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SILSIS – Pavia - Area 3 Educazione Linguistica Educare alla usabilità linguistica lezione 3

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Presentazione sul tema: "SILSIS – Pavia - Area 3 Educazione Linguistica Educare alla usabilità linguistica lezione 3"— Transcript della presentazione:

1 SILSIS – Pavia - Area 3 Educazione Linguistica Educare alla usabilità linguistica lezione 3

2 1. Il controllo della co-referenza co-referenza (binding): i modi con i quali una cosa può riferirsi a un'altra in un testo è una delle cose più importanti nella lingua, uno dei campi di studio che ha attratto più teoria la mancanza di controllo dei meccanismi della co-referenza rappresenta una delle cause più frequenti della confusione espressiva, uno dei segni più preoccupanti dell'assenza di una redazione mentale. ma cos'è un testo?

3 2. Il controllo della co-referenza a. Tangentopoli è come Caino e Abele dopo Adamo ed Eva: cè sempre il buono e il cattivo. [Questa frase di Antonio Di Pietro, pronunciata al Tg3 del , può essere considerata un testo a condizione che chi la ascolta conosca i fatti cui il senatore si riferisce e a condizione che chi ascolta usi queste informazioni per integrare quei punti in cui le parole sembrano non aiutare il processo di interpretazione] b. Ma il preservativo è un baluardo meccanico che i giovani se lo devono mettere in testa [E' solo la conoscenza del contesto della frase - pronunciata dall'immunologo Ferdinando Aiuti a un convegno sull'AIDS ripreso dal Tg3 del 13/12/ che ci permette di interpretarla correttamente anche a dispetto degli errori di sintassi] c. Si avvisano i telespettatori che per il contenuto di alcune scene la visione di questo film è consigliata ad un pubblico adulto [Questo annuncio dato prima di un film su Rete 4 è incompleto perché manca l'avverbio solo prima di pubblico adulto: malgrado questa dimenticanza, il testo è perfettamente comprensibile e perfettamente interpretabile]

4 3. Il controllo della co-referenza Scrive il linguista Tullio De Mauro che nella vita di tutti i giorni quello di cui non possiamo fare a meno non sono le parole, ma la comunicazione. Per capire veramente la parole che vediamo o che ascoltiamo bisogna metterle in controluce e vederle sullo sfondo del processo di comunicazione tra esseri umani. Questo è in realtà quello che facciamo quotidianamente con le parole. Ma che cosa vuol dire realmente questa differenza tra parole in astratto e parole nella concretezza della vita quotidiana? Ecco - ad esempio - un famoso striscione esposto dai tifosi romanisti nella primavera 2001: Noi al Circo Massimo Voi massimo al circo Questo striscione non è solo una frase: questo striscione è soprattutto un testo. Perché? Un testo è qualcosa che esprime chiaramente non solo il significato letterale delle parole (il cosiddetto "referente"), ma qualcosa che esprime anche: - il significato nascosto delle parole, l'ironia, le allusioni - chi lo scrive e perché lo scrive - a chi si rivolge - quando e dove deve essere letto - quali circostanze chiama in causa senza dirle - quali altri testi simili chiama in causa senza citarli L'insieme di queste cose si chiama il senso delle parole

5 4. Il controllo della co-referenza una frase si comprende un testo si interpreta anche attraverso "script linguistici" e "frame mentali" 1. Carlo fa allamore con sua moglie due volte alla settimana. Anche Luigi 2. Carlo porta a passeggio il suo cane tutte le sere. Anche Luigi [esempi tratti da U.Eco, Lector in fabula, Milano, Bompiani]

6 5. Il controllo della co-referenza spesso siamo prigionieri di un frame mentale Un uomo e suo figlio fecero una gita. Sullautostrada ebbero un terribile incidente. Luomo morì sul colpo mentre il figlio rimase gravemente ferito. IL ragazzo fu subito portato allospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico. Entrando in sala operatoria il chirurgo disse sconvolto: non posso operare. Questo ragazzo è mio figlio. [da A.Sanford, La mente dell'uomo]

7 6. Il controllo della co-referenza il testo è unoccorrenza comunicativa che soddisfa sette condizioni di testualità coesione, forma della superficie che si basa su dipendenze grammaticali coerenza, cioè linterazione tra le conoscenze derivata dal testo e quelle memorizzate dal lettore: configurazione di di concetti e relazione tra i concetti (causa-effetto, logica temporale, scopo) è un nucleo comune di operazioni possibili che tutti i lettori fanno quando leggono un testo intenzionalità: è l'atteggiamento dellautore, il quale dal lettore viene riconosciuto come persona che ha voluto intenzionalmente formare un testo coesivo e coerente capace di soddisfare le sue intenzioni accettabilità: concerne latteggiamento del ricevente, il fatto che si attende un testo coesivo, coerente, utile o rilevante. E laccettazione dei fini, delle intenzioni del discorso. Volontà di cooperare coi fini del producente. [i producenti speculano spesso sulla disposizione allaccettazione da parte dei riceventi proponendo dei testi che per essere compresi necessitano di importanti integrazioni apportate dai riceventi stessi]

8 7. Il controllo della co-referenza informatività: la misura in cui gli elementi testuali sono attesi o inattesi, sconosciuti o noti. In ogni testo cè almeno un elemento impredicibile: carico informativo quasi nullo genera noia, carico informativo eccessivo è più difficile da elaborare situazionalità: fattori che rendono un testo rilevante per una data situazione comunicativa, rallentare, vicinanza scuole slow! children at play lavori in corso, la facilità con cui gli utenti risolvono la disambiguazione si spiega con linflusso della situazione. La situazione decide uso e senso di un testo: la situazionalità agisce anche sui mezzi della coesione: un cartello stradale deve essere breve. intertestualità: fattori che fanno dipendere la comprensione di un testo dalla conoscenza di testi pregressi e già accettati in precedenza la rielaborazione di slogan, o la ripresa ironica e allusiva.

9 8. Il controllo della co-referenza noi ci concentriamo su uno dei meccanismi che garantiscono la coesione (l'altro è l'inseme dei legami frammaticali) coesione: ciò che permette alle occorrenze di avere accesso a altre occorrenze garantisce la stabilità. Ci fa capire.

10 9. Il controllo della co-referenza la co-referenza linguistica "pura" (ammesso che esista) è garantita da pro-forme: nomi pieni, pronomi e aggettivi, anafore (vangono dopo il co-referente), catafore (vengono prima del co-referente), sostituenti (sinonimi, parafrasi) è possibile produrre catafore per produrre incertezze capaci di rafforzare linteresse del ricevente: lui lamava, lui avrebbe dato la sua vita per Anna e Anna lo aveva appena conosciuto a una festa: era Gianni, il fratello della sua migliore amica La catafora introduce un problema passeggero nella superficie del testo e motiva il lettore a procedere nella lettura esperimento, se il coreferente è spostato alla fine, lattenzione del lettore si concentra sullinizio, cioè sugli attributi di lui, mentre tende a tralasciare (a non ricordare) le parti più vicine al nome pieno. Il contrario se il nome pieno è alliniziolattenzione dei lettori è ridistribuita. fare e così simili cosa problemasono anche pro-forme

11 10. Il controllo della co-referenza la pro-forma riduce lo sforzo elaborativo, comunque può anche indurre confusione e fare perdere totalmente il beneficio: Giuseppe ha visto Mario ieri e lui gli ha parlato della partita ma spesso le nostre conoscenze generali sulla realtà ci aiutano: Un grande albero stava nel deserto: la sua età era di almeno 1000 anni Qui ci interessano i casi in cui la "conoscenza del mondo" non ci aiuta. I casi in cui la disambiguazione è affidata solo a mezzi linguistici. Un problema comune a scuola è che la disambiguazione è affidata troppo spesso a elementi extra-linguistici.

12 11. Il controllo della co-referenza In letteratura: la mattina dopo si alza, accende il fuoco, ordina tre scellini di focaccine, le tosta tutte, le mangia tutte,e poi si fa saltare le cervella ma perchè lo fecechiese il signor Pickwick improvvisamente, perché era rimasto fortemente colpito dal tragico epilogo della storia nessuno dubbio che lo è riferito allultimo atto della serie

13 12. Il controllo della co-referenza Quello della co-referenza è un problema linguistico universale: Mario 1 sa che lui 1|2 è troppo vecchio per certe cose Lui 1 sa che Mario 2 è troppo vecchio per certe cose *Lui 1 sa che Mario 1 è troppo vecchio per certe cose

14 13. Il controllo della co-referenza Stefania ha detto a Elena che non vuole che suo figlio faccia quella fine [Stefania 1 ha detto a Elena 2 [che non 1 vuole[che il proprio figlio faccia quella fine]]] qui la domanda risolutrice (la domanda giusta) è: chi è che non vuole? Qual è l'elemento che sta più in alto di tutti (che comanda il dominio che comanda direttamente il dominio in cui sta la pro-forma)? Stefania ha detto a Elena che non vuole che suo figlio segua ancora i suoi consigli sbagliati e qui? Stefania ha risposto seccamente a Elena [che pensi a se stessa] qui la domanda risolutrice è: qual è l'elemento che comanda immediatamente? (cioè che comanda il dominio in cui si trova la pro-forma?)

15 14. Il controllo della co-referenza Stefano sapeva che suo padre non gli avrebbe permesso di prendere la sua macchina nuova per uscire con la sua ragazza. Aveva già provato a parlargli per convincerlo, usando tutte le sue tecniche argomentative, ma tutto gli era sembrato inutile.

16 15. Il controllo della co-referenza il gerundio e le forme implicite I romani costruivano strade, ponti e importanti opere nei territori dei popoli che avevano assoggettato, rispettando però sempre la loro cultura e non imponendo la loro visione del mondo

17 16. Il controllo della co-referenza il gerundio e le forme implicite la co-referenza del gerundio (diversamente dall'inglese e dallo spagnolo) eccezioni all'obbligo di co-referenza (...componendo il numero)

18 17. Il controllo della co-referenza Se una frase è composta da nuclei verbali saldi e completi, se tutti i legami di co-referenza sono chiari ed espliciti, se non ci sono complicazioni inutili allora la frase probabilmente è usabile (che non vuol dire facile)

19 18. Il controllo della co-referenza Una lingua usabile esprime chiaramente un pensiero (è un pensiero) Mi sembra un buon obiettivo per l'educazione linguistica in questi anni, in questa scuola, per questi studenti.


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