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1 DIRITTO SINDACALE Lezione 1 a.a. 2007-2008 Piera Campanella.

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1 1 DIRITTO SINDACALE Lezione 1 a.a Piera Campanella

2 2 IL DIRITTO SINDACALE Il diritto sindacale: una partizione del diritto del lavoro Partizioni del diritto del lavoro 1.Rapporto individuale di lavoro (diritto del lavoro in senso stretto) 2.Diritto sindacale 3.Previdenza sociale

3 3 IL DIRITTO SINDACALE COME PARTIZIONE DEL DIRITTO DEL LAVORO Il diritto del lavoro è venuto acquisendo una propria autonomia dal diritto privato come disciplina del lavoro subordinato. Il lavoro subordinato prodotto del modello di produzione capitalistico fondato sulla grande fabbrica industriale meccanizzata Dipendenza tecnica e socio-economica: necessità di un complesso di regole posto a tutela del lavoro dipendente

4 4 IL RAPPORTO TRA DIRITTO SINDACALE E DIRITTO DEL LAVORO La nascita del diritto sindacale è strettamente legata alla storia del movimento operaio Il complesso di regole che costituisce oggi il diritto del lavoro è frutto delle rivendicazioni condotte dai lavoratori collettivamente organizzati e, pertanto, ha tra le sue FONTI peculiari il contratto collettivo Il diritto sindacale consiste nellinsieme delle norme, statuali o contrattuali, che disciplinano lorganizzazione collettiva ed autonoma (sindacati) dei gruppi professionali (lavoratori e datori di lavoro) e gli strumenti della loro azione (attività sindacale, contrattazione e contratto collettivo, partecipazione, conflitto collettivo), trovando sul piano delle FONTI un nesso diretto con il rapporto individuale di lavoro subordinato

5 5 I CARATTERI DEL DIRITTO SINDACALE Il diritto sindacale come fenomeno moderno Il diritto sindacale come fenomeno collettivo Il diritto sindacale come ordinamento (con una sua logica propria ed una sua autonomia dallordinamento statuale)

6 6 LE FONTI DEL DIRITTO SINDACALE Le fonti internazionali: le convenzioni e le raccomandazioni dellOIL Le fonti comunitarie: i regolamenti; le direttive e la loro efficacia; la Corte di Giustizia; il contratto collettivo europeo La fonte legislativa: linattuazione del disegno del Costituente; lo Statuto dei lavoratori Il contratto collettivo La giurisprudenza

7 7 LO SVILUPPO DEL DIRITTO SINDACALE IN ITALIA 1864: Abolizione delle corporazioni (di arti e mestieri) nel Regno dItalia (già lo Statuto albertino nel 1848). Seconda metà del 1800: Nel nord Italia primi grossi nuclei industriali ed agglomerati urbani, con persone che vivono in stato di miseria e lavorano in condizioni penose. Società di mutuo soccorso (L. n. 3818/1886), leghe di resistenza, Camere del Lavoro (1891): prime forme di organizzazione collettiva degli operai (questi si dotano anche di propri partiti: partito operaio italiano partito dei lavoratori italiani poi partito socialista italiano-1895-). Dal sindacato di mestiere allorganizzazione per ramo dindustria: 1901 nasce la FIOM Le lotte sindacali e la stipula di concordati di tariffa. L. n. 3657/1886: legge sul lavoro dei fanciulli

8 8 I COLLEGI DEI PROBIVIRI L. n. 25 del 1893 Istituzione dei collegi dei probiviri, Organismo volontario di conciliazione e arbitrato delle controversie individuali di modico valore nel settore industriale (e solo più tardi di controversie collettive: L. n. 1672/1918), composto non da giudici togati, ma da laici (rappresentanti delle parti interessate) con funzioni arbitrali

9 9 LORIGINE EXTRALEGISLATIVA DEL DIRITTO SINDACALE Listituzione dei collegi dei probiviri: primo riconoscimento indiretto del conflitto industriale da parte statuale. Processo di graduale affermazione, nellItalia liberale, di un diritto sindacale in dialogo con il diritto dello stato, ma autonomo dal diritto civile. Oggetto delle controversie sottoposte ai collegi: salari, danni per licenziamento, scioglimento del contratto di lavoro La creazione di un nuovo diritto industriale: i probiviri cercarono regole applicabili al singolo caso concreto, estraendole dalle pratiche locali e dalle consuetudini, in primis da quello che chiamarono concordato di tariffa o contratto collettivo Gli orientamenti in tema di sciopero e di contratto collettivo: quali effetti sul rapporto di lavoro? Linadeguatezza degli ordinari strumenti civilistici.

10 10 I CONCORDATI DI TARIFFA Contratti stipulati tra gruppi di operai e industriali su determinate norme perché entrassero a far parte dei singoli contratti di lavoro e funzionassero come fonte del loro regolamento (E. Redenti, 1906). Furono chiamati di tariffa perché in origine si limitavano a regolare collettivamente il prezzo – la tariffa appunto – del lavoro.

11 11 LA DIFFUSIONE DEI CONCORDATI DI TARIFFA Agli inizi del Novecento esisteva ormai una fitta rete di contratti collettivi, contenenti importanti conquiste in materia di minimi di salario, orario, limiti e maggiorazioni per lo straordinario, cottimo, potere disciplinare del datore di lavoro. Via via che le organizzazioni sindacali si strutturavano su base associativa dindustria, che gli stessi datori si organizzavano in sindacati, la contrattazione collettiva acquisiva forme più mature con passaggio a contratti di livello nazionale per ciascuna categoria produttiva.

12 12 IL PROBLEMA DELLEFFICACIA DEI CONCORDATI DI TARIFFA I probiviri, partendo dalla funzione economico-sociale del contratto collettivo, di parificare la misura delle mercedi e le ore di lavoro, così regolando la concorrenza tra industriali, da una parte, e lavoratori, dallaltra, affermarono: Lefficacia ultra partes del contratto collettivo Linderogabilità del contratto collettivo

13 13 DIRITTO SINDACALE E DIRITTO CIVILE Inadeguatezza degli strumenti civilistici alla comprensione del fenomeno sindacale. DIRITTO CIVILE Dimensione individuale Uguaglianza formale Diritto statuale dei privati DIRITTO SINDACALE Dimensione collettiva Diseguaglianza sostanziale Diritto autonomo dei sindacati

14 14 UNA LEGGE SUI CONCORDATI DI TARIFFA? Critiche dei giuristi e dei giudici ordinari nei confronti delle decisioni dei probiviri. In forza dei principi civilistici, non era possibile giungere ad affermare lefficacia ultra partes del concordato di tariffa oltre i limiti della rappresentanza negoziale, né era possibile affermare linderogabilità del contratto collettivo nei termini di efficacia reale. Per tutto questo occorreva una LEGGE.

15 15 IL CONCORDATO DI TARIFFA NEL DIRITTO PRECORPORATIVO 1902: istituzione Consiglio superiore del lavoro con una rappresentanza delle federazioni dei lavoratori Discussione in seno al Consiglio su riconoscimento giuridico delle associazioni sindacali e disciplina legislativa del contratto collettivo. Sulle proposte illiberali (prefiguranti uno stretto controllo poliziesco sui sindacati a cui solo era consentito stipulare concordati di tariffe) prevalsero quelle liberali di G. Messina

16 16 LA PROPOSTA DI UNA LEGGE SUI CONCORDATI DI TARIFFA Proposta di una legge tendente a contemperare lesigenza di una disciplina legislativa del fenomeno sindacale e il riconoscimento dellautonomia di regolamentazione delle parti. Volontarietà della registrazione allUfficio del lavoro Requisiti per la registrazione: statuto con regole su nomina dirigenti; vincolo di 1/5 dei fondi per ladempimento delle obbligazioni negoziali; approvazione a maggioranza dei concordati Efficacia generale e inderogabile dei concordati stipulati da associazioni registrate Efficacia generale e inderogabile dei concordati stipulati da associazioni registrate condizionata allapprovazione di 2/3 di lavoratori e di 2/3 di industriali che occupavano 2/3 di operai


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