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Workshop “Verso una cooperazione del Sistema Italia. Il caso del Burkina Faso” Roma,15 aprile 2015 Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense.

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1 Workshop “Verso una cooperazione del Sistema Italia. Il caso del Burkina Faso” Roma,15 aprile 2015 Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense Spaccato sulla Cooperazione e le sue forme di coordinamento in Burkina Faso A cura di Marco ALBAN – ONG LVIA / FOCSIV

2 QUALCHE DATO SIGNIFICATIVO SUL PAESE Circa di abitanti, ripartiti in 13 regioni, 45 provincie, 350 comuni e villaggi. L'80% della popolazione vive in ambito rurale, 70% dell’agricoltura di sussistenza incombe alle donne. I burkinabè in Italia sono , in Costa d’Avorio. Gli italiani in Burkina Faso sono circa 300. Paese considerato stabile nel tempo in dell'Africa occidentale, malgrado le crisi ricorrenti dell'area, che sta vivendo però un periodo di transizione importante dai risultati ancora incerti Clienti principali : Cina (25,9%), Turchia (24,8%), Belgio (5,2 %) Fornitori principali : Costa d’Avorio (17,6%), Francia (15,2 %), Ghana (4,8%), Togo (4,4%) Il tempo amministrativo per la creazione di un’impresa è di soli 13 giorni, contro i 34 della media regionale. SMIG : 50,52 €/mese. Facendo il rapporto tra reddito pro-capite e costo dell’energia è uno dei paesi al mondo in cui l’elettricità è più cara. Turisti che hanno visitato il paese nel 2013 :

3 GLI ATTORI DELLA COOPERAZIONE IN BURKINA FASO

4 AIUTO PUBBLICO, SISTEMA BILATERALE E MULTIBILATERALE (1) Negli ultimi 5 anni l’aiuto allo sviluppo è corrisposto in media al 11,31% del PIL. Nel 2013 è stato di 148,14 milioni di U$D, con un ratio di $70,62/persona. Il paese fatica ad essere indipendente dall’aiuto esterno per il finanziamento delle spese correnti, per la promozione dei programmi di sviluppo e per la messa in opera delle riforme strutturali (gestione finanze pubbliche, sistema fiscale, aumento della produzione del cotone, miglioramento del clima degli affari). Gli ultimi rapporti (2012 in poi) sulla Cooperazione per lo Sviluppo della Direzione Generale della Cooperazione confermano che l’aiuto per lo sviluppo si caratterizza per la predominanza e dell’aiuto multibilaterale e l’appoggio budgettario e la diminuzione dei finanziamenti alla ONG. Gli aiuti sono essenzialmente orientati verso 5 settori principali: sostegno a programmi e aiuto sotto forma di prodotti (17,82%); Agricoltura (12,54%); Salute (11,81%) ; Distribuzione d’acqua e igiene (7,66%) ; Trasporti e immagazzinamento (7,45%).

5 AIUTO PUBBLICO, SISTEMA BILATERALE E MULTIBILATERALE (2) I principali finanziatori del Burkina Faso sono: la Banca Mondiale, l’Unione Europea, la Banca Africana per lo Sviluppo (BAD), il Fondo Monetario Internazionale (FMI), le Programma Alimentare Mondiale (PAM), l’UNICEF, USA, Svezia, Francia, Paesi Bassi, Giappone, Danimarca, Canada, Germania e Cina/Taiwan. Nello specifico, le politiche di sviluppo dell’Unione Europea e del PNUD convergono entrambi verso la riduzione della povertà nel quadro dello sviluppo sostenibile Dalla crisi alimentare del 2012, sovrapposta all’influenza della crisi del vicino Mali, in Burkina Faso sono tornati ad essere operativi, o hanno rafforzato il loro investimento, alcuni finanziatori classici dell’emergenza e della protezione civile (ECHO, OCHA, DIFID) per promuovere anche la resilienza delle popolazioni e far fronte alle crisi cicliche o puntuali come la siccità, l’afflusso di rifugiati, la malnutrizione materno-infantile, le epidemie e le inondazioni.

6 LE ONG E LE ASSOCIAZIONI PER LO SVILUPPO (1) La Direzione per la Promozione e il Monitoraggio del Partenariato con le ONG (DPSP-ONG) riconosce oggi ufficialmente più di 700 ONG/Associazioni che hanno un accordo con il Governo tramite il Ministero delle Finanze. Inoltre, progressivamente, fino a oggi sono stati recensite associazioni locali e più di cooperative rurali.

7 LE ONG E LE ASSOCIAZIONI PER LO SVILUPPO (2) L’investimento complessivo delle ONG/AS nel 2013 è stato di € e quello previsto per il 2014 è di € con un incremento medio del 10,54% negli ultimi 4 anni. Per il periodo 2013 e 2014 su 700 ONG/AS operative nel paese sono stati depositati solo 236 rapporti attività e programmazione malgrado che questa sia una condizione obbligatoria per il rinnovo delle convenzioni con lo Stato. PRESENZA ONG/AS PER REGIONE Regione TOTALE CENTRE CENTRE OUEST PIU’ REGIONI CENTRE NORD NORD HAUTS BASSINS PLATEAU CENTRAL EST CENTRE SUD SAHEL BOUCLE DU MOUHOUN CENTRE EST SUD OUEST CASCADES TOTALE INESTIMENTO ONG/AS PER REGIONE Regione 2013 in € PIU’ REGIONI EST CENTRE CENTRE NORD CENTRE SUD SAHEL CENTRE OUEST NORD BOUCLE DU MOUHOUN HAUTS BASSINS SUD OUEST CASCADES CENTRE EST PLATEAU CENTRAL TOTALE

8 LE ONG E LE ASSOCIAZIONI PER LO SVILUPPO (3) Le proiezioni per il 2014 confermano la stessa ripartizione dell’investimento sui vari settori.

9 LA COOPERAZIONE DECENTRATA (1) In Burkina Faso la Cooperazione Decentrata è sotto la responsabilità amministrativa del Ministero dell’Amministrazione Territoriale e della Sicurezza (MATDS) che è il ministero di tutela della autonomie locali. Il decreto n ° /PRES/PM/MATD/MEF definisce nel dettaglio le modalità di creazione, i ruoli, l’organizzazione ed il funzionamento dei comitati di gemellaggio regionali e comunali. Nel 2013 la banca dati nazionale recensiva 22 partner bilaterali attraverso 306 relazioni di partenariato nel quadro della cooperazione decentrata. Per l’accompagnamento ed il monitoraggio di questo complesso sistema relazionale nord-sud e sud-sud, con il decreto N° /MEF/SG/DGCOOP del 31 dicembre 2012, la Direzione Generale della Cooperazione è stata inoltre incaricata di seguire tutte le relazioni, i programmi e i processi di cooperazione decentrata. Sempre in ottica di censimento di queste relazioni, nel 2013 lo stato ha avviato un importante cantiere di raccolta dati destinato a definire lo stato d’arte della cooperazione decentrata in Burkina Faso. E’ da notare una netta ricerca e apertura del paese nei confronti di relazioni sud-sud con paesi in espansione economica come l’Asia e l’America latina.

10 LA COOPERAZIONE DECENTRATA (2) Dall’analisi della banca dati della Casa della Cooperazione Decentrata emergono i dati seguenti : RegioneNumero gemellaggi Centre49 Hauts-Bassin35 Centre-Ouest33 Nord32 Plateau Central30 Boucle de Nouhoun29 Centre-Nord26 Sud-Ouest24 Cascades22 Sahel20 Centre-Est20 Centre-Sud14 Est9 TOTALE343 PaeseNumero gemellaggi Francia197 Africa75 Italia20 Germania19 Belgio17 Altri paesi7 Svizzera3 Spagna3 Austria1 Lussemburgo1 TOTALE343

11 IL SETTORE PRIVATO Malgrado gli sforzi del paese per migliore il clima degli affari (defiscalizzazione da 45% a 25%) il settore privato italiano in Burkina Faso è poco sviluppato. Circa una decina di attività, spesso di piccolo cabotaggio e a gestione famigliare (turismo, ristorazione, commercio, …). Alcune società italiane lavorano tramite società nazionali e quindi non sono recensite della Camera di Commercio. L’Ambasciata di Abidjan non ha una banca dati del settore privato in Burkina Faso poiché sono poche le imprese che richiedono un accompagnamento commerciale. La Camera di Commercio del Burkina Faso recensisce 618 imprese straniere ma è difficile avere informazioni dettagliate poiché sono a pagamento. Non esistono casi significativi di sinergia tra il settore privato e quello della cooperazione allo sviluppo se non alcune esperienze di cooperazione decentrata (Progetto Giubileo della Regione Piemonte, la Regione di Limousin). Alcuni paesi stanno aprendo delle delegazioni delle proprie Camere di Commercio in Burkina Faso per favorire il loro sistema economico in loco.

12 I SISTEMI DI COORDINAMENTO DELLA COOPERAZIONE IN BURKINA FASO

13 CORDINAMENTO DEL SISTEMA BILATERALE E MULTIBILATERALE L’obiettivo della troika è di coordinare e rappresentare i partner per contribuire alla realizzazione ottimale della strategia nazionale di sviluppo, in coerenza con gli impegni presi nel quadro della Dichiarazione di Parigi e del programma d’azione di Accra 2008 (efficacia dell’aiuto pubblico). La troika dei PTF del Burkina Faso è stata voluta dal Governo locale per rendere più efficace il dialogo con i PTF che accompagnano lo stato per la messa in opera del piano di lotta contro la povertà (SCADD). L’attuale presidente della troika è il Capo della Delegazione de l'Unione Europea. Gruppi PTF e cluster tematici (sicurezza alimentare, salute, nutrizione, ecc.) per coordinamento e capitalizzazione. I cluster sono aperti alle ONG. Altri coordinamenti : commissioni miste, le consultazioni bilaterali, revisioni finanziare e dei programmi di sviluppo, ecc.

14 CORDINAMENTO DELLE ONG/ASSOCIAZIONI PER LO SVILUPPO Lo SPONG (Segretariato Permanente delle ONG) è nato nel 1974 per migliorare l’impatto del lavoro delle ONG nei periodi delle grandi siccità ( ). Passato da 17 ONG a 119 attuali. Piattaforma che raggruppa non solo le ONG nazionali e internazionali ma anche fondazioni, centri di ricerca e di formazione, movimenti giovanili e reti tematiche. E’ l’interfaccia principale nel dialogo tra società civile e lo stato, i finanziatori e il settore privato. Organizzato per gruppi tematici, ha come limite quello di federare ONG e Associazioni molto diverse tra di loro (dalla piccola associazione locale alla grande ONG internazionale).

15 CORDINAMENTO DELLA COOPERAZIO DECENTRATA La Casa della Cooperazione Decentrata (MAISON DE LA COOPERATION DECENTRALISÉE - M.C.D) è stata creata nel 2003 dalla volontà di 4 collettività locali francesi (Città di Brest, Dipartimento di Doubs, Territorio di Belfort e la Regione di Limousin), in partenariato con un’associazione nazionale burkinabè (ACACIA), per mettere in comune le risorse al fine di favorire l’emergenza di progetti concertati e comuni e di predisporre un strumento di coordinamento monitoraggio e accompagnamento. Dopo aver ottenuto uno statuto giuridico indipendente in qualità di associazione, la MCD si è progressivamente affermata nel paesaggio istituzione della cooperazione decentrata in Burkina Faso, stabilendo, tra l’altro, un partenariato forte con l’AMBF (Associazione delle Municipalità del Burkina Faso, corrispondente all’ANCI in Italia) per permettere alla cooperazione decentrata di portare un contributo fondamentale al decentramento amministrativo, in particolare quello comunale. Altri : Assise della Cooperazione Decentrata, Agenzia di Sviluppo Regionale e i Quadri di Sviluppo Regionale, AMBF, MATDS e DGCOOP.

16 CORDINAMENTO DEL SETTORE PRIVATO Esistono naturalmente le Camere di Commercio, la Casa dell’Impresa, … Il principale quadro di coordinamento del settore privato e PPP : Partenariato pubblico – privato a sostegno dei programmi di sviluppo economico previsti dalla SCADD. Il PPP coordina il settore privato e gli investimenti per lo sviluppo (programmi e infrastrutture). Viene definito come un « un contratto che associa l'autorità pubblica agli operatori privati con obiettivo di fornire beni e servizi pubblici ». Il PPP associa i ministeri settoriali, quello delle finanze e la Direzione della Cooperazione.

17 PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO DEL COORDINAMENTO DEL SISTEMA DI COOPERAZIONE Anche sull’esperienza di quanto fatto in altri paesi limitrofi, promuovere Burkina Faso una piattaforma delle ONG europee. Per quanto riguarda la Cooperazione Italiana, a Ouagadougou c’è solo un ufficio di rappresentanza che dipende amministrativamente dall’Ambasciata di Abidjan e tecnicamente dall’UTL di Dakar. Sarebbe auspicabile trasformare l’ufficio di rappresentanza in UTL e affiancare una presenza diplomatica più strutturata. Promuovere ONG/Associazioni italiane un coordinamento istituzionale delle ONG italiane anche per facilitare la visibilità del sistema italiano di cooperazione. Promuovere un coordinamento e un confronto tra realtà della Chiesa attive nel paese. Promuovere un quadro di incontro tra settore privato e le ONG presenti. Promuovere un coordinamento e un confronto tra realtà che operano tramite il sistema del volontariato internazionale (Italia, USA, Giappone, Francia, …). Malgrado gli sforzi promossi dall’amministrazione locale, ancora troppe azioni di cooperazione, nelle sue varie espressioni, non vengono dichiarate e recensite dai sistemi di monitoraggio di nazionale. E’ quindi importante, fin dall’Italia, promuovere una cooperazione concertata e rispettosa dei quadri normativi locali.

18 Restando a disposizione, GRAZIE


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