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Dai miti alla bibbia percorso didattico CLASSE II L I.I.S. “PIERO MARTINETTI” CALUSO ANNO SCOLASTICO 2010/2011 maria giovanna negrone casciano IdR.

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1 Dai miti alla bibbia percorso didattico CLASSE II L I.I.S. “PIERO MARTINETTI” CALUSO ANNO SCOLASTICO 2010/2011 maria giovanna negrone casciano IdR

2 COSMOGONIE E COSMOGenesi Le cosmogonie sono i miti antichi che descrivono le origini del mondo. Quasi sempre è all’ opera un dio che fa. Demiurgo: L’ azione di questa divinità, il suo fare, è espresso dal verbo greco ποιέ ω (= poieo) che significa fare, costruire. Due concetti sono importanti, parlando di mondo: κ οσμός (= cosmo) e καός (= caos). Κ οσμός vuol dire armonia, ordine; καός è invece il disordine, la disarmonia. Nelle cosmogonie, specialmente nel mito greco, la rappresentazione del mondo è circolare: non c’ è via d’ uscita, la storia si ripete come l’ eterno ritorno. Il mito di riferimento è quello del dio κρόνος (= Kronos) che mangia i suoi figli. La cosmogenesi è l’ origine del cosmo, o meglio la spiegazione di questa origine. E’ di derivazione ebraico-cristiana, si caratterizza per la visione del

3 Cosmogonie e cosmogenesi cosmo, cioè di una realtà ordinata ed armoniosa, verso una meta ultima, un fine. Qui, cioè in questa visione, non c’ è un dio all’ opera, una divinità che fa, bensì il Dio d’ Israele che chiama all’ esistenza dal nulla. Chiamare all’ esistenza dal nulla significa creare, ma senza interferire con gli elementi tipici e caratteristici dell’ evoluzione. In ebraico, il verbo creare è barà. Ci troviamo in presenza di una storia orientata verso un fine, verso una meta ultima: questa prospettiva è espressa gemetricamente da una semiretta. Nel linguaggio biblico l’ azione creatrice di Dio è descritta attraverso il verbo dire (cfr. Gen, 1-3).

4 Suddivisione dei simboli biblici Premesso che l’ esperienza simbolica appartiene all’ uomo, consentendogli di confrontarsi con la propria interiorità, i simboli biblici si caratterizzano per la perfetta corrispondenza tra esperienza umana ed esperienza religiosa. Sappiamo che l’ aggettivo religioso significa: “aperto al trascendente”. E’ proprio per questo che il simbolo consente e favorisce la relazione tra il significato concreto di un elemento naturale ed il significato ulteriore che a tale elemento è possibile associare. Abbiamo fatto l’ esempio dell’ acqua, quale significato essa può assumere per un chimico, per un bambino, per una casalinga, per un sacerdote, comprendendo così che il simbolo ha un significato molteplice e convenzionale, cioè si apre a più interpretazioni ed è comunemente parte del linguaggio. Per tornare ai simboli biblici, è interessante osservare le categorie in cui è possibile suddividerli; parliamo infatti di:

5 Suddivisione dei simboli biblici Simboli miticiSimboli relazionali Simboli figurativi Simboli analogici Provengono dalla necessità di esprimere ambiti di per sé inaccessibili all’ esperienza umana. I miti d’ ambiente fanno da sfondo all’ esperienza umana dell’ incontro con Dio. Es. Dio che abita sul monte, le forze del male presenti nell’ abisso. Altro esempio è rappresentato dai miti delle origini legate al tempo: Dio viene presentato come architetto, vasaio. L’ elemento innovativo che la Bibbia contiene è il riconoscimento che Dio agisce nella storia e la orienta verso un fine. Fanno parte della comune esperienza umana delle relazioni, anche a livello naturale. Simboli come luce, vento, fuoco, vengono trasposti sul piano di Dio attraverso la metafora. Le relazioni umane si strutturano attraverso il vedere, l’ ascoltare, il cercare: in relazione a Dio noi parliamo di ricerca di Dio, ascolto di Dio, vedere Dio. L’ esperienza biblica si avvale di modelli rappresentativi come la profezia, oppure figure di spicco, come possono essere i patriarchi, per individuare le novità del piano di salvezza. La salvezza è fatta di eventi, cioè avvenimenti in cui emerge per i protagonisti la novità di Dio. Questa novità impedisce all’ uomo biblico di interpretare la storia come un insieme di vicende che si susseguono, e individua in esse invece l’ azione provvidenziale di Dio. E’ presente in essi una certa analogia tra Dio e l’ uomo. Es: l’ uomo creato a immagine di Dio (Gen 1,27).

6 LA nostrA festA Atmosfera, cibo, musica, persone, conoscenza, incontro,divertimento, festeggiato, luogo, partecipazione, “sto gelando” (!), compagnia, ringraziamento… INCONTRO CIBO MUSICA DIVERTIMENTO/SVAGO RINGRAZIAMENTO

7 La dimensione sociale della festa: il passaggio dal tempo feriale al tempo festivo Tempo feriale Studio Lavoro Occupazione Preoccupazione Tempo festivo Riposo Spensieratezza Relax Felicità La condizione di festa è una condizione di riposo

8 La festa nella prima alleanza Tipologia Feste di pellegrinaggio (Es 23,17;Dt 16,16-17) Pasqua, Pentecoste, Capanne Festa cultuale (Es 20,11;Dt 5,15) Sabato Elementi costitutivi Cadenza periodica Ripetizione dei riti Carattere comunitario Sacralità Divertimento/svago Lode, ringraziamento, adorazione dell’ unico Dio

9 Una storia di alleanza e di infedelta’ GEN 1,1-31 CREARE: Dal nulla il creato, LA VITA Dio è oltre le leggi dell’ universo “DIO DISSE”: la frase si ripete per 10 volte, come le 10 PAROLE Le cose create sono buone L’ uomo è una realtà molto buona, superiore a tutte le cose e più vicino a Dio L’ UOMO E’ IL VERTICE DEL CREATO

10 UNA STORIA DI ALLEANZA E DI INFEDELTA’ GEN 2,1-4 7° Giorno: RIPOSO DI DIO Termine della creazione Dal tempo feriale al tempo festivo L’ UOMO PUO’ ESSERE FELICE E SPENSIERATO SOLTANTO IN DIO

11 UNA STORIA DI ALLEANZA E DI INFEDELTA’ GEN 3,1-20 Il serpente: Forza (SEDUZIONE) o potenza degli idoli (= FALSA IMMAGINE DI DIO) GEN 3, 1-5 Si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio

12 UNA STORIA DI ALLEANZA E DI INFEDELTA’ L’ arcobaleno GEN 9,1-17 Arco = da strumento di guerra in strumento di pace Diluvio = presente nella tradizione orientale attraverso il mito babilonese di Ghilgamesh Dio = rappresentato come uomo e con sentimenti umani in GEN 6, 5-7: “vide, fu dispiaciuto, se ne addolorò, disse…” Noè: trovò grazia agli occhi del Signore (GEN 6,8) ARMONIA COSMICA, ALLEANZA TRA DIO E TUTTO IL CREATO

13 LA RIVELAZIONE ABRAMO GEN 12,1-7 Abramo intuisce Dio: 1850 a.C. circa Da tante divinità, da tanti dèi, a un solo Dio POLITEISMO MONOTEISMO Abramo ha una famiglia, appartiene a una tribù; si relaziona a Dio gradualmente; lo assimila, cioè impara a conoscerlo, gli dà fiducia, quindi fa esperienza di Lui; spera in Lui. Abramo è il modello di ogni credente.

14 LA RIVELAZIONE IL VITELLO D’ ORO ES 32, 1-35 Il popolo vuole un dio per sé, a propria disposizione, cioè che faccia ciò che gli chiede. Dio ha inizialmente un atteggiamento irato, poi di misericordia. Mosé ristabilisce la purezza del culto, attraverso la tribù di Levi. L’ uomo spesso è inconsapevole di adorare non Dio ma idoli, cioè false immagini di Dio.

15 LA RIVELAZIONE I PROFETI: DAL CUORE DI PIETRA AL CUORE DI CARNE GER 31,31-34 “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore” (Ger 31, 33). Perché noi rifiutiamo questa Legge (= Parola d vita)? Perché abbiamo degli idoli. Un esempio di ritorno a Dio, della Sua riscoperta, attraverso i verbi che la esprimono: “Finalmente ho ritrovato il bandolo della matassa della mia vita. E se sei contento di una cosa la dici a tutti (…). Il primo a essere rimasto sorpreso sono io: (…) per anni ho vissuto come se Dio non esistesse, ma appena sono ricorso a lui non si è fatto attendere e in alcune circostanze mi ha dato prova tangibile che c’è e ci ama” (Luca Di Tolve, in: OGGI (settimanale), n. 10, 9 marzo 2011, p. 42 e p. 44).


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