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NOVITÀ APPLICATIVE IN TEMA DI ANTICORRUZIONE (DETERMINAZIONE ANAC N. 8 DEL 18 GIUGNO 2015; LEGGE N. 69 DEL 27 MAGGIO2015) Centro Studi Marangoni Milano,

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1 NOVITÀ APPLICATIVE IN TEMA DI ANTICORRUZIONE (DETERMINAZIONE ANAC N. 8 DEL 18 GIUGNO 2015; LEGGE N. 69 DEL 27 MAGGIO2015) Centro Studi Marangoni Milano, 30 giugno 2015 Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

2 Nuova legge “anti-corruzione” (L. 27 maggio 2015, n. 69) Disegno di legge in stand-by per circa due anni Riforma non organica: correttivi e integrazioni ad assetto invariato Problema centrale: durata dei processi e prescrizione Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

3 L. n. 69/2015: aumento delle pene (segue) Peculato: reclusione da 4 a 10 anni e 6 mesi (oggi da 4 anni a 10 anni); concussione: reclusione da 6 a 12 anni (oggi da 4 a 12 anni); corruzione per l'esercizio della funzione: reclusione da 1 a 6 anni (oggi da 1 a 5 anni); corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio: reclusione da 6 a 10 anni (oggi da 4 a 8 anni); corruzione in atti giudiziari: reclusione da 6 a 12 anni (oggi da 4 a 10 anni); induzione indebita a dare o promettere utilità: reclusione da 6 a 10 anni e 6 mesi (oggi da 3 a 8 anni) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

4 L. n. 69/2015: nuova circostanza attenuante(segue) collaborazione processuale (art. 323-bis c.p.): diminuzione pena da un terzo a due terzi per il responsabile di specifici delitti contro la p.a. che si sia adoperato per: 1)evitare conseguenze ulteriori; 2)per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri responsabili; 3)per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

5 L. n. 69/2015: concussione e incaricato di pubblico servizio (segue) Concussione (art. 317 c.p.): torna a comprendere anche l'incaricato di un pubblico servizio, come nella formulazione precedente alla l. n. 190/2012 (c.d. "legge Severino”); Legge Severino: incaricato di pubblico servizio rispondeva di estorsione aggravata Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

6 L. n. 69/2015: sospensione condizionale della pena e patteggiamento (segue) Sospensione condizionale della pena per i delitti di cui agli artt. 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320 e 322-bis c.p. previo pagamento somma equivalente al profitto del reato ovvero all'ammontare di quanto indebitamente percepito, a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell'amministrazione lesa, fermo restando il diritto all'ulteriore eventuale risarcimento del danno; Patteggiamento solo a fronte della restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

7 Ruolo assegnato all’ANAC D.L. 90/2014: accorpamento funzioni CIVIT e AVCP; attribuzione poteri e funzioni ulteriori, specialmente ai fini della verifica sul rispetto della normativa in tema di anti-corruzione e inconferibilità degli incarichi; estesa attività interpretativa sull’applicazione della normativa: estensione portata applicativa della disciplina anti-corruzione per via ermeneutica Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

8 Ruolo assegnato all’ANAC: criteri legge delega di attuazione delle nuove direttive appalti e concessioni (segue) ANAC come “perno” del sistema, con funzioni para-giurisdizionali: efficacia vincolante dei pareri pre-contenzioso; tenuta albi nazionali commissari di gara, da cui le p.a. dovranno attingere di volta in volta; controllo sull'applicazione delle norme in materia di appalti pubblici, con particolare riguardo alla fase di esecuzione della prestazione, per evitare la corruzione e i conflitti d'interesse ed a favorire la trasparenza; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

9 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (L. 190/2012) Figura cardine: Responsabile Prevenzione Corruzione per le amministrazioni statali, di norma, tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio; per gli enti locali, nel segretario, salva diversa e motivata determinazione; per gli enti pubblici economici e per gli enti di diritto privato in controllo pubblico, il responsabile può essere individuato anche nell’organismo di vigilanza previsto dall’art. 6 del D.Lgs. 231/2001 Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

10 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione L'organo di indirizzo politico, su proposta del responsabile, adotta il piano triennale di prevenzione della corruzione; Rispetto linee-guida Piano Nazionale Anti-corruzione; Elaborazione del piano: NO soggetti estranei all'amministrazione; Mancata predisposizione ed attuazione del piano = elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

11 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Contenuto del Piano Triennale anti-corruzione individuazione c.d. “aree di rischio”, con particolare riferimento ai procedimenti di:  autorizzazione o concessione;  scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi ai sensi del Codice dei contratti;  concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi finanziari di qualsiasi genere;  concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

12 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Misure di prevenzione e riduzione del rischio Individuazione di un responsabile per l’attuazione di misure specifiche (c.d. titolare del rischio); del raggiungimento degli obiettivi prefissati in tema di contrasto della corruzione occorre dare specificamente atto nell’ambito della Relazione delle performance Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

13 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Misure di prevenzione e riduzione del rischio a) formazione specifica del personale in tema di anti- corruzione, con particolare riferimento ai soggetti operanti in aree ad elevato rischio; b) adozione di codici di comportamento e specifica indicazione dei meccanismi di denuncia delle violazioni del codice (protezione del c.d. whistle-blower ); c) adozione e indicazione di criteri di rotazione del personale; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

14 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Misure di prevenzione e riduzione del rischio d) verifica dell’insussistenza di cause di incompatibilità, inconferibilità e/o di conflitto di interessi prima dell’assegnazione di un incarico; e) disciplina specifica in materia di formazione di commissioni e di conferimento di incarichi di incarichi dirigenziali in caso di condanna penale per delitti contro la p.a.; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

15 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Misure di prevenzione e riduzione del rischio f) disciplina specifica in materia di attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro ( pantouflage – revolving doors ); g) pubblicazione nel sito web dell’amministrazione di una serie di informazioni riguardanti ciascuna procedura di affidamento di contratti pubblici; h) predisposizione di protocolli di legalità per gli affidamenti. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

16 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Violazione obblighi del Piano Illecito disciplinare (art. 1, co. 14, L. 190/2012); Possibili risvolti penali (es. art. 323 c.p.); Mancata risposta alle richieste di contatto e di informativa del responsabile della prevenzione = possibili sanzioni disciplinari. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

17 Disciplina anti-corruzione: tratti generali (segue) Obbligo di pre-informazione al dipendente adozione del P.T.P.C. e suoi aggiornamenti: adeguatamente pubblicizzati dall'amministrazione sul sito internet ed intranet + segnalazione via mail personale a ciascun dipendente e collaboratore; analogamente in occasione della prima assunzione in servizio. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

18 Rotazione degli incarichi le p.a. sono tenute a garantire la rotazione del personale dirigenziale e del personale con funzioni di responsabilità (ivi compresi i responsabili del procedimento ) operante nelle aree a più elevato rischio di corruzione (punto del PNA); l’introduzione della misura deve essere accompagnata da strumenti ed accorgimenti che assicurino continuità all’azione amministrativa. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

19 Rotazione degli incarichi (segue) Per assicurare la continuità amministrativa e l’ adeguata competenza dei dirigenti negli enti di ridotte dimensioni, il principio di rotazione non può condurre alla designazione di « dirigenti in possesso di specifiche abilitazioni professionali a dirigere settori in cui tali professionalità non possono emergere in alcun modo » (T.A.R. Marche, sez. I, 23 maggio 2013, n. 370); Es.: no dirigenti in possesso di lauree afferenti le discipline umanistiche a capo dei settori tecnici. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

20 Rotazione degli incarichi (segue) nel caso di sospensione del dipendente per avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva, qualora la dotazione organica non consenta di operare la rotazione degli incarichi dei dirigenti, l’amministrazione dovrà avvalersi di soggetto esterno (v. parere CIVIT, oggi ANAC, del 18 giugno 2013) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

21 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 introdotto dall’art. 1, comma 41 della L. 190/2012, quale espressione particolare del principio di imparzialità di cui all’art. 97 Cost.; « il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono asteners i in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale»; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

22 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 (segue) PRIMA: la giurisprudenza sanzionava la mancata astensione del funzionario in caso di conflitto di interessi, specie in materia di concorsi pubblici, applicando, per analogia, l’ art. 51 c.p.c., nonché i principi di imparzialità e trasparenza di cui all’ art. 97 Cost. (cfr. Cons. Stato, n. 477/2013 ; T.A.R. Abruzzo, 19 febbraio 2015, n. 84) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

23 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 (segue) Art. 6 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. 62/2013): « il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativ i, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza » Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

24 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 (segue) Piano Nazionale Anticorruzione (Allegato I, par. B.6): « la segnalazione del conflitto deve essere indirizzata al dirigente», il quale «deve rispondere per iscritto al dipendente medesimo sollevandolo dall’incarico oppure motivando espressamente le ragioni che consentono comunque l’espletamento dell’attività ». « Nel caso in cui sia necessario sollevare il dipendente dall’incarico esso dovrà essere affidato dal dirigente ad altro dipendente ovvero, in carenza di dipendenti professionalmente idonei, il dirigente dovrà avocare a sé ogni compito relativo a quel procedimento. Qualora il conflitto riguardi il dirigente a valutare le iniziative da assumere sarà il responsabile per la prevenzione » Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

25 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 Precisazioni applicative (segue) « l'alveo applicativo di tale principio va ricondotto alle determinazioni dal contenuto discrezionale, che implicano quindi apprezzamenti di stampo soggettivo che ben possono, anche solo in astratto, essere condizionati dal fatto che chi concorre all'adozione dell'atto versa nella vicenda un interesse personale, ma non anche quando l'atto si fondi sulla oggettiva verifica di requisiti, presupposti o condizioni predeterminati da rigide previsioni normative » (T.A.R. Campania – Salerno, sez. II, 17 marzo 2014, n. 580) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

26 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 Precisazioni applicative (segue) l’imparzialità è un canone a cui la p.a. « deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione »; pertanto, la violazione dell’obbligo di astensione da parte anche di un solo membro « nel caso di organi collegiali, vizia in modo definitivo la formazione della volontà dell'organo, risultando ininfluente che nel corso del procedimento il collegio abbia proceduto in modo imparziale ovvero che non sussista prova che nelle sue determinazioni sia stato effettivamente condizionato dalla partecipazione di soggetti portatori di interessi personali diversi » (Cons. Stato, sez. IV, 12 giugno 2014, n. 3000) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

27 Conflitto di interessi: art. 6- bis della L. 241/1990 Precisazioni applicative (segue) « il conflitto di interessi (…) deve essere "personale", investire cioè un potenziale conflitto fra interessi afferenti alla sfera soggettiva del funzionario e quelli afferenti alla carica che egli ricopre. Non possono essere, pertanto, soggetti alla disciplina dell'astensione e della ricusazione conflitti meramente funzionali fra diverse cariche ricoperte dall'organo che deve esprimere la volontà dell'ente o dai suoi singoli componenti » (T.A.R. Lombardia – Milano, sez. III, 10 febbraio 2012, n. 458) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

28 Ipotesi particolare di conflitto di interessi: c.d. pantouflage o revolving-doors Art. 53, co. 16- ter del D.Lgs. 165/2001, introdotto dall’art. 1, co. 42, lett. l) della L. 190/2012: « i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni … non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti». Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

29 Ipotesi particolare di conflitto di interessi: c.d. pantouflage o revolving-doors (segue) Interpretazione delle conseguenze sanzionatorie Prima tesi: è nullo il contratto di lavoro stipulato tra l’ex-funzionario ed il privato (cfr. par. B.10 dell’Allegato 1 al PNA); Seconda tesi: è nullo il contratto stipulato tra il privato e la p.a., con l’intervento del pubblico funzionario poi impiegato dal privato (tamajo-mazzotta, Commentario breve alle leggi sul lavoro ). Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

30 Ipotesi particolare di conflitto di interessi: c.d. pantouflage o revolving-doors (segue) La fattispecie riguarda anche il RUP, che esercita poteri negoziali nelle ipotesi di affidamento in economia di lavori, servizi e forniture, ai sensi dei commi 8 e 11 dell’art. 125 del D.Lgs. 163/2006. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

31 Incompatibilità “diffusa” Evoluzione normativa Art. 60 del T.U. 3/1957 (impiegati civili dello Stato): « l'impiegato non può esercitare il commercio, l' industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all'uopo intervenuta l'autorizzazione del Ministro competente ». Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

32 Incompatibilità “diffusa” (segue) Art. 53 del D.Lgs. 165/2001, in tema di “ incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi ”:  i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza (co. 7);  gli enti pubblici economici, i soggetti privati e le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi (co. 8-9). Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

33 Incompatibilità “diffusa” (segue) D.Lgs. 39/2013: attua l’art. 1, co. 49 e 50, L. 190/ 2012, n separazione tra indirizzo politico e amministrazione e tra attività di controllo e di gestione (Capo III e IV); inconferibilità di funzioni dirigenziali in caso di condanne, anche non definitive, per reati contro la p.a. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

34 Incompatibilità “diffusa” (segue) In caso di condanna, è comunque escluso il conferimento di incarichi (anche non dirigenziali) relativi ad uffici preposti all’acquisizione di beni, servizi e forniture; se l’amministrazione non è in grado di conferire al funzionario condannato incarichi compatibili, il dirigente viene posto a disposizione del ruolo senza incarico per il periodo di inconferibilità. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

35 Incompatibilità “diffusa” (segue) Sanzioni per incompatibilità / inconferibilità nullità dell’incarico (art. 17); responsabilità dei componenti degli organi che hanno conferito incarichi dichiarati nulli: eccettuati gli assenti, i dissenzienti e gli astenuti (art. 18); decadenza dall’incarico e risoluzione del relativo contratto, di lavoro subordinato o autonomo, decorso il termine perentorio di 15 giorni dalla contestazione all’interessato da parte del responsabile alla prevenzione della corruzione (art. 19). Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

36 Tutela del dipendente che segnala illeciti (c.d. whistle-blower ) Art. 54-bis del D.Lgs. n. 165/2001, limitatamente all’ambito della p.a.; ANAC, Determinazione n. 6 del 28 aprile 2015: nelle società controllate e negli enti pubblici economici, le amministrazioni controllanti promuovono l’adozione da parte delle società e/o degli enti di misure idonee ad incoraggiare il dipendente a denunciare gli illeciti di cui viene a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro; Società partecipate: no obbligo, mera raccomandazione da parte dell’ANAC Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

37 Tutela del dipendente che segnala illeciti (c.d. whistle-blower ) (segue) NO sanzioni, licenziamento o misure direttamente o indirettamente discriminatorie per il dipendente che denuncia illeciti; tendenziale divieto di rivelazione del nome del dipendente che ha effettuato la segnalazione (no diritto di accesso agli atti); ogni soggetto tenuto all’adozione del PTPC deve includervi misure specifiche per la tutela del dipendente che segnala illeciti; l’ANAC riceve le segnalazioni dalle singole p.a. ed effettua la conseguente attività di vigilanza; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

38 Tutela del dipendente che segnala illeciti (c.d. whistle-blower ) (segue) Segnalazioni anonime = escluse dall’ambito della disciplina; per i pubblici ufficiali = obbligo di denuncia di fatti di corruzione (combinato art. 331 c.p.p. e c.p.); Oggetto della segnalazione: 1)Delitti contro la p.a.; 2)episodi di mala gestio (es. sprechi, nepotismi, ecc.); Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

39 Tutela del dipendente che segnala illeciti (c.d. whistle-blower ) (segue) Esperienza diretta del dipendente: no voci correnti; no tutela in caso di segnalazioni calunniose o diffamatorie; problema: quando cessa la tutela? Secondo l’ANAC soltanto quando vi sia una sentenza di primo grado sfavorevole al segnalante; diritto di accesso al nominativo del segnalante, solo se: 1) il procedimento disciplinare si basa esclusivamente sulla segnalazione; 2) la conoscenza dell’identità sia indispensabile per la difesa; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

40 Tutela del dipendente che segnala illeciti (c.d. whistle-blower ) (segue) Segnalazioni da inviare al Responsabile della prevenzione della corruzione; se la segnalazione riguarda lo stesso Responsabile, può essere indirizzata direttamente all’ANAC; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

41 Protocolli di legalità e patti di integrità (art. 1, co. 17 della L. 190/2012) prassi Comune di Milano sin dal 2002; obblighi dichiarativi e di cooperazione con la stazione appaltante contro il rischio di infiltrazioni criminali; le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara (L. 190/2012); Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

42 Protocolli di legalità e patti di integrità (segue) Natura giuridica strumenti convenzionali: accordi tra p.a. aggiudicatrice e imprese concorrenti riconducibili allo schema dell’art. 15 della L. 241/1990; trattandosi di strumenti convenzionali, devono essere espressamente accettati dalle imprese a pena di esclusione ; possibile contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione (rimesse alla legge, non alla discrezionalità della stazione appaltante): CGARS ordinanza di rimessione alla C.d.G. UE del 12 settembre 2014 n. 534 Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

43 Ambito soggettivo di applicazione della disciplina anti-corruzione In materia di trasparenza e inconferibilità degli incarichi, l’estensione della disciplina prevista per le p.a. alle società controllate/partecipate dalla p.a. è già prevista, al ricorrere di certe condizioni, dalla legge (cfr. D.Lgs. 33/2013 e 39/2013); in materia di misure per la prevenzione della corruzione in senso stretto ANAC, Determinazione n. 8 del 24 giugno 2015; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

44 Ambito soggettivo di applicazione della disciplina anti-corruzione: società quotate e loro controllate Società quotate e loro controllate: la disciplina non si applica sino all’adozione di un’apposita disciplina, attualmente in corso di elaborazione da parte di ANAC, MEF e CONSOB; principio di trasparenza da contemperare con le peculiari esigenze del settore in tema di diffusione di informazioni Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

45 Ambito soggettivo di applicazione della disciplina anti-corruzione: singole fattispecie a)Società in controllo pubblico; b)società a partecipazione pubblica non di controllo; c)enti di diritto privato in controllo pubblico; d)enti di diritto privato partecipati; e)enti pubblici economici. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

46 a) Società in controllo pubblico Società controllate ex art c.c.; (a maggior ragione) società in house ; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

47 a) Società in controllo pubblico (segue) Nozione di controllo: 1)maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria; 2)voti in concreto sufficienti per esercitare influenza dominante nell’assemblea ordinaria; 3)rileva anche il c.d. “controllo frazionato” da parte di più p.a. congiuntamente Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

48 a) Società in controllo pubblico (segue) Per agevolare l’individuazione delle società controllate: pubblicazione sul sito istituzionale di della lista delle società a cui ciascuna p.a. partecipa o che controlla, con l’elencazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore delle amministrazioni o delle attività di servizio pubblico affidate (art. 22, co. 1 del D.Lgs. 33/2013); all’interno di gruppi societari: verifica sussistenza controllo pubblico con riguardo ad ogni singola società del gruppo, indipendentemente dalla natura della capogruppo. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

49 a) Società in controllo pubblico (segue) Predisposizione di un modello unitario rispetto a quello ex D.Lgs. 231/2001: apposita sezione dedicata al PTPC; individuazione responsabile anticorruzione; in caso di controllo indiretto: la capogruppo ha l’onere di assicurarsi che le misure vengano adottate (salvo che le dimensioni della controllata siano a tal punto ridotte da giustificare l’inclusione nel modello 231/2001 della capogruppo) Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

50 a) Società in controllo pubblico: individuazione Responsabile della prevenzione della corruzione (segue) deve trattarsi di un dirigente della società; se non vi sono dirigenti o non possono essere distolti dai propri incarichi: profilo non dirigenziale, con l’onere in capo al C.d.A. di esercitare una vigilanza stringente e periodica; solo in casi eccezionali: un amministratore, purché privo di deleghe gestionali. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

51 a) Società in controllo pubblico: trasparenza (segue) Applicazione integrale della disciplina di cui al D.Lgs. 33/2013, sia relativamente all’organizzazione che all’attività di pubblico interesse effettivamente svolte; Individuazione attività pubblico interesse: 1) qualificazione espressa da parte di una norma di legge o statutaria; 2) esercizio di funzioni amministrative, di produzione di beni e servizi a favore di p.a., di gestione di servizi pubblici. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

52 b) Società a partecipazione pubblica non di controllo Mera partecipazione azionaria = oneri minori; Predisposizione apposita sezione per la prevenzione della corruzione nel modello 231/2001; Applicazione regime incompatibilità (D.Lgs. 39/2013); Trasparenza limitatamente all’attività di pubblico interesse; NO nomina Responsabile prevenzione corruzione né obbligo predisposizione PTPC Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

53 c) Altri enti di diritto privato in controllo pubblico Indici di controllo: 1. l’istituzione dell’ente in base alla legge o atto dell’amministrazione interessata, oppure la predeterminazione, ad opera della legge, delle finalità istituzionali o di una disciplina speciale; 2. la nomina dei componenti degli organi di indirizzo e/o direttivi e/o di controllo da parte dell’amministrazione; 3. il prevalente o parziale finanziamento dell’attività istituzionale con fondi pubblici o il riconoscimento agli enti del diritto di percepire contributi pubblici. Ciò comporta che la gestione finanziaria degli stessi sia soggetta al controllo della Corte dei conti con le modalità previste dall’art. 2 della l. n. 259 del 1958 per la gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

54 c) Altri enti di diritto privato in controllo pubblico (segue) 4. il riconoscimento in capo all’amministrazione di poteri di vigilanza, tra i quali, ad esempio: - l’approvazione, da parte dell’amministrazione, dello statuto, delle eventuali delibere di trasformazione e di scioglimento; - l’approvazione, da parte dell’amministrazione, delle altre delibere più significative, come quelle di programmazione e rendicontazione economico – finanziaria; - l’attribuzione all’amministrazione di poteri di scioglimento degli organi e di commissariamento e/o estinzione in caso di impossibilità al raggiungimento dei fini statutari o in caso di irregolarità o gravi violazioni di disposizioni legislative nonché in altri casi stabiliti dallo statuto; Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

55 c) Altri enti di diritto privato in controllo pubblico (segue) 5. la limitazione, da parte della legge, dell’apporto di capitale privato o della partecipazione dei privati; 6. per le associazioni, la titolarità pubblica della maggioranza delle quote; Inoltre, può avere rilievo la finalizzazione delle attività svolte alla realizzazione di un interesse pubblico Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

56 c) Altri enti di diritto privato in controllo pubblico (segue) Disciplina applicabile: valgono le considerazioni svolte con riferimento alle società controllate Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

57 d) Altri enti di diritto privato partecipati Rilievo pubblico = svolgono attività amm.ve ovvero attività di interesse generale; la p.a. detiene poteri di vigilanza (es. formulazione di rilievi sui bilanci, ecc.); Esempi: fondazioni bancarie, casse di previdenza dei liberi professionisti, associazioni e fondazioni derivanti dalla trasformazione per legge di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

58 d) Altri enti di diritto privato partecipati (segue) No obbligo adozione PTPC né nomina Responsabile anti-corruzione; le p.a. partecipanti sono tenute a promuovere l’adozione di protocolli di legalità finalizzati alla prevenzione della corruzione e alla garanzia della trasparenza Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

59 e) Enti pubblici economici Svolgono attività di impresa, sia pur non in forma societaria; per ragioni di coerenza sistematica, devono essere equiparati alle società in controllo pubblico. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati

60 Disciplina transitoria per le società e gli enti di diritto privato controllati e/o partecipati da pubbliche amministrazioni nomina immediata, ove non ancora intervenuta, del Responsabile per la prevenzione della corruzione, per la predisposizione di un’apposita relazione entro il 15 dicembre 2015; adeguamento alla Determinazione ANAC n. 8/2015 entro il 31 gennaio 2016; entro il 31 dicembre 2015: stipulazione di protocolli per la legalità recanti le misure di prevenzione della corruzione da adottare e la relativa cadenza temporale. Avv. Sandor Del Fabro - Studio Legale Zoppolato&Associati


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