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1 Prof. Domenico Milito La Pedagogia e la Didattica come scienze delleducazione TFA Primo Modulo: Didattica e Pedagogia speciale 26 marzo 2013.

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1 1 Prof. Domenico Milito La Pedagogia e la Didattica come scienze delleducazione TFA Primo Modulo: Didattica e Pedagogia speciale 26 marzo 2013

2 2 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Ha come oggetto leducazione (finalità)

3 3 Prof. Domenico Milito La Pedagogia A partire dal mondo classico, la Pedagogia si ispira allantico ideale della paideia, che si riferisce allautorità del modello, alla forma da assumere. Secondo leducazione classica il maestro o l educatore diventa il rappresentante dei modelli educativi: si arriva, cioè, ad essere se stessi, a pensare e a giudicare autonomamente proprio imitando modelli. Del resto il significato etimologico del termine pedagogia deriva dal pais (bambino) e da agon (guidare), ecco perché la pedagogia, sin dai tempi antichi, stava ad indicare la guida del fanciullo e cioè leducazione.

4 4 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Con la cultura greca, la Pedagogia si sviluppa come la teorizzazione di quel processo rivolto a educare, istruire e formare soggetti individualmente e socialmente intesi. Già con i sofisti, a partire da Socrate ( a.C.) e Platone ( a.C.), si pone sotto analisi il soggetto come attore e destinatario della crescita, interiore e dinamica.

5 5 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Linteresse di Socrate è, infatti, la conoscenza che conosce se stessa, come frutto del colloquio interiore e del continuo scambio ideologico con gli altri uomini. Leducazione socratica vuole rendere, così, luomo libero di decidere da solo per divenire personalmente responsabile della propria vita, attraverso alcuni metodi, quali, ad esempio, lironia e la maieutica (che attraverso domande abilmente formulate dal maestro fa partorire nel discente il pensiero costruttivo).

6 6 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La pedagogia platonica, invece, rivolge lattenzione al nesso tra educazione e Stato e al duplice compito pedagogico- politico di una umanizzazione dello Stato e di una statalizzazione delleducazione; essa mira, perciò, ad allontanare luomo dal mondo apparente per condurlo allautenticità della conoscenza, che secondo Platone risiede nellattività della ragione.

7 7 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La Pedagogia nasce, allora, con la Filosofia e resterà per oltre due millenni ad essa accorpata. Poi si emanciperà dalla Filosofia facendosi scienza, poi scienza di scienze e, quindi, scienza che riflette sui dati di molte scienze da coordinare con leducazione (focus e oggetto specifico della Pedagogia). Nel corso dei secoli, linteresse della Pedagogia si è, dunque, ampliato fino a comprendere settori disciplinari e ambiti di intervento e di riflessione sempre più vasti e articolati.

8 8 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Con la nascita delle varie scienze delleducazione (Psicologia, Sociologia, Antropologia, Biologia, etc.) il quadro della disciplina è, infatti, profondamente mutato. Cosicchè, nel corso del Novecento si è assistiti ad una evoluzione continua che ha configurato la Pedagogia come lo spazio cognitivo in cui si affermano i problemi educativi ai quali la stessa disciplina pedagogica deve dare risposta, ripensandoli e ridefinendoli.

9 9 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Fare Pedagogia significa, da questo momento in poi, dare vita a un discorso critico che investe i problemi affrontati e le soluzioni proposte dalle scienze delleducazione, li radicalizza in senso pedagogico, focalizzandoli sulleducare, li rilegge in modo riflessivo e teorico, li discute e li ridiscute continuamente. È così che la Pedagogia ha il compito di tenere viva l intenzionalità pedagogica, in ogni ambito di ricerca e di azione da problematizzare.

10 10 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Che cosè leducazione? Lidea di educazione, intesa inizialmente come processo di costruzione di un soggetto secondo regole sociali e, quindi, secondo percorsi di conformazione, si è gradualmente indebolita. Volendo dare, oggi, una definizione del concetto di educazione ci si può riferire a quella proposta a Calais dallInternational League for New Education: Leducazione consiste nellincoraggiare lo sviluppo più completo possibile delle attitudini di ogni persona, sia come individuo sia come membro di una società ispirata dalla solidarietà. Leducazione è inseparabile dallevoluzione sociale: essa è una delle forze che la determinano.

11 11 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Il risultato complessivo del concetto di educazione da parte della philosophy of education anglosassone, inoltre, è quello di un processo che comunque non solo coinvolge contenuti e scopi, le cui dimensioni danno spazio a ulteriori questioni etiche, ma (essa, educazione) coinvolge anche metodi e procedure in cui sono coinvolti vari principi che governano il nostro trattamento dei fanciulli. Si comprende, allora, come il fine delleducazione e i suoi metodi debbano essere rivisti continuamente, anche in relazione allevoluzione della società.

12 12 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La Pedagogia, allora, in quanto sapere teorico-pratico sui processi educativi, non può non occuparsi di tutti quei processi entro i quali avviene leducazione e che riguardano la comunicazione intersoggettiva riconducibile alla: - educazione che avviene attraverso i media culturali (computer, Internet, televisione, cinema, etc.) - educazione etica e ambientale (relativa, cioè, alle questioni morali, ai comportamenti collettivi, etc.) -educazione informale [acquisizione di attitudini, valori, abilità e conoscenze dallesperienza quotidiana e dalle influenze e risorse educative nel proprio ambiente: dalla famiglia e dal vicinato, dal lavoro e dal gioco, dal mercato, dalla biblioteca e dai mass-media (definizione ICED: International Council for Educational Development)] - educazione non formale [(ogni attività educativa organizzata al di fuori del sistema formale stabilito per il conseguimento di determinati obiettivi nel campo dellapprendimento (definizione ICED)] che sempre più caratterizzano le nostre società.

13 13 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Del resto è lo stesso Dewey a ritenere che leducazione deve uscire dal suo ambito strettamente filosofico e utilizzare il ricco materiale che le scienze particolari, soprattutto la Psicologia e la Sociologia, possono fornirle. Da qui la necessità di riflettere sulle Scienze dellEducazione intese come scienze mobili che devono essere costantemente re-interpretate secondo un chiarimento scientifico, un raccordo pedagogico, una prospettiva interdisciplinare e unottica critica. Il rapporto, allora, fra la Pedagogia e le Scienze dellEducazione non è di opposizione ma dialettico.

14 14 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Oggi intorno alla Pedagogia e al suo senso e significato si è aperta una quaestio. Siamo dentro un dibattito critico che verte sulleducazione/formazione, sui vari ambiti del pensare e dellorganizzare leducazione stessa. Da più parti si è favorevoli nel condividere però che la Pedagogia debba essere configurata come visione del mondo, come orientamento axiologico (relativo, cioè, alla trattazione dei valori fondanti delle regole dellagire e del pensare), in un contesto di formazione inteso come processo di crescita e di sviluppo, che fa del soggetto quello che è, con le sue vocazioni, i suoi obiettivi. È la Bildung (nozione di formazione così trascritta in tedesco alla fine del Settecento) che va imponendosi in una dimensione di formazione delluomo in quanto uomo, contrassegnato da coscienza e oggettività culturale, un uomo, quindi, calato nel suo vissuto quotidiano.

15 15 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La formazione La formazione come processo aperto e personale viene a caratterizzare, pertanto, il progetto di vita di ciascun soggetto-persona, capace di guidare se stesso, di rinnovare la propria identità, i propri saperi. Cosicchè, mentre leducazione è un processo sociale che guarda allinterpretazione dei soggetti, attraverso linculturazione e lapprendimento, la formazione è personale e verte sulla formazione dellio come soggetto-persona che promuove un progetto di sé. Una Bildung, dunque, come processo di umanizzazione dei soggetti attraverso la dialettica della cultura.

16 16 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La società contemporanea, daltra parte, in quanto società aperta, quindi pluralistica, democratica e dellinnovazione, reclama un soggetto/individuo/cittadino che costruisca e orienti se stesso per lintero arco della vita: capace di apprendere, di rinnovare, di trasformare le mentalità, di costruire se stesso in una dimensione di lifelong learning (apprendimento per tutta la vita).

17 17 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Vi è da evidenziare che la ricerca pedagogica attuale non ha cancellato il concetto di educazione, ma lo ha affinato, guardando maggiormente alla prospettiva culturale (formazione come Bildung), a quella economico-sociale (formazione professionale) e a quella personale (formazione come cura sui, come, cioè, sviluppo del sé). È una pedagogia della formazione che guarda alla problematizzazione contemporanea in termini dinamici e aperti, in sintonia con le trasformazioni in atto sia sul piano sociale sia sul piano epistemologico.

18 18 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Si pensi alla lezione del Dewey, al suo educare per la democrazia, nella democrazia, costruita sul dialogo e sul confronto. Alla luce del pensiero deweyano la Pedagogia si afferma come attore sociale sempre più decisivo, capace di gestire le continue trasformazioni del tempo presente, di dar vita ad unautentica democrazia progressiva, di far vivere soggetti nella dimensione della cura di sé, di trasmettere saperi, pratiche e tecnologie, ma mai in senso strettamente riproduttivo e con valenza dogmatica.

19 19 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Oggi leducazione si è fatta ancora più centrale, innerva tutta la vita sociale in modo capillare, agisce e viene svolta dai media, dalla comunicazione assordante del nostro quotidiano, ha oltrepassato le varie istituzioni (famiglia, scuola, Chiesa, Stato) e si è dispersa nel sociale, divenendo ancor più pervasiva. Da qui la necessità di governarla con consapevolezza, con riflessività, con criticità, come critical pedagogy (secondo la dizione anglosassone, che però è comune anche in aree francofone, germaniche, italiane, ispaniche)

20 20 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Il nuovo profilo della Pedagogia generale delinea una frontiera del sapere pedagogico che è insieme locale (una forma dei saperi della Pedagogia) e generale (un fattore trasversale e ricorrente un po in tutti i saperi delleducazione), sempre in movimento tra tradizione e attualità, scandita da un tipo di discorso riflessivo (e quindi filosofico) ma legata a problemi imposti dai saperi e dalle prassi, empirici, storici, anche contingenti, ai quali deve dare una prima e globale risposta, connessa alla custodia- gestione critica dei temi focali della Pedagogia: leducazione-formazione che essa rilancia come il vettore e il senso stesso della Pedagogia in tutti i suoi saperi e continuamente rielabora.

21 21 Prof. Domenico Milito La Pedagogia La Pedagogia generale si organizza, così, in una pratica discorsiva duttile e diffrattiva, ma saldamente ancorata a uno status e a un senso, di cui la nozione di formazione detiene il timone. Essa ha, dunque, una vocazione poietica che innerva costantemente la teoria e la prassi, la riflessività critica e lattività pratica. Si impone qui un concetto di educazione/formazione su base empirico-pragmatica che non reclama letture dogmatiche ma forme di problematizzazione, sempre provvisorie e in continua evoluzione. Unidea di soggetto-persona strutturato sulla coscienza, che fa appello a un progetto cosciente, che discute e si confronta con tutti gli altri soggetti.

22 22 Prof. Domenico Milito La Pedagogia In tale contesto, lagire educativo viene ad essere concepito e declinato sempre meno come agire strumentale rispetto allo scopo e sempre più come un agire comunicativo, che trova nel dialogo, nella razionalità critico-ermeneutica e nello spazio pubblico i suoi vettori costitutivi, in direzione del perseguimento di un ideale formativo ed educativo di autonomia individuale, incentrata sulla crescita del soggetto, sulla sua capacità di riflessività critica nei confronti dellesistente, ma sempre allinterno di un orizzonte di comunità linguistica interumana, connotata nel senso della cittadinanza come in quello planetario.

23 23 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Proprio attraverso unanalisi critica dellauctoritas, delle sue forme e fondamenti si è giunti a porre il problema dellauctor, cioè di colui che è autore, attore, protagonista del proprio processo di formazione, secondo una intenzionalità nuova e rivitalizzata, in virtù di nuovi principi quali la responsabilità e l impegno: responsabilità e impegno nei confronti del proprio farsi, del proprio particolare percorso formativo ed emancipativo, del fatto di essere autore del proprio sé, allinsegna di principi di criticità e riflessività.

24 24 Prof. Domenico Milito La Pedagogia Così la Pedagogia va coltivata e ciò va fatto rispettandone il profilo complesso e il suo imprinting attuale. Essa va, dunque, collocata dentro lepoca in cui siamo, viviamo, pensiamo e agiamo in modo critico e con intento regolativo, in una prospettiva di teorizzazioni nuove e innovative, compatibili con l oggi e proiettate al domani.

25 25 Prof. Domenico Milito La Didattica La Didattica è una disciplina antica che negli ultimi decenni ha subito una profonda trasformazione sul piano dei significati e delle procedure operative. Sul piano semantico, lespressione didattica riflette le sue origini antiche derivando dalla radice indoeuropea dak, nel senso di mostrare (un dato patrimonio culturale), da cui traggono origine anche i termini latini dòceo (insegno) e dìsco (imparo).

26 26 Prof. Domenico Milito La Didattica La formalizzazione della didattica come sapere autonomo risale al secolo XVII e si manifesta in primo luogo nellutopia di Comenio secondo cui tutto è insegnabile a tutte le età. Il ruolo e o spazio della didattica sii modificano fortemente via via in rapporto alle diverse stagioni culturali e alle dottrine filosofiche dominanti: per esempio, a cavallo tra i secoli XIX e XX si è passati da una forte attenzione alla didattica, che ha contraddistinto il periodo positivista (nella seconda metà dellOttocento) che si esprime in una minuziosa descrizione dellattività di insegnamento nei termini di un sapere tecnico, a una sostanziale negazione della didattica (per lo meno in Itali) durante periodo idealista della prima metà del Novecento, quando il sapere didattico si stempera in quello pedagogico.

27 27 Prof. Domenico Milito La Didattica Due versioni dei programmi ministeriali del Regno dItalia simboleggiano le stagioni indicate: Da un lato i programmi curati da Aristide Gabelli nel 1888, elaborati secondo un formato analitico, prescrittivo, didascalico, dallaltro i programmi redatti da Giovanni Gentile nel 1923, espressione di un approccio idealista, restìo a qualsiasi formalizzazione preventiva.

28 28 Prof. Domenico Milito La Didattica I due esempi indicati ben simboleggiano il movimento pendolare che ha accompagnato la storia della didattica, attraverso lalternanza di periodi di valorizzazione del sapere didattico, contrassegnati da tentativi di traduzione tecnica di tale sapere attraverso guide, prontuari, eserciziari con altri periodi in cui tale sapere viene ridimensionato a favore di qualità più generali connesse alla cultura, alla personalità, allumanità del maestro. Nel primo caso la formazione dellinsegnante è centrata prevalentemente sul sapere didattico, condizione irrinunciabile per abilitarlo al suo ruolo professionale; nel secondo caso, la formazione docente si identifica con la sua preparazione culturale e umana, giacchè non occorrono tecnicismi o formalizzazioni didattiche (Sii uomo e sarai maestro:espressione del pensiero gentiliano)

29 29 Prof. Domenico Milito La Didattica Allinterno di tale pendolo si possono collocare i diversi modelli didattici che hanno segnato la storia della Pedagogia, più o meno centrati sugli aspetti tecnici dellinsegnare o allargati alla gestione più ampia del processo educativo. Il loro intento comune consiste nel puntare a formalizzare la gestione della relazione didattica, proponendo una sorta di canone su cui modellare lazione dellinsegnante.

30 30 Prof. Domenico Milito La Didattica Tra gli esempi più noti si può citare lapproccio montessoriano, in quanto modello analitico, codificato, normato nel quale la relazione didattica viene formalizzata attraverso: - la strutturazione del setting formativo, - le indicazioni metodologiche sullo sviluppo delle diverse attività, - i suggerimenti relativi alla gestione della relazione tra insegnante e allievi.

31 31 Prof. Domenico Milito La Didattica Negli ultimi cinquantanni il sapere didattico ha subito profonde trasformazioni che hanno determinato un ripensamento complessivo dei suoi significati a partire da alcune linee di sviluppo emergenti. In primo luogo va segnalata lestensione del campo della didattica, inizialmente circoscritta allinsegnamento proprio della scuola e via via ampliato anche ad ambiti di educazione informale, quali lo scoutismo, la formazione religiosa, le discipline sportive, leducazione ambientale, la sensibilizzazione ai beni culturali, ecc..

32 32 Prof. Domenico Milito La Didattica Se fino ad alcuni decenni fa era sufficiente il sostantivo didattica per designare un determinato ambito di sapere, connesso alla pratica formativa della scuola, oggi risulta sempre più necessario accompagnarlo da un complemento di specificazione che ne delimiti il campo di applicazione: didattica dellambiente, della pratica sportiva, dei beni culturali, ecc.

33 33 Prof. Domenico Milito La Didattica Accanto a tale estensione si è assistito alla specificazione delloggetto della didattica in relazione ai diversi saperi e alle varie discipline di insegnamento: le peculiarità connesse al loro insegnamento hanno determinato la necessità di affiancare a una didattica di tipo generale un insieme di didattiche specifiche contraddistinte dai diversi settori disciplinari (didattica dellitaliano, didattica della matematica, didattica della musica, ecc.).

34 34 Prof. Domenico Milito La Didattica La proliferazione di metodologie didattiche (apprendimento cooperativo, problem solving, didattica metacognitiva, didattica della ricerca, ecc.) ha sollecitato, poi, un approccio meno dogmatico, più flessibile, analogamente a quanto accaduto in altri settori della conoscenza. Non si punta più a predisporre un modello didattico universalmente valido, sussistono, invece, tante proposte che richiedono di essere selezionate e calibrate in rapporto alle specifiche situazioni in cu devono essere impiegate.

35 35 Prof. Domenico Milito La Didattica Ciò ha prodotto anche un ripensamento del compito del sapere didattico, non più orientato a fornire un modello predeterminato, quanto volto a proporre un repertorio di strategie, di metodologie, di strumenti tra cui scegliere le soluzioni più opportune e pertinenti. Tali modificazioni hanno determinato un profondo ripensamento dello statuto disciplinare della didattica, tradizionalmente inteso come una derivazione, più o meno diretta, di dottrine filosofiche, approcci pedagogici, teorie psicologiche.

36 36 Prof. Domenico Milito La Didattica Ci si è interrogati sullidentità disciplinare della didattica, pensata anche come denominatore comune sotteso a tutte le specificazioni di campo e di contenuto culturale a cui si è fatto riferimento in precedenza: -Che cosa qualifica il sapere didattico e lo distingue dagli altri ambiti di sapere che si occupano di eventi educativi? - Che cosa accomuna le diverse didattiche specifiche e rappresenta lo zoccolo duro di questo ambito di conoscenza? - Quali sono i requisiti di scientificità del sapere didattico?

37 37 Prof. Domenico Milito La Didattica Intorno a questi interrogativi si è puntato a riconoscere lo statuto autonomo della didattica, provando a identificare con maggiore precisione le caratteristiche delloggetto di indagine di tale disciplina e della metodologia di indagine impiegata. Come sappiamo gli elementi caratterizzanti una disciplina scientifica sono loggetto e il metodo che la contraddistinguono. Cosicchè, anche per la didattica la definizione di uno statuto autonomo passa attraverso una più precisa identificazione del suo oggetto di studio e del suo metodo di indagine.

38 38 Prof. Domenico Milito La Didattica Un primo passaggio utile alla definizione dello statuto della didattica concerne la sua collocazione nellambito delle scienze delleducazione, in quanto da diversi decenni è accettata lidea secondo cui esiste un insieme di discipline che si occupano del fatto educativo e occorra quindi formulare al plurale lespressione con cui designare questo insieme di saperi (scienze, appunto, non scienza).

39 39 Prof. Domenico Milito La Didattica Allinterno di questo ambito quale spazio occupa la Didattica? Come si posiziona in rapporto alle altre discipline? Per rispondere a queste domande facciamo riferimento a una classificazione delle scienze delleducazione proposta da Mauro Laeng (1990), il quale classifica tali discipline in tre categorie, in rapporto al punto di vista con cui studiano il fatto educativo.

40 40 Prof. Domenico Milito La Didattica In primo luogo ci sono le discipline rilevative, ovvero quei saperi che si occupano di migliorarne la comprensione. La psicologia delleducazione (dal punto di vista del soggetto che apprende), la sociologia delleducazione (dal punto di vista del contesto sociale in cui si attualizza levento educativo), lantropologia delleducazione (dal punto di vista dellambiente culturale entro cui si esercita lazione educativa) sono esempi di discipline rilevative, caratterizzate dalintento di fornire chiavi di lettura utili ad analizzare levento educativo, a comprenderne la dinamica di svolgimento.

41 41 Prof. Domenico Milito La Didattica In secondo luogo abbiamo le discipline prescrittive, ovvero i saperi, ovvero i saperi orientati verso una comprensione del sistema di valori entro cui identificare i traguardi formativi a cui è finalizzato levento educativo. Questultimo, infatti, non può che essere valorialmente connotato, ovvero inserito in un quadro di scelte di valore che ne chiariscono lorizzonte di senso e la direzione di marcia: lidea di persona, di cittadino, di società, di cultura, ecc.

42 42 Prof. Domenico Milito La Didattica La filosofia delleducazione rappresenta lesempio più emblematico di questa categoria di discipline, in quanto orientata ad analizzare il quadro valoriale, il linguaggio, le idee fondanti su cui si innesta levento educativo.

43 43 Prof. Domenico Milito La Didattica Se le discipline rilevative si qualificano per una tensione verso lessere, verso il contesto reale di svolgimento dellevento educativo, quelle prescrittive si qualificano per una tensione verso il dover essere, verso il quadro ideale entro il quale situare la dinamica educativa.

44 44 Prof. Domenico Milito La Didattica In terzo luogo ci sono le discipline operative, che si collocano nel mezzo dei due gruppi precedenti, tra lettura del contesto educativo e definizione dei traguardi formativi, tra l essere e il dovere essere. Si tratta di discipline centrate sullazione educativa, sulle sue modalità di conduzione, sulla esplorazione dello spazio di mediazione tra il contesto reale dellevento educativo (dove educare?) e il quadro di riferimento (perchè educare?).

45 45 Prof. Domenico Milito La Didattica Le discipline operative mirano a rispondere alla domanda come educare?. Tra di esse si trovano la didattica generale, ma anche le didattiche disciplinari o settoriali, la docimologia, le tecniche di progettazione educativa, le modalità di conduzione dei gruppi, ecc. Alla luce quanto fin qui esplicitato è posibile identificare lo spazio della didattica nel campo delle scienze delleducazione allinterno delle discipline operative, come un sapere orientato a rispondere alla domanda come educare?, a fornire un contributo allelaborazione del progetto educativo attraverso cui puntare a connettere una determinata realtà educativa con un quadro di valori che si intende promuovere attraverso lazione educativa.

46 46 Prof. Domenico Milito La Didattica Precisato il raggio dazione della didattica si può tentare di identificare con maggiore precisione il suo oggetto con lazione di insegnamento, ovvero quella particolare azione formativa che si svolge dentro la scuola, contraddistinta da caratteri di intenzionalità e sistematicità. Rivolgendo lattenzione allambito di educazione formale, è possibile definire lazione di insegnamento come una relazione educativa finalizzata allapprendimento di un determinato patrimonio culturale situata in un dato contesto istituzionale.

47 47 Prof. Domenico Milito La Didattica Scomponendo in modo più analitico la definizione proposta si può parlare di relazione educativa per intendere il carattere relazionale dellazione di insegnamento, basata su una dinamica relazionale tra un insegnante e un dato gruppo di allievi

48 48 Prof. Domenico Milito La Didattica Alcune dimensioni dellinsegnamento 1.La dimensione relazionale-comunicativa, attenta alla dinamica relazionale che si viene a determinare tra linsegnate e gli allievi e alle modalità di gestione di tale dinamica. - Quale stile di conduzione ha linsegnante? -Quale clima relazionale tende a instaurare in classe? -Come valorizza i gruppo e lapporto dei singoli? - Attraverso quali modalità gestisce la comunicazione verbale e quella non verbale? Sono domande che tendono a configurare linsegnamento come evento comunicativo, spazio relazionale tra un insieme di soggetti.

49 49 Prof. Domenico Milito La Didattica 2. La dimensione metodologico-didattica, attenta alle modalità di trasmissione del patrimonio culturale da parte dellinsegnante, al modo in cui viene gestita la mediazione tra i soggetti che apprendono e i contenuti culturali oggetto dellinsegnamento. -Quali metodologie utilizza linsegnante? -Quali strategie didattiche attiva? -Quali strumenti o materiali? -Quali azioni di coordinamento o recupero mette in atto? Sono domande che tendono a configurare linsegnamento come evento metodologico, spazio di relazione tra soggetti e oggetti culturali.

50 50 Prof. Domenico Milito La Didattica 3. La dimensione organizzativa, attenta alla predisposizione del setting formativo entro cui agire lazione didattica. -Come è strutturata laula? -I materiali sono accessibili agli allievi? -Come viene gestito il tempo? -In base a quali regole viene condotta lattività scolastica? Sono domande che tendono a configurare linsegnamento come evento organizzativo, in quanto contesto specificamente dedicato allapprendimento.

51 51 Prof. Domenico Milito La Didattica Se in passato la didattica è stata vista soprattutto in termini prescrittivi, ovvero come una disciplina attraverso cui fornire indicazioni, istruzioni, direttive allinsegnante per svolgere efficacemente la sua azione professionale, attualmente si tende a pensare la didattica come a una opportunità per analizzare lazione di insegnamento, per esplorarne i suoi significati e le sue valenze formative.

52 52 Prof. Domenico Milito La Didattica Il focus si è spostato, cioè, più su una prospettiva di ricerca. Tale evoluzione ha profondamente modificato anche il ruolo degli insegnanti in rapporto al sapere didattico, che è passato da sapere per gli insegnanti a sapere con gli insegnanti. Nella didattica tradizionale linsegnante era pensato soprattutto come destinatario della didattica: lelaborazione teorica e operativa sulla didattica era affidata agli esperti, agli studiosi di scienze deleducazione, ai ricercatori, mentre il compito dellinsegnate era quello di applicare tali proposte nellattività daula. In seguito alla nuova sensibilità emersa negli ultimi decenni linsegnante diventa fonte del sapere didattico, nel senso che la produzione della conoscenza muove da una esplorazione e rielaborazione dellazione didattica dellinsegnante, attraverso unalleanza tra chi opera (linsegnante) e chi fa ricerca (il ricercatore).

53 53 Prof. Domenico Milito La Didattica In tale prospettiva la didattica è possibile definirla come ricerca sullinsegnamento.


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