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Dispersione scolastica e dintorni Corso di formazione “Prevenire e affrontare il disagio” Docente : Prof.ssa Lucia Portolano Corso di formazione per neoassunti.

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Presentazione sul tema: "Dispersione scolastica e dintorni Corso di formazione “Prevenire e affrontare il disagio” Docente : Prof.ssa Lucia Portolano Corso di formazione per neoassunti."— Transcript della presentazione:

1 Dispersione scolastica e dintorni Corso di formazione “Prevenire e affrontare il disagio” Docente : Prof.ssa Lucia Portolano Corso di formazione per neoassunti Anno scolastico a cura della prof.ssa L. Portolano

2 Dispersione scolastica E' un fenomeno che riassume l'insieme della bocciature, delle ripetente e degli abbandoni e che, pertanto, descrive la discontinutià dei percorsi rispetto alla regolarità prevista dagli ordinamenti e dai curricoli. a cura della prof.ssa L. Portolano

3 Insuccesso scolastico La dispersione scolastica mette pertanto in luce l'insuccesso scolastico. a cura della prof.ssa L. Portolano

4 Dibattito Sulla definizione di dispersione scolastica esiste un dibattito tra coloro che la considerano termine onnicomprensivo di tutto ciò che rappresenta una qualche forma di irregolarità o deviazione rispetto alla linearità e continuità del percorsi (l'insieme delle bocciature, delle ripetenze e degli abbandoni) e coloro che invece la ritengono termine da riferire in modo specifico solo all'uscita (abbandono) dal sistema della formazione (quindi scolastico e della formazione professionale). a cura della prof.ssa L. Portolano

5 Nella scuola secondaria di primo grado Sono di cui nel primo anno di corso - i ragazzi che hanno abbandonato gli studi. Una parte (oltre 5.000) si ritira dandone avviso formale alla scuola, mentre un’altra (3.480) sparisce senza spiegazioni. Se i numeri sono piccoli in termini percentuali (si tratta dello 0,5%) degli iscritti, restano invece consistenti in termini assoluti. Particolarmente preoccupante, in questo quadro, che ben 3000 ragazzi abbandonino gli studi già nella prima classe. a cura della prof.ssa L. Portolano

6 Nella scuola secondaria di secondo grado Gli studenti che interrompono la frequenza sono il 3,7%, in numeri assoluti. Anche qui è alta la percentuale delle interruzioni fin dal primo anno di corso (40,8%). Non tutti quelli che interrompono abbandonano definitivamente: una parte passa ad altri indirizzi o, prima o poi, rientra in formazione nel canale della formazione professionale o nei corsi serali per lavoratori- studenti attivati, in numero ancora assai modesto, nella scuola secondaria superiore. Per altri, invece, l’abbandono è definitivo. a cura della prof.ssa L. Portolano

7 Nella scuola secondaria di secondo grado Su 100 ragazzi che dopo la scuola media si iscrivono alla prima classe della scuola superiore, 17 non concludono positivamente l’anno scolastico. Le conclusioni positive sono il 48%, mentre nel 35% dei casi i ragazzi, pur promossi, hanno 1 o più debiti formativi da recuperare. Il risultato finale, tra bocciature/ripetenze, ritardi, abbandoni, è che quasi un terzo dei ragazzi italiani non consegue un diploma. a cura della prof.ssa L. Portolano

8 Nella scuola secondaria di secondo grado La maggiore probabilità di conseguire il diploma riguarda i liceali (85%), seguono gli studenti dei tecnici (79%), dell’istruzione artistica (62,9%), degli istituti professionali (47,8%). Mentre per i liceali non ci sono differenze territoriali, per gli altri i valori del Sud e delle isole sono significativamente più bassi. a cura della prof.ssa L. Portolano

9 Nella scuola secondaria di secondo grado In tutte le tipologie di scuola, le ragazze hanno risultati nettamente superiori a quelli dei maschi. Nei tecnici, scuole tradizionalmente più maschili che femminili, la probabilità delle ragazze di conseguire un diploma è pari a 87,6%, a fronte di una probabilità dei ragazzi pari a 74,5%. a cura della prof.ssa L. Portolano

10 Gli studenti a rischio rischiano di non ottenere successo nella scuola e nella vita e di non raggiungere il diploma. Paradossalmente si può affermare che ogni studente è a rischio, tranne quelle poche eccezioni di studenti fortunati dotati di ottime capacità e di un ambiente ideale di supporto. a cura della prof.ssa L. Portolano

11 Quattro gruppi studenti con tendenza alla fuga dal contesto scolastico; studenti con difficoltà di apprendimento; studenti pseudo-insufficienti: risultati inferiori alle capacità; studenti superdotati a cura della prof.ssa L. Portolano

12 Commissione Giovanni Castellani 1998  “nonostante l’impetuosa crescita della scolarizzazione nella società italiana nel secondo dopoguerra e la forte riduzione che si è parallelamente verificata nel grado di selettività della stessa scuola, permane una ragguardevole distanza tra il grado di scolarizzazione espresso dalle classi più giovani di età in Italia e quello espresso dalle classi analoghe nei più avanzati Paesi occidentali.” a cura della prof.ssa L. Portolano

13 Anello debole aree del Meridione Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna, alcune zone del Nord Est e dell’area Sud Est della provincia di Milano. a cura della prof.ssa L. Portolano

14 Scelte Sulla scorta di tale indagine, il Ministero decise di finanziare i mezzi e le tecnologie per veicolare e moltiplicare le forme di coinvolgimento degli alunni, per diversificare le metodologie dell’apprendimento e renderle più coerenti con le personalità e gli interessi dei singoli. a cura della prof.ssa L. Portolano

15 Dispersione per Lo scarso impegno con cui gli studenti affrontano lo studio la crescente difficoltà che incontrano i docenti a motivare gli alunni a cura della prof.ssa L. Portolano

16 Capovolgimento Scarso impegno nello studioCategorie cognitive E’ dovuto ad un capovolgimento delle categorie cognitive a cui i giovani attingono per acquisire un bagaglio culturale di base Sistematicità sostituita da occasionalità Razionalità sostituita dall’emotività Senso critico sostituito dal consenso di gruppo Tradizione sostituita dalla moda a cura della prof.ssa L. Portolano

17 Impegno educativo difficile Trasmettere valori autentici cui fare riferimento nell’arco di tutta la vita a cura della prof.ssa L. Portolano

18 Compito arduo per i genitori In un momento che vive la crisi dei veri valori ed esalta miti falsi, ma molto accattivanti specialmente agli occhi inesperti dei giovani, catturati dalle immagini ossessivamente ricorrenti della ricchezza, della giovinezza, della felicità a cura della prof.ssa L. Portolano

19 E’ difficile per i genitori Insegnare ai figli a distinguere i valori che connotano la dignità dell’uomo, quali il rispetto per sé stessi e per gli altri o la solidarietà verso i più deboli da quelli che vengono inseguiti dai più perché allettanti, quali l’arrivismo, l’inseguimento del benessere a tutti i costi, l’ appparire sull’essere. a cura della prof.ssa L. Portolano

20 Educare è difficile anche perché Spesso persino i genitori si lasciano irretire dai miti dominanti, anche se l’oscura consapevolezza della futilità di questi ultimi li conduce a ripensamenti e ad assumere a volte comportamenti educativi incoerenti che sortiscono l’unico scopo di disorientare i ragazzi. a cura della prof.ssa L. Portolano

21 I genitori non sono esempi di coerenza Gli adulti non sono un esempio di coerenza e un modello per i giovani. La complessità dei rapporti sociali e i ritmi frenetici di vita non lasciano molto spazio alla riflessione e alla comunicazione tra genitori e figli a cura della prof.ssa L. Portolano

22 La comunicazione:emergenza educativa Attualmente, il tema della comunicazione familiare si impone come un’emergenza educativa e culturale di fronte alla quale si dispongono le possibilità di genitori e figli di costruire, congiuntamente, un percorso di formazione reciproca. a cura della prof.ssa L. Portolano

23 Variabili sfavorevoli Le condizioni, il contesto esterno, vanno visti come variabili sfavorevoli con cui confrontarsi; non come alibi o giustificazione di alti tassi di dispersione… a cura della prof.ssa L. Portolano

24 La scuola deve:  rivedere i suoi curricula di studio  mantenere nei percorsi formativi quegli alunni che manifestano la tendenza a uscirne in vario modo anzitempo  attivare una didattica capace di offrire una pluralità di approcci, di occasioni, di stimoli intellettuali e disciplinari, una didattica non uniforme, non pensata solo con la cultura del ceto medio  partire dal presupposto della differente qualità e natura delle intelligenze, delle vocazioni e dei talenti degli alunni a cura della prof.ssa L. Portolano

25 Necessità Per combattere la dispersione occorre che la scuola predisponga strumenti e occasioni regolari di riflessione, valutazione e riprogettazione della propria attività…. a cura della prof.ssa L. Portolano

26 Necessità I fenomeni di abbandono, di insuccesso, di dispersione, possono essere combattuti dentro e attraverso la scuola; non vi è alcun rapporto di necessità, nessun nesso rigidamente meccanico tra il disagio e l’emarginazione sociale e l’insuccesso. a cura della prof.ssa L. Portolano

27 Dieci regole  1.Migliorare la banca dati sui dropout (ossia sulla dispersione scolastica)  2. Predisporre un sistema d’allarme precoce che permetta di identificare il più presto possibile gli studenti in difficoltà per aiutarli e per prevenire l’insuccesso scolastico  3. Prevedere tutori e mediatori adulti per sostenere gli allievi in difficoltà  4. Sostenere i genitori nell’educazione dei figli, favorire la loro partecipazione alla vita della scuola ed individualizzare con piani personalizzati su misura la carriera scolastica fino al diploma a cura della prof.ssa L. Portolano

28 Dieci regole  5. Riformare la formazione secondaria superiore (l’istruzione secondaria di secondo grado), con programmi propedeutici rigorosi di preparazione sistematica all’ amminissione agli studi universitari oppure all’entrata nel mondo del lavoro, che tengano conto delle aspettative delle aziende  6. Approntare un largo ventaglio di opzioni per sostenere gli allievi in difficoltà allo scopo di permettere a tutti di terminare l’istruzione secondaria di secondo grado con la preparazione necessaria per entrare all’università o nel mondo del lavoro  7. Prolungare l’obbligo scolastico fino ai 18 anni a cura della prof.ssa L. Portolano

29 Dieci regole  8. Estendere il ventaglio di opzioni d’apprendimento offerte nell’ambito dell’insegnamento secondario di secondo grado per consentire di guadagnare crediti per l’accesso agli studi superiori  9. Stimolare la ricerca e la diffusione di buone pratiche creando centri d’informazione documentati su esperienze ben valutate di cui si può dire, prove alla mano, che funzionano  10. La riduzione del numero dei drop out, il miglioramento dell’istruzione secondaria di secondo grado, l’aumento della percentuale dei diplomati e dei laureati, nonché la preparazione di una manodopera competente devono diventare una priorità nazionale. a cura della prof.ssa L. Portolano

30 Quando la scuola dà saturazione Istruzione troppo ripetitiva L’alunno resta a lungo in uno stesso spazio o in compagnia delle stesse persone L’alunno si sente obbligato a rimanere in determinate situazioni L’alunno si sente costretto a seguire una lezione troppo pesante, mentre vorrebbe passare ad altro a cura della prof.ssa L. Portolano

31 VARIETA’ RISPETTO ai luoghi alle attività da svolgere alle modalità di esecuzione alle persone con cui si sta in contatto alle tipologie di rapporto a cura della prof.ssa L. Portolano

32 AMBIENTE ARCHITETTONICO Dimensioni delle aule Laboratori (di scienze, attività teatrali, lettura) Aule di informatica Spazi aperti e spazi chiusi Aula base e aula attrezzata a cura della prof.ssa L. Portolano

33 Segnali di saturazione Facile distraibilità Tendenza a cambiare la posizione del corpo Tendenza a chiacchierare con i compagni Tendenza a guardarsi intorno Tendenza a giocherellare con le mani Tendenza a trastullarsi con un oggetto a cura della prof.ssa L. Portolano


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