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L’ITALIA PRIMA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. LA PRIMA GUERRA MONDIALE … IL FRONTE ITALIANO.

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Presentazione sul tema: "L’ITALIA PRIMA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. LA PRIMA GUERRA MONDIALE … IL FRONTE ITALIANO."— Transcript della presentazione:

1 L’ITALIA PRIMA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

2 LA PRIMA GUERRA MONDIALE … IL FRONTE ITALIANO

3 Data : 24 maggio novembre 1918 Luogo : Alpi e Prealpi italiane orientali, pianura veneto-friulana Esito : Vittoria italiana Modifiche territoriali : Dissoluzione dell'Impero austro-ungarico Annessione all'Italia di Venezia Giulia, Venezia Tridentina e Zara Regno d'Italia morti feriti

4 UNA SINGOLA MORTE E’ UNA TRAGEDIA UN MILIONE DI MORTI E’ UNA STATISTICA josEf stalin

5 STORIA Il presupposto storico più generale della Grande guerra è il processo di industrializzazione che interessò l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone nella seconda metà dell’Ottocento e che ebbe il suo culmine nella seconda rivoluzione industriale. Furono due le conseguenze di tale processo che vanno considerate come cause remote della Grande guerra. Sul piano economico, la concentrazione industriale, portò a un’enorme crescita della produttività. Questa a sua volta si tradusse in una spietata e generalizzata guerra commerciale. Sul piano politico, con l’adozione del protezionismo e l’aumento delle commesse statali, ovvero l’imperialismo, il conflitto economico tra imprese private si trasformò in conflitto politico tra Stati. Il sistema internazionale europeo si polarizzò in due alleanze contrapposte: la Triplice intesa, che faceva perno sull’Inghilterra, e la Triplice alleanza, che aveva come punto di riferimento la Germania. I tradizionali conflitti bilaterali di portata si saldarono in un unico conflitto multilaterale di portata globale. In questa situazione la minima esplosione locale di conflittualità era destinata a innescare l’attentato di Sarajevo. Dopo la guerra il bilancio fu: 8,5 milioni i morti, 20 milioni i feriti gravi. Alle perdite umane si aggiunse l’enorme distruzione di risorse materiali, che a livello economico si tradussero in un enorme aumento dei debiti pubblici degli Stati. I governi vi fecero fronte stampando banconote in eccedenza e dando origine a un processo inflazionistico che provocò profonde tensioni sociali.

6 LETTERATURA – ARTE- FILOSOFIA La tragica esperienza della Grande guerra lasciò un segno profondo nella produzione letteraria di tutti i paesi coinvolti, anche perché molti furono i poeti e gli scrittori che vi parteciparono in prima persona come soldati. Ai temi della caducità, della dialettica della vita e della morte, resi attraverso le metafore del miraggio, si aggiungono quelli del naufragio e dei fenomeni naturali del decadimento. Nonostante ci fu un cambiamento notevole in letteratura, la guerra incise anche sulla produzione artistica figurativa in maniera ridotta; il tema della guerra ebbe un grande rilievo e ci fu un nuovo stile chiamato: Nuova oggettività, che fu uno degli ultimi esiti dell’Espressionismo. Dal punto di vista filosofico, le premesse della guerra sono rinvenibili nella concezione assoluta della soggettività umana elaborata dalle due correnti egemoni del pensiero ottocentesco, l’idealismo hegeliano e il positivismo. L’esaltazione acritica delle capacità umane, l’attribuzione all’uomo di una padronanza totale della natura e dei rapporti sociali, la fede cieca nella positività e nella necessità del progresso storico fecero perdere all’uomo occidentale la coscienza dei limiti della propria conoscenza e della propria prassi, diminuendone il senso di responsabilità e la moderazione nell’agire politico.

7 LA MUSICA AI TEMPI DELLA GUERRA NARRAZIONE Come un vero e proprio racconto, abbiamo qui di seguito essenzialmente due voci: quella del narratore e quella del protagonista. Il narratore è esterno e parla in terza persona, ma in alcuni momenti entra nella narrazione con le sue esortazioni («Fermati Piero», «Sparagli Piero»), immedesimandosi nella situazione e perciò provocando anche un maggior coinvolgimento nel lettore/ascoltatore. Il discorso riportato di Piero, che si trova in tre strofe. Le parole rendono più tangibile la figura di Piero (che altrimenti rimarrebbe un semplice soldato-fantasma in mezzo a molti altri) accentuando così il coinvolgimento del lettore/ascoltatore.

8 Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma son mille papaveri rossi lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente così dicevi ed era inverno e come gli altri verso l'inferno te ne vai triste come chi deve il vento ti sputa in faccia la neve fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso dei morti in battaglia ti porti la voce chi diede la vita ebbe in cambio una croce ma tu no lo udisti e il tempo passava con le stagioni a passo di giava ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di primavera Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma son mille papaveri rossi lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente così dicevi ed era inverno e come gli altri verso l'inferno te ne vai triste come chi deve il vento ti sputa in faccia la neve fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso dei morti in battaglia ti porti la voce chi diede la vita ebbe in cambio una croce ma tu no lo udisti e il tempo passava con le stagioni a passo di giava ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di primavera e mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a che tu non lo vedrai esangue cadere in terra a coprire il suo e se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire ma il tempo a me resterà per vedere gli occhi di un uomo che muore e mentre gli usi questa premura quello si volta, ti vede e ha paura ed imbraccia l'artiglieria non ti ricambia la cortesia cadesti in terra senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che il tempo non ti sarebbe bastato a chiedere perdono per ogni peccato cadesti interra senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che la tua vita finiva quel giorno e non ci sarebbe stato un ritorno Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio Ninetta bella dritto all'inferno avrei preferito andarci in inverno e mentre il grano ti stava a sentire dentro alle mani stringevi un fucile dentro alla bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

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13 HOCKEY SUL GHIACCIO CALCIO RUGBY CICLISMO

14 Gli unici sport che non morirono del tutto furono : il CALCIO e il RUGBY; che sopravvissero negli imperi centrali schierati sui fronti lontani, le truppe britanniche incoraggiavano la propria squadra che giocava tra le rovine e persino sulla stessa linea di battaglia del fronte francese.

15 Questa rinascita arrivò nei paesi neutrali e in particolare nell’America Latina. Ma il Brasile, l’Argentina e l’Uruguay erano gli Stati con più squadre e diedero vita al primo campionato tra Argentina, Brasile, Cile e Uruguay.

16 Nel 1917 gli Americani portarono in tutto il mondo il Baseball praticato soprattutto da squadre americane e francesi.

17 Lo sport andò avanti, gli animi degli sportivi non si placarono per il conflitto anzi, andarono sempre più a crescere a macchia d’olio arrivando anche a spianare e pulire dalle rovine un piccolo terreno di guerra per costruire campetti da gioco.

18 I club ormai erano più di 1900; ciò indica che il football non lo fermò nessuno.

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20 Il Milan (1898) La Juventus(1897) L’Inter (1908) Il Lecce(1908)

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22 La Bassèe Louis Van Hege James Spensley

23 LO SPORT NON MUORE E NON MORIRA’ MAI PERCHE’ SE HA SAPUTO VINCERE CONTRO IL CONFLITTO DELLA GRANDE GUERRA NESSUNO RIUSCIRA’ AD ANNIENTARLO!!

24 Società delle nazioni La Società delle Nazioni nasce nel a Parigi con lo scopo di mantenere la pace tra i Paesi del mondo. I paesi che fondarono “la Società delle Nazioni”, e che oggi ne fanno ancora parte, furono: Inghilterra, Portogallo, Francia, Australia, Canada, Cina, India, Colombia e Uruguay. Oggi questa organizzazione è chiamata “ONU”(Organizzazione delle Nazioni Unite) e ne fanno parte 193 Paesi.

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26 Non disponeva di forze armate; Era richiesto il voto unanime; L'esclusione della proposta giapponese sulla clausola di eguaglianza razziale dal patto della Società; Alcune importanti nazioni non vi erano incluse. Gli Stati Uniti d'America; la Germania fu membro dal 1926 al L'Unione Sovietica entrò nel 1934 e venne espulsa per aggressione nel 1939 quando invase la Finlandia e occupò l'Estonia, la Lettonia e la Lituania in seguito al Patto Molotov-Ribbentrop. Perché la Società delle Nazioni è stata rimpiazzata

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