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 Abbiamo visto che il Pakistan post-indipendenza era caratterizzato da condizioni strutturali di grande debolezza  I fattori economici e sociali erano.

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1  Abbiamo visto che il Pakistan post-indipendenza era caratterizzato da condizioni strutturali di grande debolezza  I fattori economici e sociali erano rafforzati da una grande disomogeneità politica  La debolezza del partito-Stato della Muslim League, era un fattore cruciale

2  Il partito non aveva basi solide nelle province che costituivano il Pakistan  Il suo successo nel conquistare queste province all’ideale del Pakistan era stato illusorio  Più che di costruzione di un reale consenso politico, si era trattato di un processo di cooptazione delle elite locali – specialmente le elite fondiarie nel Punjab - che avevano ritenuto conveniente sostenere il movimento per il Pakistan

3  Queste stesse elite erano però pronte a sollevarsi contro il governo centrale, qualora questo non operasse più nei loro interessi  Lo scenario politico in Pakistan negli anni ‘40 e ‘50 è dunque caratterizzato da una fondamentale frammentazione politica, e dalla tendenza delle elite provinciali della Lega Musulmana a trincerarsi nelle proprie roccaforti, cercando di indebolire l’autorità centrale

4  In questo scenario già difficile emerse il problema fondamentale divenne il conflitto relativo all’orientamento ideologico dello Stato  Il Pakistan doveva essere uno stato-nazione o uno Stato islamico?  La risoluzione di Lahore del marzo 1940 definiva i musulmani indiani come "nazione", ma non faceva riferimento ai rapporti tra il futuro Stato e la legge islamica né al ruolo degli Ulama in esso

5  Non c'è da stupirsi quindi che la risoluzione avesse ricevuto reazioni contrastanti dagli Ulama  In primo luogo, non si fidavano della Lega musulmana, perché era troppo laica per loro  Politici come Muhammad Ali Jinnah o Liaquat Ali Khan erano noti per le loro abitudini occidentali

6 Muhammad Ali Jinnah, leader della Lega Musulmana e primo governatore generale del Pakistan (a destra con Jawaharlal Nehru)

7 Liaquat Ali Khan, primo ministro del Pakistan,

8  Gli Ulama, in generale avevano un’opinione molto critica dei politici musulmani occidentalizzati  Non solo per la loro visione «modernista» dell'Islam, ma anche perché li consideravano come i loro concorrenti naturali per la leadership della comunità musulmana

9  I leader religiosi erano anche aspramente opposti al nazionalismo, che consideravano un’ideologia importata dall’occidente  Essi invece hanno aderito all'idea universalistica della «Umma», la comunità islamica mondiale

10  Ovviamente questo non vuol dire che tutti i leader religiosi musulmani in India sono stati contro l'idea del Pakistan  C'era una minoranza degli Ulama di Deoband (e anche di altre scuole), che aveva sostenuto la proposta di Jinnah

11  Un altro attore influente era il partito «fondamentalista» Jama'at-i-Islami  Questo partito era stato fondato e guidato da Abu-a- la Maududi ( ) uno dei fondatori dell'Islam politico contemporaneo

12  Questo partito, all'inizio era contro la creazione del Pakistan (per le stesse ragioni degli Ulama)  Poi, quando Maududi si rese conto che la spartizione era inevitabile decise di sostenerla  Dopo il '47 il partito si trasferì in Pakistan con l’ambizione di trasformarlo in un «vero» Stato islamico

13  In sintesi, gli Ulama che erano a favore del Pakistan e la Jama'at-i-Islami avevano un obiettivo comune  Pensavano che, una volta che lo Stato-nazione musulmano era stato creato, esso doveva essere trasformato in uno Stato islamico, vale a dire in uno Stato governato dalla legge islamica  Quindi dopo l'agosto 1947 si trasferirono in Pakistan per fare pressione sui politici in vista dell’«islamizzazione» del paese

14  Questo sarebbe stato il dramma del Pakistan: c’erano molte persone che avevano idee diverse di ciò che il Pakistan doveva essere  Per Jinnah e la Lega Musulmana, doveva essere uno stato laico, con pieni diritti per le minoranze  Per gli Ulama e i «fondamentalisti» doveva essere uno Stato islamico

15  Ovviamente Jinnah e la Lega Musulmana sono stati anche responsabili di questa ambiguità  Anche se le idee personali laiche di Jinnah erano conosciute, tuttavia anch’egli ha usato i simboli dell'Islam al fine di ottenere il sostegno popolare di cui aveva bisogno

16  Questo sfruttamento dei simboli islamici per fini politici aveva creato molta confusione nella società  Al momento dell'indipendenza, molte persone, in particolare a livello popolare, sinceramente credevano che il Pakistan fosse stato creato in nome dell'Islam  Mentre altri settori – occidentalizzati e «liberali» vedevano il Pakistan come un moderno Stato-nazione

17  Certo, anche questi settori ammettevano che lo Stato avrebbe avuto una relazione particolare con l'Islam  Ma essi concepivano l'Islam non come un insieme di regole, ma piuttosto come un «principio morale» che avrebbe potuto servire come base di una costituzione moderna

18  In questo senso, gli occidentalizzati potevano fare ricorso alla lunga tradizione del pensiero riformista dell’Islam indiano  In particolare all’opera di Sir Syed Ahmad Khan e al suo uso del concetto giuridico islamico di ijtihad (interpretazione personale delle scritture)

19  Tuttavia, per gli Ulama l’Islam non era un «principio morale»  L’Islam per loro era un insieme di ingiunzioni specifiche comandate da Dio agli uomini

20  Perché tutto questo rilevante per il nostro discorso sulla democrazia in Pakistan?  È importante perché il conflitto ideologico in Pakistan ha reso il processo di costruzione istituzionale molto più difficile che in India

21  Mentre in India l'Assemblea Costituente ha funzionato bene e rapidamente e la Costituzione è stata approvata nel 1949, in Pakistan il dibattito sulla Costituzione è stato molto difficile  Il processo costituente in Pakistan è diventato un'arena in cui le due visioni contrastanti sulla natura dello Stato si combattevano l'un l'altra

22  Ovviamente il conflitto ideologico non era l'unico motivo per il fallimento della democrazia  In realtà ci erano stati già chiari segni di comparsa di una cultura autoritaria in Pakistan  Tuttavia il conflitto ideologico contribuì notevolmente al fallimento della democrazia, perché rallentò l'intero processo di costruzione istituzionale

23  In particolare, dal 1948 ai primi anni 1950, il dibattito fu incentrato sul principio della sovranità dello Stato  I leader religiosi volevano che lo Stato riconoscesse che la sovranità appartiene a Dio, non all'uomo  Se la sovranità appartiene a Dio, un sistema parlamentare non è accettabile

24  Secondo questa visione « ortodossa », la legge esiste già, è stata data da Dio e non può essere stabilita o modificata da una assemblea parlamentare  Pertanto, in teoria, nell'Islam non ci dovrebbe essere alcuna legislazione, ma solo consultazione

25  In sostanza i leader religiosi potevano accettare un parlamento, ma solo se la sua attività fosse stata posta sotto il controllo di un organismo di Ulama  Gli Ulama avrebbe dovuto assicurarsi che nessuna legge approvata dal parlamento fosse in contraddizione con la Shari'a

26  Ovviamente i politici non erano pronti a concedere tale potere agli Ulama  Essi credevano che un sistema parlamentare era compatibile con l'Islam  In quest’ottica erano pronti a reinterpretare i principi islamici sotto una " luce moderna "  In particolare, il concetto classico di Consenso ( Ijma ), veniva reinterpretato dai modernisti come principio di legittimazione per un parlamento in uno Stato islamico

27  In questo modo, secondo i modernisti, l’Ijma poteva essere non solo il consenso della comunità, ma più in particolare il consenso dei membri democraticamente eletti di un assemblea  Questo punto di vista era però respinto dagli Ulama

28  Il conflitto tra le due fazioni rese di fatto quasi impossibile la scrittura della Costituzione  Una Costituzione sarà approvato solo nel 1956, solo per essere sospesa dopo appena due anni dall'intervento dell'esercito, che instaurò il primo regime militare sotto la guida del gen. Ayub Khan, destinato a durare fino al 1970

29  Quali sono state le conseguenze di questa impasse?  Ha reso il funzionamento democratico dello Stato impossibile, e il governo « d’emergenza » la regola quotidiana  Fino al 1970 non ci furono elezioni nazionali in Pakistan (solo un’elezione provinciale nel 1951)  Le attività legislative furono svolte dall'Assemblea Costituente, che funse da parlamento provvisorio

30  Anche se c'era un governo formalmente in carica, tutti i poteri erano nelle mani del governatore generale (Jinnah fino al 1948 )  Pertanto il governo mediante i decreti esecutivi diventò la prassi normale

31  Tutto ciò ha impedito che in Pakistan si impedisse la creazione di ciò che in politologia è spesso definito processo «incrementale», che è tipico dei regimi democratici (Oldenburg, «India, Pakistan and democracy»)  Impedì cioè che si stabilisse un costume, un’abitudine ai processi politici democratici

32  Inoltre, l’impossibilità della classe politica di risolvere l’impasse ha provocato una sua delegittimazione  Mentre l’opinione pubblica laica ha iniziato a guardare ai settori non eletti dello Stato come l’unica garanzia per la salvaguardia del Paese, la burocrazia e l’esercito hanno cominciato a nutrire una forte sfiducia nei confronti dei politici

33  Da questo punto lo scenario in Pakistan non è ovviamente unico  Molti paesi afro-asiatici di recente indipendenza, che hanno ereditato dal passato coloniale delle forti strutture burocratiche e militari, sono stati governati da una combinazione di governo politico e burocratico

34  E ' lo stesso scenario che Samuel Huntington (“Political Order in Changing Societies “) descrive nel suo modello del "pretorianismo“  Cioè, il fallimento dei governi civili e il predominio delle istituzioni non politiche - come i militari o la burocrazia - che tendono a svolgere ruoli apertamente politici

35  Il concetto chiave di Huntington è la relazione tra partecipazione politica e l'istituzionalizzazione  Con partecipazione si intende il processo attraverso il quale i gruppi sociali entrano nell'arena politica e competono per il potere e le risorse con metodi universalmente accettati

36  Istituzionalizzazione politica significa – nella visione di Huntington - in pratica lo sviluppo di un sistema partitico vitale, aperto e pluralistico  Secondo Huntington, quando la partecipazione politica aumenta rapidamente, come nel corso di un processo di modernizzazione in nuovi stati indipendenti, o di altre società "tradizionali", e nuovi attori sociali entrano nella sfera politica, se il livello di istituzionalizzazione politica è basso, ci sono due possibili risultati:

37 a)L'emergere di violenza e di instabilità b)La politicizzazione degli attori non politici : militari, burocrazia, magistratura possono essere tentati di colmare il vuoto e svolgere ruoli apertamente politici, che possono portare a Colpi di Stato, o altri regimi meno apertamente “pretoriani”

38  Paradossalmente, più altamente sviluppata è la burocrazia, più difficile sarà che essa si adatti a una partecipazione politica ampia

39  Ovviamente la "teoria del pretorianismo" sembra adattarsi molto bene al caso del Pakistan  Qui abbiamo uno Stato con una partito politico debole (Muslim League), debolezza delle istituzioni politiche, e un’amministrazione civile e un’istituzione militare forti e ben organizzate

40  Un tentativo di compromesso fu fatto con la «Objectives Resolution» del 1949, che diventerà il Preambolo della Costituzione del 1956  Questo documento cercava di salvare sia la sovranità di Dio con quello del Parlamento

41  In effetti la Costituzione del 1956 dichiarerà il Pakistan una repubblica islamica  E creerà altresì un organismo composto di studiosi islamici, ma solo con poteri consultivi, non con il potere di veto sull'attività legislativa

42  Questo compromesso, di fatto, deluse entrambe le parti  I leader religiosi non erano soddisfatti e gli elementi laici nella struttura dello Stato pensavano che i politici fossero troppo «deboli» dinanzi alle rivendicazioni dei partiti religiosi

43  Questo è il contesto fondamentale per capire la progressiva ascesa dell'asse burocratico-militare come il vero centro del potere in Pakistan

44  Dunque i partiti religiosi continuavano a fare pressione sul governo mentre, allo stesso tempo, utilizzavano mezzi non istituzionali per mantenere la pressione  Frequenti diventarono gli appelli pubblici per l'applicazione delle norme della sharia come il purdah delle donne o il digiuno del Ramadan

45  Ovviamente queste proteste avevano un significato politico chiaro  Esponendo il presunto carattere «non-islamico» della classe dirigente, i partiti religiosi cercavano di delegittimare il governo

46  Ma perché il governo e l'asse burocratico-militare erano tanto riluttanti ad agire contro i partiti religiosi?  In realtà è difficile comprendere il graduale scivolamento del Pakistan nel caos, senza notare che l'Islam era molto più di una ideologia sposata da alcuni religiosi radicali

47  Consapevoli della debolezza delle strutture statali, di fronte alla realtà di una probabile frammentazione del paese, molti politici - ma anche burocrati e militari - ritenevano l’islam come l'unico fattore unificante possibile per una società profondamente frammentata

48  Per molti, anche tra i settori laici, l'Islam poteva essere uno strumento utile come fattore di state- building  Anche se vi erano voci (la stampa laica e alcune agenzie statali), che mettevano in guardia sui rischi dell’utilizzare l'Islam come strumento politico, queste non venivano ascoltate

49  L’Islam e i simboli islamici divennero un punto di riferimento costante nei discorsi dei funzionari pubblici e amministratori  L'Islam divenne uno strumento della politica, un modo per mantenere il controllo della società

50  Consideriamo ad esempio le aree tribali del North West-Frontier Province  Qui il territorio non è mai stato completamente sotto il controllo del governo

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52  Qui molti funzionari statali credevano che l’appello dell'Islam fosse l'unico modo per mantenere la fedeltà delle tribù pashtun  Inoltre le tribù avrebbero potuto essere utilizzate dal governo pakistano come un esercito “non ufficiale” per combattere in Kashmir

53  Quindi il governo riteneva opportuno mantenere un «fervore islamico» nella zona, in previsione di una chiamata al jihad contro l'India in Kashmir  Questa strategia era considerata così importante dal governo da indurlo a finanziare con 120 milioni di rupie all’anno i capi tribali e i leader religiosi locali

54  La conseguenza di questa politica fu una graduale sacralizzazione della scena politica in Pakistan  I funzionari di governo e i burocrati iniziarono a fare continui riferimenti all'islam nelle loro dichiarazioni ufficiali

55  Ad esempio, quando il governatore generale Khwaja Nazimuddin nel 1951 rivolse un messaggio all'esercito, volle sottolineare la loro «missione da compiere», quali truppe del Pakistan, il «bastione dell'Islam»

56  E 'in questo costante riferimento alla simbologia islamica che si trova la chiave per gli sviluppi politici in Pakistan e, in particolare, per la rinascita e l’aggressività dei partiti religiosi  La sacralizzazione del discorso politico ha attirato i partiti religiosi nell'arena politica e ha dato loro ancora più influenza di quanta ne avessero al tempo della Partition

57  Se l'Islam era l'unico terreno comune della società, nessuno avrebbe avuto il coraggio di prendere una linea dura contro i partiti religiosi, in quanto sarebbero apparsi come anti-islamici agli occhi dell’opinione pubblica

58  E 'in questo contesto che dobbiamo vedere gli eventi che seguirono nei primi anni 1950, e che hanno portato al fallimento del governo civile  Il difficile equilibrio che si era creato nel 1949 tra i partiti religiosi e laici, fu improvvisamente interrotto nei mesi successivi con la venuta alla superficie di una nuova polemica sul ruolo delle minoranze religiose in Pakistan

59  L’emergere di questo problema ha avuto l'effetto di spingere la questione della Costituzione islamica sullo sfondo, e al tempo stesso di radicalizzare lo scontro tra i partiti islamici e politici laici  I problemi sono iniziati quando un’organizzazione radicale di Ulama chiamata Majlis-i-Ahrar, ha lanciato un’agitazione contro la setta religiosa detta Ahmadiyya (o Qadiani)

60  Chi erano gli Ahmadiyya?  Sono i seguaci di Mirza Ghulam Ahmad ( ) di Qadian (nel Punjab orientale), che erano numerosi in Pakistan, dove avevano fondato il loro centro dopo il 1947

61 Mirza Ghulam Ahmad ( )

62  Gli Ahmadiyya sono uno dei tanti movimenti millenaristi e messianici che erano apparsi in Punjab nel tardo 19 ° secolo, sia come reazione alla presenza coloniale e per l'attività missionaria cristiana  Il movimento aveva un carattere sincretistico, che combinava elementi provenienti da diverse tradizioni religiose, musulmane e cristiane

63  Il nucleo della controversia religiosa poggiava sulla pretesa di profezia che Ghulam Ahmad aveva fatto nel 1901  Tale dichiarazione profondamente offesi i sentimenti musulmani, data la centralità che la fede nella "finalità della Profezia" di Muhammad (Khatm-i-Nubuwwat) ha nella fede islamica

64  In realtà Ghulam Ahmad si era basato sulla distinzione tra il ruolo del Profeta come legislatore e quello di rinnovatore religioso, che era stata presente nel pensiero mistico islamico per secoli  Tuttavia questa distinzione teologica sottile non poté evitare che la comunità diventasse l'oggetto della condanna della comunità musulmana

65  A parte la questione teologica, i loro tratti sociologici non li aiutavano a vincere la simpatia della gente  La comunità aveva un tradizionalmente elevato livello di istruzione (anche delle donne), erano considerati pro-britannici, e avevano anche acquisito una notevole ricchezza  Questo spiega il motivo per cui c‘era una notevole percentuale di Ahmadi nel governo e nell'amministrazione in Pakistan

66  Gli Ahrar avanzarono per la prima volta in pubblico nel maggio 1949 la richiesta che gli Ahmadi fossero banditi dalla comunità islamica e dichiarati una setta non musulmana  Tale decisione avrebbe avuto conseguenze importanti:  Costituisce un punto di teologia comunemente accettato che, in uno Stato islamico è proibito per i non musulmani a governare i musulmani

67  Dunque l’esclusione degli Ahmadi dalla comunità musulmana avrebbe immediatamente obbligato il governo a privare tutto i membri della comunità di incarichi pubblici

68  Oltre a ciò, gli Ulama avevano molti vantaggi da tale controversia:  Mettere in discussione «l’islamicità» della classe dirigente  Apparire come « campioni dell'Islam » e fare dimenticare la loro passata opposizione al Pakistan  Aprire posizioni nei circoli del potere

69  Il più importante di questi casi è stato quello del ministro degli Esteri Zafrullah Khan, che era un noto credente Ahmadi  Infatti, dal momento della prima esplosione di protesta contro gli Ahmadi, gli Ahrari avevano pesantemente attaccato Zafrullah Khan

70  Questa domanda pubblica era già stata preceduta da chiari segni che la protesta aveva il potenziale per incitare alla violenza  Già nell'agosto 1948, un ufficiale dell'esercito era stato ucciso a Quetta per il suo solo essere un Ahmadi

71  Tuttavia le autorità politiche erano esitanti a intervenire e reprimere la campagna di proteste, temendo di apparire come «anti-islamici» dinanzi all’opinione pubblica  Questa riluttanza a intervenire di fatto incoraggiò le proteste, che crebbero di intensità

72  Il punto di svolta fu costituito dalla decisione del Ministro Zafrullah Khan, nel maggio del 1952, di sottoscrivere pubblicamente la sua fede per parlare a una conferenza pubblica di Ahmadi a Karachi  Durante questa cerimonia migliaia di agitatori anti- Ahmadi si scontrarono con la polizia e attaccarono negozi e case di Ahmadi a Karachi

73  A questo punto, di fronte alla prospettiva di un movimento di disobbedienza di massa, l'esercito decise di intervenire  Superando le ambiguità dei politici, il 6 marzo fu dichiarata la legge marziale nella città di Lahore, che è stato poi estesa al resto della Provincia

74  Tuttavia le conseguenze dell'agitazione erano di andare ben oltre questo, e di alterare l'equilibrio politico a livello nazionale  La prima e più importante conseguenza dell'agitazione anti- Ahmadiyya era quello di rompere l'equilibrio tra posizioni laiche e religiose

75  La controversia riaprì il dibattito sulla costituzione pakistana con l'aggiunta di un nuovo punto di discussione: lo status della comunità Ahmadiyya - e più in generale delle minoranze non musulmane - nello Stato  Una seconda conseguenza rilevante era che l'equilibrio tra i politici e le istituzioni non elette era chiaramente rotto a favore di questi ultimi

76  Dopo il febbraio 1953 era facile per i burocrati e gli ufficiali dell'esercito mettere in evidenza la debolezza dei politici nell'affrontare i partiti religiosi  Pertanto, gli incidenti del Punjab hanno rappresentato il primo segno del ruolo dominante che le istituzioni non elette avrebbero giocato nel determinare il destino politico del Pakistan

77  Era chiaro che la burocrazia e l'esercito non si fidavano più dei politici  Infatti, la dichiarazione di legge marziale arrivò appena cinque anni prima del primo golpe militare dal generale Ayub Khan nell’Ottobre 1958

78  Dal punto di vista dello scontro tra tendenze islamiche e laiche nello Stato, gli effetti sono stati ambigui  Apparentemente, la fine dell'agitazione aveva segnato una vittoria dei settori secolari

79  Dopo gli eventi, era stata istituita una Corte di inchiesta per esaminare le cause dell’agitazione  Nel 1954 questa pubblicò un famoso Rapporto (Munir Report), che è considerato un manifesto dei laici in Pakistan  Il Rapporto criticava amaramente gli Ulama per la loro ristrettezza mentale e per non essere in grado di concordare tra loro persino su concetti di base come, ad esempio, chi possa dirsi musulmano...

80  Tuttavia al tempo stesso l'agitazione aveva dimostrato ancora una volta l' importanza che i valori e i simboli islamici avevano nella politica pakistana  Anche se forse non era allora del tutto evidente, al momento, dopo il 1953 l'idea di nazionalismo laico era fallito in Pakistan

81  La classe dominante sembrava aver accettato che governare il Pakistan era impossibile senza il ruolo di legittimazione dell'Islam  Ironicamente, anche la dichiarazione con la quale il comandante militare del Punjab, il 6 marzo aveva annunciato la legge marziale e faceva appello alla calma, era stata fatta "In nome dell'Islam"

82  Dunque tutti i futuri governanti pachistani, militari e civili, da Ayub Khan, a Zulfiqar Ali Bhutto, a Zia-ul-Haq cercheranno di usare l'Islam, in un modo o nell'altro, per godere di una legittimazione popolare  Quindi l'Islam si impone come base legittimante del potere in Pakistan

83  Infatti l’agitazione del 1953 non segna la fine dei problemi per la comunità Ahmadiyya  Questi saranno infine dichiarati una minoranza non musulmana dal governo Bhutto, nel 1974, e la norma è stato inserito nella Costituzione  Ancora nel 1984, con un'ordinanza, il governo di Zia-ul-Haq aumenterà ulteriormente la distanza tra gli Ahmadi e il resto della popolazione musulmana, attraverso il divieto di utilizzare nomi musulmani o seguire alcune pratiche islamiche quotidiane


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