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D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo 07-07-04 Storia di un progetto.

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1 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Storia di un progetto strumenti e metodo Daniela DAlessandro Andrea Micangeli Filomena Pietrantonio Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Anno Accademico

2 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Contenuti Definizione di progetto Definizione di project management Dallideazione alla valutazione del progetto Cause del fallimento dei progetti Riferimenti bibliografici

3 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Progetto Impresa complessa, unica e di durata determinata, rivolta al raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito mediante un processo continuo di pianificazione e controllo di risorse differenziate e con vincoli interdipendenti di costi-tempi-qualità. Archibald, 1989

4 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Definizioni: n Un programma è un insieme di progetti gestiti in modo coordinato per raggiungere obiettivi non ottenibili gestendoli singolarmente. n Un progetto è un insieme di attività svolte per un tempo definito allo scopo di realizzare un prodotto o un servizio unico. n Un compito è un gruppo di attività da svolgere a breve termine che insieme ad altri può costituire un progetto

5 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Un progetto è quindi un insieme di attività svolte per un tempo definito allo scopo di realizzare un prodotto irripetibile. (Project Management Institute, USA 1996)

6 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Tempo definito del progetto In ogni progetto deve essere possibile identificare una data di inizio e di fine. Esempio: Esempio: la data di inizio e di fine di una istallazione di impianto PV a Kabul.

7 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Unicità del progetto Non è mai stato prodotto prima e non è ripetitivo. Esempio: nessun impianto è uguale ad unaltro cambiando organizzazione e contesto.

8 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Project management Combinazione di uomini, risorse e fattori organizzativi riuniti, temporaneamente, per raggiungere, con limpiego di risorse limitate, obiettivi unici, definiti, in presenza di vincoli temporali, economici e qualitativi. (Project Management Institute, USA 1996)

9 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Storia del project management n Passato remoto. n Passato remoto. Comunità organizzate per raggiungere obiettivi comuni, con limiti spesso ben definiti. Es: Obiettivi religiosi, politici, militari stabiliti e garantiti da motivazioni, legami e gerarchie altrettanto stabiliti e dalla presenza di leader fuori dal comune. n Passato prossimo. n Passato prossimo. Progressivamente si è cercato di definire modalità di organizzazione del lavoro che garantissero il raggiungimento dei risultati: n il diagramma di Gantt è stato elaborato per la costruzione delle navi da trasporto durante la I° guerra mondiale n la PERT- Project Evaluation and Review Technique per il progetto del sottomarino Polaris n la CPM-Critical Path Method per la costruzione degli impianti chimici. n Il campo di utilizzo di tali tecniche si è progressivamente allargato dal settore militare e delle grandi commesse pubbliche o private al settore manifatturiero e a quello dei servizi. n Progressivamente si è venuto a definire una vera e propria disciplina, il project management. (Loiudice, 1998; Nepi, 1997)

10 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Ruoli nella gestione del progetto è il responsabile della gestione del progetto e dellottenimento degli obiettivi previsti. Generalmente coincide con chi lo elabora o con il responsabile dellunità maggiormente coinvolta. n Project manager: è il responsabile della gestione del progetto e dellottenimento degli obiettivi previsti. Generalmente coincide con chi lo elabora o con il responsabile dellunità maggiormente coinvolta. formato da persone appartenenti a diversi settori dellorganizzazione coinvolte preferibilmente fin dalle fasi di pianificazione nel progetto. Nei progetti di ampie dimensioni possono essere coinvolte in alcune attività anche persone non appartenenti al gruppo di progetto. n Gruppo di progetto: formato da persone appartenenti a diversi settori dellorganizzazione coinvolte preferibilmente fin dalle fasi di pianificazione nel progetto. Nei progetti di ampie dimensioni possono essere coinvolte in alcune attività anche persone non appartenenti al gruppo di progetto. tutti quanti sono toccati a vario titolo dallesecuzione del progetto e/o dagli obiettivi prefissati. Possono essere interni o esterni allorganizzazione (es. associazioni di volontariato, associazioni genitori, gruppi antivaccinatori). n Interlocutori, Stakeholders (Portatori di interesse): tutti quanti sono toccati a vario titolo dallesecuzione del progetto e/o dagli obiettivi prefissati. Possono essere interni o esterni allorganizzazione (es. associazioni di volontariato, associazioni genitori, gruppi antivaccinatori). valuta la coerenza del progetto con la strategia aziendale e offre una spinta a superare i vincoli. n Committenza: valuta la coerenza del progetto con la strategia aziendale e offre una spinta a superare i vincoli.

11 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Per realizzare un progetto n è necessario conoscere: Ü le basi di general management Ü il settore di appartenenza del progetto che si intende sviluppare Ü larea geografica ed il contesto ove si intende operare

12 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Perché nasce un progetto risolvere i problemivalorizzareopportunità In generale i progetti nascono per risolvere i problemi o per valorizzare delle opportunità. Le ragioni possono essere: n risultati operativi non soddisfacenti (scarsa qualità) n non copertura di un bisogno n adeguamento a vincoli esterni n opportunità di sviluppo (Haynes, 1994; Loiudice, 1998)

13 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Necessità del progetto Scarsa qualità Bisogno insoddisfatto Vincolo normativo Sviluppo Esigenza di cambiamento PROGETTO

14 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo In presenza di risultati operativi non soddisfacenti (scarsa qualità) è necessario comprenderne le cause per elaborare un progetto di cambiamento.

15 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Come comprenderne le cause? Bassa copertura antinfluenzale nella popolazione anziana Logical framework analysis Percorso che porta dalla identificazione del problema alla costruzione del progetto CECEU, 1993

16 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Logical framework analysis Si compone di tre passaggi successivi: Analisi dei problemi Analisi degli obiettivi Analisi delle strategie immagine della realtà immagine della situazione futura confronto tra le diverse catene di obiettivi

17 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Analisi della realtà Obiettivo finale: costruzione del diagramma dei problemi

18 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Analisi della realtà Percorso per costruire il diagramma dei problemi flowchart Ü Analizzare il processo (flowchart) brainstorming Ü Elencare le possibili cause del problema (brainstorming) diagramma causa effetto o di Ishikawa Ü Raggruppare tali cause in modo logico e sintetico in alcune categorie (diagramma delle affinità, diagramma causa effetto o di Ishikawa) Ü Valutare limportanza delle diverse cause prese in esame nella genesi del problema (foglio raccolta dati, diagramma di Pareto)

19 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Analizzare il processo Il diagramma di flusso (flowchart) n Definire i confini del processo da esaminare n Elencare tutte le attività e le decisioni che costituiscono il processo (es: mediante un brainstorming) n Elencare temporalmente attività e decisioni, evidenziando le relazioni di interdipendenza n Disegnare il diagramma di flusso utilizzando una simbologia più o meno condivisa: Terminale Decisione Passaggio del processo SI NO inizio fine Terminale

20 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo STRUTTURE SANITARIE Poliambulatorio ASL, Ospedale Ambulatori MMG, Case di Riposo, ABITAZIONESTRUTTURE SOCIALI Centro anziani, Farmacia, Ufficio postale, Parrocchia, Supermercato Vaccinazione a domicilio paz. Segnalazione/registrazione alla ASL Paz. auto- sufficiente? NO SI Vaccinazione ambulatorio ASL Vaccinazione ambulatorio MMG Esempio di diagramma di flusso (flowchart): Reclutamento della popolazione anziana per la vaccinazione anti-influenzale Reclutamento da liste Anagrafe Campagna di sensibilizzazione Accetta vaccino? NO SI Vaccinazione a domicilio paz.

21 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Elencare le possibili cause del problema Brainstorming (tempesta di cervelli) Ü Permette di produrre una molteplicità di idee in un periodo di tempo limitato Ü Si sviluppa in diverse fasi Ü Preliminare (definizione delloggetto del brainstorming) Ü Creativa (i membri del gruppo intervengono, di solito, seguendo un ordine preciso) Ü Finale (al termine della fase precedente si torna sulle idee generate per gli opportuni chiarimenti)

22 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Regole del brainstorming Ü Tutte le idee anche bizzarre possono essere espresse Ü Lobiettivo è produrre il massimo delle idee Ü Si possono utilizzare le idee degli altri per far emergere le proprie idee Non sono ammesse critiche o commenti sotto qualsiasi forma

23 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Ruolo del leader del gruppo Brainstorming Ü Creare un ambiente rilassato privo di condizionamenti Ü Raccogliere tutte le idee senza valutarle o giudicarle, chiarendole solo per un minimo di comprensione Ü Non preoccuparsi delle ripetizioni Ü Incoraggiare la quantità Ü Scrivere le idee generate in modo sintetico in poche parole, rendendole visibili a tutto il gruppo Ü Valutare e far rispettare i tempi del brainstorming Durata media del brainstorming: minuti in funzione del numero di partecipanti

24 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Nascita del progetto Un progetto si sviluppa in quattro fasi tra loro collegate: n Ideazione n Pianificazione n Esecuzione e controllo n Conclusione e valutazione

25 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Prima fase: Ideazione del progetto

26 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Ideazione di un progetto Si basa sulla convinzione che la sua realizzazione permetta alla organizzazione di conseguire un cambiamento coerente con la sua mission e la sua strategia. Intesa come ottenimento dell obiettivo del progetto o specifico Inteso come raggiungimento dellobiettivo generale

27 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Tipologia di obiettivi Ü Obiettivo generale: Ü Situazione che si vuol modificare e rappresenta leredità del progetto Ü Obiettivo specifico: Ü Risultato atteso e misurabile alla fine del progetto in termini di: Ü Qualità (aumento copertura vaccinale) Ü Tempo (data di avvio e termine del progetto) Ü Costo (materiale, attrezzature, persolale necessari) Ü Gli obiettivi specifici ed i risultati di un programma sono tra di loro connessi e rappresentano una scomposizione dellobiettivo generale

28 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Definizione degli obiettivi Obiettivo: costruzione del diagramma degli obiettivi Le situazioni negative emerse con lanalisi dei problemi sono trasformate in realizzazioni positive

29 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma degli obiettivi Dalla rilevazione del problema alla definizione di obiettivi

30 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Analisi delle strategie Ü Differenti gruppi di obiettivi sono chiamati strategie Ü Il progetto rappresenta la scelta di una delle strategie possibili Ü Alcuni criteri di selezione: Ü rilevanza, fattibilità, limiti temporali, risorse disponibili Ü A volte sono necessarie più strategie perché si modifichi la situazione MULTIPROGETTO

31 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Esempio: Strategia per il controllo dellAIDS in Uganda Buiatti,et al 1993

32 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Esempio: Strategia per il controllo dellAIDS in Uganda

33 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Fattori critici nella fase di ideazione del progetto n difficoltà di individuare le relazioni tra obiettivi generali e obiettivi specifici n carenza delle informazioni disponibili nella fase iniziale n esigenza di isolare i risultati del progetto dalle altre variabili del contesto n difficoltà di identificare gli indicatori che permettano di misurare il raggiungimento degli obiettivi specifici De Maio et al 1994

34 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Seconda fase: Pianificazione del progetto

35 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Organizzazione logica delle cause Diagramma causa-effetto o di Ishikawa n Definire il problema (effetto) da esaminare da riportare sul margine destro del foglio n Inserire nel diagramma i gruppi di cause e le relative subcause identificate schema delle 5M n Le categorie identificate definiscono alcune spine di pesce e possono essere espresse in diversi modi (es: in fasi del processo; usando lo schema delle 5M: Man, Machine, Material, Method, Measurement).

36 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo PERSONEMATERIALI METODI MISURE Bassa copertura vaccinale ASL - Ritardo ordine vaccini - Informazioni inadeguate - Accessibilità ai centri vaccinali inadeguata - Carenza personale - Orario inadeguato - Modalità registrazione dati inadeguata - Scarsa incentivazione - Inadeguata formazione operatori - Inadeguata informazione utenti - Conflitti tra MMG ed ASL - Scarsa collaborazione farmacisti - Scarsa motivazione operatori - Utente ammalato - MMG sconsiglia vaccino - Utente ritiene inefficace il vaccino - Modalità registrazione vaccinazioni inadeguata - Liste pazienti incomplete - Dati su MMG incompleti - Schede raccolta dati errate oppure non disponibili - Mancata segnalazione da parte del medico -Strutture inadeguate - Carenza supporti informatici - Carenza vaccini - Carenza frigoriferi negli ambulatori MMg Diagramma causa-effetto (di Ishikawa) Cause della bassa copertura vaccinale registrata

37 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo PERSONEMATERIALI METODIMISURE Bassa copertura vaccinale ASL Diagramma causa-effetto (di Ishikawa) Cause della bassa copertura vaccinale registrata SCARSA INFORMAZIONE sul vaccinosulla malattia sulla campagna INADEGUATA FORMAZIONE INADEGUATA MOTIVAZIONE OPERATORI scarsa incentivazione economica scarsa autorevolezza dirigenza SCARSA COLLABORAZIONE OPERATORI n° insufficiente UTENTI AMMALATI STRUTTURA INADEGUATA Logistica irrazionale conflitti tra operatori sul servizio carenza vaccini carenza frigoriferi insufficiente informatizzazione MEZZI INADEGUATI MANCANZA DATI Liste pazienti incomplete Mancata segnalazioneSCHEDE ERRATE TIMING ERRATO CARENZA DI PERSONALE ORARIO INADEGUATO

38 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Valutare limportanza delle diverse cause Diagramma di Pareto Principio di Pareto: Se si scompone un problema si nota che pochi (~20%), ma importanti fattori ne spiegano l80%, mentre il restante 20% è dato dall80% dei fattori identificati, ma di scarsa importanza Lettura manageriale: Per correggere l80% del problema è possibile concentrare le risorse sul 20% delle cause

39 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Costruire il diagramma di Pareto n Definire lelenco delle componenti n Valorizzare limportanza di ognuna di esse n Esprimerla in percentuale relativa n Classificare le percentuali in ordine decrescente n Rappresentarle graficamente con un diagramma a barre n Tracciare il grafico cumulativo Bonaldi et al 1994

40 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma di Pareto Cause che hanno maggiormente influito sulla mancata vaccinazione

41 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma dei problemi Problemi che hanno determinato la mancata vaccinazione

42 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Work breakdown Structure Ü La WBS (Work Breakdown Structure) è un meccanismo di scomposizione gerarchica dellobiettivo del progetto per identificare i "pacchetti di lavoro" in inglese work packages. Ü La scomposizione segue specifiche logiche: es. sub progetto, sequenza temporale, settori organizzativi coinvolti, competenze necessarie. Ü La disaggregazione permette di identificare il livello più basso al quale è possibile associare una valutazione dei risultati e quindi una responsabilità. Ü Generalmente si utilizzano 3-4 livelli; se necessario è possibile suddividere in subprogetti ognuno con la sua WBS.

43 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Caratteristiche Ü Il livello più basso dovrebbe essere sotto la responsabilità di una singola persona; Ü Ogni livello rappresenta lintero progetto; Ü A ciascun livello la logica di scomposizione deve poter identificare attività indipendenti; Ü Ogni elemento deve essere descritto in breve; Ü Ad ogni elemento si attribuisce un codice (numerico, alfabetico o alfanumerico) in modo che esso rappresenti la somma degli elementi sottostanti. Tale codice verrà utilizzato per identificare lattività nelle varie fasi del progetto. De Maio et al 1994, Burke 1992

44 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Descrizione delle attività Ü La WBS permette di identificare le attività che costituiscono il progetto. Ü Tali attività devono essere descritte a mano a mano che ne vengano identificate le caratteristiche principali: Ü Codice identificativo Ü Breve descrizione Ü Relazioni logiche di precedenza e successione Ü Durata Ü Data di inizio e di fine Ü Responsabile Ü Risorse e budget

45 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS - Work Breakdown Structure Possibili attività da svolgere per raggiungere lobiettivo: Produrre materiale informativo adeguato

46 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Relazioni logiche di precedenza e successione n Per ogni attività è possibile identificare unattività successiva e una precedente riportando il tutto in una tabella. n In questo modo si evidenzierà la prima (nessun predecessore) e lultima (nessun successore) attività del progetto. n Le relazioni possono essere illustrate attraverso il diagramma delle relazioni che rappresenta la sequenza temporale delle attività.

47 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Tabella logica delle attività - Relazioni di precedenza e durata

48 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma delle relazioni Tecniche di rappresentazione reticolare n Il diagramma delle relazioni è una rappresentazione grafica delle attività del progetto che mostra la loro sequenza e le rispettive relazioni. n Utilizzando una rappresentazione del tipo AsN (attività sui nodi), ogni casella rappresenta unattività mentre le frecce rappresentano le relazioni tra di esse di precedenza o successione: A.1.41gg A.2.120gg A.1.31gg A.1.21gg A.1.25gg

49 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma reticolare La durata e il calendario del progetto n Esaminando il diagramma è possibile identificare la presenza di una o più (in questo caso due) sequenze di attività (percorsi). n Seguendo tali percorsi, considerando la durata delle singole attività, è possibile calcolare la durata di ciascuno percorso. Il percorso a durata maggiore verrà definito critico in quanto la sua durata corrisponde a quella del progetto. Ogni prolungamento, infatti, porterà ad un ritardo nella fine del progetto. A.1.51gg A.2.120gg A.1.31gg A.1.21gg A.1.25gg A.1.42gg A.2.28gg Percorso critico

50 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo PERT - Project Evaluation and Review Technique Pert o Diagramma reticolare LEGENDA A1 = descrizione attività 1 = codice attività 1g = durata attività in giorni Contorno rosso = attività critica

51 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma reticolare Calcolo della durata del progetto n Le attività dei percorsi non critici possono slittare di un intervallo pari alla differenza tra i percorso in cui sono inseriti e quello critico. n Sommando alla data di inizio della prima attività la sua durata avremo la data di inizio dellattività successiva, e così continuando la data di inizio e di fine di tutte le attività del progetto. n Sommando alla data di inizio più vicina possibile della prima attività la durata del percorso critico avremo la data più anticipata entra la quale è possibile chiudere il progetto. n Sottraendo alla data più lontana di chiusura del progetto avremo la data entro la quale far iniziare la prima attività, pena il non rispetto dei tempi stabiliti.

52 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo WBS Tabella logica delle attività - Relazioni di precedenza e durata

53 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Il Diagramma di GANTT Il Diagramma di GANTT Distribuzione delle attività del progetto nel tempo n Il diagramma di GANTT, detto anche diagramma a barre, permette di rappresentare la distribuzione delle attività nellambito di un progetto. n Il diagramma viene costruito indicando sullasse verticale le attività e sullasse orizzontale la scala cronologica n le attività vengono rappresentate da barre orizzontali che partono in corrispondenza della data di inizio prevista e terminano alla data di fine.

54 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Diagramma di Gantt Sviluppare il calendario del progetto

55 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Sintesi Sintesi Elaborare un progetto significa: n Definire gli obiettivi del progetto in termini di qualità, tempo, risorse; n Sviluppare la WBS con la lista delle attività; n Descrivere le attività; n Determinare le relazioni tra le attività e esplicitare il relativo diagramma; n Sviluppare il calendario del progetto; n Stendere il diagramma a barre; n Sviluppare la matrice delle responsabilità OBS collegata alla WBS; n Analizzare le risorse; n Produrre un rapporto sui costi e le responsabilità. n Produrre un documento riassuntivo che illustri il progetto alla committenza per attenerne lapprovazione

56 D. DAlessandro F.Pietrantonio e A. Micangeli - Tecnologie per lAutonomia e lAmbiente Scuola Ingegneria Emergenza – Palermo Ricorda comunque che…. … non esistono problemi che, alla lunga, lassenza di progetti non finisca per risolvere.


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