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LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE Prof. Ernesto Trinaistich.

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1 LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE Prof. Ernesto Trinaistich

2 2 ILA DEPURAZIONE DELLE ACQUE - INTRODUZIONELA DEPURAZIONE DELLE ACQUE - INTRODUZIONE IICARICO ORGANICO E DEI SOLIDICARICO ORGANICO E DEI SOLIDI IIISCHEMA A BLOCCHI DELLIMPIANTOSCHEMA A BLOCCHI DELLIMPIANTO IVDIMENSIONAMENTO DELLA VASCA A FANGHI ATTIVIDIMENSIONAMENTO DELLA VASCA A FANGHI ATTIVI VLA PRODUZIONE DI FANGO DI SUPEROLA PRODUZIONE DI FANGO DI SUPERO VIIL FABBISOGNO DI OSSIGENO NELLAERATOREIL FABBISOGNO DI OSSIGENO NELLAERATORE VIIRIMOZIONE DEI NUTRIENTIRIMOZIONE DEI NUTRIENTI VIIITRATTAMENTO DEI FANGHITRATTAMENTO DEI FANGHI IXLA DIGESTIONE ANAEROBICA E LA PRODUZIONE DI BIOGASLA DIGESTIONE ANAEROBICA E LA PRODUZIONE DI BIOGAS XIL DIGESTOREIL DIGESTORE

3 3 LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE INTRODUZIONE Le attività umane, civili o industriali, alterano le caratteristiche chimiche e chimico-fisiche delle acque naturali: fiumi, laghi, mare, causandone linquinamento. Leffetto delle acque inquinate sullambiente dipende dalla natura e dalla quantità di sostanze inquinanti. La depurazione delle acque reflue civili consiste in processi di natura biotecnologica che si realizzano mediante lazione di particolari microrganismi. I processi sono aerobici, hanno quindi bisogno di ossigeno. Responsabili sono batteri eterotrofi. I batteri con il loro metabolismo riescono a trasformare: amminoacidi, proteine, glucidi, lipidi, fosfolipidi, in molecole più semplici.

4 4 La quantità di ossigeno che si scioglie nellacqua è funzione della superficie cioè viene interessato solo lo strato superficiale del liquido. Pertanto la depurazione naturale avviene bene nei corsi di acqua in movimento in cui la superficie si rinnova continuamente. Va bene nei ruscelli mentre nei laghi e nel mare il processo necessita tempi più lunghi. Nei depuratori delle acque reflue civili si fanno avvenire processi biotecnologici aerobici che si rifanno a quelli che avvengono in natura. La presenza di ossigeno in questi impianti si assicura insufflando aria nella vasca di ossidazione. In essa si ha la crescita e sviluppo delle colonie di batteri (fango attivo) che nutrendosi delle sostanze presenti nei liquami depurano lacqua.

5 5 Le acque reflue urbane sono formate per più del 99,9% di acqua. Le caratteristiche della rimanente porzione solida variano da una località all altra, dipendendo dalle immissioni provenienti dalle strutture industriali che si mescolano con i flussi residenziali. Le origini delle acque di scarico si possono classificare in: 1.Rifiuti umani e animali; 2.Flussi delle acque piovane; 3.Rifiuti industriali Origini delle acque reflue:

6 6 Sono biodegradabili la maggior parte dei tensioattivi presenti nei detersivi, mentre non lo sono i derivati del petrolio. Limmissione in acque naturali dolci o marine di grandi quantità di sostanze biodegradabili può portare ad un impoverimento di ossigeno con conseguente morte della fauna e della flora presenti. Quando lossigeno è scarso si hanno processi di degradazione anaerobica che danno origine non a composti ossigenati ma a sostanze ridotte tipo: metano, acido solfidrico ecc. di odore sgradevole. Per il dimensionamento degli impianti si tiene conto di parametri che fanno riferimento a poche grandezze.

7 7 CARICO ORGANICO Nelle acque di scarico civili più che la concentrazione degli inquinanti è importante il BOD 5 Cioè la quantità di ossigeno necessaria per la demolizione delle sostanze biodegradabili riferito a cinque giorni. Il campione viene posto in un termostato per tutta la durata della prova, misurando la quantità di ossigeno prima e dopo il trattamento. Il COD rappresenta la quantità di ossigeno richiesto per lossidazione chimica. Lindagine viene effettuata operando con un eccesso di bicromato di potassio per la durata di due ore. Altra grandezza è il Carico organico Co che si misura in Kg BOD 5 /giorno. Il BOD 5 è misurato in ppm cioè g/m 3. Un valore medio di carico organico procapite è 60 gr BOD 5 /abitante *giorno.

8 8 Durante la giornata si hanno oscillazioni di portata e di BOD 5. IL CARICO IN SOLIDI Altro parametro importante è il contenuto in solidi nellacqua. Si definiscono solidi totali la somma di quelli disciolti e di quelli sospesi. Si determinano essiccando un campione. I solidi sospesi sono quelli che non attraversano un filtro a maglie do 0,45 μm e vengono poi suddivisi in solidi sedimentabili e non. Ognuna di queste frazioni si suddivide in non volatili inorganici, volatili organici, una frazione dei quali sarà biodegradabile.

9 9 Ogni frazione viene rimossa con una appropriata operazione. E importante conoscere, nellacqua depurata, la concentrazione di alcune sostanze che costituiscono i cosiddetti nutrienti. Normalmente sono composti dellazoto e del fosforo, che portano alla eutrofizzazione dellacqua. VALORI IN g/ab * giorno SOL. INORG. SOL.VOL. SOL.SOSPESI Solidi sospesi Non sedimentabili Sedimentabili Totali Solidi disciolti Solidi totali

10 10 Cono Imhof utilizzato per monitorare la qualità dei fanghi.

11 11 SCHEMA A BLOCCHI DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE A FANGHI ATTIVI DI ACQUE REFLUE CIVILI Il processo è costituito da una successione di trattamenti, ognuno dei quali ha lo scopo di rimuovere una determinata frazione di sostanze inquinanti. SEDIMENTAZIONE SECONDARIA AREAZIONE OSSIDATIVA SEDIMENTAZIONE PRIMARIA EVENTUALE CLORAZIONE POST ISPESSIMENTO DIGESTIONE PRE ISPESSIMENTO DISIDRATAZIONE MECCANICA RICICLO FANGHI FANGHI DI SUPERO Letti di essiccamento DESABBIAMENTO GRIGLIATURA DISOLEAZIONE LIQUAME DA DEPURARE Effluente depurato

12 12 I liquami subiscono dei trattamenti preliminari: La grigliatura è la prima vera fase del trattamento preliminare delle acque reflue. Serve a rimuovere i detriti più grandi (sassi, lattine,bottiglie, stracci) dal refluo. Stracci, così come frammenti di metallo e sassi, possono otturare o danneggiare condutture, pompe o gli stessi impianti. Il materiale rimosso dalle griglie può essere molto sgradevole e dannoso. I detriti vengono per questi motivi trasportati in altri impianti dove avverrà lo smaltimento. La griglia è in ferro e viene ripulita tramite un pettine che asporta il materiale che rimane impigliato.

13 13 Esempi di grigliatura

14 14 2.Desabbiatura: per sabbie e sedimenti. I liquami percorrono lunghi corridoi e nel cammino lasciano i sedimenti. Esempi di desabbiatori

15 15 Percorso per Desabbiatura Pettini per Grigliatura

16 16 3. disoleatura: per togliere oli e grassi in sospensione. Si utilizzano vasche dove dalla superficie vengono asportati gli oli mentre dal fondo i liquami proseguono verso i sedimentatori. Il loro abbattimento si rende necessario al fine di evitare gravi inconvenienti in tutte le varie fasi di trattamento biologico aerobico, con relativa diminuzione del rendimento dellimpianto. In particolare, oli e grassi, aderendo ai fiocchi di fango, ostacolano la sedimentazione del fango, nonché l adsorbimento nutritivo e gli scambi dossigeno.

17 17

18 18 Superati i trattamenti preliminari il liquame procede verso il sedimentatore primario, costituito da una grande vasca circolare con fondo conico, dove allinterno ruota un braccio che mantiene in movimento i fanghi. Al centro vi è lo scarico. Il fango attivo è una sostanza brunastra flocculosa costituita da materia organica. Il fango attivo, che si forma nelle vasche è il responsabile della depurazione. I microrganismi utilizzano il materiale presente nei liquami come cibo. Il fango attivo è una sostanza brunastra flocculosa costituita da materia organica. Il fango attivo, che si forma nelle vasche è il responsabile della depurazione. I microrganismi utilizzano il materiale presente nei liquami come cibo.

19 19 Sedimentatore vuoto e pieno in attività

20 20 sedimentatore

21 21 Sedimentatore vuoto

22 22 Vasca di ossidazione Turboreattore I fanghi vanno poi nella vasca di ossidazione dove avviene lossidazione biologica.

23 23 Vasca di ossidazione Insufflatori daria

24 24 Vasche di ossidazione

25 25 Infine nel sedimentatore secondario dove lacqua viene recuperata per subire trattamenti integrativi ( eliminazione di azoto e fosforo). sedimentatore secondario

26 26 vasche di clorazione Lacqua subisce poi il trattamento con cloro necessario per distruggere batteri patogeni.

27 27 Serbatoio contenente Vasca clorazione ipoclorito di sodio

28 28 Vasca clorazione Serbatoio contenente ipoclorito di sodio

29 29 Il sedimentatore ha al suo interno quattro bracci a 90° tra loro con pettini per miscelare i liquami. Nel sedimentatore per favorire la flocculazione delle sostanze colloidali si possono aggiungere flocculanti, tipo solfato di Al, cloruro di Fe. Nella vasca di aerazione lacqua viene a contatto con i fanghi attivi costituenti la biomassa, costituita da batteri eterotrofi aerobici, e con laria insufflata tramite pompe. Si hanno le seguenti fasi: 1.adsorbimento delle sostanze da parte dei fanghi; 2.demolizione catalitica (idrolisi enzimatica) ad opera di enzimi con produzione di sostanze più semplici:

30 30 polisaccaridi monosaccaridi; proteine amminoacidi Le sostanze prodotte vengono metabolizzate secondo le fasi di: a)catabolismo, cioè produzione di energia dai processi ossidativi; b)anabolismo cioè sintesi di nuovi prodotti. Nel sedimentatore secondario si ha la separazione delle sostanze sedimentabili prodotte e luscita nella parte superiore dellacqua depurata. Una parte del fango di supero viene mandato nel primo sedimentatore.

31 31 Schema di impianto a fanghi attivi

32 32 DIMENSIONAMENTO DELLA VASCA A FANGHI ATTIVI Importante è il carico di fango (che rappresenta il substrato su cui avviene la crescita dei microrganismi) definito come la quantità di substrato alimentata nellunità di tempo riferita alla massa di microrganismi. Esso è rappresentato dal carico organico ovvero BOD 5 alimentato in un giorno. Per avere una misura della massa di microrganismi (batteri attivi) si fa riferimento alla misura dei solidi sospesi nel Mixed Liquor (SSa) che può essere facilmente misurabile. Kg BOD 5 /giorno Il carico di fango risulta: Cf = Kg SSa

33 33 Dove il numeratore è il Co visto prima, mentre il denominatore si può mettere in relazione alla concentrazione dei solidi sospesi in aerazione ed al volume della vasca: KgSSa = [ SSa ] * Vol Co pertanto si ha: Cf = [ SSa ] * Vol La determinazione del volume viene effettuata fissando il valore del carico del fango, impostato al momento della progettazione, e della concentrazione di solidi. I valori del carico del fango vengono scelti in funzione del tipo di impianto

34 34 TIPO DI IMPIANTO CARICO DEL FANGO Ed esattamente in base a diverse considerazioni: 1.il rendimento depurativo: è BOD 5 rimosso / BOD 5 entrante BOD 5 in - BOD 5 us cioè η = BOD 5 in Per Cf inferiori a 0,5 η è elevato ( 92%), per valori maggiori cade bruscamente. Aerazione prolungata 0,02 : 0,15 A basso carico 0,2 : 0,3 A medio carico 0,3 : 0,5 Ad alto carico 0,5 : 0,8

35 35 2. un altro aspetto è la produzione di fango di supero che è tanto maggiore quanto più elevato è il Cf ovvero tanto più elevata è la disponibilità di substrato rispetto ai microrganismi. Buoni valori di Cf sono tra 0,2 e 0,5. Un basso Cf è opportuno quando i liquami sono difficilmente degradabili o la t° è bassa. 3. altro parametro che il progettista deve fissare è la concentrazione dei solidi [SSa]. Questo influenza il volume dellaeratore (a concentrazioni maggiori corrisponde volume minore). Ottimale [SSa] è 4 Kg / m 3. I calcoli riguardano sempre il dimensionamento della vasca di aerazione cioè il suo volume. E necessario avere la portata di liquami in m 3 /giorno.

36 36 Il Co (carico organico) si calcola : Co Portata in m 3 /giorno * Kg BOD5 /m 3 Si possono scegliere Cf = 2 e [SSa] = 5 da cui Co Vol.= [SSa] * Cf Si definisce carico organico volumetrico Co Cov = carico per unità di volume. V Risulta essere Cov = [SSa] * Cf

37 37 CARICO ORGANICO VOLUMETRICO TIPO DI IMPIANTO Senza sedim.primaria Con sedimentazione primar. Aerazione prolungata0,10 : 0,75 - A basso carico 1 : 1,5 0,70 : 1,05 A medio carico 1,50 : 2,50 1,05 : 1,75 Ad alto carico - 1,75 : 2,30

38 38 Portate e concentrazioni per il bilancio dei solidi sospesi nellaeratore Fm = portata media in ingresso; Fr = portata di riciclo; Fs e Fe in uscita. [SSa], [SSr] e [SSi] sono le concentrazioni di solidi rispettivamente nellaeratore, nel riciclo e nei liquami in ingresso

39 39 Il calcolo della portata di riciclo si calcola risolvendo il bilancio di materia applicato allaeratore in condizioni stazionarie: Solidi Entranti = sol. Uscenti ( nellunità di tempo) Fr * [SSr] + Fm * [SSi] = ( Fr + Fm ) * [SSa] Fr Indicando R (rapporto di riciclo) esso è = Fm da cui si ottiene R * [SSr] = (R+1) * [SSa] ; [SSa] da cui R = [SSr]- [SSa] La [SSr] dipende dalla concentrazione in uscita dallaeratore; [SSa] dalla portata da trattare. Il valore di [SSr] è circa 8-12 Kg/m 3.

40 40 La [SSr] può essere messa in relazione con una grandezza facilmente determinabile: Sludge Volume Index (SVI) chiamato indice di volume del fango. Essa si determina ponendo un litro di campione di fanghi in un cono Imhof, leggendo il volume dei fanghi dopo 30 minuti. Lunità di misura è ml / gr. K * 10 6 Si ottiene : [SSr] = SVI L [SSr] è espressa in ppm, K è una costante dipendente dal sedimentatore ( valore quasi 1)

41 41 PROBLEMI DI ESERCIZIO Uno dei problemi è la sedimentabilità dei fanghi. Uno dei fenomeni è il Bulking. Leffetto del Bulking è costituito dalla fuoruscita dalla superficie del sedimentatore di acqua e fiocchi con intorbidimento dellaffluente e aumento del BOD 5 us. Il segnale lo da laumento del SVI. Si distinguono il Bulking filamentoso o non filamentoso. Nel primo caso si aumenta la concentrazione di ossigeno disciolto, si aera ecc.. Oppure in modo aspecifico si aggiunge disinfettante.

42 42 LA PRODUZIONE DI FANGO DI SUPERO La biomassa cresce nel tempo, per mantenere costante la quantità e lavorare quindi sempre con lo stesso carico di fango è necessario smaltire il fango di supero del sedimentare secondario o riciclarlo nel primario. La quantità di fango di supero prodotta giornalmente ΔSS è funzione del BOD 5 : ΔSS = y * Δ BOD 5 + f * Δ BOD 5 – Kd SSa - ΔSS fango di supero prodotto in un giorno (Kg SS/g) - Δ BOD 5 è il BOD 5 rimosso ( Kg BOD 5 / g ) ottenuto moltiplicando il Co per il rendimento. - y è il coefficiente di crescita batterica lorda ( Kg SS / Kg BOD 5 ) che rappresenta la quantità di batteri generati per effetto del consumo di BOD 5. - f è il coefficiente di bioflocculazione ( Kg SS / Kg BOD 5 ) che rappresenta la quantità di solidi inerti catturati dal

43 43 fango per flocculazione, associata ad un dato consumo di BOD 5 -Kd costante di decadimento ( giorni -1 ) -SSa quantità totale di biomassa nellaeratore. La ΔSS risulta funzione cioè di tre termini: y * Δ BOD 5 biomassa prodotta per effetto del consumo di sostanze organiche; f * Δ BOD 5 quantità di solidi adsorbiti; Kd*SSa quantità di batteri scomparsi a causa del decadimento batterico. I coefficienti dipendono dal tipo di liquame trattato. Per acque di scarico civili si ha: y = 0,5 ; f = 0,5 ; Kd = giorni -1

44 44 SSa Si definisce età del fango in giorni E = ΔSS Per ogni impianto la valutazione di y,f,Kd può essere fatta considerando la retta : ΔSS ( y + f ) * Δ BOD 5 = - Kd ; SSa Δ BOD 5 dove è la variabile indipendente SSa ΔSS Mentre quella dipendente, SSa ( y + f ) rappresenta il coefficiente angolare e Kd è lintercetta sullasse delle ordinate.

45 45 In pratica si raccolgono periodicamente i dati relativi ai solidi totali, al BOD 5 rimosso e alla produzione di fango di supero, si rappresentano sul piano i punti relativi e si traccia la retta Coefficienti cinetici per il calcolo della produzione di fango di supero Δ SS / SSa tg α = (y+f) ΔBOD 5 / SSa -Kd

46 46 IL FABBISOGNO DI OSSIGENO NELLAERATORE Lossigeno viene sfruttato dai batteri attivi per degradare le sostanze organiche in arrivo con il liquame e per consumare il materiale rilasciato dai microrganismi in fase di decadimento. Δ O 2 = z * Δ BOD 5 + re * SSa -Δ O 2 è il bisogno giornaliero di ossigeno, espresso in Kg O 2 /g. - z è il coeff. di respirazione attiva, cioè lO 2 consumato sul BOD 5 in Kg O 2 / Kg BOD 5 - re coefficiente di respirazione endogena, cioè lO 2 consumato sulla biomassa in fase di decadimento, in Kg O 2 / Kg SS. In genere si usano z = 0,5 e re = 0,1

47 47 Le apparecchiature di aerazione devono essere dimensionate non sul fabbisogno medio ma su quello di punta della giornata. Esso si ottiene moltiplicando il termine di respirazione attiva per un coefficiente maggiorativo: circa = 2. Si avrà così: Δ O 2 punta = z * Δ BOD 5 * + re * SSa Noto Δ O 2 di punta si può dimensionare limpianto del sistema di aerazione.

48 48 RIMOZIONE DEI NUTRIENTI Lazoto si rimuove con trattamenti biologici. Il fosforo per precipitazione chimica. LA NITRIFICAZIONE Lazoto è presente sotto forma ammoniacale. La prima fase è lossidazione ad azoto nitrico, poi ridotto (denitrificazione) ad azoto gassoso, per azione batterica: NH /2 O 2 2H + + NO H 2 O ΔH <0 Poi NO ½ O 2 NO 3 - ΔH <0 Complessivamente: NH O 2 2H + + NO H 2 O Si opera con carichi di fanghi bassi ed età del fango elevate (10-20 giorni).

49 49 Si deve considerare anche il fabbisogno di O 2 necessario per la nitrificazione, quindi: ΔO 2 = z * BOD 5 + 4,57 * ΔN – NH 4 + re *SSa La denitrificazione successiva avviene anchessa tramite batteri: eterotrofi, che utilizzano lossigeno dei nitrati per consumare carbonio organico ( si ha una riduzione). Si fa in una vasca successiva. Come fonte di carbonio può essere utilizzato lo stesso liquame o si aggiunge metanolo: 5 CH 3 –OH + 6 NO 3 - 3N 2 + 5CO H 2 O + 6 OH -

50 50 ELIMINAZIONE DEI COMPOSTI FOSFORATI Il fosforo è presente come (PO 4 ) 3-. Per la precipitazione si usa calce + reattivi coagulanti: Al 2 (SO 4 ) (PO 4 ) 3- 2 Al PO S O Ca (OH) (PO 4 ) 3- Ca 3 (PO 4 ) OH - Il processo segue quello biologico. Impianto con predenitrificazione e successiva nitrazione

51 51 La digestione del fango è spesso chiamata stabilizzazione, perché biologicamente essa disgrega i solidi organici rendendoli più stabili, meno maleodoranti e più facilmente disidratabili. Questa operazione, consiste nel trasformare polisaccaridi, proteine, trigliceridi, nelle loro sostanze di base che sono rispettivamente monosaccaridi, amminoacidi, acidi grassi e glicerina. Molti impianti municipali sono legati ad uno o due processi di digestione del fango per stabilizzare i materiali organici prima dello smaltimento finale.

52 52 TRATTAMENTO DEI FANGHI Il fango di supero è materiale altamente putrescibile e va trattato in più stadi. Ispessimento Stabilizzazione Postispessimento Disidratazione Smaltimento Finale in Discarica Smaltimento Finale in Discarica Condizionamento Chimico Condizionamento Chimico

53 53 I trattamenti sono fisici, chimici e biologici. Lispessimento consiste in un aumento dei solidi e consiste in una separazione solido-liquido per gravità. La stabilizzazione consiste nella riduzione del contenuto di sostanze biodegradabili ( consumo di ossigeno < 0,1 Kg di O 2 /g per ogni Kg di solidi volatili contenuti nel fango ). Si fa chimicamente con calce fino a pH Oppure biologicamente, che prende il nome di digestione (aerobica o anaerobica). Si sottopone il fango ad aerazione senza fornire substrato, i batteri si devitalizzano con aumento della mineralizzazione del fango ( aumento di solidi inerti). Il fango in apposite vasche resta circa 18 giorni.

54 54 Vasca per lispessimento dei fanghi

55 55 Nella digestione anaerobica viene prodotto biogas (CH 4 e CO 2 ). I gas possono fornire energia allo stesso impianto, i costi sono però più elevati (maggiori dispositivi di controllo). Seguono poi lispessimento e la disidratazione. ispessitore fanghi secchi

56 56 Esempi di letti essiccatori

57 57 I fanghi residui devono essere smaltiti in discarica o sparsi sul terreno. Operazione discontinua, adatta per qualunque potenzialità. Presentano notevoli costi di gestione, ma si ottengono concentrazioni in solidi maggiori. Bassi costi di esercizio, ma con basse concentrazioni finali. Richiedono maggior consumo di coagulanti e caratteristiche costanti del fango. Ingombro minimo con tempi di trattamento ridottissimi. Si evitano emissione di cattivi odori e produzione di aerosol. Non consumano energia, ma richiedono vaste aree disponibili. Devono essere alimentati con fanghi ben stabilizzati per evitare cattivi odori. APPARECCHIATURACONCENTRAZIONE DEI SOLIDI CARATTERISTICHE Filtro pressa 50% Nastro pressa 28% Centrifughe 21% Letti di essiccamento 40%

58 58 Zona di disidratazione dei fanghi

59 59 Disidratazione dei fanghi

60 60 LA DIGESTIONE ANAEROBICA E LA PRODUZIONE DI BIOGAS Diviene conveniente quando la produzione di gas ottenuto dalla fermentazione anaerobica dei fanghi è elevata. Durante la digestione anaerobica si sviluppano ceppi batterici metaniferi che riescono a demolire le macromolecole biodegradabili in molecole più semplici solubili in acqua (idrolisi dei polisaccaridi, di proteine e grassi). Si ottengono pertanto metano, ammoniaca, idrogeno solforato.

61 61 Polisaccaridi Ammidi Pectina Peptoglicani Polisaccaridi Ammidi Pectina Peptoglicani Monosaccaridi Glucosio Maltosio Monosaccaridi Glucosio Maltosio Glicerolo + Acidi Grassi Proteine e Peptidi Amminoacidi Lipidi Lipasi Peptidasiasi Amilasi, etc Esempi di reazione della fase idrolitica

62 62 2. fase di fermentazione acida C 6 H 12 O 6 3CH 3 -COOH C 6 H 12 O 6 HCOOH + CH 3 COOH + C 2 H 5 COOH 3. fase di gasificazione 4 H-COOH CH 4 + CO H 2 O CH 3 – COOH CH 4 + CO 2 Per avviare il processo di digestione si opera con fango proveniente da un digestore avviato con batteri metaniferi presenti.

63 63 IL DIGESTORE Si usa un di gestore a singolo stadio. In esso si vengono a formare vari strati: -sopra schiuma e crosta e gas, sotto fango ispessito. Periodicamente il fango viene mescolato e scaricato. Il dimensionamento dei digestori si effettua tramite formule empiriche che fanno riferimento a grandezze di facile comprensione. Co ( carico organico in Kg SSv /g) Vol.= Cov (car. Org. Volumetrico in Kg SSv /g*m 3 ) In base al valore di Cov che dipende dalla t° si distinguono digestori a basso, medio e alto carico. Si usa pure V = Fw * tr dove Fw è la portata dei fanghi in m 3 /g, tr è il tempo di ritenzione del fango in giorni.

64 64 digestore primario tetto del digestore

65 65 Digestore monostadio con sistema di miscelazione a pale

66 66 Torcia sfiato

67 67 Digestore monostadio riscaldato

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