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PROGETTO EUROPEO ZEMEDS PROGRAMMA EUROPEO INTELLIGENT ENERGY EUROPE (IEE) La Riconversione Energetica degli Edifici in Italia Le Direttive Europee e la.

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1 PROGETTO EUROPEO ZEMEDS PROGRAMMA EUROPEO INTELLIGENT ENERGY EUROPE (IEE) La Riconversione Energetica degli Edifici in Italia Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi La Diagnosi Energetica degli Edifici L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano I Protocolli di Certificazione Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Fermo, 12 Giugno 2015 – Ing. Paolo Ricci

2 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci EUROPA Gli edifici, nella loro costruzione ed utilizzo, rappresentano oltre il 40% del consumo finale di energia della Comunità Europea (il rimanente 60% è impiegato per circa il 28% dal settore industriale e per circa il 32% dal settore trasporti) con le conseguenti ricadute in termini di costi energetici ed ambientali. Ne consegue che l’impiego di energia per il settore edile è responsabile di circa il % delle emissioni di CO2 e gas climalteranti in ambiente.

3 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci Dati Ministero Sviluppo Economico Oltre 35 MTEP/anno rappresentano la fonte per il fabbisogno energetico del settore edilizio, che da solo “brucia” 1/3 di tutta l’energia primaria prodotta in Italia ITALIA

4 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci Dati ENEA 3400 milioni di mq 90% residenziale 10% terziario Consumi pari a 35MTEP/anno Circa gli Istituti scolastici in Italia

5 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci Dati ENEA 27 milioni abitazioni di cui il 65% realizzate prima del milioni dotate di riscaldamento invernale e consumi pari a 21 MTEP/anno

6 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci In Italia il 31% dell'energia elettrica e il 44% dell'energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo). L'illuminazione rappresenta una piccola quota dei consumi totali (circa il 2%), ma non irrilevante, perché pesa per il 15% dei costi dell'energia elettrica mediamente consumata in interni civili. Quindi, sul 100% di energia finale (termica ed elettrica) consumata in casa il 16% serve all'illuminazione e per gli elettrodomestici, il 5% per cucinare, il 11% per il rifornimento di acqua calda e il 68% per il riscaldamento e raffrescamento. FONTE ENEA Oggi in Italia il fabbisogno energetico negli edifici è molto alto (si aggira intorno a kWh/m 2 anno) e buona parte di questa energia è termica e, in quanto tale, è soggetta a dispersione verso l’esterno.

7 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ISTAT

8 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ISTAT IL PATRIMONIO EDILIZIO ITALIANO

9 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ISTAT

10 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ISTAT

11 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ISTAT

12 L’Efficientamento Energetico del Patrimonio Edilizio Italiano Ing. Paolo Ricci FONTE ENEA Lo stato di efficienza energetica degli edifici che ospitano le scuole italiane è critico visto che gran parte di essi è nato nel trentennio , in completa assenza di normative specifiche sul risparmio energetico negli edifici. Buona parte dei consumi energetici ad essi associati non sono eliminabili, a causa di scelte progettuali sbagliate su involucro, forma, orientamento, rapporti tra superfici vetrate e opache. Le scuole realizzate nel periodo che va dagli anni 80 ai giorni nostri sono state realizzate secondo i criteri definiti dalla legge 373/76 sufficienti forse negli anni 80, ma assolutamente insufficienti dagli anni ‘90. A partire dal 1991, con l’emanazione della legge 10, le scuole, come tutti gli edifici pubblici nuovi o in ristrutturazione, avrebbero dovuto integrare il risparmio energetico e le fonti rinnovabili negli edifici dichiarati interventi di pubblica utilità e di pubblico interesse. La mancata applicazione della norma in tutto il territorio nazionale, a causa della sostanziale assenza di un sistema sanzionatorio e di controllo sulle inadempienze, ha portato ad un parco edilizio scolastico di gran lunga lontano dagli standard qualitativi della media europea.

13 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana A seguito della crisi energetica degli anni ’70 in Italia viene emanata la prima legge sul risparmio energetico: la legge 373/76 L’evoluzione della Normativa sulla Certificazione Energetica Art. 1 Al fine di contenere il consumo energetico per usi termici negli edifici, sono regolate dalla presente legge le caratteristiche di prestazione dei componenti, la installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari, alimentati da combustibili solidi, liquidi o gassosi negli edifici pubblici e privati, con esclusione di quelli adibiti ad attivita' industriali o artigianali. Sono regolate altresi' le caratteristiche di isolamento termico degli edifici da costruire o ristrutturare, nei quali sia prevista l'installazione di un impianto termico di riscaldamento degli ambienti.

14 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana La Legge n. 10 del 9 Gennaio 1991, “Norme per l’attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e sviluppo di fonti rinnovabili di energia”, ha integrato ed in parte sostituito la Legge 373/76, introducendo di fatto una nuova procedura per la verifica energetica degli edifici (SISTEMA EDIFICIO – IMPIANTO) e compiendo un primo passo verso la CERTIFICAZIONE ENERGETICA degli edifici (art. 30). Gli obiettivi della legge erano i seguenti: 1- risparmio energetico (interventi sull’edificio, sugli impianti di controllo del microclima e di illuminazione) 2- uso consapevole dell’ energia 3- salvaguardia dell’ambiente 4- benessere degli individui 5- incentivazione dell’uso di fonti rinnovabili di energia 6- incentivazione dell’uso di sistemi impiantistici alternativi

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19 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Direttiva Europea 91/02 (EPBD, Energy Performance of Buildings Directive)

20 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Recepimento Direttiva 91/02 (EPBD, Energy Performance of Buildings Directive) D.LGS. 192/05 E D.LGS. 311/06 Il D.Lgs. 192/05 entra ufficialmente in vigore l’8/10/05. Definisce, sin dalla sua prima versione, parecchi elementi tra cui, ad esempio, i requisiti minimi prestazionali degli edifici e l’obbligatorietà della certificazione. Il D.Lgs. 192/05 non può essere ancora considerato uno strumento legislativo completo, poiché rimanda a decreti successivi. Il D.Lgs. 311/06, pubblicato nell’anno seguente, avrebbe dovuto quindi integrarlo e completarlo: mancano, tuttavia, la modalità con cui la certificazione debba essere applicata e introduce in via transitoria, e sino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, la “qualificazione energetica”. Con il D.Lgs. 311/06, l’obbligo della certificazione viene esteso gradualmente a tutti gli edifici preesistenti all’entrata in vigore del D.Lgs. 192/05 (8/10/05), purché oggetto di compravendita o locazione: questo al fine di rendere il provvedimento maggiormente aderente alle disposizioni della direttiva EPBD. Con lo stesso Decreto, vengono inoltre modificate le norme concernenti le funzioni delle Regioni e degli enti locali che erano contenute nel D.Lgs. 192/05, confermando le competenze in materia già attribuite in sede di decentramento amministrativo dall’art. 30 del D.Lgs. 112/98

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22 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana LEGGE FINANZIARIA La L. 244/07 “legge finanziaria 2008” all’art. 1, comma 288, dispone che, a decorrere dall’anno 2009 e in attesa dell’emanazione dei provvedimenti attuativi di cui all’art. 4, comma 1, del D.Lgs. 192/05, il rilascio del permesso di costruire sia subordinato alla certificazione energetica dell’edificio, così come previsto dall’art. 6. Il comma 289 della L. 244/07 impone, inoltre, con la sostituzione del comma 1bis dell'art. 4 del D.P.R. 380/01, che, a decorrere dal 1° gennaio 2009, i regolamenti edilizi comunali prevedano, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione. Il termine indicato è stato rinviato al 1° gennaio 2010 dal D.L. 207/08 (art. 29, comma 1octies) e poi al 1° gennaio 2011 dal D.L. 194/09 (art. 8, comma 4bis; A.C. 3210). D.LGS. n.115/08. Successivamente, il D.Lgs. 30/05/08, n.115 recepisce la direttiva 32/06 (EED) concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici ed abroga la direttiva 76/93; integra inoltre le disposizioni del D.Lgs. 192/05 prevedendo, nelle more dell'emanazione dei decreti attuativi di cui all’art. 4, comma 1, del D.Lgs. 192 e fino alla data di entrata in vigore degli stessi, l’applicazione delle disposizioni contenute nell'allegato III dello stesso D.Lgs., relative alle “Metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti” e al riconoscimento dei “Soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici”.

23 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana LEGGE N. 133/2008. Con la L. 6/08/08 n.133 “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 25/06/08 n.112 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, si fa un passo indietro nel percorso dell’attuazione della certificazione: vengono infatti abrogati, con il comma 2bis, a partire dal 22/08/08, i commi 3 e 4 dell’art.6 del D.Lgs. 192/05. Questi stabilivano, in particolare, che, nel caso di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unità immobiliari, l’ACE (attestato di certificazione energetica) dovesse essere allegato all'atto di trasferimento (art. 6, comma 3) e che in caso di locazione lo stesso attestato dovesse essere messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia conforme all'originale (art. 6, comma 4). Conseguentemente, sono stati abrogati anche i commi 8 e 9 dell’art. 15, che prevedevano la nullità del contratto che poteva essere fatta valere solo dall'acquirente in caso di violazione dell'obbligo di cui all'art. 6, comma 8, o solo dal conduttore in caso di violazione dell'obbligo previsto dall'art. 6, comma 9. Con il D.L. 112/08 viene quindi meno l’obbligo di allegare l’APE agli atti di compravendita, ma non l’obbligo di redigerlo

24 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana D.P.R. N. 59/2009 Nel 2009 viene pubblicato il D.P.R. n.59, che definisce i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli impianti termici per la climatizzazione estiva e per l'illuminazione artificiale degli edifici. Esso attua in parte le lettere a) e b) dell’art. 4, comma 1, del D.Lgs. 192/05, poiché all’art. 1, comma 2 rinvia a successivi provvedimenti la definizione dei criteri generali, metodologie di calcolo e requisiti minimi per la prestazione energetica degli impianti termici per la climatizzazione estiva e per l’illuminazione artificiale degli edifici del settore terziario. D.M. 26/06/09 Nello stesso anno viene anche pubblicato sulla G.U. del 10/07/09 l’atteso D.M. 26/06/09 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” (entrato in vigore il 25/07/09).

25 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Direttiva 2009/29/CE, è entrata in vigore nel giugno 2009 Che cos’è il “Piano ″? Si tratta dell’insieme delle misure pensate dalla UE per il periodo successivo al termine del Protocollo di Kyoto, il trattato realizzato per il contrasto al cambiamento climatico che trova la sua naturale scadenza al termine del 2012.Protocollo di Kyoto Il “pacchetto”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, è entrato in vigore nel giugno 2009 e sarà valido dal gennaio 2013 fino al 2020.

26 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Direttiva Europea 31/2010 del 8 Luglio 2010 (EPBD, Rifusione - Energy Performance of Buildings Directive) DOPO 4 ANNI ARRIVANO LE SUDATE LINEE GUIDA NAZIONALI E L’EUROPA ? EMANA la Da recepire entro il 7 luglio 2012

27 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana In sintesi le disposizioni della direttiva 2010/31/UE riguardano: a) il quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari; b) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici e unità immobiliari di nuova costruzione; c) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di: i) edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sottoposti a ristrutturazioni importanti; ii) elementi edilizi che fanno parte dell’involucro dell’edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica dell’involucro dell’edificio quando sono rinnovati o sostituiti; iii) sistemi tecnici per l’edilizia quando sono installati, sostituiti o sono oggetto di un intervento di miglioramento.

28 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Secondo la nuova direttiva, gli Stati membri devono provvedere affinché: a) entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero; b) a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero. A tal fine, gli Stati dell’UE devono elaborare dei Piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero (tali piani possono includere obiettivi differenziati per tipologia edilizia). Secondo l’art. 2, un “edificio a energia quasi zero” è un “edificio ad altissima prestazione energetica, determinata conformemente all’allegato I. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

29 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana D.LGS. 28/11 Il D.Lgs. 28/11, volto a recepire la direttiva 28/09 (RED) sulla promozione delle energie rinnovabili, interviene anche sui sistemi di incentivazione dell'efficienza energetica. L'art. 13 modifica il D.Lgs. 192/05 per prevedere una maggiore trasparenza delle informazioni commerciali e contrattuali relative alla certificazione. Con il discusso Allegato 3 introduce poi le prescrizioni relative alla quota di energie rinnovabili nelle nuove costruzioni. D.M. 22/11/12. Il 13/12/12 viene pubblicato il D.M. 22/11/12 che modifica le Linee Guida nazionali. In particolare, il D.M. elimina la possibilità per i proprietari di alcune tipologie di immobili di optare per l’autocertificazione della classe energetica più bassa (G), come richiesto dalla CE; viene inoltre data attuazione all’art. 9 della Direttiva EPBD del 2002 che impone agli stati membri di adottare un sistema di ispezioni periodiche degli impianti di condizionamento d’aria di potenza superiore ai 12 kW.

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31 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana D.L. 63/13 del 4/6/2013. Il D.L. 63/13, oltre a recepire formalmente la direttiva 31/10 (aggiornamento o “rifusione” della EPBD del 2002, di seguito indicata come EPBD o “direttiva”), interviene sul D.Lgs. 192/05: indica nuove regole per l'efficienza del patrimonio edilizio e rende obbligatorio l'APE. La nuova metodologia di calcolo delle prestazioni, prevista dal D.L. 63/13, entrerà in vigore con l'emanazione dei relativi provvedimenti attuativi. Tale disposto permette di porre fine alle procedure di infrazione avviate dalla CE nei confronti dell’Italia. Il D.L. 63/2013 è convertito in legge con modificazioni dalla L. 03/08/13 n. 90. D.P.R. 16/04/13, N.75 E D.P.R. 16/04/13, N. 74. Il 27 giugno 2013 vengono pubblicati sulla G.U. n. 149 il D.P.R. 16/04/13, n.75 – regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 19/08/05 e il D.P.R. 16/04/13, n. 74 regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.

32 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Direttiva 2012/27/UE (EED) prevede, al fine di promuovere lo sviluppo dell'efficienza energetica all'interno dell'Unione europea, un pacchetto articolato di misure: 1-l’elaborazione di un documento di strategia sul medio-lungo termine per la riqualificazione energetica del parco edilizio nazionale; 2- la riqualificazione annua di almeno il 3% della superficie degli immobili della pubblica amministrazione centrale dello Stato; 3-la riduzione dell’1,5% annuo del volume delle vendite di energia ad opera di soggetti obbligati identificati tra i distributori o le società di vendita dell’energia; 4-l’introduzione di campagne obbligatorie di diagnosi energetiche nel settore industriale; 5- misure per stimolare la riduzione dei consumi nelle fasi di trasmissione e distribuzione di energia; 6- l’attenzione all’informazione e alla consapevolezza del cittadino/consumatore sulla propria domanda di energia e precisi obblighi in tal senso in capo alle aziende fornitrici di energia

33 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana La Direttiva 27 impone un risparmio energetico pari al 20% dei consumi di energia primaria rispetto alle proiezioni del Tale riduzione di consumi di energia significa che l’italia dovrà ottenere un risparmio energetico di 20 Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia primarie e 15.5 Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in energia finale. 20% RISPARMIO nei CONSUMI 15.5 MTEP ENERGIA FINALE 20 MTEP ENERGIA PRIMARIA

34 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Efficienza Energetica degli Edifici Aspettando che gli Edifici ad Energia Zero diventino realtà, anche fortemente incentivata dalla direttiva europea 2010/31/UE, dobbiamo trovare formule sempre più energeticamente efficienti per costruire, ristrutturare, gestire i nostri edifici, siano esse le nostre scuole, palestre, ospedali, uffici o qualsiasi altro luogo dove viviamo e lavoriamo. Per realizzare o riqualificare un edificio non basta prevedere tecnologie di ultima generazione ad alta efficienza o prodotti ad elevato risparmio energetico, ma serve dotarlo di un sistema intelligente in grado di gestirli e effettuare sinergie efficaci tra i sistemi di Riscaldamento, Condizionamento, Ventilazione e Illuminazione. La Direttiva 27 riconosce nella pubblica amministrazione il settore trainante atta a stimolare la trasformazione verso edifici sempre più efficienti e con la capacità di indurre cambiamenti di comportamento del cittadino e delle imprese relativamente al consumo di energia, al risparmio energetico e alla efficienza energetica.

35 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Con il Decreto Legislativo n° 102 del 4 Luglio 2014 (G.U. Serie Generale n° 165 del 18/07/2014) l’Italia ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica: I punti focali del D. Lgs. 102/2014 sono: -Promozione dell’Efficienza Energetica: nel pubblico, nell’industria, nel privato e nei trasporti; -Aggiornamento periodico degli obiettivi nazionali di efficienza energetica; -Regime obbligatorio di efficienza energetica; -Obbligo delle Diagnosi Energetica e promozione nell’adozione di sistemi di gestione dell’energia ISO 50001; -Formazione e informazione in tema di efficienza energetica.

36 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Proprio per garantire l’attuazione del piano di efficienza energetica, il D.Lgs. 102/2014 definisce modalità e tempistiche per la verifica periodica degli obiettivi e per le eventuali azioni correttive necessarie per il loro raggiungimento: l’ENEA ha l’obbligo di effettuare la verifica della corretta esecuzione della diagnosi energetica per le aziende soggette su una selezione annuale dei report del 3% e sul 100% delle diagnosi effettuate da auditor interni all’impresa. Ad oggi l’obbligo di effettuare la Diagnosi Energetica ex art. 8 del D.Lgs. 102/2014 è in capo alle grandi imprese e alle imprese a forte consumo di energia: tale obbligo deve essere assolto entro il 5 dicembre Nel decreto sono individuate le seguenti figure: Esperti in gestione dell’energia (Ege) – accreditati ex Uni 11339:2009 Società di servizi energetici (Esco) – accreditate ex Uni 11352:2014 Auditor energetici

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38 Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana A quando le nuova linee Guida Nazionali per l’attestazione di prestazione energetica degli edifici ? Con il nuovo decreto (dalla bozza del 27 Maggio 15), inizierà di fatto l’attuazione del DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, che ha recepito la Direttiva Edifici a Energia Quasi Zero (2010/31/UE) integrando il Dlgs 192/2005. Nello specifico, l’emanando decreto aggiornerà il Dpr 59/2009 che oggi definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, del Dlgs 192/2005. Oltre alle nuove metodologie di calcolo, il decreto rafforza gli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva. Inoltre, il decreto punta ad una applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni, per ovviare all’attuale frammentazione normativa dovuta all’ampia autonomia regionale nel recepire la precedente Direttiva 2002/91/UE.DL 63/2013Legge 90/ /31/UEDlgs 192/2005Dpr 59/2009

39 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Il provvedimento aggiornerà la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle norme tecniche UNI/TS e UNI/TS sulla climatizzazione estiva sull’uso delle rinnovabili, e della Raccomandazione 14 del CTI sul calcolo dell’energia primaria. Per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, il rispetto dei requisiti minimi andrà verificato confrontando l’edificio con un edificio di riferimento (identico per geometria, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso). Per gli edifici interessati da semplici riqualificazioni energetiche, relative all’involucro edilizio e agli impianti tecnici, sono indicati i requisiti minimi. I nuovi requisiti minimi entreranno in vigore il 1° luglio 2015 e saranno resi più severi dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1° gennaio 2021 per gli altri edifici, per realizzare gli ‘edifici a energia quasi zero’.UNI/TS e UNI/TS

40 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE) La principale novità è l’introduzione di un APE unico per tutto il territorio nazionale, con una metodologia di calcolo omogenea, al quale le Regioni dovranno adeguarsi entro due anni. Il nuovo APE dovrà contenere la prestazione energetica globale dell’edificio, sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile; la qualità energetica del fabbricato, ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento; le emissioni di anidride carbonica e l’energia esportata. L’indice di prestazione energetica globale, espresso in energia primaria non rinnovabile, determinerà la classe energetica dell’edificio. Le classi energetiche passano da sette a dieci, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore). È confermata la validità di 10 anni dell’APE. Nell’APE dovranno, inoltre, essere indicate le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, distinguendo le ristrutturazioni importanti dagli interventi di riqualificazione energetica, e le informazioni su incentivi di carattere finanziario per realizzarli.

41 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Il SIAPE Tutti i dati relativi agli attestati di prestazione energetica saranno raccolti in un sistema informativo nazionale, denominato SIAPE, che Regioni e province autonome avranno l’obbligo di utilizzare, e che comprenderà la gestione di un catasto unificato degli APE, degli impianti termici e dei relativi controlli. Il SIAPE sarà istituito dall’Enea entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, e sarà raccordato ai catasti regionali degli impianti termici. Successivamente si prevede di integrarlo anche con il catasto degli edifici. Bozza Linee Guida Nazionali del 27/05/2015 non ancora in vigore energetica-degli-edifici-il-nuovo-ape-debutta-il-1%C2%B0-luglio-2015_46129_27.html

42 Ing. Paolo Ricci Le Direttive Europee e la situazione normativa italiana Con la L.R. 17 del 20/04/2015 pubblicata sul BUR Marche n.37 del 30/04 “Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia” la Regione Marche all’art.11 prevede delle disposizioni in favore del miglioramento del rendimento energetico in edilizia sia per interventi di nuove costruzioni sia per interventi di ristrutturazione e riqualificazione su edifici esistenti. Le disposizioni riguardano agevolazioni e deroghe in termini di volumetrie, distanze e rapporti di copertura. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 13 maggio 2015 il Decreto interministeriale n. 66 del 14 aprile 2015, “Misure per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici”. La norma è inserita nel “decreto Competitivita”, che ha stanziato per questa misura 350 milioni di euro attraverso il fondo rotativo Kyoto. Prevede la concessione di prestiti a tasso agevolato, lo 0,25%, per fare lavori di efficientamento energetico nelle scuole pubbliche.

43 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi PRIMO PRINCIPIO del Risparmio Energetico La vera Energia Risparmiata è quella non Consumata Chi lo farebbe mai?!?!

44 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi

45 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi

46 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi Risparmio energetico!!!!!!?

47 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi Risparmio Energetico!!!!!!?

48 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi ATTENZIONE 1-Qual è l’utilizzo di un edificio pubblico? 2-Da chi è frequentato? 3-Per quante ore al giorno? 4-Quando è stato costruito? 5-Quali sono i consumi reali di elettricità e di gas-metano? 6-Quali sono del dispersioni dall’involucro? 7-Quale tipologia di impianto termico è presente?

49 Ing. Paolo Ricci L’Efficienza Energetica negli edifici pubblici, scolastici e sportivi Le dispersioni sono dovute a problemi di trasmittanza termica dell’involucro o a problemi di ventiliazione? Gli infissi sono performanti? Quali sono le dispersioni dell’impianto di distribuzione? Alcune domande da porsi (Auditor Energetico) INDISPENSABILE UNA DIAGNOSI ENERGETICA

50 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI

51 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI PERDITE per TRASMISSIONE Test Termografico

52 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI

53 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI PERDITE per VENTILAZIONE Test di Tenuta all’aria

54 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI

55 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI IMPORTANTISSIMA negli ambienti è la verifica IGROMETRICA È possibile tramite datalogger verificare costantemente il tasso di umidità degli ambienti per eliminare discomfort tramite impianti di ricambio di aria Impianto Ventilazione Meccanica Controllata

56 Ing. Paolo Ricci LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI Analisi Progetti Dati Edificio Rilievi strumentali Rilievo Consumi Reali Simulazione Energetica Ipotesi di Riqualificazione Valutazione Risultati Stima Costi/Benefici Progettazione Riqualificazione Energetica NO Dati Insufficienti SI

57 Ing. Paolo Ricci I PROTOCOLLI di CERTIFICAZIONE ENERGETICA

58 Ing. Paolo Ricci I PROTOCOLLI di CERTIFICAZIONE ENERGETICA PROTOCOLLO ITACA PER LA VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILITA' ENERGETICA ED AMBIENTALE DEGLI EDIFICI La Regione Marche ha una specifica normativa sull’edilizia sostenibile (Legge Regionale 14/2008) e ha adottato il sistema di certificazione denominato ITACA Marche. La certificazione (di tipo volontario) è completa, nel senso che i criteri con cui vengono valutati gli edifici prendono in considerazione molteplici aspetti, non limitandosi ai soli consumi energetici che hanno comunque un peso rilevante nella valutazione complessiva.Legge Regionale 14/2008

59 Ing. Paolo Ricci I PROTOCOLLI di CERTIFICAZIONE ENERGETICA

60 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili

61 Ing. Paolo Ricci Legge regionale 17/06/2008, n.14 “Norme per l’edilizia sostenibile”. Deliberazione della Giunta regionale 11/05/2009, n.760 “Adempimenti della L.R. n.14/2008 “norme per l’edilizia sostenibile”. Deliberazione della Giunta regionale 28/09/2009, n.1502 L.R. n.14/2008 art.11 – Istituzione dello sportello informativo sull’edilizia sostenibile. Deliberazione Giunta regionale 19/12/2011, n.1689, L.r. n. 14/2008 "Norme per l'edilizia sostenibile": sistema e procedure per la certificazione energetica e ambientale degli edifici, criteri e procedure per formazione e accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione e criteri e modalità per erogazione contributi e per adozione incentivi di cui rispettivamente agli artt. 9 e 10. Integrazioni e modifiche delle D.G.R. n.760/2009, n.1141/2009, n.1499/2009, n.359/2010, n.361/2010 e n.1494/2010”; Decreto 169/TAE del 21/12/2011 “Elenco dei certificatori della sostenibilità energetico - ambientale degli edifici - Protocollo ITACA Marche” Adozione Protocollo certificazione Ambientale Regione Marche Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili

62 Ing. Paolo Ricci Futuro prossimo: I requisiti minimi per la progettazione degli edifici e le nuove linee guida per la certificazione energetica a) metodologie di calcolo semplificate per gli edifici piccoli e modesta qualità energetica, per ridurre i costi a carico dei cittadini; Alcune Novità: b) APE che comprenda tutti i dati relativi all'efficienza energetica dell'edificio che consentano ai cittadini di valutare e confrontare edifici diversi. c)definizione di uno schema di annuncio di vendita o locazione che renda uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici fornite ai cittadini; Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili d) definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, di utilizzo obbligatorio per le regioni e le province autonome, che comprenda la gestione di un catasto degli edifici, degli APE e dei relativi controlli pubblici.

63 Ing. Paolo Ricci Alcune Novità: Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili e) Informazioni più complete ed esaustive in funzione dei servizi considerati (compreso il raffrescamento, la ventilazione e per il non residenziale l’illuminazione) f) Informazioni “user friendly” nelle prime due pagine, dedicate al cittadino: 1. prestazione globale 2. qualità dell’involucro 3. qualità degli impianti 4. raccomandazioni g) Scala di classificazione basata sull’edificio di riferimento. 1. L’edificio di riferimento è un edificio identico a quello oggetto dell’APE ma dotato di elementi edilizi e impianti standard aventi le caratteristiche degli NZEB (requisiti 2021) 2. La classe energetica sarà stabilita sulla base dell’EPgl, nr

64 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili TARGA ENERGETICA

65 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Anno 2014 – Sostituzione Infissi Intero Edificio Sede Municio di Ripatransone Test tenuta all’aria dopo l’installazione degli infissi al fine di verificarne la buona posa in opera

66 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Anno 2014 – Sostituzione Infissi Intero Edificio Scolasticio Ripatransone Test tenuta all’aria dopo l’installazione degli infissi al fine di verificarne la buona posa in opera

67 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili NUOVA SCUOLA PRIMARIA DEL COMUNE DI MONTEVEGLIO (BO) Classe ORO Casaclima

68 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili

69 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili

70 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili

71 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Di lei sappiamo tutto ancor prima che esca sul mercato

72 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Di lei sappiamo poco/nulla eppure il suo costo è 10 volte maggiore

73 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Abbiamo le competenzeAbbiamo i materiali Abbiamo la Tecnologia TUTTI INSIEME FORMIAMO LA CULTURA del vivere in edifici a consumo zero

74 Ing. Paolo Ricci Linee di indirizzo per Efficienza Energetica ed Integrazione di Fonti Rinnovabili Il nostro obiettivo Risparmiare Energia ricordando che il 2020 sarà domani!!!!! Alcuni riferimenti Rapporto CTI – Comitato Termotecnico italiano Energia e Ambiente Bozza Nuove Linee Guida Nazionali APE degli Edifici

75 Ing. Paolo Ricci GRAZIE per l’attenzione……… PROGETTO EUROPEO ZEMEDS PROGRAMMA EUROPEO INTELLIGENT ENERGY EUROPE (IEE)


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