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SERVIRSI DELLE « TIC » Ecco alcuni punti di attenzione:  trasformazione della tradizionale formazione in modalità e-learning (25 ore su piattaforma gestita.

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Presentazione sul tema: "SERVIRSI DELLE « TIC » Ecco alcuni punti di attenzione:  trasformazione della tradizionale formazione in modalità e-learning (25 ore su piattaforma gestita."— Transcript della presentazione:

1 SERVIRSI DELLE « TIC » Ecco alcuni punti di attenzione:  trasformazione della tradizionale formazione in modalità e-learning (25 ore su piattaforma gestita dall’Indire) in un percorso centrato su un progetto formativo del docente, con formalizzazione della propria esperienza attraverso diverse modalità documentative (report, portfolio, etc.);  presenza di momenti di tutoring che aiuti il neoassunto a riflettere sulle attività in servizio e ad attivare processi di autovalutazione (tutor accogliente all'interno della propria scuola);  partecipazione ad incontri formativi a carattere laboratoriale e on line su alcune tematiche particolarmente significative;  sostituzione della cd tesina con un portfolio professionale presentato e discusso alla fine dell'anno di prova con il Comitato di valutazione della scuola.

2 SERVIRSI DELLE « TIC » Partecipazione a comunità di pratiche e ad azioni formative laboratoriali – I neodocenti devono essere messi nelle condizioni di fruire facilmente delle opportunità formative soprattutto a carattere laboratoriale per consentire una concreta interazione e un effettivo scambio di esperienze. La circolare fa riferimento a “laboratori formativi dedicati” indicando anche il numero degli incontri (4), le ore da dedicarvi (12), il tempo per la rielaborazione (3 ore), ma fornisce anche alcune indicazioni sugli ambiti da approfondire. Con la mia presenza tratteremo le TIC.

3 SERVIRSI DELLE « TIC » Il concetto di tecnologia educativa è importantissimo, ma deve essere chiaro che non e' una disciplina d'insegnamento e non va confusa con la tecnologia dell'informazione tout court. Non significa banalmente lo "spalmare" l'informatica in tutte le discipline, ma rappresenta un ambito di studio e ricerca delle scienze dell'educazione.

4 SERVIRSI DELLE « TIC » Uno dei paradigmi piu' potenti prodotti dalla tecnologia educativa e' quello dei micromondi, o meglio, dei "mondi artificiali per apprendere". A nostro giudizio si tratta di un modo di guardare alla tecnologia nella scuola che ha favorito il diffondersi di un modello emergente di progettazione dell'azione didattica che si potrebbe definire "progettualita' orientata al mondo".

5 SERVIRSI DELLE « TIC » Per facilitare la ricaduta dell'azione formativa TIC e' opportuno percio' confermare la filosofia che ha ispirato il modello originario, prevedendo situazioni di ricerca e sviluppo. Una delle maggiori ricchezze di cui la scuola dispone e ha bisogno è la "saggezza tecnologica« che non dobbiamo barattare con l'entusiasmo dei neofiti (pur utile e importante).

6 SERVIRSI DELLE « TIC » Il più complesso degli approcci al miglioramento dell'istruzione è quello della competenza di uso delle tecnologie per creare conoscenza (Knowledge Creation). L'obiettivo delle politiche incentrate su questo approccio è l'aumento della partecipazione civica, della creatività culturale e della produttività economica facendo crescere studenti (futuri cittadini e forza lavoro) continuamente impegnati nel creare conoscenza, innovazione, partecipazione e beneficiarne per lo sviluppo personale e professionale.

7 SERVIRSI DELLE « TIC » Le implicazioni di questo approccio sui cambiamenti dei curricola e delle altre componenti del sistema educativo sono significative. Con questo approccio, la programmazione didattica non si ferma alle conoscenze disciplinari, ma include in modo esplicito le competenze del XXI secolo che sono necessarie per la creazione di nuova conoscenza e per intraprendere il cosiddetto “life long learning” cioè azioni di miglioramento e apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita per mezzo della capacità di collaborare, comunicare, creare, innovare e pensare criticamente.

8 SERVIRSI DELLE « TIC » La formazione dei docenti dovrà formare professionalità sempre più sofisticate capaci di dare quindi ai docenti le conoscenze, le abilità e le competenze di uso delle tecnologie per supportare gli studenti nel processo di creazione di prodotti di conoscenza, per diventare capaci di pianificare e gestire i propri obiettivi e le attività di apprendimento.

9 SERVIRSI DELLE « TIC » Per vivere, imparare e lavorare con successo in una società caratterizzata da una crescente complessità e quantità di informazione e conoscenza, a studenti e insegnanti è richiesta una competenza specifica sull’uso delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (TIC in italiano, ICT – Information and Communication Technologies nell’acronimo inglese). Nell’ambito di un sistema didattico che riconosce il valore pedagogico delle tecnologie, gli studenti vengono formati a: usare con proprietà le tecnologie per la comunicazione e l’informazione (TIC) cercare, analizzare e valutare informazioni trovare soluzioni ai problemi e prendere decisioni usare gli strumenti di produttività (editor di testo, fogli elettronici, presentazioni, ecc.) in modo creativo ed efficace comunicare, collaborare, pubblicare e produrre contenuti digitali essere cittadini informati, responsabili e capaci di contribuire con le proprie competenze e capacità allo sviluppo sociale ed economico del proprio Paese.

10 SERVIRSI DELLE « TIC » L'insegnante ha il compito di creare un ambiente didattico e di fornire opportunità di apprendimento che implichino l’uso delle tecnologie da parte degli studenti. Di conseguenza, è fondamentale che tutti gli insegnanti di classe siano in grado di fornire ai loro studenti tali opportunità.

11 SERVIRSI DELLE « TIC » L'integrazione delle TIC in classe dipenderà dalla capacità degli insegnanti di progettare l'ambiente di apprendimento in modo non tradizionale, di unire le nuove tecnologie alle nuove forme di didattica, di sviluppare classi socialmente attive, incoraggiando l'interazione cooperativa, l'apprendimento collaborativo, il lavoro di gruppo.

12 SERVIRSI DELLE « TIC » I cambiamenti che ci si aspetta con l’attuazione di politiche improntate all’approccio della abilità d'uso approfondita delle TIC (Deepening Knowledge – approfondimento della conoscenza-) promettono di avere un più significativo impatto sull'apprendimento.

13 SERVIRSI DELLE « TIC » L'obiettivo delle politiche improntate a tale approccio è quello di aumentare negli studenti futuri cittadini e forza lavoro, la capacità di aggiungere valore alla società e all'economia, applicando le conoscenze disciplinari per risolvere i problemi complessi che caratterizzano le situazioni della vita reale e del lavoro: problemi correlati con l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute, la risoluzione dei conflitti.

14 SERVIRSI DELLE « TIC » ESEMPIO PROGETTUALE Il progetto di apprendimento Gli strumenti di rete (‘tecnologie telematiche’) collocano gli ATTORI della scena(Professori/Formatori, Studenti, Famiglie) in una COMUNITA’ OPERATIVA che partecipa ad un PROGETTO di apprendimento che è contestualmente collettivo e personale. I ruoli di scena si stanno progressivamente evolvendo, delineando, definendo… La formazione tradizionale (cioè tendenziale erogazione di contenuti predefiniti,da un docente a un discente = prodotto ‘corso’) si trasforma in un ‘processo’, definito come metodologia professionale ma instabile come contenuti. Il processo diventa ‘scoperta’, acquisizione di metodo nelle varie discipline, dà senso e significato alle ‘relazioni’ e alla complessità: il docente è il TUTORE dei processi.

15 SERVIRSI DELLE « TIC » Il docente regista La TELEMATICA è un ambiente simbolico, di artefatti e di relazioni tra persone e ruoli, nel Teatro professionale e sociale (Scuola) che anticipa e rappresenta il progetto di vita… L’organizzazione della scena e degli strumenti tecnici da usare sono componenti ed indicatori della Professionalità dei Docenti: hanno senso e significato in quanto governati da un REGISTA (docente) per un Progetto di apprendimento che inciderà al di là della ‘scuola’: life long learning. Gli ATTORI, propositivi di futuro, sono gli STUDENTI con le Famiglie, nel contesto sociale in cui operano.

16 SERVIRSI DELLE « TIC » preso in considerazione che l’utilizzo delle nuove tecnologie sono solo un’ulteriore opportunità, importanti e forse indispensabili, ma non sostitutive del lavoro degli Insegnanti: le tecnologie devono essere concepite, progettate ed utilizzate come strumenti di supporto ai processi della comunicazione formativa.

17 SERVIRSI DELLE « TIC » L’apprendimento e l’insegnamento sono processi di costruzione sociale del sapere: la conoscenza non sta solo nella testa dell’insegnate e dell’alunno, ma si trova in tutti gli artefatti e le rappresentazioni sociali anche esterne all’istituzione ‘scuola’: è una conoscenza situata nelle menti delle persone, nel contesto in cui è stata costruita, comprende sempre rappresentazioni esterne che costituiscono il cuore della memoria collettiva perché rimangono depositate nell’ambiente sociale e negli artefatti sviluppati per capire e per ricordare.

18 SERVIRSI DELLE « TIC » Le tecnologie digitali vanno utilizzate in termini educativi e culturali, rendendole a tutti gli effetti “tecnologie cognitive”, cioè funzionali alla comunicazione e alla conoscenza in una accezione antropologica che intende per “tecnologia” la totalità dei modi che le popolazione esprimono per interagire con l’ambiente.

19 SERVIRSI DELLE « TIC » Le TIC sono un ulteriore strumento, un passo aggiuntivo nel cammino dell’uomo, una modalità ulteriore di organizzare e sistematizzare informazioni, nel dar luogo a una nuova esposizione complessa di conoscenza e di linguaggio.

20 SERVIRSI DELLE « TIC » Il nuovo linguaggio ha capacità proprie di esistere solo in quanto condiviso: tutte le alfabetizzazioni, dando origine a nuove lingue, sono il primo passo di sviluppo di nuove società: quella di oggi è la società della informazione e comunicazione.

21 SERVIRSI DELLE « TIC » L’immersività diventa l’asset principale dei nuovi ambienti di apprendimento Il nuovo dato cardine non sta nella complessità delle informazioni ma nell’INTERATTIVITA’, ovvero nella qualità di trasmissione delle conoscenze, interattività che deve permettere allo studente di operare le sue scelte, di costruire i suoi “ruoli” per il teatro della vita. Lo studente non è uno “spettatore”, ma un partecipante, un ATTORE nel teatro dello sviluppo: dentro di lui accade qualcosa: selezione, ricrea, rende dinamico, dà senso e memoria, inizia una avventura cognitiva di nuova interazione con l’ambiente.

22 SERVIRSI DELLE « TIC » Il docente dovrà costantemente dare feed- back sistematici di percorsi d’apprendimento, contribuendo in modo decisivo alla progettualità long-life. In un approccio interattivo multimediale l’apprendimento tende ad essere di carattere immersivo, meno astratto di quello stabilito da un libro da decodificare attraverso le nostre competenze alfabetiche: accettiamo cioè di essere dentro un ambiente, dentro uno spazio da abitare.

23 SERVIRSI DELLE « TIC » Una “ eccedenza “ è la progettualità creativa Per quanto siano decisive le tecnologie della comunicazione interattiva, ciò che conta è la progettualità creativa che ne sottende l’uso, cioè il sapere tradurre l’interattività in una potenzialità sia ludica che educativa.

24 SERVIRSI DELLE « TIC » Ciò accade solo se si supera la logica tecnocratica che è stata privilegiata dall’allestimento informatico rispetto alla modalità inter-relazionale, e socio-culturale che fanno superare il teatro della formazione. La parola teatro/ gioco intende dare significato a quella tensione ideale che ci fa cercare il sapere e che ci insegna a saper cercare.

25 LA RICHIESTA PER I DOCENTI: Project Management per le nuove tecnologie didattiche Fattori caratterizzanti: 1. apprendimento collaborativo, relazione e processo enfatizza gli sforzi di collaborazione tra allievi e docenti e nel gruppo di allievi. L’apprendimento collaborativo è il risultato della collaborazione per il raggiungimento di obiettivi didattici comuni; 2. Accesso a informazione e risorse documentali del percorso, inteso come un divenire aperto, non completamente codificabile e che stimola la libera esplorazione degli utenti;

26 LA RICHIESTA PER I DOCENTI: Project Management per le nuove tecnologie didattiche 3. Scambi interpersonali attraverso la comunicazione tra allievi, docenti ed eventuali attori esterni; 4. Convergenza tra applicazione e studio: la rete ( classe/docente/attori esterni ) interviene a rafforzare l’aggiornamento superando il nozionismo accademico verso l’integrazione del saper fare.

27 LA RICHIESTA PER I DOCENTI: Project Management per le nuove tecnologie didattiche PROJECT MANAGEMEN PM = progetto “qualcosa da costruire” “artefatto” PM = processo metodo PROGETTO: organizzare conoscenze e competenze per un OBIETTIVO ORGANIZZARE LA CONOSCENZA La conoscenza è una “costruzione sociale” “con senso” che scompone la COMPLESSITA’ * ipotizza soluzioni (quale… ammesso che…) tramite l’uso di indicatori; organizza il sapere in termini di: creatività - efficacia per obiettivo – efficienza.

28 LA RICHIESTA PER I DOCENTI: Project Management per le nuove tecnologie didattiche DUE MACRO- SEGMENTAZIONI Attori e Risorse: Docente Cliente utilizzatori ( discente ) Risorse Professionali Risorse tecnologiche Vincoli/Risorse: Vincolo Strumentale Vincolo temporale Vincolo di Qualità.

29 LA RICHIESTA PER I DOCENTI: Project Management per le nuove tecnologie didattiche ALCUNE DEFINIZIONI Project: gestire il processo per un obiettivo Gestione: dare valore aggiunto Valutare: il processo e non il prodotto Competenze: capacità di tradurre in fare, le conoscenze Orientamento: dare al discente ciò che serve.. ciò che chiede. Per risolvere la proposta sarebbe preferibile usare l’applicazione Power Point.


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