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“moviMENTI” Laboratorio cognitivo sul sentire e il dirsi delle “diverse” identità.

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Presentazione sul tema: "“moviMENTI” Laboratorio cognitivo sul sentire e il dirsi delle “diverse” identità."— Transcript della presentazione:

1 “moviMENTI” Laboratorio cognitivo sul sentire e il dirsi delle “diverse” identità

2 Chi siamo ? Siamo un gruppo di rieducatori-riabilitatori, esperti di Assistive Technology, che da anni si occupa di deficit motori, percettivi e cognitivi, disturbi del linguaggio e della comunicazione, disturbi specifici dell’apprendimento.

3 “moviMENTI” … Il nostro gruppo si chiama “moviMENTI” e si presenta come laboratorio cognitivo, “cantiere aperto” di ricerca sul sentire e il dirsi delle “diverse” identità, in uno continuo viaggio “tra il possibile e il non possibile” che ci consente di camminare tra lo sgretolarsi dei miti della certezza e l’esigenza di un approfondimento dell’avventura e della conoscenza.

4 Poche riflessioni … Secondo noi, nella capacità di interagire sta la differenza fra “essere ri-educatori” e “fare ri-educazione”; interazione è la capacità di cercare di trovare affinità e sintonia, alleanza e sostegno, comprensione ed empatia, apertura e conforto, dialogo e propositività.

5 Poche riflessioni … Interazione è il percorso di coinvolgere lo studente disabile o non nella propria proposta educativa e/o rieducativa per indurlo a modificarsi.

6 Lo scopo … Lo scopo, allora, dell’intervento educativo/rieducativo dovrebbe essere l’incremento di variabilità e di modificabilità adattativa contestuale. …. Anche perché ….

7 La disabilità è … … non soltanto la somma di un problema motorio, cognitivo o percettivo, ma anche un problema di volontà ed intenzione, di interesse e di partecipazione, di curiosità e di creatività. … non è solo incapacità di agire lo spazio ma è soprattutto immobilità nel tempo, ritardo incolmabile, eterna premessa per un futuro irraggiungibile perché già trascorso.

8 Per uscire, allora, dal magico e non annegare nel consolatorio, dobbiamo definire lo spazio di un possibile intervento che …

9 L’intervento è … … non è cura ma.. … non è guarigione ma … … non nasconde alterazioni o difetti ma.. … educazione … cambiamento … sviluppa soluzioni contestuali.

10 Un percorso che … … più della semeiotica medicocentrica,( semeiotica del difetto ), che interroga la struttura anatomica, rileva la lesione, e parla di deficit dello sviluppo (diagnosi), in una dimensione atemporale … ha bisogno di … … una semeiotica rieducativa, ( semeiotica delle risorse ), che interroga la funzione per conoscere in che cosa, come, quando ed in quale misura quel soggetto risulterà “diverso” dagli altri, parla dello sviluppo del deficit (prognosi), in una dimensione temporale sia in termini di Kronos che di Kairos.

11 Un percorso che … più del modello multiprofessionale del lavoro in team ha bisogno di un modello interprofessionale

12 Modelli di lavoro … MULTIPROFESSIONALE INTERPROFESSIONALE Centrato su menomazione/disabilità; Ambiti di intervento separati; Progetto guidato dai programmi (bottom-up); Risultato come somma dei risultati dei singoli interventi; Confini professionali definiti; Integrazione e interazione scarse; Misurabilità dei risultati per singoli aspetti. Centrato su handicap e partecipazione; Orientato alla persona e all’outcome complessivo; Programmi guidati dal progetto (top-down); Risultati come prodotto delle sinergie d’intervento; Confini professionali più flessibili; Forte integrazione e interazione; Più problematica valutazione dell’outcome.

13 In sintesi il percorso da attuare … Un percorso cognitivo per sperimentare modelli di formazione, di apprendimento e di diffusione del sapere, alla luce della grande espansione delle Nuove Tecnologie Informatiche Assistive e della Comunicazione. In concreto si tratta di testare strumenti didattici innovativi con il supporto realizzato di specifici software e hardware integrati in rete all’interno di un contesto scolastico.

14 In sintesi il percorso da attuare … Un percorso cognitivo sperimentale che verifica: … la predisposizione degli studenti, partecipanti a questo laboratorio, verso le suddette tecnologie; ( MPT/Matching Persons and Technology; ET-PA / Educational Techology Predisposition Assessment ); … l’eventuale modificabilità apprenditiva ( SOTU/Survey Of Technology Use ); … l’impatto psicosociale che la tecnologia esercita sullo studente, durante l’iter formativo/sperimentale ( PIADS/Psychosocial Impact of Assistive Devices Scale; LT autonomy scale ).

15 In sintesi il percorso da attuare … 1° step : valutare predisposizione alle nuove tecnologie educative; analisi della tecnologia utilizzata; 2° step: Training Cognitivo; 3° step: valutare impatto psicosociale; valutare abilità/percezione delle proprie competenze; valutare adattabilità/predisposizione a fare nuove esperienze; valutare autostima, dopo il training cognitivo.

16 Il target … Per la prima fase sperimentale di training cognitivo vanno scelti studenti dai 10 ai 13 anni. Fase sperimentale nominata : Kairòs ( tempo opportuno ).

17 Partners … Neocogita Brain Wellness Research. Università di Trento ( Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione ). Attualmente il nostro gruppo “moviMENTI” in collaborazione con Neocogita e Università di Trento pone come missione principale la possibilità: Di diffondere cultura e strumenti di allenamento cognitivo basato su ricerca scientifica Di collegare la ricerca neurocognitiva con diverse realtà contestuali come per es. scuole, università, aziende, imprese, comunità ecc.

18 Conclusione … “ i limiti dei nostri schemi concettuali non determinano soltanto la natura delle nostre risposte, ma anche la natura delle domande che noi poniamo”. ( Richard Lewontin : Genes, environment and organism ).

19 Grazie per l’attenzione …


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