libero accesso alle informazioni e l'utilizzo democratico delle tecnologie informatiche; di promuovere il libero accesso alle informazioni e l'utilizzo democratico delle tecnologie informatiche; di promuovere la realizzazione di una democrazia partecipativa, e i valori della pari dignità, dell'uguaglianza, della giustizia e della libertà degli individui; di promuovere la realizzazione di una democrazia partecipativa, e i valori della pari dignità, dell'uguaglianza, della giustizia e della libertà degli individui; di promuovere un modello di convivenza tra persone basato sul rispetto reciproco e sull'accettazione delle differenze, sulla socialità e sulla convivialità. di promuovere un modello di convivenza tra persone basato sul rispetto reciproco e sull'accettazione delle differenze, sulla socialità e sulla convivialità.


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