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VACCINOPROFILASSI. La vaccinazione è una misura di profilassi che tende ad evitare in modo specifico una malattia infettiva. Il meccanismo mediante il.

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Presentazione sul tema: "VACCINOPROFILASSI. La vaccinazione è una misura di profilassi che tende ad evitare in modo specifico una malattia infettiva. Il meccanismo mediante il."— Transcript della presentazione:

1 VACCINOPROFILASSI

2 La vaccinazione è una misura di profilassi che tende ad evitare in modo specifico una malattia infettiva. Il meccanismo mediante il quale la vaccinazione induce la protezione nei confronti di un agente infettivo (batterio, virus, protozoo) è essenzialmente legato alla sua azione sul sistema immunitario dellorganismo ricevente (immunità attiva artificiale).

3 Vaccino Preparato biologico ad elevato potere antigenico e in grado di indurre uno stato di immunità attiva nei confronti di determinati microrganismi patogeni 1° vaccino Edward Jenner, fine XVIII secolo (vaccino contro il vaiolo allestito con virus del vaiolo bovino) Pasteur 1880: ottenne in laboratorio dei microrganismi a virulenza attenuata in modo da non recare danno allospite, ma al tempo stesso ancora in grado di indurre unimmunità duratura nel tempo Oggi Lidea che sta alla base del concetto attuale di vaccino è quella di conferire unimmunità specifica, evitando lo sviluppo della malattia in futuro

4 Agente immunizzante ideale: Facile da produrre Di potenza durevole e facilmente misurabile Facile da somministrare Incapace di provocare malattia nel ricevente o nei contatti Capace di indurre immunità di lunga durata (o permanente) Esente da sostanze contaminanti Incapace di provocare reazioni avverse

5 TIPI DI VACCINI 1.VIVENTI ATTENUATI Sono costituiti da microrganismi interi che, pur mantenendo la propria capacità di moltiplicarsi nellorganismo del vaccinato e di stimolare le sue difese immunitarie, non sono in grado di dar luogo alla malattia conclamata. Sono ancora usati contro morbillo, rosolia, parotite (virus), TBC e febbre tifoide (batteri) 2.INATTIVATI Sono costituiti da microrganismi uccisi con agenti fisici o chimici in modo da mantenerne comunque lintegrità antigenica. Attualmente sono usati contro influenza e poliomielite (vaccino di Salk) (virus), e talora contro il colera (batteri)

6 3.ANTIGENI DI SUPERFICIE Si utilizzano per evitare di utilizzare altre componenti del microrganismo che possono risultare tossiche e reattogene. Es. virus antinfluenzali a subunità (emoagglutinina, neuraminidasi), vaccino antimeningococco, antipneumococco, antipertosse, antitifico 4.ANATOSSINE Esotossine trattate che perdono gran parte della propria tossicità mantenendo gran parte del proprio potere antigenico. Vengono inoculate allo stato fluido o adsorbiti su idrossido o fosfato di alluminio per aumentarne lantigenicità. Es. esotossina difterica, esotossina tetanica 5.VACCINI OTTENUTI PER VIA GENETICA (Tecnica del DNA ricombinante) Si individua il gene dellantigene per il quale si vuole ottenere limmunizzazione, lo si inserisce in un vettore virale, batterico, o eucariota che lo trascrive e traduce allinfinito dando luogo ad una amplificazione antigenica e alla produzione di grosse quantità di proteine antigeniche. Es. vaccino anti-HBV

7 Sono attualmente allo studio vaccini ANTI- IDIOTIPO Lidiotipo è la regione variabile di un anticorpo, dotata di capacità antigenica. Lanti-idiotipo è lanticorpo capace di reagire con quellidiotipo. È stato proposto che gli anti-idiotipo, che hanno una struttura tridimensionale simile agli antigeni vengano impiegati nelle vaccinazioni, senza suscitare reazioni allergiche e tossiche

8 Vie di somministrazione Percutanea Intradermica Sottocutanea Intramuscolare Orale Inalatoria

9 Via percutanea: era usata per la vaccinazione antivaiolosa Via intradermica: iniezione con siringa ad ago sottile nello spessore del derma. Per BCG, vaccinico anticolerico, antirabbico, antitifico Via sottocutanea: per morbillo, parotite, rosolia Via intramuscolare: per DTP,…. Via orale: per la vaccinazione antipolio secondo Sabin e antitifica con vaccino vivo attenuato (Ty21A) Via inalatoria: è in fase di sperimentazione

10 I vaccini possono essere somministrati singolarmente o combinati Il vaccino combinato è costituito dallutilizzo nella stessa preparazione di più vaccini, e sfrutta le capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e agire contemporaneamente a più antigeni Tra i più comuni… Vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse (a cui sono stati aggiunti gli antigeni dellepatite B, della poliomielite e dellHaemophilus influenzae tipo B) esavalente Vaccino trivalente contro la poliomielite (coi tre tipi di virus della polio) Vaccino trivalente contro morbillo, parotite, rosolia Vaccino polivalente antimeningococcico Vaccino polivalente antipneumococcico

11 Talvolta i vaccini non possono essere inseriti nello stesso preparato per problemi di incompatibilità (es. antivaricella) o di via di somministrazione diversa (es. antitifica orale) in questultimo caso potranno comunque essere somministrati nella stessa seduta ed essere detti associati

12 I vaccini stimolano il sistema immunitario in modo da indurre nel vaccinato una resistenza specifica contro un determinato patogeno La resistenza specifica comincerà ad essere attiva dopo circa 3 settimane e raggiungerà un massimo dopo alcuni mesi dalla somministrazione del vaccino La durata dellimmunità varia da 1 anno (vaccino anti- influenzale) a anni e oltre (vaccini vivi attenuati contro morbillo, parotite, rosolia e polio) Si può comunque ottenere un richiamo dellimmunità con una dose detta di richiamo o booster Limmunoprofilassi attiva andrà effettuata con anticipo adeguato rispetto allesposizione e, data la sua efficacia, la relativa innocuità e la frequente lunga durata potrà anche essere effettuata nelle prime età della vita come forma di prevenzione primaria

13 In alcuni rari casi è contemplata anche leffettuazione di vaccinazioni post-esposizione Il tempo di incubazione deve essere piuttosto prolungato Es. rabbia (a meno che la morsicatura infetta sia avvenuta in particolari aree che determinino un netto accorciamento del periodo di incubazione, per es. il bordo ungueale), ep.B In questi casi si associa anche il trattamento con Ig

14 CONTROINDICAZIONI allimpiego di VACCINI VIVI Deficit immunitari con ID combinata, agammaglobulinemia, ipogammaglobulinemia Immunosoppressione dovuta a patologie M come linfomi, morbo di Hodgkin, altri tumori del sistema reticolo-endoteliale, leucemia Immunosoppressione iatrogena da corticosteroidi per via sistemica a dosi elevate Ai soggetti HIV+ asintomatici possono essere somm. vaccini con virus vivo attenuato come lantimorbillo perché in questi soggetti il rischio di contrarre la malattia è maggiore del rischio associato al vaccino. Il BCG è ammesso laddove il rischio di TBC è elevato Ai soggetti HIV+ sintomatici il BCG non dovrebbe essere somministrato Il BCG non dovrebbe essere somministrato ai soggetti con difetti dellimmunità cellulo-mediata

15 CONTROINDICAZIONI allimpiego di VACCINI nei pz HIV+ 1.Non si è registrato un aumento degli eventi avversi dopo somministrazione di vaccini inattivati 2.La somministrazione di vaccini viventi attenuati può determinare un aumento del rischio di eventi avversi (soprattutto antipolio e anti febbre gialla) 3.Per lantimorbillo il rischio di contrarre malattia è maggiore del rischio associato al vaccino 4.Tutti i vaccini sono comunque meno efficaci nei soggetti HIV+ perché le loro risposte immunitarie sono ridotte 5.I bambini HIV+ dovrebbero comunque ricevere tutti i vaccini inattivati previsti dal calendario vaccinale

16 CONTROINDICAZIONI allimpiego di VACCINI in gravidanza 1.I vaccini coi virus attenuati sono controindicati 2.Quello anti febbre gialla può però essere somministrato quando il rischio di contagio è elevato 3.Il vaccino anti-MPR e quello contro la varicella sono generalmente controindicati 4.Lallattamento non costituisce una controindicazione alle vaccinazioni in quanto non si è dimostrata lalterazione del latte dopo immunizzazione attiva

17 PRINCIPALI REAZIONI AVVERSE AI VACCINI 1.La maggior parte delle reazioni avverse è di modesta entità e la loro frequenza è comunque molto bassa 2.Raramente si possono verificare eventi avversi gravi, ma scegliere di evitare le vaccinazioni è uguale solo a scegliere un rischio diverso e di entità maggiore le rispettive infezioni 3.Reazione avversa rara, ma potenzialmente pericolosa è quella allergica, che può dar luogo per lo più ad effetti sistemici 4.Molto rare sono le reazioni allergiche di tipo neurologico, come encefaliti e paralisi flaccide 5.Gli eventuali danni da vaccini rientrano tra le condizioni indennizzabili da parte dello Stato che ha attualmente delegato le Regioni

18 Tipo di reazione Esempio di reazione Esempio di vaccino Meccanismo patogeno A-Effetti non immunologici 1. Risposta dellospite Reazione locale: edema Reazioni generalizzate: Febbre Encefalopatia pertossica DTP Componente P Tossine o altro materiale contaminante 2. Risposta al vaccino Paralisi flaccidaOPVRipresa di virulenza per insufficiente attenuazione Maggior incidenza nei bambini ipogammaglobulinemi ci

19 B-Effetti immunologici 1. Ospite immunocomprome sso Vaccinia progressiva TBC disseminata Infezioni di tessuti fetali in seguito ad immunizzazione in gravidanza Vaiolo BCG Vaiolo Rosolia (non dimostrato) ID primitiva o secondaria Diminuita immunità cellulare in gravidanza;immaturità immunologica del feto; maggiore suscettibilità dei tessuti fetali allinfezione 2. Ospite allergico Anafilassi da sensibilità alluovo InfluenzaContaminazione del vaccino con proteine delluovo

20 3. Ospite normale Encefalopatia post-vaccinale Orticaria o f. di Arthus Morbillo atipico Rabbia Morbillo Parotite Vaiolo Tossoide tetanico Morbillo(ucciso) Reazione tipo IV 4. Ospite normale (?) Bronchiolite da RSV Artrite Trombocitopenia Sindrome di Stevens-Johnson Eritema polimorfo Vaccino RSV ucciso Rosolia Vaiolo Reazione tipo I, III, IV Sconosciuto

21 In Italia Vige lobbligo per: - antidifterica (dal 1939) - antipolio (dal 1966) - vaccinazione antitetanica (dal 1968) - antiepatite B (dal 1991) Sono vivamente consigliate le vaccinazioni contro pertosse e morbillo, parotite e rosolia in un unico preparato (MPR). Consigliate anche le vaccinazioni contro Haemophilus influenzae di tipo B e entipneumococco. Dallestate 2002 è stata inserita nel calendario vaccinale anche la vaccinazione antivaricella.

22 Vi sono poi vaccinazioni obbligatorie per determinate categorie di persone: - antitifica, antimeningococcica e richiamo antitetanica per i militari di leva - antitifica e antitetanica per alcune categorie di lavoratori - antiTBC con BCG per soggetti tubercolino-negativi di gruppi di popolazione a rischio come il personale a rischio, gli studenti di medicina, i bambini di età < 5 anni conviventi con persone affette da TBC in fase contagiosa

23 Piano Nazionale Vaccini e Calendario Vaccinale Il PNV è un documento elaborato da una Commissione di esperti nel 1999, e vagliato dalla Conferenza Stato- Regioni e dal Ministero della Salute, che rappresenta gli obiettivi, i modi e i tempi delle strategie vaccinali nazionali come riferimento per unattività omogenea su tutto il territorio. Il CV, elaborato nel 1999 e poi modificato, prevede che le somministrazioni dei vaccini siano articolate in modo da terminare la serie entro la fine delle scuole dellobbligo per poter avere un miglior controllo sui vaccinati e in modo tale da richiedere il minimo numero efficace di visite vaccinali ambulatoriali.

24 Alla nascita 3° mese 5° mese 11.12° mese 12.15° mese 3° anno5-6 anni anni anni Epatite B *°*° **** °° Difterite Tetano Pertosse **** DT H.infl. Tipo B *** Poliomie lite * IPV * IPV * °°° IPV * °°° IPV Morbillo Parotite Rosolia * °°°° * °°°°° ° Nei bambini nati da madre HBsAg+ da somministrare entro 24 ore contemporaneamente a Ig specifiche °° Limitatamente ai 12 aa successivi allinizio della somministrazione obbligatoria del vaccino °°° E possibile somministrare in ununica seduta i vaccini contro ep.B, DTP, IPV e MPR al 12° anno di vita °°°° Dal luglio 2002 si è passati al vaccino full IPV (precedentemente le prime due dosi prevedevano OPV) °°°°° La somministrazione di una seconda fase di MPR va considerata dopo coperture vaccinali >=80%

25 IMMUNOPROFILASSI PASSIVA E CHEMIOPROFILASSI

26 Consiste nel conferire una protezione temporanea nei confronti di un agente infettivo utilizzando anticorpi prodotti da un altro individuo di specie identica o diversa. Limmunoprofilassi passiva, ha una breve durata (4-6 settimane per le Ig umane e 2 settimane per i sieri eterologhi) e deve essere considerata un intervento da effettuare in emergenza e a volte da affiancare alla vaccinazione post-esposizione per permettere una copertura immunitaria anche a breve termine (tetano, rabbia e neonati con madri HBsAg+). Immunoprofilassi passiva

27 Caratteristiche dellimmunoglobulinoprofilassi Le Ig sono ottenute da plasma umano grazie al frazionamento a freddo con etanolo. Possono essere: - normali (ricavate dal frazionamento del plasma che deve risultare proveniente da un elevato numero di donatori per esser sicuri della presenza di anticorpi contro i microrganismi patogeni più diffusi nella popolazione) - iperimmuni (ottenute dal plasma di soggetti con elevato titolo anticorpale verso un dato microrganismo per uninfezione o una vaccinazione recente). Le normali si usano contro morbillo ed ep.A in soggetti con documentato deficit immunitario. Le iperimmuni sono usate contro morbillo, rosolia, parotite, varicella, ep.B, rabbia e tetano.

28 Effetti indesiderati delle Ig Le Ig possono dar luogo a reazioni indesiderate locali o generali. Le reazioni locali sono spesso dovute a inoculazioni di grandi volumi per via i.m. o a reazioni anafilattiche per somministrazioni e.v., specie in soggetti con ipogammaglobulinemia. Le reazioni sistemiche in genere consistono in artralgie, febbre e diarrea e insorgono dopo qualche ora o giorno dallinoculazione (un episodio ogni inoculazioni).

29 Sieri immuni Sono sieri che contengono un livello molto elevato di Ac specifici nei confronti di un determinato Ag (batteri, tossine, virus, veleni). Possono essere eterologhi o omologhi, a seconda che siano ricavati da specie animali diverse o dalla stessa specie sulla quale vengono utilizzati, e monovalenti o polivalenti, a seconda se possiedono elevati titoli anticorpali contro un solo Ag o contro più Ag. I sieri immuni utilizzati nelluomo in genere si ottengono dal cavallo. Per le reazioni che si possono però manifestare dopo la loro inoculazione lutilizzo dei sieri eterologhi nelluomo è oggi sempre + raro ed è limitato al siero antibolutinico e al siero antiofidico.

30 Effetti indesiderati dei sieri eterologhi Si possono verificare reazioni di natura immunologica che vengono distinte in tardive (se i sintomi si manifestano da poche ore ad alcuni gg dopo liniezione) ed immediate (se i sintomi compaiono entro le prime 2 ore). Appartengono al primo gruppo la malattia da siero e le reazioni locali di natura allergica, al secondo lo shock anafilattico.

31 Malattia da siero Si manifesta 7-10 gg dopo linoculazione ed è dovuta alla deposizione nei tessuti di complessi immuni solubili formatisi in eccesso di Ag. I sintomi principali sono: orticaria, adenopatie, dolori articolari e febbre, associati a diminuzione del complemento nel siero e ad albumina transitoria. Shock anafilattico Reazione di tipo immediato che compare da pochi minuti a 2 ore dallinoculazione del siero eterologo; il processo è scatenato dalla combinazione delle molecole proteiche del siero iniettato (Ag) ed i corrispondenti Ac IgE fissati sulla superficie delle cellule sedi di deposito di istamina e altri mediatori (mastociti e basofili) e alla successiva liberazione delle sostanze vasoattive. Il quadro clinico è caratterizzato da dispnea e collasso e può evolvere fino alla morte senza intervento tempestivo.

32 Chemioprofilassi primaria Somministrazione di chemioterapici o antibiotici a persone, recentemente esposte a un rischio di contagio, con lo scopo di bloccare lo sviluppo del processo infettivo. Es: isoniazide a soggetti tubercolino-negativi che abbiano vissuto con soggetti con TBC polmonare, clorochina per prevenire la malaria in caso di viaggi in aree endemiche. La protezione ha in genere la durata del trattamento, pertanto bisognerà poi eliminare il contatto con le persone malate per evitare il rischio di malattia in seguito alla sospensione del trattamento.

33 Chemioprofilassi secondaria Somministrazione di chemioterapici o antibiotici a persone con processo infettivo già in atto, ma in cui la malattia non sia ancora clinicamente manifesta e che quindi abbiano un aspetto apparentemente sano. Es. isoniazide a bambini con recente positività al test tubercolare. Anche nei sieropositivi per HIV viene praticata la chemioprofilassi secondaria grazie alla precoce somministrazione di farmaci anti-HIV per rallentare linstaurarsi dellimmunodeficienza e dellAIDS.

34 Malattie prevenibili con chemioprofilassi AIDS: In caso di puntura accidentale con ago infetto o di contaminazione di membrane o mucose è disponibile una chemioprofilassi (Start-kit) che si è dimostrata utile nel ridurre il rischio di infezione. Prevede lutilizzo di 2 inibitori della transcrittasi inversa associati ad un inibitore della proteasi, rispettivamente: zidovudina (AZT), lamivudina (analogo nucleosidico) e combinavir o eventualmente indinavir (inibitori della proteasi). CARBONCHIO: La profilassi si esegue con ciprofloxacina oppure doxiciclina e amoxicillina per almeno 4 settimane in tutti gli esposti. Va effettuata anche senza diagnosi eziologica di fronte a sintomi compatibili con la malattia in soggetti esposti o in cui sia stata sospesa la profilassi.

35 CONGIUNTIVITE GONOCOCCICA: La profilassi oculare consiste nella singola applicazione negli occhi del neonato di una soluzione di povidone iodato, tetracicline o gocce di nitrato dargento entro unora dalla nascita, per evitare che si sviluppi linfezione contratta al momento del passaggio attraverso il canale del parto. DIFTERITE: E prevista una singola dose di penicillina i.m. o un ciclo di 7-10 gg di eritromicina per os per tutte le persone esposte a un caso di difterite indipendentemente dallo stato vaccinale. INFLUENZA TIPO A: Amantidina o rimantidina, somministrate entro 48 ore dallesordio e proseguite per 3-5 gg riducono la sintomatologia. Determinano una protezione nel 75-90% dei casi inibendo la penetrazione del virus nelle cellule. E però una profilassi costosa da riservare a casi selezionati.


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