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La valutazione nel percorso didattico: ruoli e funzioni 11/05/2015 Relatore: DS Maria Grazia Carnazzola 11/05/2015M. G. Carnazzola1.

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1 La valutazione nel percorso didattico: ruoli e funzioni 11/05/2015 Relatore: DS Maria Grazia Carnazzola 11/05/2015M. G. Carnazzola1

2 OBIETTIVI DELL’INCONTRO Approfondire aspetti teorici e applicativi della valutazione, inserita nella progettazione educativa, per tutti gli alunni nell’ottica del successo formativo. Saranno presentati strumenti per la valutazione d conoscenze e competenze, evidenziati risorse e limiti. Si farà un accenno ai metodi e alle tecniche di osservazione (applicabili al contesto scolastico), che possono diventare nuove risorse didattiche per l’insegnante. 11/05/2015M. G. Carnazzola2

3 Struttura dell’incontro 1.1 Insegnare: che cosa? E perchè? La progettazione degli interventi educativi: finalità, obiettivi e struttura valutativa Per chi e a quale scopo valutare? 2. Soggetti e oggetti della valutazione Gli obiettivi di cambiamento e la loro valutazione: metodi e tecniche sperimentali e dell’osservazione I tempi e i modi della valutazione 11/05/2015M. G. Carnazzola3

4 3. Gli strumenti della valutazione: oggettività, fedeltà, validità, praticità Test, prove oggettive, questionari, interviste, colloqui 4. L’osservazione: validità, affidabilità, vantaggi e limiti Osservazione sistematica ed esperienziale 11/05/2015M. G. Carnazzola4

5 PRINCIPI GUIDA L’istruzione è un bene pubblico, oltre che privato, ed è risorsa irrinunciabile per lo sviluppo economico e civile del paese e della comunità internazionale. La scuola è responsabile del suo operato nei confronti del Paese, dei singoli, della Comunità internazionale. Nella società contemporanea (società dell’informazione e della conoscenza) il compito della scuola è di sviluppare attraverso le discipline, pensiero formale, strumento di interazione critica con la realtà. Il sapere disciplinare è strumento di interazione critica con la realtà se costruisce competenze spendibili (di cittadinanza e di autonomia di apprendimento). M. G. Carnazzola11/05/20155

6 La realtà cambia in fretta, la scuola è lenta; i problemi aumentano e la scuola non riesce a risolverli. DOMANDE CENTRALI Cosa vanno a fare i ragazzi a scuola? Attraverso quali percorsi e quali modi si può ottenere una formazione culturale di base significativa? Quindi con che tipo di mediazione professionale e di organizzazione strutturale? Quali gli standard condivisi e stabili di formazione culturale di base da garantire socialmente? Quali sono le condizioni (professionali, strutturali, finanziarie) perché i percorsi abbiano successo? M. G. Carnazzola11/05/20156

7 Apprendimento L’apprendimento è una modificazione (cognitiva, emotiva, operativa…) dell’individuo, dovuta all’esperienza e all’interazione attiva del soggetto con la realtà esterna. Concerne la vita, prima e oltre che la scuola E’ un processo che si differenzia da individuo a individuo dinamico, non lineare, interattivo che, nell’ambito di un contesto sociale, costruisce reti di significati condivisi complesso e composito: – Vi entrano in gioco, oltre ai fattori cognitivi, anche quei fattori sociali e relazionali, emotivi, affettivi e motivazionali che sono implicati nella formazione della personalità. Essi influenzano L’apprendimento e pertanto è necessario che i docenti li conoscano, sappiano rapportarvisi e che, nel progettare il curricolo, si confrontino anche su di essi. – Non è un “atto unico e indistinto” e non lo è anche volessimo limitarci a considerare il solo piano cognitivo, sul quale va comunque analizzato come un processo articolato in diversi sotto processi, tra loro interrelati. 11/05/2015M. G. Carnazzola7

8 APPRENDIMENTO 1.L'apprendimento è un processo continuo che coinvolge il soggetto durante tutto l'arco della sua vita (deutero-apprendimento ). 2.L'apprendimento è proficuo nella misura In cui coinvolge operativamente il soggetto, stimolandone le potenzialità e sviluppandone la personalità in ogni direzione. 3.L'apprendimento, sia operativo e significativo sia meccanico e predisposto, deve seguire dei criteri cardine derivanti dallo studio e dall'utilizzo strategico dei contenuti dell'apprendimento stesso, nonché dalla conoscenza puntuale dello stadio di tutte le evoluzioni, incessanti, che si determinano all'interno delle discipline stesse. 4.L'apprendimento, per essere funzionale, deve prevedere momenti continui di raccordi interdisciplinari. 5.Le discipline di studio non devono essere considerate rigidi e insostituibili paradigmi culturali, complessi predefiniti di nozioni, ma manifestazioni di capacità logiche e creative del pensiero umano, modi di pensiero, abitudini mentali, mezzi di riorganizzazione della conoscenza. Si tratta, in sintesi, di utilizzare le discipline come modelli di pensiero, mezzi di indagine della realtà, insieme di strutture logiche che, se adeguatamente valorizzate, possono consentire di connettere, ordinare e semplificare i dati nella realtà che ci circonda; sono occhiali, strumenti per vedere la realtà. 6.Tutte le situazioni di apprendimento vanno calibrate a misura degli alunni. Predisporre apprendimenti significa conoscere gli alunni destinatari degli stessi, i loro bisogni formativi, le caratteristiche del loro ambiente di vita, lo stadio di sviluppo psicologico ed ogni altro elemento significativo ai fini della loro maturazione. 11/05/2015M. G. Carnazzola8

9 PERSONALIZZARE L'APPRENDIMENTO I risultati delle e neuroscienze hanno condotto a concentrare sempre più l'attenzione sulla notevole variabilità dei singoli sistemi nervosi, che così Edelman descrive: "Individui diversi hanno influenze genetiche diverse, sequenze epigenetiche diverse, risposte corporee diverse e storie diverse in ambienti mutevoli. Il risultato è un'enorme variazione al livello della chimica neuronale, della struttura della rete, della forza delle sinapsi, delle proprietà temporali, delle memorie e degli schemi motivazionali governati dai sistemi di valore. Da ultimo, il flusso di coscienza di una persona differisce in maniera evidente per il contenuto e lo stile da quello di ogni altra persona". 11/05/2015M. G. Carnazzola9

10 Adattamenti nelle attività di insegnamento-apprendimento M. G. Carnazzola del Curricolo-Obiettivi delle strategie di insegnamento dei contesti in cui avviene l’apprendimento modifiche nelle risposte (output) dell’ alunno aggiuntivi con chi aggiunta di input aiuti dovequando semplificatialternativi Adattamento 11/05/201510

11 APPRENDIMENTO SCOLASTICO (BOSCOLO) b) Insieme dei processi attraverso i quali l'allievo, interagendo in un contesto di istruzione, raggiunge un livello di competenza In determinati campi di conoscenza o in abilità intellettuali. COME SI IMPARA M. G. Carnazzola APPRENDIMENTO STRATIFICATO DAL SEMPLICE AL COMPLESSO (comportamentismo – es. Gagné) APPRENDIMENTO DINAMICO PER SUCCESSIVE RISTRUTTURAZIONI (tutte le situazioni di apprendimento sono complesse - Cognitivismo Imparare è un’attività connaturata all’esistenza. La concettualizzazione è una funzione essenziale per lo sviluppo propria di tutte le età 11/05/201511

12 a) M. G. Carnazzola PRODUCE CONCETTI SPONTANEI (Vigotsky) PREDOMINANO LA RIFLESSIONE E I SISTEMI SIMBOLICI (bottom-up, top-down), INTENZIONALE SISTEMATICO PRODUCE CONCETTI SCIENTIFICI APPRENDIMENTO INFORMALE PREDOMINA L’ESPERIE NZA APPRENDIMENTO FORMALE/SCOLASTICO 11/05/201512

13 GLI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO Il costruttivismo è il nuovo quadro di riferimento che pone il soggetto che apprende al centro del processo formativo. Gli ambienti di apprendimento costruttivistici L'importante è riuscire a realizzare un ambiente d'apprendimento che stimoli la partecipazione e il coinvolgimento dei destinatari dei processi formativi e che favorisca la collaborazione reciproca e lo scambio interattivo tra di essi. Come osserva in proposito Jonassen, che getta un ponte interessante e significativo tra l'apprendistato cognitivo e la sua teoria dei Constructivist Learning Environments, progettare e creare un ambiente di apprendimento che risponda alle caratteristiche suddette, e che possa per questo essere legittimamente definito "costruttivistico", è molto più difficile che progettare una serie di interventi didattici tradizionalmente intesi. "Questo perché non esistono modelli predefiniti per ambienti d'apprendimento costruttivistici, e per molti non potranno neanche mai esistere, in quanto i processi di costruzione della conoscenza sono sempre inseriti in contesti specifici. 11/05/2015M. G. Carnazzola13

14 JONASSEN: L' ambiente d'apprendimento costruttivistico Un ambiente costruttivistico deve : dare enfasi alla costruzione della conoscenza e non alla sua riproduzione; evitare eccessive semplificazioni nel rappresentare la complessità delle situazioni reali; & presentare compiti autentici (contestualizzare piuttosto che astrarre); offrire ambienti d'apprendimento derivati dal mondo reale, basati su casi, piuttosto che sequenze istruttive predeterminate; offrire rappresentazioni multiple della realtà; favorire la riflessione e il ragionamento; permettere costruzioni di conoscenze dipendenti dal contesto e dal contenuto; favorire la costruzione cooperativa della conoscenza, attraverso la collaborazione con altri. 11/05/2015M. G. Carnazzola14

15 L'Apprendimento "significativo" In un ambiente costruttivistico l'apprendimento deve essere: attivo collaborativo conversazionale riflessivo contestualizzato intenzionale costruttivo 11/05/2015M. G. Carnazzola15

16 I contesti di apprendimento la triangolazione continua tra apprendimento discipline/insegnamenti relazioni 11/05/2015M. G. Carnazzola16

17 11/05/2015M. G. Carnazzola Cambiamento di prospettiva 17

18 Adattamento degli obiettivi curriculari e dei materiali 1° livello Sostituzione 3° livello Semplificazione 2° livello Facilitazione 4° livello Scomposizione Traduzione dell’input in altro codice/linguaggio e/o uso di altre modalità di output Il passaggio dalla “semplificazione” alla “differenziazione” 5° livello Partecipazione  Ricontestualizzazione (obiettivo proposto da altre persone, in altri ambienti, con altre modalità, ecc.)  Adattamento di spazi/tempi  Arricchimento della situazione con vari tipi di aiuto (immagini, mappe, spiegazioni aggiuntive,ecc.) Semplificazione dell’obiettivo in una o più delle sue componenti (comprensione, elaborazione, output) Individuazione dei nuclei fondanti della disciplina più agevolmente traducibili in obiettivi accessibili Creazione di occasioni per far partecipare l’alunno a momenti significativi di utilizzo delle competenze M. G. Carnazzola Adattamento da D. Ianes 11/05/201518

19 11/05/2015M. G. Carnazzola MOTIVAZIONE CENTRATA 2 – sul compito 3 – sull’io 1.L’apprendimento è visto come mezzo per uno scopo, l’interesse di chi apprende è rivolto ad ottenere un premio o evitare un castigo 2.L’apprendimento è un’attività che ha un valore di per sé, l’interesse è incentrato su quello che si sta facendo 3.L’apprendimento consente all’allievo di dimostrare la propria abilità e competenza, l’interesse è incentrato sull’affermazione di sé 1 – sul rinforzo esplicito 19

20 11/05/2015M. G. Carnazzola20

21 11/05/2015M. G. Carnazzola21

22 I Compiti/funzioni della scuola Se la scuola serve per insegnare a vivere (anche) M. G. Carnazzola focusruolodomandamodalità identitàguidachiriconoscimento valorimentoreperchéispirare capacitàinsegnantecomestimolare indirizzare comportamentocoachche cosaaddestrare ambientefacilitatoredoveambientare 11/05/201522

23 RUOLO DELL'INSEGNANTE M. G. Carnazzola PIAGET afferma che il bambino costruisce le strutture mentali autonomamente VIGOTSKY afferma, invece, che l'apprendimento è un processo culturale che necessita della mediazione dell'adulto. L'insegnante: -filtra e organizza gli stimoli ambientali, -offre modelli comportamentali FEUERSTEINafferma che l'adulto è mediatore e facilitatore del sapere scientifico AUSUBELafferma che l'insegnante deve produrre apprendimento significativo, ancorando le informazioni che non hanno ancoraggio (organizzatori anticipati) Il rapporto fra apprendimento e diversità individuali richiama il concetto di STILE COGNITIVO: caratteristica globale permanente che si riflette nell'approccio al mondo, nel rapportarsi con gli altri e con le cose. Lo stile cognitivo di solito si identifica con lo stile d'apprendimento, ma non è legato solo all'apprendimento. 11/05/201523

24 Per promuovere la competenza esperta → l’apprendistato cognitivo l’apprendista osserva il maestro e lo imita (modelling) Il maestro assiste il principiante, facilita il lavoro, dirige l’attenzione sui diversi aspetti in successione, fornisce feedback (coaching) Il maestro fornisce il sostegno in termini di stimoli e risorse, struttura il lavoro, … (scaffolding) Il maestro diminuisce progressivamente l’azione di supporto e lascia via via maggiore autonomia e crescenti spazi di responsabilità 11/05/2015M. G. Carnazzola24

25 M. G. Carnazzola Riassumendo: 11/05/201525

26 - ruolo e funzione della valutazione nel processo di apprendimento/insegnamento - le strategie valutative e gli strumenti correlati La valutazione importante terreno di ricerca - ruolo e funzione della valutazione nel processo di apprendimento/insegnamento - le strategie valutative e gli strumenti correlati La valutazione importante terreno di ricerca M. G. Carnazzola11/05/201526

27 Valutazione e oggettività/soggettività efficacia dell’insegnamento; gli strumenti della valutazione; misurazione e valutazione; la valutazione possibile. Valutazione e oggettività/soggettività efficacia dell’insegnamento; gli strumenti della valutazione; misurazione e valutazione; la valutazione possibile. LA VALUTAZIONE A SCUOLA M. G. Carnazzola11/05/201527

28 Funzione della valutazione ecosistemica; predittiva/diagnostica – tipi di prove; formativa – tipi di prove; sommativa – tipi di prove; dalla documentazione al giudizio. Funzione della valutazione ecosistemica; predittiva/diagnostica – tipi di prove; formativa – tipi di prove; sommativa – tipi di prove; dalla documentazione al giudizio. LA VALUTAZIONE A SCUOLA M. G. Carnazzola11/05/201528

29 PROBLEMI APERTI: DAI PROGRAMMI AI RISULTATI Necessità di una definizione di standard nazionali di contenuto (sapere e saper fare) e di prestazione (sui quali parametri si deve attestare una preparazione sufficiente …… eccellente…..) questi rimandano alla necessità di adeguati e attendibili strumenti di verifica PROBLEMI APERTI: DAI PROGRAMMI AI RISULTATI Necessità di una definizione di standard nazionali di contenuto (sapere e saper fare) e di prestazione (sui quali parametri si deve attestare una preparazione sufficiente …… eccellente…..) questi rimandano alla necessità di adeguati e attendibili strumenti di verifica M. G. Carnazzola11/05/201529

30 L’itinerario della valutazione APPRENDIMENTO PRESTAZIONE MEDIAZIONE DELL’ALLIEVO MEDIAZIONE DELL’INSEGNANTE VALUTAZIONE Che cosa deve fare l’allievo? Come deve tradurre verso l’esterno il suo apprendimento? Da ciò dipende la validità della prova. Come rileva l’insegnante quanto emerge dalla prestazione dell’allievo? Dispone di un criterio predefinito? E’ in grado di effettuare misurazioni? Dalle risposte a questi quesiti dipende l’attendibilità della prova. CARATTERISTICHE DELLA PROVA 11/05/2015M. G. Carnazzola30

31 Aspetti della valutazione nel processo di insegnamento-apprendimento VALUTAZIONE INIZIALE VALUTAZIONE INTERMEDIA VALUTAZIONE FINALE VALUTAZIONE PREDITTIVA ESAMI GIUDIZI DI ORIENTAMENTO VALUTAZIONE PROGNOSTICA VALUTAZIONE DEI PREREQUISITI VALUTAZIONE FORMATIVA VALUTAZIONE SOMMATIVA VALUTAZIONE DIAGNOSTICA PERSONALIZZAZIONE/INDIVIDUALIZZAZIONE ATTIVITA’ COMPENSATIVE 11/05/2015M. G. Carnazzola31

32 11/05/2015M. G. Carnazzola VALUTAZIONE FORMATIVA Ha lo scopo di fornire una informazione continua e analitica circa il modo in cui ciascun allievo procede nell’itinerario di apprendimento. La valutazione formativa si colloca all’interno delle attività didattiche e concorre a determinare lo sviluppo successivo. PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Costituisce un giudizio preventivo circa l’idoneità di procedere e risorse umane e materiali a consentire il raggiungimento dei traguardi della formazione. Tale giudizio è tanto meglio fondato quanto maggiori sono i dati a disposizione. VALUTAZIONE SOMMATIVA Risponde all’esigenza di apprezzare la capacità degli allievi di utilizzare in modo aggregato le capacità e le conoscenze che hanno acquisito durante una parte significativa del loro itinerario di apprendimento. Ha carattere sommativo anche la valutazione che si esprime al termine dell’anno scolastico, o dei periodi nei quali esso è suddiviso. VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’ISTRUZIONE Rappresenta il compito di valutazione più complesso, perché il giudizio deve tener conto non solo del livello degli apprendimenti conseguiti dagli allievi, ma di quanto è stato realizzato anche sotto il profilo organizzativo all’interno della scuola. Occorre anche considerare se le risorse disponibili sono state utilizzate in modo opportuno. 32

33 CLASSIFICAZIONE DELLE PROVE DI VERIFICA 11/05/2015M. G. Carnazzola STIMOLO APERTO RISPOSTA APERTA STIMOLO APERTO RISPOSTA CHIUSA STIMOLO CHIUSO RISPOSTA APERTA STIMOLO CHIUSO RISPOSTA CHIUSA 33 - Prove di completamento

34 STIMOLO APERTO - RISPOSTA APERTA Esempi: - interrogazioni su argomenti di una certa ampiezza - temi - relazioni su esperienze - tenuta di verbali - redazione di articoli e lettere Lo stimolo consiste nel fornire l’indicazione di una certa area di problemi entro cui orientarsi. La risposta richiede che si utilizzi la capacità di argomentare, di raccogliere le conoscenze possedute anche in aree limitrofe. 11/05/2015M. G. Carnazzola34

35 STIMOLO CHIUSO - RISPOSTA APERTA Esempi: - composizioni e saggi brevi - attività di ricerca - esperienze di laboratorio Lo stimolo si presenta accuratamente predisposto in funzione del tipo di prestazione che intende sollecitare. La risposta può tuttavia essere fornita in modo adeguato solo se l’allievo, facendo ricorso alle sue abilità e conoscenze, riesce a organizzare una propria linea di comportamento che lo conduca a fornire la prestazione richiesta. 11/05/2015M. G. Carnazzola35

36 STIMOLO APERTO - RISPOSTA CHIUSA Esempio: - spesso nelle interrogazioni il docente sollecita l’allievo ad esprimere consenso a ciò che afferma. E’ come dire che chi interroga, si risponde e cerca solo una conferma sul piano affettivo da parte dell’allievo. Si tratta perciò di pseudo-prove. Lo stimolo è generalmente ampio, ma improprio, perché non è indirizzato all’allievo. Anche la risposta è impropria, perché non riguarda la manifestazione di abilità e conoscenze. 11/05/2015M. G. Carnazzola36

37 STIMOLO CHIUSO - RISPOSTA CHIUSA Esempio: - esercizi di grammatica, sintassi ecc. - esecuzione di calcoli - risoluzione di problemi a percorso obbligato. Quando questo tipo di prove presenta una particolare organizzazione, capace di sollecitare oltre alla capacità riproduttiva, anche quella di riconoscere, confrontare ecc., abbiamo una prova strutturata o prova oggettiva o test di profitto. Lo stimolo contiene completamente definito il modello della risposta. La risposta corrisponde ad una prestazione già organizzata. 11/05/2015M. G. Carnazzola37

38 Scelte multiple Un item a scelta multipla è composto da una premessa nella quale viene introdotta la questione su cui verte la prova, e da alcune risposte (più di due), tra le quali l’allievo deve selezionare quella, o quelle, che ritiene corrette. Le alternative di risposta errate si dicono distrattori: essi non devono essere palesemente infondati, ma apparire verosimili. Nel complesso le alternative di risposta devono essere quattro o cinque. Occorre prestare attenzione a che il periodo risultante dalla premessa più una alternativa di risposta sia sintatticamente corretto. I periodi che si formano nel complesso debbono essere sostanzialmente equivalenti quanto ad estensione e a struttura sintattica. E’ bene, per non dar luogo ad ambiguità logiche, evitare che alcune formulazioni siano in positivo ed altre in negativo. E’ comunque opportuno evitare formulazioni negative nella premessa. 11/05/2015M. G. Carnazzola38

39 Ambiente del compito M. G. Carnazzola Ambiente sociale destinatario Collaboratori Ambiente fisico Testo già prodotto Medium di scrittura individuo obiettivi predisposizioni Convinzioni e atteggiamenti Stime costi/benefici motivazione Processi cognitivi interpretazione riflessione Produzione del testo Memoria di lavoro Memoria fonologica Taccuino Visuo-spaziale Memoria semantica Memoria a lungo termine Schemi del compito Conoscenza dell’argoment o Conoscenza del destinatario Conoscenza linguistica Conoscenza del genere di testo Computer a mano Il «nuovo»modello dei processi di scrittura (Hayes, 1996) 11/05/201539

40 STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE – ESEMPIO SCHEDA PER LA CORREZIONE E VALUTAZIONE DEGLI ELABORATI SCRITTI (questa scheda va fotocopiata per ogni alunno; la compilazione avviene segnando con una crocetta l’alternativa SI/no o barrando gli appositi quadratini. La scheda esamina le diverse competenze sottese all’obiettivo saper scrivere.) A.competenza ideativa e testuale 1.Rispetto allo scopo, al destinatario e all’oggetto del testo: - sceglie adeguatamente: forma testuale sino registro sino sottocodice sino - idea centrale poco chiara - idea centrale poco significativa rispetto allo scopo - molti luoghi comuni - idea centrale chiara o significativa __________________________________________________________________________________________ 2. Rispetto alla struttura del testo: - le idee secondarie non sono collegate a quella centrale - le idee secondarie non sono significative - la struttura è poco equilibrata (troppo spazio alle informazioni meno importanti) - ci sono informazioni ripetute - mancano informazioni essenziali - le informazioni non sono raggruppate in modo adeguato - non è chiaro il rapporto fra una unità informativa e la successiva - organizza il testo in paragrafi costruiti intorno alle idee centrali si no __________________________________________________________________________________________ 11/05/2015M. G. Carnazzola40

41 B. Competenza sintattica 3.Struttura delle frasi e dei periodi: - frasi incomplete (es.: soggetto) - eccessivo uso della paratassi - periodi senza frase principale - uso scorretto della referenza pronominale - errori nei tempi e modi verbali - mancata concordanza (soggetto-verbo, aggettivo-nome) - frasi ambigue - punteggiatura mancante o usata in modo errato - nessun errore di rilievo __________________________________________________________________________________________ C.Competenza semantica 4.Lessico: - usa termini sbagliati - usa termini generici - usa termini di registro inadeguato - usa termini non appartenenti al sottocodice scelto - ripete più volte gli stessi termini senza variare - usa termini sufficientemente appropriati __________________________________________________________________________________________ C.Competenza tecnica 4.Padronanza grafica del codice: - scrive con grafia chiara e comprensibile si no - dà un’impaginazione adeguata al testo si no __________________________________________________________________________________________ 6.Errori ortografici: - plurali sbagliati - maiuscole (uso errato) - errori di grafia riguardanti doppio digrammi h altri - uso errato o omissione dell’accento - uso errato o omissione dell’apostrofo - errori negli «a capo» - pochi o nessun errore di rilievo - numero complessivo degli errori ortografici…… 11/05/2015M. G. Carnazzola41

42 cosa vuol dire insegnare cosa vuol dire imparare identificare la scuola, il suo modello pedagogico di riferimento significa definire in concreto la pratica d’aula cosa vuol dire insegnare cosa vuol dire imparare identificare la scuola, il suo modello pedagogico di riferimento significa definire in concreto la pratica d’aula M. G. Carnazzola11/05/201542

43 La didattica è di qualità se i docenti: Sanno insegnare Sanno intercettare bisogni / trovare risposte Sanno trasformare la realtà in scuola e la scuola in realtà Dispongono di contenuti e di metodi di qualità elevata Sanno costruire contesti di apprendimento e climi di lavoro motivanti e produttivi Ciò che insegnano oggi servirà ai ragazzi per ciò che dovranno fare domani M. G. Carnazzola11/05/201543

44 Un professionista che padroneggi : 1.Il lavoro d’aula (saperi disciplinari, mediazione metodologico- didattica, saperi psicopedagogici, organizzativi, metodologia e tecniche della valutazione per l’apprendimento) 2.Il lavoro in team (programmazione, lavoro inter- multidisciplinare, mediazione metodologico-didattica, saperi relazionali, comunicazione dei risultati agli allievi e alle famiglie) 3.l’organizzazione della scuola (comunicazione, relazioni, coordinamento) 4.la ricerca e lo sviluppo Un professionista che padroneggi : 1.Il lavoro d’aula (saperi disciplinari, mediazione metodologico- didattica, saperi psicopedagogici, organizzativi, metodologia e tecniche della valutazione per l’apprendimento) 2.Il lavoro in team (programmazione, lavoro inter- multidisciplinare, mediazione metodologico-didattica, saperi relazionali, comunicazione dei risultati agli allievi e alle famiglie) 3.l’organizzazione della scuola (comunicazione, relazioni, coordinamento) 4.la ricerca e lo sviluppo QUALE INSEGNANTE PER QUESTA SCUOLA? M. G. Carnazzola11/05/201544

45 - accuratezza nella preparazione delle lezioni; - selezione appropriata dei materiali; - definizione chiara di obiettivi agli studenti; - mantenimento della disciplina in classe; - costante verifica del lavoro degli studenti; - ripetizione della lezione in caso di difficoltà; - buon uso del tempo; - fiducia nelle capacità di apprendimento degli studenti; - convinzione della propria responsabilità nell’apprendimento degli studenti; - condivisione degli scopi dell’istruzione con i colleghi; - forte impegno nel successo degli studenti; - strette relazioni collegiali; - flessibilità, creatività, adattamento delle proprie capacità di insegnamento ai bisogni degli studenti; - uso di diverse strategie di insegnamento; - uso di diversi stili di interazione, - chiarezza espositiva e argomentativa; - comportamento orientato all’impegno; - uso dei suggerimenti e delle idee degli studenti. - accuratezza nella preparazione delle lezioni; - selezione appropriata dei materiali; - definizione chiara di obiettivi agli studenti; - mantenimento della disciplina in classe; - costante verifica del lavoro degli studenti; - ripetizione della lezione in caso di difficoltà; - buon uso del tempo; - fiducia nelle capacità di apprendimento degli studenti; - convinzione della propria responsabilità nell’apprendimento degli studenti; - condivisione degli scopi dell’istruzione con i colleghi; - forte impegno nel successo degli studenti; - strette relazioni collegiali; - flessibilità, creatività, adattamento delle proprie capacità di insegnamento ai bisogni degli studenti; - uso di diverse strategie di insegnamento; - uso di diversi stili di interazione, - chiarezza espositiva e argomentativa; - comportamento orientato all’impegno; - uso dei suggerimenti e delle idee degli studenti. GLI INSEGNANTI EFFICACI : UNA CECK-LIST DELL’OCSE M. G. Carnazzola 11/05/201545

46 11/05/2015M. G. Carnazzola Elementi positivi e negativi del comportamento 46

47 Quali «condizioni ambientali» La lezione M. G. Carnazzola11/05/201547

48 MomentiCosa fa il docenteCosa fa l’allievo/gruppo di apprendimento Ottenere l’attenzione Comunicare gli obiettivi Richiamare le conoscenze precedenti Presentare il materiale- stimolo Essere di guida all’apprendimento Sollecitare la prestazione Essere di guida all’apprendimento Facilitare la memorizzazione Verificare le prestazioni Fornire un feedback Facilitare il transfer Chiudere la lezione M. G. Carnazzola Prototipo/Format di strutturazione di una lezione nell’ottica della personalizzazione 11/05/201548

49 11/05/2015M. G. Carnazzola Attività5’10’15’20’25’30’35’40’45’50’55’60’ Spiegazione Verifica immediata del livello di comprensione della spiegazione Chiarificazione ed esemplificazione Verifica dell’apprendimento a)interrogazioni b)prove scritte c)correzione compiti scritti d)esercitazioni pratiche collettive (lingue, tecnica, ecc.) Assegnazione dei compiti Attività ricreative Altre attività 49

50 “… per rifiuto della società duale e dell’insuccesso scolastico che la prepara, per il desiderio di insegnare e di fare apprendere malgrado tutto, o ancora, per paura di “morire in piedi”, con un pezzo di gesso in mano, davanti alla lavagna”…. Huberman (1989) “… per rifiuto della società duale e dell’insuccesso scolastico che la prepara, per il desiderio di insegnare e di fare apprendere malgrado tutto, o ancora, per paura di “morire in piedi”, con un pezzo di gesso in mano, davanti alla lavagna”…. Huberman (1989) M. G. Carnazzola 11/05/201550

51 Una griglia sulla scrittura Segna con una crocetta la casella corrispondente al grado di importanza che attribuisci agli aspetti della scrittura di un testo qui sotto elencati. Per comporre un buon testo è necessario: 1)Avere molto tempo a disposizione. 2)Avere chiaro lo scopo del testo da svolgere. 3)Conoscere molte parole. 4)Avere molte idee sull’argomento. 5)Conoscere le regole della grammatica. 6)Tenere in considerazione chi dovrà leggere il testo. 7)Costruire un piano di lavoro prima di iniziare a scrivere. 8)Scrivere un testo lungo. 9)Organizzare le idee e collegarle tra loro. 10)Costruire una buona introduzione. 11)Curare la punteggiatura. 12)Avere idee originali e personali sull’argomento. 13)Scegliere le idee in base alle richieste del titolo. 14)Usare frasi di collegamento. 15)Saper costruire bene frasi e periodi. 16)Dare un ordine alle idee. 17)Scrivere con bella calligrafia. 18)Controllare mentre si scrive la chiarezza del testo che si sta producendo. 19)Scrivere senza errori. 20)Seguire con precisione il piano di lavoro stabilito all’inizio della composizione. 21)Rileggere il testo controllando con le richieste del titolo. 22)Riscrivere le parti poco chiare. M. G. Carnazzola 51

52 Una griglia sul tipo di scrittore Rifletti sulle operazioni che fai abitualmente quando devi comporre un testo e segna con una crocetta la casella corrispondente alla frequenza con le cui compi. Quando scrivo un testo faccio le seguenti operazioni: 1)Leggo il titolo e scrivo subito quello che mi viene in mente. 2)Mi preparo un piano di lavoro. 3)Mi preoccupo di avere tante idee. 4)Prima di scrivere un pensiero lo modifico più volte. 5)Penso a chi leggerà il testo. 6)Cerco di chiarirmi lo scopo della scrittura. 7)Scrivo velocemente tutte le idee che mi vengono in mente. 8)Mentre scrivo mi preoccupo molto degli errori. 9)Compongo il testo subito in bella copia. 10)Studio il collegamento fra le parti del testo. 11)Prima di procedere nella scrittura rileggo il testo prodotto per collegare le idee. 12)Prima di scrivere il testo definitivo lavoro in brutta copia. 13)Mentre scrivo controllo la chiarezza del testo. 14)A testo ultimato rileggo e correggo gli errori. 15)Scelgo tra tutte le idee quelle più adatte a illustrare il titolo. 16)Mi preoccupo della lunghezza del testo. 17)Quando ho concluso il testo rileggo e controllo se ho sviluppato il piano previsto. 18)Uso qualche strumento come aiuto: ad esempio, il vocabolario, qualche espressione trovata in brani letti, ecc. 19) Quando correggo una parte del testo controllo se la correzione va bene anche con le altre parti. 20) Mi preoccupo del tempo che ho a disposizione. M. G. Carnazzola 52

53 Buon lavoro! 11/05/2015M. G. Carnazzola53


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