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ANNO ACCADEMICO 2014/2015 PROGETTO: PISL PROGETTI INTEGRATI DI SVILUPPO LOCALE “QUALITA’ DELLA VITA” Corso di Laurea Scienze delle Pubbliche Amministrazioni.

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1 ANNO ACCADEMICO 2014/2015 PROGETTO: PISL PROGETTI INTEGRATI DI SVILUPPO LOCALE “QUALITA’ DELLA VITA” Corso di Laurea Scienze delle Pubbliche Amministrazioni NATALÌA NOVELLIS SUAD RIAD MARIA GIULIA BELMONTE MARTIN GUIDO NIGRO

2 Pisl:Progetti integrati di sviluppo locale Qualità della vita

3 I PISL SONO POLITICHE PUBBLICHE INNOVATIVE VOLTE A PROMUOVERE LA COOPERAZIONE TRA SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI DI UN DATO TERRITORIO AL FINE DI MIGLIORARE IL CONTESTO LOCALE(PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA). ASSUME RILEVANZA LA CATEGORIA DEGLI ENTI LOCALI GRAZIE ALLA LORO CAPACITÀ DI MUOVERSI SUL TERRENO DELLO SVILUPPO AVVALENDOSI DELLA CREAZIONE DI FORME DI PARTENARIATO ISTITUZIONALE E SOCIALE. Che cosa sono?

4 Vengono ad istituirsi nuovi modelli di governance basati su: Rapporti intergovernativi tra centro e periferia; Rapporti tra Enti locali che operano congiuntamente ridefinendo le loro identità; L’impegno profuso nella realizzazione di iniziative integrate che danno vita ad un progetto condiviso affermano il concetto della concertazione che è un accordo formalizzato (impegno sottoscritto) i cui interessi sono diversificati.

5 UN’OCCASIONE PER COSTRUIRE NEL TERRITORIO UN FUTURO INSIEME, METTENDO PER LA PRIMA VOLTA, A SISTEMA LE IDEE, LE OPINIONI, LE COMPETENZE DI TUTTI I SOGGETTI DELLA VITA SOCIALE, CULTURALE, ECONOMICA E POLITICA DELLE CITTA’ COINVOLTE E TRASFORMANDOLE COSI’, IN SCELTE CONDIVISE PER UN PROGETTO CONCRETO DI SVILUPPO. E’ QUESTA L’ESSENZA DEL PIANO STRATEGICO, LO STRUMENTO INDIVIDUATO A LIVELLO COMUNITARIO E NAZIONALE, PER DEFINIRE STRATEGIE PARTECIPATE DI SVILUPPO LOCALE SOSTENIBILE DEI TERRITORI. IL KRATOS, PRESENTATO NEL SETTEMBRE 2010, VEDE MONTALTO UFFUGO COMUNE CAPOFILA SEGUONO I COMUNI DI CASTIGLIONE COSENTINO, LATTARICO, LUZZI, ROSE, ROTA GRECA, SAN BENEDETTO ULLANO, SAN FILI, SAN MARTINO DI FINITA, SAN PIETRO IN GUARANO E SAN VINCENZO LA COSTA. “Kratos”

6 “Kratos 2020” Si sviluppa attraverso 5 linee portanti: Sostenibilità Reti e mobilità Governance e processi Produzione e servizi Ambiente e territorio Città e solidarietà

7 “Kratos 2020” Con il piano strategico viene formalizzata un’idea di città allargata a più Comuni per ridefinire le priorità delle scelte, sulla base della disponibilità di tutti i soggetti locali a cooperare attivamente alla loro realizzazione. Un mezzo che diventa altresì strumento di autopromozione delle Pubbliche Amministrazioni che, in questo modo, possono usufruire di un canale privilegiato per l’accesso ai fondi europei per lo sviluppo locale.

8 Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata D.G.R. n.163 del 27 febbraio 2010 (BURC n.7 del 16 aprile 2010) Il 15 febbraio 2010 si è tenuto un incontro istituzionale per dare immediato avvio alle attività della Programmazione Territoriale e della Progettazione Integrata. I risultati dell’incontro, presieduto dal Presidente della Giunta Regionale della Calabria, ed al quale hanno partecipato i Presidenti delle cinque Province calabresi e il Presidente dell’ANCI Calabria, sono stati recepiti e formalizzati dalla Deliberazione della Giunta Regionale n.163 del Le decisioni assunte dalla Giunta Regionale sono: - Approvare il quadro delle Linee di Intervento del POR Calabria FESR 2007/2013 e le relative risorse finanziarie complessivamente disponibili per l’attuazione dei Progetti Integrati di Sviluppo Locale per un totale di milioni di euro.

9 Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata D.G.R. n.163 del 27 febbraio 2010 (BURC n.7 del 16 aprile 2010) Linea di Intervento “Progetti Integrati di Sviluppo Locale per la Realizzazione di Sistemi di Mobilità Intercomunale”, per un importo di ,5 euro. Linea di Intervento “Progetti Integrati di Sviluppo Locale per la Realizzazione di Servizi per la Qualità della Vita”, per un importo di ,5 euro. Linea di Intervento “Progetto Integrato di Sviluppo Regionale per la Realizzazione della Rete Regionale Sperimentale delle Case della Salute”, per un importo di ,4 euro. Linea di Intervento “Progetti Integrati per la Valorizzazione dei Centri Storici e dei Borghi di Eccellenza della Calabria”, per un importo di ,4 euro. Linea di Intervento “Progetti Integrati di Sviluppo Locale per la Realizzazione dei Sistemi Turistici Locali / Destinazioni Turistiche Locali”, per un importo di ,5 euro. Linea di Intervento “Progetti Integrati di Sviluppo Locale per la Realizzazione dei Sistemi Produttivi Locali, dei Distretti Agroalimentari e dei Distretti Rurali”, per un importo di ,5 euro.

10 Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata D.G.R. n.163 del 27 febbraio 2010 (BURC n.7 del 16 aprile 2010) Linea di Intervento “Contratti di investimento per la realizzazione o il potenziamento di micro-filiere produttive locali all'interno di Progetti Locali di Sviluppo”, per un importo di ,4 euro. Linea di Intervento “Sviluppo di attività economiche sostenibili”, per un importo di ,5 euro Linea di Intervento “Azioni per promuovere, qualificare e mettere in rete l’offerta culturale regionale”, per un importo di ,2 euro. Linea di Intervento “Azioni per la sostenere la qualità e la sostenibilità ambientale delle Destinazioni e dei Prodotti Turistici Regionali”, per un importo di ,5 euro. Linea di Intervento “Azioni delle Istituzioni Pubbliche a sostegno della costruzione delle Destinazioni e dei Prodotti / Servizi Turistici Regionali”, per un importo di ,5 euro. Linea di Intervento “Azioni per il potenziamento delle Reti di Servizi per la promozione e l’erogazione dei Prodotti / Servizi delle Destinazioni Turistiche Regionali”, per un importo di ,3 euro Linea di Intervento “Azioni per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio etnoantropologico delle minoranze linguistiche presenti sul territorio regionale”, per un importo di ,2 euro.

11 Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata D.G.R. n.163 del 27 febbraio 2010 (BURC n.7 del 16 aprile 2010) Attribuire una quota fissa di ,6 euro, pari al 20% del totale delle risorse finanziarie disponibili, per ciascuna delle cinque province, per un totale di ,3 euro. Attribuire le risorse rimanenti di ,4 euro, pari all’80% del totale delle risorse finanziarie disponibili, alle cinque province sulla base della popolazione residente al netto di quella residente nelle Aree Urbane così come indicate nel POR Calabria FESR 2007/2013. Quindi, in applicazione delle percentuali di riparto territoriale, l’assegnazione delle risorse finanziarie alle cinque province è la seguente: Cosenza: ,30 euro Catanzaro: ,92 euro Reggio Calabria: ,69 euro Crotone: ,90 euro Vibo Valentia: ,66 euro

12 PROGETTI INTEGRATI DI SVILUPPO LOCALE (PISL) La Regione Calabria, di concerto con il Partenariato Istituzionale e Socio- Economico, ha avviato, nell’ambito della Programmazione Regionale Unitaria 2007/2013, un percorso strategico per la Programmazione Territoriale e la Progettazione Integrata finalizzato a sostenere e rafforzare i processi di cooperazione istituzionale e di partenariato tra gli attori dello sviluppo locale.

13 PISL per la Realizzazione di Servizi per la Qualità della Vita OBIETTIVI: Sono finalizzati a sostenere la domanda di servizi pubblici delle comunità locali che risulta attualmente inevasa e relativa a: servizi per lo sport e il tempo libero; servizi per le attività culturali e di intrattenimento; servizi sociali per l’infanzia, i giovani, gli anziani e i diversamente abili. PRIORITA’ TERRITORIALI: Il progetto integrato strategico locale “Realizzazione di Servizi per la Qualità della vita” ha come ambito territoriale di riferimento l’intero territorio provinciale.

14 La progettazione integrata Le politiche pubbliche che promuovono lo sviluppo locale hanno rivalutato il ruolo del territorio e le sue interazioni con la politica come costruttori delle opportunità di cambiamento di un luogo. Il territorio, si conferma come risorsa necessaria per attivare processi di mutamento e spazio in cui promuovere reti e connessioni tra i diversi soggetti. Le capacità che questi dimostrano “nel sapere acquisire le opportunità di mutamento e saperle mediare con le situazioni preesistenti” diventano strategiche nel determinare la qualità e l’effettività dello sviluppo locale.

15 Nei processi di crescita dei sistemi locali l’aspetto della regolazione diventa centrale in quanto è connesso con la costruzione di istituzioni in grado di sostenere e regolare un cambiamento continuo. In questo sistema complesso e in continua evoluzione le élites politico-istituzionali sono chiamati a recepire le nuove istanze e le variazioni nei valori fondativi e nelle culture, ad assorbire le diverse richieste del sistema sociale a confrontarsi con nuove forme di organizzazione. Questa è anche influenzata dalle relazioni che si stabiliscono tra i soggetti della società civile con modalità e pesi differenti in relazione alla storia, all’economia, e alla cultura del territorio.

16 Negli ultimi 15 anni numerosi contributi di ricerca hanno messo un evidenza come i processi di globalizzazione abbiano messo in crisi lo stato nazionale come epicentro della politica e dell’ordine sociale. Nuovi attori globali sono emersi che hanno assunto un importanza sempre maggiore e hanno acquisito nuovi statuti e mezzi per condizionare il potere dei diversi stati nazione. Government e pluralismo sono stati sostituiti dal concetto di governance, un termine che sembra catturare i significativi cambiamenti che, in concomitanza con i processi di globalizzazione e integrazione europea, sono avvenuti negli obiettivi, funzioni e procedura del governare. Da Government a Governance

17 Governance si riferisce a forme di governo che enfatizzano la diffusione e dispersione dell’autorità politica lungo una pluralità di percorsi verticali e orizzontali che non hanno più lo stato come epicentro politico;riflette la realtà di un ordine complesso formato da relazioni e interconnessioni che si strutturano attraverso e all’interno di diversi livelli di government: locale, nazionale, regionale e sovranazionale. Coinvolge una pluralità di attori,individuali e collettivi,esterni ai luoghi della politica formale. La politica globale ha ridotto le possibilità regolative degli stati nazionali e ha comportato l’emergere di un sistema di governance formato da molteplici organizzazioni di ambito internazionale e transnazionale e in direzione di una maggiore decentralizzazione e regionalizzazione e ha nuovo vigore,senso e significato alla dimensione locale, come contesto regolativo capace di dare vita a processi di sviluppo economico e sociale e di competere nelle nuove condizioni del mercato globale. … da Government a Governance

18 Allo stesso tempo Governance si riferisce a forme di governo che sottolineano l’influenza e il ruolo della società civile nel processo decisionale. Secondo Mayntz la Governance è una prospettiva in grado di cogliere i cambiamenti in alto nei sistemi di governo e di stimolare modalità partecipative nei processi di decisione. … da Government a Governance

19 Paradigma : elaborazione delle politiche e le loro implementazioni da parte di agenzie pubbliche I estenzione:inclusione della prospettiva : struttura settoriale e comportamento dei destinatari; II estenzione: inclusione della formulazione e implementazione di politiche all’interno di reti pubbliche\private e in sistemi di autoregolazione; III estenzione: inclusione dell’effetto delle politiche europee sulle strutture settoriali interne e sul policy-making nazionale; IV estenzione: inclusione del livello europeo di formazione delle politiche; V estenzione: inclusione dei processi politici di in-put sui livelli europei e nazionali.

20 Le strategie flessibili e informali,che sono caratteristiche della Governance, comportano non solo una ristrutturazione che aumenta i processi di autonomia delle strutture interne, ma soprattutto comporta una maggiore apertura verso le collaborazioni esterne,tutte quelle organizzazioni che fanno da ponte tra l’ambito politico istituzionale e l’ambito sociale;la società civile,appunto,come terzo livello di partecipazione politica tra i cittadini e lo stato.

21 Capitale sociale e rendimento delle istituzioni Putnam considera il capitale sociale una proprietà dell’intero sistema sociale che favorisce democrazia e sviluppo economico. Attraverso lo studio sul rendimento dell’istituzione nelle regioni italiane, ha ricondotto i loro diversi rendimenti istituzionali alla diversa dotazione di capitale sociale di cui dispongono. Inoltre considera il capitale sociale un insieme di caratteristiche dell’organizzazione sociale, quali la fiducia, le norme di reciprocità e le reti di associazionismo civico che promuovono la cooperazione e l’azione collettiva aumentando quindi l’efficienza della società.

22 L’idea prevalente, è che la vitalità delle istituzioni politiche ed economiche dipende da una sana e vitale società civile. Questa di basa sui valori condivisi, norme e disposizioni morali delle persone che alimentano la fiducia e quindi la capacità di associarsi e cooperare. Putnam individua un nesso strettissimo tra capitale sociale e rendimento delle istituzioni: quanto più elevato è il capitale sociale, tanto meglio funzionano le istituzioni e per estensione il sistema economico.

23 Verso un nuovo ciclo di Progettazione Integrata in Calabria

24 Perché un nuovo ciclo di Progettazione Integrata in Calabria Criticità rispetto ai PIT esistenti Qualità della progettazione – capacità progettuale dei territori – mancanza di competenze tecniche Ritardi nell’attuazione degli interventi Composizione dei partenariati – sbilanciati verso soggetti pubblici – ridotte partecipazione e concertazione Presenza di interventi tradizionali realizzabili attraverso ordinarie politiche di incentivazione Dimensione immateriale dei PIT molto debole Poca selettività nelle iniziative Debole la rete creata con l’esterno

25 Perché un nuovo ciclo di Progettazione Integrata in Calabria Esigenze: Rafforzamento delle reti locali e continua manutenzione delle stesse Learning by doing, rispetto alle dinamiche del territorio Coordinamento centrale che responsabilizzi i territori forti e sostenga quelli deboli Fabbisogno diffuso competenze sui territori e nei meccanismi di coordinamento Fabbisogno di selettività e qualità nello sviluppo Avvio di dinamiche sociali che contrastino il crescente “disincanto democratico e i cittadini calabresi” Attivazione di un processo che dia continuità strategica ai due periodi di Programmazione Regionale Definizione di un iter procedurale conforme con quanto stabilito dalle regole sulla concorrenza e dai regolamenti comunitari sui Fondi strutturali

26 Definizione degli Obiettivi  A. Rilanciare la collaborazione attiva tra il partenariato socio-economico e quello istituzionale  B. Creare una base di competenze a supporto dei territori  C. Finalizzare strategicamente le risorse del POR e degli altri strumenti ancora non programmate  D. Creare le condizioni per usare con efficacia le risorse finanziarie che saranno  disponibili nel  E. Conseguire il massimo valore aggiunto dagli investimenti sinora realizzati  F. Elevare la qualità progettuale  G. Integrare e concentrare gli interventi  H. Avviare un percorso di democrazia deliberativa diffusa  I. Elevare le capacità di coordinamento e progettazione a livello periferico  J. Garantire la qualità procedurale nell’attuazione degli interventi

27 Casi di studio

28 Montalto Uffugo: Il progetto è stato finalizzato al miglioramento della qualità dell’area urbana e al rafforzamento delle potenzialità dei centri urbani presenti sui territori con l’incentivazione di servizi sociali e la valorizzazione delle proposte legate allo sviluppo dell’economia sociale e settore terziario, in funzione di nuova occupazione. Progetto “completamento Auditorium Leoncavallo”

29 Descrizione opera I lavori mirano ad ultimare il completamento dell’auditorium “Leoncavallo”, essendo già stato realizzato il primo lotto dei lavori,con la nuova programmazione si darà seguito all’avvio del secondo lotto. Dopo ciò rimane da allestire l’area con gli arredi. Il locale conta ben 800 posti a sedere, diviso in due aree, un primo ed un secondo piano.

30 Intervista arch. Gagliardi Responsabile ufficio tecnico Comune Montalto Uffugo Allegato video

31 Finalità qualità della vita L’obiettivo generale: promuovere la competitività, l’innovazione e l’attrattività della città e della rete urbana attraverso la diffusione di servizi avanzati di qualità, il miglioramento della qualità della vita. L’obiettivo specifico: elevare la qualità della vita attraverso il miglioramento delle condizioni ambientali come valorizzazione delle risorse e delle specificità locali rafforzando la relazione della cittadinanza con i luoghi, e contrastando il declino del territorio delle aree interne e marginali.

32 Castiglione Cosentino Lavori di completamento riqualificazione piscina comunale per scopi didattici e terapeutici speciali L’intervento oggetto del finanziamento riguarda in particolare: Servizi sociali per l’infanzia, i giovani, gli anziani e i diversamente abili; Servizi per lo sport e il tempo libero. Il completamento della piscina comunale a scopi terapeutici è uno strumento di crescita, di benessere fisico, potenzialmente prezioso per allontanare i rischi, soprattutto dei giovani, connessi al disagio o alla devianza, per soddisfare una domanda qualificata, responsabile e capace di innestare percorsi orientati all’innovazione del tessuto socioeconomico anche al fine di stimolare lo sviluppo del tessuto produttivo delle comunità locali.

33 L’amministrazione comunale ha attivato una serie d’interventi mirati alla riqualificazione e alla trasformazione della struttura esistente in una struttura specializzata in trattamenti terapeutici e riabilitativi. La scelta della destinazione ad uso terapeutico della piscina è stata pensata nel quadro d’intervento per la qualità della vita, essendo l’unica realtà nel contesto territoriale data le particolari caratteristiche delle vasche.

34 Intervista sindaco D. Pisl. Sinergie a livello territoriale:vantaggi e svantaggi. R. Le sinergie sul territorio nascono prima dei Pisl, con l’accordo di partenariato “Kratos 2020”, con lo scopo di creare reti di sviluppo efficienti ed efficaci. Di grande vantaggio è, di certo, la concertazione, che ha permesso di presentare il progetto. Gli svantaggi possono essere ristretti alla sola lentezza burocratica nella fase istruttoria. D.Questa esperienza ha rappresentato un trampolino di lancio per nuove forme di cooperazione? R. Grazie a questa ulteriore progettazione presentata in partenariato, sicuramente ci sarà nuova occasione per cooperare. D. Si intende procedere con altri progetti che siano riconducibili ad altri ambiti? R. Creando la giusta rete territoriale sarebbe auspicabile ai fini dello sviluppo, creare nuove iniziative partenariali che interessino i vari servizi. D. Che cosa cambia rispetto alle precedenti esperienze? R. In relazione a “Kratos 2020”, questo nuovo progetto ha fatto si che, nelle varie zone della Media Valle del Crati, si creasse una varietà di servizi fruibili all’intera collettività interessata. D. I PISL trovano realmente concretezza? R. nell’ambito del progetto presentato, grazie ai PISL, è stata data all’amministrazione l’opportunità di realizzare una struttura (piscina comunale) in grado di soddisfare le esigenze della comunità, essendo una struttura atta all’utilizzo per scopi terapeutici (riabilitazione..). D. Risultati attesi. R. Grazie a questa nuova progettazione, si ha la possibilità di instaurare un concreto sviluppo socio-economico e, grazie alle possibilità date, innalzare di gran lunga la qualità della vita sul territorio interessato.

35 Luzzi “Ristrutturazione del teatro all’aperto”

36 Al fine di garantire un efficiente servizio alla collettività, l’amministrazione propone di modificare l’area dell’Anfiteatro Comunale attraverso la creazione di servizi facilmente raggiungibili; migliorare gli accessi attraverso ampi ingressi correlati da una hall con sale di pubblico utilizzo. L’uso di quest’ultime di tipo – polifunzionale- saranno associate ad iniziative teatrali ed alla fruizione di spazi per eventi, convegni e mostre. L’intera struttura diventerà un valido supporto per le attività culturali, proloco, scuole ed addirittura attività commerciali. Il progetto ha il fine ultimo di ridefinire la zona e modularla in base alle esigenze della comunità. Progetto: “ristrutturazione del teatro all’aperto”

37 Descrizione opera Il teatro all’aperto si trova in una delle zone centrali del paese, nell’area dell’ex teatro tenda (realizzato nel 1989). Il progetto presentato dall’amministrazione comunale ha l’intenzione di ripristinare uno spazio a servizio della comunità. Questo verrà interamente coperto, prevedendo all’interno spazi polifunzionale per qualsivoglia iniziativa culturale. In tal modo l’amministrazione auspica di attrarre iniziative, finalizzate ad un più ampio sviluppo socio- economico, per l’intere zona in partenariato.

38 Finalità sulla qualità della vita Grazie ai fondi Pisl, l’amministrazione comunale di “Palazzo Vivacqua” avrà l’opportunità di dare un nuovo look all’anfiteatro, ma soprattutto di adeguarlo alle norme sulla sicurezza, a un ampio e accogliente luogo di ritrovo che consente lo svolgimento all’aperto di manifestazioni di ogni genere, oggi strutturalmente deficitario, con l’obiettivo di favorire l’innalzamento della qualità della vita dei cittadini.

39 Intervista sindaco D. Pisl. Sinergie a livello territoriale : vantaggi e svantaggi. R. La progettazione comunitaria rappresenta un’opportunità molto vantaggiosa per rilanciare lo sviliuppo socio-economico della zona, attraverso una rete di sinergie. Unico svantaggio risiede nella lentezza burocratica associata ai processi di accesso. D. Questa esperienza ha rappresentato un trampolino di lancio per nuove forme di cooperazione? R. Esiste già, nei paesi della Media Valle del Crati, un’esperienza di partenariato associata allo sviluppo urbanistico della zona attraverso l’accordo“Kratos 2020”. Le reti partenariali, insieme alla progettazione integrata, rappresentano un ottimo strumento di sviluppo che può e deve continuare attraverso la concertazione. D. Si intende procedere con altri progetti che siano riconducibili ad altri ambiti (iniziative per anziani, raccolta differenziata ecc.)? R. Visti i risultati del precedente partenariato ed essendo tuttora associati i Comuni, creando le giuste condizioni si potrebbe certamente estendere la progettazione ad altri ambiti. D. Cosa cambia rispetto alle precedenti esperienze? R. Questo nuovo ciclo ha consolidato i rapporti di partenariato presenti sul territorio. D. I PISL trovano realmente concretezza? R. Nel nostro caso si, in quanto si ha la possibilità di creare nuove infrastrutture o rigenerarle, funzionali per l’intero territorio. D. Risultati attesi. R. Si auspica di creare nuove relazioni da instaurarsi sul territorio. Inoltre la realizzazione di una struttura polifunzionale dà nuova linfa all’area e nuove opportunità socio-culturali di sviluppo, essendo una struttura al servizio dell’intera comunità. La creazione di nuove opportunità spinge, in modo inequivocabile, verso un innalzamento della qualità della vita dei cittadini.

40 ANALISI DEI CASI

41 Sulla base delle nostre ricerche condotte sulla progettazione integrata nella zone della media valle del Crati ci ha consentito di soffermare l’attenzione, su contesti territoriali specifici, sulle dinamiche che si sono stabilite tra i soggetti coinvolti e sulle interdipendenze create nei processi avviati. In altri termini si è cercato, sulla base dello studio dei tre casi, di individuare l’aspetto di mutamento e persistenza che hanno caratterizzato l’agire politico- istituzionale, a livello locale, nell’attuazione della progettazione integrata.

42 Riflettere sulle potenzialità insite in tali reti assume particolare rilevanza all’interno del contesto meridionale e nella valutazione del modo in cui i diversi soggetti, pubblici e privati, hanno concretamente realizzato nelle forme di concertazione rivolte a promuovere il consenso sulle politiche e sulla cooperazione sociale. In questi sistemi locali debolmente istituzionalizzati e caratterizzati da una bassa propensione alla cooperazione tra gli attori locali appare importante l’attuazione di “strategie” inclusive, cioè, orientate a coinvolgere nelle decisioni i diversi portatori di interessi presenti sul territorio locale.

43 L’esempio significativo è rappresentato dall’associazionismo tra enti. Infatti, seppur la normativa imponga ai comuni l’obbligo di creare reti di relazioni, va detto che questa tendenza ad associarsi era già presente prima della normativa sull’associazionismo.

44 …dal punto di vista istituzionale Dai casi trattati si evince che le istituzioni non hanno posto vincoli all’azione, semmai hanno favorito la cooperazione e l’associazionismo civico come prerogativa fondamentale allo sviluppo territoriale, sociale ed economico del paese. Al fine di migliorare l’efficienza dell’organizzazione sociale si denota una stretta collaborazione tra l’apparato amministrativo e il sindaco, promuovendo le iniziative prese di comune accordo. Tale reciprocità migliora l’efficienza dello sviluppo locale, attuando strategie di tipo orizzontale e riconoscendo pari dignità a tutti.

45 Questa visione si pone diametralmente opposta a quella proposta da Cerase il quale nel suo interessante studio sostiene l’avvento del New Public Management, nel corso degli ultimi vent’anni, ha prodotto e sta producendo un profondo mutamento non solo nei processi comunicativi, ma soprattutto nelle modalità organizzative e lavorative delle pubbliche amministrazioni. Le competenze richieste ai pubblici dipendenti ed in particolare ai manager pubblici sono sempre maggiori ed integrate. In questa interessante ricerca di Cerase, viene analizzato il concetto di competenza come un costrutto che attiene ad un tempo all’insieme degli attributi del lavoro e alla caratteristiche del lavoratore (conoscenze, skills, attitudini, stili di lavoro).

46 Intervista al Prof. D’Orio Responsabile programmazione POR /FESR 2007/2013 Allegato video.

47 Intervista Prof. Cersosimo Allegato video

48 Conclusioni

49 CONCLUSIONI FINALI... Gli ambiti di azione nei quali il Pisl deve operare sono molteplici, definiti nell’asse VI del BURC 2007/2013, con differenti tipi di progettazione a seconda delle aree interessate. Gli spunti per la realizzazione di opere e infrastrutture dovrebbe partire dal basso, implicando pertanto una stretta correlazione tra sindaci e cittadini, ma ciò non avviene data l’assenza di un dialogo tra ciò che la comunità chiede all’amministrazione e ciò che l’amministrazione mette in atto. Ricordiamo inoltre che la normativa prevede un partenariato tra enti pubblici e soggetti privati, anche se in realtà ciò avviene solo sulla carta.

50 CONCLUSIONI FINALI I Pisl sono i successori dei Pit. Questi sono stati istituiti da Barca. Grazie a questi si sono instaurate sul territorio nuove reti di concertazione tra istituzioni. Ma è Barca stesso a capire che nel lungo periodo questo tipo di progettazione non avrebbe portato ai risultati sperati, in quanto questi si sono aggregati solo per accordarsi sulla progettazione, mettendo in atto un partenariato solo di facciata, creando degli interventi scollegati nell’area d’interesse. Con i Pit si sono create varie infrastrutture, ma senza che queste siano state utilizzate: in sostanza si è realizzato senza guardare realmente all’utilizzo.

51 Ma c’è reale distinzione tra Pit e Pisl? In realtà rimane tutto uguale, non vi è alcuna distinzione fra i due. Si è cambiato solo l’acronimo, per rendere più semplice l’identificazione amministrativa. I Pisl dovrebbero ripartire i fondi in modo omogeneo sull’area interessata, correggendo ciò che i Pit non hanno fatto. Il principio dovrebbe essere quello di finanziare un unico progetto, curando tutti i passaggi, dall’infrastruttura ai vari servizi, evitando così il problema dei finanziamenti a pioggia o a metà. CONCLUSIONI FINALI

52 In relazione alla progettazione 2007/2013 sono stati stanziati 460 mln di euro, di cui 230 mln non sono stati impegnati e, su 200 mln, 260 mln non sono ancora arrivati, nonostante la scadenza sia prevista per il Questo è un dato che inevitabilmente porta a chiederci quale sia la sorte di questi finanziamenti che, ormai disimpegnati, vengono reindirizzati per altri scopi, come ad esempio nel comparto degli ammortizzatori sociali. CONCLUSIONI FINALI

53 Questo però non può essere ricondotto alla sola lentezza amministrativa, ma la responsabilità risiede anche nei sindaci e nei progetti presentati. Si può parlare, infatti, di lentezza amministrativa solo da un punto di vista “strategico”: da parte della Regione Calabria (al fine di indirizzare le amministrazioni comunali verso determinati progetti), sia da parte dei comuni (che a loro volta ne vogliono degli altri). Spesso questi progetti sono stati già in precedenza stilati e poi, all’occasione, vengono rivisti e riletti in relazione alla programmazione proposta. CONCLUSIONI FINALI

54 Ad ogni modo i Pisl, hanno dato dei buoni risultati: esempio ne è la Regione Sardegna, dove il diverso contesto sociale e la partecipazione attiva della comunità ha permesso la realizzazione di opere funzionali. Possiamo concludere, infine, che il non raggiungimento dei risultati in Calabria può essere ricondotto in primo luogo al contesto e in un secondo luogo alla scarsa qualità degli attori locali. CONCLUSIONI FINALI


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