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IL BILANCIO AZIENDALE “ come strumento strategico decisionale ” Matteo Legnani.

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Presentazione sul tema: "IL BILANCIO AZIENDALE “ come strumento strategico decisionale ” Matteo Legnani."— Transcript della presentazione:

1 IL BILANCIO AZIENDALE “ come strumento strategico decisionale ” Matteo Legnani

2 Il bilancio… “Strumento di comunicazione interna e esterna” Possibili destinatari: Imprenditore Economista Politico Estimatore Funzionario di banca Fisco

3 …il bilancio…  è strumento di comunicazione, interna ed esterna, dell’attività d’impresa e delle sue performance  fornisce un quadro della situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'azienda  è la sintesi delle risultanze della gestione aziendale posta in essere durante un determinato periodo di riferimento

4 …il bilancio economico…  consente una organizzazione efficiente di tutte le attività legate alla vita dell'azienda  è uno strumento fondamentale per i processi di pianificazione e programmazione della gestione futura.

5 … dunque…  tenuto conto degli scenari attuali e futuri, il bilancio economico può diventare, in particolare per il piccolo e medio imprenditore agricolo, uno strumento di vitale importanza per misurare in modo corretto e completo la performance ottenuta, al fine di garantire la continuità dell’attività

6 Il bilancio in Economia Agraria BILANCIO ECONOMICO: il più tradizionale strumento d’analisi e di pianificazione dell’impresa agraria Origine: - inizio ‘900 - estimo - A. Serpieri

7 Da bilancio estimativo a bilancio economico Obiettivo:  determinazione dei risultati della gestione di un determinato esercizio  misurazione delle capacità produttive e reddituali di una determinata azienda

8 BILANCIO “ECONOMICO”

9 BILANCIO CONTABILE e BILANCIO ECONOMICO  costi espliciti: sono i costi che generano un flusso di denaro, quali ad esempio le spese varie (acquisto di fertilizzanti, carburanti, etc.) o il salario per la manodopera dipendente  costi impliciti: sono costi che non generano alcun flusso di denaro. (costo del lavoro familiare, costo del capitale proprio)

10 BILANCIO CONTABILE e BILANCIO ECONOMICO La distinzione tra costi espliciti e impliciti sottolinea una differenza sostanziale tra il punto di vista dell’economista e quello del contabile nell’analisi delle attività economiche. - I contabili si limitano a registrare tutti i movimenti monetari da e verso l’impresa; prendono in considerazione i soli costi espliciti; - Gli economisti sono interessati a studiare le modalità secondo le quali le imprese prendono le proprie decisioni di prezzo e di produzione, e perciò, nel valutare i costi, prendono in considerazione tutti i costi-opportunità.

11 Impostazione RAGIONIERISTICO - CONTABILE

12  Il BILANCIO CONTABILE è un documento che consente di analizzare la situazione economica, (patrimoniale e finanziaria) di un’impresa alla fine di un determinato periodo di riferimento.  è strumento di diretta derivazione contabile: i prospetti di sintesi sono il risultato della ordinata rilevazione di tutti gli accadimenti aziendali, sulla base di determinate regole e metodologie ampiamente condivise.  le procedure contabili sono rivolte alla osservazione continuativa delle operazioni cosiddette di gestione esterna, vale a dire di quelle operazioni che pongono in contatto l’impresa con terze economie.  Dal punto di vista economico il bilancio contabile consente di giungere a una misura, il reddito di esercizio, che esprime il risultato della gestione attuata in un determinato periodo di tempo

13 Ulteriori aspetti da considerare: Valore del fondo (proprietà) Lavoro imprenditore Funzione imprenditoriale (capacità e competenze) Impiego capitale (investimenti) Valore macchinari (perdite di valore)

14 Impostazione ECONOMICA

15 Da Serpieri a Di Cocco individua due componenti fondamentali della produzione totale:  le reintegrazioni dei capitali distrutti durante il ciclo produttivo, e  l’insieme dei redditi distribuiti tra i diversi portatori dei fattori produttivi impiegati dall’azienda Produzione totale = reintegrazioni + redditi

16  Il BILANCIO ECONOMICO, è uno strumento che si concentra sull’analisi del processo di produzione con cui l’impresa realizza determinate produzioni e consente di individuare eventuali inefficienze tecnico-economiche cui cercare poi di porre rimedio;  si fonda sulla distinzione tra reintegrazioni e redditi;  l’elaborazione del bilancio economico richiede la valutazione di una serie di elementi di non agevole determinazione, che sono rappresentati dalle remunerazioni spettanti all’imprenditore per i vari fattori da questi apportati ;  Consente di determinare la misura del reddito netto e le modalità in cui si lo stesso è imputabile ai singoli fattori produttivi.

17 PRODUZIONE LORDA VENDIBILE PLV = rappresenta il valore della produzione lorda realizzata nell’azienda, al netto del valore dei prodotti reimpiegati nell’azienda e consumati nella produzione

18 Suddivisione della Plv Reintegrazioni: fattori consumati nel processo produttivo

19 Suddivisione della PLV

20 EQUAZIONE DEL TORNACONTO PLV – (Q+Sv+Imp+Sa+St+I+Bf) = T

21 ATTIVO %ImportoPASSIVO%PlvImporto Plv100 Quote Spese varie Imposte e contributi Salari Stipendi Beneficio fondiario Interessi: sul capitale di scorta sul capitale di anticipazione Totale spese Plv – Totale spese = Tornaconto

22 Fase descrittiva Definizione dell’attività svolta (tipo di coltura etc…) Determinazione della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) Misurazione della quota destinata alle singole colture e di quella destinata ad altre funzioni

23 ATTIVO “coincide con la PLV” L’attivo di bilancio è chiamato Produzione Lorda Vendibile, in quanto per alcune produzioni può porsi il problema dei reimpieghi Destinazione della produzione totale: -vendita -trasformazione in azienda -autoconsumo -integrazione di salari -“reimpiego”

24 Reimpieghi… Prodotti conservati in azienda per un successivo impiego quali mezzi di produzione (è questo il caso ad esempio di letame, foraggi, paglia, sementi)

25 Produzione Lorda Vendibile colture erbacee colture arboree produzioni zootecniche servizi forniti a terzi “uso dell’abitazione” entrate accessorie

26 Determinazione dell’attivo delle colture

27 Determinazione dell’Utile Lordo di Stalla ULS = valore delle variazioni quantitative e qualitative del bestiame, nell’arco dell’annata agraria

28 Servizi forniti a terzi Il riferimento è a tutti quei proventi derivanti da prestazioni effettuate all’esterno dell’azienda di norma tramite l’utilizzo di capitali fissi aziendali Esempi - noleggio a terzi dei macchinari aziendali - servizi connessi alle cosiddette attività di ospitalità rurale: agriturismo, organizzazione di attività ricreative, culturali, didattiche, etc.

29 Il contoterzismo È oggi frequente anche il caso in cui l’agricoltore gestisca la sua azienda e contemporaneamente presti la sua opera come terzista, ovvero non si limiti a noleggiare i macchinari e le attrezzature aziendali a soggetti terzi, ma effettui con propri mezzi e proprio personale lavori quali aratura, semina o raccolta presso fondi altrui. Tale tipologia di attività rientra tra quelle che l’art c.c. definisce connesse. Perché l’agricoltore rimanga tale e non rientri nella categoria dei contoterzisti l’attività per conto terzi non deve essere prevalente, in termini di terreno lavorato e di fatturato, rispetto alla normale attività agricola condotta sul proprio fondo.

30 Entrate accessorie “proventi che non derivano da una specifica attività aziendale” (trattamento bilancistico non sempre chiaro e univocamente condiviso) Possono ragionevolmente rientrare nella definizione di entrate accessorie, e contribuire così alla determinazione della Plv: -le somme riscosse dalle imprese di assicurazione quali compensazione dei danni subiti dalle produzioni per eventi accidentali verificatesi durante l’anno, -gli interessi attivi sul conto corrente aziendale -I vari contributi integrativi alla produzione o alla realizzazione di servizi, previsti dalla politica agraria comunitaria (Pac).

31 Quadro della PLV

32 PASSIVO (Q, Sv, Imp, Sa, St, I, Bf)  Costi ESPLICITI: sono costi che generano un flusso di denaro (es. costo acquisto mp)  Costi IMPLICITI: sono i costi che non generano flusso di denaro (es. reddito a cui l’imprenditore rinuncia per dedicarsi alla propria attività; capitale finanziario investito nell’impresa)

33 Le quote (Q) Le quote rappresentano il costo annuo necessario per mantenere costante l’entità e l’efficienza dei capitali a logorio parziale (capitali fissi dell’azienda). Le reintegrazioni relative ai capitali fissi sono riassumibili in:  quote di ammortamento  quote di manutenzione  quote di assicurazione

34 Le quote di “ammortamento” È la stima della misura in cui il capitale perde di valore durante un periodo, a causa di: - usura per l’uso - usura dovuta al tempo - obsolescenza

35 Le quote di manutenzione La quota di manutenzione rappresenta la spesa relativa agli interventi effettuati sugli elementi di capitale a logorio parziale affinché gli stessi conservino le migliori condizioni di funzionamento ed efficienza. (manutenzione ordinaria e straordinaria) imputazione in bilancio: -costo effettivo -importi medi annui -Manutenzione ordinaria: valore minimo del 2% dei valori a nuovo di macchine e attrezzi in ammortamento e del 4% per quelli fuori ammortamento (anche se la spesa documentata non raggiunge tale valore) - valore almeno del 5% del costo di acquisto in caso di beni usati

36 Le quote di assicurazione La quota di assicurazione infine rappresenta la spesa sostenuta per assicurare i vari elementi del capitale dall’eventuale rischio di danneggiamento per cause accidentali. A differenza delle quote di ammortamento e manutenzione, quelle di assicurazione non interessano solo ed esclusivamente i fattori a utilizzo pluriennale, ma anche gli elementi del capitale circolante come i prodotti di scorta, e addirittura le produzioni attese: si pensi al caso delle assicurazioni contro i danni provocati dalla grandine.

37 Determinazione delle quote

38 Spese varie (Sv) Con il termine spese varie si è soliti indicare tutti gli acquisti di beni e servizi extraziendali a fecondità semplice, che vengono cioè impiegati nel processo produttivo e che si “distruggono” con esso. Appare dunque evidente come in questa voce di bilancio rientrino una pluralità di beni materiali, mezzi tecnici e servizi tra loro altamente eterogenei, tra cui i più comuni sono rappresentati da carburanti e lubrificanti, fertilizzanti, antiparassitari ed erbicidi, mangimi, spese di stalla, noleggi, servizi elettrici e telefonici, consulenze varie, etc

39 Determinazione delle spese varie

40 Imposte e contributi (Imp) Imp = Irpef + ICI + Irap + IVA Irpef: Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche ICI: Imposta Comunale sugli Immobili Irap: Imposta Regionale sulle Attività Produttive IVA Imposta sul Valore Aggiunto

41 Irpef Reddito imponibile = reddito dominicale + reddito agrario -reddito dominicale (RD): imputato al proprietario del fondo, sulla base dell’estensione del terreno, della zona di ubicazione e della coltura praticata; -reddito agrario (RA): imputato al soggetto che esercita l’impresa agricola, a prescindere dal presupposto giuridico che lo lega al fondo.

42 Imposta Comunale sugli Immobili La disciplina in termini di ICI per gli agricoltori si differenzia fortemente da quella prevista per gli altri soggetti: -numerose esenzioni (ad esempio per determinati fabbricati rurali a uso abitativo asserviti al terreno su cui è svolta l’attività agricola; per i terreni agricoli situati in particolari zone montane o di collina; per i terreni, diversi dalle aree edificabili, sui quali le attività agricole sono svolte in maniera non imprenditoriale, etc.) -agevolazioni e riduzioni di imposta sui primi scaglioni di imponibile (a favore dei proprietari coltivatori diretti e di altre tipologie di agricoltori)

43 Irap Agevolazioni in agricoltura:  Base imponibile: è costituita dalla differenza tra l’ammontare dei corrispettivi e l’ammontare degli acquisti inerenti l’attività agricola soggetti a registrazione ai fini IVA  Aliquota: 1,9%

44 Imposta sul Valore Aggiunto “Regime speciale dell’agricoltura” Le aliquote compensative vengono utilizzate per quantificare l’importo dell’imposta detraibile

45 Tra le voci, che la dottrina inserisce nella categoria dei redditi, vi sono innanzitutto i compensi per l’attività lavorativa prestata presso l’azienda agraria; Tali compensi sono riassumibili in:  salario (Sa) rappresenta il compenso del lavoro manuale ovvero quello impiegato nell’esecuzione delle attività aziendali;  stipendio (St) corrisponde invece al compenso del lavoro intellettuale che comprende le attività di amministrazione, direzione e sorveglianza. Salari e stipendi

46 Entrambe le tipologie di prestazioni lavorative, manuale e intellettuale, possono poi essere fornite da personale extraziendale oppure direttamente dall’imprenditore e dai suoi famigliari - Nel primo caso salario e stipendio rappresentano costi espliciti, la cui determinazione è immediata e non pone alcun problema (emolumenti fissati sulla base di un contratto collettivo nazionale). - Nel caso di apporto lavorativo proveniente dall’agricoltore e dai membri della sua famiglia la valutazione monetaria dei compensi da lavoro presenta più di una difficoltà. Salari e stipendi

47 Determinazione dei costi impliciti (1) Di norma si ricorre al tradizionale criterio del costo- opportunità: la remunerazione dei fattori apportati dall’imprenditore è determinata sulla base dei compensi che tali fattori riceverebbero qualora destinati ad analoghi impieghi fuori dall’azienda. (In genere il costo-opportunità viene a coincidere coi relativi prezzi di mercato, per quanto riguarda il fattore lavoro occorrerà dunque riferirsi alle tariffe sindacali vigenti per i salariati fissi o per gli avventizi). Risultati anomali !!!

48 Determinazione dei costi impliciti (2) Il criterio più idoneo per la valutazione dei costi impliciti ai fini della compilazione del bilancio economico sembra essere quello che il Di Cocco definisce della retribuzione minima soddisfacente. Si tratta di un criterio altamente soggettivo, di non facile traduzione operativa in quanto connesso alle esigenze del singolo agricoltore, che può considerare soddisfacenti livelli di remunerazione dei fattori da lui apportati che siano inferiori rispetto ai prezzi del mercato.

49 Determinazione di Sa e St impliciti A prescindere dal criterio scelto occorre procedere al calcolo delle giornate, (o delle ore di lavoro) prestate dall’imprenditore e dai componenti della famiglia, distinguendo le qualifiche dei vari soggetti prima di attribuire un valore monetario ai relativi compensi. Ai fini delle successive analisi di bilancio è di estrema rilevanza arrivare a determinare il numero di unità lavorative, UL, impiegate in azienda, ovvero convertire l’ammontare delle ore effettivamente lavorate in azienda in numero di addetti a tempo pieno. Operativamente è possibile considerare un livello di salario tra il 50% e il 90% dei prezzi vigenti sul mercato del lavoro. Nella prassi si tende a quantificare il livello del compenso per il lavoro intellettuale prestato dall’imprenditore esprimendo lo stipendio direttamente in termini di percentuale, con un campo di variazione tra il 3% e il 6%, della produzione lorda vendibile.

50 Capitale fondiario Capitale agrario Capitali di scorta Strumenti di scorta Capitale di anticipazione Prodotti di scorta Il capitale dell’azienda agraria

51 Interessi sul capitale agrario (I) “Il capitale agrario o di esercizio è costituito da tutti i mezzi produttivi fisicamente mobili necessari per ottenere la produzione”. Il capitale di esercizio comprende: - il capitale di scorta - il capitale di anticipazione La variabile I dell’Equazione del Tornaconto è determinata quale somma degli interessi calcolati sulle due componenti del capitale d’esercizio sulla base della semplice relazione: I  I 1  I 2 I 1 è l’interesse calcolato sul capitale di scorta; I 2 è l’interesse relativo al capitale di anticipazione.

52 Il capitale di scorta  Strumenti di scorta: mezzi e fattori produttivi utilizzabili in azienda per più cicli produttivi (macchine e il bestiame)  Prodotti di scorta: capitali utilizzati in un unico ciclo produttivo (foraggi, concimi, carburanti, etc.) Scorte vive (bestiame) Scorte morte Il valore del capitale di scorta sul quale devono essere calcolati gli interessi, quale compenso per l’imprenditore capitalista, è di norma individuato nel valore delle scorte presenti in azienda all’inizio dell’anno

53 Es. calcolo interessi di scorta Macchinari Bestiame Prodotti di scorta Capitale di scorta totale Interesse I 1  x 0,02  Scelta del saggio ??? Costo opportunità o retribuzione minima soddisfacente ??? (saggio di interesse corrispondente a quello di un medio investimento bancario)

54 Il capitale di anticipazione “Il capitale di anticipazione è costituito dalla somma di denaro necessaria per sostenere le spese di gestione dell’attività produttiva”. Poiché le spese di gestione si verificano durante tutto il processo della produzione, mentre i ricavi sono di norma concentrati alla fine del processo stesso, il capitale di anticipazione è visto come la somma di denaro necessaria per affrontare tali spese in attesa della produzione

55 Es. calcolo interessi di anticipazione (1) calcolare gli interessi passivi sulle uscite di cassa e gli interessi attivi sulle entrate capitalizzare successivamente la differenza

56 Calcolo interessi di anticipazione (2)  determinazione del cosiddetto periodo medio di anticipazione, che rappresenta la frazione di anno in cui si stima che il capitale debba essere anticipato.  applicando tale frazione al capitale circolante si ottiene l’ammontare del capitale di anticipazione su cui saranno calcolati gli interessi.

57 Problematiche  Criticità metodo (1): necessaria disponibilità di dettagliate informazioni sui movimenti di cassa durante l’esercizio  Criticità metodo (2): soggettività nella stima del periodo medio di anticipazione Quale che sia la modalità concretamente prescelta l’entità di tale interesse dipende da alcuni elementi quali: il capitale d’esercizio messo a disposizione; il tempo per il quale il capitale è messo a disposizione; il saggio al quale si vuole remunerare il capitale.

58 Beneficio fondiario (Bf) Con la locuzione beneficio fondiario l’economia agraria è solita indicare la remunerazione spettante alla figura economica che concede all’attività aziendale l’uso del capitale fondiario di sua proprietà Capitale fondiario = capitale fisso (utilizzabile infatti per più annate agrarie), costituito dalla terra nuda e dai capitali stabilmente investiti su di essa, i cosiddetti miglioramenti fondiari.

59 Determinazione del Beneficio fondiario  Facendo riferimento al canone d’affitto per fondi simili, al netto di tutte le spese che colpiscono il capitale fondiario (es. imposte, manutenzione straordinaria etc.)  Applicando un tasso d’interesse, generalmente pari al 2%, al valore di mercato del fondo comprensivo dei miglioramenti fondiari

60 Il tornaconto (T) Il bilancio economico nella sua tradizionale impostazione individua innanzitutto la misura del tornaconto, quale risultato reddituale di sintesi spettante alla figura imprenditore puro o astratto: questo si limita a reperire e organizzare i fattori produttivi e per tale compito ottiene come compenso il profitto. L’imprenditore considerato nella costruzione di un bilancio economico è dunque un soggetto che non apporta direttamente alcun fattore produttivo, non è proprietario del fondo, non è proprietario del capitale agrario, non svolge lavoro manuale e intellettuale all’interno dell’azienda.

61 Il risultato finale

62 Reddito Netto Differenza tra quanto viene ricavato e quanto effettivamente speso dall’imprenditore; “è il complesso delle retribuzioni spettanti a figure concrete di imprenditori agricoli” assume configurazioni differenti in base all’apporto dei fattori produttivi da parte dell’agricoltore.

63 PRODUZIONE LORDA VENDIBILE (Plv) Quote (Q) Sv ’ (valore dei mezzi circolanti e servizi reali) PRODOTTO NETTO SOCIALE (Pn s  Plv – Q – Sv ’ ) Imposte e contributi (Imp) Sv ’’ (valore servizi personali) PRODOTTO NETTO AZIENDALE (Pn a  Pn s – Imp – Sv ’’ ) Sa t (salari pagati a terzi) St t (stipendi pagati a terzi) I t (interessi passivi per finanziamenti di terzi) Bf t (canoni di affitto dei terreni) REDDITO NETTO (Rn  Pn a – compensi a terzi)

64 Altri indici  Prodotto netto sociale: esprime la ricchezza spettante alle varie categorie di soggetti che a vario titolo hanno preso parte alla produzione Plv – (Q + Sv’) = PNs (Sv ’ parte delle spese varie con esclusione dei servizi personali)  Prodotto netto aziendale Plv – (Q + Sv + Imp) = PNa

65 Determinazione del Reddito Netto consiste semplicemente nel detrarre dalla produzione lorda vendibile tutti i costi esplicitamente sostenuti dall’azienda, cosicché nel reddito netto residuino solamente i costi impliciti. Rn è dunque l’unica grandezza il cui valore può essere considerato attendibile: essendo dato dalla differenza tra quanto ricavato e quanto effettivamente speso, la sua determinazione prescinde da tutte quelle valutazioni poco ortodosse o altamente soggettive conseguenti all’applicazione del criterio del costo-opportunità piuttosto che della retribuzione minima soddisfacente.

66 I soggetti dell’attività agricola e i redditi netti ImprenditoreCompensi pagati a terzi Reddito netto PuroSa, St, I, Bf T Affittuario capitalistaSa, St, Bf I, T Affittuario capitalista, direttoreSa, Bf I, St, T Proprietario capitalistaSa, St I, Bf, T Proprietario capitalista, direttoreSa I, Bf, St, T Affittuario coltivatoreBf I, Sa, St, T Proprietario coltivatore I, Bf, Sa, St, T

67 Reddito fondiario Reddito netto che spetta al proprietario fondiario che è anche imprenditore Plv – (Q + Sv + Imp + Sa + St + I) = Rf È dato dalla somma del Bf e del T; esprime l’interesse sul capitale terra ed il compenso per l’attività imprenditoriale.

68 Indici TECNICI SAU/UL, il rapporto tra superficie agraria utilizzata e unità di lavoro, fornisce una misura dell’intensità del fattore lavoro, esprimendo gli ettari di superficie agraria utilizzata dalla singola unità di lavoro; KF/UL, esprime il valore del capitale fondiario per unità di lavoro; KA/UL, capitale agrario per unità di lavoro, è simile al parametro precedente, ma include al numeratore il valore del bestiame, delle scorte e delle anticipazioni colturali, offrendo una misura degli investimenti aziendali non legati al possesso dei terreni; KF/SAU, esprime il valore del capitale fondiario per ettaro di SAU; KA/SAU, esprime il valore del capitale agrario investito per ettaro di SAU.

69 Indici ECONOMICI Con la costruzione degli indici economici si mettono in relazione i risultati economici con le principali risorse usate per ottenerli, in questo modo è possibile ottenere indicazioni sintetiche sulla produttività economica e la redditività dei fattori impiegati: PLV/UL, esprime la produttività del lavoro impiegato per unità lavorativa; PLV/SAU, misura la produttività per ettaro di terreno; RN/UL, esprime il valore del reddito netto, calcolato nel bilancio economico e al lordo dei costi del lavoro familiare, che rimane a disposizione di ogni unità lavorativa; RN/SAU, analogamente al precedente indice e esprime il valore del reddito netto per ettaro di superficie agraria utilizzata.

70 Equilibrio finanziario Il ricorso a capitali di terzi impone quantomeno di effettuare valutazioni in merito all’equilibrio finanziario aziendale nel breve e nel lungo periodo, di monitorare il livello di disponibilità e liquidità, le esposizioni. I tradizionali strumenti forniti dall’economia agraria non sembrano in questo senso fornire all’imprenditore l’adeguato supporto informativo che consenta di implementare un processo di pianificazione che tenga conto non solo del profilo economico, ma anche di quello patrimoniale e finanziario. Esposizioni a breve / PLV Interessi / PLV

71 Per l’imprenditore agricolo conoscere con precisione la misura effettiva della redditività dell’attività svolta diventa un aspetto sempre più cruciale; il bilancio economico fornisce, in tal senso, informazioni indispensabili e costituisce al contempo la base informativa da cui partire per pianificare e programmare l’attività futura.

72 Criticità  Origini del bilancio economico  Classificazione del capitale (e calcolo dei relativi interessi)  Soggettività di stime e valutazioni  Difficoltà nel reperimento dei dati  Risultati intermedi non rigorosi  Assenza di analisi patrimoniale/finanziaria  Difficoltà nei confronti

73 IL BILANCIO DELL’IMPRESA AGRARIA “ come strumento strategico decisionale ”

74 CAPITALE NETTO = CL - CT nelle imprese di tipo individuale corrisponde al capitale proprio dell’imprenditore Capitale lordo Capitale di terzi Capitale circolante Capitale fisso Debiti a breve Debiti a m/l termine

75 VOCECRITERIO DI VALUTAZIONE TerreniValore di acquisto (costo) Miglioramenti fondiariValore attuale Bestiame in allevamentoValore attuale Impianti, macchinari, etc.Valore attuale Materie prime acquistateValore di acquisto (costo) Materie prime di produzione aziendaleValore di costo Prodotti finitiValore presumibile di vendita Prodotti in corso di lavorazioneValore di costo Criteri di valutazione del capitale d’impresa

76 IMPIEGHI FONTI Liquidità immediateDebiti a breve Liquidità differite Rimanenze Debiti a m/l periodo Immobilizzazioni materiale Immobilizzazioni immateriali Capitale netto Immobilizzazioni finanziarie Il capitale dell’impresa agraria

77 PRODUZIONE VENDIBILE Integrazioni RICAVI Costi variabili Stipendi MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL) Costi fissi REDDITO OPERATIVO (RO) Imposte su attività produttiva REDDITO OPERATIVO CORRETTO Gestione finanziaria Gestione extracaratteristica RISULTATO GESTIONE ORDINARIA RISULTATO GESTIONE STRAORDINARIA REDDITO NETTO ANTE-IMPOSTE Imposte sul reddito REDDITO NETTO (Rn)

78 GestioneRisultato CARATTERISTICAReddito operativo + EXTRA-CARATTERISTICARisultato della gestione extra-caratteristica = ORDINARIAReddito della gestione ordinaria + STRAORDINARIARisultato della gestione straordinaria = COMPLESSIVA Reddito netto Le aree di gestione

79 L’analisi di bilancio Se il bilancio economico di stampo serpieriano consentiva di ricavare sostanzialmente indicatori di tipo economico e tecnico, la platea di strumenti disponibili per una vera e propria analisi di bilancio comprende almeno:  indici economici o di redditività;  indici patrimoniali;  indici finanziari;  indici di produttività.

80 Margini di redditività Valore aggiunto VA = Ricavi – Costi per materie e servizi Margine operativo lordo MOL = VA – Costo OTD – Costo OTI Reddito operativo RO = MOL – Costi per consumo fattori pluriennali

81 Indici di redditività Gli indici di redditività hanno lo scopo di mettere in luce la capacità dell’impresa di remunerare i capitali in essa investiti; sono anche detti indici economici in quanto calcolati a partire da un valore desunto dal prospetto di conto economico ROI (Return on Investment), generalmente definibile come rapporto tra il risultato operativo e il capitale investito, esprime il livello di redditività della gestione tipica dell’impresa ROE (Return on equity), esprime la redditività del capitale proprio dell’impresa ROD (Return on debts) esprime il tasso medio di interesse corrisposto ai finanziatori esterni

82 Indici patrimoniali Gli indici di natura patrimoniale sono funzionali all’analisi delle caratteristiche strutturali dell’impresa e sono costruiti a partire da grandezze esposte nello schema di stato patrimoniale Grado di autonomia finanziaria = CN / C T misura il livello di dipendenza dell’impresa rispetto ai finanziatori esterni Grado di indebitamento corrente = debiti a breve / C T individuando la parte del capitale di terzi relativo all’indebitamento a breve

83 Equilibrio finanziario Margine di tesoreria MT = (Liquidità immediate + Liquidità differite) – Debiti a breve Margine di disponibilità MD = (Liquidità immediate + Liquidità differite + Rimanenze) – Debiti a breve Margine di struttura MS = Capitale Netto – Attività immobilizzate

84 Indici di produttività Un aspetto mai sottovalutato dall’economia agraria è invece quello dell’analisi della produttività dell’attività aziendale che si sostanzia nella costruzione di rapporti tra l’entità delle produzioni o dei risultati economici da un lato, e l’ammontare di fattori produttivi impiegati dall’altra A titolo esemplificativo si ricordano i seguenti rapporti: - ricavi / UL che esprime i ricavi mediamente prodotti dal singolo addetto ; - RO / UL che evidenzia la parte di risultato operativo mediamente generata dal singolo lavoratore.

85 L’attuale sfida della competitività nel settore agricolo sembra richiedere un ulteriore sforzo agli imprenditori, che sono chiamati, oltre che a monitorare l’andamento dell’attività d’impresa in tutti i suoi profili e aree di gestione, ad analizzare dal punto di vista economico quelli che sono gli aspetti cruciali dei processi produttivi Può dunque essere utile affiancare allo strumento della contabilità generale un ulteriore tipo di rilevazioni, quelle di contabilità analitica, maggiormente vocate a un più dettagliato monitoraggio dei processi interni di gestione, in modo da determinarne il grado di efficienza ed economicità sulla base dello studio delle modalità di utilizzo dei fattori produttivi

86 La contabilità analitica può essere intesa come un insieme di determinazioni economico-quantitative con le quali è possibile calcolare costi, ricavi e risultati economici di particolari oggetti, tipicamente rappresentati dai prodotti, ma che possono coincidere anche con altri elementi come i processi gestionali, i tipi di clienti, i cosiddetti centri di costo, etc. Dettaglio delle informazioni Maggiore articolazione e flessibilità (Classificazioni di costo) Utilizzo a fini previsionali …………………………

87 Le classificazioni di costi costi della gestione operativa e costi extra- operativi; costi speciali e costi comuni; costi diretti e costi indiretti; costi variabili e costi fissi; costi controllabili e costi non controllabili; costi parametrici, discrezionali e vincolati; costi effettivi e ipotetici

88 Per imputare in modo razionale anche i costi di tipo indiretto ai prodotti occorre fare riferimento alle concrete modalità di svolgimento dei processi produttivi che rappresentano il punto di partenza indispensabile per definire le modalità e i livelli di consumo delle risorse impiegate per ottenere le diverse produzioni. Il modo più diffuso nella prassi aziendale per raggiungere il suddetto scopo è quello di suddividere la struttura organizzativa aziendale in un insieme di cosiddetti centri di costo, che rappresentano delle aggregazioni di costi finalizzate proprio a un più corretto calcolo dei costi di produzione. La contabilità analitica per centri di costo prevede che l’attribuzione dei costi indiretti alle singole produzioni si articoli in due fasi fondamentali: localizzazione dei costi nei rispettivi centri di costo; imputazione dei costi ai prodotti

89 Analisi di un caso azienda a indirizzo zootecnico e cerealicolo, che da alcuni anni si affida a un professionista per la tenuta della contabilità e la conseguente elaborazione di un prospetto di bilancio di fine esercizio funzionale alle esigenze conoscitive dell’imprenditore, particolarmente interessato alla analisi dei costi di produzione da un lato, e al monitoraggio della sostenibilità della gestione finanziaria dall’altro, visto il forte ricorso al capitale di terzi.

90 La Tabella riassume le macrovoci di conto economico e il loro peso in termini di Plv, evidenziando con estrema chiarezza come la somma dei costi di produzione previsti è superiore all’ammontare della produzione lorda vendibile

91 …integrando il dato relativo alla produzione lorda vendibile, tenuto conto dell’ammontare dei contributi di origine comunitaria (che si prevede aumenteranno il reddito aziendale di euro ,00), viene ribaltato il risultato economico previsto (che esprime ora un utile di euro ,20).

92 Sintesi dei risultati di gestione previsti

93 CONCLUSIONE “Per l’impresa agricola pare ormai indispensabile l’adozione di un efficiente sistema di contabilità generale, possibilmente integrato da un buon sistema di monitoraggio dei processi produttivi, in modo tale da fornire all’imprenditore prospetti chiari e attendibili sulle performance della propria attività ”


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