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Sabato Santo …lattesa. Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la.

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Presentazione sul tema: "Sabato Santo …lattesa. Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la."— Transcript della presentazione:

1 Sabato Santo …lattesa

2 Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano.

3 Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

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5 Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi sono diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.

6 Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire. Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.

7 Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio. Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».

8 E Sabato santo. Il giorno del silenzio di Dio. Ieri abbiamo cacciato il Messaggero fuori dal nostro mondo. Non faceva per noi. La grande occasione è andata perduta. E ora il suo silenzio ci avvolge; la sua assenza permea tutto e tutti. Oggi è il giorno che più somiglia, a tutti i giorni. Perché la nostra patria, da lungo tempo, non è altro che un esteso Sabato santo. Un immenso intermezzo tra il venerdì della miserabile sofferenza e la domenica della gioia perenne. Nei luoghi dove la miseria domina la vita, luomo si sente immerso nel Venerdì santo; ma da noi anche la domenicalità è lontana e quasi irraggiungibile. Noi ci siamo adattati a una vita piena di cose e in crisi di senso: un perfetto, sazio e vuoto Sabato santo. (Massimo Zambelli)

9 È un sabato di grande silenzio, vissuto nel pianto dai primi discepoli che hanno ancora nel cuore le immagini dolorose della morte di Gesù, letta come la fine dei loro sogni messianici. È anche il Sabato santo di Maria, vergine fedele, arca dellalleanza, madre dellamore. Ella vive il suo Sabato santo nelle lacrime ma insieme nella forza della fede, sostenendo la fragile speranza dei discepoli. È in questo sabato – che sta tra il dolore della Croce e la gioia di Pasqua – che i discepoli sperimentano il silenzio di Dio, la pesantezza della sua apparente sconfitta, la dispersione dovuta allassenza del Maestro, apparso agli uomini come il prigioniero della morte.

10 E in questo Sabato santo che Maria veglia nellattesa, custodendo la certezza nella promessa di Dio e la speranza nella potenza che risuscita i morti. Maria è rimasta in silenzio ai piedi della croce nellimmenso dolore della morte del Figlio e resta nel silenzio dellattesa senza perdere la fede nel Dio della vita, mentre il corpo del Crocifisso giace nel sepolcro. In questo tempo che sta tra loscurità più fitta – si fece buio su tutta la terra (Mc 15,33) – e laurora del giorno di Pasqua – di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato… al levar del sole (Mc 16,2) – Maria rivive le grandi coordinate della sua vita, coordinate che risplendono sin dalla scena dellAnnunciazione e caratterizzano il suo pellegrinaggio nella fede. Proprio così ella parla al nostro cuore, a noi, pellegrini nel Sabato santo della storia.

11 Siamo dunque nel sabato del tempo, incamminati verso lottavo giorno: fra già e non ancora dobbiamo evitare di assolutizzare loggi, con atteggiamenti di trionfalismo o, al contrario, di disfattismo. Non possiamo fermarci al buio del Venerdì santo, in una sorta di cristianesimo senza redenzione; non possiamo neanche affrettare la piena rivelazione della vittoria di Pasqua in noi, che si compirà nel secondo avvento del Figlio delluomo.

12 Il Sabato santo è vissuto dai discepoli nella paura e nel timore del peggio. Perché il futuro sembra riservare loro sconfitte e umiliazioni crescenti. Maria però vive unattesa fiduciosa e paziente; ella sa che le promesse di Dio si avvereranno. Anche nel sabato del tempo in cui ci troviamo è necessario riscoprire limportanza dellattesa; lassenza di speranza è forse la malattia mortale delle coscienze nellepoca segnata dalla fine dei sogni ideologici e delle aspirazioni a essi connesse. Allindifferenza e alla frustrazione, alla concentrazione sul puro godimento dellattimo presente, senza attese di futuro, può opporsi come antidoto soltanto la speranza. Non quella fondata su calcoli, previsioni e statistiche, ma la speranza che ha il suo unico fondamento nella promessa di Dio.

13 Oggi, o mio Dio, sono proprio sconcertato: meditare sulla tua Passione mi ha ridimensionato, ho capito che non sono nulla, senza di te, che non posso nulla, senza di te, che anche se facessi opere grandi, senza lAmore, non serve a niente. Ti ho visto morire sotto i colpi dei miei peccati, sepolto da una valanga di tradimenti, distrutto dal mio abbandono.

14 Oggi mi sento orfano, sì, non ho più il mio Dio, Come nei momenti peggiori di peccato. Sono solo, solo con i miei misfatti, solo, senza sapere a chi rivolgermi. Oggi mi hai dato una Madre, Maria, a cui potermi appoggiare, nellattesa… Sì, Signore, ne sono certo, questa non è la fine…

15 …questo è solo linizio, linizio di un nuovo interminabile giorno, il giorno della tua Risurrezione, il giorno in cui satana sarà disintegrato, il giorno in cui spariranno le paure, le ansie, i dolori, le inquietudini. Sì, mio Signore e mio Dio, Tu solo puoi liberarmi dalla schiavitù del peccato. Voglio risorgere con Te, Voglio una vita nuova, voglio una vita da Risorto. Risorgi presto, Gesù. Per me. Maràn athà. elaborato da Eugenio elaborato da Eugenio


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