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Chi sono gli immigrati?  ONU: L’immigrato è una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese.

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Presentazione sul tema: "Chi sono gli immigrati?  ONU: L’immigrato è una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese."— Transcript della presentazione:

1 Chi sono gli immigrati?  ONU: L’immigrato è una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno  Noi non chiamiamo immigrati gli stranieri provenienti dai paesi ricchi. E neppure i benestanti, o le persone famose, dei paesi poveri  Il termine si applica solo agli stranieri residenti classificati come poveri: la ricchezza sbianca

2 Alterità e superdiversità  Gli immigrati sono coloro che stanno sotto una doppia alterità: stranieri e poveri  Vediamo crescere una superdiversità intorno a noi  Di fatto dividiamo il mondo in tre fasce: noi, i nostri amici, gli altri  I confini tra i gruppi si spostano

3 Le migrazioni sono una conseguenza della povertà?  Circa 214 mlni di migranti nel mondo, pari al 3% scarso della popolazione mondiale  I poveri sono molti di più  I migranti non provengono dai paesi più poveri del pianeta, se non in minima parte.  In Italia i primi paesi sono: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina  Non sono i più poveri dei loro paesi: per migrare occorre disporre di risorse  In molti casi, l’emigrazione è una strategia estrema di difesa di uno stile di vita da classe media

4 I migranti arrivano perché sono “disperati”?  I migranti, e anche gli irregolari (stimati in unità nel 2010), sono molti di più degli sbarcati via mare ( nel 2008, poche migliaia nel 2009 e nel 2010, di nuovo più di nel 2011)  La grande maggioranza degli irregolari arrivano regolarmente, soprattutto con visti turistici  I migranti a loro volta si spostano perché aspirano a migliorare le proprie condizioni: conta più la speranza della disperazione

5 I rifugiati ci stanno invadendo? L’80% dei rifugiati è accolto nei paesi del c.d. Terzo mondo. L’UE accoglie circa il 15% del totale Il primo paese al mondo per numero di rifugiati accolti è il Pakistan In Europa: in Germania, nel Regno Unito, in Francia In Italia (2011): ( domande) All’epoca delle guerre balcaniche, ne abbiamo accolti , senza grandi traumi sociali

6 Qualche indicazione sui flussi Tra 4,5 e 5,3 milioni di immigrati stimati (circa in condizione irregolare) Incremento del 12,7% annuo negli ultimi 7 anni ( unità in più all’anno) Frenata nel con la recessione Spostamento verso l’Europa dell’Est delle provenienze (oggi oltre il 50% delle presenze) Concentrazione nelle aree più sviluppate del paese Crescita dell’immigrazione per ragioni familiari (+ 216% tra il 1998 e il 2008); dimezzato il numero di chi vive con amici o conoscenti Crescita del numero dei minori e progressione nel sistema scolastico. Triplicata la popolazione minorenne dal 2001 al 2009: da 295mila a 941mila. Ora oltre un milione

7 Perché l’immigrazione inquieta? L’immigrazione scompagina un’organizzazione sociale basata sugli Stati nazionali e sull’omogeneità della popolazione che vive sul territorio Oggi diventa il simbolo di un mondo esterno minaccioso, incombente, incontrollabile Suscita un allarme antico: l’invasione predatoria di stranieri, ai danni di comunità sedentarie. L’immigrato deve sempre dimostrare di “meritare” di vivere qui: la sua devianza fa più rumore L’immigrazione associa povertà e diversità visibile: noi cerchiamo di starne lontani (caso dei quartieri) Gli immigrati vengono visti come una minaccia per l’ordine simbolico e culturale (caso dei minareti)

8 Il coinvolgimento in attività devianti Tasso di criminalità: per anni superiore a quello degli italiani, ora quasi in linea per i regolari (rapporto di 1,3), molto più alto per gli irregolari (25% dei denunciati) Diminuzione negli ultimi anni Tenere conto della diversa composizione demografica delle popolazioni Gli immigrati rappresentano il 36% della popolazione carceraria (2010) Concentrazione in alcune categorie di reati Profonde differenze regionali (Nord/Sud) “specializzazioni” per nazionalità: ruolo delle “reti viziose”

9 La questione della cittadinanza Il caso italiano: una concezione “etnica” della cittadinanza, legata al sangue e al connubio: la nostra legge è la più restrittiva dell’UE, dopo la riforma di quella greca Solo nel 2009 per la prima volta le naturalizzazioni per residenza hanno superato quelle per matrimonio La chiusura verso le seconde generazioni, anche nate in Italia La questione della formazione alla lingua e alla cultura italiana

10 Modelli di integrazione etnica 1. ASSIMILAZIONE Gli immigrati dovrebbero abbandonare i propri usi e costumi, al fine di aderire ai valori e alle norme della società di arrivo 2. MELTING POT Gli immigrati non abbandonano i propri usi e costumi. La società risulta così composta dalla mescolanza (crogiuolo) di modelli culturali differenti

11 3. PLURALISMO CULTURALE Le minoranze etniche hanno pari dignità rispetto alla maggioranza. Si intende promuovere una società pluralistica, in cui le differenze etniche siano rispettate e considerate come componenti essenziali per la comunità ed arricchenti la “cultura nazionale”

12 I conflitti etnici - PULIZIA ETNICA: esplulsione forzata di un’etnia attraverso strumenti come la violenza, le minacce e le campagne terroristiche - GENOCIDIO: eliminazione sistematica di un gruppo etnico da parte di un altro Es.: shoah; genocidio in Rwanda (hutu vs tutsi) ‏ etnicizzazione costruzione sociale dell’odio inter-etnico

13 Le migrazioni globali 4 modelli migratori 1. Modello classico: nazioni di immigrati (Canada, Stati Uniti, Australia) ‏ 2. Modello coloniale: si favorisce l’immigrazione dalle ex-colonie (Francia, Gran Bretagna) ‏ 3. Modello dei lavoratori ospiti: immigrazione su base temporanea, senza concessione della cittadinanza (Germania, Belgio..) ‏ 4. Modello illegale: ingresso irregolare degli immigrati nel paese di arrivo (effetto dell’irrigidimento delle leggi sull’immigrazione) ‏

14 DONNE, MIGRAZIONI, DIRITTI 1. QUESTIONI GENERALI: NATURA, CULTURA E RELAZIONE NELLA STORIA DEGLI STUDI DI GENERE 2. DONNE EMIGRANTI: VITTIME O PROTAGONISTE? IL DIBATTITO IN CORSO 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI 4. MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI 5. TRATTA E PROSTITUZIONE

15 1. QUESTIONI GENERALI: NATURA, CULTURA E RELAZIONE NELLA STORIA DEGLI STUDI DI GENERE PENSIERO OCCIDENTALE DICOTOMIE UOMO - DONNA NATURA - CULTURA PUBBLICO - PRIVATO SESSUALITA’ - POLITICA RUOLO AMBIVALENTE DELLA FAMIGLIA E DELLE RELAZIONI DOMESTICHE

16 1. QUESTIONI GENERALI: NATURA, CULTURA E RELAZIONE NELLA STORIA DEGLI STUDI DI GENERE CRITICA FEMMINISTA PRIMO FEMMINISMO CRITICA FEMMINISMO’NERO’ SUBORDINAZIONE UNIVERSALE DELLA DONNA NON ESISTE UNA DONNA UNIVERSALE STUDI DI GENERE COME STUDI SULLE DONNE STUDI DI RELAZIONE NUOVO FEMMINISMO E MEN’S STUDIES

17 2. DONNE EMIGRANTI: VITTIME O PROTAGONISTE? IL DIBATTITO analisi delle dinamiche maschili network parentali, solidarietà, amicizia e sfruttamento donne ‘left behind’ donne ‘al seguito’

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19 Tratto da M. Tognetti Bordogna, Donne e percorsi migratori, FrancoAngeli 2012

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22 La presenza femminile si caratterizza come un’entità eterogenea, in cui le nazionalità di provenienza s’intersecano con le differenti tipologie di donne (mogli, singles, adolescenti) e i loro percorsi migratori. In quest’ottica possiamo delineare tre fasi dell’immigrazione femminile in Italia. 1. Le prime donne ad arrivare sono state le filippine e le capoverdiane negli anni ’80, donne che sono arrivate “sole” per lavorare nel settore domestico. Esse hanno trovato facilmente impiego grazie alla crescente richiesta di colf da parte delle donne italiane, e all’intermediazione dei padri missionari, che le hanno indirizzate provvedendo, spesso, alla stipulazione dei contratti di lavoro ancor prima della partenza. 2. Sempre durante gli anni Ottanta sono arrivate le donne fuggite dai paesi africani in guerra, specialmente le rifugiate somale ed eritree, che hanno chiesto asilo al nostro Paese sulla base dei rapporti ex-coloniali. 3. Da ultimo si è assistito all’arrivo delle donne musulmane, in particolar modo marocchine e albanesi, per ricongiungimento col coniuge, emigrato anni prima, e per la stabilizzazione della propria famiglia in Italia.

23 DONNE MIGRANTI: VITTIME O PROTAGONISTE? IL DIBATTITO ANNI ‘90 La ‘scoperta’ delle donne emigranti ‘Femminilizzazione’ dei flussi migratori 1. Fattori geo-politici: 1a. Flessibilizzazione dell’economia globale e richiesta crescente di manodopera femminile; 2b. Tensioni di carattere etnico e crescente migrazione dalle ex-colonie; 3b. Leggi restrittive e crescente importanza delle reti di relazioni familiari nel ricongiungimento familiare. 2. Diverso quadro teorico: 2a. Critiche femministe alla sociologia/antropologia classica; 2b.Paradigma transnazionale e ruolo delle donne nel connettere diversi contesti di migrazione.

24 DONNE EMIGRANTI: VITTIME O PROTAGONISTE? IL DIBATTITO ANNI ‘90 1. Emigrazione femminile come ‘antagonista’ rispetto alle società ‘tradizionali’ di origine. 2. Crescente competizione fra uomini e donne migranti. 3. Crisi della mascolinità dell’uomo migrante

25 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI DATI 2011 (Istat; Caritas Dossier Statistico) 1. (Istat; Caritas Dossier Statistico): domande di regolarizzazione 49% settore assistenza alle famiglie PREVALENZA DI MOTIVI DI SOGGIORNO STABILI 2. CRESCITA ESPONENZIALE DELLA COMPONENTE FEMMINILE: (Romania, Marocco, Albania, Ucraina, Cina…India) solo fra le ‘regolari’. 49.9% settore domestico (61% Campania; 50% Lazio) 3. TASSO DI OCCUPAZIONE: 58%, VS. 51% donne Italiane 4. MAGGIORE ESPOSIZIONE AL RISCHIO DI DISOCCUPAZIONE 5. 50% RELIGIONE CRISTIANA

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28 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI MACRO ELEMENTO CARATTERISTICO DEI PAESI DI ‘NUOVA EMIGRAZIONE’, COME L’EUROPA MERIDIONALE ‘ FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ STATO SOCIALE MERCATO LAVORATIVO DECLINO DEBOLE SEGMENTATO DEMOGRAFICO SCARSA MOBILITA’ VERTICALE LAVORO FEMMINILE SENZA ECONOMIA ‘EMANCIPAZIONE’ INFORMALE

29 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI ‘In Italia la richiesta di manodopera femminile non soddisfa una domanda del settore produttivo, ma riflette un cambiamento nelle dinamiche di genere e di famiglia nonché una progressiva flessibilizzazione e precarizzazione del mercato del lavoro che più facilmente viene accettato dalle donne migranti’ DONNE ITALIANE DONNE IMMIGRATE FLESSIBILITA’ RIGIDITA’ DEL DI ORARIO SISTEMA RESIDENZIALE (Anthias & Lazaridis, Genere ed emigrazione in Europa Meridionale, 2000)

30 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI MICRO ‘CUORE’ DELLA SOCIETA’ ITALIANA SPAZIO DOMESTICO COME SPAZIO POLITICO IDEOLOGIE E GERARCHIE DI GENERE INTERAZIONE E STIGMATIZZAZIONE RECIPROCA

31 3. IL CASO DELLE BADANTI: LAVORO DOMESTICO, ‘FEMMINILIZZAZIONE DEI FLUSSI’ E DIRITTI IDENTITA’ MASCHILI E IDENTITA’ FEMMINILI NELLO SPAZIO DOMESTICO AFFERMAZIONE DI MASCOLITA’ ITALIANE MODERNE ACCETTAZIONE LAVORO COMPLICITA’ FRA UOMINI PROFESSIONALE E DONNE NELL’ATTRIBUIRE FEMMINILE UN CARATTERE DI ‘NATURALITA’ AL LAVORO DOMESTICO FEMMINILE IMMIGRATO IL RUOLO DELL’UOMO NELLA GESTIONE DOMESTICA RARAMENTE DIVIENE OGGETTO ESPLICITO DI DISCUSSIONE NELLA DECISIONE DI ASSUMERE UNA LAVORATRICE STRANIERA

32 Riassumendo…Le migranti fra “noi” Ripensamento della contraddizione tra prossimità e distanza; tra riconoscimento e alterità Diversi percorsi di emancipazione Globalizzazione Risorsa Fonte di ricchezza Sopravvivenza Non solo percorsi individuali, ma frutto di dinamiche strutturate (es. debito estero) Traffico dei corpi

33 Processi di trasformazione Care drain Agenzie internazionali “Nuovi” bisogni New Economy Mutamento delle caratteristiche della famiglia Il mercato entra nella “cura” (indebolimento della famiglia/vuoto culturale?) Trasformazioni dell’intimità

34 Care Drain Trasferimento delle mansioni di cura e di lavoro familiare dai paesi poveri ai paesi ricchi del mondo Catena della sostituzione Inversione della “dipendenza”? Non nella dimensione dell’economia ma nel terreno del privato Un “trapianto di cuore globale” ma anche “rivoluzione di genere su scala mondiale” Resistenza

35 Modelli di Welfare Scandinavia Welfare mediterraneo Reti parentali Riduzione del numero di figli Lavoro di altre donne Concentrazione dei migranti nei servizi alla famiglia Forte concentrazione di queste attività per paesi di provenienza Colf, badanti, familismo (esigenze di conciliazione?/redditi alti?) PERMANERE DELLA CENTRALITA’ DELLA FAMIGLIA Mercificazione della cura – lavoro servile vs. carattere relazionale

36 Lavoro domestico Subordinazione Scambio di mercato Sostituzione Rapporti di genere/rapporti di classe Cura come “affare di donne” Svalorizzazione Gestione vs. esecuzione Badanti come controfigure Non persone

37 Kimberlé Crenshaw Gli sforzi del femminismo per politicizzare l’esperienza delle donne,e quelli dell’anti-razzismo per politicizzare l’esperienza delle persone di colore si sono spesso svolti [...] su terreni mutuamente escludenti. Anche se razzismo e sessismo interagiscono con ogni evidenza nella vita reale delle persone, raramente questo succede nelle pratiche del femminismo e dell’antirazzismo

38 COS’É L’INTERSEZIONALITÀ? una categoria sociologico-analitica capace di evidenziare le relazioni dinamiche tra i fattori della discriminazione, e di mettere in luce l’intreccio delle variabili del genere, della razza e-o dell’appartenenza etnica, della classe, dell’età, etc.; un paradigma politico definito dall’attenzione rivolta ai soggetti che si collocano all’incrocio di diverse forme di disuguaglianza e suscettibili di essere ulteriormente discriminate dalle politiche antidiscriminatorie. Genere, classe sociale, ‘razza’, sono categorie che operano sia sul piano materiale sia su quello soggettivo, simbolico e relazionale: investono sia il piano strutturale che la vita di tutti i giorni

39 Il caso delle donne sparite. Alla nascita i maschi sono sempre in misura superiore alle femmine. 105 o 106 maschi ogni 100 femmine Dopo il concepimento la biologia favorisce le donne; numerosi studi mostrano che se maschi e femmine ricevono stessa alimentazione e assistenza medica, le donne vivono piu’ a lungo degli uomini. Le donne sono percio’ piu’ numerose degli uomini in Giappone, Usa e Europa Non in Asia e Africa del Nord, dove le donne sono un numero minore degli uomini LE donne non ricevono la stessa alimentazione, assistenza sociale e cure mediche degli uomini Non nell’Africa sub sahariana: rapporto donne/uomini=1,02 In alcuni stati dell’India, i piu’ ricchi, (Punjab, Haryana) e’ pari a 0,86

40 Le donne sparite Una misura quantitativa approssimata: Quante donne in piu’ ci sarebbero in questi stati se il rapporto donne e uomini fosse quello dei paesi dove le cure ricevuto sono eguali Sen calcola circa 100 milioni nel mondo Perche’ le donne ricevono meno cure? Due spiegazioni semplicistiche La societa’ occidentale e’ meno sessista di quella orientale Dipende dalla sviluppo economico: diseguaglianze alimentari tra maschi e femmine frutto del sottosviluppo

41 Obiezioni Giappone e’ orientale ma c’e’ un surplus di donne; anche in Thailandia ed Indonesia Ma in Asia meridionale il rapporto e’ tra i piu’ bassi del mondo (Pakistan e India e Bangladesh). Sviluppo economico non spiega l’Africa sub sahariana e il basso rapporto donne/uoini in alcuni paesi ricchi dell’India

42 Cina: declino significativo del rapporto d/U dopo le riforme del Piu’ sviluppo ma meno donne. misure di controllo delle nascite Aborti selettivi Uccisioni di bambine Tassi di mortalita’ infantile femminili maumentati molto dopo il 79 Concessioni legali successive: se il primo figlio e’ femmina si puo’ avere il secondo Le spiegazioni precedenti non sono sufficienti E’ molto piu’ importante lo status e il potere delle donne in famiglia Lavorare fuori casa e poter possedere dei beni Altre variabili importanti Istruzione delle donne Diritti di proprieta’

43 La divisione dei benefici comuni della famiglia (conflitti cooperativi) sarà probabilmente meno sfavorevole alle donne se: Esse hanno un reddito esterno alla famiglia Il loro lavoro è riconosciuto come produttivo (apprezzamento che viene conseguito più facilmente per il lavoro esterno alla casa) Esse possiedono risorse economiche e qualche diritto cui fare appello Se vi è un’inequivocabile comprensione della situazione di deprivazione delle donne, ed un riconoscimento della possibilità di cambiare questa situazione ( condizionata dall’istruzione e dalla partecipazione politica)

44 …..tutti gli interventi consistenti nell’ablazione totale o parziale degli organi genitali esterni della donna e/o tutte le lesioni degli organi genitali praticate per ragioni culturali o terapeutiche...” (OMS) 1) Tipologia (OMS, 1995) Tipo 1: escissione del prepuzio con o senza l’escissione di parte o dell’intera clitoride (circoncisione); Tipo 2: escissione del prepuzio e della clitoride insieme alla rimozione parziale o totale delle piccole labbra; Tipo 3: infibulazione o circoncisione faraonica, è l’escissione parziale o totale dei genitali esterni con cucitura e restringimento dell’introito vaginale fino a ridurlo ad un ostio di pochi millimetri. È la forma più grave ed estesa delle mgf. Tipo 4: non classificato: raccoglie una serie di manipolazioni sui genitali come puntura, trafittura o incisione della clitoride e/o delle labbra; allungamento della clitoride e/o delle labbra; cauterizzazione per ustione della clitoride e dei tessuti circostanti; raschiatura; introduzione di sostanze corrosive nella vagina per causare emorragie oppure immissione di erbe con lo scopo di restringere la vagina. MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI (MGF)

45 Nel mondo Tra 100 e 130 milioni di donne hanno subito MGF Circa 2 milioni l’anno sono a rischio In Italia Donne minorenni immigrate ( ): di cui a rischio circa (5,3% dato ISTAT-OMS) Oggi 2/3 dei minori immigrati sono in realtà nati nel nostro Paese. Secondo stime ministeriali, nel 2017 potrebbero essere , cioè il 6% della popolazione scolastica. Attualmente circa nuove nascite/anno.

46 2) Modalità operative Strumentario: lamette, vetro, coltelli Anestesia:assente o empirica Sterilizzazione:assente Cicatrizzazione:uso di paste a base di latte, uova, cenere e sterco Di recente tentativi di “sanitarizzazione” con esecuzione dell’intervento in ambiente sanitario, uso di strumentario chirurgico, sterilizzazione, fili di sutura, e farmaci cicatrizzanti Operatore: una donna esperta (in genere un’anziana del villaggio o la levatrice) Età di esecuzione:tra i 6 e i 10 anni (ma in alcuni casi dalla nascita alla pubertà e persino dopo il parto) Pochi giorni di vita (Etiopia, Sudan) 7 anni (Egitto, Africa Centrale) Adolescenza (Nigeria) Anche nelle Comunità immigrate in Europa

47 3) Patologie fisicipsichici Danni riproduttivi Shock algogeno Emorragia Infezioni Ansia Insicurezza Depressione Panico Fobie Psicosi Dispareunìa Frigidità Sterilità Distocìe

48 4) Motivazioni e interpretazioni  Rito di passaggio  Identità culturaleappartenenza etnica (soprattutto per le forme minori)  Identità sessuale eliminazione delle tracce maschili (“escissione faraonica”)  Controllo sessuale dominio maschile sulla sessualità femminile  Motivazioni sanitarieantica credenza del danno clitorideo per il parto o della futura ipertrofia  Credenze religioseorigine tribale e preislamica; dubbi hadith del Profeta prova adolescenziale corrispettiva alla circoncisione

49 È importante precisare che si tratta di un’antica pratica culturale, non prescritta da alcuna religione, diffusa in alcuni paesi dell’Africa centrale ed orientale (Sudan, Nigeria, Costa d’Avorio, Uganda, Mali, Benin, Burkina Faso, Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia, Gibuti); dell’Asia (Tailandia e Malesia) e tra le comunità immigrate provenienti da questi paesi (Europa, Usa e Canada). La mutilazione è un segno di appartenenza ma anche di subordinazione, vincola gli individui ad un’identità collettiva ma contemporaneamente essi diventano oggetto di una strategia di disciplina secondo schemi comportamentali radicalmente diversi tra i due sessi. In Africa le mutilazioni genitali sono fondamentali nel matrimonio, esse regolano la gestione delle risorse e gli scambi sociali. Ma il vero significato della ricchezza della sposa o del prezzo della sposa non è quello di uno scambio commerciale, ma quello di un dono che lo sposo, o meglio la sua famiglia, cede alla famiglia della donna, in cambio della sua fertilità, in questo contesto non viene ceduta la donna, ma i suoi diritti. Fertilità, però, nasconde dietro di sé un altro concetto: purezza, verginità. A questo proposito le mutilazioni dei genitali devono salvaguardare la castità delle donne e, secondo alcune credenze popolari, accentuarne la fertilità. Si capisce ora come il prezzo della sposa è teso a comprare non una donna qualsiasi ma una illibata, “ben chiusa”, o ben escissa, per scongiurare ogni desiderio sessuale femminile pre e post-matrimoniale.

50 Riti di passaggio “In qualsiasi società la vita dell’individuo consiste nel passare successivamente da un’età all’altra e da un’occupazione all’altra” (Van Gennep,1981). Ogni mutamento di stato che appartiene all’uomo comporta delle azioni e delle reazioni tra sacro e profano, le quali devono essere regolamentate per non arrecare disagi alla società e non alterare il suo equilibrio. È la condizione stessa di essere umano che comporta il passaggio da una società speciale ad un’altra o il passaggio da una società sociale ad un’altra. Ad ogni momento corrisponde una cerimonia, che ha sempre lo stesso scopo: “far passare l’individuo da una situazione determinata ad un’altra anch’essa determinata”. Intraprendendo un interessante studio sui riti, Arnold Van Gennep, nel 1909, scrive nel suo libro I riti di passaggio: “ritengo legittimo distinguere una categoria speciale di Riti di passaggio, i quali si presentano ad una trattazione analitica come Riti di separazione, Riti di margine, Riti di aggregazione. A questo punto si avanza l’ipotesi che le mutilazioni genitali femminili possano essere considerate come dei veri e propri riti di passaggio, dall’infanzia all’età adulta.

51 Nel libro “Dalla parte delle bambine” Elena Gianini Belotti (1973) affronta l’influenza che i condizionamenti sociali hanno nella formazione del ruolo femminile, giungendo a coniare il termine forte di “castrazione psicologica”: il processo di interiorizzazione del ruolo non è sempre indolore, perché, alle volte, implica repressione di energie, di istinti e di autorealizzazione. E’ possibile interpretare il complesso sistema delle mutilazioni genitali femminili come un fondamentale problema di ruoli rigidamente fissati, dove la sfera maschile si aspetta che quella femminile si comporti sempre in una certa maniera e viceversa, reprimendo la libera iniziativa, ma soprattutto soffocando nelle bambine ansie e angosce che sono proprie del mondo degli adulti, così esse devono tacitamente e incondizionatamente accettare di subire modifiche del proprio corpo, seguire delle prescrizioni alimentari e comportamentali precise, essere domate con la forza per evitare di distribuire vergogna e disonore su se stesse e la propria famiglia, continuare a subire dolori e incorrere in gravi malattie anche dopo l’operazione, soffrire per tutta la vita durante i rapporti sessuali e rischiare la vita al momento del concepimento di ogni figlio.

52 Rispetto della dignità umana  Diritto alla vita  Diritto all’autodeterminazione  Diritto alla parità esistenziale  Diritto alla salute riproduttiva  Diritto all’integrità psico-fisica Convenzione internazionale sui diritti dell’Infanzia (1989) artt. 19 e 24 Conferenza Internazionale su popolazione e sviluppo (Cairo, 1994) Conferenza mondiale sulla donna (Pechino, 1995) Svezia: prima legge (1979) Francia: legislazione più organica e completa Italia: prime sentenze di condanna nel 1999 per lesioni gravissime; possibilità di sospensione della patria potestà Svezia: prima legge (1979) Francia: legislazione più organica e completa Italia: prime sentenze di condanna nel 1999 per lesioni gravissime; possibilità di sospensione della patria potestà

53 - Nel 1981 il paleopatologo H. Dieck ritrovò due corpi femminili con cicatrici da infibulazione databili a 4000 anni fa. - Nel 1995 a Pechino la conferenza dell’O.N.U. stabilì la “indisponibilità dell’integrità fisica” - Dal 1996 in Kenia è il uso la “circoncisione attraverso le parole” “Ntanira – na – Mugambo” Rituale alternativo consistente in una settimana di ritiro delle adolescenti con informazioni sul tradizionale ruolo femminile di spose e madri, che si conclude con danze e canti. (Fonte Africa News Service).

54 In Italia - MGF introdotte negli ultimi anni a seguito delle immigrazioni. - Nel Medici Italiani hanno denunciato di aver prestato cure a donne infibulate. IPOTESI DI REATO - Lesioni personali con circostanze aggravanti (lesioni gravi e gravissime) di cui agli Art. 582 e 583 del Codice Penale. - Se il reato è commesso su minore il Tribunale dei Minori è chiamato a intervenire per i provvedimenti del caso.

55 La pratica simbolica e alternativa consiste in una puntura di ago sottile (puntura di spillo) sulla mucosa esterna che ricopre il clitoride dopo anestesia locale con specifica crema anestetica. L’obiettivo è quello di dare la possibilità alle bambine delle famiglie più tradizionali di evitare un danno maggiore, o meglio, di azzerarlo e di vivere protette e rispettate sia nella famiglia d’origine che nella società in cui vivono. Hanno il loro rito validato dal riconoscimento delle figure importanti della comunità (anziani/e, uomini, religiosi) ma senza la sofferenza e la mutilazione.

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57 DEFINIZIONI  Traffico del sesso: “the procurement e l’ organizzazione dello sfruttamento e/o del trasporto e migrazione – legale o illegale – di donne, anche con il loro consenso, allo scopo di sfruttarle sessualmente, con l’uso di forza e/o coercizione” (Council of Europe Recommendation No. R (2000) 11 of the Committee of Ministers)  Prostituzione: “la compravendita di servizi sessuali sulle strade, in case chiuse, bordelli, hotels, locali notturni, siti Internet, agenzie per il turismo sessuale, servizi escort”

58 TRATTA Sfruttamento economico (sessuale o lavorativo) di individui costretti tramite inganno o minacce a migrare Trafficking Smuggling Favorire l’ingresso illegale Protocollo di Palermo del 2001 Art. 3 1 Trasferimento 2 Forzato 3 A scopo di sfruttamento La tratta è un businness Ogni anno oltre 1 milione i bambini vittime di tratta

59  La tratta è un crimine o un reato o una violazione perpetrata ai danni di una persona (trafficking), mentre la facilitazione dell’immigrazione clandestina o irregolare, meglio conosciuta come "contrabbando di persone“ (smuggling), è un reato contro lo Stato.  La definizione di tratta delinea i confini di questo reato, ma non provvede a definire con chiarezza chi ne è la vittima: le condizioni che determinano questo status devono essere desunte dalla stessa definizione del reato. In tal modo si è generata una certa confusione, ma soprattutto il reato è stato di volta in volta affrontato sulla base delle diverse modalità di sfruttamento: sessuale, lavorativo, accattonaggio, commercio di organi, etc.  Per identificare correttamente chi è la vittima di tratta è opportuno partire dalla "Dichiarazione delle Nazioni Unite dei principi fondamentali di giustizia per le vittime di crimini ed abusi di potere" del 1986:  Per vittima intendiamo una persona che ha sofferto: un danno fisico o mentale una sofferenza emotiva una perdita economica una sostanziale violazione dei diritti fondamentali della persona.

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61 Tratta e immigrazione: differenze  Il traffico di persone e l'immigrazione clandestina non sono la stessa cosa. Nella tratta le persone vengono ingannate o indotte a trasferirsi - all'interno dello stesso paese o all'estero, attraverso canali legali o illegali - per poi essere rese schiave. L'immigrazione clandestina è aiutare qualcuno ad oltrepassare una frontiera illegalmente dietro pagamento.

62 Tratta di esseri umani: dossier UE 17 aprile 2007 UN MILIONE DI VITTIME OGNI ANNO 80% DELLE VITTIME SONO DONNE E BAMBINI NEL 70% DEI CASI IL TRAFFICKING E' A SCOPO DI SFRUTTAMENTO SESSUALE

63 Quante sono in Italia Forbice: / Vittime inserite in progetti di protezione sociale aa. 2000/2007: minori. Denunciati (aa 2004/2005) : Arrestati (aa 2004/2005): 804

64 QUANTI SONO I CLIENTI? 10 MILIONI

65 DEFINIZIONE DI “CRIMINE CONTRO L’UMANITA ’ a) omicidio; b) sterminio; c) riduzione in schiavitù; d) deportazione o trasferimento forzato della popolazione; e) imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libertà personale f) tortura; g) stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata ed altre forme di violenza sessuale di analoga gravità; h) persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, i) sparizione forzata di persone; j) apartheid; Statuto della Corte Penale Internazionale 1998

66 95 per cento abusate fisicamente e sessualmente 45 per cento ha avuto pensieri suicidi. Dr Cathy Zimmerman - London School of Hygiene & Tropical Medicine

67 SINTOMI DELLE VITTIME DI TRATTA SINTOMI DELLE VITTIME DI TORTURA

68 …e ancora… SPEGNERE IL CERVELLO AUTOSVALUTAZIONE, MANCANZA DI AUTOSISTIMA, SENSO DI COLPA COMPETENZA DEL POTERE SEDUTTIVO – CINISMO INCREDULITA’ VERSO IL SENSO DEL PROGETTO – che qualcuno si occupi di lei senza avere interessi personali o tornaconti CONFUSIONE – circa i valori cui improntare la propria vita, ma anche incredulità che un’altra vita possa esistere

69 LE LEGGI  1998 : T.U.40 SULL’IMMIGRAZIONE (TURCO-NAPOLITANO )  PERMESSO DI SOGGIORNO ex art.18  PROGETTO PERSONALIZZATO DI REINSERIMENTO SOCIALE  2003: LEGGE N.228 “MISURE CONTRO LA TRATTA DI PERSONE”  RIDUZIONE IN SCHIAVITU’  ARTICOLO 13

70 Legge 11 agosto 2003 n.228 La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante: Violenza Minaccia Inganno Abuso di autorità Approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di danaro o di altri vantaggi a chi ha autorità su una persona oESEMPI

71 REATO SESSUATO  (dis)Equilibri tra i sessi  Fallimento delle strategie di manstreaming, empowerment, equal opportunities,  Percezione sociale di donne, immigrati, “diversi”  Gap tra cultura maschile e saperi femminili  Predominio di un immaginario erotico maschile  Doppia morale e predominio di un genere sull'altro... CORPO FEMMINILE COME “LUOGO PUBBLICO” (Barbara Duden) RICHIESTA DI SERVIZI DI SOTTOMISSIONE (sessuale o non) MANCATA NEGOZIAZIONE DEI RUOLI SESSUALI E DI CURA TRA DONNE E UOMINI IN ITALIA

72 ESEMPIO DELLA PROSTITUZIONE SU STRADA Modellamento “culturale”/dissezione del corpo Catalogo e tariffario delle prestazioni sessuali Schema preordinato (servizio/tempo) Inamovibilita' dei ruoli Conferma del bisogno/diritto maschile

73 PROFILO DELLE RAGAZZE TRAFFICATE PROFILO DELLE RAGAZZE TRAFFICATE Fattori Contestuali - Collasso dell’ex Unione Sovietica(90’s) - Perdita di servizi e sicurezze sociali - Aumento della disoccupazione - Visione idealizzata dei ricchi paesi europei occidentali Fattori Individuali -Giovani (17-25 anni) Nubili, senza figli - Vengono da famiglie disfunzionali - Disoccupate o in lavori pagati molto poco -Il 50% sa che potrebbe finire per lavorare nell’ “industria del sesso” ma ignora le vere condizioni - Molte si fidano del loro trafficante, che spesso e’ un parente, amico di famiglia, ragazzo Intrappolamento nella prostituzione - Stupro, violenze fisiche e psicologiche, minacce di violenza - Debt-bonding - Confinamento e monitoraggio - Sequestro del passaporto/ status di immigranti illegali - Paura indotta della polizia - Vendute e trasferite continuamente/ no o poca conoscenza lingue europee (VOCKS J / HUGHES D / Film: Lilja 4-Ever) (VOCKS J / HUGHES D / Film: Lilja 4-Ever)

74 Svolgimento della Tratta Il trasporto avviene mediante mezzi comuni(pullman, aerei, auto private) Usati visti di soggiorno regolari Persone coinvolte: – Organizzatori(network criminali) – Emissari(disposizioni territoriali) – Manager del mercato del sesso – Trasportatori Tra i partecipanti, spesso anche molte donne

75 Principali Fattori di Uscita da un Paese – Disintegrazione Statale a causa di conflitti interni – Catastrofi/Disastri Naturali – Guerre – Situazione Economica Disastrosa – Crescita demografica Incontrollabile

76 Principali Fattori di Attrazione verso un Paese − Necessità di manodopera − Buona Situazione Economica − Stabilità Politica/Sociale − Legami Storici − Comunità Esistenti − Lingua Comune − Buone Aspettative

77 Principali Rotte del Continente Europeo  Rotta Baltica Russia  Scandinavia, Finlandia, Svezia  Rotta Est-Europea Polonia, Ungheria  Germania  Scandinavia  Rotta Centro-Europea Europa Centrale  Austria, Nord Italia  Rotta Balcanica Balcani  Italia, Grecia  Rotta Africana Africa Occidentale  Marocco  Spagna, Portogallo

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79 Attività Criminali Collegate alla Tratta di Persone  Le principali attività collegate alla tratta sono: – Sfruttamento Sessuale Sfruttamento Sessuale – Pornografia Minorile Pornografia Minorile – Commercio di Minori – Lavoro Illegale – Traffico di Organi/Tessuti Umani

80 Non è facile dimostrare la linearità del processo di spostamento di una persona….  Se manca anche solo uno dei tre elementi costitutivi del fenomeno citati precedentemente – spostamento da un luogo ad un altro della persona, uso dell’inganno o della forza e conseguente sfruttamento lavorativo o sessuale – non possiamo parlare di tratta. Per questo motivo si tende ad osservare attentamente il processo di coinvolgimento della vittima nella tratta poiché il reclutamento può avvenire nel paese di origine oppure nel paese di destinazione.  Ad esempio una persona può arrivare nel nostro Paese con un regolare visto ed essere assorbito a seguito di un evento imprevisto – perdita del lavoro, mancata conferma del permesso di soggiorno, separazione dal marito etc. – nei circuiti dell’illegalità di status e dello sfruttamento lavorativo.  Lo sfruttamento può iniziare nel paese di origine, in quello di transito o in quello di destinazione, così come la riduzione in schiavitù o la limitazione delle libertà personali.  L’estrema difficoltà a riconoscere con chiarezza le variabili del processo che porta una persona a vedersi privata della propria libertà è favorita in quei settori nei quali le situazioni di irregolarità sono diffuse ed endemiche. In tali pieghe si nasconde lo sfruttamento soprattutto lavorativo.

81 La tratta di persone coinvolge diverse figure con un diverso grado di responsabilità Il trafficante, lo sfruttatore e la vittima sono i tre attori principali della tratta. A volte però, non è facile distinguere il loro livello di responsabilità. Un individuo può diventare trafficante a sua insaputa, quando aiuta un connazionale in un paese straniero a trovare persone disponibili a migrare per rispondere all’offerta di un lavoro; oppure quando ospita connazionali che stanno per diventare vittime di tratta in un paese di transito o di destinazione. Una vittima può diventare a sua volta trafficante o sfruttatore. Infine gli sfruttatori possono esserlo inconsapevolmente, come nel caso dei clienti di prostitute che senza saperlo si imbattono in una vittima di tratta, oppure di agricoltori che ricevono mano d’opera schiavizzata da soggetti terzi come i "caporali".

82 Traffico e prostituzione Peso della domanda interna Emancipazione/ sostituzione delle donne italiane Forme di specializzazione “etnica” Caso nigeriano e caso albanese Evoluzione e comparsa di nuove organizzazioni Intrecci tra consenso e costrizione

83 La costruzione dell’offerta di prostituzione 1. Scompenso tra domanda e offerta di migrazione e ruolo del debito 2. Altri dispositivi: minacce, promesse, rituali… 3. Manipolazione affettiva (donne che sfruttano altre donne…) 4. Asimmetria informativa

84 STEREOTIPI E FALSE CREDENZE  Si dice che la tratta coinvolge solo donne che si prostituiscono. E’ vero invece che l’associazione tratta-prostituzione fa sì che tutte le donne emigrate siano considerate prostitute, e come tali stigmatizzate sia nel paese di destinazione che una volta ritornate al paese di origine. La stessa discriminazione riguarda le vittime di sesso maschile. Neppure a loro è concesso di fregiarsi del titolo di vittime. Fortunatamente non vengono stigmatizzati come prostituti al loro rientro in patria, sebbene siano moltissimi gli uomini, soprattutto minori, coinvolti in questo tipo di sfruttamento.

85 Si dice che la tratta riguarda solo lo sfruttamento sessuale E’ vero invece che purtroppo sono i paesi ricchi, cosiddetti “donatori”, che fanno prevalere il proprio punto di vista sui fenomeni che intendono contrastare. Ma lo sfruttamento sessuale è solamente una parte del fenomeno della tratta. In molte regioni del globo la tratta si estrinseca nello sfruttamento lavorativo. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro almeno un terzo dei di individui che si stima vengano trafficati ogni anno nel mondo sono vittime dello sfruttamento lavorativo

86 Si dice che le vittime sanno cosa le aspetta ma non conoscono le reali condizioni di lavoro E’ vero invece che questa affermazione tipica fra gli addetti ai lavori, mostra il disprezzo per le vittime e, ancora una volta, sovrappone il tema della tratta a quello della prostituzione. Ma la maggior parte dello sfruttamento sessuale avviene al chiuso, dove le vittime non hanno alcuna possibilità di cercare ed ottenere aiuto. Peraltro non è semplice chiedere aiuto anche per chi è costretta/o a lavorare in strada, a causa di tre elementi chiave: la paura di ritorsioni, la volontà di mantenere vivo il proprio sogno di emancipazione e il bisogno di mandare a casa denaro.

87 Si dice che le donne immigrate vengono in Occidente per prostituirsi E’ vero invece che l’ingresso della componente femminile nel mercato del lavoro occidentale ha provocato un mutamento negli equilibri familiari e sociali: tradizionalmente impegnate nel lavoro domestico e nella cura dei soggetti maggiormente vulnerabili – bambini, anziani, ammalati – le donne si trovano a diminuire la quota di tempo da destinare agli aspetti logistici e relazionali della famiglia, che non viene ridistribuita tra i due generi. Di conseguenza si è creata la richiesta di mano d’opera per sostituire le donne occidentali nei lavori domestici e di cura alla persona. Un settore nuovo che attrae sempre maggiori quote di donne dal terzo mondo. Donne spesso costrette a lasciare le proprie famiglie e i propri figli alle cure di altri familiari o amici, e che emigrano per trovare lavoro, non certo per prostituirsi.

88 Si dice che le vittime non vogliano essere aiutate, non collaborino E’ vero invece che questo stereotipo, anch’esso diffuso tra gli addetti ai lavori, non tiene in debito conto del profondo trauma rappresentato dall’essere resi "oggetti" anche nei percorsi di fuoriuscita, dove la mancata considerazione della soggettività delle vittime ha creato notevoli problemi. Le vittime infatti entrano in una relazione di aiuto improntata alla carità, dove non è possibile "dire" o rivendicare, ma solo ringraziare. La persona passa quindi da un percorso di sfruttamento coercitivo ad un altro di aiuto coercitivo, che non tiene conto delle differenze culturali o di usi e costumi particolari. Ad esempio, solo dopo molti anni si è capito che le vittime possono rifiutarsi di testimoniare contro gli sfruttatori perché il meccanismo psicologico della rimozione glielo impedisce. Per questo motivo queste vengono accusate di non voler veramente ritornare libere. Così facendo la persona è resa vittima di una seconda stigmatizzazione.

89 E’ vero che identificare la tratta con la prostituzione aiuta i trafficanti. L’opinione che la tratta sia assimilabile alla prostituzione ha causato gravi danni anche nei paesi di origine, non importa quanto lontani. In una logica dove il punto di vista vincente è quello di colui che aiuta – Stato, organizzazione, singolo operatore – la sovrapposizione tratta- prostituzione è stata utilizzata nelle campagne informative promosse dalle agenzie internazionali. Il risultato è stato che tali campagne, che esortavano le donne a non prostituirsi, si sono trasformate in un insperato aiuto per i trafficanti: le donne nei paesi di origine, non avendo intenzione di prostituirsi, non si sono sentite coinvolte. Sono quindi cadute nella rete dei trafficanti che per circuire le loro vittime sono soliti proporre impieghi sostenibili e "puliti".

90 RACCOMANDAZIONI Confronto realizzato tra operatori nel percorso di riflessione su tratta e media promosso dal progetto Equal Tratta NO! e che ha visto la partecipazione di Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Segretariato Sociale RAI, Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, AICCRE. Per una corretta lettura del fenomeno della tratta di esseri umani si raccomanda quanto segue:  Informazione documentata e corretta, non sensazionalistica, non voyeuristica.  Diffusione di una corretta definizione del fenomeno  Riconoscimento e protezione della vittima in quanto tale – donna, uomo, minore – e del suo ambiente familiare e sociale.  Eliminazione dell’utilizzo del termine "prostituta" a proposito delle vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale.  Estensione del concetto di vittima ai soggetti coinvolti nella tratta rispetto a tutte le tipologie di sfruttamento e quindi anche a scopo di sfruttamento lavorativo, accattonaggio, traffico d’organi, ecc.  Eliminazione di ambiguità e confusione tra tratta e fenomeni contigui come: immigrazione clandestina, prostituzione, lavoro nero, reati quali accattonaggio, furto, spaccio di sostanze. Non confondere quindi prostituzione con sfruttamento sessuale, lavoro nero con sfruttamento lavorativo, pedofilia con sfruttamento sessuale dei minori.

91 In Italia: vittime contattate e accompagnate ai vari servizi sociali (sanitari - psicologici - legali) vittime inserite nei progetti di protezione sociale vittime avviate ai corsi di formazione/alfabetizzazione/borse di studio/lavoro inserimenti Lavorativi Fonte: Dipartimento per le pari opportunità (2007) Dati elaborati a cura della segreteria tecnica per l’attuazione dell’art desunti dalle relazioni finali inviate dalle associazioni/enti locali che hanno partecipato ai prog. art. 18 dall’avviso 1 al 7.

92 Possibili motivi esiguità dei numeri PAURA PER LE MINACCE PAURA DI DOVER TORNARE A CASA PAURA DI ESSERE RINTRACCIATE DAI TRAFFICANTI VERGOGNA – di operatori/operatrici, istituzioni, se stesse… PAURA DELLE ISTITUZIONI/LEGGI ITALIANE NON CAPISCONO BENE COSA VIENE OFFERTO PERCEPISCONO IL RISCHIO DI ESSERE COSTRETTE A CONFORMARSI AD UN’IDENTITA’ “ALTRA” Anette Brunoskis and Rebecca Surtees. Leaving The Past Behind? When victims of trafficking in human beings decline assistance” – Nexus Institute, Oslo e Vienna, 2008

93 ALTRI MOTIVI L’OPERATORE/OPERATRICE NON HA COMPETENZA SUI MECCANISMI DELLA TRATTA SENTONO NELL’OPERATORE/OPERATRICE UN ATTEGGIAMENTO GIUDICANTE O DI BIASIMO L’OFFERTA DI FUORIUSCITA NON E’ BASATA SU UN CONTESTO REALE DI RISORSE LE SOLUZIONI PROSPETTATE SEMBRANO RICORDARE QUELLE VISSUTE NELL’ESPERIENZA DI TRAFFICO RIGIDITA’ DELLO STAFF – ASPETTATIVE FORTI E CONTRASTANTI INCAPACITA’ DI “LEGGERE” LE PROVOCAZIONI “CACCIA ALLE VITTIME” (B.Limanovska – Report on TIP in SEE)

94 INDICATORI DI TRAFFICO Sottoposte a violenza dal membri del gruppo Private del passaporto e di altri documenti di identità Controllate frequentemente, a vista e/o con i telefoni cellulari Obbligate a dar conto di tutti i loro proventi Prive di ogni potere decisionale sugli orari delle prestazioni sessuali e sulle loro modalità. Prive di ogni potere decisionale sul ritorno anche temporaneo nel loro Paese d’origine. Eventuali rientri temporanei sono decisi e organizzati dagli sfruttatori, in base ai loro esclusivi interessi e sotto il loro stretto controllo.

95 Indicatori di traffico nella rilevazione/osservazione Sradicamento e isolamento Non conoscenza della lingua Povertà estrema e situazione di bisogno dei familiari, in particolare dei figli rimasti nel paese di origine Necessità (o errata convinzione) di dovere ancora restituire quanto dovuto per il pagamento delle spese di viaggio e/o di immigrazione illegale. Si tratta dei casi di c.d. servitù da debito. Condizionamenti culturali (v. in particolare uso dei riti woodoo per terrorizzare le ragazze nigeriane). In questo caso tuttavia l’utilizzazione di tali mezzi di coartazione si accompagna spesso a minacce esplicite o comunque avviene in un clima intimidatorio derivante dalla fama criminale del gruppo. Fallimento del progetto migratorio. Persuasione di non potere abbandonare la prostituzione a causa dello stigma sociale che grava sulla prostituta. M.G.Giammarinaro

96 Le ragazze adolescenti e neo-maggiorenni di origine nigeriana Proveniente per lo più da Benin City) vive in Italia da meno di 3-5 anni Prostituzione in strada con modalità sempre uguali È stata a Napoli, Verona, Torino Non conosce semplici cose della vita quotidiana Dà false generalità Ha avvocato di fiducia

97 Le ragazze adolescenti e neo-maggiorenni di origine principalmente rumena e moldava, ma anche bulgara, ceca, albanese, serba e croata Giunte in Italia da meno di 1 anno o 2 Attaccamento sentimentale alla figura del trafficante Si spostano sovente – sono state in diverse città nell’arco di alcuni mesi Essere state in Spagna (soprattutto rumene e moldave) Non rispettano gli appuntamenti (indisponibilità del loro tempo) Controllo serrato Disponibilità – indisponibilità di denaro Segni fisici – provocati o autoprovocati (autolesionismo)

98 La prostituzione e’ violenza sulle donne  Injuries (occhi neri, lacerazione vaginale, concussioni…)  Stupro  STI, AIDS  Dissociazione mentale e difficolta’ sessuali e relazionali  Aborto, infertilita’  Isolamento  Paura/ Rischi di gravidanze indesiderate e malattie  Cancro cervicale e pap-smear positivi  Suicidio e self-harm  Post traumatic stress disorder (PTSD)  Depressione/Ansia  Disturbi alimentari  Abuso di sostanze stupefacenti e/ alcohol  Problemi di salute cronica dovuto a trauma severi  Abuso verbale e psicologico  Vecchiaia e morte prematura  Omicidio (Farley 2004)

99 Prostituzione e Traffico del Sesso Panorama della situazione Europea  Prostituzione e’ dominata principalmente da donne straniere (90%)  Aumento del traffico del sesso: donne trafficate nell’Unione Europea dal 1995  Le prostitute e donne trafficate dagli ex paesi dell’Unione Sovietica sono triplicate dal 1989  Aumento delle organizzazioni criminali (Russe, Albanesi)  Trend verso la liberalizzazione e decriminilizzazione dell’industria del sesso  Aumento della pornografia e prostituzione via Internet  Aumento del turismo sessuale all’interno dei paesi Europei -The Factbook on Global Sexual Exploitation: Europe -IOM Trafficking and Prostitution: The Growing Exploitation of Women from CEEC

100 Gli uomini: clienti o criminali ? La domanda maschile di prostitute:  Contribuisce all’aumento del traffico del sesso  Rimane largamente invisibile e non presa di mira  Detta il tipo di “mercanzia”  Beneficia da tutto il circolo vizioso  Hanno un accesso piu’ facile e piu’ economico alle prostitute  Hanno quasi esclusivo controllo di posizioni, velocita’ e tipo di prestazione sessuale  Restano largamente impuniti, senza multe, stigma, conseguenze sociali  Beneficiano di un vasto mercato turistico del sesso  Usano in gran misura miti sulla prostituzione/prostitute per giustificare l’abuso sessuale che operano


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