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CADUTE evento critico più frequente nelle UO di MEDICINA/LUNGODEGENZA Cosa possiamo fare per controllare e prevenire? Perché è così frequente? 29 aprile.

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Presentazione sul tema: "CADUTE evento critico più frequente nelle UO di MEDICINA/LUNGODEGENZA Cosa possiamo fare per controllare e prevenire? Perché è così frequente? 29 aprile."— Transcript della presentazione:

1 CADUTE evento critico più frequente nelle UO di MEDICINA/LUNGODEGENZA Cosa possiamo fare per controllare e prevenire? Perché è così frequente? 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

2 Individuare i pazienti a rischio COME? 1.Attraverso l’anamnesi e la valutazione infermieristica 2.Compilazione della SCALA DI CONLEY 3.Integrazione con il medico 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

3 29 aprile - 5 maggio Corso cadute CPSE Gigliola Cesari ANAMNESI E VALUTAZIONE INFERMIERISTICA per stabilire Il grado di autonomia del paziente antecedente al ricovero la presenza di handicap fisici, uditivi o visivila presenza di care-giver domiciliare La sua capacità di comprendere e di collaborare al progetto assistenziale 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

4 Compilazione della SCALA DI CONLEY, da effettuare per tutti i pazienti Al momento dell’ingresso o quando variano le condizioni cliniche Se positiva (cioè con valore = o > 2 elaborare un progetto assistenziale) 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

5 Integrazione con il medico per la valutazione della patologia e delle condizioni cliniche all’ingresso che possono avere alterato la capacità di mobilizzazione/comprensione, l’indicazione delle eventuali limitazioni alla mobilizzazione autonoma, (es. prescrizione di riposo a letto) La terapia prescritta 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

6 FASI DEL PROGETTO ASSISTENZIALE pianificazione delle attività infermieristiche Condivisione con l’equipe curante/assistenziale Informazione/Condivisione/ Coinvolgimento dei familiari 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

7 PIANIFICAZIONE ES. DI PIANIFICAZIONE PERSONALIZZATA PER DIAGNOSI INFERMIERISTICA “RISCHIO CADUTE” )N° AZIONE INFERMIERISTICADATAFIRMA IP FIRMA PAZIENTE 1 Informare il paziente e i familiari del possibile rischio caduta 2 Informare il paziente e i famigliari di avvisare il personale se deve effettuare degli spostamenti (letto-poltrona bagno) 3 Verificare se utilizza farmaci sedativi o ipnotici e nel caso consigliare di non alzarsi da solo durante le ore notturne 4 Informare il paziente e i familiari di seguire i consigli contenuti nel modulo “consigli per prevenire le cadute” consegnato all’ingresso 5 Consigliare la presenza di un familiare se il paziente non è collaborante e presenta agitazione pasico-motoria con possibilità di creare situazioni di pericolo per se stesso 6 Segnalazioni e/o note (es presenza di assistenza domiciliare in fascia notturna o diurna) …………………………………………………………………… aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

8 CONDIVISIONE EQUIPE CURANTE/ASSISTENZIALE Gli infermieri e gli OSS devono attuare in collaborazione gli interventi pianificati ed effettuare una vigilanza attiva per individuare precocemente variazioni della situazione clinica/assistenziale Il medico deve valutare se necessario prescrizione terapeutica, contenitiva e/o presenza di assistenza domiciliare 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

9 INFORMAZIONE/CONDIVISIONE COINVOLGIMENTO/ DEI FAMILIARI verbale con l’informazione all’ingresso delle problematiche a cui può andare incontro l’anziano ospedalizzato cartaceo con eventuale distribuzione di materiale informativo collaborativo, soprattutto per i pazienti con problematiche di deficit cognitivi già conosciute In questo caso il familiare è l’elemento indispensabile per decidere e condividere l’intervento da attuare (es. contenzione fisica o presenza di familiare/badante domiciliare) 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

10 ES. DI MATERIALE INFORMATIVO da consegnare all’ingresso Consigli per prevenire le cadute nell'anziano La ricerca nella letteratura ha evidenziato che la presenza dei seguenti fattori di rischio aumenta il rischio di cadere: 1-storie di precedenti cadute 2-paura di cadere 3-polifarmacoterapie e assunzione di farmaci particolari 4-alterazione della mobilità 5-alterazione della vista 6-isolamento sociale Le cadute dell'anziano hanno implicazioni varie e complesse: sono causa di frattura di femore, d'anca, trauma cranico e spinale con prolungamento dell'ospedalizzazione e aumento del rischio di morte. A tal fine si chiede collaborazione al paziente ed ai familiari nel rispettare le indicazioni dei sanitari per quanto riguarda la mobilizzazione. Si consiglia inoltre di: 1 Alzarsi dal letto con cautela; sedersi con le gambe giù dal letto e attendere qualche minuto prima di alzarsi 2 Se presenta vertigini o giramenti sedersi e suonare il campanello per chiedere di essere accompagnato dal personale 3 Utilizzare sempre scarpe comode (pantofole e non ciabatte) e con suola antiscivolo 4 Se portatore di pannolone, controllare sempre che sia ben posizionato (non deve scendere e intralciare la deambulazione) 5 Controllare che il pavimento sia asciutto e libero da oggetti vari 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

11 . 6.Utilizzare gli ausili (bastone, tripode, girello ecc…) per girare se prescritti o se abituati a casa 7.Non alzarsi e recarsi in bagno al buio nelle ore notturne 8.Evitare di chinarsi con la testa in giù a cercare oggetti nel comodino (può favorire la perdita di equilibrio) 9.Mantenere il comodino o il tavolino servitore in posizione raggiungibile con la mano per potere bere, e comunque in una posizione che non intralci il passaggio 10.Farsi accompagnare in bagno la prima volta per conoscere il percorso e la posizione degli interruttori delle luci 11.Utilizzare sempre sedie con braccioli 12.Se il letto non è frenato avvisare il personale e non alzarsi 13.Se si utilizzano carrozzine, non alzarsi o non alzare il proprio familiare se non è frenata. Appoggiare sempre i piedi a terra prima di alzarsi (non utilizzare i predellini appoggiapiedi) 14.Non fare il bagno da soli se è presente qualche difficoltà motoria o di instabilità o di stanchezza persistente o di pressione bassa 15.Controllare che il campanello sia in posizione raggiungibile in caso di bisogno 16.Collaborare con il personale per favorire la mobilizzazione precoce 17.Si consiglia un riposo pomeridiano dopo il pasto delle ore aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

12 SPERIMENTAZIONE UO MEDICINA Progetto azione correttiva anno 2009 AZIONI: compilazione della scala di Conley per tutti i pazienti elaborazione di uno stampato che prevedeva una pianificazione infermieristica se Conley positiva, con firma di presa visione/condivisione del paziente o dei familiari Elaborazione e distribuzione dello stampato:CONSIGLI PER PREVENIRE LE CADUTE a tutti i degenti/familiarI al momento del ricovero e informazione verbale del contenuto 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

13 REPORT Periodo sperimentazione MAGGIO/DICEMBRE 2009 Controllo a campione di n° 67cartelle Confronto dati n° segnalazioni cadute prima e dopo sperimentazione 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

14 RISULTATI: TOTALE CADUTE anno 2009 n° 40 GENNAIO - APRILE 15 MAGGIO – DICEMBRE 25 (sperimentazione) Conley compilata nel 92,5% corrispondente a 61 cartelle Positive n° 36 Pianificazione effettuata su 41 schede (n° > a quelle positive perché molti infermieri lo ritengono uno strumento utile) 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

15 ANALISI riduzione degli eventi cadute nel periodo sperimentazione Maggiore coinvolgimento dell’equipe all’identificazione del rischio attraverso l’uso di uno strumento condiviso ed operativo (la compilazione della Conley senza la pianificazione veniva sentito come perdita di tempo…………) Necessità di continuare l’applicazione degli strumenti elaborati, per verificarne l’effettiva efficacia nel tempo (periodo breve di riferimento) 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

16 I DATI RACCOLTI (n° eventi comunque superiori alle aspettative) E LA MAGGIORE ATTENZIONE POSTA ALL’EVENTO HANNO DATO PERO’ UNA PERCEZIONE DEL FENOMENO CADUTA DIVERSA DA QUELLA CHE SI PENSAVA, per questo motivo si sono analizzate tutte le cartelle cliniche delle segnalazioni effettuate 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

17 CONLEY COMPILATE prima e dopo sperimentazione GENNAIO APRILE (TOT 15) 10 NO 5 SI MAGGIO DICEMBRE ( TOT 25) 3 NO 19 SI (3 NON RILEVATE) 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

18 IDENTIKIT DEL PAZIENTE CHE CADE maschio di età compresa 70/90 autonomo a domicilio (Conley <2) degenza media >10 <20 1/3 trasferito presso altri reparti o deceduto patologia cardiaca (30%), respiratoria(30%), tumorale (20%), cerebrale solo il 15% 29 aprile - 5 maggio Corso cadute CPSE Gigliola Cesari

19 IDENTIKIT CADUTA TIPICA 10% sono cadute patologiche (FA, bradi aritmie, sincope……) 65% sono episodi di piccola entità: - scivola mentre scende dal letto o mentre si alza dalla poltrona/water - inciampa mentre deambula o si reca in bagno i pazienti indossano calzature aperte Si verifica in stanza 29 aprile - 5 maggio Corso cadute CPSE Gigliola Cesari

20 QUANDO si verificano: 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

21 FASCIA ORARIA equamente distribuite n°11 per 3 fasce 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

22 PERCHE’? FASCIA ORARIA, ci dice che i momenti di maggiore criticità sono quelli legati: Ai pasti Alle cure igieniche PRIMI 5 GIORNI DI RICOVERO: Momento di maggiore criticità della patologia Difficoltà di adattamento all’ambiente ospedaliero 29 aprile - 5 maggio Corso cadute CPSE Gigliola Cesari

23 TERAPIA diuretici 32,5% ansioliti/ipnotici/sedativi 40% ipotensivi 15% oppiacei 10% no terapia rientrante nei gruppi precedenti il 40% 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

24 ANALISI TERAPIA Pazienti con associazioni farmacologiche - 8 con 2 associazioni - 2 con 3 associazioni - 1 con 4 associazioni INTERESSANTE PERO’ VEDERE CHE BEN 16 PAZIENTI SU 40 NON ASSUMEVANO TERAPIA rientrante nei gruppi più a rischio 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

25 Possiamo quindi dire che cadono più frequentemente: I pazienti con patologie a lenta risoluzione o con evoluzione ingravescente che vogliono mantenere il più possibile la propria autonomia o che hanno difficoltà ad adattarsi alle limitazioni fisiche provocate dalla patologia d’ingresso, e spesso lo fanno solo dopo il verificarsi dell’evento critico 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola cesari

26 CONCLUSIONI: utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per individuare i pazienti a rischio di pianificare e attuare un’assistenza infermieristica personalizzata che abbia l’obiettivo di garantire la sicurezza del paziente ma anche di permettergli una mobilizzazione precoce perché possa mantenere la propria autonomia e prevenire le complicanze da immobilizzazione Se cadute ripetute, rivalutare l’intero processo per individuare criticità non rilevate e fare nuova pianificazione di coinvolgere/informare i familiari 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

27 SCOPO ridurre le cadute con esiti significativi (lesioni gravi con prolungamento del ricovero) monitorare gli eventi che si verificano per controllare se sono stati attivati tutti gli strumenti a nostra disposizione Avere un trend positivo di miglioramento ma nello stesso tempo accettare la possibilità che sarà difficile eliminare il numero degli eventi visto la tipologia di pazienti e che ciò non è indice di “cattiva assistenza” 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari

28 Foglie cadute GRAZIE PER L’ATTENZIONE 29 aprile - 5 maggioCorso cadute CPSE Gigliola Cesari


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